Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 14 c.p.p.: Limiti alla connessione nel caso di reati commessi da minorenni

    Art. 14 c.p.p.: Limiti alla connessione nel caso di reati commessi da minorenni

    Art. 14 c.p.p. – Limiti alla connessione nel caso di reati commessi da minorenni

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Limiti alla connessione nel caso di reati commessi da minorenni

    1. La connessione non opera fra procedimenti relativi a imputati che al momento del fatto erano minorenni e procedimenti relativi a imputati maggiorenni.

    2. La connessione non opera, altresì, fra procedimenti per reati commessi quando l’imputato era minorenne e procedimenti per reati commessi quando era maggiorenne.

  • Articolo 12 Codice di Procedura Penale: Casi di connessione

    Articolo 12 Codice di Procedura Penale: Casi di connessione

    Art. 12 c.p.p. – Casi di connessione

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Casi di connessione

    1. Si ha connessione di procedimenti:

    a) se il reato per cui si procede è stato commesso da più persone in concorso o cooperazione fra loro, o se più persone con condotte indipendenti hanno determinato l’evento;

    b) se una persona è imputata di più reati commessi con una sola azione od omissione ovvero con più azioni od omissioni esecutive di un medesimo disegno criminoso;

    c) se dei reati per cui si procede gli uni sono stati commessi per eseguire o per occultare gli altri . . .

  • Art. 11 c.p.p.: Competenza per i procedimenti riguardanti i magistrati

    Art. 11 c.p.p.: Competenza per i procedimenti riguardanti i magistrati

    Art. 11 c.p.p. – Competenza per i procedimenti riguardanti i magistrati

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    1. I procedimenti in cui un magistrato assume la qualità di persona sottoposta ad indagini, di imputato ovvero di persona offesa o danneggiata dal reato, che secondo le norme di questo capo sarebbero attribuiti alla competenza di un ufficio giudiziario compreso nel distretto di corte d’appello in cui il magistrato esercita le proprie funzioni o le esercitava al momento del fatto, sono di competenza del giudice, ugualmente competente per materia, che ha sede nel capoluogo del distretto di corte di appello determinato dalla legge.

    2. Se nel distretto determinato ai sensi del comma 1 il magistrato stesso è venuto ad esercitare le proprie funzioni in un momento successivo a quello del fatto, è competente il giudice che ha sede nel capoluogo del diverso distretto di corte d’appello determinato ai sensi del medesimo comma 1.

    3. I procedimenti connessi a quelli in cui un magistrato assume la qualità di persona sottoposta ad indagini, di imputato ovvero di persona offesa o danneggiata dal reato sono di competenza del medesimo giudice individuato a norma del comma 1.

  • Articolo 8 Codice di Procedura Penale: Regole generali

    Articolo 8 Codice di Procedura Penale: Regole generali

    Art. 8 c.p.p. – Regole generali

    In vigore dal 24 ottobre 1989 (D.P.R. 447/1988)

    1. La competenza per territorio è determinata dal luogo in cui il reato è stato consumato.

    2. Se si tratta di fatto dal quale è derivata la morte di una o più persone, è competente il giudice del luogo in cui è avvenuta l’azione o l’omissione.

    3. Se si tratta di reato permanente, è competente il giudice del luogo in cui ha avuto inizio la consumazione, anche se dal fatto è derivata la morte di una o più persone.

    4. Se si tratta di delitto tentato, è competente il giudice del luogo in cui è stato compiuto l’ultimo atto diretto a commettere il delitto.

  • Art. 7 c.p.p. – Competenza del pretore (abrogato)

    Art. 7 c.p.p. – Competenza del pretore (abrogato)

    Art. 7 c.p.p. – Competenza del pretore

    D.P.R. 22 settembre 1988, n. 447 – Codice di procedura penale

    Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dal D.Lgs. 19 febbraio 1998, n. 51. Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    Testo previgente

    Il pretore è competente per i reati per i quali la legge stabilisce una pena detentiva non superiore nel massimo a quattro anni ovvero una pena pecuniaria sola o congiunta alla predetta pena detentiva.

    2. Il pretore è inoltre competente per i seguenti reati: a) violenza o minaccia a un pubblico ufficiale prevista dall’ articolo 336 comma 1 del codice penale ; b) resistenza a un pubblico ufficiale prevista dall’ articolo 337 del codice penale ; c) oltraggio a un magistrato in udienza aggravato a norma dell’ articolo 343 comma 2 del codice penale ; d) violazione di sigilli aggravata a norma dell’ articolo 349 comma 2 del codice penale ; e) favoreggiamento reale previsto dall’ articolo 379 del codice penale ; f) maltrattamenti in famiglia o verso i fanciulli, quando non ricorre l’aggravante prevista dall’ articolo 572 comma 2 del codice penale ; g) rissa aggravata a norma dell’ articolo 588 comma 2 del codice penale , con esclusione delle ipotesi in cui nella rissa taluno sia rimasto ucciso o abbia riportato lesioni gravi o gravissime; h) omicidio colposo previsto dall’ articolo 589 del codice penale ; i) violazione di domicilio aggravata a norma dell’ articolo 614 comma 4 del codice penale ; l) furto aggravato a norma dell’ articolo 625 del codice penale ; m) truffa aggravata a norma dell’ articolo 640 comma 2 del codice penale ; n) ricettazione prevista dall’ articolo 648 del codice penale

  • Articolo 6 Codice di Procedura Penale: Competenza del tribunale

    Articolo 6 Codice di Procedura Penale: Competenza del tribunale

    Art. 6 c.p.p. – Competenza del tribunale

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Competenza del tribunale

    1. Il tribunale è competente per i reati che non appartengono alla competenza della corte di assise o del giudice di pace .

  • Art. 4 c.p.p.: Regole per la determinazione della competenza

    Art. 4 c.p.p.: Regole per la determinazione della competenza

    Art. 4 c.p.p. – Regole per la determinazione della competenza

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Regole per la determinazione della competenza

    1. Per determinare la competenza si ha riguardo alla pena stabilita dalla legge per ciascun reato consumato o tentato. Non si tiene conto della continuazione, della recidiva e delle circostanze del reato, fatta eccezione delle circostanze aggravanti per le quali la legge stabilisce una pena di specie diversa da quella ordinaria del reato e di quelle ad effetto speciale.

  • Articolo 3 Codice di Procedura Penale: Questioni pregiudiziali

    Articolo 3 Codice di Procedura Penale: Questioni pregiudiziali

    Art. 3 c.p.p. – Questioni pregiudiziali

    In vigore dal 24 ottobre 1989 (D.P.R. 447/1988)

    1. Quando la decisione dipende dalla risoluzione di una controversia sullo stato di famiglia o di cittadinanza, il giudice, se la questione è seria e se l’azione a norma delle leggi civili è già in corso, può sospendere il processo fino al passaggio in giudicato della sentenza che definisce la questione.

    2. La sospensione è disposta con ordinanza soggetta a ricorso per cassazione. La Corte decide in camera di consiglio.

    3. La sospensione del processo non impedisce il compimento degli atti urgenti.

    4. La sentenza irrevocabile del giudice civile che ha deciso una questione sullo stato di famiglia o di cittadinanza ha efficacia di giudicato nel procedimento penale.

  • Articolo 2 Codice di Procedura Penale: Cognizione del giudice

    Articolo 2 Codice di Procedura Penale: Cognizione del giudice

    Art. 2 c.p.p. – Cognizione del giudice

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Cognizione del giudice

    1. Il giudice penale risolve ogni questione da cui dipende la decisione, salvo che sia diversamente stabilito.

    2. La decisione del giudice penale che risolve incidentalmente una questione civile, amministrativa o penale non ha efficacia vincolante in nessun altro processo.

  • Articolo 1 Codice di Procedura Penale: Giurisdizione penale

    Articolo 1 Codice di Procedura Penale: Giurisdizione penale

    Art. 1 c.p.p. – Giurisdizione penale

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Giurisdizione penale

    1. La giurisdizione penale è esercitata dai giudici previsti dalle leggi di ordinamento giudiziario secondo le norme di questo codice.

  • Articolo 35 Codice di Procedura Civile: Eccezione di compensazione

    Articolo 35 Codice di Procedura Civile: Eccezione di compensazione

    Art. 35 c.p.c. – Eccezione di compensazione

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Quando è opposto in compensazione un credito che è contestato ed eccede la competenza per valore del giudice adito, questi, se la domanda è fondata su titolo non controverso o facilmente accertabile, può decidere su di essa e rimettere le parti al giudice competente per la decisione relativa all’eccezione di compensazione, subordinando, quando occorre, l’esecuzione della sentenza alla prestazione di una cauzione; altrimenti provvede a norma dell’articolo precedente.

  • Art. 29 c.p.c.: Forma ed effetti dell’accordo delle parti

    Art. 29 c.p.c.: Forma ed effetti dell’accordo delle parti

    Art. 29 c.p.c. – Forma ed effetti dell’accordo delle parti

    In vigore dal 21 aprile 1942 (R.D. 1443/1940)

    L’accordo delle parti per la deroga della competenza territoriale deve riferirsi ad uno o più affari determinati e risultare da atto scritto.

    L’accordo non attribuisce al giudice designato competenza esclusiva quando ciò non è espressamente stabilito.

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