Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 819-ter c.p.c.: Rapporti tra arbitri e autorità giudiziaria

    Art. 819-ter c.p.c.: Rapporti tra arbitri e autorità giudiziaria

    Art. 819-ter c.p.c. – Rapporti tra arbitri e autorità giudiziaria

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    La competenza degli arbitri non è esclusa dalla pendenza della stessa causa davanti al giudice, né dalla connessione tra la controversia ad essi deferita ed una causa pendente davanti al giudice. La sentenza o l’ordinanza, con la quale il giudice afferma o nega la propria competenza in relazione a una convenzione d’arbitrato, è impugnabile a norma degli articoli 42 e 43.

    L’eccezione di incompetenza del giudice in ragione della convenzione di arbitrato deve essere proposta, a pena di decadenza, nella comparsa di risposta. La mancata proposizione dell’eccezione esclude la competenza arbitrale limitatamente alla controversia decisa in quel giudizio.

    Nei rapporti tra arbitrato e processo non si applicano regole corrispondenti agli articoli 44, 45, 48, 50 e 295.

    In pendenza del procedimento arbitrale non possono essere proposte domande giudiziali aventi ad oggetto l’invalidità o inefficacia della convenzione d’arbitrato.

  • Art. 819 c.p.c.: Questioni pregiudiziali di merito

    Art. 819 c.p.c.: Questioni pregiudiziali di merito

    Art. 819 c.p.c. – Questioni pregiudiziali di merito

    In vigore dal 21 aprile 1942 (R.D. 1443/1940)

    Gli arbitri risolvono senza autorità di giudicato tutte le questioni rilevanti per la decisione della

    controversia, anche se vertono su materie che non possono essere oggetto di convenzione di arbitrato,

    salvo che debbano essere decise con efficacia di giudicato per legge.

    Su domanda di parte, le questioni pregiudiziali sono decise con efficacia di giudicato se vertono su

    materie che possono essere oggetto di convenzione di arbitrato. Se tali questioni non sono comprese

    nella convenzione di arbitrato, la decisione con efficacia di giudicato è subordinata alla richiesta di

    tutte le parti.

  • Articolo 818 Codice di Procedura Civile: Provvedimenti cautelari

    Articolo 818 Codice di Procedura Civile: Provvedimenti cautelari

    Art. 818 c.p.c. – Provvedimenti cautelari

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Le parti, anche mediante rinvio a regolamenti arbitrali, possono attribuire agli arbitri il potere di concedere misure cautelari con la convenzione di arbitrato o con atto scritto anteriore all’instaurazione del giudizio arbitrale. La competenza cautelare attribuita agli arbitri è esclusiva.

    Prima dell’accettazione dell’arbitro unico o della costituzione del collegio arbitrale, la domanda cautelare si propone al giudice competente ai sensi dell’articolo 669-quinquies.

  • Articolo 817-bis Codice di Procedura Civile: Compensazione

    Articolo 817-bis Codice di Procedura Civile: Compensazione

    Art. 817-bis c.p.c. – Compensazione

    Gli arbitri sono competenti a conoscere dell’eccezione di compensazione, nei limiti del valore della

    domanda, anche se il controcredito non è compreso nell’ambito della convenzione di arbitrato.

  • Articolo 817 Codice di Procedura Civile: Eccezione d’incompetenza

    Articolo 817 Codice di Procedura Civile: Eccezione d’incompetenza

    Art. 817 c.p.c. – Eccezione d’incompetenza

    In vigore dal 21 aprile 1942 (R.D. 1443/1940)

    Se la validità, il contenuto o l’ampiezza della convenzione d’arbitrato o la regolare costituzione degli

    arbitri sono contestate nel corso dell’arbitrato, gli arbitri decidono sulla propria competenza.

    Questa disposizione si applica anche se i poteri degli arbitri sono contestati in qualsiasi sede per

    qualsiasi ragione sopravvenuta nel corso del procedimento.

    La parte che non eccepisce nella prima difesa successiva all’accettazione degli arbitri l’incompetenza

    di questi per inesistenza, invalidità o inefficacia della convenzione d’arbitrato, non può per questo

    motivo impugnare il lodo, salvo il caso di controversia non arbitrabile.

    La parte, che non eccepisce nel corso dell’arbitrato che le conclusioni delle altre parti esorbitano dai

    limiti della convenzione arbitrale, non può, per questo motivo, impugnare il lodo.

  • Art. 816-septies c.p.c.: Anticipazione delle spese

    Art. 816-septies c.p.c.: Anticipazione delle spese

    Art. 816-septies c.p.c. – Anticipazione delle spese

    Gli arbitri possono subordinare la prosecuzione del procedimento al versamento anticipato delle spese

    prevedibili.

    Salvo diverso accordo delle parti, gli arbitri determinano la misura dell’anticipazione a carico di

    ciascuna parte.

    Se una delle parti non presta l’anticipazione richiestale, l’altra può anticipare la totalità delle spese. Se

    le parti non provvedono all’anticipazione nel termine fissato dagli arbitri, non sono più vincolate alla

    convenzione di arbitrato con riguardo alla controversia che ha dato origine al procedimento arbitrale.

  • Art. 816-sexies c.p.c.: Morte, estinzione o perdita di capacità

    Art. 816-sexies c.p.c.: Morte, estinzione o perdita di capacità

    Art. 816-sexies c.p.c. – Morte, estinzione o perdita di capacità della parte

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Se la parte viene meno per morte o altra causa, ovvero perde la capacità legale, gli arbitri assumono le misure idonee a garantire l’applicazione del contraddittorio ai fini della prosecuzione del giudizio. Essi possono sospendere il procedimento.

    Se nessuna delle parti ottempera alle disposizioni degli arbitri per la prosecuzione del giudizio, gli arbitri possono rinunciare all’incarico.

  • Articolo 816-quater Codice di Procedura Civile: Pluralità di parti

    Articolo 816-quater Codice di Procedura Civile: Pluralità di parti

    Art. 816-quater c.p.c. – Pluralità di parti

    Qualora più di due parti siano vincolate dalla stessa convenzione d’arbitrato, ciascuna parte può

    convenire tutte o alcune delle altre nel medesimo procedimento arbitrale se la convenzione d’arbitrato

    devolve a un terzo la nomina degli arbitri, se gli arbitri sono nominati con l’accordo di tutte le parti,

    ovvero se le altre parti, dopo che la prima ha nominato l’arbitro o gli arbitri, nominano d’accordo un

    ugual numero di arbitri o ne affidano a un terzo la nomina.

    Fuori dei casi previsti nel precedente comma il procedimento iniziato da una parte nei confronti di

    altre si scinde in tanti procedimenti quante sono queste ultime.

    Se non si verifica l’ipotesi prevista nel primo comma e si versa in caso di litisconsorzio necessario,

    l’arbitrato è improcedibile.

  • Articolo 816-ter Codice di Procedura Civile: Istruzione probatoria

    Articolo 816-ter Codice di Procedura Civile: Istruzione probatoria

    Art. 816-ter c.p.c. – Istruzione probatoria

    L’istruttoria o singoli atti di istruzione possono essere delegati dagli arbitri ad uno di essi.

    Gli arbitri possono assumere direttamente presso di sé la testimonianza, ovvero deliberare di assumere

    la deposizione del testimone, ove questi vi consenta, nella sua abitazione o nel suo ufficio. Possono

    altresì deliberare di assumere la deposizione richiedendo al testimone di fornire per iscritto risposte a

    quesiti nel termine che essi stessi stabiliscono.

    Se un testimone rifiuta di comparire davanti agli arbitri, questi, quando lo ritengono opportuno

    secondo le circostanze, possono richiedere al Presidente del Tribunale della sede dell’arbitrato, che ne

    ordini la comparizione davanti a loro.

    Nell’ipotesi prevista dal precedente comma il termine per la pronuncia del lodo è sospeso dalla data

    dell’ordinanza alla data dell’udienza fissata per l’assunzione della testimonianza.

    Gli arbitri possono farsi assistere da uno o più consulenti tecnici. Possono essere nominati consulenti

    tecnici sia persone fisiche, sia enti.

    Gli arbitri possono chiedere alla pubblica amministrazione le informazioni scritte relative ad atti e

    documenti dell’amministrazione stessa, che è necessario acquisire al giudizio.

  • Art. 816-bis c.p.c.: Svolgimento del procedimento

    Art. 816-bis c.p.c.: Svolgimento del procedimento

    Art. 816-bis c.p.c. – Svolgimento del procedimento

    Le parti possono stabilire nella convenzione d’arbitrato, o con atto scritto separato, purché anteriore

    all’inizio del giudizio arbitrale, le norme che gli arbitri debbono osservare nel procedimento e la lingua

    dell’arbitrato. In mancanza di tali norme gli arbitri hanno facoltà di regolare lo svolgimento del

    giudizio e determinare la lingua dell’arbitrato nel modo che ritengono più opportuno. Essi debbono in

    ogni caso attuare il principio del contraddittorio, concedendo alle parti ragionevoli ed equivalenti

    possibilità di difesa.

    Le parti possono stare in arbitrato per mezzo di difensori. In mancanza di espressa limitazione, la

    procura al difensore si estende a qualsiasi atto processuale, ivi compresa la rinuncia agli atti e la

    determinazione o proroga del termine per la pronuncia del lodo. In ogni caso, il difensore può essere

    destinatario della comunicazione della notificazione del lodo e della notificazione della sua

    impugnazione

    Le parti o gli altri arbitri possono autorizzare il presidente del collegio arbitrale a deliberare le

    ordinanze circa lo svolgimento del procedimento.

    Su tutte le questioni che si presentano nel corso del procedimento gli arbitri, se non ritengono di

    provvedere con lodo non definitivo, provvedono con ordinanza revocabile non soggetta a deposito.

  • Art. 813-ter c.p.c.: Responsabilità degli arbitri

    Art. 813-ter c.p.c.: Responsabilità degli arbitri

    Art. 813-ter c.p.c. – Responsabilità degli arbitri

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Risponde dei danni cagionati alle parti l’arbitro che:

    1) con dolo o colpa grave ha omesso o ritardato atti dovuti ed è stato perciò dichiarato decaduto, ovvero ha rinunciato all’incarico senza giustificato motivo;

    2) con dolo o colpa grave ha omesso o impedito la pronuncia del lodo entro il termine fissato a norma degli articoli 820 o 826.

    Fuori dai precedenti casi, gli arbitri rispondono esclusivamente per dolo o colpa grave entro i limiti previsti dall’articolo 2, commi 2 e 3, della legge 13 aprile 1988, n. 117.

    L’azione di responsabilità può essere proposta in pendenza del giudizio arbitrale soltanto nel caso previsto dal primo comma, n. 1).

    Se è stato pronunciato il lodo, l’azione di responsabilità può essere proposta soltanto dopo l’accoglimento dell’impugnazione con sentenza. passata in giudicato e per i motivi per cui l’impugnazione è stata accolta.

    Se la responsabilita non dipende da dolo dell’arbitro, la misura del risarcimento non può superare una somma pari al triplo del compensò convenuto o, in mancanza di determinazione convenzionale, pari al triplo del compenso previsto dalla tariffa applicabile.

    Nei casi di responsabilità dell’arbitro il corrispettivo e il rimborso delle spese non gli sono dovuti o, nel caso di nullità parziale del lodo, sono soggetti a riduzione.

    Ciascun arbitro risponde solo del fatto proprio.

  • Articolo 813 Codice di Procedura Civile: Accettazione degli arbitri

    Articolo 813 Codice di Procedura Civile: Accettazione degli arbitri

    Art. 813 c.p.c. – Accettazione degli arbitri

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    L’accettazione degli arbitri è data per iscritto, anche mediante sottoscrizione del compromesso o del verbale della prima riunione, ed è accompagnata, a pena di nullità, da una dichiarazione nella quale è indicata ogni circostanza rilevante ai sensi dell’articolo 815, primo comma, ovvero la relativa insussistenza. L’arbitro deve rinnovare la dichiarazione in presenza di circostanze sopravvenute.

    In caso di omessa dichiarazione o di omessa indicazione di circostanze che legittimano la ricusazione, la parte può richiedere, entro dieci giorni dalla accettazione o dalla scoperta delle circostanze, la decadenza dell’arbitro nei modi e con le forme di cui all’articolo 813-bis.

    Agli arbitri non compete la qualifica di pubblico ufficiale o di incaricato di un pubblico servizio.

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