Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Preavviso e licenziamento nel CCNL Turismo Pubblici Esercizi

    CCNL Turismo Federalberghi-Faita

    In sintesi

    Il preavviso nel CCNL Turismo Federalberghi-Faita (alberghi, campeggi, porti turistici e rifugi; pubblici esercizi e agenzie di viaggio hanno contratti propri) va da 15 giorni (livelli 6° S, 6° e 7° con anzianità fino a 5 anni) a 6 mesi (Quadri A e B con più di 10 anni), secondo l’art. 187. Il preavviso ha la stessa durata sia per il licenziamento sia per le dimissioni del lavoratore (non dimezzato). In caso di licenziamento non può iniziare durante malattia o ferie (art. 188).

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Federalberghi · Faita (con Confcommercio) · FILCAMS-CGIL · FISASCAT-CISL · UILTuCS-UIL
    Ultimo rinnovo
    5 luglio 2024 (minimi aggiornati a maggio 2026)
    Vigenza
    1° luglio 2024 – 31 dicembre 2027
    Platea
    Circa 290.000 lavoratori in 28.000 aziende (alberghi, villaggi, campeggi)

    Tabella riepilogativa

    Preavviso CCNL Turismo, per livello e anzianità
    Livello Fino a 5 anni Oltre 5 e fino a 10 anni Oltre 10 anni
    Quadri A e B 4 mesi 5 mesi 6 mesi
    1° 2 mesi 3 mesi 4 mesi
    2° e 3° 1 mese 45 giorni 2 mesi
    4° e 5° 20 giorni 30 giorni 45 giorni
    6° S, 6° e 7° 15 giorni 20 giorni 20 giorni

    Importante: la durata del preavviso è la stessa sia per il licenziamento sia per le dimissioni (non dimezzato come in altri CCNL). Fonte: art. 187 del testo del CCNL Turismo Federalberghi-Faita aggiornato all’accordo di rinnovo del 5 luglio 2024; la tabella è quella già riportata dal testo ufficiale pubblicato da Federalberghi (edizione del 19 luglio 2003, dove era l’art. 177). Nelle aziende stagionali il preavviso per il personale a tempo indeterminato è di 15 giorni (art. 210).

    Preavviso uguale per dimissioni e licenziamento

    Una particolarità del CCNL Turismo: il preavviso ha la stessa durata sia per il licenziamento (datore) sia per le dimissioni (lavoratore). Negli altri CCNL spesso le dimissioni hanno preavviso dimezzato; nel Turismo no.

    Questo riflette la natura del settore con elevata mobilità dei lavoratori e necessità di garantire continuità operativa anche all’azienda.

    Decorrenza: non durante malattia o ferie

    Per il licenziamento, il CCNL Turismo (art. 188 c. 4) prevede che il preavviso non possa iniziare durante malattia o ferie. Durante il preavviso per licenziamento il dipendente ha diritto a un permesso straordinario di due ore giornaliere per cercare un’altra occupazione (art. 187 c. 2). Se il lavoratore è in malattia al momento della comunicazione di licenziamento, il preavviso inizia a decorrere solo dal giorno successivo al rientro al lavoro.

    Le ferie non possono essere fruite durante il preavviso (le ferie residue saranno monetizzate come indennità).

    Indennità sostitutiva

    In caso di recesso immediato, l’indennità sostitutiva è pari alla normale retribuzione del periodo di preavviso non lavorato (art. 188 c. 1), compresi i ratei di 13ª e 14ª e l’indennità ferie. Il dipendente che si dimette senza rispettare il preavviso deve lo stesso indennizzo al datore, che può trattenerlo dalle competenze finali (art. 188 c. 2-3). È imponibile fiscalmente e previdenzialmente.

    Tutele del licenziamento

    Tutele standard del lavoratore:

    • Forma scritta obbligatoria con indicazione dei motivi (art. 2 L. 604/1966)
    • Tentativo di conciliazione obbligatorio per GMO in aziende >15 dipendenti
    • Impugnazione entro 60 giorni dalla comunicazione + 180 giorni per ricorso
    • Tutele per licenziamento illegittimo (regime variabile per Jobs Act/Statuto)

    Casi pratici

    Tizio – Dimissioni cameriere 5° con 3 anni
    Tizio (5° livello, 3 anni) si dimette. Preavviso dovuto: 20 giorni (4° e 5° livello, fino a 5 anni), lo stesso del licenziamento. Lavora regolarmente fino alla scadenza, riceve ultima busta paga + ratei 13ª/14ª + ferie residue + TFR.
    Caia – Licenziamento Quadro B con 8 anni
    Caia (Quadro B, 8 anni) riceve licenziamento per GMO con effetto immediato. Preavviso dovuto: 5 mesi (Quadri A e B, da 5 a 10 anni). Indennità sostitutiva: 5 × retribuzione mensile + ratei 13ª/14ª + ferie residue + TFR.
    Sempronio – Malattia durante preavviso
    Sempronio (3° livello, 4 anni di servizio) è già in malattia quando il datore gli comunica il licenziamento. Il preavviso, di 1 mese, non può iniziare durante la malattia (art. 188, comma 4) e comincia a decorrere dopo la guarigione.

    Domande frequenti

    Quanto preavviso devo dare se mi licenzio nel CCNL Turismo?
    Stesso preavviso del licenziamento (particolarità del CCNL Turismo, non dimezzato). Per esempio 5° livello con 3 anni: 20 giorni.
    Il preavviso può iniziare durante la malattia?
    No, il CCNL Turismo prevede espressamente che il preavviso non inizi durante malattia o ferie. Inizia dal rientro al lavoro.
    Posso fruire delle ferie durante il preavviso?
    No, le ferie residue vengono monetizzate come indennità nell’ultima busta paga. Il preavviso va effettivamente lavorato.
    Cosa è l'indennità sostitutiva?
    L’importo che il datore deve pagare se licenzia immediatamente: pari alla retribuzione del periodo di preavviso non lavorato, compresi 13ª, 14ª e ratei.
    Posso essere licenziato per giusta causa?
    Sì, in caso di comportamenti gravissimi (furto, gravi insubordinazioni, abbandono posto). Senza preavviso. Impugnabile entro 60 giorni.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi, Ferie e permessi nel CCNL Turismo Pubblici Esercizi, Maternità e congedi nel CCNL Turismo Pubblici Esercizi, Tredicesima, quattordicesima e premi nel CCNL Turismo Pubblici Esercizi, Malattia e infortunio nel CCNL Turismo Pubblici Esercizi e Periodo di prova nel CCNL Turismo Pubblici Esercizi.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del 5 luglio 2024 del CCNL Turismo Federalberghi-Faita. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Periodo di prova nel CCNL Turismo Pubblici Esercizi

    CCNL Turismo Federalberghi-Faita

    In sintesi

    Nel CCNL Turismo Federalberghi-Faita (alberghi, campeggi, porti turistici e rifugi: i pubblici esercizi e le agenzie di viaggio hanno contratti propri) il periodo di prova va da 15 giorni di effettiva prestazione (6° e 7° livello) a 180 giorni (Quadri A e B), in base al livello (art. 107). Durante la prova entrambe le parti possono recedere senza preavviso, con diritto al TFR e ai ratei di 13ª, 14ª e ferie maturati.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Federalberghi · Faita (con Confcommercio) · FILCAMS-CGIL · FISASCAT-CISL · UILTuCS-UIL
    Ultimo rinnovo
    5 luglio 2024 (minimi aggiornati a maggio 2026)
    Vigenza
    1° luglio 2024 – 31 dicembre 2027
    Platea
    Circa 290.000 lavoratori in 28.000 aziende (alberghi, villaggi, campeggi)

    Tabella riepilogativa

    Periodo di prova CCNL Turismo per livello
    Livello Durata massima
    Quadri A / B 180 giorni
    1° livello 150 giorni
    2° livello 75 giorni
    3° livello 45 giorni
    4° / 5° livello 30 giorni
    6° super 20 giorni
    6° / 7° livello 15 giorni

    Giorni di effettiva prestazione lavorativa (art. 107 c. 5), con il tetto di sei mesi dell’art. 10 L. 604/1966. Durante la prova le parti possono recedere senza preavviso, con diritto al TFR e ai ratei di 13ª, 14ª e ferie per il periodo lavorato. Fonte: accordo di rinnovo del 5 luglio 2024 e testo del CCNL. Il CCNL Turismo firmato da Federalberghi e Faita si applica ad alberghi, campeggi e villaggi turistici, porti turistici e rifugi alpini; i pubblici esercizi e le agenzie di viaggio hanno contratti propri.

    Forma scritta obbligatoria

    Il periodo di prova deve risultare da atto scritto. Senza forma scritta il rapporto si considera a tempo indeterminato senza prova.

    La clausola deve indicare durata, livello, mansioni, decorrenza.

    Durata variabile per livello

    L’art. 107 del CCNL Turismo prevede una scala graduata per livello:

    • 6° e 7° livello: 15 giorni
    • 6° super: 20 giorni
    • 4° e 5° livello: 30 giorni
    • 3° livello: 45 giorni
    • 2° livello: 75 giorni
    • 1° livello: 150 giorni
    • Quadri A e B: 180 giorni

    La durata deve risultare dalla lettera di assunzione e la retribuzione non può essere inferiore al minimo contrattuale del livello. Chi viene riassunto entro due anni con la stessa qualifica presso la stessa azienda, avendo già superato la prova, è dispensato da una nuova prova; se è assunto fuori provincia e licenziato in prova, ha diritto al rimborso del viaggio di andata e ritorno.

    Recesso e ratei dovuti

    Durante la prova entrambe le parti possono recedere senza preavviso. Particolarità: il CCNL Turismo prevede comunque il riconoscimento dei ratei:

    • TFR maturato sul periodo lavorato
    • Tredicesima pro-rata
    • Quattordicesima pro-rata
    • Indennità sostitutiva ferie non godute

    Quindi anche un recesso al 5° giorno comporta erogazione di tutti i ratei calcolati pro-rata sul brevissimo periodo lavorato.

    Sospensione per malattia

    Il CCNL (art. 107 c. 5) conta ai fini della prova solo le giornate di effettiva prestazione lavorativa: malattia, infortunio, ferie e congedi non consumano la prova, che si prolunga di altrettanti giorni, ferma restando la durata massima di sei mesi (art. 10 L. 604/1966).

    Casi pratici

    Tizio – Cameriere 5° livello prova 45 giorni
    Tizio è assunto cameriere in un albergo (5° livello). La prova è di 30 giorni di effettiva prestazione: scade dopo la sua 30ª giornata lavorata, non dopo 30 giorni di calendario. Se nessuno recede per iscritto, dal giorno successivo è assunto a tempo indeterminato e la prova conta nell’anzianità.
    Caia – Receptionist 5° con malattia in prova
    Caia è in prova come receptionist (5° livello, 30 giorni di effettiva prestazione). Si ammala per 5 giornate lavorative durante la prova. Quelle giornate non contano: la prova si estende di 5 giornate lavorative.
    Sempronio – Recesso al 10° giorno
    Sempronio è in prova come cuoco (4° livello, 30 giorni di effettiva prestazione). Alla 10ª giornata il datore comunica il recesso. Sempronio riceve la retribuzione dei 10 giorni + ratei 13ª e 14ª pro-rata + indennità sostitutiva ferie pro-rata + TFR sul periodo.

    Domande frequenti

    Quanto dura il periodo di prova nel CCNL Turismo?
    Da 15 giorni di effettiva prestazione (6° e 7° livello) a 180 giorni (Quadri A e B): 20 giorni per il 6° super, 30 per il 4° e 5° livello, 45 per il 3°, 75 per il 2°, 150 per il 1°.
    Il periodo di prova deve essere scritto?
    Sì, obbligatoriamente. Senza forma scritta il rapporto si considera a tempo indeterminato senza prova.
    Cosa ricevo se il datore mi licenzia in prova?
    La retribuzione del periodo lavorato + TFR pro-rata + 13ª pro-rata + 14ª pro-rata + indennità ferie non godute. Il TFR è espressamente riconosciuto dall’art. 107; 13ª, 14ª e ferie maturate sono dovute per legge e per contratto.
    Malattia sospende il periodo di prova?
    Sì, malattia, ferie, infortunio e ogni causa di sospensione prolungano il periodo di prova di altrettanti giorni.
    Cosa succede dopo il periodo di prova?
    Se nessuno recede, il rapporto si considera automaticamente confermato a tempo indeterminato. Il periodo di prova si computa nell’anzianità di servizio.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi, Preavviso e licenziamento nel CCNL Turismo Pubblici Esercizi, Ferie e permessi nel CCNL Turismo Pubblici Esercizi, Maternità e congedi nel CCNL Turismo Pubblici Esercizi, Tredicesima, quattordicesima e premi nel CCNL Turismo Pubblici Esercizi e Malattia e infortunio nel CCNL Turismo Pubblici Esercizi.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Turismo Federalberghi-Faita del 5 luglio 2024. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Maternità e congedi nel CCNL Turismo Pubblici Esercizi

    CCNL Turismo e Pubblici Esercizi

    In sintesi

    Nel CCNL Turismo la lavoratrice in congedo di maternità riceve per cinque mesi un’integrazione del datore fino al 100% della retribuzione netta, oltre all’80% pagato dall’INPS (art. 179). Dal 1° luglio 2024 maternità, paternità e congedo parentale maturano tredicesima, ferie e permessi; la quattordicesima matura con maternità e paternità, con il congedo parentale dal 1° dicembre 2027. Il congedo parentale si può usare fino ai 14 anni del figlio.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Federalberghi · Faita (con Confcommercio) · FILCAMS-CGIL · FISASCAT-CISL · UILTuCS-UIL
    Ultimo rinnovo
    5 luglio 2024 (minimi aggiornati a maggio 2026)
    Vigenza
    1° luglio 2024 – 31 dicembre 2027
    Platea
    Circa 290.000 lavoratori in 28.000 aziende (alberghi, villaggi, campeggi)

    Tabella riepilogativa

    Maternità e congedi CCNL Turismo
    Tipologia Durata Indennità
    Maternità obbligatoria 5 mesi 100% (80% INPS + 20% datore)
    Paternità obbligatoria 10 giorni 100% INPS
    Congedo parentale 0-14 anni Fino a 6 mesi per genitore, 10 in coppia (11 se il padre ne usa almeno 3) 30% INPS per 9 mesi complessivi, di cui 3 all’80%
    Interdizione anticipata (gravidanza a rischio o mansioni vietate) Disposta da ASL o Ispettorato del lavoro 80% INPS
    Allattamento 2 ore/giorno fino a 1 anno 100% INPS

    Maternità obbligatoria al 100%

    Maternità obbligatoria di 5 mesi (2+3, 1+4 o tutti dopo il parto con attestazione medica). L’INPS eroga l’80%; il CCNL Turismo obbliga il datore a integrare, per cinque mesi, fino al 100% della retribuzione giornaliera netta (art. 179).

    Particolarità: durante la maternità maturano ferie, 13ª, 14ª, TFR. La conservazione del posto è garantita fino al 1° compleanno del bambino. La maternità non riduce il monte ferie (a differenza di altri CCNL).

    Astensione anticipata per lavori in cucina o turni

    Il settore turistico ha mansioni con rischi specifici per la gestante:

    • Cucina: rischi termici (fuochi, ustioni), sollevamento pesi, posture incongrue
    • Camerieri: sollevamento vassoi, lunghe ore in piedi
    • Pulizia camere: sollevamento materassi, prodotti chimici
    • Turni notturni: vietato il lavoro tra le 24 e le 6 dall’accertamento della gravidanza fino a un anno di età del bambino (art. 53 D.Lgs. 151/2001)

    Se le mansioni sono vietate e non si può spostare la lavoratrice a compiti compatibili a parità di retribuzione, l’Ispettorato del lavoro dispone l’interdizione anticipata; per le complicanze della gravidanza la dispone la ASL. Per i lavori pericolosi, faticosi e insalubri il congedo può essere prorogato fino a sette mesi dopo il parto (art. 178 CCNL, D.Lgs. 151/2001).

    Stagionali: maternità tutelata limitatamente

    Per le lavoratrici stagionali a tempo determinato:

    • Maternità tutelata fino alla scadenza naturale del contratto stagionale
    • Dopo la scadenza: il rapporto cessa, ma l’indennità di maternità spetta se il congedo inizia entro 60 giorni dalla fine del contratto; per le stagionali l’INPS la paga direttamente (art. 178)
    • Clausola di richiamo stagione successiva: la lavoratrice ha diritto di precedenza anche se non in maternità durante la stagione

    Congedo parentale e novità 2027

    Regole nazionali: ciascun genitore fino a 6 mesi (il padre 7 se ne usa almeno 3), limite di coppia 10 mesi, 11 se il padre si astiene almeno tre mesi. Dal 1° gennaio 2026 il congedo si può usare fino ai 14 anni del figlio (L. 199/2025). L’INPS paga il 30% della retribuzione per nove mesi complessivi, di cui tre all’80%.

    Cosa ha cambiato il rinnovo del 5 luglio 2024: dal 1° luglio 2024 il congedo parentale conta a tutti gli effetti per tredicesima, ferie e permessi dell’art. 111; per la quattordicesima conta dal 1° dicembre 2027 (art. 180). Maternità e paternità contano per la quattordicesima già dal 1° luglio 2024 (art. 161). Il CCNL non integra l’indennità del congedo parentale.

    Casi pratici

    Tizia – Cuoca in maternità
    Tizia è cuoca (4° livello). Al 4° mese di gravidanza chiede la valutazione dei rischi: il sollevamento di pesi in cucina è vietato e l’albergo non ha mansioni alternative, quindi l’Ispettorato del lavoro dispone l’interdizione anticipata. Riceve l’80% dall’INPS; durante i cinque mesi di congedo di maternità il datore integra fino al 100% della retribuzione netta.
    Caia – Stagionale in maternità
    Caia è cameriera stagionale (5° livello), contratto 1° giugno – 30 settembre. Al 7° mese di gravidanza il contratto scade per scadenza naturale. Poiché il congedo di maternità inizia entro 60 giorni dalla fine del contratto, l’INPS le paga direttamente l’indennità per tutti i cinque mesi.
    Sempronio – Paternità
    Sempronio (cameriere 5° livello) richiede 10 giorni di paternità per la nascita del figlio. Indennità INPS al 100% per tutti i 10 giorni lavorativi. Maturazione regolare di ferie, 13ª, 14ª anche durante il congedo.

    Domande frequenti

    Quanto dura la maternità nel CCNL Turismo?
    5 mesi totali (2+3 o flessibilità). Indennità al 100% (80% INPS + 20% integrazione datore). La maternità non riduce il monte ferie.
    Posso chiedere astensione anticipata se lavoro in cucina?
    Sì, l’INPS concede astensione anticipata fino a 2 mesi prima del parto se le mansioni sono incompatibili (rischi termici, sollevamento pesi, turni notturni).
    Se sono stagionale e sono incinta?
    Maternità tutelata fino alla scadenza del contratto stagionale. Dopo la scadenza, INPS continua a pagare l’indennità di maternità obbligatoria.
    Posso lavorare di notte se sono incinta?
    No, vietato dal 1° giorno di gravidanza al 7° mese del bambino. Il datore deve trasferirti a mansioni diurne compatibili o concedere astensione anticipata.
    Cosa cambia dal dicembre 2027?
    Dal 1° dicembre 2027 il congedo parentale conta anche per la quattordicesima. Per tredicesima, ferie e permessi conta già dal 1° luglio 2024 (art. 180, testo del rinnovo 2024).

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi, Preavviso e licenziamento nel CCNL Turismo Pubblici Esercizi, Ferie e permessi nel CCNL Turismo Pubblici Esercizi, Tredicesima, quattordicesima e premi nel CCNL Turismo Pubblici Esercizi, Malattia e infortunio nel CCNL Turismo Pubblici Esercizi e Periodo di prova nel CCNL Turismo Pubblici Esercizi.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Turismo e Pubblici Esercizi. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Malattia e infortunio nel CCNL Turismo Pubblici Esercizi

    CCNL Turismo e Pubblici Esercizi

    In sintesi

    Il CCNL Turismo conserva il posto per 180 giorni di malattia o infortunio nell’anno solare (1° gennaio – 31 dicembre), cumulando più episodi; su richiesta si aggiungono 120 giorni di aspettativa non retribuita, prorogabile per le malattie oncologiche. Negli alberghi il datore integra l’indennità INPS fino al 75% della retribuzione netta dal 4° al 20° giorno e fino al 100% dal 21°, per 180 giorni l’anno; la carenza è a carico del datore per il 2° e 3° giorno, per intero se la malattia dura più di 3 giorni. Per gli stagionali la tutela finisce con il contratto.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Federalberghi · Faita (con Confcommercio) · FILCAMS-CGIL · FISASCAT-CISL · UILTuCS-UIL
    Ultimo rinnovo
    5 luglio 2024 (minimi aggiornati a maggio 2026)
    Vigenza
    1° luglio 2024 – 31 dicembre 2027
    Platea
    Circa 290.000 lavoratori in 28.000 aziende (alberghi, villaggi, campeggi)

    Tabella riepilogativa

    Malattia e infortunio CCNL Turismo – aziende alberghiere
    Evento Comporto Trattamento
    Malattia o infortunio, tempo indeterminato 180 giorni nell’anno solare, cumulabili (art. 173) INPS + integrazione del datore
    Aspettativa dopo il comporto Fino a 120 giorni su richiesta, non retribuita; prorogabile per malattie oncologiche (artt. 174-175) Nessuna retribuzione
    Malattia stagionali e tempo determinato Limitata al periodo di stagione o di ingaggio Integrazione solo fino alla fine del contratto
    Carenza (giorni 1-3) – 1° giorno a carico del lavoratore, 2° e 3° del datore; tutti e tre del datore se la malattia supera i 3 giorni (art. 228)
    Giorni 4-20 – 50% INPS + integrazione fino al 75% della retribuzione netta
    Dal 21° giorno – 66,66% INPS + integrazione fino al 100% della retribuzione netta, per 180 giorni l’anno
    Infortunio sul lavoro Rientra nei 180 giorni dell’art. 173 Giorno dell’infortunio pagato per intero, 60% per i 3 giorni successivi a carico del datore (art. 170); poi INAIL 60% fino al 90° giorno, 75% dal 91°

    Fonte: CCNL Turismo 20 febbraio 2010, artt. 166-176 (parte generale) e 228 (parte speciale alberghi), non modificati dall’accordo di rinnovo del 5 luglio 2024. Le percentuali di integrazione sono quelle delle aziende alberghiere.

    Comporto di 180 giorni nell'anno

    Il CCNL Turismo conserva il posto per 180 giorni nell’anno solare (1° gennaio – 31 dicembre) in caso di malattia o infortunio, a chi non è in prova o in preavviso (art. 173). Più episodi nello stesso anno si sommano, anche per patologie diverse.

    Una particolarità rispetto ad altri CCNL (es. Metalmeccanici, che contano le assenze su un arco pluriennale): il calcolo è sull’anno solare, quindi al 1° gennaio il computo ricomincia. Superati i 180 giorni, il lavoratore che non sia affetto da malattie croniche o psichiche può chiedere, con raccomandata prima della scadenza, un’aspettativa non retribuita fino a 120 giorni, una sola volta; per le malattie oncologiche accertate dalla ASL l’aspettativa si proroga anche oltre (artt. 174-175). Alla fine il rapporto si risolve con il TFR, senza indennità di preavviso.

    Carenza e integrazione INPS

    Nelle aziende alberghiere (art. 228):

    • Primi 3 giorni (carenza): il 1° giorno è a carico del lavoratore, il 2° e il 3° del datore; se la malattia dura più di 3 giorni, l’intera carenza è a carico del datore
    • Giorni 4-20: 50% INPS + integrazione del datore fino al 75% della retribuzione netta
    • Dal 21° giorno: 66,66% INPS + integrazione fino al 100% della retribuzione netta
    • Limite: l’integrazione è dovuta per 180 giorni nell’anno solare; per i contratti a termine e stagionali non oltre la fine del rapporto. Non spetta se l’INPS non riconosce l’indennità

    Stagionali: tutela limitata al periodo

    Per i lavoratori stagionali e a tempo determinato la conservazione del posto è limitata al periodo di stagione o di ingaggio (art. 173). L’indennità INPS è anticipata dal datore solo ai dipendenti a tempo indeterminato; agli stagionali la paga direttamente l’INPS.

    Se la malattia si prolunga oltre la fine del contratto stagionale, il rapporto cessa per scadenza del termine (non per superamento del comporto) e l’integrazione del datore non è più dovuta.

    Infortunio sul lavoro nel settore turistico

    Il settore turistico ha rischi specifici:

    • Tagli e ustioni in cucina
    • Cadute e scivolamenti su pavimenti bagnati
    • Sollevamento carichi (bagagli, vasche cucina)
    • Esposizione a prodotti chimici (pulizie)
    • Rischio aggressioni in pubblici esercizi notturni

    Il datore paga per intero la giornata dell’infortunio e il 60% della retribuzione per i tre giorni successivi (art. 170); poi l’INAIL paga il 60% fino al 90° giorno e il 75% dal 91°, anticipato dal datore ai dipendenti a tempo indeterminato (art. 172). Anche l’infortunio rientra nei 180 giorni di conservazione del posto (art. 173).

    Casi pratici

    Tizio – Influenza 5 giorni
    Tizio (5° livello) ha l’influenza per 5 giorni. Poiché la malattia supera i 3 giorni, l’intera carenza è a carico del datore. Giorni 4-5: 50% INPS più integrazione del datore fino al 75% della retribuzione netta.
    Caia – Patologia di 4 mesi
    Caia (3° livello, tempo indeterminato) è malata 120 giorni in un anno solare. Comporto di 180 giorni nell’anno: è ancora dentro il limite. Trattamento: carenza a carico del datore, 75% della retribuzione netta dal 4° al 20° giorno, 100% dal 21° al 120°, tutti nei 180 giorni annui di integrazione.
    Sempronio – Infortunio sul lavoro in cucina
    Sempronio (cuoco 4° livello) si taglia gravemente con un coltello in cucina. Il datore gli paga per intero il giorno dell’infortunio e il 60% per i tre giorni successivi; dal 4° giorno l’INAIL paga il 60% della retribuzione. Con 60 giorni di prognosi resta ben dentro i 180 giorni di conservazione del posto.

    Domande frequenti

    Quanto dura il comporto nel CCNL Turismo?
    180 giorni nell’anno solare (1° gennaio – 31 dicembre), sommando malattie e infortuni, per i lavoratori a tempo indeterminato; su richiesta si aggiungono fino a 120 giorni di aspettativa non retribuita. Per gli stagionali la conservazione è limitata al periodo della stagione.
    Chi paga i primi 3 giorni di malattia?
    Negli alberghi il 1° giorno è a carico del lavoratore e il 2° e il 3° del datore; se la malattia dura più di 3 giorni, tutta la carenza è a carico del datore (art. 228).
    Se sono stagionale e mi ammalo cosa succede?
    La conservazione del posto è limitata alla scadenza del contratto a termine. Il rapporto cessa alla scadenza del termine e l’integrazione del datore non è dovuta oltre quella data (art. 228).
    Posso essere licenziato per malattia?
    No durante il comporto di 180 giorni nell’anno, che vale anche per l’infortunio. Superati i 180 giorni ed eventualmente l’aspettativa di 120 giorni, il rapporto si risolve con il TFR, senza indennità sostitutiva del preavviso (artt. 173-174).
    Le pulizie in ristorante hanno tutele specifiche?
    Sì, sorveglianza sanitaria per esposizione a prodotti chimici, DPI specifici secondo la valutazione dei rischi. Per malattie professionali tutele INAIL.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi, Preavviso e licenziamento nel CCNL Turismo Pubblici Esercizi, Ferie e permessi nel CCNL Turismo Pubblici Esercizi, Maternità e congedi nel CCNL Turismo Pubblici Esercizi, Tredicesima, quattordicesima e premi nel CCNL Turismo Pubblici Esercizi e Periodo di prova nel CCNL Turismo Pubblici Esercizi.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Turismo e Pubblici Esercizi. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • CCNL Turismo Pubblici Esercizi: orario, straordinari e turni stagionali

    CCNL Turismo e Pubblici Esercizi

    In sintesi

    Il CCNL Turismo prevede orario di lavoro di 40 ore settimanali distribuite su 5 giorni e mezzo. Il settore ha particolarità per stagionalità, picchi di lavoro nei weekend e in alta stagione, lavoro notturno frequente (ristoranti, hotel). Negli alberghi lo straordinario si paga +30% di giorno e +60% di notte (24-6), entro 260 ore l’anno; il lavoro notturno ordinario +25% (12% per chi ha la qualifica notturna); il festivo +20% sulle ore lavorate, oltre alla retribuzione della giornata. Banca delle ore e orari plurisettimanali per gestire la stagionalità.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Federalberghi · Faita (con Confcommercio) · FILCAMS-CGIL · FISASCAT-CISL · UILTuCS-UIL
    Ultimo rinnovo
    5 luglio 2024 (minimi aggiornati a maggio 2026)
    Vigenza
    1° luglio 2024 – 31 dicembre 2027
    Platea
    Circa 290.000 lavoratori in 28.000 aziende (alberghi, villaggi, campeggi)

    Tabella riepilogativa

    Orario e maggiorazioni CCNL Turismo – aziende alberghiere
    Voce Valore
    Orario settimanale 40 ore (art. 108), su 5 giornate e mezza negli alberghi (art. 214)
    Straordinario diurno +30% (art. 219)
    Straordinario notturno (24-6) +60%, non cumulabile con la maggiorazione notturna ordinaria (art. 219)
    Lavoro notturno ordinario (24-6) +25%; +12% per il personale con qualifica notturna (art. 216)
    Lavoro festivo Retribuzione della giornata + ore lavorate maggiorate del 20% (artt. 127 e 220)
    Domenica con riposo in altro giorno Indennità del 10% della quota oraria di paga base per ogni ora ordinaria (art. 126)
    Limite annuo straordinario 260 ore (art. 122)

    Fonte: CCNL Turismo 20 febbraio 2010 (artt. 108-128, parte speciale alberghi artt. 214-220), articoli non modificati dall’accordo di rinnovo del 5 luglio 2024. Le percentuali si applicano alla quota oraria, cioè alla retribuzione mensile divisa per 172. I valori della parte speciale riguardano le aziende alberghiere; per i campeggi la parte speciale è distinta.

    Orario settimanale distribuito su 5,5 giorni

    L’orario nel CCNL Turismo è di 40 ore settimanali distribuite di norma su 5 giorni e mezzo. Il mezzo giorno settimanale di riposo aggiuntivo è una caratteristica peculiare del settore.

    Distribuzione tipica:

    • 5 giorni × 8 ore = 40 ore
    • Oppure 5,5 giorni con orari variabili
    • Possibili turni spezzati (es. 10-14 + 18-22) tipici della ristorazione

    La flessibilità oraria è importante: i picchi sono nei weekend, sere, alta stagione.

    Lavoro notturno e turni serali

    Il settore turistico ha frequente lavoro notturno e serale:

    • Receptionist hotel su turni 22-06
    • Camerieri di ristoranti con apertura serale
    • Barman e personale discoteche/locali
    • Cuochi su turno sera/notte

    Negli alberghi le ore di lavoro ordinario tra le 24 e le 6 sono maggiorate del 25%; per il personale con qualifica notturna, come il portiere di notte, la maggiorazione è del 12%, perché la notte è già considerata nell’inquadramento (art. 216). Lo straordinario notturno, tra le 24 e le 6, ha il 60% e assorbe la maggiorazione ordinaria (art. 219). Per i lavoratori notturni il periodo notturno va dalle 23:30 alle 6:30 (art. 218), con la sorveglianza sanitaria periodica del D.Lgs. 66/2003.

    Banca ore e flessibilità stagionale

    Una soluzione comune nel settore è la banca ore:

    • Le ore extra in alta stagione si accumulano nella banca
    • Vengono fruite come riposi in bassa stagione
    • Permette di gestire i picchi senza ricorrere all’eccessivo straordinario

    Il CCNL prevede due strumenti. Con l’orario plurisettimanale (art. 114) si può lavorare più di 40 ore per non più di quattro settimane consecutive e non oltre 8 ore al giorno, senza straordinario, recuperando con congedi di conguaglio entro dodici settimane. La banca delle ore va attivata con accordo aziendale o interaziendale (art. 115): le ore eccedenti l’orario medio annuo hanno comunque la maggiorazione dello straordinario e danno diritto a riposi compensativi. Per gli stagionali lo straordinario può essere compensato con riposi a fine contratto, che proroga il termine (art. 123).

    Lavoro festivo: pratica frequente

    Hotel e ristoranti restano aperti nei giorni festivi:

    • Oltre alla normale retribuzione, le ore lavorate nelle festività sono pagate con la maggiorazione del 20% (artt. 127 e 220)
    • Il godimento delle festività è subordinato alle esigenze aziendali: il CCNL non prevede un riposo compensativo per la festività lavorata
    • Il 4 novembre lavorato si paga senza maggiorazione oppure si recupera con un riposo compensativo (art. 128)
    • Il riposo settimanale può cadere in giorno diverso dalla domenica

    Casi pratici

    Tizio – Cameriere con turno spezzato
    Tizio (5° livello) ha turno spezzato 10-14 + 18-22 in un ristorante. 8 ore di lavoro effettivo + 4 ore di pausa. Le 8 ore sono retribuite normalmente; la pausa intermedia non è orario di lavoro (a meno che il lavoratore resti a disposizione).
    Caia – Receptionist con turni notturni
    Caia (5° livello) lavora 3 turni notte/settimana 22-06. Le ore tra le 24 e le 6 sono 6 per turno, 18 a settimana: hanno la maggiorazione del 25% (12% se Caia è assunta con qualifica notturna), più la sorveglianza sanitaria periodica.
    Sempronio – Banca ore stagionale
    Sempronio (4° livello) accumula 60 ore in alta stagione (luglio-agosto, lavorando spesso 50h/settimana). Le ore in più vengono accantonate in banca ore. In bassa stagione (novembre) le fruisce come riposi prolungati.

    Domande frequenti

    Qual è l'orario CCNL Turismo?
    40 ore settimanali distribuite di norma su 5 giorni e mezzo. Possibili turni spezzati e flessibilità per esigenze stagionali.
    Come si calcola lo straordinario notturno?
    Negli alberghi lo straordinario tra le 24 e le 6 si paga con il 60% sulla quota oraria (retribuzione mensile diviso 172): al 4° livello, con 1.695,69 € da maggio 2026, 15,77 € l’ora contro i 12,82 € dello straordinario diurno al 30%. Il lavoro notturno nel normale orario del personale adibito a servizi notturni non è straordinario (art. 219).
    Cos'è la banca ore?
    Sistema di gestione della flessibilità stagionale: le ore extra in alta stagione si accumulano e si fruiscono come riposi in bassa stagione. Va disciplinata da accordo aziendale.
    Il lavoro festivo è obbligatorio?
    Il godimento delle festività è subordinato alle esigenze aziendali (art. 127): se si lavora, spetta la retribuzione della giornata più le ore lavorate maggiorate del 20% (art. 220), senza riposo compensativo. Il riposo compensativo è previsto solo per il 4 novembre, in alternativa al pagamento (art. 128).
    Devo fare visite mediche se lavoro di notte?
    Sì, il D.Lgs. 66/2003 prevede sorveglianza sanitaria specifica per lavoratori notturni (turni che includono almeno 3 ore tra 22 e 6).

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi, Preavviso e licenziamento nel CCNL Turismo Pubblici Esercizi, Ferie e permessi nel CCNL Turismo Pubblici Esercizi, Maternità e congedi nel CCNL Turismo Pubblici Esercizi, Tredicesima, quattordicesima e premi nel CCNL Turismo Pubblici Esercizi e Malattia e infortunio nel CCNL Turismo Pubblici Esercizi.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Turismo e Pubblici Esercizi. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Ferie e permessi nel CCNL Turismo Pubblici Esercizi

    CCNL Turismo e Pubblici Esercizi

    In sintesi

    Il CCNL Turismo prevede 26 giorni di ferie l’anno, contando la settimana come sei giorni lavorativi, e 104 ore annue di permessi retribuiti per riduzione dell’orario (ROL) negli alberghi e nei campeggi, comprese le 32 ore delle festività religiose abolite. Maternità, paternità, congedo parentale, malattia e infortunio non riducono le ferie. Per gli stagionali ferie e permessi maturano in ventiseiesimi e si liquidano a fine contratto.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Federalberghi · Faita (con Confcommercio) · FILCAMS-CGIL · FISASCAT-CISL · UILTuCS-UIL
    Ultimo rinnovo
    5 luglio 2024 (minimi aggiornati a maggio 2026)
    Vigenza
    1° luglio 2024 – 31 dicembre 2027
    Platea
    Circa 290.000 lavoratori in 28.000 aziende (alberghi, villaggi, campeggi)

    Tabella riepilogativa

    Ferie e permessi CCNL Turismo – alberghi e campeggi
    Voce Spettanza Note
    Ferie annue 26 giorni lavorativi Settimana di sei giorni; esclusi riposi, festività e 4 novembre (art. 129)
    Permessi per riduzione orario (ROL) 104 ore l’anno (108 negli stabilimenti balneari) Comprendono 32 ore di festività religiose abolite; 116 ore con orari plurisettimanali lunghi (artt. 111 e 114)
    Maternità, paternità, congedo parentale, malattia, infortunio Non riducono le ferie Art. 130 come riscritto dal rinnovo 2024
    Congedo matrimoniale 15 giorni di calendario retribuiti Più 5 non retribuiti su richiesta (art. 133)
    Congedo per motivi familiari Fino a 5 giorni di calendario retribuiti Più 3 per la distanza, per gravi eventi familiari (art. 134)
    Stagionali: ferie e permessi In ventiseiesimi dei giorni lavorati Artt. 225 e 277

    Fonte: CCNL Turismo 20 febbraio 2010, artt. 111, 129-134 e 225, con le modifiche dell’accordo di rinnovo del 5 luglio 2024 (artt. 111 c. 9, 130 c. 9, 180).

    26 giorni di ferie annue

    Il CCNL Turismo Pubblici Esercizi prevede 26 giorni di ferie annue per i lavoratori. La settimana si conta sempre di sei giornate, qualunque sia la distribuzione dell’orario: 26 giorni equivalgono a quattro settimane e due giorni. Riposi settimanali, festività e 4 novembre che cadono nelle ferie le prolungano (art. 129).

    La maturazione è di 2,17 giorni al mese (26/12). Le ferie sono irrinunciabili e monetizzabili solo alla cessazione del rapporto.

    Tutela ferie durante maternità e malattia

    Una particolarità importante del CCNL Turismo: maternità, paternità, congedo parentale, malattia e infortunio NON sono detratti dall’anzianità di servizio ai fini del calcolo del diritto alle ferie (art. 130, comma 9, nel testo del rinnovo 2024).

    Questo significa che chi è stato in maternità o malattia per parte dell’anno mantiene il diritto pieno alle ferie maturate per il periodo, senza riduzioni.

    Il congedo parentale conta per ferie, permessi e tredicesima già dal 1° luglio 2024; per la quattordicesima conta dal 1° dicembre 2027 (art. 180).

    Ex festività e permessi specifici

    Oltre alle ferie, il CCNL prevede:

    • Permessi per riduzione dell’orario: 104 ore l’anno negli alberghi e nei campeggi (108 negli stabilimenti balneari), che comprendono le 32 ore delle festività religiose abolite (S. Giuseppe, Ascensione, Corpus Domini, SS. Pietro e Paolo); si godono a mezze giornate o giornate intere, e quelli non goduti si pagano o si fruiscono entro il 30 giugno dell’anno dopo (art. 111). Il 4 novembre ha un trattamento a parte (art. 128)
    • Congedo matrimoniale: 15 giorni di calendario retribuiti, da chiedere con 10 giorni di anticipo, più 5 giorni non retribuiti su richiesta (art. 133)
    • Congedo per motivi familiari: fino a 5 giorni di calendario retribuiti, più 3 per la distanza, in caso di grave evento che colpisce coniuge, figli, genitori, fratelli e altri familiari stretti (art. 134); per il decesso valgono anche i 3 giorni l’anno di legge (L. 53/2000)
    • Permessi per esami: per studenti lavoratori
    • Permessi sindacali: per dirigenti sindacali e delegati

    Stagionali: ferie pro-rata

    Per i lavoratori stagionali (contratti a termine tipici del settore turistico):

    • Ferie e permessi maturati in proporzione: negli alberghi e nei campeggi le frazioni di mese si contano in ventiseiesimi dei giorni lavorati (artt. 225 e 277)
    • Indennità sostitutiva delle ferie non godute nell’ultima busta paga di fine stagione
    • Anche 13ª e 14ª maturano pro-rata e sono erogate a fine stagione

    Casi pratici

    Tizio – Calcolo ferie con maternità
    Tizia (4° livello) è stata in maternità obbligatoria 5 mesi durante l’anno. Per il CCNL Turismo questo periodo non riduce il monte ferie: matura comunque i 26 giorni annui interi (non 21 come accadrebbe in alcuni altri CCNL).
    Caia – Permesso matrimoniale
    Caia (5° livello) si sposa. Richiede i 15 giorni di calendario di permesso matrimoniale (regolarmente retribuiti). Si aggiungono alle ferie e ai permessi ordinari.
    Sempronio – Stagionale 4 mesi
    Sempronio è cameriere stagionale (1° giugno – 30 settembre). Ferie maturate pro-rata: 26 × 4/12 = ~8,67 giorni. Non potendo fruirle, riceve indennità sostitutiva nell’ultima busta paga del 30 settembre. Stesso meccanismo per 13ª, 14ª e permessi per riduzione dell’orario.

    Domande frequenti

    Quanti giorni di ferie nel CCNL Turismo?
    26 giorni lavorativi annui, contando la settimana come sei giorni: quattro settimane e due giorni. A questi si aggiungono 104 ore di permessi per riduzione dell’orario negli alberghi e nei campeggi.
    La maternità riduce le ferie?
    No: maternità, paternità e congedo parentale, come malattia e infortunio, non sono detratti dall’anzianità utile per le ferie (art. 130 nel testo del rinnovo 2024).
    Quanto dura il permesso matrimoniale?
    15 giorni di calendario retribuiti per chi non è in prova, da chiedere con almeno 10 giorni di anticipo; si possono aggiungere 5 giorni non retribuiti (art. 133).
    Per i stagionali come funzionano le ferie?
    Maturano pro-rata sui mesi di servizio. Se non fruite durante la stagione, vengono pagate come indennità sostitutiva nell’ultima busta paga di fine stagione.
    Cosa cambia dal dicembre 2027?
    Dal 1° dicembre 2027 il congedo parentale conterà anche per la quattordicesima. Per ferie, permessi e tredicesima conta già dal 1° luglio 2024 (art. 180).

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi, Preavviso e licenziamento nel CCNL Turismo Pubblici Esercizi, Maternità e congedi nel CCNL Turismo Pubblici Esercizi, Tredicesima, quattordicesima e premi nel CCNL Turismo Pubblici Esercizi, Malattia e infortunio nel CCNL Turismo Pubblici Esercizi e Periodo di prova nel CCNL Turismo Pubblici Esercizi.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Turismo e Pubblici Esercizi. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • CCNL Turismo Pubblici Esercizi 2026: tabelle retributive e minimi

    CCNL Turismo Federalberghi-Faita

    In sintesi

    Il CCNL Turismo firmato il 5 luglio 2024 da Federalberghi e Faita con Filcams, Fisascat e UILTuCS vale dal 1° luglio 2024 al 31 dicembre 2027 e dà 200 € al 4° livello in cinque tranche. Dal maggio 2026 i minimi delle aziende alberghiere vanno da 1.412,60 € (7° livello) a 2.491,82 € (Quadro A, con l’indennità di funzione) lordi al mese, per 14 mensilità; al 4° livello 1.695,69 €. Le prossime tranche arrivano ad aprile 2027 (4° livello 1.730,69 €) e novembre 2027 (1.750,69 €). Bar e ristoranti applicano di solito un altro contratto, quello FIPE.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Federalberghi · Faita (con Confcommercio) · FILCAMS-CGIL · FISASCAT-CISL · UILTuCS-UIL
    Ultimo rinnovo
    5 luglio 2024
    Vigenza
    1° luglio 2024 – 31 dicembre 2027
    Platea
    Circa 290.000 lavoratori in 28.000 aziende (alberghi, villaggi, campeggi)

    Tabelle retributive CCNL Turismo 2026: minimi per livello negli alberghi

    Minimi tabellari mensili – CCNL Turismo, aziende alberghiere (paga base conglobata + indennità quadri, decorrenza maggio 2026)
    Livello Paga base conglobata Indennità Minimo mensile
    Quadro A 2.416,82 € 75,00 € 2.491,82 €
    Quadro B 2.237,53 € 70,00 € 2.307,53 €
    1° 2.084,71 € – 2.084,71 €
    2° 1.905,40 € – 1.905,40 €
    3° 1.797,04 € – 1.797,04 €
    4° 1.695,69 € – 1.695,69 €
    5° 1.590,27 € – 1.590,27 €
    6° super 1.529,13 € – 1.529,13 €
    6° 1.507,45 € – 1.507,45 €
    7° 1.412,60 € – 1.412,60 €

    Minimi del CCNL Turismo per le aziende alberghiere (codice CNEL H052) in vigore da maggio 2026. La paga base nazionale è conglobata: comprende già l’ex indennità di contingenza, quindi per i livelli dal 1° al 7° coincide con il minimo; ai quadri si aggiunge l’indennità di funzione (75 € Quadro A, 70 € Quadro B). Importi mensili lordi su 14 mensilità, esclusi scatti di anzianità, terzo elemento provinciale e indennità accessorie.

    Alberghi minori (1 e 2 stelle) e terzo elemento provinciale

    Per gli alberghi a 1 e 2 stelle la paga base nazionale è un po’ più bassa, tranne per cuoco, cameriere e barista di 5° livello, a cui si applica il valore degli altri alberghi. In alcune province si aggiunge un terzo elemento fissato dagli accordi territoriali: a Bologna, per esempio, da 1,69 € (5°) a 2,58 € (7°) al mese.

    Paga base nazionale da maggio 2026: alberghi e alberghi minori
    Livello Alberghi Alberghi minori (1-2 stelle)
    Quadro A 2.416,82 € 2.405,46 €
    Quadro B 2.237,53 € 2.227,20 €
    1° 2.084,71 € 2.074,38 €
    2° 1.905,40 € 1.896,62 €
    3° 1.797,04 € 1.789,29 €
    4° 1.695,69 € 1.688,98 €
    5° 1.590,27 € 1.584,07 €
    6° super 1.529,13 € 1.523,45 €
    6° 1.507,45 € 1.501,77 €
    7° 1.412,60 € 1.407,44 €

    Ai Quadri A e B si aggiunge l’indennità di funzione di 75 € e 70 € in entrambe le tabelle.

    Paga oraria e giornaliera

    La quota oraria si ottiene dividendo la retribuzione mensile per 172, la quota giornaliera dividendo per 26. Sui minimi di maggio 2026:

    Paga oraria lorda minima da maggio 2026 (alberghi, minimo ÷ 172)
    Livello Minimo mensile Paga oraria
    Quadro A 2.491,82 € 14,49 €
    Quadro B 2.307,53 € 13,42 €
    1° 2.084,71 € 12,12 €
    2° 1.905,40 € 11,08 €
    3° 1.797,04 € 10,45 €
    4° 1.695,69 € 9,86 €
    5° 1.590,27 € 9,25 €
    6° super 1.529,13 € 8,89 €
    6° 1.507,45 € 8,76 €
    7° 1.412,60 € 8,21 €

    Struttura della retribuzione

    La retribuzione nel CCNL Turismo è composta da:

    • Paga base nazionale conglobata: il minimo per livello, che comprende l’ex contingenza
    • Indennità di funzione dei quadri: 75 € per il Quadro A e 70 € per il Quadro B
    • Terzo elemento provinciale: dove previsto dagli accordi territoriali
    • Scatti di anzianità: importi fissi per livello (per esempio 33,05 € al 4° livello)
    • Maggiorazioni per lavoro straordinario, notturno e festivo, e le altre indennità previste dal contratto

    Nel CCNL Turismo per gli alberghi non c’è una voce EDR separata: la tabella nazionale ha paga base e, dove esiste, terzo elemento.

    Aumenti CCNL Turismo 2024-2027: i minimi tranche per tranche

    Il rinnovo del 5 luglio 2024 aumenta i minimi di 200 € al 4° livello in cinque tranche: 70 € da luglio 2024, 40 € da giugno 2025, 35 € da maggio 2026, 35 € da aprile 2027 e 20 € da novembre 2027. Gli altri livelli ricevono aumenti riparametrati: a maggio 2026, per esempio, 49,88 € al Quadro A e 29,16 € al 7°.

    Paga base nazionale alberghi per livello e decorrenza (senza indennità quadri)
    Livello Lug. 2024 Giu. 2025 Mag. 2026 Apr. 2027 Nov. 2027
    Quadro A 2.309,93 € 2.366,94 € 2.416,82 € 2.466,71 € 2.495,22 €
    Quadro B 2.138,57 € 2.191,35 € 2.237,53 € 2.283,72 € 2.310,11 €
    1° 1.992,50 € 2.041,68 € 2.084,71 € 2.127,73 € 2.152,32 €
    2° 1.821,13 € 1.866,07 € 1.905,40 € 1.944,73 € 1.967,20 €
    3° 1.717,55 € 1.759,94 € 1.797,04 € 1.834,13 € 1.855,32 €
    4° 1.620,69 € 1.660,69 € 1.695,69 € 1.730,69 € 1.750,69 €
    5° 1.519,93 € 1.557,44 € 1.590,27 € 1.623,09 € 1.641,85 €
    6° super 1.461,49 € 1.497,57 € 1.529,13 € 1.560,69 € 1.578,72 €
    6° 1.440,78 € 1.476,34 € 1.507,45 € 1.538,57 € 1.556,35 €
    7° 1.350,12 € 1.383,45 € 1.412,60 € 1.441,76 € 1.458,42 €

    Le mensilità sono 14: la tredicesima a dicembre e la quattordicesima, pari alla retribuzione in atto al 30 giugno, pagata con la busta paga di luglio.

    Bar e ristoranti: le tabelle sono di un altro contratto

    Dal 2018 bar, ristoranti, pizzerie, mense e catering hanno un contratto proprio, firmato da FIPE-Confcommercio con Filcams, Fisascat e UILTuCS, con minimi diversi da quelli degli alberghi. Se lavori in un pubblico esercizio, i minimi per livello sono nelle tabelle retributive del CCNL Pubblici Esercizi (FIPE) 2026. Questa scheda riguarda il contratto di alberghi, villaggi, campeggi e strutture ricettive.

    La componente "servizio" nei ristoranti

    Nei ristoranti, soprattutto in quelli annessi agli alberghi, una componente importante è il servizio (mancia); per bar e ristoranti autonomi vale invece il contratto FIPE:

    • Sistema “servizio compreso” (% sul prezzo del menu) distribuito tra il personale
    • Mance dirette dei clienti
    • Indennità contrattuale per camerieri (ridotta rispetto al passato quando il sistema era più diffuso)

    Il servizio è imponibile fiscalmente e va dichiarato. Le mance dirette in alcuni casi godono di regime fiscale agevolato.

    Stagionali: stesse tabelle

    I lavoratori stagionali percepiscono gli stessi minimi tabellari dei lavoratori a tempo indeterminato. Tredicesima, quattordicesima e ferie maturano in proporzione ai mesi lavorati e, se non godute, vengono pagate a fine contratto insieme al TFR.

    Casi pratici

    Tizio – Cameriere qualificato 4° livello
    Tizio è cameriere qualificato (4° livello) nel ristorante di un albergo. Dal maggio 2026 il suo minimo è 1.695,69 € lordi al mese, cioè 23.739,66 € su 14 mensilità; si aggiungono gli scatti di anzianità maturati e le mance, che hanno una tassazione propria. Con le tranche del 2027 il minimo del 4° livello salirà di altri 55 €.
    Caia – Receptionist 5° con notte
    Caia è receptionist (5° livello) in un hotel con turni anche notturni. Il suo minimo dal maggio 2026 è 1.590,27 € lordi al mese; si aggiungono la maggiorazione per il lavoro notturno e, se maneggia denaro alla cassa, l’indennità prevista per questa funzione.
    Sempronio – Stagionale balneare
    Sempronio è cameriere stagionale (5° livello) in una località balneare. Contratto 1° giugno – 30 settembre. Ha gli stessi minimi del tempo indeterminato (1.590,27 € al 5° livello). In quattro mesi matura 4/12 di tredicesima e 4/12 di quattordicesima, 530,09 € ciascuna, che gli vengono pagate con l’ultima busta paga insieme a ferie non godute e TFR.

    Domande frequenti

    Quanto guadagna un cameriere CCNL Turismo?
    Negli alberghi, dal maggio 2026, il minimo è 1.695,69 € lordi al mese per il cameriere qualificato (4° livello) e 1.590,27 € al 5° livello, per 14 mensilità. Il netto dipende da tasse, addizionali e detrazioni; le mance si aggiungono con una tassazione propria.
    Quante mensilità ha il CCNL Turismo?
    14 mensilità: 12 normali + tredicesima a dicembre + quattordicesima a luglio.
    I stagionali guadagnano meno?
    No, percepiscono gli stessi minimi tabellari dei lavoratori a tempo indeterminato; tredicesima, quattordicesima e ferie maturano in proporzione ai mesi lavorati.
    Cos'è la percentuale di servizio?
    Componente storica della retribuzione del personale di sala dei pubblici esercizi (art. 148 c. 2 del CCNL), legata al «servizio compreso» o alle mance. Oggi i pubblici esercizi applicano il contratto FIPE; le mance dirette dei clienti sono integrazioni libere.
    Le mance sono tassate?
    Sì, le mance sono reddito di lavoro dipendente. Per i lavoratori delle strutture ricettive e dei pubblici esercizi la legge ha previsto dal 2023 un’imposta sostitutiva agevolata, entro limiti di reddito che sono cambiati negli anni: verifica in busta paga i requisiti dell’anno.
    Qual è la paga oraria nel CCNL Turismo?
    Si divide la retribuzione mensile per 172. Da maggio 2026 il minimo orario è 9,86 € al 4° livello, 9,25 € al 5°, 8,89 € al 6° super, 8,76 € al 6° e 8,21 € al 7°.
    Il CCNL Turismo vale anche per bar e ristoranti?
    Di solito no: dal 2018 i pubblici esercizi applicano il CCNL FIPE, con tabelle proprie. Il CCNL Turismo di Federalberghi e Faita si applica ad alberghi, villaggi, campeggi e altre strutture ricettive.

    Fonti: Federalberghi, accordo 5/7/2024 · tranche del rinnovo · minimi per livello 2024-2027 · Confcommercio Ascom Bologna, tabelle maggio 2026 · aumenti maggio 2026 (H052) · divisori e scatti. Testi verificati a ottobre 2026.

    Stesso CCNL: consulta anche Preavviso e licenziamento nel CCNL Turismo Pubblici Esercizi, Ferie e permessi nel CCNL Turismo Pubblici Esercizi, Maternità e congedi nel CCNL Turismo Pubblici Esercizi, Tredicesima, quattordicesima e premi nel CCNL Turismo Pubblici Esercizi, Malattia e infortunio nel CCNL Turismo Pubblici Esercizi e Periodo di prova nel CCNL Turismo Pubblici Esercizi.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del 5 luglio 2024 del CCNL Turismo Federalberghi-Faita. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • CCNL Turismo Pubblici Esercizi: livelli, qualifiche e mansioni

    CCNL Turismo e Pubblici Esercizi

    In sintesi

    Il CCNL Turismo firmato da Federalberghi e Faita (alberghi, campeggi e villaggi, porti turistici) classifica i lavoratori in 10 livelli: Quadro A, Quadro B, dal 1° al 7° con il 6° super; il Quadro A è il più alto, il 7° il più basso. Negli alberghi il direttore è Quadro A, il capo ricevimento e lo chef sono al 2° livello, lo chef de rang e il barman al 4°, la cameriera ai piani al 6°, il personale di fatica al 7°. I minimi da maggio 2026 vanno da 1.412,60 € (7°) a 2.416,82 € (Quadro A, più l’indennità di funzione).

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Federalberghi · Faita (con Confcommercio) · FILCAMS-CGIL · FISASCAT-CISL · UILTuCS-UIL
    Ultimo rinnovo
    5 luglio 2024 (minimi aggiornati a maggio 2026)
    Vigenza
    1° luglio 2024 – 31 dicembre 2027
    Platea
    Circa 290.000 lavoratori in 28.000 aziende (alberghi, villaggi, campeggi)

    Tabella riepilogativa

    Livelli CCNL Turismo – profili delle aziende alberghiere (classificazione 2024)
    Livello Profili (aziende alberghiere)
    Quadro A Direttore
    Quadro B Vicedirettore, food and beverage manager, room division manager
    1° livello Executive chef (coordina più cucine), restaurant manager, responsabile dei servizi di ricevimento e portineria
    2° livello Capo ricevimento (front office manager), primo portiere, capo cuoco (chef), prima governante, capo barman di più bar
    3° livello Segretario ricevimento e cassa, portiere unico, portiere di notte, sous chef, cuoco unico, barman unico, governante unica
    4° livello Portiere, cuoco capo partita, chef de rang (sala, piani, vini), seconda governante, barman
    5° livello Addetto al ricevimento e cassa con mansioni d’ordine, demi chef de rang, cuoco, cameriere e barista negli alberghi a servizio semplice, cameriera sala e piani, facchino di notte
    6° super Commis di cucina, sala, piani e bar con diploma o dopo 15 mesi, addetto unico ai servizi di camera
    6° livello Commis senza diploma nei primi 15 mesi, cameriera ai piani, facchino ai piani e ai bagagli, addetto portineria, addetto di cucina
    7° livello Personale di fatica e pulizia (sala, cucina, office, magazzino), commissioniere

    Fonte: art. 48 (classificazione del personale) come riscritto dall’accordo di rinnovo del 5 luglio 2024. Gli elenchi sono esemplificativi: ogni livello comprende anche le «altre qualifiche di valore equivalente». I minimi per livello sono nelle tabelle retributive del CCNL Turismo.

    I 10 livelli del CCNL Turismo

    Il CCNL Turismo Federalberghi-Faita si applica, dal rinnovo del 5 luglio 2024, alle aziende alberghiere (compresi bar, ristoranti e stabilimenti balneari annessi e gestiti dall’albergatore), ai complessi turistico-ricettivi all’aria aperta, ai porti e approdi turistici e ai rifugi alpini. Pubblici esercizi, ristorazione collettiva e agenzie di viaggio hanno contratti propri.

    I 10 livelli:

    • Quadro A: funzioni direttive con alta responsabilità gestionale (non dirigenti)
    • Quadro B: funzioni direttive su unità aziendali o settori complessi
    • 1° livello: capi settore, capi reparto
    • 2° livello: figure di coordinamento operativo
    • 3° livello: mansioni qualificate con autonomia
    • 4° livello: cameriere/cuoco qualificato
    • 5° livello: cameriere/cuoco/barista
    • 6° livello super / 6°: aiuti operativi
    • 7° livello: mansioni elementari

    Mansioni tipiche per settore

    Aziende alberghiere (art. 48, testo 2024):

    • Direttore (Quadro A); vicedirettore, food and beverage manager, room division manager (Quadro B)
    • Responsabile di ricevimento e portineria (1°), capo ricevimento (2°), segretario ricevimento e cassa (3°), addetto al ricevimento e cassa con mansioni d’ordine (5°), addetto portineria (6°)
    • Prima governante (2°), governante unica (3°), seconda governante (4°), cameriera sala e piani (5°), cameriera ai piani (6°)
    • Executive chef (1°), chef (2°), sous chef (3°), capo partita (4°), commis di cucina (6° super o 6°)
    • Capo barman di più bar (2°), barman unico (3°), barman (4°), chef de rang (4°), demi chef de rang (5°)

    Per i campeggi, i villaggi turistici e i porti la classificazione elenca profili propri con gli stessi livelli.

    Stagionalità: caratteristica peculiare

    Una caratteristica distintiva del settore turistico è la forte stagionalità (estate balneare, inverno montano, alta/bassa stagione alberghiera). Il CCNL prevede:

    • Contratti a tempo determinato stagionali (specifica disciplina)
    • Inquadramento e retribuzione equiparati al tempo indeterminato
    • Diritto di precedenza nella riassunzione presso la stessa unità produttiva e con la stessa qualifica, da chiedere per iscritto entro tre mesi dalla fine del rapporto; si estingue dopo un anno (art. 86)

    Passaggi di livello

    Chi è assegnato a mansioni superiori ha subito diritto al trattamento del livello corrispondente; l’assegnazione diventa definitiva dopo sei mesi, salvo che sostituisca un lavoratore in servizio assente o che il lavoratore non lo voglia (art. 51, testo 2024, e art. 2103 c.c.). In alcuni profili conta anche il diploma: il commis passa dal 6° al 6° super con un diploma attinente o dopo 15 mesi di pratica.

    Casi pratici

    Tizio – Da cameriere a chef de rang
    Tizio è cameriere in un albergo a servizio semplice (5° livello). Quando passa stabilmente a chef de rang di sala diventa 4° livello: da maggio 2026 la paga base sale da 1.590,27 € a 1.695,69 €. Se le mansioni sono superiori da almeno sei mesi, il passaggio è definitivo.
    Caia – Promozione a Quadro B
    Caia è capo ricevimento (2° livello) di un grande hotel. Le viene affidata la supervisione di ricevimento, portineria, piani e guardaroba come room division manager: è un profilo di Quadro B, con l’indennità di funzione di 70 € al mese e l’iscrizione alla cassa sanitaria Qu.A.S.
    Sempronio – Stagionale con clausola richiamo
    Sempronio è cameriere stagionale in una località balneare. A fine stagione chiede per iscritto, entro tre mesi, di esercitare il diritto di precedenza: per un anno ha la priorità nelle riassunzioni con la stessa qualifica nella stessa unità produttiva (art. 86).

    Domande frequenti

    Quanti livelli ha il CCNL Turismo?
    10 livelli professionali: Quadri A, Quadri B, 1°, 2°, 3°, 4°, 5°, 6° super, 6°, 7°.
    Come funzionano i contratti stagionali?
    Sono contratti a tempo determinato per la stagione, con lo stesso trattamento economico e normativo dei lavoratori a tempo indeterminato in proporzione al periodo lavorato. A fine rapporto il lavoratore può chiedere per iscritto, entro tre mesi, il diritto di precedenza nelle riassunzioni. Il CCNL non prevede un’indennità di fine stagione.
    Cos'è la clausola di richiamo stagionale?
    Non è un obbligo di richiamo ma un diritto di precedenza: chi ha lavorato a termine può chiedere per iscritto, entro tre mesi dalla fine del rapporto, di essere riassunto con priorità nella stessa unità produttiva e qualifica; il diritto si estingue dopo un anno (art. 86).
    Come passo al livello superiore?
    Per assegnazione a mansioni superiori: dopo sei mesi diventa definitiva, salvo sostituzione di un lavoratore assente (art. 51). Per alcuni profili conta il diploma o la pratica: il commis passa al 6° super con il diploma o dopo 15 mesi.
    I Quadri hanno tutele specifiche?
    Sì: indennità di funzione di 75 € (Quadro A) e 70 € (Quadro B) al mese (art. 145), iscrizione alla cassa sanitaria Qu.A.S. (380 € annui a carico del datore e 50 € del quadro dal 2026), formazione e copertura della responsabilità civile (artt. 146-147). Il fondo Fondir riguarda i dirigenti, non i quadri.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi, Preavviso e licenziamento nel CCNL Turismo Pubblici Esercizi, Ferie e permessi nel CCNL Turismo Pubblici Esercizi, Maternità e congedi nel CCNL Turismo Pubblici Esercizi, Tredicesima, quattordicesima e premi nel CCNL Turismo Pubblici Esercizi e Malattia e infortunio nel CCNL Turismo Pubblici Esercizi.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Turismo e Pubblici Esercizi. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Lavoratori impatriati nel 730/2026: agevolazione e requisiti

    In sintesi

    • Reddito tassato al 50%: chi rientra in Italia dall’estero (dal 2024 in poi) paga l’IRPEF solo sulla metà del proprio reddito da lavoro, entro il limite di 600.000 euro.
    • Reddito tassato al 40%: se durante il regime nasce o viene adottato un figlio minore residente in Italia, la quota imponibile scende al 40%.
    • Durata: l’agevolazione si applica nell’anno del trasferimento e nei 4 anni d’imposta successivi (5 anni totali).
    • Requisiti chiave: non essere stati residenti in Italia nei 3 anni prima del rientro, impegnarsi a restare almeno 4 anni, lavorare prevalentemente in Italia, avere qualificazione elevata o specializzazione.
    • Come si indica nel 730: nella casella ‘Casi particolari’ si usa il codice ’16’ (quota imponibile 50%) o ’17’ (quota imponibile 40%); il reddito va già indicato nella misura ridotta.
    • Vecchio regime (trasferimenti entro il 31/12/2023): si applicano le norme precedenti con codici diversi (‘4’, ‘6’, ‘8’, ecc.) – coesistono più regimi in base alla data di trasferimento.

    Cosa sono i lavoratori impatriati e come funziona il beneficio

    Il regime degli impatriati è un’agevolazione fiscale pensata per attrarre in Italia persone che hanno vissuto e lavorato all’estero. In parole semplici: se torni in Italia dopo almeno 3 anni di residenza all’estero e rispetti certi requisiti, per i primi 5 anni paghi l’IRPEF solo su una parte del tuo reddito – e l’altra parte è esente.

    Dal 29 dicembre 2023 è in vigore il nuovo regime, introdotto dal D.Lgs. 209/2023. Per chi trasferisce la residenza fiscale in Italia dal 2024 in poi, la quota di reddito tassata è il 50% dell’ammontare prodotto in Italia, con un tetto massimo di 600.000 euro annui. In pratica: se guadagni 80.000 euro, l’IRPEF la calcoli solo su 40.000 euro. Se hai o adotti un figlio minore residente in Italia durante il periodo di fruizione, la quota scende al 40%.

    Attenzione: chi ha trasferito la residenza entro il 31 dicembre 2023 segue ancora le vecchie norme (art. 16 del D.Lgs. 147/2015), che prevedono percentuali diverse (50%, 30% o 10% a seconda dei casi e della regione). I due sistemi coesistono nel 730/2026 attraverso codici diversi da indicare nella casella ‘Casi particolari’.

    Regime impatriati 730/2026: percentuali e codici
    Situazione Quota imponibile Codice casi particolari
    Nuovo regime (trasf. dal 2024): regola base 50% del reddito (max 600.000 euro) 16
    Nuovo regime (trasf. dal 2024): con figlio minore residente 40% del reddito (max 600.000 euro) 17
    Vecchio regime: 50% imponibile (art. 16 D.Lgs. 147/2015) 50% del reddito da lavoro dipendente 4
    Vecchio regime: 30% imponibile 30% del reddito da lavoro dipendente 6
    Vecchio regime: 10% imponibile (Sud Italia) 10% del reddito da lavoro dipendente 8
    Docenti e ricercatori (regime speciale) 10% del reddito da lavoro dipendente 2

    Esempio pratico

    • Tizio rientra in Italia nel 2024 dopo 5 anni di lavoro in Germania. Nel 2025 guadagna 90.000 euro come dipendente di un’azienda italiana. Applica il nuovo regime impatriati (codice ’16’): la base imponibile IRPEF è 45.000 euro (il 50% di 90.000). La quota esente – altri 45.000 euro – va indicata nella colonna 4 del rigo C14 (‘Esenzione Impatriati’) con il codice GA annotato nella CU 2026. Nel 2026 nasce il figlio di Tizio, residente in Italia: a partire da quell’anno Tizio può usare il codice ’17’ e ridurre la quota imponibile al 40%.

    Documenti necessari

    • Certificazione Unica 2026 (punto 462 con il codice del regime, punto 463 con la quota esente; annotazioni con codice GA o GB per il nuovo regime)
    • Documentazione che prova la residenza estera nei 3 anni precedenti (contratti di lavoro, certificati di residenza estera, estratti anagrafici)
    • Titolo di studio o certificazione che attesta l’elevata qualificazione o specializzazione
    • Atto di nascita o adozione del figlio (se si vuole accedere alla riduzione al 40%)
    • Certificato di residenza del figlio in Italia (per la riduzione al 40%)

    Rientro nel 2024: nuovo regime al 50%

    Scenario. Caio è un ingegnere informatico che ha lavorato in Francia dal 2019 al 2023. Nel gennaio 2024 si trasferisce in Italia e inizia a lavorare per un’azienda milanese con un contratto a tempo indeterminato. Nel 2025 (secondo anno di agevolazione) percepisce 75.000 euro lordi.

    Come si applica. Caio soddisfa i requisiti del nuovo regime: era residente all’estero nei 3 anni precedenti, si impegna a restare in Italia almeno 4 anni, lavora prevalentemente in Italia, ha qualificazione elevata. Nel 730/2026 indica nella casella ‘Casi particolari’ il codice ’16’. Il reddito nei righi C1-C3 è indicato già nella misura ridotta: 37.500 euro (50% di 75.000). La quota esente (altri 37.500 euro) va riportata in colonna 4 del rigo C14 con il codice annotato nella CU.

    In pratica

    • Il datore di lavoro di solito riconosce l’agevolazione già in busta paga: verifica nella CU che il codice 462 sia compilato con ’16’ e che le annotazioni riportino il codice GA.
    • Se il datore non ha riconosciuto l’agevolazione, sei tu a doverla applicare in dichiarazione: indica il reddito già ridotto e compila la casella ‘Casi particolari’.
    • Il limite di 600.000 euro è annuale: se il tuo reddito supera quella cifra, l’eccedenza è interamente imponibile.

    Vecchio regime (trasferimento entro il 2023): 30% imponibile

    Scenario. Sempronio era rientrato in Italia nell’aprile 2022 dopo anni di lavoro in Spagna, beneficiando del vecchio regime (art. 16 D.Lgs. 147/2015) con quota imponibile al 30%. Nel 2025 è nel terzo anno di agevolazione e percepisce 60.000 euro.

    Come si applica. Sempronio rientra ancora nel vecchio regime, non nel nuovo. Usa il codice ‘6’ nella casella ‘Casi particolari’. La quota imponibile è il 30% del reddito: 18.000 euro. Il 70% (42.000 euro) è esente. Nella CU 2026 troverà il codice CQ nelle annotazioni. Anche la casella ‘Stato estero’ va compilata con il codice della Spagna. Poiché i regimi pre e post 2023 coesistono, è fondamentale usare il codice corretto per la propria situazione.

    In pratica

    • Non confondere il vecchio e il nuovo regime: le percentuali e i codici sono diversi, e il codice sbagliato porta a un calcolo dell’imposta errato.
    • Controlla nella CU 2026 il punto 462 e le annotazioni: indicano il codice del regime che il datore di lavoro ha applicato.
    • Compila sempre la casella ‘Stato estero’ con il codice del Paese in cui eri residente prima del rientro.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    Quali sono i requisiti per il nuovo regime impatriati (trasferimento dal 2024)?

    Devi: non essere stato fiscalmente residente in Italia nei 3 anni d’imposta precedenti il trasferimento; impegnarti a risiedere fiscalmente in Italia per almeno 4 anni; lavorare prevalentemente in Italia durante l’anno; avere un’elevata qualificazione o specializzazione come definita dalla normativa europea (D.Lgs. 108/2012 e D.Lgs. 206/2007) oppure aver svolto attività di ricerca anche nell’ambito dell’intelligenza artificiale.

    Quanto dura l'agevolazione?

    5 anni in totale: l’anno del trasferimento della residenza fiscale in Italia e i 4 anni d’imposta successivi.

    Come si indica nel 730 se il datore di lavoro ha già applicato l'agevolazione?

    In questo caso il reddito certificato nella CU è già nella misura ridotta (50% o 40%) e il datore ha compilato il punto 462 e le annotazioni della CU. Tu riporti il reddito ridotto nei righi C1-C3 e compili la colonna 4 del rigo C14 con la quota esente. La casella ‘Casi particolari’ va compilata solo se il datore non ha riconosciuto l’agevolazione.

    Cosa succede se supero il limite di 600.000 euro?

    Il limite è annuale. La parte di reddito fino a 600.000 euro beneficia dell’agevolazione (50% o 40% imponibile). L’eventuale eccedenza oltre 600.000 euro è tassata per intero con le aliquote IRPEF ordinarie.

    Il vecchio regime impatriati si applica ancora?

    Sì, per chi ha trasferito la residenza anagrafica in Italia entro il 31 dicembre 2023 (o, per i lavoratori sportivi, ha stipulato il contratto entro quella data). Le norme precedenti restano valide per queste persone per tutta la durata del periodo agevolato. I codici da usare nel 730 sono diversi da quelli del nuovo regime (codici ‘4’, ‘6’, ‘8’, ecc.).

  • Art. 67 D.Lgs. 209/2005 – Attività in regime di stabilimento

    Art. 67 D.Lgs. 209/2005 – Attività in regime di stabilimento

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    1. L'IVASS determina, con regolamento, le disposizioni applicabili alle sedi secondarie di imprese di riassicurazione di uno Stato terzo , nel rispetto dei principi generali di cui al Capo I del presente Titolo nonché le disposizioni alle stesse applicabili in materia di registri, bilancio e scritture contabili di cui al Titolo VIII.

    2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano anche alle imprese aventi la sede legale in uno Stato terzo e ivi autorizzate all'esercizio congiunto dell'assicurazione e della riassicurazione, che chiedono di esercitare nel territorio della Repubblica la sola riassicurazione.

  • Nullità o annullabilità del contratto: le differenze

    Non tutti i difetti di un contratto hanno lo stesso peso. La nullità reagisce a vizi radicali e travolge l’atto fin dall’origine; l’annullabilità riguarda situazioni meno gravi, in cui il contratto vive fino a quando non viene caducato. Le differenze incidono su effetti, legittimazione ad agire, tempi e possibilità di sanatoria.

    Tabella riassuntiva del confronto

    Profilo Nullità Annullabilità
    Norma di riferimento Art. 1418 c.c. Artt. 1425 e 1442 c.c.
    Cause tipiche Norme imperative, requisiti essenziali, causa o oggetto illeciti Incapacità, errore, violenza, dolo
    Effetti del contratto Non produce effetti Produce effetti fino all’annullamento
    Azione Imprescrittibile Si prescrive in 5 anni
    Legittimazione Chiunque vi abbia interesse Solo la parte protetta
    Rilievo d’ufficio Sì No
    Sanabilità Insanabile Sanabile per convalida
    Gravità del vizio Vizio grave Vizio meno grave
    Quando ricorre Atto contrario all’ordinamento Consenso viziato o parte incapace

    Le caratteristiche della nullità

    La nullità è la forma più radicale di invalidità. Colpisce il contratto affetto da vizi particolarmente gravi e ne impedisce la produzione di effetti fin dall’origine.

    • Ricorre per contrasto con norme imperative, mancanza di requisiti essenziali o per causa o oggetto illeciti.
    • Il contratto nullo non produce effetti e la nullità è insanabile.
    • L’azione è imprescrittibile, può essere fatta valere da chiunque vi abbia interesse ed è rilevabile d’ufficio dal giudice.

    La gravità della reazione si spiega con la funzione della nullità: tutelare interessi che vanno oltre quelli delle singole parti, come il rispetto di norme imperative e dell’ordine pubblico. Per questo il contratto nullo non può essere recuperato neppure con la volontà concorde dei contraenti.

    Esempio: Tizio e Caio concludono un contratto il cui oggetto è illecito. L’atto è nullo, non produce effetti e chiunque vi abbia interesse può farlo accertare senza limiti di tempo.

    Le caratteristiche dell’annullabilità

    L’annullabilità riguarda vizi meno gravi, che non impediscono al contratto di nascere e di operare, ma consentono alla parte tutelata di chiederne la caducazione.

    • Tipici casi sono l’incapacità della parte (art. 1425 c.c.) e i vizi del consenso: errore, violenza, dolo.
    • Il contratto produce effetti fino all’annullamento.
    • L’azione si prescrive in cinque anni (art. 1442 c.c.), spetta solo alla parte protetta ed è sanabile per convalida.

    Esempio: Caia conclude un contratto indotta in errore. Può chiederne l’annullamento entro cinque anni, ma può anche convalidarlo se intende mantenerlo.

    Quando ricorre la nullità e quando l’annullabilità

    La nullità si applica quando l’atto contrasta con l’ordinamento o manca di elementi essenziali: la reazione è radicale e definitiva, perché l’interesse leso è di carattere generale. Tipici esempi sono il contratto con oggetto o causa illeciti e quello privo di un requisito indispensabile. L’annullabilità opera invece quando il vizio riguarda la posizione di una singola parte, in particolare la sua capacità di agire oppure la genuinità del consenso, compromessa da errore, violenza o dolo.

    In sintesi, la nullità protegge interessi generali, perciò è rilevabile da chiunque vi abbia interesse e senza limiti di tempo; l’annullabilità protegge la parte debole, che decide se reagire entro cinque anni o tenere fermo il contratto. Questa diversa funzione spiega perché la nullità sia insanabile mentre l’annullabilità ammetta la convalida.

    Esempio: se Tizio ha concluso il contratto a causa di un errore essenziale, può chiederne l’annullamento; se invece il contratto ha un oggetto vietato, la patologia è la nullità.

    Effetti, tempi e sanatoria a confronto

    I due regimi divergono soprattutto sugli effetti dell’atto e sulla loro stabilità nel tempo. Il contratto nullo non produce effetti fin dall’origine: è come se non fosse mai sorto, e nessuna iniziativa delle parti può renderlo valido, dato che la nullità è insanabile. Il contratto annullabile, invece, produce effetti fino all’annullamento: resta operativo finché la parte protetta non lo fa cadere, e può addirittura essere stabilizzato tramite convalida.

    Anche i tempi sono diversi. L’azione di nullità è imprescrittibile, quindi può essere proposta senza limiti temporali; l’azione di annullamento si prescrive in cinque anni (art. 1442 c.c.). Cambia infine la legittimazione: la nullità può essere fatta valere da chiunque vi abbia interesse ed è rilevabile d’ufficio, mentre l’annullabilità spetta soltanto alla parte tutelata.

    • La nullità protegge interessi generali: per questo è rilevabile da chiunque e senza termini.
    • L’annullabilità protegge la parte debole, che sceglie se reagire o tenere fermo il contratto.

    Aspetti pratici da non trascurare

    La distinzione incide sui tempi e sulle iniziative da assumere. Di fronte a un contratto nullo non occorre temere la prescrizione, ma l’atto resta privo di effetti e va affrontata la sorte delle prestazioni già eseguite; di fronte a un contratto annullabile occorre invece muoversi entro il termine quinquennale, prima che l’atto si consolidi.

    • Per la nullità, verificare la gravità del vizio e l’interesse concreto ad agire.
    • Per l’annullabilità, valutare con attenzione se convalidare il contratto o agire entro cinque anni.
    • In entrambi i casi conviene individuare per tempo la natura del vizio, perché ne dipendono strategia e tempi di reazione.

    Articoli di legge da consultare

    Domande frequenti

    Il contratto nullo produce effetti?

    No. Il contratto nullo non produce effetti, la nullità è insanabile e l’azione è imprescrittibile.

    Entro quanto tempo si può chiedere l’annullamento?

    L’azione di annullamento si prescrive in cinque anni (art. 1442 c.c.) e spetta solo alla parte protetta.

    Chi può far valere la nullità?

    La nullità può essere fatta valere da chiunque vi abbia interesse ed è rilevabile d’ufficio dal giudice.

    Confronti e guide correlate

    I contenuti hanno finalità divulgativa e non sostituiscono la consulenza di un professionista abilitato.

  • Articolo 97 TU Giustizia Tributaria – Sospensione di atti volti al recupero di aiuti di Stato

    Art. 97 D.Lgs. 175/2024 – Sospensione di atti volti al recupero di aiuti di Stato e definizione delle relative controversie

    Testo vigente – D.Lgs. 14 novembre 2024, n. 175 (Testo unico della giustizia tributaria) (aggiornato da Normattiva)

    1. Qualora sia chiesta in via cautelare la sospensione dell'esecuzione di un atto volto al recupero di aiuti di Stato dichiarati incompatibili in esecuzione di una decisione adottata dalla Commissione europea ai sensi dell'articolo 16 del regolamento (UE) n. 2015/1589 del Consiglio, del 13 luglio 2015, di seguito denominata: «decisione di recupero», la corte di giustizia tributaria di primo grado può concedere la sospensione dell'efficacia del titolo di pagamento conseguente a detta decisione se ricorrono cumulativamente le seguenti condizioni: a) gravi motivi di illegittimità della decisione di recupero, ovvero evidente errore nella individuazione del soggetto tenuto alla restituzione dell'aiuto di Stato o evidente errore nel calcolo della somma da recuperare e nei limiti di tale errore; b) pericolo di un pregiudizio imminente e irreparabile.

    2. Qualora la sospensione si fondi su motivi attinenti alla illegittimità della decisione di recupero la corte di giustizia tributaria di primo grado provvede con separata ordinanza alla sospensione del giudizio e all'immediato rinvio pregiudiziale della questione alla Corte di giustizia dell'Unione europea, con richiesta di trattazione d'urgenza ai sensi dell'articolo 107 del regolamento di procedura della Corte di giustizia del 25 settembre 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea C 337 del 6 novembre 2012, se ad essa non sia stata già deferita la questione di validità dell'atto comunitario contestato. Non può, in ogni caso, essere accolta l'istanza di sospensione dell'atto impugnato per motivi attinenti alla legittimità della decisione di recupero quando la parte istante, pur avendone facoltà perché individuata o chiaramente individuabile, non abbia proposto impugnazione avverso la decisione di recupero ai sensi dell'articolo 263 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea ovvero quando, avendo proposto l'impugnazione, non abbia richiesto la sospensione della decisione di recupero ai sensi dell'articolo 278 del Trattato medesimo ovvero l'abbia richiesta e la sospensione non sia stata concessa.

    3. Fermi restando i presupposti di cui ai commi 1 e 2, si applicano le disposizioni di cui ai commi 1, 2, 4, 5, 7 e 8 dell'articolo 96; ai fini dell'applicazione del comma 8 rileva anche il mutamento del diritto europeo.

    4. Le controversie relative agli atti di cui al comma 1 sono definite, nel merito, nel termine di sessanta giorni dalla pronuncia dell'ordinanza di sospensione di cui al medesimo comma 1. Alla scadenza del termine di sessanta giorni dall'emanazione dell'ordinanza di sospensione, il provvedimento perde comunque efficacia, salvo che la corte di giustizia tributaria di primo grado entro il medesimo termine riesamini, su istanza di parte, l'ordinanza di sospensione e ne disponga la conferma, anche parziale, sulla base dei presupposti di cui ai commi 1 e 2, fissando comunque un termine di efficacia, non prorogabile, non superiore a sessanta giorni. Non si applica la disciplina sulla sospensione feriale dei termini. Nel caso di rinvio pregiudiziale il termine di cui al primo periodo è sospeso dal giorno del deposito dell'ordinanza di rinvio e riprende a decorrere dalla data della trasmissione della decisione della Corte di giustizia dell'Unione europea.

    5. Le controversie relative agli atti di cui al comma 1 sono discusse in pubblica udienza e, subito dopo la discussione, la corte di giustizia tributaria delibera la decisione in camera di consiglio. Il Presidente redige e sottoscrive il dispositivo e ne dà lettura in udienza, a pena di nullità.

    6. La sentenza è depositata nella segreteria della corte di giustizia tributaria di primo grado entro quindici giorni dalla lettura del dispositivo. Il segretario fa risultare l'avvenuto deposito apponendo sulla sentenza la propria firma e la data e ne dà immediata comunicazione alle parti.

    7. In caso di impugnazione della sentenza pronunciata sul ricorso avverso uno degli atti di cui al comma 1, tutti i termini del giudizio di appello davanti alla corte di giustizia tributaria di secondo grado, ad eccezione di quello stabilito per la proposizione del ricorso, sono ridotti alla metà. Nel processo di appello le controversie relative agli atti di cui al comma 1 hanno priorità assoluta nella trattazione. Si applicano le disposizioni di cui ai commi 4, terzo e quarto periodo, 5 e 6.

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