Autore: Andrea Marton

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Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 90 c.p.p.: Diritti e facoltà della persona offesa dal reato

    Art. 90 c.p.p.: Diritti e facoltà della persona offesa dal reato

    Art. 90 c.p.p. – Diritti e facoltà della persona offesa dal reato

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Diritti e facoltà della persona offesa dal reato

    1. La persona offesa dal reato, oltre ad esercitare i diritti e le facoltà ad essa espressamente riconosciuti dalla legge, in ogni stato e grado del procedimento può presentare memorie e, con esclusione del giudizio di cassazione, indicare elementi di prova.

    1-bis. La persona offesa ha facoltà di dichiarare o eleggere domicilio. Ai fini della dichiarazione di domicilio la persona offesa può indicare un indirizzo di posta elettronica certificata o altro servizio elettronico di recapito certificato qualificato.

    2. La persona offesa minore, interdetta per infermità di mente o inabilitata esercita le facoltà e i diritti a essa attribuiti a mezzo dei soggetti indicati negli articoli 120 e 121 del codice penale.

    2-bis. Quando vi è incertezza sulla minore età della persona offesa dal reato, il giudice dispone, anche di ufficio, perizia. Se, anche dopo la perizia, permangono dubbi, la minore età è presunta, ma soltanto ai fini dell’applicazione delle disposizioni processuali.

    3. Qualora la persona offesa sia deceduta in conseguenza del reato, le facoltà e i diritti previsti dalla legge sono esercitati dai prossimi congiunti di essa o da persona alla medesima legata da relazione affettiva e con essa stabilmente convivente.

  • Art. 87 c.p.p.: Esclusione di ufficio del responsabile civile

    Art. 87 c.p.p.: Esclusione di ufficio del responsabile civile

    Art. 87 c.p.p. – Esclusione di ufficio del responsabile civile

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Esclusione di ufficio del responsabile civile

    1. Fino a che non sia dichiarato aperto il dibattimento di primo grado, il giudice, qualora accerti che non esistono i requisiti per la citazione o per l’intervento del responsabile civile, ne dispone l’esclusione di ufficio, con ordinanza.

    2. Il giudice provvede a norma del comma 1 anche quando la richiesta di esclusione è stata rigettata nella udienza preliminare.

    3. L’esclusione è disposta senza ritardo, anche di ufficio, quando il giudice accoglie la richiesta di giudizio abbreviato.

  • Art. 86 c.p.p.: Richiesta di esclusione del responsabile civile

    Art. 86 c.p.p.: Richiesta di esclusione del responsabile civile

    Art. 86 c.p.p. – Richiesta di esclusione del responsabile civile

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Richiesta di esclusione del responsabile civile

    1. La richiesta di esclusione del responsabile civile può essere proposta dall’imputato nonché dalla parte civile e dal pubblico ministero che non ne abbiano richiesto la citazione.

    2. La richiesta può essere proposta altresì dal responsabile civile che non sia intervenuto volontariamente anche qualora gli elementi di prova raccolti prima della citazione possano recare pregiudizio alla sua difesa in relazione a quanto previsto dagli articoli 651 e 654.

    3. La richiesta deve essere motivata ed è proposta, a pena di decadenza, non oltre il momento degli accertamenti relativi alla costituzione delle parti nella udienza preliminare o nel dibattimento. Il giudice decide senza ritardo con ordinanza.

  • Art. 81 c.p.p.: Esclusione di ufficio della parte civile

    Art. 81 c.p.p.: Esclusione di ufficio della parte civile

    Art. 81 c.p.p. – Esclusione di ufficio della parte civile

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Esclusione di ufficio della parte civile

    1. Fino a che non sia dichiarato aperto il dibattimento di primo grado, il giudice, qualora accerti che non esistono i requisiti per la costituzione di parte civile, ne dispone l’esclusione di ufficio, con ordinanza.

    2. Il giudice provvede a norma del comma 1 anche quando la richiesta di esclusione è stata rigettata nella udienza preliminare.

  • Art. 77 c.p.p.: Capacità processuale della parte civile

    Art. 77 c.p.p.: Capacità processuale della parte civile

    Art. 77 c.p.p. – Capacità processuale della parte civile

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Capacità processuale della parte civile

    1. Le persone che non hanno il libero esercizio dei diritti non possono costituirsi parte civile se non sono rappresentate, autorizzate o assistite nelle forme prescritte per l’esercizio delle azioni civili.

    2. Se manca la persona a cui spetta la rappresentanza o l’assistenza e vi sono ragioni di urgenza ovvero vi è conflitto di interessi tra il danneggiato e chi lo rappresenta, il pubblico ministero può chiedere al giudice di nominare un curatore speciale.

    La nomina può essere chiesta altresì dalla persona che deve essere rappresentata o assistita ovvero dai suoi prossimi congiunti e, in caso di conflitto di interessi, dal rappresentante.

    3. Il giudice, assunte le opportune informazioni e sentite se possibile le persone interessate, provvede con decreto, che è comunicato al pubblico ministero affinchè provochi, quando occorre, i provvedimenti per la costituzione della normale rappresentanza o assistenza dell’incapace.

    4. In caso di assoluta urgenza, l’azione civile nell’interesse del danneggiato incapace per infermità di mente o per età minore può essere esercitata dal pubblico ministero, finchè subentri a norma dei commi precedenti colui al quale spetta la rappresentanza o l’assistenza ovvero il curatore speciale.

  • Articolo 76 Codice di Procedura Penale: Costituzione di parte civile

    Articolo 76 Codice di Procedura Penale: Costituzione di parte civile

    Art. 76 c.p.p. – Costituzione di parte civile

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Costituzione di parte civile

    1. L’azione civile nel processo penale è esercitata, anche a mezzo di procuratore speciale, mediante la costituzione di parte civile.

    2. La costituzione di parte civile produce i suoi effetti in ogni stato e grado del processo.

  • Art. 75 c.p.p.: Rapporti tra azione civile e azione penale

    Art. 75 c.p.p.: Rapporti tra azione civile e azione penale

    Art. 75 c.p.p. – Rapporti tra azione civile e azione penale

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Rapporti tra azione civile e azione penale

    1. L’azione civile proposta davanti al giudice civile può essere trasferita nel processo penale fino a quando in sede civile non sia stata pronunciata sentenza di merito anche non passata in giudicato.

    L’esercizio di tale facoltà comporta rinuncia agli atti del giudizio; il giudice penale provvede anche sulle spese del procedimento civile.

    2. L’azione civile prosegue in sede civile se non è trasferita nel processo penale o è stata iniziata quando non è più ammessa la costituzione di parte civile.

    3. Se l’azione è proposta in sede civile nei confronti dell’imputato dopo la costituzione di parte civile nel processo penale o dopo la sentenza penale di primo grado, il processo civile è sospeso fino alla pronuncia della sentenza penale non più soggetta a impugnazione, salve le eccezioni previste dalla legge.

  • Art. 72 c.p.p.: Revoca dell’ordinanza di sospensione

    Art. 72 c.p.p.: Revoca dell’ordinanza di sospensione

    Art. 72 c.p.p. – Revoca dell’ordinanza di sospensione

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Revoca dell’ordinanza di sospensione

    1. Allo scadere del sesto mese dalla pronuncia dell’ordinanza di sospensione del procedimento, o anche prima quando ne ravvisi l’esigenza, il giudice dispone ulteriori accertamenti peritali sullo stato di mente dell’imputato. Analogamente provvede a ogni successiva scadenza di sei mesi, qualora il procedimento non abbia ripreso il suo corso.

    2. La sospensione è revocata con ordinanza non appena risulti che lo stato mentale dell’imputato ne consente la cosciente partecipazione al procedimento ovvero che nei confronti dell’imputato deve essere pronunciata sentenza di proscioglimento o di non luogo a procedere.

  • Art. 67 c.p.p.: Incertezza sull’età dell’imputato

    Art. 67 c.p.p.: Incertezza sull’età dell’imputato

    Art. 67 c.p.p. – Incertezza sull’età dell’imputato

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Incertezza sull’età dell’imputato

    1. In ogni stato e grado del procedimento, quando vi è ragione di ritenere che l’imputato sia minorenne, l’autorità giudiziaria trasmette gli atti al procuratore della Repubblica presso il tribunale per i minorenni.

  • Articolo 65 Codice di Procedura Penale: Interrogatorio nel merito

    Articolo 65 Codice di Procedura Penale: Interrogatorio nel merito

    Art. 65 c.p.p. – Interrogatorio nel merito

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Interrogatorio nel merito

    1. L’autorità giudiziaria contesta alla persona sottoposta alle indagini in forma chiara e precisa il fatto che le è attribuito, le rende noti gli elementi di prova esistenti contro di lei e, se non può derivarne pregiudizio per le indagini, gliene comunica le fonti.

    2. Invita, quindi, la persona ad esporre quanto ritiene utile per la sua difesa e le pone direttamente domande.

    3. Se la persona rifiuta di rispondere, ne è fatta menzione nel verbale. Nel verbale è fatta anche menzione, quando occorre, dei connotati fisici e di eventuali segni particolari della persona.

  • Articolo 63 Codice di Procedura Penale: Dichiarazioni indizianti

    Articolo 63 Codice di Procedura Penale: Dichiarazioni indizianti

    Art. 63 c.p.p. – Dichiarazioni indizianti

    In vigore dal 24 ottobre 1989 (D.P.R. 447/1988)

    1. Se davanti all’autorità giudiziaria o alla polizia giudiziaria una persona non imputata (60) ovvero una persona non sottoposta alle indagini (61) rende dichiarazioni dalle quali emergono indizi di reità a suo carico, l’autorità procedente ne interrompe l’esame, avvertendola che a seguito di tali dichiarazioni potranno essere svolte indagini nei suoi confronti e la invita a nominare un difensore (96). Le precedenti dichiarazioni non possono essere utilizzate contro la persona che le ha rese (191).

    2. Se la persona doveva essere sentita sin dall’inizio in qualità di imputato o di persona sottoposta alle indagini, le sue dichiarazioni non possono essere utilizzate (191).

  • Art. 62 c.p.p.: Divieto di testimonianza sulle dichiarazioni dell’imputato

    Art. 62 c.p.p.: Divieto di testimonianza sulle dichiarazioni dell’imputato

    Art. 62 c.p.p. – Divieto di testimonianza sulle dichiarazioni dell’imputato

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Divieto di testimonianza sulle dichiarazioni dell’imputato

    1. Le dichiarazioni comunque rese nel corso del procedimento dall’imputato o dalla persona sottoposta alle indagini non possono formare oggetto di testimonianza.

    2. Il divieto si estende alle dichiarazioni, comunque inutilizzabili, rese dall’imputato nel corso di programmi terapeutici diretti a ridurre il rischio che questi commetta delitti sessuali a danno di minori.

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.