Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 132 c.p.p.: Accompagnamento coattivo dell’imputato

    Art. 132 c.p.p.: Accompagnamento coattivo dell’imputato

    Art. 132 c.p.p. – Accompagnamento coattivo dell’imputato

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Accompagnamento coattivo dell’imputato

    1. L’accompagnamento coattivo è disposto, nei casi previsti dalla legge, con decreto motivato, con il quale il giudice ordina di condurre l’imputato alla sua presenza, se occorre anche con la forza.

    2. La persona sottoposta ad accompagnamento coattivo non può essere tenuta a disposizione oltre il compimento dell’atto previsto e di quelli conseguenziali per i quali perduri la necessità della sua presenza. In ogni caso la persona non può essere trattenuta oltre le ventiquattro ore.

  • Articolo 131 Codice di Procedura Penale: Poteri coercitivi del giudice

    Articolo 131 Codice di Procedura Penale: Poteri coercitivi del giudice

    Art. 131 c.p.p. – Poteri coercitivi del giudice

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Poteri coercitivi del giudice

    1. Il giudice, nell’esercizio delle sue funzioni, può chiedere l’intervento della polizia giudiziaria e, se necessario, della forza pubblica, prescrivendo tutto ciò che occorre per il sicuro e ordinato compimento degli atti ai quali procede.

  • Art. 129 c.p.p.: Obbligo della immediata declaratoria di determinate cause di non punibilità

    Art. 129 c.p.p.: Obbligo della immediata declaratoria di determinate cause di non punibilità

    Art. 129 c.p.p. – Obbligo della immediata declaratoria di determinate cause di non punibilità

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Obbligo della immediata declaratoria di determinate cause di non punibilità

    1. In ogni stato e grado del processo, il giudice, il quale riconosce che il fatto non sussiste o che l’imputato non lo ha commesso o che il fatto non costituisce reato o non è previsto dalla legge come reato ovvero che il reato è estinto o che manca una condizione di procedibilità, lo dichiara di ufficio con sentenza.

    2. Quando ricorre una causa di estinzione del reato ma dagli atti risulta evidente che il fatto non sussiste o che l’imputato non lo ha commesso o che il fatto non costituisce reato o non è previsto dalla legge come reato, il giudice pronuncia sentenza di assoluzione o di non luogo a procedere con la formula prescritta.

  • Art. 128 c.p.p.: Deposito dei provvedimenti del giudice

    Art. 128 c.p.p.: Deposito dei provvedimenti del giudice

    Art. 128 c.p.p. – Deposito dei provvedimenti del giudice

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Deposito dei provvedimenti del giudice

    1. Salvo quanto disposto per i provvedimenti emessi nell’udienza preliminare e nel dibattimento, gli originali dei provvedimenti del giudice sono depositati in cancelleria entro cinque giorni dalla deliberazione. Quando si tratta di provvedimenti impugnabili, l’avviso di deposito contenente l’indicazione del dispositivo è comunicato al pubblico ministero e notificato a tutti coloro cui la legge attribuisce il diritto di impugnazione.

  • Articolo 126 Codice di Procedura Penale: Assistenza al giudice

    Articolo 126 Codice di Procedura Penale: Assistenza al giudice

    Art. 126 c.p.p. – Assistenza al giudice

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Assistenza al giudice

    1. Il giudice, in tutti gli atti ai quali procede, è assistito dall’ausiliario a ciò designato a norma dell’ordinamento, se la legge non dispone altrimenti.

    1-bis. Il giudice è supportato dall’ufficio per il processo penale nei limiti dei compiti a questo attribuiti dalla legge.

  • Art. 125 c.p.p.: Forme dei provvedimenti del giudice

    Art. 125 c.p.p.: Forme dei provvedimenti del giudice

    Art. 125 c.p.p. – Forme dei provvedimenti del giudice

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Forme dei provvedimenti del giudice

    1. La legge stabilisce i casi nei quali il provvedimento del giudice assume la forma della sentenza, dell’ordinanza o del decreto.

    2. La sentenza è pronunciata in nome del popolo italiano.

    3. Le sentenze e le ordinanze sono motivate, a pena di nullità. I decreti sono motivati, a pena di nullità, nei casi in cui la motivazione è espressamente prescritta dalla legge.

    4. Il giudice delibera in camera di consiglio senza la presenza dell’ausiliario designato ad assisterlo e delle parti. La deliberazione è segreta.

    5. Nel caso di provvedimenti collegiali, se lo richiede un componente del collegio che non ha espresso voto conforme alla decisione, è compilato sommario verbale contenente l’indicazione del dissenziente, della questione o delle questioni alle quali si riferisce il dissenso e dei motivi dello stesso, succintamente esposti. Il verbale, redatto in forma di documento analogico dal meno anziano dei componenti togati del collegio e sottoscritto da tutti i componenti, è conservato a cura del presidente in plico sigillato presso la cancelleria dell’ufficio. Non si applicano le disposizioni degli articoli 110, comma 4, e 111-ter, comma 3.

    6. Tutti gli altri provvedimenti sono adottati senza l’osservanza di particolari formalità e, quando non è stabilito altrimenti, anche oralmente.

  • Art. 124 c.p.p.: Obbligo di osservanza delle norme processuali

    Art. 124 c.p.p.: Obbligo di osservanza delle norme processuali

    Art. 124 c.p.p. – Obbligo di osservanza delle norme processuali

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Obbligo di osservanza delle norme processuali

    1. I magistrati, i cancellieri e gli altri ausiliari e collaboratori del giudice, gli ufficiali giudiziari, gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria sono tenuti a osservare le norme di questo codice anche quando l’inosservanza non importa nullità o altra sanzione processuale.

    2. I dirigenti degli uffici vigilano sull’osservanza delle norme anche ai fini della responsabilità disciplinare.

  • Art. 123 c.p.p.: Dichiarazioni e richieste di persone detenute o internate

    Art. 123 c.p.p.: Dichiarazioni e richieste di persone detenute o internate

    Art. 123 c.p.p. – Dichiarazioni e richieste di persone detenute o internate

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Dichiarazioni e richieste di persone detenute o internate

    1. L’imputato detenuto o internato in un istituto per l’esecuzione di misure di sicurezza ha facoltà di presentare impugnazioni, dichiarazioni e richieste con atto ricevuto dal direttore. Esse sono iscritte in apposito registro, sono immediatamente comunicate all’autorità competente e hanno efficacia come se fossero ricevute direttamente dall’autorità giudiziaria.

    2. Quando l’imputato è in stato di arresto o di detenzione domiciliare ovvero è custodito in un luogo di cura, ha facoltà di presentare impugnazioni, dichiarazioni e richieste con atto ricevuto da un ufficiale di polizia giudiziaria, il quale ne cura l’immediata trasmissione all’autorità competente. Le impugnazioni, le dichiarazioni e le richeste hanno efficacia come se fossero ricevute direttamente dall’autorità giudiziaria.

    2-bis. Le impugnazioni, le dichiarazioni, compresa quella relativa alla nomina del difensore, e le richieste, di cui ai commi 1 e 2, sono contestualmente comunicate anche al difensore nominato

    3. Le disposizioni del comma 1 si applicano alle denunce, impugnazioni, dichiarazioni e richieste presentate dalle altre parti private o dalla persona offesa.

  • Art. 122 c.p.p.: Procura speciale per determinati atti

    Art. 122 c.p.p.: Procura speciale per determinati atti

    Art. 122 c.p.p. – Procura speciale per determinati atti

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Procura speciale per determinati atti

    1. Quando la legge consente che un atto sia compiuto per mezzo di un procuratore speciale, la procura deve, a pena di inammissibilità, essere rilasciata per atto pubblico o scrittura privata autenticata e deve contenere, oltre alle indicazioni richieste specificamente dalla legge, la determinazione dell’oggetto per cui è conferita e dei fatti ai quali si riferisce. Se la procura è rilasciata per scrittura privata al difensore, la sottoscrizione può essere autenticata dal difensore medesimo. La procura è unita agli atti.

    2. Per le pubbliche amministrazioni è sufficiente che la procura sia sottoscritta dal dirigente dell’ufficio nella circoscrizione in cui si procede e sia munita del sigillo dell’ufficio.

    2-bis. La procura speciale è depositata, in copia informatica autenticata con firma digitale o altra firma elettronica qualificata, nel rispetto della normativa, anche regolamentare, concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici, con le modalità previste dall’articolo 111-bis, salvo l’obbligo di conservare l’originale analogico da esibire a richiesta dell’autorità giudiziaria.

    3. Non è ammessa alcuna ratifica degli atti compiuti nell’interesse altrui senza procura speciale nei casi in cui questa è richiesta dalla legge.

  • Art. 121 c.p.p.: Memorie e richieste delle parti

    Art. 121 c.p.p.: Memorie e richieste delle parti

    Art. 121 c.p.p. – Memorie e richieste delle parti

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Memorie e richieste delle parti

    1. In ogni stato e grado del procedimento le parti e i difensori possono presentare al giudice memorie o richieste scritte, mediante deposito nella cancelleria.

    2. Sulle richieste ritualmente formulate il giudice provvede senza ritardo e comunque, salve specifiche disposizioni di legge, entro quindici giorni.

  • Art. 120 c.p.p.: Testimoni ad atti del procedimento

    Art. 120 c.p.p.: Testimoni ad atti del procedimento

    Art. 120 c.p.p. – Testimoni ad atti del procedimento

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Testimoni ad atti del procedimento

    1. Non possono intervenire come testimoni ad atti del procedimento:

    a) i minori degli anni quattordici e le persone palesemente affette da infermità di mente o in stato di manifesta ubriachezza o intossicazione da sostanze stupefacenti o psicotrope. La capacità si presume sino a prova contraria;

    b) le persone sottoposte a misure di sicurezza detentive o a misure di prevenzione.

  • Art. 119 c.p.p.: Partecipazione del sordo, muto o sordomuto ad atti del procedimento

    Art. 119 c.p.p.: Partecipazione del sordo, muto o sordomuto ad atti del procedimento

    Art. 119 c.p.p. – Partecipazione del sordo, muto o sordomuto ad atti del procedimento

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Partecipazione del sordo, muto o sordomuto ad atti del procedimento

    1. Quando un sordo, un muto o un sordomuto vuole o deve fare dichiarazioni, al sordo si presentano per iscritto le domande, gli avvertimenti e le ammonizioni ed egli risponde oralmente; al muto si fanno oralmente le domande, gli avvertimenti e le ammonizioni ed egli risponde per iscritto; al sordomuto si presentano per iscritto le domande, gli avvertimenti e le ammonizioni ed egli risponde per iscritto; al sordomuto si presentano per iscritto le domande, gli avvertimenti e le ammonizioni ed egli risponde per iscritto.

    2. Se il sordo, il muto o il sordomuto non sa leggere o scrivere, l’autorità procedente nomina uno o più interpreti, scelti di preferenza fra le persone abituate a trattare con lui.

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.