Autore: Andrea Marton

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Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Articolo 36 Codice di Procedura Penale: Astensione

    Articolo 36 Codice di Procedura Penale: Astensione

    Art. 36 c.p.p. – Astensione

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Astensione

    1. Il giudice ha l’obbligo di astenersi:

    a) se ha interesse nel procedimento o se alcuna delle parti private o un difensore è debitore o creditore di lui, del coniuge o dei figli;

    b) se è tutore, curatore, procuratore o datore di lavoro di una delle parti private ovvero se il difensore, procuratore o curatore di una di dette parti è prossimo congiunto di lui o del coniuge;

    c) se ha dato consigli o manifestato il suo parere sull’oggetto del procedimento fuori dell’esercizio delle funzioni giudiziarie;

    d) se vi è inimicizia grave fra lui o un suo prossimo congiunto e una delle parti private;

    e) se alcuno dei prossimi congiunti di lui o del coniuge è offeso o danneggiato dal reato o parte privata;

    f) se un prossimo congiunto di lui o del coniuge svolge o ha svolto funzioni di pubblico ministero;

    g) se si trova in taluna delle situazioni di incompatibilità stabilite dagli articoli 34 e 35 e dalle leggi di ordinamento giudiziario;

    h) se esistono altre gravi ragioni di convenienza.

    2. I motivi di astensione indicati nel comma 1 lettera b) seconda ipotesi e lettera e) o derivanti da incompatibilità per ragioni di coniugio o affinità, sussistono anche dopo l’annullamento, lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio.

    3. La dichiarazione di astensione è presentata al presidente della corte o del tribunale che decide con decreto senza formalità di procedura.

    4. Sulla dichiarazione di astensione del presidente del tribunale decide il presidente della corte di appello; su quella del presidente della corte di appello decide il presidente della corte di cassazione.

  • Art. 35 c.p.p.: Incompatibilità per ragioni di parentela, affinità o coniugio

    Art. 35 c.p.p.: Incompatibilità per ragioni di parentela, affinità o coniugio

    Art. 35 c.p.p. – Incompatibilità per ragioni di parentela, affinità o coniugio

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Incompatibilità per ragioni di parentela, affinità o coniugio

    1. Nello stesso procedimento non possono esercitare funzioni, anche separate o diverse, giudici che sono tra loro coniugi, parenti o affini fino al secondo grado.

  • Art. 33-octies c.p.p.: Inosservanza dichiarata dal giudice di appello o dalla corte di cassazione

    Art. 33-octies c.p.p.: Inosservanza dichiarata dal giudice di appello o dalla corte di cassazione

    Art. 33-octies c.p.p. – Inosservanza dichiarata dal giudice di appello o dalla corte di cassazione

    1. Il giudice di appello o la corte di cassazione pronuncia sentenza di annullamento e ordina la trasmissione degli atti al pubblico ministero presso il giudice di primo grado quando ritiene l’inosservanza delle disposizioni sull’attribuzione dei reati alla cognizione del tribunale in composizione collegiale o monocratica, purché la stessa sia stata tempestivamente eccepita e l’eccezione sia stata riproposta nei motivi di impugnazione.

    2. Il giudice di appello pronuncia tuttavia nel merito se ritiene che il reato appartiene alla cognizione del tribunale in composizione monocratica.

  • Articolo 33 Codice di Procedura Penale: Capacità del giudice

    Articolo 33 Codice di Procedura Penale: Capacità del giudice

    Art. 33 c.p.p. – Capacità del giudice

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Capacità del giudice

    1. Le condizioni di capacità del giudice e il numero dei giudici necessario per costituire i collegi sono stabiliti dalle leggi di ordinamento giudiziario.

    2. Non si considerano attinenti alla capacità del giudice le disposizioni sulla destinazione del giudice agli uffici giudiziari e alle sezioni, sulla formazione dei collegi e sulla assegnazione dei processi a sezioni, collegi e giudici.

    3. Non si considerano altresì attinenti alla capacità del giudice né al numero dei giudici necessario per costituire l’organo giudicante le disposizioni sull’attribuzione degli affari penali al tribunale collegiale o monocratico.

  • Articolo 30 Codice di Procedura Penale: Proposizione del conflitto

    Articolo 30 Codice di Procedura Penale: Proposizione del conflitto

    Art. 30 c.p.p. – Proposizione del conflitto

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Proposizione del conflitto

    1. Il giudice che rileva un caso di conflitto pronuncia ordinanza con la quale rimette alla corte di cassazione copia degli atti necessari alla sua risoluzione con l’indicazione delle parti e dei difensori.

    2. Il conflitto può essere denunciato dal pubblico ministero presso uno dei giudici in conflitto ovvero dalle parti private. La denuncia è presentata nella cancelleria di uno dei giudici in conflitto, con dichiarazione scritta e motivata alla quale è unita la documentazione necessaria. Il giudice trasmette immediatamente alla corte di cassazione la denuncia e la documentazione nonché copia degli atti necessari alla risoluzione del conflitto, con l’indicazione delle parti e dei difensori e con eventuali osservazioni.

    3. L’ordinanza e la denuncia previste dai commi 1 e 2 non hanno effetto sospensivo sui procedimenti in corso.

  • Articolo 28 Codice di Procedura Penale: Casi di conflitto

    Articolo 28 Codice di Procedura Penale: Casi di conflitto

    Art. 28 c.p.p. – Casi di conflitto

    In vigore dal 24 ottobre 1989 (D.P.R. 447/1988)

    1. Vi è conflitto quando in qualsiasi stato e grado del processo:

    a) uno o più giudici ordinari e uno o più giudici speciali contemporaneamente prendono o ricusano di prendere cognizione del medesimo fatto attribuito alla stessa persona;

    b) due o più giudici ordinari contemporaneamente prendono o ricusano di prendere cognizione del medesimo fatto attribuito alla stessa persona.

    2. Le norme sui conflitti si applicano anche nei casi analoghi a quelli previsti dal comma 1. Tuttavia, qualora il contrasto sia tra giudice dell’udienza preliminare e giudice del dibattimento, prevale la decisione di quest’ultimo.

    3. Nel corso delle indagini preliminari, non può essere proposto conflitto positivo fondato su ragioni di competenza per territorio determinata dalla connessione.

  • Art. 27 c.p.p.: Misure cautelari disposte dal giudice incompetente

    Art. 27 c.p.p.: Misure cautelari disposte dal giudice incompetente

    Art. 27 c.p.p. – Misure cautelari disposte dal giudice incompetente

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Misure cautelari disposte dal giudice incompetente

    1. Le misure cautelari disposte dal giudice che, contestualmente o successivamente, si dichiara incompetente per qualsiasi causa cessano di avere effetto se, entro venti giorni dalla ordinanza di trasmissione degli atti, il giudice competente non provvede a norma degli articoli 292, 317 e 321.

  • Art. 26 c.p.p.: Prove acquisite dal giudice incompetente

    Art. 26 c.p.p.: Prove acquisite dal giudice incompetente

    Art. 26 c.p.p. – Prove acquisite dal giudice incompetente

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Prove acquisite dal giudice incompetente

    1. L’inosservanza delle norme sulla competenza non produce l’inefficacia delle prove già acquisite.

    2. Le dichiarazioni rese al giudice incompetente per materia, se ripetibili, sono utilizzabili soltanto nell’udienza preliminare e per le contestazioni a norma degli articoli 500 e 503.

  • Art. 25 c.p.p.: Effetti delle decisioni della Corte di cassazione sulla giurisdizione e sulla competenza

    Art. 25 c.p.p.: Effetti delle decisioni della Corte di cassazione sulla giurisdizione e sulla competenza

    Art. 25 c.p.p. – Effetti delle decisioni della corte di cassazione sulla giurisdizione e sulla competenza

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Effetti delle decisioni della corte di cassazione sulla giurisdizione e sulla competenza

    1. La decisione della corte di cassazione sulla giurisdizione o sulla competenza è vincolante nel corso del processo, salvo che risultino nuovi fatti che comportino una diversa definizione giuridica da cui derivi la modificazione della giurisdizione o la competenza di un giudice superiore.

  • Art. 22 c.p.p.: Incompetenza dichiarata dal giudice per le indagini preliminari

    Art. 22 c.p.p.: Incompetenza dichiarata dal giudice per le indagini preliminari

    Art. 22 c.p.p. – Incompetenza dichiarata dal giudice per le indagini preliminari

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Incompetenza dichiarata dal giudice per le indagini preliminari

    1. Nel corso delle indagini preliminari il giudice, se riconosce la propria incompetenza per qualsiasi causa, pronuncia ordinanza e dispone la restituzione degli atti al pubblico ministero.

    2. L’ordinanza pronunciata a norma del comma 1 produce effetti limitatamente al provvedimento richiesto.

    3. Dopo la chiusura delle indagini preliminari il giudice, se riconosce la propria incompetenza per qualsiasi causa, la dichiara con sentenza e ordina la trasmissione degli atti al pubblico ministero presso il giudice competente.

  • Art. 19 c.p.p.: Provvedimenti sulla riunione e separazione

    Art. 19 c.p.p.: Provvedimenti sulla riunione e separazione

    Art. 19 c.p.p. – Provvedimenti sulla riunione e separazione

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Provvedimenti sulla riunione e separazione

    1. La riunione e la separazione di processi sono disposte con ordinanza, anche di ufficio, sentite le parti.

  • Art. 15 c.p.p.: Competenza per materia determinata dalla connessione

    Art. 15 c.p.p.: Competenza per materia determinata dalla connessione

    Art. 15 c.p.p. – Competenza per materia determinata dalla connessione

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Competenza per materia determinata dalla connessione

    1. Se alcuni dei procedimenti connessi appartengono alla competenza della corte di assise ed altri a quella del tribunale, è competente per tutti la corte di assise.

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