Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • CCNL Lavoro Domestico: livelli, mansioni di colf, badanti e babysitter

    CCNL Lavoro Domestico (Colf, Badanti, Babysitter)

    In sintesi

    Il CCNL Lavoro Domestico classifica i lavoratori in 4 livelli (A, B, C, D) con sotto-livelli “S” (super) che indicano formazione specifica. Le mansioni vanno dall’assistente generica non formata (A) all’assistente familiare con formazione e diploma (DS). Il livello determina retribuzione, indennità e vitto-alloggio.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Fidaldo · Domina · Filcams-CGIL · Fisascat-CISL · UILTuCS-UIL · Federcolf
    Ultimo rinnovo
    28 ottobre 2025 (accordo economico, in vigore dal 1° novembre 2025)
    Vigenza
    Fino al 31 ottobre 2028
    Platea
    Oltre 817.000 assistenti familiari (dato delle parti firmatarie, ottobre 2025)

    Tabella riepilogativa

    Livelli CCNL Lavoro Domestico – profili previsti dall’art. 9
    Livello Profili Requisiti
    A Addetto alle pulizie, alla lavanderia, aiuto di cucina, stalliere, assistente ad animali domestici, addetto alle aree verdi, operaio comune Mansioni a livello esecutivo, sotto il diretto controllo del datore; non assiste persone
    AS Addetto alla compagnia di persone adulte autosufficienti Solo compagnia, senza altre prestazioni
    B Collaboratore familiare generico polifunzionale, custode di abitazione privata, addetto alla stireria, cameriere, giardiniere, operaio qualificato, autista, addetto al riassetto camere e alla prima colazione degli ospiti Specifica competenza, ancorché a livello esecutivo
    BS Assistente familiare di persone autosufficienti; baby sitter Comprende, se richieste, le attività di vitto e pulizia della casa degli assistiti
    C Cuoco Conoscenze di base teoriche e tecniche, totale autonomia e responsabilità
    CS Assistente familiare di persone non autosufficienti (non formato) Nessun titolo di formazione richiesto
    D Amministratore dei beni di famiglia, maggiordomo, governante, capo cuoco, capo giardiniere, istitutore Responsabilità, autonomia decisionale e/o coordinamento
    DS Assistente familiare di persone non autosufficienti (formato), direttore di casa, assistente familiare educatore formato Per l’assistente: diploma nel campo specifico o corsi di almeno 500 ore (nota a verbale 3)

    Gli importi 2026 sono nella scheda sulle tabelle retributive. Le indennità aggiuntive non spettano per livello in generale, ma in casi precisi: 138,54 €/mese alla baby sitter (BS) fino al sesto anno di età del bambino (97,06 € per i conviventi part-time); 119,66 €/mese (0,70 €/ora per i non conviventi) a CS e DS che assistono più di una persona non autosufficiente; 30,27 €/mese a B, BS e CS in possesso della certificazione UNI 11766:2019. Nei livelli D e DS il minimo comprende già l’indennità di funzione (207,69 €).

    La struttura a 4 livelli con sotto-livelli "S"

    Il CCNL Lavoro Domestico, sottoscritto da Fidaldo, Domina e dalle sigle Filcams-CGIL, Fisascat-CISL, UILTuCS-UIL, Federcolf, è il contratto di riferimento per oltre 817.000 assistenti familiari impiegati nei servizi alla famiglia: collaboratori domestici (colf), assistenti familiari (badanti), babysitter, governanti, cuochi privati.

    L’inquadramento è organizzato in 4 livelli base (A, B, C, D) ciascuno con un sotto-livello “S” (Super) che indica una qualifica specifica o una formazione certificata. La distinzione fondamentale è tra conviventi (alloggio presso la famiglia) e non conviventi (a ore).

    Livello A e AS: mansioni generiche

    Il livello A è quello di partenza per chi svolge mansioni esecutive sotto il diretto controllo del datore: addetto alle pulizie, alla lavanderia, aiuto di cucina, stalliere, assistente ad animali domestici, cura delle aree verdi, operaio comune. Minimo 2026: € 908,10 mensili (conviventi), € 6,51 l’ora (non conviventi).

    Il livello AS è riservato a chi svolge esclusivamente compagnia a persone adulte autosufficienti, senza altre prestazioni di lavoro: € 958,55 mensili (conviventi), € 6,76 l’ora (non conviventi).

    Livello B e BS: ruoli polifunzionali

    Il livello B identifica il collaboratore familiare generico polifunzionale (pulizia e riassetto della casa, cucina, lavanderia, assistenza ad animali domestici) e le figure con specifica competenza: custode di abitazione privata, addetto alla stireria, cameriere, giardiniere, operaio qualificato, autista. Minimo 2026: € 983,16 mensili (conviventi), € 7,01 l’ora (non conviventi).

    Il livello BS (B Super) comprende l’assistente familiare di persone autosufficienti e la baby sitter, comprese, se richieste, le attività legate al vitto e alla pulizia della casa degli assistiti. Minimo 2026: € 1.053,39 mensili (conviventi), € 7,45 l’ora (non conviventi); alla baby sitter spetta in più l’indennità per i bambini fino a sei anni.

    Livello C e CS: cuochi e badanti

    Il livello C è del cuoco, che opera con totale autonomia e responsabilità nella preparazione dei pasti e nell’approvvigionamento delle materie prime: € 1.123,63 mensili (conviventi), € 7,86 l’ora (non conviventi).

    Il livello CS identifica l’assistente familiare di persona non autosufficiente non formato (la badante senza diploma o corso di almeno 500 ore): € 1.193,84 mensili (conviventi), € 8,30 l’ora (non conviventi). Se assiste più di una persona non autosufficiente spetta in più l’indennità di € 119,66 al mese (0,70 € l’ora).

    Livello D e DS: figure altamente qualificate

    Il livello D include le figure con responsabilità, autonomia decisionale o coordinamento: amministratore dei beni di famiglia, maggiordomo, governante, capo cuoco, capo giardiniere, istitutore. Minimo 2026: € 1.404,51 mensili (conviventi), € 9,57 l’ora (non conviventi), comprensivo dell’indennità di funzione.

    Il livello DS è il livello più alto e comprende l’assistente familiare di persona non autosufficiente formato (diploma nello specifico campo o corsi di almeno 500 ore, anche estero se equipollente), il direttore di casa e l’assistente familiare educatore formato. Minimo 2026: € 1.474,73 mensili (conviventi), € 9,97 l’ora (non conviventi), comprensivo dell’indennità di funzione. Il lavoratore deve comunicare per iscritto al datore il conseguimento del diploma e consegnarne copia.

    Casi pratici

    Tizio – Colf B non convivente
    Tizio è colf polifunzionale, lavora 25 ore settimanali a Roma presso una famiglia. Stipendio livello B non convivente: € 7,01/ora × 25h × 4,33 settimane = € 758/mese lordi. Più contributi orari (€ 0,06 di cui € 0,02 a suo carico) e tredicesima.
    Caia – Badante CS convivente
    Caia assiste un’anziana non autosufficiente, è convivente e lavora a tempo pieno (massimo 54 ore settimanali, riposo di almeno 11 ore consecutive al giorno e 36 ore di riposo settimanale, di cui 24 la domenica). Livello CS: € 1.193,84 al mese. Se assistesse più di una persona non autosufficiente avrebbe in più 119,66 €. Più vitto e alloggio (€ 6,66 al giorno di valore convenzionale).
    Sempronio – Badante DS con diploma OSS
    Sempronio ha un diploma OSS (520 ore) e assiste un anziano con Alzheimer. Livello DS convivente: € 1.474,73 al mese, comprensivi dell’indennità di funzione di 207,69 € (art. 34, comma 2). Con la tredicesima sono 13 mensilità l’anno. È il livello con il minimo più alto del CCNL.

    Domande frequenti

    Quanti livelli ha il CCNL Domestico?
    Quattro livelli base (A, B, C, D) ciascuno con un sotto-livello “S” (Super). In totale sono 8 categorie di inquadramento: A, AS, B, BS, C, CS, D, DS.
    Qual è la differenza tra CS e DS per badanti?
    Il livello CS è per l’assistente di persona non autosufficiente senza diploma, il DS richiede un diploma nello specifico campo o corsi di almeno 500 ore. Per i conviventi il minimo 2026 del DS supera quello del CS di € 280,89 al mese (1.474,73 contro 1.193,84).
    Una badante convivente quanto guadagna?
    Dipende dal livello: nel 2026 il minimo è di € 1.193,84 al mese per la CS e di € 1.474,73 per la DS, più vitto e alloggio per un valore convenzionale di € 6,66 al giorno. Se assiste più di una persona non autosufficiente si aggiungono € 119,66 al mese.
    Quanto guadagna un'ora di colf nel 2026?
    Dipende dal livello e dalla convivenza. Per non conviventi: livello A € 6,51/ora, livello B € 7,01, livello BS € 7,45, livello CS € 8,30 (badante non formata).
    Il livello determina anche le ore di lavoro?
    No, l’orario massimo dipende dalla convivenza e non dal livello: 54 ore settimanali per i conviventi a tempo pieno e 40 ore per i non conviventi (art. 14). I conviventi inquadrati nei livelli B, BS e C possono essere assunti anche con orario fino a 30 ore settimanali.
    Posso assumere una colf di livello A senza esperienza?
    Sì: il livello A comprende mansioni esecutive sotto il diretto controllo del datore. Il contratto non prevede il passaggio automatico a un livello superiore dopo un certo periodo: il livello segue le mansioni effettivamente svolte, e chi svolge mansioni promiscue ha diritto al livello corrispondente alle mansioni prevalenti (nota a verbale 1).

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive 2026 di colf e badanti, preavviso, dimissioni e licenziamento, ferie, festività e permessi di colf e badanti, maternità, paternità e congedi parentali, tredicesima mensilità di colf e badanti e malattia e infortunio di colf e badanti.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Lavoro Domestico (Colf, Badanti, Babysitter). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Frontalieri e Svizzera nel 730/2026: tassazione e imposta sostitutiva

    In sintesi

    • Chi sono i frontalieri: lavoratori residenti in Italia entro 20 km dal confine svizzero che lavorano in Svizzera e rientrano ogni giorno.
    • Regime transitorio: alcuni frontalieri possono mantenere la tassazione esclusiva in Svizzera; gli altri devono dichiarare il reddito in Italia.
    • Imposta sostitutiva opzionale al 25%: chi non rientra nel regime transitorio può scegliere di pagare un’imposta sostitutiva pari al 25% delle imposte già versate in Svizzera.
    • Detrazione del 20%: chi sceglie l’imposta sostitutiva matura una detrazione pari al 20% del contributo di compartecipazione al Servizio sanitario nazionale versato.
    • Dove si dichiara: il reddito da lavoro dipendente percepito in Svizzera va indicato nel quadro C del 730, con il codice 4 nella colonna ‘Altri dati’.
    • Opzione nel quadro M: l’imposta sostitutiva si esercita compilando il rigo M38 del quadro M del modello 730.

    Come funziona la tassazione dei frontalieri che lavorano in Svizzera

    Se lavori in Svizzera e risiedi in Italia, sei un ‘lavoratore frontaliero’. Questo significa che ogni giorno (o quasi) attraversi il confine per raggiungere il posto di lavoro e poi rientri in Italia. Dal punto di vista fiscale la tua situazione è particolare: hai guadagnato il reddito in un Paese straniero, ma sei residente fiscale in Italia. Questo solleva una domanda pratica: dove e come paghi le tasse?

    Le regole sono state riviste negli ultimi anni. Esiste un ‘regime transitorio’ che permette ad alcuni frontalieri di continuare a pagare le tasse solo in Svizzera, come avveniva in passato. Chi non rientra in quel regime deve invece dichiarare il reddito in Italia. Per chi dichiara in Italia è disponibile un’opzione interessante: l’imposta sostitutiva al 25% calcolata sulle imposte già pagate alla Confederazione Elvetica, invece di applicare le aliquote IRPEF ordinarie.

    In questa guida spieghiamo come funziona il meccanismo passo dopo passo, con esempi pratici e i documenti che ti servono per compilare correttamente il 730/2026 (periodo d’imposta 2025).

    Rigo M38 – Imposta sostitutiva frontalieri: colonne principali
    Colonna Cosa si indica
    Colonna 1 – Redditi da lavoro dipendente Svizzera L'ammontare totale del reddito da lavoro percepito in Svizzera nel 2025
    Colonna 2 – Imposta assolta in Svizzera Le imposte già pagate alla Confederazione Elvetica nel 2025
    Colonna 3 – Contributo detraibile Il contributo di compartecipazione al SSN versato, per calcolare la detrazione del 20%
    Aliquota imposta sostitutiva 25% delle imposte pagate in Svizzera
    Detrazione dal contributo SSN 20% del contributo versato, detraibile dall'imposta sostitutiva

    Esempio pratico

    • Tizio risiede a Varese e lavora a Lugano. Nel 2025 ha percepito 40.000 euro di stipendio svizzero e ha pagato 8.000 euro di imposte in Svizzera. Non rientra nel regime transitorio. Sceglie l’imposta sostitutiva: 25% × 8.000 = 2.000 euro dovuti in Italia. Ha versato 500 euro di contributo SSN: detrae il 20%, cioè 100 euro. Imposta finale: 1.900 euro. Scegliere l’imposta sostitutiva gli evita di applicare le aliquote IRPEF ordinarie sull’intero reddito e gli preclude il credito d’imposta per le imposte estere.

    Documenti necessari

    • Certificazione Unica 2026 rilasciata dal datore di lavoro svizzero (con l’importo del reddito e delle imposte trattenute)
    • Documentazione che attesta il pagamento delle imposte in Svizzera divenute definitive
    • Prova della residenza in un comune italiano situato entro 20 km dal confine svizzero
    • Ricevute del contributo di compartecipazione al Servizio sanitario nazionale versato
    • Eventuale documentazione del regime transitorio applicabile

    Caso 1 – Tizio sceglie l'imposta sostitutiva

    Scenario. Tizio abita a Como, lavora a Ginevra e non rientra nel regime transitorio. Ha uno stipendio svizzero e vuole semplificare la dichiarazione.

    Come si applica. Tizio compila il rigo M38 del quadro M: indica il reddito percepito in Svizzera nella colonna 1, le imposte pagate in Svizzera nella colonna 2 e il contributo SSN versato nella colonna 3. Sceglie l’opzione: pagherà il 25% delle imposte svizzere, detraendo il 20% del contributo SSN. Questa scelta lo esclude dal credito d’imposta per le imposte estere (quadro G).

    In pratica

    • Compila solo il rigo M38: nessuna voce nel quadro C per questo reddito.
    • La scelta per l’imposta sostitutiva esclude il credito per imposte estere: le due opzioni non si cumulano.
    • Conserva la documentazione delle imposte svizzere: potrà essere richiesta in caso di controllo.

    Caso 2 – Caio non opta per l'imposta sostitutiva

    Scenario. Caio risiede a Domodossola e lavora in Canton Vallese. Non rientra nel regime transitorio e decide di non esercitare l’opzione per l’imposta sostitutiva.

    Come si applica. Caio dichiara il reddito svizzero nel quadro C del 730, indicando il codice 4 nella colonna ‘Tipo’ (redditi prodotti in zone di frontiera) o il codice 1 nella colonna ‘Altri dati’ per redditi di fonte estera. L’intero importo lordo va indicato. Poi compila il quadro G (rigo G4) per chiedere il credito d’imposta sulle imposte svizzere pagate in via definitiva.

    In pratica

    • Senza opzione sostitutiva, il reddito estero si somma agli altri redditi e si applicano le aliquote IRPEF ordinarie.
    • Il credito per le imposte estere riduce l’IRPEF dovuta ma non può superare la quota di imposta italiana proporzionale al reddito estero.
    • Valuta con il CAF o un professionista quale delle due strade è più conveniente nel tuo caso.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    Cosa si intende per 'regime transitorio' per i frontalieri svizzeri?

    Il regime transitorio permette ad alcuni frontalieri, in base alle condizioni stabilite dall’accordo bilaterale italo-svizzero, di mantenere la tassazione esclusiva in Svizzera come avveniva prima della revisione delle regole. Chi rientra in questo regime non deve dichiarare il reddito in Italia. Verifica con un professionista o con il CAF se sei nella categoria tutelata.

    Devo compilare sia il quadro C sia il quadro M?

    No. Se scegli l’imposta sostitutiva (rigo M38), non devi riportare il reddito svizzero anche nel quadro C. Le due sezioni sono alternative. Se invece non opti per la sostitutiva, il reddito va nel quadro C e il credito per le imposte estere nel quadro G.

    L'imposta sostitutiva è sempre conveniente?

    Dipende dal tuo reddito complessivo e dall’aliquota IRPEF che ti si applicherebbe. Con redditi alti e un’aliquota marginale elevata, la sostitutiva al 25% delle imposte svizzere può essere molto vantaggiosa. Con redditi bassi o in presenza di molte detrazioni, la tassazione ordinaria potrebbe risultare equivalente o migliore. Confronta le due ipotesi.

    Posso cumulare l'imposta sostitutiva con il credito per le imposte estere?

    No. Le istruzioni del 730/2026 chiariscono che la scelta per l’imposta sostitutiva esclude la possibilità di portare in detrazione dal reddito le imposte pagate alla Confederazione Elvetica tramite il quadro G.

    Cosa succede se non ho ancora ricevuto la documentazione delle imposte svizzere?

    Le imposte estere rilevanti per il credito (quadro G, rigo G4) sono quelle ‘divenute definitive’ nel periodo dal 2025 alla data di presentazione del 730/2026. Se alcune imposte non sono ancora definitive, non vanno indicate: potranno essere recuperate nella dichiarazione dell’anno successivo.

    I frontalieri pagano il contributo al Servizio sanitario nazionale?

    Sì. La legge di bilancio 2024 ha introdotto l’obbligo di una quota di compartecipazione al SSN per i frontalieri svizzeri. Chi sceglie l’imposta sostitutiva può detrarre il 20% di quanto versato (colonna 3 del rigo M38).

  • Art. 159 D.P.R. 115/2002 – Imposta di registro della sentenza e compensazione delle spese

    Art. 159 D.P.R. 115/2002

    D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 – T.U. spese di giustizia

    1. Nel caso di compensazione delle spese, se la registrazione è chiesta dall'amministrazione, l'imposta di registro della sentenza è prenotata a debito, per la metà, o per la quota di compensazione, ed è pagata per il rimanente dall'altra parte; se la registrazione è chiesta dalla parte diversa dall'amministrazione, nel proprio interesse o per uno degli usi previsti dalla legge, l'imposta di registro della sentenza è pagata per intero dalla stessa parte.

  • Art. 69 D.Lgs. 209/2005 – Obblighi di comunicazione

    Art. 69 D.Lgs. 209/2005 – Obblighi di comunicazione

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    1. Chiunque intende divenire titolare di partecipazioni indicate dall'articolo 68 in un'impresa di assicurazione o di riassicurazione ne dà comunicazione all' IVASS . Negli altri casi le variazioni delle partecipazioni sono comunicate quando il titolare ha superato, in aumento o in diminuzione, la misura stabilita con regolamento adottato dall' IVASS .

    2. Le società fiduciarie, che intendono assumere a proprio nome partecipazioni che appartengono a terzi, comunicano all' IVASS le generalità dei fiducianti.

    3. L' IVASS , al fine di verificare l'osservanza degli obblighi indicati nel presente articolo, può chiedere informazioni, ordinare l'esibizione di documenti e il compimento di accertamenti ai soggetti comunque interessati.

    4. L' IVASS , con regolamento, determina presupposti, modalità, termini e contenuto delle comunicazioni previste dai commi 1 e 2, anche con riguardo alle ipotesi nelle quali il diritto di voto spetta o è attribuito ad un soggetto diverso dal titolare delle partecipazioni .

  • Art. 134 L. 633/1941

    Art. 134 L. 633/1941

    Testo vigente verificato su Normattiva. Scheda in arricchimento editoriale.

    I contratti di edizione si estinguono: 1) per il decorso del termine contrattuale; 2) per l'impossibilità di portarli a compimento a cagione dell'insuccesso dell'opera; 3) per la morte dell'autore, prima che l'opera sia compiuta, salva l'applicazione delle norme dell'art. 121; 4) perché l'opera non può essere pubblicata, riprodotta o messa in commercio per effetto di una decisione giudiziaria o di una disposizione di legge; 5) nei casi di risoluzione contemplati dall'art. 128 o nel caso previsto dall'art. 133; 6) nel caso di ritiro dell'opera dal commercio, a sensi delle disposizioni della sezione quinta di questo capo.

    Fonte: Normattiva.it.

  • Art. 68 D.Lgs. 209/2005 – Autorizzazioni

    Art. 68 D.Lgs. 209/2005 – Autorizzazioni

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    1. L'IVASS autorizza preventivamente l'acquisizione, a qualsiasi titolo, in un'impresa di assicurazione o di riassicurazione di partecipazioni che comportano il controllo o l'acquisizione di una partecipazione qualificata, tenuto conto delle azioni o quote già possedute.

    2. L'IVASS autorizza preventivamente le variazioni delle partecipazioni nei casi in cui la quota dei diritti di voto o del capitale raggiunga o superi il 20 per cento, 30 per cento, o 50 per cento ed, in ogni caso, quando le variazioni comportano il controllo dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione.

    2-bis Ai fini dell'applicazione dei Capi I e II del presente Titolo, si considera anche l'acquisizione di partecipazioni da parte di più soggetti che intendono esercitare in modo concertato i relativi diritti sulla base di accordi in qualsiasi forma conclusi, quando tali partecipazioni, cumulativamente considerate, configurino una partecipazione ai sensi dei commi 1 e 2.

    3. L'autorizzazione prevista dal comma 1 è necessaria anche per l'acquisizione del controllo di una società che detiene le partecipazioni di cui al medesimo comma. Le autorizzazioni previste dal presente articolo si applicano anche all'acquisizione, in via diretta o indiretta, del controllo derivante da un contratto con l'impresa di assicurazione o di riassicurazione o da una clausola del suo statuto.

    4. L'IVASS individua, con regolamento, i soggetti tenuti a richiedere l'autorizzazione quando i diritti derivanti dalle partecipazioni indicate nei commi 1 e 2 spettano o sono attribuiti a un soggetto diverso dal titolare delle partecipazioni stesse.

    5. L'IVASS rilascia l'autorizzazione quando ricorrono condizioni atte a garantire una gestione sana e prudente dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione, valutando la qualità del potenziale acquirente e la solidità finanziaria del progetto di acquisizione avuto riguardo anche ai possibili effetti dell'operazione sulla protezione degli assicurati dell'impresa interessata, sulla base dei seguenti criteri: la reputazione del potenziale acquirente da valutarsi in conformità a quanto previsto dall'ordinamento europeo anche tenuto conto dei relativi orientamenti, disposizioni e raccomandazioni, , ivi compreso il possesso dei requisiti previsti ai sensi dell'articolo 77; il possesso dei requisiti previsti ai sensi dell'articolo 76 da parte di coloro che, in esito all'acquisizione, svolgeranno funzioni di amministrazione, direzione e controllo nell'impresa; la solidità finanziaria del potenziale acquirente; la capacità dell'impresa di rispettare a seguito dell'acquisizione le disposizioni che ne regolano l'attività; l'idoneità della struttura del gruppo del potenziale acquirente a consentire l'esercizio efficace della vigilanza; l'assenza di fondato sospetto che l'acquisizione sia connessa ad operazioni di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo.

    5-bis. L'IVASS opera in piena consultazione con le altre Autorità competenti, nei casi in cui il potenziale acquirente sia una banca, un'impresa di investimento o una società di gestione ai sensi dell' articolo 2, paragrafo 1, lettera b), della direttiva 2009/65/CE autorizzato in Italia, ovvero uno dei soggetti di cui all'articolo 204, comma 1, lettere b) o c), ad essi relativi. Si applicano, in tali casi, le disposizioni di cui all'articolo 204, commi 1-bis e 1-ter.

    6. Se alle operazioni di cui ai commi 1 e 3 partecipano soggetti appartenenti a Stati terzi che non assicurano condizioni di reciprocità, l'IVASS comunica la richiesta di autorizzazione al Ministro dello sviluppo economico, su proposta del quale il Presidente del Consiglio dei Ministri può vietare, entro un mese dalla comunicazione, il rilascio dell'autorizzazione.

    7. L'IVASS può sospendere o revocare l'autorizzazione, tenuto conto delle partecipazioni acquisite o rafforzate per effetto di accordi di cui all'articolo 70 o di altri eventi successivi all'autorizzazione.

    8. I provvedimenti che concedono, rifiutano, revocano o sospendono l'autorizzazione sono adeguatamente motivati e sono prontamente comunicati al richiedente e all'impresa interessata e sono quindi pubblicati nel Bollettino.

    9. L'IVASS determina con regolamento le disposizioni di attuazione sulla base delle rilevanti disposizioni dell'ordinamento comunitario, e in particolare disciplina i criteri di calcolo dei diritti di voto rilevanti ai fini dell'applicazione delle soglie previste ai commi 1 e 2, ivi inclusi i casi in cui i diritti di voto non sono computati ai fini dell'applicazione dei medesimi commi ed i criteri per l'individuazione dei casi di influenza notevole.

  • Welfare CCNL Studi Professionali: Cadiprof, Ebipro e Gestione Professionisti

    CCNL Studi Professionali

    In sintesi

    Il CCNL Studi Professionali offre uno dei sistemi di welfare contrattuale più ricchi del terziario italiano: Cadiprof (fondo sanità integrativa), Ebipro (ente bilaterale nazionale), Gestione Professionisti (dal 2015 per i professionisti). Contributo unico di 29 €/mese per lavoratore (di cui 2 € a carico lavoratore). Prestazioni includono sanità integrativa, sostegno famiglia, asilo nido, formazione, prestiti agevolati.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Confprofessioni (datoriale) · Filcams-CGIL · Fisascat-CISL · UILTuCS-UIL (sindacali)
    Ultimo rinnovo
    16 febbraio 2024 (ultima tranche di aumento dal 1° dicembre 2026)
    Vigenza
    16 febbraio 2024 – 15 febbraio 2027 (la prima tranche di aumento decorre dal 1° marzo 2024)
    Platea
    341.015 lavoratori in 130.011 aziende (archivio CNEL, codice H442)
    Fonte
    testo integrale del CCNL 16 febbraio 2024 (Confprofessioni)

    Tabella riepilogativa

    Welfare contrattuale CCNL Studi Professionali
    Strumento Tipo Beneficiari
    Cadiprof Sanità integrativa Lavoratori dipendenti
    Ebipro Ente bilaterale nazionale Studi e lavoratori
    Gestione Professionisti Welfare professionisti Anche non dipendenti
    BeProf Servizi welfare Tutti i professionisti
    Contributo unico 29 €/mese 27 € datore + 2 € lavoratore

    Cadiprof: il fondo sanità integrativa

    Cadiprof (Cassa di Assistenza Sanitaria Integrativa per i Dipendenti degli Studi Professionali) è il fondo di sanità integrativa per i lavoratori del CCNL Studi Professionali. Iscrizione automatica per tutti i dipendenti.

    Cosa copre Cadiprof:

    • Visite specialistiche e accertamenti diagnostici (RM, TAC, ecografie)
    • Prestazioni odontoiatriche (ablazione, otturazioni, ortodonzia, impianti)
    • Ricoveri ospedalieri (anche in strutture private)
    • Prestazioni oculistiche (visite, occhiali)
    • Maternità e check-up annuali
    • Prevenzione oncologica
    • Rimborsi per fisioterapia, riabilitazione

    Cadiprof: prestazioni a sostegno della famiglia

    Una caratteristica distintiva di Cadiprof: ampi servizi a sostegno della famiglia:

    • Asilo nido: contributo annuale per rimborso parziale della retta
    • Scuole materne: contributo per scuole convenzionate
    • Baby-sitter: contributo in casi specifici (emergenze familiari)
    • Centri estivi figli: contributo per attività estive
    • Sostegno non autosufficienti: assistenza a familiari anziani o disabili
    • Borse di studio per i figli: per merito scolastico

    Queste prestazioni rendono il welfare Cadiprof particolarmente ricco rispetto ad altri fondi di settore.

    Ebipro: l'ente bilaterale nazionale

    Ebipro (Ente Bilaterale Nazionale Studi Professionali) è l’ente bilaterale paritetico del settore. Funzioni:

    • Formazione professionale e aggiornamento
    • Sostegno al reddito (in casi specifici)
    • Conciliazione di controversie
    • Sostegno alle imprese (servizi alle PMI e studi)
    • Politiche del lavoro (incentivi all’occupazione)

    Gestione Professionisti e BeProf

    Gestione Professionisti, istituita nell’ente bilaterale degli studi professionali nel 2015, è una gestione autonoma e separata dedicata a coperture e servizi per i professionisti (anche non datori di lavoro, cioè senza dipendenti).

    BeProf, attiva dal 2020, ha esteso queste opportunità a tutti i professionisti, anche non datori di lavoro. Vantaggi per i professionisti:

    • Sanità integrativa
    • Pensione complementare
    • Supporto a non autosufficienti
    • Sostegno famiglia

    Contributo: 29 €/mese suddiviso

    Il contributo complessivo unificato per Cadiprof + Ebipro è di 29 €/mese per lavoratore, di cui:

    • 27 € a carico del datore (studio)
    • 2 € a carico del lavoratore

    Il contributo del lavoratore (24 €/anno) è una piccola quota detraibile fiscalmente. Genera diritto a prestazioni del valore di centinaia o migliaia di euro l’anno (visite, ricoveri, contributi asilo).

    Casi pratici

    Tizio – Visita odontoiatrica con Cadiprof
    Tizio (3° livello) deve fare un impianto dentale (~1.500 €). Cadiprof copre fino al 70% secondo nomenclatore: rimborso ~1.050 €. Tizio paga solo ~450 €. Senza Cadiprof avrebbe pagato l’intero importo.
    Caia – Contributo asilo nido per la figlia
    Caia (2° livello) iscrive la figlia all’asilo nido comunale (~3.000 €/anno). Cadiprof le rimborsa ~600 € all’anno. Caia compila la richiesta con la documentazione delle spese.
    Sempronio – Praticante avvocato con BeProf
    Sempronio è praticante avvocato. Anche se non è ancora professionista qualificato, può accedere ai servizi BeProf: sanità integrativa, formazione, supporto. Particolarmente utile durante il praticantato quando il reddito è ridotto.

    Domande frequenti

    Cos'è Cadiprof?
    Cassa di Assistenza Sanitaria Integrativa per i Dipendenti degli Studi Professionali. Fondo di sanità integrativa con iscrizione automatica, copre visite, ricoveri, odontoiatria, sostegno famiglia.
    Quale contributo paga il datore?
    27 € al mese a carico dello studio (più 2 € a carico del lavoratore, trattenuti in busta). Totale 29 € per lavoratore. In cambio: prestazioni di valore molto superiore.
    Cadiprof offre contributo asilo nido?
    Sì, contributo annuale per rimborso parziale della tassa di iscrizione all’asilo nido. Da richiedere con documentazione spese. Importo orientativo 500-700 € l’anno.
    Cos'è BeProf?
    Sistema welfare attivo dal 2020 esteso a tutti i professionisti (anche non datori di lavoro). Include sanità integrativa, pensione complementare, supporto familiare. Particolarmente utile per professionisti freelance.
    Conviene aderire ai fondi pensione del settore?
    Sì, soprattutto per giovani. Il CCNL non prevede un contributo specifico del datore al fondo pensione, ma esistono fondi negoziali (Fonte) e aperti con vantaggi fiscali significativi.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi per livello, Preavviso e licenziamento nel CCNL Studi Professionali, Ferie e permessi nel CCNL Studi Professionali, Maternità e congedi parentali nel CCNL Studi Professionali, Tredicesima e premi nel CCNL Studi Professionali e Malattia e infortunio nel CCNL Studi Professionali.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Studi Professionali. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Tredicesima e premi nel CCNL Studi Professionali

    CCNL Studi Professionali

    In sintesi

    Il CCNL Studi professionali prevede 14 mensilità: la tredicesima alla vigilia di Natale (art. 142) e la quattordicesima in coincidenza con le ferie e comunque entro il 30 giugno (art. 143), ciascuna pari a una mensilità. I premi di risultato esistono solo con un accordo; nel 2026 e 2027 sono tassati all’1% fino a 5.000 €.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Confprofessioni (datoriale) · Filcams-CGIL · Fisascat-CISL · UILTuCS-UIL (sindacali)
    Ultimo rinnovo
    16 febbraio 2024 (ultima tranche di aumento dal 1° dicembre 2026)
    Vigenza
    16 febbraio 2024 – 15 febbraio 2027 (la prima tranche di aumento decorre dal 1° marzo 2024)
    Platea
    341.015 lavoratori in 130.011 aziende (archivio CNEL, codice H442)
    Fonte
    testo integrale del CCNL 16 febbraio 2024 (Confprofessioni)

    Tabella riepilogativa

    Mensilità aggiuntive nel CCNL Studi professionali
    Voce Importo Quando
    Tredicesima (art. 142) Una mensilità della retribuzione in atto Alla vigilia di Natale
    Quattordicesima (art. 143) Una mensilità della retribuzione di fatto al 30 giugno Con le ferie, e comunque entro il 30 giugno
    Totale mensilità annue 14 –
    Premio di risultato Solo se previsto da un accordo Variabile

    Tredicesima e quattordicesima

    Il CCNL Studi professionali prevede 14 mensilità. La tredicesima si paga alla vigilia di Natale ed è pari a una mensilità della retribuzione in atto (art. 142). La quattordicesima si paga in coincidenza con le ferie e comunque entro il 30 giugno, pari a una mensilità della retribuzione globale di fatto in atto a quella data (art. 143).

    Chi è assunto o cessa durante l’anno riceve tanti dodicesimi quanti sono i mesi di servizio; una frazione di mese di almeno quindici giorni conta come mese intero. Dalla tredicesima si tolgono i ratei dei periodi non retribuiti, ma maternità, paternità e congedo parentale non la riducono. Nella base entrano minimo, elemento di allineamento (solo dove spetta), scatti e superminimi.

    Premi di risultato e welfare

    Il contratto nazionale non fissa premi di risultato: esistono solo se un accordo li prevede e li lega a obiettivi misurabili. Per il 2026 e il 2027 la legge di bilancio (L. 199/2025) li tassa all’1% fino a 5.000 € l’anno, per chi nell’anno precedente ha avuto un reddito di lavoro dipendente fino a 80.000 €. Se l’accordo lo consente, il premio può essere convertito in servizi di welfare, non tassati entro i limiti di legge. A parte c’è l’assistenza sanitaria integrativa Cadiprof, pagata dallo studio.

    Casi pratici

    Tizio – Le due mensilità al 2° livello
    Tizio è al 2° livello, assunto da poco e senza scatti. Dal 1° dicembre 2026 la sua retribuzione è il minimo di 1.878,26 € al mese: l’elemento di allineamento (102,53 € al 2° livello) spetta solo a chi veniva dal vecchio CCNL Confedertecnica e non agli assunti dal 1° luglio 2004 (art. 140). Alla vigilia di Natale riceve la tredicesima e, entro il 30 giugno 2027, la quattordicesima, ciascuna dello stesso importo.
    Caia – Assunta a marzo
    Caia è assunta il 1° marzo. Alla scadenza di giugno riceve la quattordicesima in proporzione ai mesi lavorati, e a dicembre la tredicesima per 10 dodicesimi.
    Sempronio – Premio di risultato nel 2026
    Lo studio di Sempronio ha un accordo che premia il numero di pratiche chiuse. Nel 2026 riceve 3.000 € di premio, tassati all’1% (30 €) invece che con l’IRPEF ordinaria.

    Domande frequenti

    Il CCNL Studi Professionali prevede la 14ª?
    Sì: si paga in coincidenza con le ferie e comunque entro il 30 giugno, pari a una mensilità della retribuzione di fatto (art. 143). Le mensilità sono 14.
    Quando arriva la tredicesima?
    Alla vigilia di Natale (art. 142). È pari a una mensilità della retribuzione in atto e matura per dodicesimi.
    Come sono tassati i premi di risultato nel 2026?
    All’1% fino a 5.000 € l’anno, per il 2026 e il 2027, se c’è un accordo che li prevede e il reddito di lavoro dipendente dell’anno precedente non supera 80.000 €.

    Fonti: CCNL Studi professionali 2024, testo integrale (Confprofessioni). Dati verificati su queste fonti a ottobre 2026.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi per livello, Preavviso e licenziamento nel CCNL Studi Professionali, Ferie e permessi nel CCNL Studi Professionali, Maternità e congedi parentali nel CCNL Studi Professionali, Malattia e infortunio nel CCNL Studi Professionali e Periodo di prova nel CCNL Studi Professionali.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Studi Professionali. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Apprendistato nel CCNL Studi Professionali: 3 tipologie

    CCNL Studi Professionali

    In sintesi

    Il CCNL Studi Professionali prevede tre tipologie di apprendistato: professionalizzante (acquisizione di una qualifica), per diploma (per giovani in percorso scolastico), alta formazione e ricerca (per laureandi e dottorandi, incluse pratiche professionali). Le pratiche professionali (es. praticantato avvocato, commercialista) possono integrarsi con l’apprendistato di alta formazione per accelerare l’inserimento.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Confprofessioni (datoriale) · Filcams-CGIL · Fisascat-CISL · UILTuCS-UIL (sindacali)
    Ultimo rinnovo
    16 febbraio 2024 (ultima tranche di aumento dal 1° dicembre 2026)
    Vigenza
    16 febbraio 2024 – 15 febbraio 2027 (la prima tranche di aumento decorre dal 1° marzo 2024)
    Platea
    341.015 lavoratori in 130.011 aziende (archivio CNEL, codice H442)
    Fonte
    testo integrale del CCNL 16 febbraio 2024 (Confprofessioni)

    Tabella riepilogativa

    Tipologie di apprendistato CCNL Studi Professionali
    Tipologia Destinatari Durata
    Professionalizzante 18-29 anni 30 mesi (Quadri, 1° e 2° livello) o 36 mesi (3° super, 3°, 4° super, 4°); non ammesso per il 5°
    Per diploma 15-25 anni in percorso scolastico 3-4 anni
    Alta formazione e ricerca Laureandi, dottorandi, praticanti Variabile
    Aliquota contributiva 10% (vs 30%) Per durata apprendistato

    Le 3 tipologie di apprendistato

    Il CCNL Studi Professionali prevede tutte e 3 le tipologie di apprendistato del D.Lgs. 81/2015:

    • Apprendistato professionalizzante (art. 44): per giovani 18-29 anni che vogliono acquisire una qualifica professionale. Durata fino a 36 mesi. Tipico negli studi commercialisti, legali, tecnici.
    • Apprendistato per diploma o specializzazione (art. 43): per giovani 15-25 anni in percorso scolastico (scuola secondaria, IFTS, ITS). Durata 3-4 anni.
    • Apprendistato di alta formazione e ricerca (art. 45): per laureandi, masterizzandi, dottorandi. Include il praticantato professionale (es. praticantato avvocato, commercialista, consulente del lavoro).

    Apprendistato di alta formazione: il praticantato

    L’apprendistato di alta formazione e ricerca è particolarmente rilevante per gli studi professionali perché può essere usato per inquadrare il praticantato professionale (es. praticante avvocato, praticante commercialista, praticante consulente del lavoro).

    Vantaggi rispetto al praticantato “tradizionale”:

    • Rapporto di lavoro dipendente vero e proprio (retribuzione, contributi, ferie)
    • Aliquota contributiva agevolata al 10%
    • Riconoscimento formale del percorso formativo
    • Possibilità di acquisire titoli accademici (laurea magistrale, master, dottorato) in modalità integrata

    Apprendistato professionalizzante negli studi

    Per giovani 18-29 anni che vogliono diventare contabili, addetti studio, paralegal, igienisti dentali, ecc. Durata di 30 mesi per Quadri, 1° e 2° livello e di 36 mesi per 3° super, 3°, 4° super e 4°; non è ammesso per il 5° livello (art. 30 e Allegato B). La retribuzione è una percentuale del minimo del livello finale: 70% nei primi 12 mesi, 85% fino al 24° mese, 93% nei mesi successivi.

    Formazione obbligatoria complessiva (Allegato B, tabella 2): 260 ore per Quadri, 1° e 2° livello; 270 ore per 3° super e 3°; 280 ore per 4° super e 4°, comprese nell’orario di lavoro.

    Retribuzione dell’apprendista in % del minimo del livello finale (Allegato B)
    Tipologia Primi 12 mesi Dal 13° al 24° mese Mesi successivi
    Professionalizzante 70% 85% 93%
    Qualifica e diploma professionale 45% 55% 65%
    Alta formazione e ricerca (anche praticantato) 40% 50% 60%

    Fonte: Allegato B al CCNL Studi Professionali 2024 (Confprofessioni). Le percentuali si applicano alla retribuzione tabellare del livello di inquadramento finale.

    Vantaggi contributivi per il datore

    Come negli altri settori:

    • Aliquota contributiva ridotta al 10% per la durata dell’apprendistato
    • Aliquota ulteriormente ridotta nei primi anni per i datori fino a 9 dipendenti
    • Conferma di occupazione: contributi ridotti per 12 mesi successivi
    • Apprendista escluso dal computo per soglie dimensionali (Statuto)

    Casi pratici

    Tizio – Apprendista contabile professionalizzante
    Tizio (22 anni, diploma di ragioneria) assunto come apprendista contabile (2° livello). Durata 30 mesi, come per tutti gli apprendisti destinati al 2° livello. Primi 12 mesi al 70% del minimo del 2° livello, dal 13° al 24° mese all’85%, dal 25° al 30° al 93%. Dal 31° mese: 2° livello al 100%.
    Caia – Praticante avvocato con alta formazione
    Caia è praticante avvocato in studio legale. Lo studio la inquadra come apprendista di alta formazione (1° livello). Vantaggi: rapporto di lavoro vero, contributi al 10%, retribuzione regolare, ferie, malattia. Il praticantato durerà 18 mesi (esame di Stato avvocato).
    Sempronio – Apprendista per diploma in studio dentistico
    Sempronio (17 anni, iscritto a un percorso di istruzione e formazione professionale per odontotecnico) assunto come apprendista per diploma in uno studio dentistico. Durata 4 anni. Alterna scuola e lavoro. Al termine: diploma + qualifica di odontotecnico + offerta di assunzione.

    Domande frequenti

    Quante tipologie di apprendistato ci sono nel CCNL Studi?
    3: professionalizzante (18-29 anni), per diploma (15-25 in scuola), alta formazione e ricerca (laureandi, dottorandi, praticanti professionali).
    Il praticantato avvocato può essere apprendistato?
    Sì, tramite l’apprendistato di alta formazione e ricerca. Vantaggi: rapporto di lavoro vero, contributi 10%, retribuzione regolare, ferie, tutela contrattuale.
    Quanto dura l'apprendistato professionalizzante negli Studi?
    30 mesi se il livello finale è Quadro, 1° o 2°; 36 mesi per 3° super, 3°, 4° super e 4°. Per il 5° livello il professionalizzante non è ammesso (art. 30 e Allegato B).
    Quale formazione fa un apprendista in studio?
    Nel professionalizzante, 260, 270 o 280 ore complessive a seconda del livello finale (Allegato B), comprese nell’orario di lavoro, più l’eventuale formazione di base offerta dalla Regione. Per il praticantato in apprendistato di alta formazione il minimo è di 300 ore (art. 32).
    Quali vantaggi per il datore?
    Aliquota contributiva ridotta al 10% per tutta la durata. Sgravi per studi piccoli. Esclusione dal computo per soglie dimensionali. Retribuzione in percentuale crescente del minimo finale (70%, 85%, 93% nel professionalizzante).

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi per livello, Preavviso e licenziamento nel CCNL Studi Professionali, Ferie e permessi nel CCNL Studi Professionali, Maternità e congedi parentali nel CCNL Studi Professionali, Tredicesima e premi nel CCNL Studi Professionali e Malattia e infortunio nel CCNL Studi Professionali.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Studi Professionali. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • TFR nel CCNL Studi Professionali: calcolo e fondi pensione

    CCNL Studi Professionali

    In sintesi

    Il TFR nel CCNL Studi Professionali segue le regole nazionali (retribuzione annua ÷ 13,5, rivalutazione 1,5% + 75% ISTAT). Anticipazione possibile con almeno 8 anni di anzianità. I lavoratori possono aderire a fondi pensione complementari (Fondo Fonte, Fondo Cooperlavoro o altri). Il CCNL Studi prevede 14 mensilità, e nella base di calcolo del TFR entrano anche tredicesima e quattordicesima.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Confprofessioni (datoriale) · Filcams-CGIL · Fisascat-CISL · UILTuCS-UIL (sindacali)
    Ultimo rinnovo
    16 febbraio 2024 (ultima tranche di aumento dal 1° dicembre 2026)
    Vigenza
    16 febbraio 2024 – 15 febbraio 2027 (la prima tranche di aumento decorre dal 1° marzo 2024)
    Platea
    341.015 lavoratori in 130.011 aziende (archivio CNEL, codice H442)
    Fonte
    testo integrale del CCNL 16 febbraio 2024 (Confprofessioni)

    Tabella riepilogativa

    TFR CCNL Studi Professionali
    Voce Valore
    Quota annua accantonata Retribuzione annua ÷ 13,5
    Rivalutazione annua 1,5% fisso + 75% indice ISTAT FOI
    Imposta sostitutiva 17%
    Mensilità incluse nel calcolo 14 (tredicesima e quattordicesima)
    Anticipazione: anzianità minima 8 anni
    Anticipazione: tetto 70%
    Fondo negoziale di riferimento Fon.Te. (art. 18): 1,55% a carico del datore, almeno 0,55% a carico del lavoratore
    Neoassunti di prima assunzione dal 1° luglio 2026 Adesione automatica, rinuncia entro 60 giorni

    Calcolo del TFR

    Il TFR si calcola dividendo la retribuzione utile annua per 13,5. Per il CCNL Studi (14 mensilità annue), la retribuzione utile è quella elencata dall’art. 148: paga base tabellare conglobata, scatti, assegni ad personam, aumenti di merito e superminimi, tredicesima e quattordicesima, indennità erogate con continuità.

    Esempio: 2° livello senza scatti, dal 1° dicembre 2026, con il minimo di 1.878,26 € al mese per 14 mensilità: 26.295,64 € l’anno. Quota TFR annua: 26.295,64 / 13,5 = 1.947,83 €. L’elemento di allineamento (102,53 € al 2° livello) si aggiunge solo per chi veniva dal vecchio CCNL Confedertecnica ed era assunto prima del 1° luglio 2004.

    Su 10 anni, a retribuzione invariata, le quote sommano 19.478,30 €, a cui si aggiungono le rivalutazioni annue.

    Rivalutazione

    Rivalutazione annua: 1,5% fisso + 75% indice ISTAT FOI. Imposta sostitutiva del 17% sulla rivalutazione.

    Anticipazione

    Art. 150 del CCNL: almeno 8 anni di anzianità presso lo stesso studio, una sola volta, fino al 70% del TFR maturato, per spese sanitarie straordinarie, acquisto della prima casa per sé o per i figli, congedo parentale e congedi per la formazione. Lo studio deve accogliere ogni anno le richieste entro il 10% degli addetti, con un minimo di una.

    Fondi pensione complementari

    Il fondo negoziale di riferimento del settore è Fon.Te., il fondo del terziario in cui è confluito il vecchio Pre.Vi.Prof. (art. 18 del CCNL). Chi aderisce riceve dallo studio un contributo dell’1,55% della retribuzione utile per il TFR e versa almeno lo 0,55%; il TFR maturando va al fondo per intero (per i lavoratori con prima occupazione successiva al 28 aprile 1993). Restano possibili i fondi pensione aperti e i PIP, ma senza il contributo contrattuale del datore.

    Dal 1° luglio 2026 i lavoratori del settore privato di prima assunzione aderiscono automaticamente alla forma pensionistica prevista dal contratto collettivo; entro 60 giorni possono rinunciare e tenere il TFR in azienda oppure sceglierne un’altra (art. 8, commi 7 e seguenti, D.Lgs. 252/2005, come modificato dalla L. 199/2025). Chi non è alla prima assunzione sceglie entro 60 giorni dall’assunzione.

    Casi pratici

    Tizio – TFR su 10 anni 2° livello
    Tizio (2° livello) lavora 10 anni con una retribuzione annua di 26.295,64 € su 14 mensilità (minimo dal 1° dicembre 2026). Quota TFR annua: 1.947,83 €; in 10 anni 19.478,30 €, più le rivalutazioni.
    Caia – Anticipo TFR per prima casa
    Caia (1° livello, 10 anni anzianità) ha 22.000 € di TFR. Acquista prima casa. Chiede anticipo 70% = 15.400 €. Erogato entro 30 giorni con contratto preliminare.
    Sempronio – Adesione fondo pensione
    Sempronio (28 anni, 3° livello) aderisce a un fondo pensione complementare. Aderisce a Fon.Te.: destina il 100% del TFR, versa almeno lo 0,55% come contributo personale (deducibile) e riceve dallo studio l’1,55%. Su 35 anni di carriera, montante finale superiore al solo TFR.

    Domande frequenti

    Come si calcola il TFR nel CCNL Studi?
    Retribuzione utile annua diviso 13,5. Nella retribuzione utile entrano anche tredicesima e quattordicesima: il CCNL Studi prevede 14 mensilità.
    Posso chiedere un anticipo del TFR?
    Sì, con almeno 8 anni di anzianità presso lo stesso studio, una sola volta, max 70%, per causali specifiche.
    Quando viene pagato il TFR?
    Alla cessazione del rapporto, nei tempi tecnici per calcolare la rivalutazione e comunque non oltre 30 giorni dalla cessazione (art. 149). In caso di ritardo non imputabile al lavoratore sono dovuti interessi.
    A quali fondi pensione posso aderire?
    Il fondo contrattuale è Fon.Te. (art. 18), con contributo dello studio dell’1,55%; sono possibili anche fondi aperti e PIP. Dal 1° luglio 2026 chi è alla prima assunzione aderisce automaticamente e può rinunciare entro 60 giorni.
    Conviene aderire al fondo pensione?
    Sì, soprattutto per i giovani con orizzonte temporale lungo. Comporta contributo del datore aggiuntivo + deduzione fiscale dei versamenti personali + tassazione finale agevolata (9-15%).

    Fonti: CCNL Studi professionali 2024, testo integrale (Confprofessioni). Dati verificati su queste fonti a ottobre 2026.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi per livello, Preavviso e licenziamento nel CCNL Studi Professionali, Ferie e permessi nel CCNL Studi Professionali, Maternità e congedi parentali nel CCNL Studi Professionali, Tredicesima e premi nel CCNL Studi Professionali e Malattia e infortunio nel CCNL Studi Professionali.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Studi Professionali. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Preavviso e licenziamento nel CCNL Studi Professionali

    CCNL Studi Professionali

    In sintesi

    Il preavviso nel CCNL Studi Professionali (art. 146) si conta in giorni di calendario e dipende da livello e anzianità: per il licenziamento va da 15 giorni (5° livello fino a 5 anni) a 150 giorni (Quadri e 1° livello oltre 10 anni); per le dimissioni da 10 a 135 giorni. I termini decorrono dal 1° o dal 16° giorno di ciascun mese.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Confprofessioni (datoriale) · Filcams-CGIL · Fisascat-CISL · UILTuCS-UIL (sindacali)
    Ultimo rinnovo
    16 febbraio 2024 (ultima tranche di aumento dal 1° dicembre 2026)
    Vigenza
    16 febbraio 2024 – 15 febbraio 2027 (la prima tranche di aumento decorre dal 1° marzo 2024)
    Platea
    341.015 lavoratori in 130.011 aziende (archivio CNEL, codice H442)
    Fonte
    testo integrale del CCNL 16 febbraio 2024 (Confprofessioni)

    Tabella del preavviso: licenziamento e dimissioni

    Preavviso CCNL Studi Professionali in giorni di calendario (art. 146)
    Livello Licenziamento fino a 5 anni Licenziamento 5-10 anni Licenziamento oltre 10 anni Dimissioni fino a 5 anni Dimissioni 5-10 anni Dimissioni oltre 10 anni
    Quadri e 1° 90 120 150 75 105 135
    2° 60 90 120 60 90 120
    3° super e 3° 30 40 50 28 35 42
    4° super e 4° 20 30 40 15 25 30
    5° 15 20 25 10 15 25

    Fonte: art. 146 del CCNL Studi Professionali 16 febbraio 2024. I termini hanno inizio dal 1° o dal 16° giorno di ciascun mese. Le colonne «5-10 anni» valgono oltre i 5 e fino a 10 anni di anzianità.

    Quando si applica il preavviso

    Il preavviso è dovuto in caso di:

    • Licenziamento per giustificato motivo soggettivo o oggettivo (esclusa giusta causa)
    • Dimissioni del lavoratore (escluse dimissioni per giusta causa)
    • Recesso per superamento del comporto malattia

    Non si applica in caso di: prova, giusta causa, contratto a termine in scadenza naturale.

    Decorrenza: 1° o 16° del mese

    Particolarità del CCNL Studi: i termini di preavviso hanno inizio dal 1° o dal 16° giorno di ciascun mese (art. 146), cioè dalla prima di queste due date successiva alla comunicazione.

    Esempio: lettera di licenziamento del 12 marzo a un 3° livello con meno di 5 anni di anzianità. Preavviso 30 giorni. Decorrenza: 16 marzo. Termine: 14 aprile.

    Dimissioni: termini propri, non dimezzati

    Per le dimissioni il contratto fissa una tabella autonoma (art. 146, lettera B), con termini uguali o più brevi di quelli del licenziamento, ma non pari alla metà: per il 2° livello coincidono (60, 90 e 120 giorni), per i Quadri e il 1° livello scendono da 90 a 75 giorni nella prima fascia.

    Esempio: 2° livello con 4 anni di anzianità. Preavviso di licenziamento: 60 giorni. Preavviso di dimissioni: 60 giorni.

    Indennità sostitutiva e tutele

    In caso di mancato preavviso, indennità sostitutiva pari alla retribuzione globale di fatto del periodo, comprensiva dei ratei di tredicesima e quattordicesima (art. 147). Se il lavoratore dimissionario lo chiede, il datore può rinunciare al preavviso e far cessare subito il rapporto.

    Tutele del lavoratore: forma scritta obbligatoria, conciliazione preventiva per GMO nelle imprese sopra i 15 dipendenti (solo per gli assunti prima del 7 marzo 2015), impugnazione 60 giorni + 180 per ricorso.

    Casi pratici

    Tizio – Dimissioni contabile 2° con 4 anni
    Tizio (2° livello, 4 anni di anzianità) si dimette il 10 aprile. Per le dimissioni al 2° livello fino a 5 anni il preavviso è di 60 giorni di calendario. Decorrenza: 16 aprile. Termine: 14 giugno.
    Caia – Licenziamento Quadro con 6 anni
    Caia (Quadro, 6 anni di anzianità) riceve il licenziamento per GMO. Preavviso: 120 giorni. Il datore la esonera dal lavorarlo e paga l’indennità sostitutiva: circa quattro mensilità della retribuzione globale di fatto (con il solo minimo del Quadro dal 1° dicembre 2026, 2.436,76 €, circa 9.750 € lordi) più i ratei di tredicesima e quattordicesima, oltre al TFR.
    Sempronio – 1° livello, dimissioni dopo 2 anni
    Sempronio (1° livello, 2 anni) si dimette. Il preavviso di dimissioni è di 75 giorni (contro i 90 del licenziamento) e decorre dal 1° o dal 16° del mese, la prima delle due date dopo la comunicazione.

    Domande frequenti

    Quanto preavviso devo dare se mi dimetto dal CCNL Studi?
    Dipende da livello e anzianità (art. 146, lettera B): da 10 giorni (5° livello fino a 5 anni) a 135 giorni (Quadri e 1° livello oltre 10 anni). Es. 2° livello con 4 anni: 60 giorni.
    Da quando decorre il preavviso?
    Dal 1° o dal 16° giorno del mese, la prima delle due date successiva alla comunicazione (art. 146): non dal giorno dopo la lettera.
    Cos'è l'indennità sostitutiva?
    L’importo che il datore deve pagare se licenzia immediatamente: pari alla retribuzione del periodo di preavviso non lavorato, comprensiva dei ratei di 13ª e 14ª (art. 147).
    Le dimissioni hanno preavviso più breve?
    Uguale o più breve, ma non dimezzato: il CCNL ha una tabella apposita. Per il 2° livello i termini coincidono (60, 90, 120 giorni); per i Quadri e il 1° livello si passa da 90-120-150 a 75-105-135 giorni.
    Posso essere licenziato per giusta causa?
    Sì, in caso di comportamenti gravissimi (furto, gravi insubordinazioni, violazione segreto professionale). Senza preavviso. Impugnabile entro 60 giorni.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi per livello, Ferie e permessi nel CCNL Studi Professionali, Maternità e congedi parentali nel CCNL Studi Professionali, Tredicesima e premi nel CCNL Studi Professionali, Malattia e infortunio nel CCNL Studi Professionali e Periodo di prova nel CCNL Studi Professionali.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Studi Professionali. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Maternità e congedi parentali nel CCNL Studi Professionali

    CCNL Studi Professionali

    In sintesi

    Il CCNL Studi Professionali (art. 113) prevede per la maternità obbligatoria l’80% INPS, che dagli eventi dal 1° gennaio 2025 il datore integra fino al 90% della retribuzione mensile lorda. Congedo parentale fino a 14 anni: 30% INPS, con 3 mesi all’80% entro i 6 anni. Il fondo Cadiprof offre prestazioni aggiuntive a sostegno della genitorialità: contributi per asilo nido, baby-sitter, scuole materne, sostegno familiare.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Confprofessioni (datoriale) · Filcams-CGIL · Fisascat-CISL · UILTuCS-UIL (sindacali)
    Ultimo rinnovo
    16 febbraio 2024 (ultima tranche di aumento dal 1° dicembre 2026)
    Vigenza
    16 febbraio 2024 – 15 febbraio 2027 (la prima tranche di aumento decorre dal 1° marzo 2024)
    Platea
    341.015 lavoratori in 130.011 aziende (archivio CNEL, codice H442)
    Fonte
    testo integrale del CCNL 16 febbraio 2024 (Confprofessioni)

    Tabella riepilogativa

    Maternità e congedi CCNL Studi Professionali
    Tipologia Durata Indennità
    Maternità obbligatoria 5 mesi 80% INPS; dagli eventi dal 1° gennaio 2025 integrata dal datore fino al 90% della retribuzione mensile lorda
    Paternità obbligatoria 10 giorni lavorativi (20 se parto plurimo), da 2 mesi prima a 5 mesi dopo il parto 100% INPS
    Congedo parentale 0-14 anni 6+6 mesi, 10 mesi per la coppia (11 se il padre ne usa 3) 30% INPS; 80% per 3 mesi entro i 6 anni
    Allattamento 2 ore/giorno fino a 1 anno 100% INPS
    Cadiprof – asilo nido Contributo annuale Rimborso parziale
    Cadiprof – baby-sitter Contributo In casi specifici

    Maternità obbligatoria: 80% INPS, 90% con l’integrazione

    Maternità obbligatoria di 5 mesi (2+3 o flessibilità). L’INPS eroga l’80% della retribuzione. Per gli eventi verificatisi dal 1° gennaio 2025 l’art. 113 del CCNL prevede che il datore integri l’indennità INPS fino al 90% della retribuzione mensile lorda spettante, salvo che l’indennità INPS sia già superiore.

    Durante la maternità maturano regolarmente ferie, 13ª, TFR. Conservazione del posto fino al 1° compleanno del bambino.

    Paternità obbligatoria

    10 giorni lavorativi al 100% INPS (20 in caso di parto plurimo), fruibili da 2 mesi prima a 5 mesi dopo il parto (art. 27-bis D.Lgs. 151/2001 e art. 113 CCNL). Anticipata dal datore e posta a conguaglio con l’INPS.

    Congedo parentale

    Regole nazionali (D.Lgs. 151/2001, art. 32, e L. 199/2025):

    • Madre: 6 mesi
    • Padre: 6 mesi (7 se ne fruisce almeno 3, anche frazionati)
    • Limite congiunto: 10 mesi (11 se il padre ne fruisce almeno 3)
    • Utilizzabile fino ai 14 anni del figlio
    • Indennità INPS 30%, con 3 mesi all’80% se goduti entro i 6 anni del figlio

    Negli studi professionali, il congedo parentale è spesso integrato con il part-time per agevolare il rientro al lavoro.

    Cadiprof e Gestione Professionisti: welfare familiare

    Il fondo Cadiprof offre prestazioni specifiche a sostegno della genitorialità:

    • Contributo asilo nido: rimborso parziale delle tasse di iscrizione
    • Contributo baby-sitter: in caso di particolari esigenze familiari
    • Contributo scuole materne
    • Contributo per attività estive dei figli
    • Sostegno per non autosufficienti: assistenza anziani in famiglia

    Le richieste si fanno tramite la piattaforma Cadiprof con documentazione delle spese sostenute.

    Casi pratici

    Tizia – Maternità con prestazioni Cadiprof
    Tizia (2° livello) entra in maternità. Per 5 mesi percepisce il 90%: sul minimo di 1.856,50 € (2° livello dal 1° ottobre 2025) l’INPS paga l’80%, cioè 1.485,20 €, e il datore integra il 10%, cioè 185,65 €, per 1.670,85 € lordi al mese (il minimo è solo un riferimento: l’indennità si calcola sulla retribuzione effettiva). Dopo il rientro, usufruisce del contributo Cadiprof per asilo nido del figlio: ~600 € annui di rimborso.
    Caia – Smart working post-maternità
    Caia (3° livello) chiede smart working 3 giorni/settimana al rientro dalla maternità per gestire l’allattamento e l’asilo. Lo studio acconsente per i primi 12 mesi del bambino. Retribuzione invariata.
    Sempronio – Paternità obbligatoria
    Sempronio (1° livello, praticante) chiede 10 giorni di paternità. Indennità INPS 100% per tutti i 10 giorni lavorativi. Maturano regolarmente ferie e 13ª.

    Domande frequenti

    Quanto dura la maternità nel CCNL Studi?
    5 mesi totali (2+3 o flessibilità). Indennità INPS all’80%, integrata dal datore fino al 90% per gli eventi dal 1° gennaio 2025 (art. 113).
    Cadiprof offre contributi per asilo nido?
    Sì, contributo annuale per rimborso parziale della tassa di iscrizione all’asilo nido. Da richiedere tramite piattaforma Cadiprof con documentazione spese.
    Posso fare smart working dopo la maternità?
    Sì, il settore è leader in smart working. È prassi diffusa concordare modalità di lavoro agile per il rientro post-maternità (smart parziale o integrale per alcuni mesi).
    Il congedo parentale incide sulle ferie?
    No, il periodo di congedo parentale è equiparato al servizio ai fini di maturazione di ferie, 13ª, TFR. Lo stesso vale per maternità obbligatoria.
    Posso essere licenziata se sono incinta?
    No, divieto di licenziamento dall’inizio della gravidanza, anche se non ancora comunicata, fino al 1° compleanno del bambino, salvo le eccezioni di legge: colpa grave che costituisce giusta causa, cessazione dell’attività, scadenza del termine, esito negativo della prova (art. 54 D.Lgs. 151/2001).

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi per livello, Preavviso e licenziamento nel CCNL Studi Professionali, Ferie e permessi nel CCNL Studi Professionali, Tredicesima e premi nel CCNL Studi Professionali, Malattia e infortunio nel CCNL Studi Professionali e Periodo di prova nel CCNL Studi Professionali.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Studi Professionali. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.