Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

In sintesi

Quando una fattura deve riportare il bollo da 2 euro

L’imposta di bollo è un tributo antico, disciplinato dal DPR 642/1972, che si applica a determinati atti e documenti. Sulle fatture non si applica quasi mai, ma esiste un caso ben preciso in cui i 2 euro diventano obbligatori: quando la fattura espone importi che non sono assoggettati all’IVA e l’importo complessivo di quelle voci supera 77,47 euro.

Il motivo è il cosiddetto principio di alternatività tra IVA e imposta di bollo. In parole semplici: se una fattura porta IVA, lo Stato incassa già un tributo su quell’operazione, quindi il bollo non scatta. Quando invece l’IVA non c’è – perché l’operazione è esente, fuori campo, non imponibile o perché chi emette la fattura è un contribuente forfettario – il bollo da 2 euro prende il posto dell’IVA come tributo minimo sul documento.

Chi emette la fattura è il soggetto obbligato ad apporre il bollo. I forfettari, che per legge non addebitano IVA, sono abituati ad aggiungere in fattura una voce di rimborso spese per il bollo, scaricandone così il costo sul cliente. Capire quando il bollo è dovuto evita sia di dimenticarlo (con conseguente irregolarità) sia di apporlo inutilmente su fatture che non ne hanno bisogno.

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Bollo in fattura: quadro riassuntivo
Tipo di operazione IVA in fattura Bollo dovuto (se importo > 77,47 €)
Operazione imponibile ordinaria No
Operazione esente (art. 10 DPR 633/1972) No Sì – 2 euro
Operazione fuori campo IVA No Sì – 2 euro
Operazione non imponibile (es. export) No Sì – 2 euro
Fattura di contribuente forfettario No Sì – 2 euro
Fattura con IVA + quota esente Sì (parziale) Solo sulla quota non soggetta, se > 77,47 €

Esempio pratico

  • Tizio è un consulente informatico in regime forfettario. A maggio emette una fattura da 1.200 euro al cliente Caio per un progetto di sviluppo software. Poiché Tizio non applica IVA, la fattura è interamente ‘fuori campo IVA’. L’importo complessivo (1.200 euro) supera abbondantemente la soglia di 77,47 euro: Tizio deve quindi aggiungere il bollo da 2 euro. Di solito scrive in fattura: ‘Imposta di bollo a norma DPR 642/1972 art. 13 Tariffa Parte I – euro 2,00’. L’importo totale che addebita a Caio diventa 1.202 euro.

Documenti necessari

  • Fattura emessa (cartacea o elettronica via SdI)
  • Ricevuta di acquisto del contrassegno telematico (marca da bollo) da 2 euro, se fattura cartacea
  • F24 con codice tributo 2521-2524 per il versamento virtuale trimestrale (fattura elettronica)
  • Registro dei bolli assolti in modo virtuale (se autorizzati dall’Agenzia delle Entrate)
  • Eventuale autorizzazione all’assolvimento virtuale rilasciata dall’Agenzia delle Entrate

Tizio: libero professionista forfettario

Scenario. Tizio è un fotografo che nel 2025 opera in regime forfettario. Emette fatture senza IVA a privati e aziende per servizi fotografici. La maggior parte delle sue fatture supera i 100 euro.

Come si applica. Ogni fattura emessa da Tizio che supera 77,47 euro deve riportare il bollo da 2 euro, perché non c’è IVA e l’importo supera la soglia. Tizio sceglie di emetterle come fatture elettroniche tramite il Sistema di Interscambio (SdI): in questo caso non attacca nessuna marca da bollo fisica, ma paga l’imposta trimestralmente con modello F24. L’Agenzia delle Entrate calcola l’importo dovuto dai dati che transitano sul SdI e lo mette a disposizione nell’area riservata del portale.

In pratica

  • Nessuna marca da bollo fisica sulle fatture elettroniche: il bollo si paga via F24 ogni trimestre.
  • L’importo dovuto è già calcolato dall’Agenzia: basta verificare e pagare entro la scadenza trimestrale.
  • Se il totale di un trimestre è molto contenuto, è previsto il differimento al trimestre successivo.

Caio: medico con prestazioni esenti IVA

Scenario. Caio è un medico di base che emette ricevute e fatture per prestazioni sanitarie. Le prestazioni mediche sono esenti IVA ai sensi dell’art. 10 del DPR 633/1972. Caio emette ancora fatture cartacee.

Come si applica. Le fatture di Caio non riportano IVA perché le prestazioni sono esenti: questo significa che il bollo da 2 euro scatta se l’importo supera 77,47 euro. Caio deve acquistare dal tabaccaio il contrassegno telematico (la ‘marca da bollo’) da 2 euro e applicarlo sulla fattura cartacea prima di consegnarla al paziente. In alternativa, se emette molti documenti soggetti a bollo, potrebbe richiedere all’Agenzia delle Entrate l’autorizzazione all’assolvimento virtuale e pagare trimestralmente.

In pratica

  • Prestazioni esenti IVA sopra 77,47 euro: la marca da bollo da 2 euro è obbligatoria sulla fattura cartacea.
  • Il bollo va applicato prima di consegnare il documento al paziente o al cliente.
  • Per grandi volumi di fatture, l’assolvimento virtuale (con F24 trimestrale) è più pratico della marca fisica.

Quando rivolgersi a un professionista

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Domande frequenti

Qual è la soglia oltre la quale scatta il bollo da 2 euro?

Il bollo scatta quando l’importo complessivo della fattura non soggetto a IVA supera 77,47 euro. Se la fattura è inferiore o uguale a questa cifra, il bollo non è dovuto.

Se la fattura ha sia una parte con IVA sia una parte esente, come funziona?

Il bollo si applica solo alla quota non soggetta a IVA. Se quella quota supera 77,47 euro, il bollo da 2 euro è dovuto; se è inferiore o uguale, non scatta.

Chi paga il bollo: chi emette o chi riceve la fattura?

L’obbligo di apporre il bollo è in capo a chi emette la fattura. Tuttavia, chi emette – in particolare i forfettari – di norma addebita i 2 euro al cliente come rimborso spese, indicandolo esplicitamente in fattura.

I forfettari devono sempre mettere il bollo in fattura?

Sì, ogni volta che emettono una fattura per un importo superiore a 77,47 euro, perché i forfettari non applicano IVA e quindi le loro fatture rientrano nella categoria ‘non soggette a IVA’.

Cosa succede se dimentico di mettere il bollo?

L’omissione del bollo è una violazione tributaria soggetta a sanzione. Per le fatture elettroniche, l’Agenzia delle Entrate intercetta l’irregolarità dai dati SdI e può contestarla.

Il bollo da 2 euro è deducibile o detraibile?

Per il professionista che lo addebita al cliente come rimborso spese, il bollo è una partita di giro. Per il cliente che lo paga, dipende dal tipo di attività: in generale è un costo documentato, ma la deducibilità segue le regole generali delle spese d’impresa.

Vedi anche: Bollo in fattura del forfettario, Bollo sulla fattura elettronica, Deposito fiscale, Ritenuta d’acconto, Reverse charge IVA e Regime IOSS.

Domande frequenti

Qual è la soglia oltre la quale scatta il bollo da 2 euro?

Il bollo scatta quando l'importo complessivo della fattura non soggetto a IVA supera 77,47 euro. Se la fattura è inferiore o uguale a questa cifra, il bollo non è dovuto.

Se la fattura ha sia una parte con IVA sia una parte esente, come funziona?

Il bollo si applica solo alla quota non soggetta a IVA. Se quella quota supera 77,47 euro, il bollo da 2 euro è dovuto; se è inferiore o uguale, non scatta.

Chi paga il bollo: chi emette o chi riceve la fattura?

L'obbligo di apporre il bollo è in capo a chi emette la fattura. Tuttavia, chi emette - in particolare i forfettari - di norma addebita i 2 euro al cliente come rimborso spese, indicandolo esplicitamente in fattura.

I forfettari devono sempre mettere il bollo in fattura?

Sì, ogni volta che emettono una fattura per un importo superiore a 77,47 euro, perché i forfettari non applicano IVA e quindi le loro fatture rientrano nella categoria 'non soggette a IVA'.

Cosa succede se dimentico di mettere il bollo?

L'omissione del bollo è una violazione tributaria soggetta a sanzione. Per le fatture elettroniche, l'Agenzia delle Entrate intercetta l'irregolarità dai dati SdI e può contestarla.

Il bollo da 2 euro è deducibile o detraibile?

Per il professionista che lo addebita al cliente come rimborso spese, il bollo è una partita di giro. Per il cliente che lo paga, dipende dal tipo di attività: in generale è un costo documentato, ma la deducibilità segue le regole generali delle spese d'impresa.

Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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