Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 25 c.p.c.: Foro della pubblica amministrazione

    Art. 25 c.p.c.: Foro della pubblica amministrazione

    Art. 25 c.p.c. – Foro della pubblica amministrazione

    In vigore dal 21 aprile 1942 (R.D. 1443/1940)

    Per le cause nelle quali è parte un’amministrazione dello Stato è competente, a norma delle leggi speciali sulla rappresentanza e difesa dello Stato in giudizio e nei casi ivi previsti, il giudice del luogo dove ha sede l’ufficio dell’avvocatura dello Stato, nel cui distretto si trova il giudice che sarebbe competente secondo le norme ordinarie. Quando l’amministrazione è convenuta, tale distretto si determina con riguardo al giudice del luogo in cui è sorta o deve eseguirsi l’obbligazione o in cui si trova la cosa mobile o immobile oggetto della domanda.

  • Art. 259 SIC – Sorveglianza sanitaria

    Art. 259 SIC – Sorveglianza sanitaria

    Art. 259 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Sorveglianza sanitaria

    In vigore dal 15/05/2008

    1. I lavoratori addetti ad attività lavorative nelle quali vi è rischio di esposizione alla polvere proveniente dalla manipolazione attiva dell’amianto o dei materiali contenenti amianto, prima di essere adibiti allo svolgimento dei suddetti lavori e, periodicamente, almeno una volta ogni tre anni, o con periodicità fissata dal medico competente, sono sottoposti a sorveglianza sanitaria finalizzata anche a verificare la possibilità di indossare dispositivi di protezione respiratoria durante il lavoro.

    2. I lavoratori di cui al comma 1 sono sottoposti ad una visita medica all’atto della cessazione del rapporto di lavoro; in tale occasione il medico competente deve fornire al lavoratore le indicazioni relative alle prescrizioni mediche da osservare e all’opportunità di sottoporsi a successivi accertamenti sanitari.

    3. Gli accertamenti sanitari devono comprendere almeno l’anamnesi individuale, l’esame clinico generale ed in particolare del torace, nonché esami della funzione respiratoria.

    4. Il medico competente, sulla base dell’evoluzione delle conoscenze scientifiche e dello stato di salute del lavoratore, valuta l’opportunità di effettuare altri esami quali la citologia dell’espettorato, l’esame radiografico del torace o la tomodensitometria. Ai fini della valutazione di cui al primo periodo il medico competente privilegia gli esami non invasivi e quelli per i quali è documentata l’efficacia diagnostica.

  • Articolo 840 Codice di Procedura Civile: Opposizione

    Articolo 840 Codice di Procedura Civile: Opposizione

    Art. 840 c.p.c. – Opposizione

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Contro il decreto che accorda o nega l’efficacia del lodo straniero è ammessa opposizione da proporsi con citazione dinanzi alla corte d’appello entro trenta giorni dalla comunicazione, nel caso di decreto che nega l’efficacia, ovvero dalla notificazione nel caso di decreto che l’accorda.

    In seguito all’opposizione il giudizio si svolge a norma degli articoli 645 e seguenti in quanto applicabili. Il consigliere istruttore, su istanza dell’opponente, quando ricorrono gravi motivi, può con ordinanza non impugnabile sospendere l’efficacia esecutiva o l’esecuzione del lodo. La corte d’appello pronuncia con sentenza impugnabile per cassazione.

    Il riconoscimento o l’esecuzione del lodo straniero sono rifiutati dalla corte d’appello se nel giudizio di opposizione la parte contro la quale il lodo è invocato prova l’esistenza di una delle seguenti circostanze:

    1) le parti della convenzione arbitrale erano incapaci in base alla legge ad esse applicabile oppure la convenzione arbitrale non era valida secondo la legge alla quale le parti l’hanno sottoposta o, in mancanza di indicazione a tale proposito, secondo la legge dello Stato in cui il lodo è stato pronunciato;

    2) la parte nei cui confronti il lodo è invocato non è stata informata della designazione dell’arbitro o del procedimento arbitrale o comunque è stata nell’impossibilità di far valere la propria difesa nel procedimento stesso;

    3) il lodo ha pronunciato su una controversia non contemplata nel compromesso o nella clausola compromissoria, oppure fuori dei limiti del compromesso o della clausola compromissoria; tuttavia, se le statuizioni del lodo che concernono questioni sottoposte ad arbitrato possono essere separate da quelle che riguardano questioni non sottoposte ad arbitrato, le prime possono essere riconosciute e dichiarate esecutive;

    4) la costituzione del collegio arbitrale o il procedimento arbitrale non sono stati conformi all’accordo delle parti o, in mancanza di tale accordo, alla legge del luogo di svolgimento dell’arbitrato;

    5) il lodo non è ancora divenuto vincolante per le parti o è stato annullato o sospeso da un’autorità competente dello Stato nel quale, o secondo la legge del quale, è stato reso.

    Allorchè l’annullamento o la sospensione dell’efficacia del lodo straniero siano stati richiesti all’autorità competente indicata nel numero 5) del terzo comma, la corte d’appello può sospendere il procedimento per il riconoscimento o l’esecuzione del lodo; su istanza della parte interessata può, in caso di sospensione, ordinare che l’altra parte presti idonea garanzia.

    Il riconoscimento o l’esecuzione del lodo straniero sono altresì rifiutati allorché la corte d’appello accerta che:

    1) la controversia non potesse formare oggetto di compromesso secondo la legge italiana;

    2) il lodo contenga disposizioni contrarie all’ordine pubblico.

    Sono in ogni caso salve le norme stabilite in convenzioni internazionali.

  • Art. 839 c.p.c.: Riconoscimento ed esecuzione dei lodi stranieri

    Art. 839 c.p.c.: Riconoscimento ed esecuzione dei lodi stranieri

    Art. 839 c.p.c. – Riconoscimento ed esecuzione dei lodi stranieri

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Chi vuol far valere nella Repubblica un lodo straniero deve proporre ricorso al presidente della corte d’appello nella cui circoscrizione risiede l’altra parte; se tale parte non risiede in Italia è competente la corte d’appello di Roma.

    Il ricorrente deve produrre il lodo in originale o in copia conforme, insieme con l’atto di compromesso, o documento equipollente, in originale o in copia conforme.

    Qualora i documenti di cui al secondo comma non siano redatti in lingua italiana la parte istante deve altresì produrne una traduzione certificata conforme.

    Il presidente della corte d’appello, accertata la regolarità formale del lodo, dichiara con decreto l’efficacia immediatamente esecutiva del lodo straniero nella Repubblica, salvochè:

    1) la controversia non potesse formare oggetto di compromesso secondo la legge italiana;

    2) il lodo contenga disposizioni contrarie all’ordine pubblico.

  • Articolo 833 Codice di Procedura Civile: [Abrogato]

    Articolo 833 Codice di Procedura Civile: [Abrogato]

    Art. 833 c.p.c.

    Articolo abrogato dal D.Lgs. 2 febbraio 2006, n. 40. Fonte: Normattiva.

  • Art. 832 c.p.c.: Rinvio a regolamenti arbitrali

    Art. 832 c.p.c.: Rinvio a regolamenti arbitrali

    Art. 832 c.p.c. – Rinvio a regolamenti arbitrali

    In vigore dal 21 aprile 1942 (R.D. 1443/1940)

    La convenzione d’arbitrato può fare rinvio a un regolamento arbitrale precostituito.

    Nel caso di contrasto tra quanto previsto nella convenzione di arbitrato e quanto previsto dal

    regolamento, prevale la convenzione di arbitrato.

    Se le parti non hanno diversamente convenuto, si applica il regolamento in vigore al momento in cui il

    procedimento arbitrale ha inizio.

    Le istituzioni di carattere associativo e quelle costituite per la rappresentanza degli interessi di

    categorie professionali non possono nominare arbitri nelle controversie che contrappongono i propri

    associati o appartenenti alla categoria professionale a terzi.

    Il regolamento può prevedere ulteriori casi di sostituzione e ricusazione degli arbitri in aggiunta a

    quelli previsti dalla legge.

    Se l’istituzione arbitrale rifiuta di amministrare l’arbitrato, la convenzione d’arbitrato mantiene

    efficacia e si applicano i precedenti capi di questo titolo.

  • Articolo 828 Codice di Procedura Civile: Impugnazione per nullità

    Articolo 828 Codice di Procedura Civile: Impugnazione per nullità

    Art. 828 c.p.c. – Impugnazione per nullità

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    L’impugnazione per nullità si propone, nel termine di novanta giorni dalla notificazione del lodo, davanti alla corte d’appello nel cui distretto è la sede dell’arbitrato.

    L’impugnazione non è più proponibile decorsi sei mesi dalla data dell’ultima sottoscrizione.

    L’istanza per la correzione del lodo non sospende il termine per l’impugnazione; tuttavia il lodo può essere impugnato relativamente alle parti corrette nei termini ordinari, a decorrere dalla comunicazione dell’atto di correzione.

  • Articolo 827 Codice di Procedura Civile: Mezzi di impugnazione

    Articolo 827 Codice di Procedura Civile: Mezzi di impugnazione

    Art. 827 c.p.c. – Mezzi di impugnazione

    In vigore dal 21 aprile 1942 (R.D. 1443/1940)

    Il lodo è soggetto all’impugnazione per nullità, per revocazione e per opposizione di terzo.

    I mezzi d’impugnazione possono essere proposti indipendentemente dal deposito del lodo.

    Il lodo che decide parzialmente il merito della controversia è immediatamente impugnabile, ma il lodo che

    risolve alcune delle questioni insorte senza definire il giudizio arbitrale è impugnabile solo unitamente al

    lodo definitivo.

  • Articolo 824 Codice di Procedura Civile: Originali e copie del lodo

    Articolo 824 Codice di Procedura Civile: Originali e copie del lodo

    Art. 824 c.p.c. – Originali e copie del lodo

    In vigore dal 21 aprile 1942 (R.D. 1443/1940)

    Gli arbitri redigono il lodo in uno o più originali.

    Gli arbitri danno comunicazione del lodo a ciascuna parte mediante consegna di un originale, o di una

    copia attestata conforme dagli stessi arbitri, anche con spedizione in plico raccomandato, entro dieci

    giorni dalla sottoscrizione del lodo.

  • Art. 823 c.p.c.: Deliberazione e requisiti del lodo

    Art. 823 c.p.c.: Deliberazione e requisiti del lodo

    Art. 823 c.p.c. – Deliberazione e requisiti del lodo

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Il lodo è deliberato a maggioranza di voti con la partecipazione di tutti gli arbitri ed è quindi redatto per iscritto. Ciascun arbitro può chiedere che il lodo, o una parte di esso, sia deliberato dagli arbitri riuniti in conferenza personale.

    Il lodo deve contenere:

    1) il nome degli arbitri;

    2) l’indicazione della sede dell’arbitrato;

    3) l’indicazione delle parti;

    4) l’indicazione della convenzione di arbitrato e delle conclusioni delle parti;

    5) l’esposizione sommaria dei motivi;

    6) il dispositivo;

    7) la sottoscrizione degli arbitri. La sottoscrizione della maggioranza degli arbitri è sufficiente, se accompagnata dalla dichiarazione che esso è stato deliberato con la partecipazione di tutti e che gli altri non hanno voluto o non hanno potuto sottoscriverlo;

    8) la data delle sottoscrizioni.

  • Articolo 822 Codice di Procedura Civile: Norme per la deliberazione

    Articolo 822 Codice di Procedura Civile: Norme per la deliberazione

    Art. 822 c.p.c. – Norme per la deliberazione

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Gli arbitri decidono secondo le norme di diritto, salvo che le parti abbiano disposto con qualsiasi espressione che gli arbitri pronunciano secondo equità.

    Quando gli arbitri sono chiamati a decidere secondo le norme di diritto, le parti, nella convenzione di arbitrato o con atto scritto anteriore all’instaurazione del giudizio arbitrale, possono indicare le norme o la legge straniera quale legge applicabile al merito della controversia. In mancanza, gli arbitri applicano le norme o la legge individuate ai sensi dei criteri di conflitto ritenuti applicabili.

  • Art. 821 c.p.c.: Rilevanza del decorso del termine

    Art. 821 c.p.c.: Rilevanza del decorso del termine

    Art. 821 c.p.c. – Rilevanza del decorso del termine

    In vigore dal 21 aprile 1942 (R.D. 1443/1940)

    Il decorso del termine indicato nell’articolo precedente non può essere fatto valere come causa di nullità del

    lodo se la parte, prima della deliberazione del lodo risultante dal dispositivo sottoscritto dalla maggioranza

    degli arbitri, non abbia notificato alle altre parti e agli arbitri che intende far valere la loro decadenza.

    Se la parte fa valere la decadenza degli arbitri, questi, verificato il decorso del termine, dichiarano

    estinto il procedimento.

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