Testo dell'articoloVigente
Art. 18 D.Lgs. 82/2005 CAD — (Piattaforma nazionale per la governance della trasformazione digitale)
In vigore dal 01/01/2006
((
1. È realizzata presso l'AgID una piattaforma per la consultazione pubblica e il confronto tra i portatori di interesse in relazione ai provvedimenti connessi all'attuazione dell'agenda digitale.
2. AgID identifica le caratteristiche tecnico-funzionali della piattaforma in maniera tale da garantire che la stessa sia accessibile ai portatori di interessi pubblici e privati e che sia idonea a raccogliere suggerimenti e proposte emendative in maniera trasparente, qualificata ed efficace.
3. Il Piano triennale per l'informatica nella pubblica amministrazione di cui all'articolo 14-bis è pubblicato sulla piattaforma e aggiornato di anno in anno.
4. Tutti i soggetti di cui all'articolo 2, comma 2, lettera a), possono pubblicare sulla piattaforma i provvedimenti che intendono adottare o, qualora si tratti di provvedimenti soggetti a modifiche e aggiornamenti periodici, già adottati, aventi ad oggetto l'attuazione dell'agenda digitale.
5. I soggetti di cui all'articolo 2, comma 2, lettera a), tengono conto di suggerimenti e proposte emendative raccolte attraverso la piattaforma. ))
Stesso numero, altri codici
- Art. 18 D.Lgs. 504/1995 — Poteri e controlli
- Articolo 18 L. 184/1983: Trascrizione della sentenza definitiva di adottabilità
- Art. 18 Reg. (UE) 2024/1689 — Conservazione dei documenti
- Art. 18 Cod. Amb. — Monitoraggio
- Art. 18 D.Lgs. 148/2015 — Disposizioni particolari per le imprese del settore agricolo
- Art. 18 D.Lgs. 159/2011 — Applicazione delle misure di prevenzione patrimoniali. Morte del proposto
Commento
L'art. 18 formalizza un meccanismo di co-governance digitale che supera il tradizionale modello top-down della regolazione pubblica. La piattaforma non è un mero strumento di comunicazione istituzionale, ma un canale strutturato attraverso cui imprese, associazioni di categoria, cittadini e accademici possono contribuire alla definizione delle politiche di digitalizzazione. Il fatto che AgID sia tenuta a pubblicarvi il Piano triennale — documento programmatico che orienta la spesa IT di tutte le PA — conferisce alla norma un peso significativo nel ciclo della pianificazione pubblica.
Dal punto di vista sistematico, l'art. 18 si collega all'art. 14-bis CAD (Piano triennale) e al principio di trasparenza amministrativa sancito dalla L. 241/1990 e dal D.Lgs. 33/2013. In chiave europea, la norma riflette i principi di open government promossi dalla Dichiarazione ministeriale di Tallinn (2017) e dalle successive Conclusioni del Consiglio UE sulla trasformazione digitale della PA. La partecipazione degli stakeholder privati è coerente anche con il modello di governance multi-livello previsto dal Regolamento europeo sulla governance dei dati (Data Governance Act, Reg. UE 2022/868).
La disposizione contiene anche un vincolo procedurale per le PA: non si limitano a pubblicare i provvedimenti sulla piattaforma, ma sono tenute a «tenere conto» dei suggerimenti raccolti, formula che — pur non imponendo un obbligo vincolante di recepimento — introduce un onere di motivazione implicito qualora le proposte siano disattese. Questo meccanismo di accountability partecipata costituisce un presidio di qualità regolatoria in linea con i principi di Better Regulation promossi dalla Commissione europea.
Casi pratici
Caso 1: Consultazione pubblica su una nuova Linea guida AgID
AgID intende adottare nuove Linee guida sulla conservazione dei documenti informatici. Prima dell'adozione, pubblica la bozza sulla Piattaforma nazionale per la governance digitale, aprendo un periodo di consultazione pubblica di 30 giorni. Le associazioni degli archivisti digitali e i fornitori di soluzioni cloud inviano osservazioni tecniche. AgID analizza i contributi, recepisce alcune modifiche sulle specifiche di formato e motiva il mancato accoglimento delle proposte più radicali. Il risultato è una Linea guida più robusta e condivisa, con minore contenzioso applicativo.
Caso 2: Pubblicazione di un regolamento comunale sull'identità digitale
Un Comune capoluogo intende adottare un regolamento per l'accesso ai servizi municipali esclusivamente tramite SPID o CIE. Prima dell'adozione definitiva, pubblica la bozza sulla piattaforma ai sensi dell'art. 18, comma 4 CAD. Le associazioni dei consumatori segnalano criticità per i cittadini anziani privi di identità digitale. Il Comune, tenendo conto dei suggerimenti ricevuti, introduce un regime transitorio di 18 mesi con sportelli fisici dedicati all'attivazione assistita di SPID, conformando così il regolamento al principio di inclusione digitale.
Domande frequenti
Chi può partecipare alla Piattaforma nazionale per la governance digitale?
La piattaforma è aperta a tutti i «portatori di interessi pubblici e privati»: PA, imprese, associazioni di categoria, professionisti e semplici cittadini. AgID definisce le caratteristiche tecnico-funzionali per garantire accessibilità e trasparenza. L'obiettivo è raccogliere suggerimenti e proposte emendative in modo qualificato ed efficace sui provvedimenti di attuazione dell'Agenda digitale.
Il Piano triennale per l'informatica viene pubblicato sulla piattaforma?
Sì. Il comma 3 dell'art. 18 dispone espressamente che il Piano triennale per l'informatica nella PA (art. 14-bis CAD) deve essere pubblicato sulla piattaforma e aggiornato di anno in anno. Si tratta del documento programmatico che orienta gli investimenti IT di tutte le pubbliche amministrazioni italiane.
Le PA sono obbligate a recepire i suggerimenti raccolti sulla piattaforma?
Non in modo assoluto. Il comma 5 impone alle PA di «tenere conto» dei suggerimenti e delle proposte emendative raccolte, ma non prevede un vincolo di recepimento automatico. La formula implica tuttavia un onere di considerazione e, implicitamente, di motivazione qualora i contributi siano disattesi, in linea con i principi generali di partecipazione procedimentale.
Vedi anche