Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 66-septies D.Lgs. 209/2005 – Riassicurazione finite

    Art. 66-septies D.Lgs. 209/2005 – Riassicurazione finite

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    01. L'impresa che stipula contratti di riassicurazione finite o esercita attività di riassicurazione finite adotta adeguati processi e procedure di reportistica ed è in grado di identificare, quantificare, monitorare, gestire, controllare e segnalare in modo adeguato i rischi derivanti da detti contratti e attività. 1. L'IVASS, con regolamento, stabilisce specifiche disposizioni per l'esercizio dell'attività di riassicurazione finite nel rispetto delle disposizioni dell'Unione europea e vigila sul rispetto delle condizioni e disposizioni di cui al presente articolo.

  • Welfare CCNL Edilizia Industria: Sanedil, Prevedi e Cassa Edile

    CCNL Edilizia Industria (ANCE)

    In sintesi

    Il CCNL Edilizia Industria offre un sistema di welfare contrattuale ricco e specifico per il settore: Sanedil per la sanità integrativa, Prevedi per la pensione complementare, Cassa Edile per ferie, gratifica natalizia e prestazioni varie (sostegno allo studio, sussidi per infortunio, contributi familiari). Tutto è gestito dalla bilateralità di settore, con contributi a carico del datore di lavoro.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    ANCE · Legacoop · Confcooperative · Agci · FenealUil · Filca-CISL · Fillea-CGIL
    Ultimo rinnovo
    29 gennaio 2025
    Vigenza
    Fino al 30 giugno 2028
    Platea
    ~600.000

    Tabella riepilogativa

    Welfare contrattuale CCNL Edilizia
    Strumento Tipo Beneficiari Modalità
    Sanedil Sanità integrativa Operai e impiegati Contributo datore via Cassa Edile
    Prevedi Pensione complementare Tutti (volontario) Contributo contrattuale dell’impresa; 1% + 1% per chi aderisce; TFR
    Cassa Edile Bilateralità territoriale Operai 18,5% accantonamento totale
    FormEdil Formazione continua Tutti Contributi via Scuole Edili
    Sostegno studio Retta di 1.000 € al mese Figli degli operai morti per infortunio sul lavoro 15 milioni al Fondo Sanedil, 2026-2027

    Sanedil: la sanità integrativa

    Sanedil è il fondo di sanità integrativa per i lavoratori edili, istituito nel novembre 2018 e operativo dal 1° ottobre 2020 (art. 110-bis). Lo finanzia l’impresa: per gli operai lo 0,60% (su almeno 120 ore) versato in Cassa Edile, per gli impiegati lo 0,26%.

    Cosa copre Sanedil:

    • Visite specialistiche e accertamenti diagnostici
    • Prestazioni odontoiatriche (ablazione tartaro, otturazioni, ortodonzia ridotta)
    • Ricoveri ospedalieri (anche post-infortunio)
    • Cure riabilitative e fisioterapia
    • Prevenzione oncologica
    • Rimborsi per protesi acustiche, oculistiche
    • Sostegno allo studio per i figli degli operai morti per infortunio sul lavoro (prestazione straordinaria 2026-2027)

    Prevedi: la pensione complementare

    Prevedi è il fondo pensione complementare di settore. L’impresa versa per tutti un contributo contrattuale (10 € al mese a parametro 100, art. 97); aderire con contributi propri è volontario ma vantaggioso:

    • Contributo datore: 1% della retribuzione, se il lavoratore versa almeno l’1%
    • Contributo lavoratore: minimo 1%, fino a 5.164 €/anno deducibili fiscalmente
    • TFR: 100% del TFR maturando può essere destinato a Prevedi
    • Continuità contributiva: indipendente dall’impresa (vantaggio per chi cambia spesso datore in edilizia)

    Particolarmente conveniente per chi ha mobilità tra imprese (frequente in edilizia): garantisce continuità della contribuzione previdenziale anche cambiando impresa.

    Cassa Edile: il cuore della bilateralità

    La Cassa Edile è l’ente bilaterale territoriale di settore. Ogni provincia ha la propria Cassa Edile, gestita pariteticamente dalle parti sociali (datori + sindacati).

    Funzioni principali:

    • Riscossione dei contributi (18,5% accantonamento dal datore)
    • Gestione e pagamento ferie operai
    • Gestione e pagamento gratifica natalizia (13ª) operai
    • Registrazione dell’anzianità contributiva di settore
    • Erogazione prestazioni territoriali (sussidi, contributi, formazione)
    • Iscrizione e gestione Sanedil e Prevedi
    • Collaborazione con Scuole Edili per la formazione

    La Cassa Edile è l’interfaccia unica del lavoratore con il sistema bilaterale di settore.

    FormEdil e Scuole Edili: formazione continua

    La formazione professionale è essenziale in edilizia. La rete di Scuole Edili territoriali coordinate da FormEdil nazionale eroga:

    • Corsi di sicurezza obbligatori (lavori in quota, DPI, antincendio, primo soccorso)
    • Corsi di formazione professionale (muratura, carpenteria, ferraio, escavatorista)
    • Corsi di aggiornamento tecnico (nuovi materiali, tecniche di costruzione)
    • Corsi per macchinari edili (gru, escavatori, betoniere, ponteggi)
    • Corsi di lingua per lavoratori stranieri

    I corsi sono gratuiti per i lavoratori iscritti in Cassa Edile. I costi sono coperti dai contributi del datore di lavoro al sistema bilaterale.

    Prestazioni straordinarie e sostegno allo studio

    Con l’accordo dell’8 ottobre 2025 le parti hanno destinato 30 milioni del Fondo prepensionamento a prestazioni straordinarie per gli anni 2026 e 2027:

    • 15 milioni al Fondo Sanedil per il «Sostegno studio»: una retta di 1.000 € al mese per i figli degli operai morti per infortunio sul lavoro, dalla scuola superiore alla laurea;
    • 7,5 milioni per un’aspettativa fino a 6 mesi, indennizzata al massimale NASpI, per l’operaio con gravi patologie che ha superato il comporto;
    • 7,5 milioni per un contributo una tantum di 500 € l’anno sull’affitto o sul mutuo della casa;
    • Borse di studio per studenti meritevoli
    • Prestazioni straordinarie per superstiti di lavoratori deceduti per infortunio sul lavoro
    • Sussidi per spese funebri
    • Contributi per asilo nido e scuola materna

    Le prestazioni si richiedono tramite la Cassa Edile territoriale di iscrizione del lavoratore.

    Casi pratici

    Tizio – Ricovero post-infortunio coperto da Sanedil
    Tizio (3° livello) si infortuna in cantiere e viene ricoverato per intervento. INAIL copre il ricovero base; Sanedil interviene con prestazioni integrative (camera singola, fisioterapia post-dimissioni). Risparmio: oltre 1.500 € rispetto a copertura solo SSN.
    Caia – Adesione a Prevedi cambiando imprese
    Caia (impiegata 4° livello) aderisce a Prevedi da subito. Nei 10 anni successivi cambia 3 imprese. Tutte e 3 versano a Prevedi l’1% a loro carico e il contributo contrattuale, che si sommano nella stessa posizione. Il montante finale dipende da retribuzione, TFR versato e rendimenti.
    Sempronio – Sostegno studio per figlio
    Sempronio (operaio 2° livello) ha un figlio iscritto al liceo. Fa domanda al Fondo Sanedil per il sostegno allo studio. Ottiene un contributo per i libri di testo e una borsa di studio per merito. Erogato direttamente sul conto del figlio.

    Domande frequenti

    Cos'è Sanedil?
    Fondo di sanità integrativa per lavoratori edili, operativo dal 1° ottobre 2020. Lo finanzia l’impresa (0,60% per gli operai, 0,26% per gli impiegati). Copre visite, ricoveri, odontoiatria, cure post-infortunio.
    Conviene aderire a Prevedi se sono in edilizia?
    Particolarmente conveniente per chi cambia spesso impresa: garantisce continuità contributiva indipendente dal datore. Su 30 anni il montante atteso supera del 30-40% il TFR in azienda.
    Cosa fa la Cassa Edile?
    Gestisce ferie operai, gratifica natalizia, sanità integrativa Sanedil, anzianità contributiva di settore, formazione tramite Scuole Edili. È l’interfaccia unica del lavoratore con la bilateralità edile.
    I corsi delle Scuole Edili sono gratuiti?
    Sì, per i lavoratori iscritti in Cassa Edile. Coprono sicurezza obbligatoria, formazione tecnica, aggiornamenti, macchinari, lingue. Costi coperti dai contributi del datore al sistema bilaterale.
    Cosa è il "Sostegno allo studio" da 15 milioni?
    È una prestazione straordinaria per il 2026-2027: 15 milioni conferiti al Fondo Sanedil per pagare una retta di 1.000 € al mese ai figli degli operai edili morti per infortunio sul lavoro, dalla scuola superiore alla laurea.

    Fonti: CCNL Edilizia industria e cooperative, artt. 18, 97, 110-bis e accordo 8/10/2025 (testo Feneal Uil) · Cassa Edile Savona, contribuzione Prevedi. Dati verificati su queste fonti a ottobre 2026.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e paga base operai e impiegati, Preavviso, licenziamento e dimissioni nel CCNL Edilizia Industria, il ruolo della Cassa Edile, Maternità e congedi parentali nel CCNL Edilizia Industria, Gratifica natalizia e mensilità aggiuntive nel CCNL Edilizia Industria e tutele e comporto.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Edilizia Industria (ANCE). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Gratifica natalizia e mensilità aggiuntive nel CCNL Edilizia Industria

    CCNL Edilizia Industria (ANCE)

    In sintesi

    Il CCNL Edilizia Industria prevede la gratifica natalizia (13ª mensilità) per tutti i lavoratori. Per gli operai è erogata dalla Cassa Edile attraverso l’accantonamento del 10% mensile versato dal datore. Per gli impiegati segue il meccanismo standard (versata dal datore a dicembre). Non è prevista la quattordicesima. Premi di risultato e indennità territoriali possono integrare significativamente la retribuzione.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    ANCE · Legacoop · Confcooperative · Agci · FenealUil · Filca-CISL · Fillea-CGIL
    Ultimo rinnovo
    29 gennaio 2025
    Vigenza
    Fino al 30 giugno 2028
    Platea
    ~600.000

    Tabella riepilogativa

    Mensilità aggiuntive CCNL Edilizia
    Voce Categoria Importo Modalità di pagamento
    Gratifica natalizia (13ª) Operai Una mensilità Cassa Edile (accantonamento 10%)
    Tredicesima Impiegati Una mensilità Datore (dicembre)
    Quattordicesima – NON prevista –
    Premio di risultato Tutti Variabile Accordi territoriali/aziendali
    Indennità territoriali Tutti Variabili Cassa Edile territoriale

    Gratifica natalizia operai: il meccanismo Cassa Edile

    Per gli operai edili, la 13ª mensilità (chiamata gratifica natalizia) è gestita dalla Cassa Edile. Il meccanismo:

    • Il datore versa mensilmente alla Cassa Edile il 10% della retribuzione del lavoratore
    • La Cassa Edile accumula questi importi
    • A dicembre la Cassa Edile eroga al lavoratore la gratifica natalizia per il cumulato dell’anno

    Vantaggi:

    • Continuità anche cambiando impresa (la Cassa Edile cumula da più datori)
    • Garantita anche in caso di insolvenza del datore
    • Pagamento certo entro le festività natalizie

    Tredicesima impiegati: meccanismo standard

    Per gli impiegati la 13ª è erogata direttamente dal datore di lavoro, di norma tra il 15 e il 20 dicembre. Pari a una mensilità intera.

    Base di calcolo: minimo tabellare + scatti + indennità fisse continuative. Escluse voci variabili (straordinari, premi).

    Niente 14ª: peculiarità edilizia

    Il CCNL Edilizia non prevede la quattordicesima (a differenza di Commercio, Studi Prof, Turismo). La compensazione avviene tramite:

    • Indennità territoriali (Cassa Edile territoriale)
    • Premi di produzione di cantiere
    • Welfare Sanedil (sanità integrativa)
    • Prestazioni Cassa Edile (sostegno studio figli, contributi vari)

    Premi di risultato e welfare territoriale

    I premi di risultato in edilizia sono spesso negoziati a livello territoriale (Cassa Edile provinciale) o aziendale per imprese più strutturate:

    • Premio di produzione cantiere: legato al rispetto dei tempi e della qualità dell’opera
    • Premio di presenza: per riduzione assenteismo
    • Indennità ambientali: cantieri in zona disagiata, alta quota, lavori speciali

    Regime fiscale: nel 2026 e nel 2027 i premi possono godere dell’imposta sostitutiva dell’1% fino a 5.000 € l’anno se rispettano i requisiti normativi (accordi territoriali/aziendali, parametri oggettivi misurabili).

    Sostegno allo studio: novità 2026

    Una specifica iniziativa welfare del rinnovo: 15 milioni di euro stanziati da CNCE (Commissione Nazionale Casse Edili) al Fondo Sanedil entro il 28 febbraio 2026 per la prestazione “Sostegno allo studio” dei figli dei lavoratori edili. Forme:

    • Borse di studio per studenti meritevoli
    • Contributi per istruzione secondaria, ITS e università
    • Prestazioni straordinarie per figli di lavoratori deceduti per infortunio sul lavoro

    Casi pratici

    Tizio – Gratifica natalizia dalla Cassa Edile
    Tizio (3° livello) lavora tutto l’anno 2026 con retribuzione media mensile 1.680 €. Il datore versa il 10% mensile alla Cassa Edile (~168 €/mese × 12 mesi = ~2.016 € accumulati). A dicembre 2026 la Cassa Edile eroga a Tizio la gratifica natalizia di ~1.680 € + eventuali integrazioni territoriali.
    Caia – Tredicesima impiegata
    Caia (impiegata 3° livello) percepisce la 13ª direttamente dal datore. Minimo tabellare 1.580 € + 1 scatto 25 €. Tredicesima dicembre 2026: ~1.605 € lordi (~1.150 € netti circa).
    Sempronio – Sostegno studio figlia
    Sempronio (operaio 4° livello) ha una figlia all’università. Fa domanda al Fondo Sanedil per il sostegno allo studio. Ottiene un contributo per la tassa di iscrizione + borsa di studio per merito. Erogato entro il 1° semestre 2026 grazie ai 15 milioni stanziati.

    Domande frequenti

    Il CCNL Edilizia prevede la quattordicesima?
    No, non è prevista. La compensazione avviene tramite indennità territoriali, premi di produzione, welfare Sanedil e prestazioni Cassa Edile.
    Come viene pagata la 13ª agli operai edili?
    Tramite Cassa Edile: il datore versa il 10% mensile e la Cassa Edile eroga a dicembre la gratifica natalizia. Per gli impiegati la 13ª arriva direttamente dal datore.
    Posso ricevere la 13ª anche se cambio impresa?
    Sì, la Cassa Edile cumula gli accantonamenti di tutte le imprese in cui hai lavorato durante l’anno. A dicembre eroga la gratifica complessiva.
    Cos'è il "Sostegno allo studio" Sanedil?
    Prestazione del Fondo Sanedil per i figli dei lavoratori edili: borse di studio, contributi tassa iscrizione, prestazioni straordinarie per figli di lavoratori deceduti per infortunio. 15 milioni stanziati per il 2026.
    I premi possono essere convertiti in welfare?
    Sì, come negli altri CCNL. I premi di risultato convertiti in welfare godono di esenzione fiscale totale. La conversione si fa tramite piattaforma certificata.

    Fonti: Legge di bilancio 2026 (L. 199/2025) · premi di risultato 2026-2027. Dati verificati su queste fonti a ottobre 2026.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e paga base operai e impiegati, Preavviso, licenziamento e dimissioni nel CCNL Edilizia Industria, il ruolo della Cassa Edile, Maternità e congedi parentali nel CCNL Edilizia Industria, tutele e comporto e operai e impiegati.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Edilizia Industria (ANCE). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Apprendistato nel CCNL Edilizia Industria: formazione professionale e Scuole Edili

    CCNL Edilizia Industria (ANCE)

    In sintesi

    L’apprendistato nel CCNL Edilizia Industria dura fino a 36 mesi (24 per profili tecnici inferiori) ed è fortemente orientato alla formazione in cantiere. Le Scuole Edili territoriali sono il riferimento per la formazione esterna obbligatoria. L’apprendista è inquadrato direttamente al livello di destinazione, con retribuzione percentuale crescente. Particolare attenzione alla sicurezza: corso 16 ore per lavori in quota obbligatorio prima dell’ingresso in cantiere.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    ANCE · Legacoop · Confcooperative · Agci · FenealUil · Filca-CISL · Fillea-CGIL
    Ultimo rinnovo
    29 gennaio 2025
    Vigenza
    Fino al 30 giugno 2028
    Platea
    ~600.000

    Tabella riepilogativa

    Apprendistato Edilizia – Inquadramento e durata
    Periodo Durata indicativa % retribuzione livello finale
    1° periodo 12 mesi 80-85%
    2° periodo 12 mesi 90%
    3° periodo 12 mesi 95%
    Dopo apprendistato Tempo indeterminato 100% (livello finale)

    Durata massima 36 mesi. Formazione obbligatoria via Scuole Edili territoriali. Corso sicurezza 16 ore obbligatorio prima del primo ingresso in cantiere.

    Caratteristiche dell'apprendistato edile

    L’apprendistato professionalizzante nell’edilizia è particolarmente importante per la trasmissione delle competenze artigianali (muratura, carpenteria, ferraio, gruista, ecc.) tipiche del settore. Caratteristiche:

    • Età: 18-29 anni compiuti
    • Durata: 36 mesi (24 per profili meno qualificati)
    • Inquadramento: al livello finale di destinazione con retribuzione percentuale crescente
    • Forma scritta obbligatoria con Piano Formativo Individuale (PFI)
    • Formazione obbligatoria: 120 ore/anno (40 interne + 80 esterne via Scuole Edili)

    Le Scuole Edili: formazione esterna

    Le Scuole Edili territoriali sono il riferimento per la formazione esterna degli apprendisti edili. Ogni provincia ha la propria Scuola Edile, gestita dalla Cassa Edile in collaborazione con associazioni di categoria.

    I corsi delle Scuole Edili coprono:

    • Tecniche di costruzione (muratura, carpenteria, ferraio, ecc.)
    • Lettura disegni tecnici
    • Sicurezza in cantiere
    • Lavori in quota (corso obbligatorio 16 ore)
    • Macchinari edili (gru, escavatori, betoniere)
    • Lingue e competenze trasversali

    Le Scuole Edili rilasciano attestati che certificano la qualifica professionale acquisita.

    Sicurezza: il primo obbligo formativo

    Prima del primo ingresso in cantiere, l’apprendista deve aver completato:

    • Corso sicurezza generale: 4 ore (rischi generali)
    • Corso sicurezza specifico: 12 ore (rischi specifici dell’edilizia, alto rischio)
    • Lavori in quota: 16 ore (obbligatorio se opera ad altezza superiore a 2 m)
    • Formazione su DPI: imbragature, caschi, scarpe antinfortunistiche

    Senza questa formazione l’apprendista NON può entrare in cantiere. Il datore che lo facesse incorrerebbe in sanzioni penali per omissione formativa.

    Retribuzione e contributi

    L’apprendista edile percepisce la retribuzione progressivamente crescente:

    • 1° anno: 80-85% del livello finale
    • 2° anno: 90%
    • 3° anno: 95%

    Vantaggi contributivi per il datore:

    • Aliquota contributiva ridotta al 10% per la durata dell’apprendistato
    • Sgravi per piccole imprese (fino a 9 dipendenti)
    • Contributo della Cassa Edile per la formazione esterna (Scuole Edili) parzialmente coperto da contributi territoriali

    Casi pratici

    Tizio – Apprendista muratore 3° livello
    Tizio (20 anni, no diploma tecnico) viene assunto apprendista per diventare muratore specializzato (3° livello). Durata 36 mesi. Prima dell’ingresso in cantiere fa il corso 16 ore lavori in quota presso la Scuola Edile. Retribuzione: 80% per primi 12 mesi, 90% per i secondi, 95% per gli ultimi 12. Al 37° mese: 100% come operaio 3° livello qualificato.
    Caia – Apprendista impiegata 4° livello
    Caia (22 anni, diploma geometra EQF 4) assunta come apprendista impiegata 4° livello. Durata ridotta a 30 mesi (diploma inerente). Frequenta corsi Scuola Edile su sicurezza generale + corsi su contabilità di cantiere. Retribuzione progressiva 85%-90%-95%.
    Sempronio – Mancata formazione sicurezza
    Sempronio è apprendista 2° livello. Il datore lo manda in cantiere al primo giorno senza fargli fare il corso 16 ore lavori in quota. Sempronio si infortuna cadendo da un ponteggio. L’ITL e l’INAIL accertano l’omissione formativa: il datore subisce sanzioni penali per violazione D.Lgs. 81/2008 e Sempronio ottiene reintegro nel livello finale con retroattività.

    Domande frequenti

    Quanto dura l'apprendistato edile?
    Fino a 36 mesi (3 anni). Ridotto a 24 mesi per profili D2 con mansioni semplici. Ridotto di 6 mesi per chi ha diploma EQF 4-7 inerente.
    Cos'è la Scuola Edile?
    Ente di formazione territoriale gestito dalla Cassa Edile per la formazione esterna degli apprendisti. Eroga corsi tecnici (muratura, carpenteria, gru) e di sicurezza obbligatori.
    Quale formazione sicurezza è obbligatoria prima del cantiere?
    Sicurezza generale 4h + specifica edilizia 12h + lavori in quota 16h. Totale 32 ore. Senza questa formazione l’apprendista NON può entrare in cantiere.
    Come è inquadrato l'apprendista edile?
    Direttamente al livello finale di destinazione con retribuzione percentuale crescente (80-85% → 90% → 95%) in tre periodi di 12 mesi.
    Quali vantaggi contributivi per il datore?
    Aliquota contributiva ridotta al 10% per tutta la durata dell’apprendistato. Sgravi aggiuntivi per piccole imprese. Contributi per la formazione esterna parzialmente coperti dalla Cassa Edile.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e paga base operai e impiegati, Preavviso, licenziamento e dimissioni nel CCNL Edilizia Industria, il ruolo della Cassa Edile, Maternità e congedi parentali nel CCNL Edilizia Industria, Gratifica natalizia e mensilità aggiuntive nel CCNL Edilizia Industria e tutele e comporto.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Edilizia Industria (ANCE). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • TFR nel CCNL Edilizia Industria: calcolo e Fondo Prevedi

    CCNL Edilizia Industria (ANCE)

    In sintesi

    Il TFR nel CCNL Edilizia Industria segue le regole nazionali (retribuzione annua ÷ 13,5, rivalutazione 1,5% + 75% ISTAT). Il fondo pensione del settore è Prevedi: l’impresa versa per tutti un contributo contrattuale di 10 € al mese a parametro 100 e, a chi versa almeno l’1%, aggiunge l’1%. Il TFR lo paga l’impresa, non la Cassa Edile.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    ANCE · Legacoop · Confcooperative · Agci · FenealUil · Filca-CISL · Fillea-CGIL
    Ultimo rinnovo
    29 gennaio 2025
    Vigenza
    Fino al 30 giugno 2028
    Platea
    ~600.000

    Tabella riepilogativa

    TFR Edilizia – Quadro complessivo
    Voce Valore
    Quota annua accantonata Retribuzione annua ÷ 13,5
    Rivalutazione annua 1,5% fisso + 75% indice ISTAT FOI
    Imposta sostitutiva rivalutazione 17%
    Anticipazione: anzianità minima 8 anni presso stesso datore
    Anticipazione: tetto Max 70% del TFR maturato
    Fondo pensione di settore Prevedi
    Contributo datore a Prevedi 1% se il lavoratore versa almeno l’1%; contributo contrattuale di 10 € al mese a parametro 100 per tutti
    Contributo lavoratore Minimo 1% (volontario)

    Calcolo del TFR

    Il TFR si calcola dividendo la retribuzione utile annua per 13,5. Per gli operai la retribuzione utile è fissata dal contratto: minimo di paga base, ex indennità di contingenza, indennità territoriale di settore, superminimi, il trattamento per ferie e gratifica natalizia accantonato in Cassa Edile (art. 18), la percentuale del 4,95% dei permessi, utile di cottimo, indennità sostitutiva di mensa e di trasporto e alcune indennità per lavori disagiati (art. 33).

    Esempio: operaio 3° livello con retribuzione annua 24.000 € (incluse 13ª e tutte le voci). Quota TFR annua = 24.000 / 13,5 = 1.778 €.

    Particolarità dell’edilizia: alla Cassa Edile l’impresa accantona ferie e gratifica natalizia degli operai, non il TFR. Il TFR lo accantona e lo paga l’impresa alla cessazione del rapporto (o lo versa a Prevedi, se il lavoratore ha aderito).

    Rivalutazione annua

    Il TFR accantonato è rivalutato annualmente:

    • 1,5% fisso
    • 75% dell’incremento ISTAT FOI

    Imposta sostitutiva del 17% sulla rivalutazione, applicata dal datore ogni anno sulle rivalutazioni maturate e versata entro il 16 febbraio dell’anno successivo, con acconto a dicembre (art. 11, c. 3-4, D.Lgs. 47/2000).

    Anticipazione del TFR

    Le regole nazionali per l’anticipo del TFR si applicano anche nell’edilizia:

    • Minimo 8 anni di anzianità presso lo stesso datore
    • Una sola volta nel corso del rapporto di lavoro
    • Massimo 70% del TFR maturato
    • Causali: spese mediche, prima casa, congedi parentali/formazione

    Per gli operai con mobilità tra imprese, l’anzianità si computa solo presso il singolo datore: chi cambia spesso impresa difficilmente raggiunge gli 8 anni necessari.

    Prevedi: il fondo pensione del settore

    Prevedi è il fondo pensione complementare dei lavoratori edili. Dal 2015 l’impresa versa per tutti un contributo contrattuale; aderire con contributi propri è volontario e comporta vantaggi:

    • Contributo datore: 1% della retribuzione se il lavoratore versa almeno l’1%, oltre al contributo contrattuale di 10 € al mese a parametro 100
    • Contributo lavoratore: minimo 1%, fino a 5.164 € annui deducibili fiscalmente
    • TFR: il 18% o il 100% del TFR maturando
    • Versamenti: passano dalla Cassa Edile

    Considerando la mobilità tipica dell’edilizia tra imprese, Prevedi offre continuità contributiva indipendentemente dal datore di lavoro (a differenza del TFR in azienda).

    Casi pratici

    Tizio – TFR su 10 anni come operaio
    Tizio (3° livello) lavora 10 anni con retribuzione annua media 24.000 €. Quota TFR annua: 1.778 €. Totale accantonato: ~17.780 € + rivalutazioni. L’impresa accantona il TFR e lo paga alla cessazione.
    Caia – Anticipo TFR impossibile per mobilità
    Caia (operaia 2° livello) lavora 5 anni in impresa A, poi 4 in impresa B. Vorrebbe chiedere anticipo TFR per acquisto casa. Non può: anzianità presso ogni singolo datore inferiore agli 8 anni richiesti dalla legge. Soluzione: aderire a Prevedi che ha regole interne più flessibili.
    Sempronio – Adesione a Prevedi giovanissimo
    Sempronio (24 anni) appena assunto come operaio 1° livello aderisce a Prevedi. Destina il 100% del TFR e versa l’1% di contributo personale: così l’impresa aggiunge l’1%, oltre al contributo contrattuale che versa comunque. Il rendimento dipende dal comparto scelto e non è garantito.

    Domande frequenti

    Come si calcola il TFR nell'edilizia?
    Retribuzione utile annua ÷ 13,5. Stesso meccanismo degli altri settori. Per gli operai la base è fissata dall’art. 33 e comprende anche il 18,5% accantonato in Cassa Edile.
    Quando viene pagato il TFR finale?
    Alla cessazione del rapporto, entro 30 giorni dalla pubblicazione dell’indice ISTAT da utilizzare per la rivalutazione finale. Lo paga l’impresa.
    Posso chiedere un anticipo TFR se cambio spesso impresa?
    Difficile: l’anzianità minima di 8 anni si computa presso lo stesso datore. Chi cambia spesso impresa non la raggiunge. Soluzione alternativa: aderire a Prevedi.
    Cos'è Prevedi?
    Fondo pensione complementare del settore edile. L’impresa versa per tutti un contributo contrattuale; chi aderisce con almeno l’1% riceve anche l’1% dell’impresa e può destinare al fondo il 18% o il 100% del TFR.
    Conviene aderire a Prevedi per chi è in edilizia?
    Particolarmente conveniente per i lavoratori con mobilità tra imprese: Prevedi garantisce continuità contributiva indipendentemente dal datore di lavoro, a differenza del TFR in azienda.

    Fonti: CCNL Edilizia industria e cooperative, artt. 33, 72, 97 (testo Feneal Uil) · Cassa Edile Savona, contribuzione Prevedi. Dati verificati su queste fonti a ottobre 2026.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e paga base operai e impiegati, Preavviso, licenziamento e dimissioni nel CCNL Edilizia Industria, il ruolo della Cassa Edile, Maternità e congedi parentali nel CCNL Edilizia Industria, Gratifica natalizia e mensilità aggiuntive nel CCNL Edilizia Industria e tutele e comporto.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Edilizia Industria (ANCE). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Periodo di prova nel CCNL Edilizia Industria: operai e impiegati

    CCNL Edilizia Industria (ANCE)

    In sintesi

    Prova massima: operai 30 giorni di lavoro (quarto livello e specializzati), 25 (qualificati), 15 (altri); impiegati 6 mesi (1ª super, 1ª e 2ª categoria) o 3 mesi (gli altri). Deve risultare dalla lettera di assunzione; malattia e infortunio la sospendono.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    ANCE · Legacoop · Confcooperative · Agci · FenealUil · Filca-CISL · Fillea-CGIL
    Ultimo rinnovo
    29 gennaio 2025
    Vigenza
    Fino al 30 giugno 2028
    Platea
    ~600.000

    Tabella riepilogativa

    Durata massima del periodo di prova – CCNL Edilizia Industria
    Lavoratore Durata massima
    Operai di quarto livello 30 giorni di lavoro
    Operai specializzati 30 giorni di lavoro
    Operai qualificati 25 giorni di lavoro
    Altri operai 15 giorni di lavoro
    Impiegati di 1ª categoria super, 1ª e 2ª categoria 6 mesi
    Impiegati di quarto livello, 3ª e 4ª categoria, 4ª categoria primo impiego 3 mesi

    Fonte: art. 2 (operai) e art. 42 (impiegati). Per gli operai la prova si conta in giorni di lavoro, non di calendario.

    Forma scritta

    Il periodo di prova deve risultare dalla lettera di assunzione, sia per gli operai sia per gli impiegati. Per gli impiegati non sono ammesse né la proroga né il rinnovo della prova.

    Malattia e infortunio durante la prova

    Operai. La malattia sospende la prova e l’operaio può completarla se la malattia non dura più della prova stessa. In caso di infortunio sul lavoro o di malattia professionale la prova resta sospesa fino alla ripresa, purché questa avvenga entro 30 giorni dalla comunicazione dell’evento (art. 2).

    Impiegati. La malattia sospende la prova se non dura più della prova stessa; l’infortunio sul lavoro o la malattia professionale la sospendono fino alla guarigione clinica. Durante l’assenza in prova non spetta trattamento economico (art. 42).

    Recesso durante la prova

    Durante la prova ciascuna parte può interrompere il rapporto senza preavviso e senza indennità. Per gli impiegati, se è l’impresa a interrompere, deve pagare lo stipendio fino alla metà o alla fine del mese in corso, secondo che il recesso avvenga nella prima o nella seconda quindicina. Restano illegittimi i recessi discriminatori o per motivi diversi dall’esito della prova.

    Chi non fa la prova e conferma in servizio

    Non rifanno la prova gli operai riassunti dalla stessa impresa con le stesse mansioni, se il rapporto precedente è finito da non più di 3 anni, e gli impiegati che hanno lavorato nella stessa impresa con le stesse mansioni da non più di un anno. Per l’impiegato, se alla scadenza l’impresa non disdice per iscritto, il rapporto è confermato con anzianità dall’inizio della prova; per l’operaio confermato la prova conta ai fini dell’anzianità.

    Casi pratici

    Tizio – Operaio qualificato
    Tizio è assunto come operaio qualificato con 25 giorni di prova. Dopo 10 giorni si ammala per una settimana: la prova si sospende e riprende al rientro, perché la malattia non supera la durata della prova. I giorni di pioggia in cui il cantiere è fermo non sono giorni di lavoro e quindi non consumano la prova.
    Caia – Impiegata di 2ª categoria
    Caia ha 6 mesi di prova. Al quinto mese, il 10 del mese, l’impresa interrompe il rapporto: non deve preavviso né indennità, ma deve pagarle lo stipendio fino al 15, metà del mese in corso.
    Sempronio – Riassunto dopo due anni
    Sempronio aveva lavorato come operaio specializzato nella stessa impresa fino a due anni fa. Riassunto con le stesse mansioni, non deve rifare la prova: il rapporto precedente è finito da meno di 3 anni.

    Domande frequenti

    Quanto dura la prova per un operaio edile?
    30 giorni di lavoro per il quarto livello e gli specializzati, 25 per i qualificati, 15 per gli altri operai.
    Quanto dura la prova per un impiegato?
    6 mesi per la 1ª categoria super, la 1ª e la 2ª categoria; 3 mesi per gli impiegati di quarto livello, di 3ª e 4ª categoria e di 4ª categoria primo impiego.
    La prova si può prorogare?
    Per gli impiegati il CCNL esclude espressamente proroga e rinnovo. La malattia e l’infortunio la sospendono, nei limiti indicati sopra.
    Chi viene riassunto deve rifare la prova?
    No, se ha già svolto le stesse mansioni nella stessa impresa: per gli operai entro 3 anni dalla fine del rapporto precedente, per gli impiegati entro un anno.

    Fonti: CCNL Edilizia industria e cooperative, artt. 2 e 42 (testo Feneal Uil). Dati verificati su queste fonti a ottobre 2026.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e paga base operai e impiegati, Preavviso, licenziamento e dimissioni nel CCNL Edilizia Industria, il ruolo della Cassa Edile, Maternità e congedi parentali nel CCNL Edilizia Industria, Gratifica natalizia e mensilità aggiuntive nel CCNL Edilizia Industria e tutele e comporto.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Edilizia Industria (ANCE). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Preavviso, licenziamento e dimissioni nel CCNL Edilizia Industria

    CCNL Edilizia Industria (ANCE)

    In sintesi

    Nel CCNL Edilizia Industria il preavviso degli operai è di 7 giorni lavorativi fino a 3 anni di anzianità e di 10 oltre, uguale per licenziamento e dimissioni. Per gli impiegati va da 1 a 4 mesi in caso di licenziamento e da 15 giorni a 3 mesi in caso di dimissioni, secondo categoria e anzianità, e decorre dalla metà o dalla fine del mese.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    ANCE · Legacoop · Confcooperative · Agci · FenealUil · Filca-CISL · Fillea-CGIL
    Ultimo rinnovo
    21 febbraio 2025
    Vigenza
    Fino al 30 giugno 2028
    Platea
    445.037 lavoratori (CNEL, codice F012, comprese le cooperative)

    Operai: 7 o 10 giorni lavorativi

    Preavviso degli operai, licenziamento e dimissioni (art. 32)
    Anzianità ininterrotta Preavviso
    Fino a 3 anni 7 giorni lavorativi
    Oltre 3 anni 10 giorni lavorativi

    Per gli operai che hanno superato la prova i termini sono gli stessi per il licenziamento e per le dimissioni, e il recesso può avvenire in qualsiasi giorno. Chi non dà il preavviso deve all’altra parte un’indennità pari alla retribuzione del periodo (per i cottimisti si aggiunge l’utile medio di cottimo delle ultime due quindicine o quattro settimane). Licenziamento e dimissioni vanno comunicati per iscritto.

    Impiegati: licenziamento

    Preavviso degli impiegati in caso di licenziamento (art. 71)
    Impiegati Fino a 5 anni Oltre 5 e fino a 10 anni Oltre 10 anni
    1ª categoria super e 1ª categoria (6° e 7° livello) 2 mesi 3 mesi 4 mesi
    2ª categoria e impiegati di 4° livello (5° e 4° livello) 1 mese e mezzo 2 mesi 3 mesi
    3ª e 4ª categoria, anche di primo impiego (3°, 2° e 1° livello) 1 mese 1 mese e mezzo 2 mesi

    Impiegati: dimissioni

    Preavviso degli impiegati in caso di dimissioni (art. 71)
    Impiegati Fino a 5 anni Oltre 5 e fino a 10 anni Oltre 10 anni
    1ª categoria super e 1ª categoria 1 mese 2 mesi 3 mesi
    2ª categoria e impiegati di 4° livello 1 mese 1 mese 2 mesi
    3ª e 4ª categoria, anche di primo impiego 15 giorni 1 mese 1 mese

    Fra parentesi, nella prima tabella, i livelli della scala unica del CCNL corrispondenti alle categorie impiegatizie; la scala è spiegata nella scheda sui livelli del CCNL Edilizia.

    Decorrenza e regole per gli impiegati

    • Il preavviso decorre dal giorno successivo al ricevimento della comunicazione, ma i termini si contano dalla metà o dalla fine del mese: i giorni fra la comunicazione e il 15 o la fine del mese si aggiungono al preavviso.
    • Se l’impiegato non dà il preavviso, l’impresa può trattenere l’indennità sostitutiva da quanto gli deve.
    • Chi riceve il preavviso può chiudere subito il rapporto, all’inizio o durante il periodo, senza dovere un indennizzo per la parte non lavorata.
    • Durante il preavviso l’impresa concede permessi per cercare un nuovo lavoro, con durata e distribuzione stabilite dall’impresa.

    Indennità di mancato preavviso: come si calcola

    Chi non rispetta il preavviso paga all’altra parte un’indennità pari alla retribuzione che sarebbe spettata per il periodo mancante (art. 2118 c.c.). Per gli operai sono 7 o 10 giorni lavorativi di retribuzione, e per i cottimisti si aggiunge l’utile medio di cottimo delle ultime due quindicine o quattro settimane (art. 32). Per gli impiegati sono le mensilità della tabella. Se è l’impiegato a dimettersi senza preavviso, l’impresa trattiene l’indennità da quanto gli deve (art. 71). L’indennità sostitutiva spetta anche quando l’impresa licenzia dopo il superamento del comporto (artt. 26 e 66).

    Malattia durante il preavviso

    Il CCNL ha una regola propria: l’operaio che si ammala durante il preavviso ha diritto al trattamento di malattia e alla conservazione del posto fino alla scadenza del preavviso stesso (art. 26); lo stesso vale per l’impiegato, con il trattamento economico fino alla scadenza del preavviso (art. 66). Il testo del contratto quindi non prevede che la malattia allunghi il preavviso. La regola generale dell’art. 2110 c.c. sulla conservazione del posto durante la malattia resta il punto di riferimento in caso di contestazione: per il caso concreto conviene rivolgersi al sindacato o alla Cassa Edile.

    Durante il preavviso si possono prendere le ferie?

    No: per gli operai il periodo di preavviso non può essere considerato periodo di ferie (art. 15) e per gli impiegati l’assegnazione delle ferie non può avvenire durante il preavviso.

    Casi pratici

    Tizio – Operaio che si dimette dopo 2 anni
    Tizio, operaio specializzato con 2 anni di anzianità, presenta le dimissioni lunedì 9 marzo 2026. Il preavviso è di 7 giorni lavorativi, lo stesso del licenziamento: contando i giorni lavorativi da martedì 10 marzo, con l’orario dal lunedì al venerdì termina mercoledì 18 marzo. Se se ne va prima, l’impresa può trattenergli la retribuzione dei giorni mancanti.
    Caia – Impiegata di 2ª categoria licenziata dopo 7 anni
    Caia, impiegata di 2ª categoria (5° livello) con 7 anni di servizio, riceve il 10 febbraio un licenziamento per giustificato motivo oggettivo. Il preavviso è di 2 mesi, ma si conta dalla metà del mese: dal 15 febbraio, con i giorni dal 10 al 15 in più. Se l’impresa la esonera subito, le deve l’indennità sostitutiva per l’intero periodo.
    Sempronio – Impiegato di 3ª categoria che si dimette
    Sempronio, impiegato di 3ª categoria (3° livello) con 3 anni di servizio, si dimette: deve 15 giorni di preavviso, mentre in caso di licenziamento gliene spetterebbe 1 mese.

    Domande frequenti

    Quanti giorni di preavviso per un operaio edile?
    7 giorni lavorativi fino a 3 anni di anzianità ininterrotta, 10 giorni lavorativi oltre. Valgono sia per il licenziamento sia per le dimissioni.
    Le dimissioni hanno lo stesso preavviso del licenziamento?
    Per gli operai sì. Per gli impiegati no: c’è una tabella apposita, da 15 giorni (3ª e 4ª categoria fino a 5 anni) a 3 mesi (1ª categoria e 1ª super oltre 10 anni).
    Quanto preavviso spetta a un impiegato edile licenziato?
    Da 1 a 4 mesi: 2, 3 o 4 mesi per 1ª categoria e 1ª super; 1 mese e mezzo, 2 o 3 mesi per 2ª categoria e 4° livello; 1 mese, 1 mese e mezzo o 2 mesi per 3ª e 4ª categoria, secondo l’anzianità (fino a 5 anni, da 5 a 10, oltre 10).
    La malattia durante il preavviso lo allunga?
    Il CCNL edile dice che chi si ammala durante il preavviso conserva il posto e riceve il trattamento di malattia fino alla scadenza del preavviso stesso (art. 26 per gli operai, art. 66 per gli impiegati): il testo non prevede un allungamento.
    Quanto preavviso deve dare un impiegato edile che si dimette?
    Da 15 giorni a 3 mesi: 1, 2 o 3 mesi per 1ª categoria e 1ª super; 1, 1 o 2 mesi per 2ª categoria e 4° livello; 15 giorni, 1 mese o 1 mese per 3ª e 4ª categoria, secondo l’anzianità (fino a 5 anni, da 5 a 10, oltre 10). I termini decorrono dalla metà o dalla fine del mese.
    Come si calcola l’indennità di mancato preavviso nell’edilizia?
    È pari alla retribuzione del periodo di preavviso non lavorato: 7 o 10 giorni lavorativi per gli operai (più l’utile medio di cottimo per i cottimisti), le mensilità della tabella per gli impiegati.

    Le cooperative edili e le imprese artigiane hanno contratti propri: vedi il preavviso nel CCNL edili cooperative e il preavviso nel CCNL edilizia artigianato.

    Fonti: CCNL Edilizia, art. 71 — Preavviso impiegati · CCNL 21 febbraio 2025, testo Feneal Uil (artt. 15, 26, 32, 66, 71) · archivio CNEL dei CCNL vigenti. Dati verificati su queste fonti a ottobre 2026.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e paga base operai e impiegati, il ruolo della Cassa Edile, Maternità e congedi parentali nel CCNL Edilizia Industria, Gratifica natalizia e mensilità aggiuntive nel CCNL Edilizia Industria, tutele e comporto e operai e impiegati.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Edilizia Industria (ANCE). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Maternità e congedi parentali nel CCNL Edilizia Industria

    CCNL Edilizia Industria (ANCE)

    In sintesi

    Il CCNL edile paga il congedo di maternità al 100% della retribuzione, e lo stesso per i 10 giorni di paternità (art. 81). Il congedo parentale arriva a 10-11 mesi: fino a 3 all’80% entro i 6 anni del figlio, gli altri al 30%. In gravidanza niente lavori pesanti o pericolosi in cantiere.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    ANCE · Legacoop · Confcooperative · Agci · FenealUil · Filca-CISL · Fillea-CGIL
    Ultimo rinnovo
    29 gennaio 2025
    Vigenza
    Fino al 30 giugno 2028
    Platea
    ~600.000

    Tabella riepilogativa

    Maternità, paternità e congedi – CCNL Edilizia Industria
    Istituto Durata Trattamento
    Congedo di maternità 5 mesi (2 prima e 3 dopo il parto, oppure 1+4 o tutto dopo, con attestazione medica) 100% della retribuzione (art. 81 CCNL)
    Congedo di paternità obbligatorio 10 giorni lavorativi, da 2 mesi prima a 5 mesi dopo il parto 100% (art. 81 CCNL)
    Congedo parentale Fino a 10 mesi tra i due genitori (11 se il padre ne prende almeno 3), entro i 14 anni del figlio 9 mesi indennizzati: fino a 3 all’80% entro i 6 anni del figlio per chi ha finito il congedo dopo il 31/12/2024, gli altri al 30%
    Riposi per allattamento 2 ore al giorno (1 se l’orario è inferiore a 6 ore), fino a 1 anno del figlio Indennità INPS
    Accantonamenti in Cassa Edile (operai) Durante il congedo di maternità L’impresa continua a calcolare il 18,5% per ferie e gratifica natalizia (art. 18)

    Il congedo di maternità

    Il congedo di maternità dura 5 mesi: di regola 2 prima e 3 dopo il parto; con l’attestazione del medico si può lavorare fino a un mese prima (1+4) o fino al parto, prendendo tutti i 5 mesi dopo. Per legge l’INPS paga l’80%, ma il CCNL edile fissa l’indennità al 100% della retribuzione (art. 81). Lo stesso trattamento vale per il congedo di paternità.

    Per le operaie, durante il congedo l’impresa continua a calcolare e accantonare in Cassa Edile il 18,5% per ferie e gratifica natalizia, nei limiti della conservazione del posto (art. 18).

    Gravidanza e cantiere

    Il D.Lgs. 151/2001 vieta alla lavoratrice in gravidanza e fino a 7 mesi dopo il parto i lavori faticosi, pericolosi e insalubri: trasporto e sollevamento di pesi, lavori in quota, esposizione a vibrazioni e ad agenti chimici. Nel cantiere questo riguarda quasi tutte le mansioni operative. L’impresa deve spostare la lavoratrice a mansioni compatibili, mantenendo la retribuzione; se non è possibile, l’Ispettorato del lavoro può disporre l’interdizione anticipata dal lavoro.

    Paternità e congedo parentale

    Il padre ha diritto a 10 giorni lavorativi di congedo obbligatorio, da usare tra i 2 mesi prima e i 5 mesi dopo il parto, con preavviso di almeno 5 giorni: nel CCNL edile sono pagati al 100%.

    Il congedo parentale spetta fino ai 14 anni del figlio: fino a 10 mesi tra i due genitori, 11 se il padre ne prende almeno 3. Sono indennizzati 9 mesi in tutto: per chi ha finito il congedo di maternità o di paternità dopo il 31 dicembre 2024, fino a 3 mesi sono pagati all’80% se usati entro i 6 anni del figlio; gli altri al 30%. I periodi di congedo parentale valgono anche per il diritto alla prestazione dell’allegato C del CCNL (art. 81).

    Casi pratici

    Tizia – Operaia in cantiere
    Tizia comunica la gravidanza. Le sue mansioni comportano sollevamento di carichi e lavoro su ponteggi: l’impresa la sposta a compiti di magazzino leggero e di ufficio con la stessa retribuzione. Quando inizia il congedo di maternità riceve il 100% della retribuzione, come prevede il CCNL.
    Caio – Padre impiegato
    Caio prende i 10 giorni di congedo di paternità il mese dopo la nascita, avvisando l’impresa 5 giorni prima: sono pagati al 100%. Poi prende 3 mesi di congedo parentale quando il figlio ha 2 anni: avendo finito la paternità dopo il 2024, sono pagati all’80%.

    Domande frequenti

    Quanto si prende in maternità nell’edilizia?
    Il 100% della retribuzione per i 5 mesi di congedo: l’INPS paga l’80% di legge e il CCNL edile fissa l’indennità al 100% (art. 81).
    Il congedo di paternità è pagato per intero?
    Sì: 10 giorni lavorativi, pagati al 100%.
    Quanto è pagato il congedo parentale?
    Fino a 3 mesi all’80% entro i 6 anni del figlio, per chi ha finito il congedo dopo il 31/12/2024; gli altri mesi indennizzati al 30%, per un massimo di 9 mesi pagati.
    Posso restare in cantiere durante la gravidanza?
    Non nelle mansioni faticose, pericolose o insalubri vietate dal D.Lgs. 151/2001: l’impresa deve spostarti a mansioni compatibili con la stessa retribuzione o, se non è possibile, scatta l’interdizione anticipata.

    Fonti: CCNL Edilizia industria e cooperative, artt. 18 e 81 (testo Feneal Uil) · D.Lgs. 151/2001 (Normattiva) · INPS, congedo parentale all'80% (circ. 95/2025). Dati verificati su queste fonti a ottobre 2026.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e paga base operai e impiegati, Preavviso, licenziamento e dimissioni nel CCNL Edilizia Industria, il ruolo della Cassa Edile, Gratifica natalizia e mensilità aggiuntive nel CCNL Edilizia Industria, tutele e comporto e operai e impiegati.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Edilizia Industria (ANCE). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Malattia e infortunio nel CCNL Edilizia Industria: tutele e comporto

    CCNL Edilizia Industria (ANCE)

    In sintesi

    Operai: posto conservato 9 mesi, 12 con oltre tre anni e mezzo di anzianità; l’impresa integra l’indennità INPS con coefficienti fissi. Impiegati: 6, 9 o 12 mesi secondo l’anzianità, con stipendio pagato dall’impresa. In caso di infortunio il posto è conservato fino alla guarigione.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    ANCE · Legacoop · Confcooperative · Agci · FenealUil · Filca-CISL · Fillea-CGIL
    Ultimo rinnovo
    29 gennaio 2025
    Vigenza
    Fino al 30 giugno 2028
    Platea
    ~600.000

    Tabella riepilogativa

    Malattia e infortunio – CCNL Edilizia Industria
    Caso Conservazione del posto Trattamento a carico dell’impresa
    Operaio, malattia 9 mesi consecutivi (270 giorni); 12 mesi (365 giorni) con oltre 3 anni e mezzo di anzianità. Per più malattie: 9 mesi in 20 mesi, oppure 12 mesi in 24 mesi Integrazione dell’indennità INPS con coefficienti fissi (art. 26); accantonamento del 18,5% in Cassa Edile
    Operaio, infortunio sul lavoro Finché dura l’inabilità temporanea, fino al certificato INAIL di ripresa Integrazione dell’indennità INAIL con coefficienti fissi (art. 27)
    Operaio, malattia professionale 9 mesi consecutivi; per più episodi 9 mesi in 12 mesi Come l’infortunio (art. 27)
    Impiegato, fino a 2 anni di anzianità 6 mesi 100% per 6 mesi
    Impiegato, da 2 a 6 anni 9 mesi 100% per 6 mesi, 50% per i successivi
    Impiegato, oltre 6 anni 12 mesi 100% per 6 mesi, 75% per 3 mesi, 50% per i successivi
    Impiegato, infortunio o malattia professionale Fino alla guarigione o stabilizzazione clinica Come la malattia; oltre quei limiti il 50% (art. 67)

    Per gli impiegati con più malattie il posto è conservato al massimo 9, 12 o 15 mesi in 30 mesi, secondo le tre fasce di anzianità; nei tre mesi in più spetta il 100% per il primo mese e il 50% per gli altri (art. 66).

    La malattia degli operai

    L’operaio non in prova ha diritto alla conservazione del posto per 9 mesi consecutivi (270 giorni di calendario), che salgono a 12 mesi (365 giorni) se ha più di tre anni e mezzo di anzianità. Se le malattie sono più d’una, il limite è di 9 mesi complessivi in 20 mesi consecutivi, o di 12 mesi in 24 mesi per chi supera i tre anni e mezzo (art. 26).

    L’indennità di malattia la paga l’INPS secondo le regole degli operai dell’industria. L’impresa aggiunge un trattamento giornaliero calcolato sulla paga base, l’indennità territoriale di settore e l’ex contingenza, moltiplicata per questi coefficienti:

    • 1°, 2° e 3° giorno, se la malattia supera i 6 giorni: 0,5495; se supera i 12 giorni: 1,0495;
    • dal 4° al 20° giorno: 0,3795;
    • dal 21° al 180° giorno: 0,1565;
    • dal 181° al 365° giorno, per i soli giorni non pagati dall’INPS: 0,5495.

    Per una malattia di non più di 6 giorni i tre giorni di carenza non hanno questo trattamento: l’impresa paga per intero solo la percentuale del 4,95% dei permessi individuali. Durante tutta la malattia, entro il comporto, l’impresa continua ad accantonare in Cassa Edile il 18,5% per ferie e gratifica natalizia.

    La malattia degli impiegati

    Gli impiegati dell’industria non ricevono l’indennità di malattia dall’INPS: il trattamento lo paga l’impresa, secondo l’anzianità (art. 66). Fino a 2 anni: posto e stipendio intero per 6 mesi. Da 2 a 6 anni: posto per 9 mesi, stipendio intero per 6 e il 50% per gli altri. Oltre 6 anni: posto per 12 mesi, stipendio intero per 6, il 75% per 3 e il 50% per gli altri. Superati i limiti, se l’impresa licenzia deve l’indennità sostitutiva del preavviso e il TFR; se non licenzia, il rapporto resta sospeso.

    Infortunio sul lavoro e malattia professionale

    Per legge l’INAIL paga il 60% della retribuzione dal 4° al 90° giorno e il 75% dal 91°; il giorno dell’infortunio è pagato per intero dall’impresa e i tre giorni successivi al 60%. L’operaio infortunato conserva il posto finché dura l’inabilità temporanea, fino al certificato definitivo di ripresa; per la malattia professionale il posto è conservato 9 mesi (art. 27).

    All’indennità INAIL l’impresa aggiunge un trattamento giornaliero con coefficiente 0,2538 fino al 90° giorno e 0,0574 dal 91°, per tutte le giornate indennizzate, domeniche comprese. L’impiegato infortunato ha lo stesso trattamento economico della malattia e conserva il posto fino alla guarigione; se l’assenza supera i limiti dell’art. 66, l’impresa paga il 50% per il periodo in più (art. 67).

    Casi pratici

    Tizio – Operaio con influenza di 5 giorni
    La malattia non supera i 6 giorni: per i primi tre giorni (carenza) l’impresa paga solo la percentuale del 4,95% dei permessi; dal 4° giorno l’INPS paga l’indennità e l’impresa aggiunge il trattamento con coefficiente 0,3795. Se la malattia fosse durata più di 12 giorni, anche i primi tre giorni avrebbero avuto il coefficiente 1,0495.
    Caia – Impiegata infortunata con un anno di anzianità
    Caia si frattura un polso in cantiere e resta a casa 4 mesi. Ha lo stesso trattamento della malattia: stipendio intero, con l’impresa che integra l’indennità INAIL. Il posto è conservato fino alla guarigione clinica certificata.
    Sempronio – Operaio con quattro anni di anzianità
    Sempronio ha più di tre anni e mezzo di anzianità: per una malattia lunga il posto è conservato 12 mesi consecutivi. Se le malattie sono più d’una, la somma non può superare 12 mesi in 24 mesi consecutivi.

    Domande frequenti

    Quanto dura il comporto per gli operai?
    9 mesi consecutivi, 12 con più di tre anni e mezzo di anzianità. Con più malattie: 9 mesi in 20 mesi, o 12 mesi in 24 mesi.
    Quanto dura il comporto per gli impiegati?
    6 mesi fino a 2 anni di anzianità, 9 mesi da 2 a 6 anni, 12 mesi oltre 6 anni. Con più malattie i limiti diventano 9, 12 e 15 mesi in 30 mesi.
    Chi paga i primi 3 giorni di malattia dell’operaio?
    Dipende dalla durata: se la malattia supera i 6 giorni l’impresa paga i primi tre con coefficiente 0,5495, se supera i 12 con 1,0495. Per malattie più brevi paga solo il 4,95% dei permessi individuali.
    L’infortunio consuma il comporto della malattia?
    No. L’operaio infortunato conserva il posto finché dura l’inabilità temporanea; l’impiegato fino alla guarigione o stabilizzazione clinica. Per la malattia professionale dell’operaio il limite è di 9 mesi.
    Cosa succede dopo il comporto?
    Se l’impresa licenzia, spettano l’indennità sostitutiva del preavviso e il TFR. Se non licenzia, il rapporto resta sospeso.

    Fonti: CCNL Edilizia industria e cooperative, artt. 18, 26, 27, 66, 67 (testo Feneal Uil). Dati verificati su queste fonti a ottobre 2026.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e paga base operai e impiegati, Preavviso, licenziamento e dimissioni nel CCNL Edilizia Industria, il ruolo della Cassa Edile, Maternità e congedi parentali nel CCNL Edilizia Industria, Gratifica natalizia e mensilità aggiuntive nel CCNL Edilizia Industria e operai e impiegati.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Edilizia Industria (ANCE). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Ferie, permessi e ROL nel CCNL Edilizia Industria: il ruolo della Cassa Edile

    CCNL Edilizia Industria (ANCE)

    In sintesi

    Gli operai edili hanno 4 settimane di ferie (160 ore). Ferie e gratifica natalizia sono pagate tramite la Cassa Edile: l’impresa versa il 18,50% lordo (14,20% netto). Le 88 ore annue di riposi, che comprendono le festività soppresse, sono pagate ogni mese in busta paga con una maggiorazione del 4,95%.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    ANCE · Legacoop · Confcooperative · Agci · FenealUil · Filca-CISL · Fillea-CGIL
    Ultimo rinnovo
    29 gennaio 2025
    Vigenza
    Fino al 30 giugno 2028
    Platea
    ~600.000

    Tabella riepilogativa

    Ferie e permessi CCNL Edilizia Industria – operai
    Voce Spettanza annua Come viene pagata
    Ferie 4 settimane di calendario (160 ore) Accantonamento alla Cassa Edile
    Gratifica natalizia — Accantonamento alla Cassa Edile
    Accantonamento ferie + gratifica 18,50% lordo (14,20% netto) Versato dall’impresa alla Cassa Edile
    Riposi annui (riduzione d’orario, permessi individuali, festività soppresse) 88 ore 4,95% in busta paga ogni mese, direttamente dall’impresa
    Festività 12 giornate (96 ore) più il 4 novembre Dall’impresa

    Ferie e gratifica natalizia degli operai: la Cassa Edile

    Per gli operai il trattamento economico di ferie e gratifica natalizia non lo paga l’impresa al momento: l’impresa versa una percentuale complessiva lorda del 18,50% della retribuzione, e l’importo netto, pari al 14,20%, viene accantonato alla Cassa Edile. La Cassa liquida poi gli importi al lavoratore alle scadenze stabilite.

    • Il diritto non si perde cambiando impresa: la Cassa Edile registra gli accantonamenti di tutte le imprese.
    • Gli importi accantonati sono al riparo dalle difficoltà del singolo datore.
    • Durante la malattia la Cassa continua ad accantonare il 14,20% (lordo 18,50%); nell’infortunio le percentuali sono ridotte.

    La durata delle ferie è di 4 settimane di calendario, pari a 160 ore di orario normale per gli operai di produzione. Per gli impiegati le ferie sono pagate direttamente dal datore di lavoro.

    Riposi annui: 88 ore

    Oltre alle ferie, gli operai hanno 88 ore annue di riposi, che raggruppano riduzione d’orario, permessi individuali e festività soppresse: nell’edilizia non c’è un monte separato di «ex festività». Le ore maturano in ragione di un’ora ogni 20 ore di lavoro effettivo (una ogni 25 per i discontinui) e vanno godute entro il 30 giugno dell’anno successivo; se non vengono godute è dovuto un trattamento economico sostitutivo.

    Il pagamento non avviene quando si prende il permesso: dal 1° ottobre 2000 l’impresa paga ogni mese in busta paga una maggiorazione del 4,95%, calcolata su tutte le ore di lavoro normale.

    Festività

    Sono retribuite dall’impresa le 12 festività infrasettimanali (1° gennaio, 6 gennaio, Lunedì dell’Angelo, 25 aprile, 1° maggio, 2 giugno, 15 agosto, 1° novembre, 8 dicembre, 25 e 26 dicembre, Santo Patrono), più il 4 novembre.

    Pianificazione delle ferie nei cantieri

    Nell’edilizia le ferie si concentrano spesso nella chiusura estiva dei cantieri e nel periodo natalizio. Il datore programma le ferie tenendo conto delle esigenze del lavoratore e di quelle tecniche del cantiere.

    Casi pratici

    Tizio – Ferie pagate tramite Cassa Edile
    Tizio, operaio, va in ferie due settimane in agosto. Per quelle settimane l’impresa non gli paga la retribuzione: ogni mese ha già versato il 18,50% per ferie e gratifica, accantonato al netto (14,20%) presso la Cassa Edile, che gli liquida le somme alle scadenze previste.
    Caia – Riposi annui come permessi orari
    Caia, operaia, usa 4 ore di riposi annui a marzo per una visita medica e due giornate a maggio per un trasloco. Le ore sono già state pagate ogni mese con il 4,95% in busta paga. Le ore non godute entro il 30 giugno dell’anno successivo le vengono pagate con il trattamento sostitutivo.
    Sempronio – Cambio impresa e continuità
    Sempronio lavora sei mesi per l’impresa A e poi passa all’impresa B. Gli accantonamenti per ferie e gratifica versati dall’impresa A restano alla Cassa Edile e si sommano a quelli dell’impresa B: non perde nulla.

    Domande frequenti

    Come sono pagate le ferie nell'edilizia?
    Per gli operai tramite la Cassa Edile: l’impresa versa il 18,50% lordo per ferie e gratifica natalizia, e il netto (14,20%) viene accantonato e liquidato dalla Cassa. Per gli impiegati le paga direttamente il datore.
    Quanti giorni di ferie spettano?
    4 settimane di calendario, pari a 160 ore per gli operai di produzione.
    Quante ore di riposi annui spettano?
    88 ore annue agli operai, comprese le festività soppresse. Maturano un’ora ogni 20 ore lavorate e vanno godute entro il 30 giugno dell’anno successivo; sono pagate ogni mese con il 4,95% in busta.
    Cosa succede alle ferie se cambio impresa?
    Nessuna perdita: la Cassa Edile somma gli accantonamenti delle diverse imprese.
    Le ferie possono essere monetizzate?
    No: le 4 settimane minime vanno godute (D.Lgs. 66/2003). Sono pagate solo se il rapporto cessa prima che siano state fruite.

    Fonti: ANCE, tabella retribuzioni marzo 2026 (accantonamenti Cassa Edile) · Ministero del Lavoro, costo orario operai edili (ore non lavorate) · Ediltecnico, guida al CCNL edilizia industria. Dati verificati su queste fonti a ottobre 2026.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e paga base operai e impiegati, Preavviso, licenziamento e dimissioni nel CCNL Edilizia Industria, Maternità e congedi parentali nel CCNL Edilizia Industria, Gratifica natalizia e mensilità aggiuntive nel CCNL Edilizia Industria, tutele e comporto e operai e impiegati.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Edilizia Industria (ANCE). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • CCNL Edilizia Industria: orario di lavoro, straordinari e maggiorazioni

    CCNL Edilizia Industria (ANCE)

    In sintesi

    Orario normale di 40 ore settimanali di media annua, massimo 10 al giorno. Per gli operai lo straordinario è ammesso fino a 250 ore l’anno, di cui 150 con il consenso del lavoratore. Le maggiorazioni le fissa il contratto nazionale: diurno 35%, festivo 45%, festivo straordinario 55%, fino al 70% per il festivo notturno straordinario. In trasferta spetta una diaria del 10%.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    ANCE · Legacoop · Confcooperative · Agci · FenealUil · Filca-CISL · Fillea-CGIL
    Ultimo rinnovo
    29 gennaio 2025
    Vigenza
    Fino al 30 giugno 2028
    Platea
    ~600.000

    Tabella riepilogativa

    Orario e maggiorazioni – CCNL Edilizia Industria
    Voce Operai (art. 19) Impiegati (art. 54)
    Orario normale 40 ore settimanali di media annua, massimo 10 ore al giorno (art. 5) 40 ore settimanali di media annua, massimo 10 ore al giorno (art. 43)
    Ore di sabato con orario su 6 giorni +8% +8%
    Straordinario diurno +35% +35%
    Lavoro festivo +45% +45%
    Festivo straordinario +55% +55%
    Notturno non in turni regolari +28% +34%
    Straordinario notturno +40% +47%
    Festivo notturno +50% +50%
    Festivo notturno straordinario +70% +70%
    Limite annuo di straordinario 250 ore, di cui 150 con il consenso del lavoratore Limiti di legge
    Permessi individuali 88 ore l’anno, 1 ora ogni 20 lavorate (art. 5-bis) 88 ore l’anno, 1 ora ogni 20 lavorate (art. 43-bis)

    Ore notturne: dalle 22 alle 6. Per gli operai il contratto prevede anche il 9% per il lavoro diurno in turni regolari avvicendati, il 12% per il notturno in turni, l’8% per il lavoro domenicale con riposo compensativo. Gli accordi territoriali possono prevedere condizioni migliori.

    L’orario normale nel settore edile

    L’orario normale contrattuale è di 40 ore settimanali di media annua, con un massimo di 10 ore al giorno. La media annua è la chiave: gli orari delle varie località li fissano i contratti integrativi territoriali, che ripartiscono l’orario normale nei mesi dell’anno (art. 5 e art. 38). Le ore oltre gli orari così stabiliti sono straordinario.

    Se l’impresa, per esigenze tecnico-produttive comunicate prima alla RSU, distribuisce l’orario su sei giorni, le ore del sabato hanno una maggiorazione dell’8%. Per gli impiegati addetti ai cantieri vale la stessa disciplina dell’orario degli operai (art. 43).

    Lo straordinario: limiti e preavviso

    Per gli operai lo straordinario è ammesso nei limiti di 250 ore annue, di cui 150 con il consenso del lavoratore (art. 19). L’impresa lo chiede con un preavviso di 72 ore, salvo necessità urgenti, indifferibili od occasionali. Lo straordinario di sabato va comunicato prima alla RSU e ogni due mesi l’impresa informa la RSU sulle ore fatte.

    Per gli impiegati lo straordinario è ammesso secondo le norme di legge, va autorizzato prima per iscritto (salvo urgenza) e pagato al più tardi con la retribuzione del mese successivo (art. 54).

    Le maggiorazioni degli operai si calcolano su paga base, ex indennità di contingenza, indennità territoriale di settore e maggiorazione dei capisquadra (art. 24, punto 3); per i cottimisti si tiene conto anche dell’utile di cottimo.

    Maltempo, soste e recuperi

    Le sospensioni per maltempo sono coperte dalle integrazioni salariali ordinarie dell’INPS. In attesa dell’autorizzazione l’impresa paga degli acconti insieme alla retribuzione del mese, fino a 150 ore per operaio; se l’INPS respinge la domanda le somme vengono conguagliate (art. 9).

    Le soste per cause impreviste o di forza maggiore si possono recuperare con un prolungamento massimo di un’ora al giorno, entro i 15 giorni lavorativi successivi; con orario su cinque giorni l’impresa può recuperare a regime normale nel sesto giorno le ore perse nella settimana. In ogni caso non si superano le 10 ore al giorno (art. 10). Le ore recuperate così non sono straordinario.

    Festività

    Oltre alle domeniche sono festivi (art. 17): 1° e 6 gennaio, lunedì dopo Pasqua, 25 aprile, 1° maggio, 2 giugno, 15 agosto, 4 ottobre (San Francesco, dal 2026), 1° novembre, 8 dicembre, 25 e 26 dicembre e il Santo Patrono del luogo del cantiere o della sede dell’impresa. Per queste festività l’impresa paga all’operaio 8 ore di retribuzione, anche se cadono di sabato o di domenica; altre 8 ore spettano per la festività soppressa del 4 novembre.

    Trasferta

    L’operaio mandato temporaneamente a lavorare fuori dai limiti territoriali fissati dall’accordo locale ha diritto a una diaria del 10% (calcolata su paga base, ex contingenza, indennità territoriale di settore) più il rimborso delle spese di viaggio (art. 21). Se deve pernottare, l’impresa rimborsa il viaggio e provvede a vitto e alloggio o ne rimborsa le spese; in quel caso la diaria del 10% non spetta, salvo accordo diverso. La diaria non è dovuta se il cantiere è nel comune di residenza dell’operaio o lo avvicina a casa.

    I permessi individuali

    Operai e impiegati maturano permessi individuali retribuiti di un’ora ogni 20 ore di lavoro ordinario effettivo, fino a 88 ore l’anno (artt. 5-bis e 43-bis). Per gli operai l’impresa paga in busta, a ogni periodo di paga, il 4,95% sulle ore lavorate a questo titolo.

    Casi pratici

    Tizio – Operaio oltre le prime 100 ore
    A ottobre Tizio ha già fatto 110 ore di straordinario e il capocantiere gliene chiede altre 20. Il CCNL ammette 250 ore annue, di cui 150 solo con il consenso del lavoratore: le ore oltre le prime 100 richiedono quindi il suo accordo. La richiesta va fatta con 72 ore di preavviso, salvo urgenze.
    Caio – Recupero dopo la pioggia
    Il cantiere di Caio si ferma un pomeriggio per un temporale. Nei 15 giorni lavorativi successivi l’impresa può allungargli l’orario di un’ora al giorno per recuperare le ore perse: quelle ore sono pagate come ordinarie, non come straordinario, e la giornata non può superare le 10 ore.
    Sempronio – Domenica su un cantiere urgente
    Sempronio, operaio specializzato, lavora una domenica per mettere in sicurezza una copertura. Se la domenica è lavoro festivo ha diritto al 45%; se sono ore straordinarie, al 55%. Se invece l’impresa gli dà un riposo compensativo in un altro giorno, per il lavoro domenicale spetta l’8%.

    Domande frequenti

    Quante ore settimanali prevede il CCNL Edilizia Industria?
    40 ore settimanali di media annua, con un massimo di 10 ore al giorno. La ripartizione nei mesi dell’anno la fissano i contratti integrativi territoriali.
    Quante ore di straordinario si possono fare?
    Per gli operai 250 ore l’anno, di cui 150 solo con il consenso del lavoratore, con un preavviso di 72 ore salvo urgenze. Per gli impiegati valgono i limiti di legge.
    Quanto vale la maggiorazione per lo straordinario?
    Straordinario diurno 35%, festivo 45%, festivo straordinario 55%, festivo notturno straordinario 70%. Lo straordinario notturno vale 40% per gli operai e 47% per gli impiegati.
    Le ore perse per maltempo si recuperano?
    Sì, con un prolungamento massimo di un’ora al giorno entro i 15 giorni lavorativi successivi, senza superare le 10 ore giornaliere. Per le sospensioni vere e proprie intervengono le integrazioni salariali ordinarie, con acconti dell’impresa fino a 150 ore.
    Come funziona la trasferta?
    Fuori dai limiti territoriali fissati dall’accordo locale spetta una diaria del 10% più il rimborso delle spese di viaggio. Con pernottamento l’impresa provvede a vitto e alloggio (o li rimborsa) e la diaria non spetta, salvo accordo diverso.
    Il sabato lavorato è straordinario?
    Se l’orario è su cinque giorni, le ore del sabato oltre l’orario sono straordinario (salvo i recuperi dell’art. 10). Se l’impresa distribuisce l’orario normale su sei giorni, le ore del sabato sono ordinarie con una maggiorazione dell’8%.

    Fonti: CCNL Edilizia industria e cooperative, artt. 5, 9, 10, 17, 19, 21, 43, 54 (testo Feneal Uil). Dati verificati su queste fonti a ottobre 2026.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e paga base operai e impiegati, Preavviso, licenziamento e dimissioni nel CCNL Edilizia Industria, il ruolo della Cassa Edile, Maternità e congedi parentali nel CCNL Edilizia Industria, Gratifica natalizia e mensilità aggiuntive nel CCNL Edilizia Industria e tutele e comporto.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Edilizia Industria (ANCE). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • CCNL Edilizia Industria 2026: tabelle retributive e paga base operai e impiegati

    CCNL Edilizia Industria (ANCE)

    In sintesi

    Il CCNL Edilizia Industria del 21 febbraio 2025 aumenta i minimi di 180 € al 1° livello in tre tranche: 80 € dal 1° febbraio 2025, 50 € dal 1° marzo 2026 e 50 € dal 1° marzo 2027; gli altri livelli in proporzione al parametro (fino a 200 al VII livello). Dal 1° marzo 2026 la paga base oraria degli operai va da 6,46 € (operaio comune) a 9,04 € (operaio di IV livello); lo stipendio minimo degli impiegati da 1.117,36 € (I livello) a 2.234,71 € (VII livello).

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    ANCE · Legacoop · Confcooperative · Agci · FenealUil · Filca-CISL · Fillea-CGIL
    Ultimo rinnovo
    21 febbraio 2025
    Vigenza
    Fino al 30 giugno 2028
    Platea
    ~600.000

    Tabelle retributive CCNL Edilizia Industria 2026: minimo nazionale per livello

    Minimo nazionale mensile dal 1° marzo 2026: paga base o stipendio + ex indennità di contingenza + EDR
    Livello Qualifica Paga base / stipendio Ex contingenza EDR Minimo nazionale
    7° Impiegato di 1ª categoria super (e quadro) 2.234,71 € 533,82 € 10,33 € 2.778,86 €
    6° Impiegato di 1ª categoria 2.011,23 € 529,63 € 10,33 € 2.551,19 €
    5° Impiegato di 2ª categoria 1.676,02 € 523,35 € 10,33 € 2.209,70 €
    4° Operaio di IV livello / impiegato di 4° livello 1.564,31 € 521,25 € 10,33 € 2.095,89 €
    3° Operaio specializzato / impiegato di 3ª categoria 1.452,56 € 519,16 € 10,33 € 1.982,05 €
    2° Operaio qualificato / impiegato di 4ª categoria 1.307,31 € 516,43 € 10,33 € 1.834,07 €
    1° Operaio comune / impiegato di 4ª categoria primo impiego 1.117,36 € 512,87 € 10,33 € 1.640,56 €

    Come si legge. Il minimo nazionale è la somma di tre voci uguali in tutta Italia: il minimo di paga base o di stipendio del CCNL 21 febbraio 2025, l’ex indennità di contingenza (ferma agli importi del 1992) e l’EDR di 10,33 € al mese del Protocollo del 31 luglio 1992. Operai e impiegati dello stesso livello hanno gli stessi importi. In busta paga si aggiungono gli elementi provinciali (indennità territoriale di settore per gli operai, premio di produzione per gli impiegati, EVR) e, per gli impiegati, gli scatti di anzianità. Per mansioni ed esempi di ogni livello vedi livelli, qualifiche e mansioni del CCNL Edilizia Industria.

    Gli operai sono pagati a ore: la tabella sotto riporta la paga base oraria nazionale, a cui si aggiungono contingenza, EDR ed elementi provinciali. Gli impiegati hanno uno stipendio minimo mensile per livello, dal I al VII.

    Paga base oraria operai di produzione (tabella ANCE, CCNL 21 febbraio 2025)
    Operaio Dal 1° febbraio 2025 Dal 1° marzo 2026 Dal 1° marzo 2027
    Comune (1° livello) 6,17 € 6,46 € 6,75 €
    Qualificato (2° livello) 7,22 € 7,56 € 7,89 €
    Specializzato (3° livello) 8,02 € 8,40 € 8,77 €
    Di IV livello 8,64 € 9,04 € 9,45 €

    Paga oraria minima nazionale degli operai: paga base + contingenza + EDR

    Il CCNL (art. 11) calcola la retribuzione oraria degli operai dividendo per 173 gli importi mensili; anche la contingenza oraria è 1/173 di quella mensile. Sommando le tre voci nazionali, dal 1° marzo 2026 l’operaio comune ha un minimo di 9,48 € l’ora, prima degli elementi provinciali. Il totale è calcolato sugli importi mensili, per questo può differire di un centesimo dalla somma delle colonne.

    Paga oraria minima nazionale degli operai dal 1° marzo 2026 (importi mensili ÷ 173)
    Operaio Paga base oraria Ex contingenza oraria EDR orario Totale orario nazionale
    Comune (1° livello) 6,46 € 2,96 € 0,06 € 9,48 €
    Qualificato (2° livello) 7,56 € 2,99 € 0,06 € 10,60 €
    Specializzato (3° livello) 8,40 € 3,00 € 0,06 € 11,46 €
    Di IV livello 9,04 € 3,01 € 0,06 € 12,11 €
    Stipendio minimo mensile impiegati (tabella ANCE)
    Livello Dal 1° febbraio 2025 Dal 1° marzo 2026 Dal 1° marzo 2027
    VII 2.134,71 € 2.234,71 € 2.334,71 €
    VI 1.921,23 € 2.011,23 € 2.101,23 €
    V 1.601,02 € 1.676,02 € 1.751,02 €
    IV 1.494,31 € 1.564,31 € 1.634,31 €
    III 1.387,56 € 1.452,56 € 1.517,56 €
    II 1.248,81 € 1.307,31 € 1.365,81 €
    I 1.067,36 € 1.117,36 € 1.167,36 €

    Struttura della paga edile

    La paga del lavoratore edile è composta da diverse voci:

    • Paga base (oraria per operai, mensile per impiegati): minimo tabellare CCNL
    • Contingenza: voce di adeguamento storica
    • EDR (Elemento Distinto della Retribuzione): 10,33 € al mese, uguale per tutti i livelli (Protocollo del 31 luglio 1992)
    • Premio di produzione (impiegati) e indennità territoriale di settore (operai): importi fissati in ciascuna provincia
    • EVR (Elemento Variabile della Retribuzione): premio provinciale legato ai risultati del territorio
    • Scatti di anzianità: solo per gli impiegati; gli operai hanno l’anzianità professionale edile (APE) gestita dalla Cassa Edile
    • Accantonamento Cassa Edile (operai): 18,5% lordo (8,5% ferie + 10% gratifica natalizia), di cui l’impresa versa alla Cassa il netto del 14,20%

    L’edilizia ha un sistema retributivo specifico per operai: paga oraria moltiplicata per le ore effettivamente lavorate. Gli impiegati hanno invece minimo tabellare mensile come negli altri settori.

    Aumenti contrattuali 2025-2027

    Il CCNL firmato il 21 febbraio 2025, in vigore dal 1° febbraio 2025 al 30 giugno 2028, aumenta i minimi di 180 € al 1° livello (parametro 100) in tre tranche:

    • 1° febbraio 2025: +80 €
    • 1° marzo 2026: +50 € (in vigore)
    • 1° marzo 2027: +50 €

    Per gli altri livelli l’aumento segue il parametro: 117 per il II, 130 per il III, 140 per il IV, 150 per il V, 180 per il VI e 200 per il VII. Al VII livello, per esempio, la tranche di marzo 2026 vale 100 € (da 2.134,71 € a 2.234,71 €).

    EVR, indennità territoriale di settore e premio di produzione

    Una parte della paga edile cambia da provincia a provincia ed è fissata dai contratti integrativi provinciali, non dal CCNL nazionale:

    • Indennità territoriale di settore (operai) e premio di produzione (impiegati): restano fermi nelle cifre in atto in ciascuna circoscrizione (artt. 12 e 46);
    • EVR: le organizzazioni territoriali lo fissano prendendo come riferimento il 4% dei minimi in vigore al 1° luglio 2014; segue l’andamento del settore e i risultati di produttività del territorio e non incide sugli altri istituti, TFR compreso;
    • trasferta e indennità per lavori disagiati, secondo le regole del CCNL e degli accordi locali.

    Gli importi provinciali si trovano nelle tabelle pubblicate dalle sedi ANCE territoriali e dalle Casse Edili. Per esempio, a Ragusa dal 1° marzo 2026 l’indennità territoriale di settore dell’operaio comune vale 166,67 € al mese e porta la sua retribuzione oraria a 10,45 €.

    Scatti di anzianità degli impiegati e APE degli operai

    Gli impiegati hanno uno scatto ogni due anni di servizio nella stessa impresa, fino a un massimo di cinque scatti (art. 49). Lo scatto decorre dal primo giorno del mese successivo al compimento del biennio e, in caso di passaggio di categoria, l’impiegato conserva gli scatti già maturati.

    Importo mensile di ogni scatto biennale degli impiegati (art. 49)
    Livello (categoria) Importo per scatto
    7° (1ª super) 13,94 €
    6° (1ª) 12,85 €
    5° (2ª) 10,46 €
    4° 9,62 €
    3° (3ª) 8,99 €
    2° e 1° (4ª) 8,22 €

    Gli operai non hanno scatti in busta paga: l’anzianità è riconosciuta con l’anzianità professionale edile (APE), una prestazione pagata dalla Cassa Edile (art. 29).

    Esempio: operaio comune (1° livello)

    Dal 1° marzo 2026 la paga base nazionale dell’operaio comune è di 6,46 € l’ora, uguale in tutta Italia. Il minimo mensile di sola paga base fissato dalla tabella ANCE è di 1.117,36 €: l’orario di 6,46 € è questo importo diviso per 173 e arrotondato, per questo 6,46 × 173 dà qualche centesimo in più. Fa fede l’importo mensile. A questa si aggiungono:

    • l’indennità di contingenza (512,87 € al mese al 1° livello) e l’EDR;
    • gli elementi fissati in provincia (EVR e indennità territoriali), che cambiano da una Cassa Edile all’altra;
    • l’accantonamento alla Cassa Edile per ferie e gratifica natalizia, pari al 18,5%, che il lavoratore riceve dalla Cassa e non in busta paga.

    Per l’operaio di IV livello la paga base oraria è 9,04 € e il minimo mensile di paga base della tabella ANCE è 1.564,31 € (1.564,31 ÷ 173 = 9,04 arrotondato).

    Casi pratici

    Tizio – Operaio specializzato 3° livello
    Tizio è muratore specializzato (3° livello, parametro 130). Dal 1° marzo 2026 la sua paga base oraria è 8,40 €, che corrisponde al minimo mensile di 1.452,56 € di paga base della tabella ANCE (1.452,56 ÷ 173 = 8,40 arrotondato), a cui si aggiungono contingenza, EDR, elementi provinciali ed eventuali indennità di trasferta. Ferie e gratifica natalizia gli arrivano dalla Cassa Edile tramite l’accantonamento del 18,5%.
    Caia – Impiegata 4° livello geometra
    Caia è impiegata di IV livello (geometra). Dal 1° marzo 2026 il suo stipendio minimo è 1.564,31 € al mese, che sale a 1.634,31 € dal 1° marzo 2027; si aggiungono contingenza, scatti di anzianità ed eventuali superminimi. A differenza degli operai, la tredicesima la paga direttamente l’impresa.
    Sempronio – L’aumento di marzo 2026
    Sempronio è operaio qualificato (2° livello, parametro 117). Dal 1° marzo 2026 la sua paga base oraria passa da 7,22 € a 7,56 €; in termini mensili la tranche vale 58,50 € (50 € × 1,17). L’aumento si riflette anche sull’accantonamento alla Cassa Edile, che si calcola sulla retribuzione.

    Domande frequenti

    Quanto guadagna un operaio edile?
    Dal 1° marzo 2026 la paga base nazionale va da 1.117,36 € al mese (operaio comune, 6,46 € l’ora) a 1.564,31 € (operaio di IV livello, 9,04 € l’ora). Con ex contingenza ed EDR il minimo orario nazionale va da 9,48 € a 12,11 €. Si aggiungono gli elementi provinciali (indennità territoriale, EVR) e l’accantonamento in Cassa Edile per ferie e gratifica.
    Quando aumentano gli stipendi nel 2026?
    Il 1° marzo 2026, con 50 € al 1° livello e importi proporzionali agli altri (100 € al VII). L’ultima tranche del contratto arriva il 1° marzo 2027, di nuovo 50 € al 1° livello.
    Come si calcola la paga oraria degli operai?
    Si dividono per 173 gli importi mensili: paga base, ex contingenza ed EDR danno il minimo orario nazionale (9,48 € per l’operaio comune dal 1° marzo 2026). A questo si aggiunge l’indennità territoriale di settore della provincia. La paga oraria si moltiplica per le ore lavorate e per quelle dovute per legge e contratto.
    Qual è il divisore orario del CCNL Edilizia Industria?
    173: lo prevede l’art. 11 del CCNL sia per i minimi di paga base sia per l’ex indennità di contingenza degli operai di produzione.
    Gli impiegati edili hanno gli scatti di anzianità?
    Sì: uno ogni due anni, fino a cinque, da 8,22 € (4ª categoria) a 13,94 € (1ª super) ciascuno. Gli operai invece ricevono l’APE dalla Cassa Edile.
    Quanto prende un impiegato edile di 5° livello nel 2026?
    Dal 1° marzo 2026 il minimo nazionale è 2.209,70 € al mese: 1.676,02 € di stipendio, 523,35 € di ex contingenza e 10,33 € di EDR. Si aggiungono premio di produzione ed EVR della provincia ed eventuali scatti.
    Cos'è l'accantonamento Cassa Edile?
    Per gli operai, ferie e gratifica natalizia (la tredicesima) si pagano con una maggiorazione lorda del 18,5% della retribuzione: 8,5% per le ferie e 10% per la gratifica. L’impresa la accantona alla Cassa Edile al netto delle ritenute, nella misura del 14,20%, e poi è la Cassa Edile a pagare all’operaio ferie e gratifica. L’accantonamento continua anche nei giorni di malattia, compresi i tre giorni di carenza INPS (14,20% netto).
    Le indennità territoriali sono uguali in tutta Italia?
    No. Indennità territoriale di settore, premio di produzione ed EVR sono fissati dai contratti integrativi provinciali e cambiano da provincia a provincia; le tabelle sono pubblicate dalle sedi ANCE territoriali e dalle Casse Edili.

    Fonti: tabelle ANCE, CCNL 21/2/2025. · CCNL 21 febbraio 2025, testo (artt. 11, 12, 18, 24, 46, 49, 77) · tabella ANCE dei nuovi minimi · ANCE Ragusa, tabella retribuzioni marzo 2026 (contingenza, EDR) Dati verificati su queste fonti a ottobre 2026.

    Stesso CCNL: consulta anche Preavviso, licenziamento e dimissioni nel CCNL Edilizia Industria, il ruolo della Cassa Edile, Maternità e congedi parentali nel CCNL Edilizia Industria, Gratifica natalizia e mensilità aggiuntive nel CCNL Edilizia Industria, tutele e comporto e operai e impiegati.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Edilizia Industria (ANCE). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

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