In sintesi
- Registro delle fatture emesse: annota tutte le fatture attive (vendite) in ordine cronologico con data, numero, cliente, base imponibile e IVA per aliquota.
- Registro degli acquisti: annota le fatture passive (acquisti) con i dati del fornitore, base imponibile e IVA detraibile (o indetraibile per legge o pro-rata).
- Registro dei corrispettivi: per commercio al minuto e attività assimilate; oggi sostituito in buona parte dalla trasmissione telematica tramite registratore telematico.
- Termini di annotazione: le fatture emesse vanno registrate entro il termine di presentazione della dichiarazione annuale; gli acquisti vanno annotati entro la data di presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui sorge il diritto a detrazione.
- Bozze precompilate AdE: per chi usa la fatturazione elettronica, l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione i registri e le bozze precompilate con i dati transitati dallo SdI.
- Funzione dei registri: alimentano le liquidazioni periodiche (mensili o trimestrali), la LIPE e la dichiarazione IVA annuale.
Perché i registri IVA sono obbligatori e a cosa servono
Chi ha una partita IVA e svolge attività d’impresa o professionale è obbligato a tenere i registri IVA. Non si tratta di adempimenti burocratici fini a sé stessi: i registri sono lo strumento con cui si tiene traccia di tutta l’IVA incassata sui clienti (a debito) e di tutta l’IVA pagata ai fornitori (a credito). La differenza tra le due determina quanto si deve versare all’Erario oppure quanto si può recuperare.
Esistono due registri principali obbligatori per quasi tutti i soggetti IVA: il registro delle fatture emesse (o registro vendite) e il registro degli acquisti. A questi si affianca, per chi vende direttamente al pubblico, il registro dei corrispettivi, che raccoglie gli incassi giornalieri invece delle singole fatture.
Con la diffusione della fatturazione elettronica obbligatoria tramite il Sistema di Interscambio (SdI), il lavoro di tenuta dei registri si è molto semplificato per molti contribuenti. L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione registri precompilati e bozze che recepiscono automaticamente i dati delle fatture elettroniche transitate dallo SdI. Il contribuente (o il suo commercialista) può validarli, integrarli con eventuali operazioni manuali e usarli come base per le liquidazioni.
Tenere i registri in modo corretto e nei termini non è solo un obbligo formale: errori o ritardi nelle annotazioni possono comportare sanzioni e complicare la determinazione del saldo IVA nelle liquidazioni periodiche e nella dichiarazione annuale.
| Registro | Chi lo tiene | Cosa contiene |
|---|---|---|
| Fatture emesse (vendite) | Tutti i soggetti IVA che emettono fatture | Fatture attive con data, numero, cliente, imponibile, IVA per aliquota |
| Acquisti | Tutti i soggetti IVA che ricevono fatture passive | Fatture passive con fornitore, imponibile, IVA detraibile/indetraibile |
| Corrispettivi | Commercianti al minuto e assimilati | Incassi giornalieri al lordo IVA (suddivisi per aliquota) |
| Bozze precompilate AdE | Chi usa fatturazione elettronica via SdI | Dati pre-popolati dall'Agenzia con le fatture transitate dallo SdI |
Esempio pratico
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Esempio numerico: Alfa Srl, un’azienda di servizi che liquida l’IVA trimestralmente, chiude il primo trimestre con le seguenti annotazioni nei registri. Registro vendite: fatture emesse per 50.000 euro di imponibile con IVA al 22% = 11.000 euro a debito. Registro acquisti: fatture passive per 30.000 euro di imponibile con IVA al 22% = 6.600 euro a credito (tutto detraibile, nessuna indetraibilità). Liquidazione del primo trimestre: 11.000 – 6.600 = 4.400 euro di IVA da versare entro il 16 del secondo mese successivo al trimestre (con maggiorazione dell’1%, pari a 44 euro), per un totale di 4.444 euro tramite F24, codice tributo 6031.
Documenti necessari
- Registro delle fatture emesse (o stampa/export del registro precompilato AdE validato)
- Registro degli acquisti (con evidenza delle quote indetraibili, se presenti)
- Fatture attive e passive (cartacee o XML per le elettroniche) conservate in ordine
- Ricevute F24 dei versamenti periodici IVA (codici 6001-6012 mensili o 6031-6034 trimestrali)
- Comunicazioni LIPE inviate telematicamente per ciascun trimestre
Tizio, libero professionista, tiene il registro acquisti e vendite
Scenario. Tizio è un avvocato con studio individuale. Emette fatture ai clienti con IVA al 22% e riceve fatture per i propri acquisti (cancelleria, software, formazione). Liquida l’IVA trimestralmente avendo un volume d’affari nell’anno precedente inferiore alla soglia prevista per le prestazioni di servizi.
Come si applica. Ogni fattura emessa viene annotata nel registro vendite con data di emissione, numero progressivo, nome del cliente, imponibile e IVA. Ogni fattura ricevuta viene annotata nel registro acquisti con i dati del fornitore e l’IVA detraibile. A fine trimestre, Tizio (o il suo commercialista) somma l’IVA a debito dal registro vendite e quella a credito dal registro acquisti. Il saldo positivo (debito) viene versato con F24 entro il 16 del secondo mese successivo al trimestre, applicando la maggiorazione dell’1% prevista per i trimestrali. Contemporaneamente, invia la comunicazione LIPE con i dati del trimestre.
In pratica
- I registri possono essere tenuti su software gestionale, su foglio elettronico o con il registro precompilato AdE: l’importante è che siano completi e nei termini.
- Per i professionisti, le autofatture per acquisti dall’estero (TD17) vanno annotate sia nel registro vendite sia nel registro acquisti.
- La maggiorazione dell’1% sui versamenti trimestrali non è una sanzione ma un interesse forfettario previsto dalla norma.
Beta Snc, commercio al dettaglio, gestisce i corrispettivi con registratore telematico
Scenario. Beta Snc gestisce un negozio di abbigliamento e vende direttamente al pubblico (consumatori privati) senza emettere fattura per ogni singola transazione. Gli incassi vengono registrati con il registratore telematico.
Come si applica. Il registratore telematico di Beta Snc memorizza ogni giorno gli incassi totali (corrispettivi) e li trasmette automaticamente all’Agenzia delle Entrate. Questo sostituisce il vecchio registro dei corrispettivi cartaceo. I corrispettivi sono già al lordo dell’IVA: la società scorpora l’IVA per aliquota (22% su abbigliamento standard, aliquote diverse per eventuali articoli a tassazione ridotta) e la inserisce nella liquidazione periodica. Non è necessario emettere fattura per ogni cliente privato, salvo che il cliente la richieda espressamente. In quel caso la fattura va annotata anche nel registro vendite.
In pratica
- Il registratore telematico trasmette i corrispettivi all’AdE: non occorre un registro cartaceo separato.
- Se un cliente chiede la fattura, questa va registrata nel registro vendite e scalata dai corrispettivi del giorno per evitare doppie contabilizzazioni.
- I dati dei corrispettivi telematici confluiscono nelle bozze precompilate AdE e nella dichiarazione IVA annuale.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Fonti e approfondimenti
Domande frequenti
Entro quando vanno annotate le fatture emesse nel registro vendite?
Le fatture emesse devono essere registrate entro la data di presentazione della dichiarazione IVA annuale relativa all’anno di emissione. Per le fatture usate nelle liquidazioni periodiche, l’annotazione deve avvenire entro il termine della liquidazione in cui confluiscono.
Entro quando vanno annotate le fatture passive nel registro acquisti?
Gli acquisti vanno annotati entro la data di presentazione della dichiarazione IVA relativa all’anno in cui sorge il diritto a detrazione, che di norma coincide con l’anno di ricezione della fattura. Il diritto si esercita al più tardi entro quella scadenza.
Chi usa la fattura elettronica deve comunque tenere i registri?
Sì, l’obbligo di tenuta dei registri IVA rimane. Tuttavia, l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione i registri precompilati con i dati delle fatture transitate via SdI. Il contribuente può validarli o integrarli, semplificando notevolmente il lavoro.
I registri IVA vanno vidimati o stampati su carta?
No: i registri IVA non richiedono più vidimazione né stampa obbligatoria su carta. Possono essere tenuti in formato digitale. Vanno però conservati per almeno cinque anni (in generale) e resi disponibili in caso di verifica fiscale.
Cosa succede se dimentico di annotare una fattura nel registro?
L’omessa o tardiva annotazione è una violazione formale. Se non ha causato danni all’Erario (ad esempio perché l’IVA era stata comunque versata) la sanzione è ridotta. In caso contrario si applicano sanzioni più pesanti. Il ravvedimento operoso permette di regolarizzare la posizione con sanzioni ridotte.
Il registro dei corrispettivi serve ancora con il registratore telematico?
Il registratore telematico (RT) sostituisce il registro dei corrispettivi cartaceo: i dati vengono memorizzati elettronicamente e trasmessi automaticamente all’AdE. Il registro cartaceo non è più obbligatorio per chi ha l’RT attivo e funzionante.
Vedi anche: Regime OSS, Corrispettivi telematici, Acquisti intracomunitari, Quadro VF, Detrazione IVA 50% acquisto abitazione classe A o B e Detrazione IVA sugli acquisti.