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In sintesi
- La TARI è dovuta su tutti i locali detenuti, anche se non abitati stabilmente: possedere o affittare un immobile è sufficiente.
- Locali privi di arredi e di allacci (acqua, luce, gas) non producono rifiuti e sono esclusi o esenti, ma bisogna presentare una dichiarazione.
- Seconda casa a disposizione: molti Comuni prevedono una riduzione rispetto all’abitazione principale.
- Residenti all’estero (AIRE): alcuni Comuni riconoscono una riduzione sull’unità immobiliare tenuta in Italia.
- In caso di locazione superiore a sei mesi, la TARI passa in capo all’inquilino; per locazioni brevi resta al proprietario.
- La dichiarazione di cessazione va presentata per smettere di ricevere l’avviso: la tassa si ferma dalla data dichiarata.
Chi deve pagare la TARI sulla seconda casa
La TARI colpisce chiunque occupi o detenga a qualsiasi titolo un locale o un’area scoperta, indipendentemente dall’uso effettivo. Questo significa che la seconda casa, anche se non abitata tutto l’anno, è soggetta alla tassa perché il proprietario o il conduttore ne è detentore.
Esistono però due situazioni in cui un immobile può essere escluso o esente. La prima riguarda i locali completamente privi di arredi e senza allacci attivi a nessuna utenza (acqua, luce, gas): in questo caso il locale non è idoneo a produrre rifiuti e il Comune non può pretendere la tassa, ma devi dichiararlo formalmente. La seconda situazione è più comune: l’immobile è arredato e allacciato, ma usato solo occasionalmente. Qui la tassa è dovuta, ma il Comune può prevedere riduzioni.
La tariffa si calcola sempre sulla superficie calpestabile in metri quadri. Per le utenze domestiche conta anche il numero degli occupanti, ma per una seconda casa tenuta a disposizione il Comune di solito applica un coefficiente ridotto. Controlla ogni anno la delibera tariffaria del Comune in cui si trova l’immobile.
| Situazione | TARI dovuta? | Note |
|---|---|---|
| Seconda casa arredata e allacciata | Sì, per intero | Possibile riduzione se il Comune la prevede |
| Immobile privo di arredi e di tutti gli allacci | No (escluso/esente) | Serve dichiarazione al Comune |
| Immobile a uso stagionale | Sì, con possibile riduzione | Dipende dal regolamento comunale |
| Residente AIRE con immobile in Italia | Sì, con possibile riduzione | Molti Comuni la prevedono dietro dichiarazione |
| Locazione > 6 mesi | In capo all'inquilino | Il proprietario non paga per quel periodo |
Esempio pratico
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Esempio indicativo. Tizio possiede un appartamento di 80 mq in montagna che usa solo nei fine settimana invernali. L’immobile è arredato e ha i contatori attivi. La TARI è dovuta per l’intera annualità sulla superficie di 80 mq. Se il Comune prevede una riduzione per uso stagionale e Tizio presenta la dichiarazione, l’importo si riduce nella misura deliberata. Se invece Tizio svuota l’appartamento di tutti i mobili e chiude le utenze, può presentare la dichiarazione di esenzione per locali privi di arredi e allacci: da quel momento non riceverà più l’avviso, ma perderà anche la possibilità di usare il locale senza prima ripristinare la situazione e comunicarla al Comune.
Documenti necessari
- Regolamento TARI del Comune in cui si trova l’immobile
- Delibera tariffaria annuale del Comune
- Modulo di dichiarazione TARI (per l’inizio dell’occupazione, la cessazione o le variazioni)
- Documentazione a sostegno dell’esenzione (contratti di utenza chiusi, attestazione che il locale è privo di arredi)
- Certificato di iscrizione AIRE (per la riduzione riservata ai residenti all’estero)
- Contratto di locazione, se l’immobile è affittato
Tizio ha una casa al mare che non usa quasi mai
Scenario. Tizio è proprietario di un appartamento di 60 mq in una cittadina costiera. L’ha ereditato, vi va raramente e vorrebbe capire se può evitare di pagare la TARI o almeno ridurla.
Come si applica. Poiché l’immobile è arredato e ha ancora i contatori attivi (anche se i consumi sono minimi), la TARI è dovuta: Tizio lo detiene e il locale è astrattamente idoneo a produrre rifiuti. Se il Comune prevede la riduzione per uso stagionale, Tizio deve presentare la dichiarazione indicando i periodi di utilizzo. Se invece l’appartamento è rimasto completamente sfitto, senza arredi e con tutte le utenze disdette, Tizio può chiedere l’esenzione per locali non produttivi di rifiuti, sempre con dichiarazione formale e documentazione a supporto.
In pratica
- Verificare lo stato degli allacci: se almeno un’utenza è attiva, l’esenzione totale non si applica.
- Presentare la dichiarazione per uso stagionale se prevista dal regolamento comunale.
- Se si vuole l’esenzione completa, disdire tutte le utenze e rimuovere i mobili prima di fare la dichiarazione al Comune.
Caio vive all'estero e ha mantenuto la casa in Italia
Scenario. Caio è iscritto all’AIRE da tre anni e vive stabilmente in Germania. Possiede ancora un appartamento di 75 mq nel Comune di origine, che usa durante le vacanze estive. Riceve ogni anno l’avviso TARI e si chiede se può pagare meno.
Come si applica. La TARI è dovuta perché Caio detiene il locale. Tuttavia, molti Comuni prevedono nel regolamento una riduzione per i residenti all’estero iscritti all’AIRE che mantengono un immobile in Italia a uso non locativo. Per ottenerla Caio deve presentare la dichiarazione all’ufficio tributi del Comune, allegando la documentazione AIRE. La misura della riduzione varia da Comune a Comune, quindi è importante leggere il regolamento specifico o contattare direttamente lo sportello tributi.
In pratica
- Verificare se il regolamento TARI del Comune prevede la riduzione per iscritti AIRE.
- Presentare la dichiarazione allegando il certificato di iscrizione AIRE.
- Rinnovare la richiesta ogni anno se il regolamento richiede la conferma annuale.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Fonti e approfondimenti
Domande frequenti
Se l'immobile è sfitto e non ci vive nessuno, devo comunque pagare la TARI?
Dipende dallo stato dell’immobile. Se è arredato o ha almeno un allaccio attivo, la TARI è dovuta perché il locale è idoneo a produrre rifiuti. Viene escluso dall’imposta solo se è privo di qualsiasi arredo e di tutti gli allacci (acqua, luce, gas), ma devi dichiararlo al Comune con apposito modulo.
Chi paga la TARI quando l'appartamento è in affitto?
Se la locazione dura più di sei mesi, la TARI è a carico dell’inquilino, che la deve come detentore del locale. Per le locazioni brevi (fino a sei mesi), l’onere resta in capo al proprietario.
Cosa devo fare per smettere di ricevere l'avviso TARI su un immobile che non uso più?
Devi presentare la dichiarazione di cessazione all’ufficio tributi del Comune. La tassa si ferma dalla data di effettiva liberazione del locale indicata nella dichiarazione. Senza la disdetta, il Comune continua ad addebitarti la TARI.
La riduzione TARI per la seconda casa è uguale in tutti i Comuni?
No. Ogni Comune decide autonomamente se prevederla, a chi applicarla e in quale misura. Puoi trovare le informazioni nel regolamento TARI pubblicato sul sito istituzionale del Comune.
Se ho due case nello stesso Comune, pago tariffe diverse?
In genere sì. L’abitazione di residenza (prima casa) ha di solito un trattamento diverso rispetto agli altri immobili. Per la seconda casa il Comune può applicare la tariffa ordinaria senza le eventuali agevolazioni riservate alla residenza principale.
Posso chiedere rimborso per gli anni in cui ho pagato la TARI su un immobile che avevo svuotato?
Se l’immobile era effettivamente privo di arredi e allacci e avevi diritto all’esenzione, puoi presentare istanza di rimborso, di solito entro cinque anni dal pagamento. Il regolamento comunale e il codice civile stabiliscono i termini. Rivolgiti allo sportello tributi del Comune.
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