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In sintesi
- Le scadenze TARI sono fissate ogni anno dal Comune: di norma 2 o 3 rate.
- Il pagamento avviene tramite modello F24, pagoPA o bollettino postale, secondo le istruzioni sull’avviso.
- L’avviso di pagamento è inviato dal Comune o dal gestore del servizio e riporta gli importi e le date.
- Chi non paga nei termini può ricevere un avviso di accertamento con sanzioni e interessi, ma ha la possibilità di regolarizzarsi con il ravvedimento operoso.
- È possibile richiedere la rateazione al Comune in caso di difficoltà di pagamento.
- Presentare la dichiarazione di cessazione in tempo è fondamentale per non continuare a pagare dopo aver lasciato l’immobile.
Quando si paga la TARI e come funziona l'avviso
La TARI non ha un’unica scadenza nazionale. Ogni Comune stabilisce autonomamente le date di pagamento, che di norma si articolano in due o tre rate distribuite nell’arco dell’anno. Le scadenze possono variare significativamente da Comune a Comune: per conoscere le date esatte valide per te, devi consultare l’avviso di pagamento che ricevi oppure il sito del tuo Comune.
Quando le scadenze si avvicinano, il Comune — o il gestore del servizio rifiuti a cui è stata delegata la riscossione — invia un avviso di pagamento. Questo documento riporta i tuoi dati, la superficie e il numero di occupanti su cui è stata calcolata la tassa, l’importo di ciascuna rata e le modalità di pagamento. Controlla con attenzione che i dati siano corretti: se trovi errori (superficie diversa da quella reale, numero di occupanti sbagliato), segnalali subito all’ufficio tributi per ottenere una rettifica.
Le modalità di pagamento accettate sono in genere il modello F24 (utilizzabile in banca, all’ufficio postale o tramite l’home banking), il sistema pagoPA (disponibile online o presso i punti abilitati) e il bollettino postale, se il Comune lo prevede. L’avviso indica quale metodo usare e riporta i codici necessari.
| Aspetto | Cosa sapere |
|---|---|
| Numero di rate | Di norma 2-3 rate annue, deliberate dal Comune |
| Date di scadenza | Fissate dal Comune ogni anno: verificare l'avviso o il sito comunale |
| Modalità di pagamento | F24, pagoPA, bollettino postale (secondo avviso ricevuto) |
| Omesso pagamento | Avviso di accertamento con sanzioni e interessi da parte del Comune |
| Ravvedimento operoso | Sanzione ridotta se ci si regolarizza spontaneamente prima dell'accertamento |
| Rateazione | Richiedibile al Comune in caso di difficoltà economica |
Esempio pratico
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Esempio indicativo: Tizio riceve l’avviso TARI con tre rate: la prima a giugno, la seconda a settembre, la terza a novembre (le date e gli importi sono puramente illustrativi — nel tuo Comune potrebbero essere diverse). Tizio dimentica di pagare la rata di settembre. Dopo la scadenza può regolarizzarsi con il ravvedimento operoso, che prevede una sanzione ridotta in proporzione ai giorni di ritardo. Se attende invece che il Comune emetta un avviso di accertamento, la sanzione sarà più alta. In entrambi i casi si aggiungono gli interessi di mora calcolati sul periodo di ritardo.
Documenti necessari
- Avviso di pagamento TARI ricevuto dal Comune o dal gestore (riporta importi, scadenze e codici di pagamento)
- Modello F24 precompilato (allegato all’avviso o generabile tramite home banking)
- Ricevuta del pagamento effettuato (conservarla come prova)
- Modulo di dichiarazione di cessazione occupazione (da presentare al termine dell’utilizzo dell’immobile)
- Eventuale richiesta di rateazione (modulo del Comune, da presentare prima della scadenza o subito dopo)
Tizio: paga in ritardo e usa il ravvedimento
Scenario. Tizio ha ricevuto l’avviso TARI con scadenza della seconda rata in settembre, ma si dimentica di pagare. Se ne accorge a ottobre, prima che il Comune emetta un atto di accertamento.
Come si applica. Tizio può regolarizzarsi spontaneamente con il ravvedimento operoso: versa l’importo dovuto insieme a una sanzione ridotta e agli interessi calcolati sui giorni di ritardo. L’entità della riduzione della sanzione dipende da quanti giorni sono trascorsi dalla scadenza: più si aspetta, meno conveniente diventa il ravvedimento. Tizio deve verificare le specifiche istruzioni del proprio Comune o del gestore, perché le modalità di ravvedimento sulla TARI possono variare leggermente a livello locale.
In pratica
- Non aspettare di ricevere un avviso di accertamento: regolarizzarsi prima abbatte la sanzione.
- Conserva la ricevuta del pagamento in ravvedimento: dimostra che ti sei regolarizzato spontaneamente prima di qualsiasi atto del Comune.
Caio: lascia l'appartamento a metà anno
Scenario. Caio ha in affitto un appartamento e lo lascia a luglio, restituendo le chiavi al proprietario. Non presenta alcuna dichiarazione al Comune. A dicembre riceve l’avviso TARI per l’intero anno.
Come si applica. Caio è rimasto formalmente soggetto passivo perché non ha presentato la dichiarazione di cessazione occupazione. La cessazione della TARI decorre dalla data di effettiva liberazione dei locali dichiarata al Comune, non dalla data in cui il Comune la riceve. Se Caio presenta ora la dichiarazione indicando luglio come data di cessazione, può chiedere il conguaglio o il rimborso delle rate relative al periodo da luglio in poi. Per il futuro, la regola è presentare la dichiarazione al momento stesso della riconsegna delle chiavi.
In pratica
- Presenta la dichiarazione di cessazione TARI lo stesso giorno in cui riconsegni le chiavi: la decorrenza è retroattiva alla data dichiarata.
- Chiedi all’ufficio tributi del Comune come ottenere il rimborso o il conguaglio per il periodo successivo alla cessazione.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Fonti e approfondimenti
Domande frequenti
Le scadenze TARI sono uguali in tutta Italia?
No. Ogni Comune fissa autonomamente le proprie scadenze con delibera annuale. Di norma si va da 2 a 3 rate distribuite tra primavera e autunno, ma le date esatte variano. Consulta il tuo avviso di pagamento o il sito del Comune.
Come faccio a pagare la TARI se non ho ricevuto l'avviso?
Contatta l’ufficio tributi del tuo Comune o il gestore del servizio rifiuti. Puoi richiedere una copia dell’avviso o verificare se è disponibile in un’area riservata online sul sito comunale. Non attendere indefinitamente: la mancata ricezione non sospende l’obbligo di pagamento.
Posso pagare la TARI in unica soluzione invece che a rate?
Sì, in molti Comuni è possibile pagare l’intero importo annuo in un’unica soluzione, di solito entro la scadenza della prima rata. Verifica le opzioni indicate nel tuo avviso di pagamento.
Cosa succede se non pago la TARI?
Il Comune emette un avviso di accertamento con la richiesta di pagamento dell’importo non versato, più sanzioni e interessi. Se non si ottempera, il tributo può essere riscosso coattivamente. Prima dell’accertamento è sempre possibile regolarizzarsi con il ravvedimento operoso, con sanzioni ridotte.
Posso chiedere la rateazione della TARI?
Sì. In caso di difficoltà economica è possibile chiedere al Comune di rateizzare l’importo dovuto. Le condizioni (numero di rate, soglia minima, eventuali interessi) sono stabilite dal regolamento comunale. La richiesta va presentata preferibilmente prima della scadenza.
Se cambio Comune durante l'anno, come funziona la TARI?
Devi presentare la dichiarazione di cessazione occupazione al vecchio Comune e la dichiarazione di inizio occupazione al nuovo Comune. Ognuno dei due Comuni calcolerà la TARI proporzionalmente al periodo di effettiva occupazione nel proprio territorio.
Vedi anche: TARI: chi la paga, l’inquilino o il proprietario, Scadenze IMU, TARI sulla seconda casa e sull’immobile non occupato, TARI: riduzioni e agevolazioni, quando spettano, TARI non pagata e TARI per negozi e attività.
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