Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Guida pratica · Lavoro · Categorie e settori particolari

In sintesi

La L. 68/1999 obbliga i datori di lavoro con più di 14 dipendenti a riservare una quota delle assunzioni a lavoratori disabili e categorie protette. La percentuale cresce con la dimensione aziendale e l’inadempimento comporta sanzioni amministrative.

Riferimento normativo

L. 68/1999

Tabella riepilogativa

Quote di riserva obbligatorie (L. 68/1999, art. 3)
Dimensione aziendale Obbligo
15 – 35 dipendenti 1 lavoratore disabile
36 – 50 dipendenti 2 lavoratori disabili
Oltre 50 dipendenti 7% dei dipendenti (disabili) + 1% categorie protette (orfani, vedove, ecc.)

Come si calcola la base occupazionale

Il conteggio dei dipendenti ai fini della quota di riserva include tutti i lavoratori con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato e determinato, compresi i part-time (con coefficiente proporzionale all’orario). Sono invece esclusi dal computo dirigenti, soci lavoratori di cooperative, apprendisti e lavoratori con contratto di reinserimento, nonché alcune categorie previste dai regolamenti settoriali. Il calcolo va aggiornato periodicamente e comunicato al Centro per l’Impiego.

Categorie protette ammesse alla quota

Oltre ai disabili, la L. 68/1999 include nel sistema di collocamento obbligatorio le categorie protette: orfani e coniugi superstiti di vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, orfani di lavoratori invalidi permanenti o deceduti per causa di lavoro, profughi italiani rimpatriati, vedove o coniugi superstiti di caduti in guerra o per servizio. Queste categorie coprono la quota dell’1% nelle aziende con oltre 50 dipendenti.

Sanzioni e sospensione dell'obbligo

Il datore che non copre la quota di riserva è soggetto a una sanzione amministrativa per ogni giorno lavorativo di inadempimento per ciascun lavoratore disabile non assunto. È possibile richiedere la sospensione temporanea dell’obbligo in caso di ricorso a CIGS, CIG ordinaria o straordinaria, contratti di solidarietà o procedura di mobilità, presentando istanza al CPI competente.

Casi pratici

Tizio – azienda con 20 dipendenti

La piccola impresa di Tizio ha 20 dipendenti: è obbligata ad assumere almeno 1 lavoratore con disabilità. Tizio si rivolge al CPI per ricevere la lista degli iscritti disponibili e avviare la procedura di selezione tramite collocamento mirato.

Caia – azienda con 60 dipendenti, quota scoperta

L’azienda di Caia ha 60 dipendenti: dovrebbe avere circa 4 disabili (7%) e 1 soggetto di categoria protetta (1%). Avendo solo 2 disabili in forza, riceve dalla DTL una diffida con contestazione della sanzione giornaliera per i posti scoperti. Per regolarizzarsi, attiva una convenzione con il CPI.

Sempronio – sospensione per CIGS

L’impresa di Sempronio entra in CIGS per 12 mesi: può richiedere la sospensione degli obblighi di copertura della quota per tutta la durata dell’ammortizzatore, presentando istanza al CPI con la documentazione INPS della cassa autorizzata.

Domande frequenti

Da quanti dipendenti scatta l'obbligo della quota di riserva?

Da 15 dipendenti: le aziende con 15-35 dipendenti devono assumere 1 lavoratore disabile; da 36 a 50 dipendenti ne servono 2; oltre i 50 si applica la percentuale del 7% per disabili e 1% per categorie protette.

I dirigenti si contano nella base occupazionale?

No. I dirigenti sono esclusi dal computo della base occupazionale ai fini della quota di riserva.

Cosa succede se l'azienda non copre la quota?

Il datore incorre in una sanzione amministrativa per ogni giorno di inadempimento per ciascun posto scoperto. La Direzione Territoriale del Lavoro può effettuare ispezioni e irrogare le relative sanzioni.

Si può coprire la quota con un lavoratore part-time?

Sì, ma con un coefficiente proporzionale all’orario rispetto al tempo pieno: un part-time al 50% conta 0,5 unità ai fini della quota.

Le convenzioni di inserimento consentono di rispettare la quota?

Sì: le convenzioni con il CPI possono prevedere piani personalizzati di inserimento e periodi di tirocinio che, a determinate condizioni, vengono computati ai fini della copertura della quota di riserva.

Questa guida ha finalità divulgativa ed è aggiornata alla normativa vigente nel 2026. Gli importi, le durate e le condizioni possono variare in base al CCNL applicato e alla situazione individuale: per il proprio caso è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro, al sindacato di categoria, al patronato o all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

In sintesi

  • La L. 68/1999 disciplina il collocamento mirato dei disabili e delle categorie protette.
  • L'obbligo scatta per i datori che superano la soglia dimensionale di legge e cresce con il numero di dipendenti.
  • La base di computo include i lavoratori subordinati, con i part-time conteggiati in proporzione all'orario.
  • Oltre ai disabili, una quota è riservata a specifiche categorie protette individuate dalla legge.
  • L'inadempimento comporta sanzioni amministrative per ogni giorno e per ogni lavoratore non assunto.
  • L'obbligo può essere temporaneamente sospeso in presenza di crisi e ammortizzatori sociali.
Indice dei contenuti

Il collocamento obbligatorio è uno degli strumenti con cui l'ordinamento attua il principio di uguaglianza sostanziale dell'art. 3 della Costituzione nel mercato del lavoro. La L. 68/1999 ha superato la vecchia logica del mero obbligo numerico introducendo il collocamento mirato, che punta a inserire la persona giusta nel posto giusto. Per il datore significa un obbligo preciso, ma anche un percorso assistito dai servizi pubblici.

La soglia dimensionale e la quota crescente

L'obbligo di riserva è modulato sulla dimensione aziendale: scatta al superamento della soglia minima fissata dalla legge e cresce per fasce all'aumentare dei dipendenti, fino a una percentuale dell'organico per le imprese maggiori. La logica è proporzionale: più grande è l'azienda, maggiore è la capacità di assorbire l'inserimento mirato.

Come si calcola la base occupazionale

Il computo include i lavoratori subordinati a tempo indeterminato e determinato; i part-time si conteggiano in proporzione all'orario. La legge esclude però alcune figure dalla base di calcolo, secondo i criteri normativi vigenti. Il calcolo va aggiornato periodicamente e comunicato ai servizi competenti tramite il prospetto informativo annuale: un errore nel conteggio è all'origine di gran parte del contenzioso.

Le categorie protette oltre i disabili

Accanto ai lavoratori con disabilità, la disciplina riserva una quota a specifiche categorie protette individuate dalla legge - tra cui orfani e coniugi superstiti di determinate situazioni tutelate e profughi. Si tratta di una tutela distinta, con una propria percentuale per le aziende che superano la soglia maggiore.

Il collocamento mirato e la convenzione

L'inserimento non è un automatismo: passa per i servizi del collocamento mirato, che valutano capacità e compatibilità della persona con la mansione. Lo strumento della convenzione consente di programmare assunzioni graduali e percorsi personalizzati, conciliando l'adempimento dell'obbligo con le esigenze organizzative e con l'effettiva integrazione del lavoratore.

Sanzioni e sospensione dell'obbligo

Il datore che non copre la quota è soggetto a una sanzione amministrativa per ogni giorno lavorativo di inadempimento e per ciascun lavoratore non assunto: una misura che cresce rapidamente nel tempo. La legge prevede però la possibilità di sospendere temporaneamente l'obbligo in presenza di situazioni di crisi e di ricorso ad ammortizzatori sociali, su istanza ai servizi competenti.

Tutela del posto e divieto di discriminazione

Il lavoratore assunto tramite collocamento mirato gode delle ordinarie tutele del rapporto e non può subire trattamenti deteriori per la sua condizione. L'aggravamento della disabilità o le sue conseguenze sull'idoneità vanno gestiti con gli strumenti previsti, privilegiando, dove possibile, l'adattamento della mansione rispetto al recesso.

Domande frequenti

Da quanti dipendenti scatta l'obbligo di assunzione?

L'obbligo si attiva al superamento della soglia dimensionale fissata dalla L. 68/1999 e cresce per fasce con l'aumentare dell'organico.

I part-time contano nel calcolo della base?

Sì, ma in proporzione all'orario svolto. La legge esclude invece dal computo alcune figure secondo i criteri vigenti.

Chi rientra nelle categorie protette oltre ai disabili?

Specifiche categorie individuate dalla legge, come orfani e coniugi superstiti in determinate situazioni tutelate e profughi, con una quota propria nelle aziende maggiori.

Cosa rischia il datore che non copre la quota?

Una sanzione amministrativa per ogni giorno di inadempimento e per ciascun lavoratore non assunto, che si cumula nel tempo.

L'obbligo può essere sospeso?

Sì, temporaneamente, in presenza di crisi aziendali e ricorso ad ammortizzatori sociali, presentando istanza ai servizi competenti.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-06-20
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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