Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 61 c.p.p.: Estensione dei diritti e delle garanzie dell’imputato

    Art. 61 c.p.p.: Estensione dei diritti e delle garanzie dell’imputato

    Art. 61 c.p.p. – Estensione dei diritti e delle garanzie dell’imputato

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Estensione dei diritti e delle garanzie dell’imputato

    1. I diritti e le garanzie dell’imputato si estendono alla persona sottoposta alle indagini preliminari.

    2. Alla stessa persona si estende ogni altra disposizione relativa all’imputato, salvo che sia diversamente stabilito.

  • Art. 59 c.p.p.: Subordinazione della polizia giudiziaria

    Art. 59 c.p.p.: Subordinazione della polizia giudiziaria

    Art. 59 c.p.p. – Subordinazione della polizia giudiziaria

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Subordinazione della polizia giudiziaria

    1. Le sezioni di polizia giudiziaria dipendono dai magistrati che dirigono gli uffici presso i quali sono istituite.

    2. L’ufficiale preposto ai servizi di polizia giudiziaria è responsabile verso il procuratore della Repubblica presso il tribunale dove ha sede il servizio dell’attività di polizia giudiziaria svolta da lui stesso e dal personale dipendente.

    3. Gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria sono tenuti a eseguire i compiti a essi affidati inerenti alle funzioni di cui all’articolo 55, comma 1 . Gli appartenenti alle sezioni non possono essere distolti dall’attività di polizia giudiziaria se non per disposizione del magistrato dal quale dipendono a norma del comma 1.

  • Art. 58 c.p.p.: Disponibilità della polizia giudiziaria

    Art. 58 c.p.p.: Disponibilità della polizia giudiziaria

    Art. 58 c.p.p. – Disponibilità della polizia giudiziaria

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Disponibilità della polizia giudiziaria

    1. Ogni procura della Repubblica dispone della rispettiva sezione; la procura generale presso la corte di appello dispone di tutte le sezioni istituite nel distretto.

    2. Le attività di polizia giudiziaria per i giudici del distretto sono svolte dalla sezione istituita presso la corrispondente procura della Repubblica.

    3. L’autorità giudiziaria si avvale direttamente del personale delle sezioni a norma dei commi 1 e 2 e può altresì avvalersi di ogni servizio o altro organo di polizia giudiziaria.

  • Art. 56 c.p.p.: Servizi e sezioni di polizia giudiziaria

    Art. 56 c.p.p.: Servizi e sezioni di polizia giudiziaria

    Art. 56 c.p.p. – Servizi e sezioni di polizia giudiziaria

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Servizi e sezioni di polizia giudiziaria

    1. Le funzioni di polizia giudiziaria sono svolte alla dipendenza e sotto la direzione dell’autorità giudiziaria:

    a) dai servizi di polizia giudiziaria previsti dalla legge;

    b) dalle sezioni di polizia giudiziaria istituite presso ogni procura della Repubblica e composte con personale dei servizi di polizia giudiziaria;

    c) dagli ufficiali e dagli agenti di polizia giudiziaria appartenenti agli altri organi cui la legge fa obbligo di compiere indagini a seguito di una notizia di reato.

  • Art. 55 c.p.p.: Funzioni della polizia giudiziaria

    Art. 55 c.p.p.: Funzioni della polizia giudiziaria

    Art. 55 c.p.p. – Funzioni della polizia giudiziaria

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Funzioni della polizia giudiziaria

    1. La polizia giudiziaria deve, anche di propria iniziativa, prendere notizia dei reati, impedire che vengano portati a conseguenze ulteriori, ricercarne gli autori, compiere gli atti necessari per assicurare le fonti di prova e raccogliere quant’altro possa servire per l’applicazione della legge penale.

    2. Svolge ogni indagine e attività disposta o delegata dall’autorità giudiziaria.

    3. Le funzioni indicate nei commi 1 e 2 sono svolte dagli ufficiali e dagli agenti di polizia giudiziaria.

  • Art. 54 c.p.p.: Contrasti negativi tra pubblici ministeri

    Art. 54 c.p.p.: Contrasti negativi tra pubblici ministeri

    Art. 54 c.p.p. – Contrasti negativi tra pubblici ministeri

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    1. Il pubblico ministero, se durante le indagini preliminari ritiene che il reato appartenga alla competenza di un giudice diverso da quello presso cui egli esercita le funzioni, trasmette immediatamente gli atti all’ufficio del pubblico ministero presso il giudice competente.

    2. Il pubblico ministero che ha ricevuto gli atti, se ritiene che debba procedere l’ufficio che li ha trasmessi, informa il procuratore generale presso la corte di appello ovvero, qualora appartenga a un diverso distretto, il procuratore generale presso la corte di cassazione. Il procuratore generale, esaminati gli atti, determina quale ufficio del pubblico ministero deve procedere e ne dà comunicazione agli uffici interessati.

    3. Gli atti di indagine preliminare compiuti prima della trasmissione o della designazio 2 possono essere utilizzati nei casi e nei modi previsti dalla legge.

    3-bis. Le disposizioni dei commi 1 e 2 si applicano in ogni altro caso di contrasto negativo fra pubblici ministeri.

  • Articolo 50 Codice di Procedura Penale: Azione penale

    Articolo 50 Codice di Procedura Penale: Azione penale

    Art. 50 c.p.p. – Azione penale

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Azione penale

    1. Il pubblico ministero esercita l’azione penale quando non sussistono i presupposti per la richiesta di archiviazione.

    2. Quando non è necessaria la querela, la richiesta, l’istanza o l’autorizzazione a procedere, l’azione penale è esercitata di ufficio.

    3. L’esercizio dell’azione penale può essere sospeso o interrotto soltanto nei casi espressamente previsti dalla legge.

  • Articolo 46 Codice di Procedura Penale: Richiesta di rimessione

    Articolo 46 Codice di Procedura Penale: Richiesta di rimessione

    Art. 46 c.p.p. – Richiesta di rimessione

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Richiesta di rimessione

    1. La richiesta è depositata, con i documenti che vi si riferiscono, nella cancelleria del giudice ed è notificata entro sette giorni a cura del richiedente alle altre parti.

    2. La richiesta dell’imputato è sottoscritta da lui personalmente o da un suo procuratore speciale.

    3. Il giudice trasmette immediatamente alla corte di cassazione la richiesta con i documenti allegati e con eventuali osservazioni.

    4. L’inosservanza delle forme e dei termini previsti dai commi 1 e 2 è causa di inammissibilità della richiesta.

  • Art. 44 c.p.p.: Sanzioni in caso di inammissibilità o di rigetto della dichiarazione di ricusazione

    Art. 44 c.p.p.: Sanzioni in caso di inammissibilità o di rigetto della dichiarazione di ricusazione

    Art. 44 c.p.p. – Sanzioni in caso di inammissibilità o di rigetto della dichiarazione di ricusazione

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Sanzioni in caso di inammissibilità o di rigetto della dichiarazione di ricusazione

    1. Con l’ordinanza che dichiara inammissibile o rigetta la dichiarazione di ricusazione, la parte privata che l’ha proposta può essere condannata al pagamento a favore della cassa delle ammende di una somma da lire cinquecentomila a lire tre milioni, senza pregiudizio di ogni azione civile o penale.

  • Art. 42 c.p.p.: Provvedimenti in caso di accoglimento della dichiarazione di astensione o ricusazione

    Art. 42 c.p.p.: Provvedimenti in caso di accoglimento della dichiarazione di astensione o ricusazione

    Art. 42 c.p.p. – Provvedimenti in caso di accoglimento della dichiarazione di astensione o ricusazione

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Provvedimenti in caso di accoglimento della dichiarazione di astensione o ricusazione

    1. Se la dichiarazione di astensione o di ricusazione è accolta, il giudice non può compiere alcun atto del procedimento.

    2. Il provvedimento che accoglie la dichiarazione di astensione o di ricusazione dichiara se e in quale parte gli atti compiuti precedentemente dal giudice astenutosi o ricusato conservano efficacia.

  • Art. 40 c.p.p.: Competenza a decidere sulla ricusazione

    Art. 40 c.p.p.: Competenza a decidere sulla ricusazione

    Art. 40 c.p.p. – Competenza a decidere sulla ricusazione

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Competenza a decidere sulla ricusazione

    1. Sulla ricusazione di un giudice del tribunale o della corte di assise o della corte di assise di appello decide la corte di appello;

    su quella di un giudice della corte di appello decide una sezione della corte stessa, diversa da quella a cui appartiene il giudice ricusato.

    2. Sulla ricusazione di un giudice della corte di cassazione decide una sezione della corte, diversa da quella a cui appartiene il giudice ricusato.

    3. Non è ammessa la ricusazione dei giudici chiamati a decidere sulla ricusazione.

  • Art. 39 c.p.p.: Concorso di astensione e di ricusazione

    Art. 39 c.p.p.: Concorso di astensione e di ricusazione

    Art. 39 c.p.p. – Concorso di astensione e di ricusazione

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Concorso di astensione e di ricusazione

    1. La dichiarazione di ricusazione si considera come non proposta quando il giudice, anche successivamente ad essa, dichiara di astenersi e l’astensione è accolta.

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