Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 4 L. 633/1941 – Opere derivate ed elaborazioni

    Testo della norma consultabile sul portale ufficiale Normattiva. Di seguito la lettura divulgativa a cura della redazione.

  • Disdetta del contratto di comodato (uso gratuito): fac-simile

    Modelli e fac-simile · Casa e locazioni

    In sintesi

    Nel comodato gratuito senza termine, il comodante può chiedere la restituzione del bene in qualsiasi momento (art. 1810 c.c.). La richiesta va fatta per iscritto, con un congruo termine per la riconsegna.

    Scheda rapida

    Quando si usa
    Per riavere un bene dato in uso gratuito
    Forma
    Scritta (raccomandata A/R o PEC)
    Invio consigliato
    Raccomandata A/R o PEC
    Riferimenti
    Artt. 1803, 1809, 1810 c.c.

    Cos’è e quando si usa

    Il comodato è il contratto con cui una parte consegna gratuitamente un bene (spesso un immobile) all’altra, perché se ne serva per un tempo o un uso determinato. Quando il comodato è senza determinazione di durata (art. 1810 c.c.), il comodante può richiedere la restituzione del bene in qualsiasi momento, dando un termine ragionevole.

    Se invece è stato pattuito un termine o l’uso è determinato (art. 1809 c.c.), il comodante può chiedere la restituzione anticipata solo se sopravviene un urgente e imprevisto bisogno. La lettera serve a manifestare formalmente la richiesta e a far decorrere il termine di riconsegna.

    Cosa deve contenere

    • Dati del comodante e del comodatario
    • Descrizione del bene dato in comodato e data di consegna
    • Riferimento all’eventuale contratto scritto di comodato
    • Richiesta espressa di restituzione
    • Termine assegnato per la riconsegna
    • Luogo, data e firma

    Fac-simile: richiesta di restituzione del bene

    Fac-simile da compilare
    [LUOGO], [DATA]
    
    Raccomandata A/R / PEC
    
    Spett.le [NOME E COGNOME DEL COMODATARIO]
    [INDIRIZZO]
    
    Oggetto: richiesta di restituzione del bene concesso in comodato
    
    Io sottoscritto/a [NOME E COGNOME], C.F. [CODICE FISCALE], in qualità di comodante, premesso di averLe concesso in comodato gratuito [DESCRIZIONE DEL BENE, es. l'immobile sito in ___ / il veicolo targato ___] in data [DATA], [con contratto del ___ / verbalmente],
    
    COMUNICO E RICHIEDO
    
    ai sensi dell'art. 1810 c.c. la restituzione del bene, non essendo stato pattuito alcun termine di durata.
    
    La invito pertanto a riconsegnare il bene libero e nelle condizioni in cui Le è stato consegnato entro il giorno [DATA], concordando le modalità di riconsegna.
    
    In difetto, mi vedrò costretto ad agire nelle competenti sedi per ottenere la restituzione, con addebito di spese ed eventuali danni.
    
    Distinti saluti.
    
    [FIRMA]

    I campi tra parentesi quadre [COSÌ] vanno sostituiti con i tuoi dati. Verifica sempre date, importi e riferimenti prima dell’invio.

    Come inviarlo e conservarlo

    Invia la richiesta con raccomandata A/R o PEC per avere prova della data. Concedi un termine ragionevole per la riconsegna (in genere alcune settimane, di più se si tratta di un’abitazione in cui vivono persone), proporzionato al tipo di bene.

    Se il comodatario non restituisce il bene, potrai agire in giudizio per ottenerne la riconsegna. Per i comodati di immobile registrati o con clausole particolari, è opportuno farsi assistere da un legale.

    Errori da evitare

    • Pretendere la restituzione immediata senza un termine congruo
    • Chiedere la riconsegna a voce, senza prova scritta
    • Confondere il comodato senza termine con quello a tempo determinato
    • Non descrivere con precisione il bene da restituire

    Domande frequenti

    Posso riavere subito la casa data in comodato?
    Se il comodato è senza termine, sì, puoi chiederne la restituzione in qualsiasi momento concedendo però un termine ragionevole per la riconsegna. Se è stato fissato un termine o un uso, occorre attenderne la scadenza salvo urgente e imprevisto bisogno.
    Il comodato deve essere scritto?
    Non necessariamente: può essere anche verbale. Tuttavia un contratto scritto e registrato rende molto più facile provarne i termini e gestire la restituzione.
    Cosa succede se il comodatario non restituisce il bene?
    Dopo la richiesta scritta rimasta senza esito, puoi agire in giudizio per ottenere la restituzione e l’eventuale risarcimento dei danni.

    Questo modello ha finalità divulgativa e va adattato alla tua situazione concreta. Non sostituisce la consulenza di un avvocato o di un professionista qualificato: per controversie di valore o in caso di dubbio, fatti assistere prima di inviare comunicazioni con effetti giuridici.

  • Art. 232 D.P.R. 115/2002 – Dilazione e rateizzazione del pagamento

    Art. 232 D.P.R. 115/2002

    D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 – T.U. spese di giustizia

    1. Il debitore può chiedere la dilazione o la rateizzazione dell'importo dovuto indicando le cause che gli impediscono di soddisfare immediatamente il debito e il termine più breve che gli occorre per provvedervi. La richiesta è presentata, a pena di decadenza, prima dell'inizio della procedura esecutiva.

    2. Sulla richiesta decide il funzionario addetto all'ufficio entro un mese dalla presentazione.

    3. Le rate scadono l'ultimo giorno del mese.

    4. In caso di mancato pagamento di una rata il debitore decade automaticamente dal beneficio ed è tenuto al pagamento, in un'unica soluzione, della restante parte del debito.

    5. Per gli interessi si applicano l' articolo 21, commi 1 e 2 , e l' articolo 22, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602 e successive modificazioni.

  • Art. 121-quinquies D.Lgs. 209/2005 – (Conflitti di interesse)

    Art. 121-quinquies D.Lgs. 209/2005 – (Conflitti di interesse)

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    1. Le imprese di assicurazione e gli intermediari assicurativi che distribuiscono prodotti di investimento assicurativi rispettano le disposizioni di cui all'articolo 119-bis in materia di regole di comportamento e conflitti di interesse.

    2. In deroga all'articolo 120-quater, comma 1, le informazioni di cui all'articolo 119-bis, comma 7, sono:

    a) fornite su un supporto durevole;

    b) sufficientemente dettagliate, in considerazione delle caratteristiche dei contraenti, per consentire a questi ultimi di prendere una decisione informata sulle attività di distribuzione assicurativa nel cui contesto sorge il conflitto di interesse.

    45

  • Art. 231 D.P.R. 115/2002 – Reiscrizione a ruolo

    Art. 231 D.P.R. 115/2002

    D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 – T.U. spese di giustizia

    1. In applicazione dell' articolo 20, comma 6, del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112 , con decreto dirigenziale del Ministero della giustizia, sono fissati i criteri eccezionali sulla base dei quali l'ufficio provvede alla reiscrizione degli articoli di ruolo discaricati ai sensi degli articoli 19 e 20, del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112 .

  • Tassa di concessione governativa: come e quando si paga

    In sintesi

    • Il versamento avviene con modello F24, modello F23, bollettino di conto corrente postale o contrassegno, a seconda della voce di Tariffa.
    • I codici tributo da indicare nel modello di versamento sono quelli vigenti per la specifica fattispecie: vanno sempre verificati sul sito dell’Agenzia delle Entrate.
    • La ricevuta o attestazione di pagamento deve essere esibita all’ufficio che rilascia l’atto prima o contestualmente al rilascio.
    • Per le voci periodiche (es. TCG annuale libri sociali) esiste un termine di versamento preciso: il 16 marzo per le società di capitali, salvo proroghe.
    • Se la tassa è versata ma l’atto non viene rilasciato, oppure non era dovuta, è possibile chiedere il rimborso nei termini previsti dalla legge.
    • La competenza generale appartiene all’Agenzia delle Entrate; per molte licenze interviene anche l’ufficio amministrativo che emette il provvedimento.

    Come funziona il pagamento della tassa di concessione governativa

    La tassa di concessione governativa non prevede un unico canale di versamento valido per tutte le fattispecie: il mezzo di pagamento corretto dipende dalla specifica voce della Tariffa allegata al DPR 641/1972 che si applica al proprio caso. Per la maggior parte delle situazioni più comuni – come la TCG annuale delle società di capitali per i libri sociali – il versamento avviene tramite il modello F24 con i codici tributo dedicati. Per altre fattispecie può essere richiesto il modello F23, il bollettino di conto corrente postale intestato all’ufficio competente, oppure il contrassegno (una sorta di marca) per le voci di importo minore.

    La regola fondamentale è che il pagamento deve precedere o accompagnare la richiesta dell’atto: non è possibile ottenere la licenza, l’iscrizione o il provvedimento e pagare in un secondo momento. L’ufficio – che sia una Questura, una Camera di Commercio o un altro sportello pubblico – verifica l’attestazione di pagamento prima di procedere. Questa impostazione rispecchia la natura della TCG come condizione di efficacia dell’atto: senza prova del versamento, l’ufficio non può dare corso alla pratica.

    Altrettanto rilevante è il tema del rimborso: se la tassa viene versata ma l’atto alla fine non è rilasciato (ad esempio perché la domanda è rigettata o ritirata), oppure se si scopre che la TCG non era effettivamente dovuta, il contribuente ha diritto a chiederne la restituzione seguendo la procedura prevista dalla legge entro i termini decadenziali applicabili. Conoscere le modalità di pagamento e i propri diritti in caso di errore è quindi parte essenziale della corretta gestione di questo adempimento.

    Riepilogo
    Strumento di versamento Casi tipici di utilizzo Note operative
    Modello F24 TCG annuale libri sociali delle società di capitali; numerose altre voci di Tariffa Indicare il codice tributo vigente specifico per la voce TCG; verificare sul sito Agenzia delle Entrate
    Modello F23 Alcune fattispecie specifiche previste dalla Tariffa o da istruzioni ministeriali Meno diffuso; verificare se la propria voce di Tariffa lo prevede
    Bollettino c/c postale Porto d'armi e altre licenze gestite da uffici con conto postale dedicato (es. Questura) Il bollettino è di norma reperibile presso l'ufficio che rilascia la licenza
    Contrassegno / marca TCG Voci di importo minore previste dalla Tariffa Il contrassegno va apposto sull'atto o sull'istanza secondo le istruzioni dell'ufficio

    Esempio pratico

    • Beta Snc è una società in nome collettivo che gestisce un piccolo laboratorio artigianale. Un socio si chiede se debba versare la TCG annuale per i libri sociali come fa il cugino titolare di una Srl. La risposta è no: la TCG forfettaria annuale per la bollatura dei libri riguarda esclusivamente le società di capitali (Spa, Srl, Sapa). Beta Snc, in quanto società di persone, non è soggetta a questa specifica TCG. Per i propri libri contabili potrà invece essere dovuta l’imposta di bollo sulla vidimazione, che è un tributo distinto con proprie regole. Caio, il commercialista di Beta Snc, verifica la situazione ogni anno prima della scadenza di marzo per evitare di confondere i due adempimenti.

    Documenti necessari

    • Tariffa aggiornata allegata al DPR 641/1972 (consultabile su Normattiva.it) per individuare la voce applicabile e il relativo importo.
    • Codice tributo F24 o F23 vigente per la voce TCG di interesse: da verificare sul sito istituzionale dell’Agenzia delle Entrate alla sezione codici tributo.
    • Bollettino di conto corrente postale fornito dall’ufficio competente (es. Questura) per le voci che prevedono tale modalità di versamento.
    • Ricevuta del versamento (F24, bollettino postale o altro) da conservare e da esibire allo sportello al momento della richiesta dell’atto.
    • Modulo di rimborso dell’Agenzia delle Entrate (istanza di rimborso ai sensi dell’art. 38 DPR 602/1973 o altra base normativa applicabile) in caso di pagamento non dovuto.
    • Eventuale documentazione dell’ufficio competente attestante il mancato rilascio dell’atto, utile a supporto della domanda di rimborso.

    Alfa Srl: versamento F24 TCG libri sociali entro il 16 marzo

    Scenario. Alfa Srl ha un capitale sociale che supera la soglia prevista dalla Tariffa al 1° gennaio dell’anno in corso. L’ufficio contabilità, seguendo le istruzioni del commercialista, deve compilare il modello F24 con il codice tributo vigente per la TCG annuale libri sociali e versare l’importo nella misura superiore fissata per legge entro il 16 marzo.

    Come si applica. La ricevuta F24 viene archiviata nel fascicolo fiscale societario. Quando il responsabile si presenta alla Camera di Commercio per la bollatura dei libri, esibisce la ricevuta dell’anno in corso e la pratica viene sbrigata senza intoppi. In un anno in cui il capitale scende sotto la soglia, il commercialista segnala tempestivamente la variazione e Alfa Srl versa l’importo nella misura inferiore. Il codice tributo corretto e l’importo vigente vanno sempre verificati sul sito dell’Agenzia delle Entrate prima di procedere al pagamento.

    In pratica

    • Verificare il codice tributo F24 vigente per la TCG libri sociali sul sito dell’Agenzia delle Entrate prima di ogni versamento.
    • Rispettare la scadenza del 16 marzo (salvo proroghe): il versamento tardivo espone alle sanzioni per omesso versamento.
    • Archiviare la ricevuta F24 nel fascicolo societario e tenerla disponibile per l’esibizione all’ufficio di bollatura.

    Tizio: rimborso TCG dopo mancato rilascio della licenza

    Scenario. Tizio versa la TCG per il rilascio di una licenza amministrativa tramite bollettino di conto corrente postale, come indicato dall’ufficio competente. Poco dopo, per ragioni indipendenti dalla sua volontà, la pratica viene archiviata d’ufficio per un vizio procedurale non imputabile al richiedente e la licenza non viene rilasciata.

    Come si applica. Il presupposto della TCG è il rilascio dell’atto concessorio: se l’atto non viene rilasciato, la tassa non è dovuta e il contribuente ha diritto al rimborso. Tizio si rivolge al proprio consulente fiscale, che presenta all’Agenzia delle Entrate un’istanza di rimborso nei termini di legge, allegando la ricevuta del versamento e la documentazione dell’ufficio attestante il mancato rilascio. Il rimborso viene liquidato nei tempi ordinari previsti dalla normativa tributaria.

    In pratica

    • Conservare sempre la ricevuta del versamento TCG: è il documento essenziale per l’istanza di rimborso.
    • Richiedere all’ufficio competente la documentazione che attesti il mancato rilascio dell’atto da allegare all’istanza.
    • Presentare l’istanza di rimborso all’Agenzia delle Entrate entro i termini di decadenza previsti dalla legge.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    Come faccio a sapere quale modello usare per pagare la TCG?

    Il mezzo di pagamento corretto dipende dalla voce della Tariffa allegata al DPR 641/1972 applicabile al proprio atto. In molti casi – come la TCG annuale delle società di capitali per i libri sociali – si usa il modello F24 con il codice tributo dedicato. Per altre voci (alcune licenze amministrative, porto d’armi) l’ufficio che emette il provvedimento fornisce direttamente le istruzioni e il bollettino di conto corrente postale. Prima di procedere è sempre opportuno verificare sul sito dell’Agenzia delle Entrate o presso l’ufficio competente quale strumento e quale codice tributo siano previsti per il proprio caso specifico.

    Entro quando bisogna pagare la TCG annuale per i libri sociali delle società di capitali?

    Il termine ordinario è il 16 marzo di ciascun anno, corrispondente alla scadenza del versamento dell’IVA annuale. Tale termine può essere soggetto a proroghe disposte con provvedimento normativo: è buona prassi verificare ogni anno se siano intervenute modifiche. L’importo da versare dipende dall’ammontare del capitale sociale al 1° gennaio dell’anno di riferimento e dalla misura forfettaria fissata per legge nella Tariffa vigente.

    Posso chiedere il rimborso della TCG se ho pagato per errore?

    Sì. Se la tassa è stata versata ma non era dovuta – ad esempio perché l’atto non rientra tra quelli elencati in Tariffa, perché il soggetto era esente o perché il versamento era in eccesso – è possibile presentare un’istanza di rimborso all’Agenzia delle Entrate entro i termini di decadenza previsti dalla legge (di norma due anni dalla data del pagamento ai sensi dell’art. 21 del D.Lgs. 546/1992, o altro termine applicabile). È necessario conservare la ricevuta di pagamento come prova.

    La TCG per la telefonia mobile compare in bolletta o devo versarla direttamente?

    Per i contratti di abbonamento di telefonia mobile, la TCG mensile (prevista per le utenze non prepagate) viene addebitata direttamente in bolletta dall’operatore telefonico, che provvede poi a riversarla all’Erario. Il singolo abbonato non deve effettuare alcun versamento autonomo: l’adempimento è a carico dell’operatore. Le utenze prepagate (schede ricaricabili) non scontano questa specifica TCG.

    Se presento una domanda di licenza e poi la ritiro, ho diritto al rimborso della TCG già versata?

    In linea di principio sì, poiché il presupposto della TCG è il rilascio dell’atto, non la semplice presentazione della domanda. Se l’atto non viene rilasciato – sia perché la domanda è rigettata, sia perché viene ritirata prima del provvedimento – il contribuente ha diritto a richiedere il rimborso. È necessario documentare il mancato rilascio (ad esempio con la ricevuta del ritiro della domanda o con il provvedimento di diniego) e presentare l’istanza all’Agenzia delle Entrate nei termini di legge.

    Cosa rischio se verso la TCG con un codice tributo errato?

    Un versamento effettuato con un codice tributo errato non viene imputato correttamente alla TCG dovuta, con il risultato che il pagamento risulta omesso ai fini del tributo specifico. L’ufficio potrebbe non accettare la ricevuta come prova di adempimento. In questo caso è necessario procedere alla compensazione o alla regolarizzazione del versamento, eventualmente richiedendo il ravvedimento operoso per limitare le sanzioni, e versare correttamente l’importo. Il codice tributo corretto va sempre verificato sul sito dell’Agenzia delle Entrate prima di effettuare il pagamento.

    Le società di persone devono versare qualcosa per la bollatura dei libri contabili?

    Le società di persone (Snc, Sas) e le ditte individuali non sono soggette alla TCG annuale forfettaria prevista per le società di capitali. Per i loro libri contabili e i registri obbligatori può tuttavia essere dovuta l’imposta di bollo sulla vidimazione, disciplinata dal DPR 642/1972 con le sue specifiche regole di applicazione. Si tratta di un tributo distinto dalla TCG, con presupposto, misura e modalità di pagamento proprie.

  • Art. 121-quater D.Lgs. 209/2005 – Vigilanza sulla distribuzione dei prodotti di investimento assicurativi

    Art. 121-quater D.Lgs. 209/2005 – Vigilanza sulla distribuzione dei prodotti di investimento assicurativi

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    1. Fatte salve le competenze previste dall' articolo 25-ter del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 , l'IVASS esercita i poteri di vigilanza in relazione alla distribuzione del prodotto di investimento assicurativo svolta da parte delle imprese di assicurazione o per il tramite degli intermediari iscritti nelle sezioni del Registro di cui all'articolo 109, comma 2, lettere a) e b), e relativi collaboratori di cui alla lettera e), e intermediari di cui alla lettera c) del medesimo registro, secondo le disposizioni di cui al presente Capo.

    2. I regolamenti di attuazione del presente Capo sono adottati da IVASS, sentita la CONSOB, in modo da garantire uniformità alla disciplina applicabile alla vendita dei prodotti di investimento assicurativo a prescindere dal canale distributivo e la coerenza e l'efficacia complessiva del sistema di vigilanza sui prodotti di investimento assicurativi.

    3. L'IVASS e la CONSOB si accordano sulle modalità di esercizio dei poteri di vigilanza secondo le rispettive competenze, in modo da ridurre gli oneri a carico dei soggetti vigilati. (45)

  • Art. 48 TUPI: Disponibilità destinate alla contrattazione collettiva nelle amministrazioni pubbliche e verifica

    Art. 48 TUPI: Disponibilità destinate alla contrattazione collettiva nelle amministrazioni pubbliche e verifica

    Testo vigente verificato su Normattiva. Scheda in arricchimento editoriale.

    Disponibilità destinate alla contrattazione collettiva nelle amministrazioni pubbliche e verifica ( Art.52 del d.lgs n.29 del 1993 , come sostituto prima dall' art.19 del d.lgs n.470 del 1993 e poi dall' art.5 del d.lgs n.396 del 1997 e successivamente modificato dall'art.14, commi da 2 a 4 del d.lgs n.387 del 1998) 1.

    Il Ministero dell'economia e delle finanze , quantifica, in coerenza con i parametri previsti dagli strumenti di programmazione e di bilancio di cui all' articolo 1-bis della legge 5 agosto 1978, n. 468 e successive modificazioni e integrazioni. l'onere derivante dalla contrattazione collettiva nazionale a carico del bilancio dello Stato con apposita norma da inserire nella legge finanziaria ai sensi dell' articolo 11 della legge 5 agosto 1978, n. 468 , e successive modificazioni ed integrazioni.

    Allo stesso modo sono determinati gli eventuali oneri aggiuntivi a carico del bilancio dello Stato per la contrattazione integrativa delle amministrazioni dello Stato di cui all'articolo 40, comma 3-bis.

    Per le amministrazioni di cui all'articolo 41, comma 2, nonché per le università italiane, gli enti pubblici non economici e gli enti e le istituzioni di ricerca, ivi compresi gli enti e le amministrazioni di cui all'articolo 70, comma 4, gli oneri derivanti dalla contrattazione collettiva nazionale sono determinati a carico dei rispettivi bilanci nel rispetto dell'articolo 40, comma 3-quinquies.

    Le risorse per gli incrementi retributivi per il rinnovo dei contratti collettivi nazionali delle amministrazioni regionali, locali e degli enti del Servizio sanitario nazionale sono definite dal Governo, nel rispetto dei vincoli di bilancio, del patto di stabilità e di analoghi strumenti di contenimento della spesa, previa consultazione con le rispettive rappresentanze istituzionali del sistema delle autonomie.

    I contratti collettivi sono corredati da prospetti contenenti la quantificazione degli oneri nonché l'indicazione della copertura complessiva per l'intero periodo di validità contrattuale, prevedendo con apposite clausole la possibilità di prorogare l'efficacia temporale del contratto ovvero di sospenderne l'esecuzione parziale o totale in caso dì accertata esorbitanza dai limiti di spesa.

    La spesa posta a carico del bilancio dello Stato è iscritta in apposito fondo dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze in ragione dell'ammontare complessivo.

    In esito alla sottoscrizione dei singoli contratti di comparto, il Ministero dell'economia e delle finanze è autorizzato a ripartire, con propri decreti, le somme destinate a ciascun compatto mediante assegnazione diretta a favore dei competenti capitoli di bilancio, anche di nuova istituzione, per il personale dell'amministrazione statale, ovvero mediante trasferimento ai bilanci delle amministrazioni autonome e degli enti in favore dei quali sia previsto l'apporto finanziario dello Stato a copertura dei relativi oneri.

    Per le amministrazioni diverse dalle amministrazioni dello Stato e per gli altri enti cui si applica il presente decreto, l'autorizzazione di spesa relativa al rinnovo dei contratti collettivi è disposta nelle stesse forme con cui vengono approvati i bilanci, con distinta indicazione dei mezzi di copertura.

    Le somme provenienti dai trasferimenti di cui al comma 4 devono trovare specifica allocazione nelle entrate dei bilanci delle amministrazioni ed enti beneficiari, per essere assegnate ai pertinenti capitoli di spesa dei medesimi bilanci.

    I relativi stanziamenti sia in entrata che in uscita non possono essere incrementati se non con apposita autorizzazione legislativa.

    COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 27 OTTOBRE 2009, N. 150 .

    Ferme restando le disposizioni di cui al titolo V del presente decreto, la Corte dei conti, anche nelle sue articolazioni regionali di controllo, verifica periodicamente gli andamenti della spesa per il personale delle pubbliche amministrazioni, utilizzando, per ciascun comparto, insiemi significativi di amministrazioni.

    A tal fine, la Corte dei conti può avvalersi, oltre che dei servizi di controllo interno o nuclei di valutazione, di esperti designati a sua richiesta da amministrazioni ed enti pubblici.

    Fonte: Normattiva.it.

  • Art. 230 D.P.R. 115/2002 – Discarico automatico per inesigibilità di crediti relativi a spese processuali e di mantenimento

    Art. 230 D.P.R. 115/2002

    D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 – T.U. spese di giustizia

    1. Per i crediti relativi a spese processuali e di mantenimento, gli importi sino alla concorrenza dei quali il credito iscritto a ruolo è discaricato automaticamente, se risulta infruttuoso il primo pignoramento, sono stabiliti con decreto del Presidente della Repubblica ai sensi dell' articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400 , su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro della giustizia, tenuto conto dei costi per la riscossione e degli importi previsti dal regolamento ai sensi dell'articolo 228.

    2. Gli importi stabiliti ai sensi del comma 1 non si riferiscono a quelli che costituiscono il residuo di un importo originariamente più elevato.

  • Art. 121-ter D.Lgs. 209/2005 – (Disposizioni particolari in materia di Governo e controllo del prodotto)

    Art. 121-ter D.Lgs. 209/2005 – (Disposizioni particolari in materia di Governo e controllo del prodotto)

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    1. Le disposizioni in materia di Governo e controllo del prodotto di cui agli articoli 30-decies e 121-bis non si applicano ai prodotti assicurativi che consistono nell'assicurazione dei grandi rischi.

    2. Fatta salva l'applicazione alle imprese di assicurazione e agli intermediari che realizzano prodotti assicurativi da vendere ai clienti delle disposizioni di cui all'articolo 30-decies e relative disposizioni di attuazione, in caso di distribuzione di prodotti assicurativi attraverso i soggetti di cui all'articolo 107, comma 4, l'impresa di assicurazione o l'intermediario che se ne avvale:

    a) stabilisce le modalità di accertamento dell'appartenenza dell'assicurato al mercato di riferimento individuato;

    b) adotta procedure idonee a garantire l'acquisizione delle informazioni relative alle ipotesi in cui il prodotto non risponda più agli interessi, agli obiettivi e alle caratteristiche del mercato di riferimento, nonché alle altre circostanze relative al prodotto che aggravino il rischio di pregiudizio per il cliente.

    45

  • Art. 229 D.P.R. 115/2002 – Estinzione legale di crediti relativi a sanzioni pecuniarie processuali

    Art. 229 D.P.R. 115/2002

    D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 – T.U. spese di giustizia

    1. Per l'importo previsto dall' articolo 12 bis, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602 , l'ufficio non effettua l'iscrizione a ruolo in caso di inadempimento di crediti relativi a sanzioni pecuniarie processuali.

  • Spese mediche all’estero: come si detraggono nel 730/2026

    In sintesi

    • Detrazione del 19%: le spese mediche sostenute all’estero si detraggono come quelle italiane, nella misura del 19% sulla parte che supera la franchigia di 129,11 euro.
    • Stesse regole, paese diverso: la detrazione si calcola sul totale delle spese sanitarie (italiane e estere insieme) nel rigo E1 del quadro E; la franchigia si applica una sola volta sull’importo complessivo.
    • Documenti stranieri: le ricevute e le fatture emesse all’estero devono essere conservate; se sono in una lingua diversa dall’italiano può essere richiesta la traduzione.
    • Pagamento tracciabile non sempre obbligatorio: per i medicinali e i dispositivi medici non serve il pagamento tracciabile (carta, bonifico); per le prestazioni di medici privati stranieri invece sì, salvo strutture equiparate al SSN.
    • Spese rimborsate escluse: le spese risarcite da assicurazioni o da altri soggetti non possono essere portate in detrazione; si detrae solo la parte rimasta effettivamente a tuo carico.
    • Rateizzazione possibile: se il totale delle spese sanitarie (anche con quelle estere) supera 15.493,71 euro, puoi chiedere di spalmare la detrazione in quattro quote annuali uguali.

    Come funziona la detrazione per le spese mediche sostenute fuori dall'Italia

    Hai fatto una visita specialistica a Barcellona, un intervento chirurgico in Svizzera o acquistato farmaci a Berlino? Buona notizia: quelle spese possono comunque entrare nella tua dichiarazione dei redditi, esattamente come se le avessi sostenute in Italia. Le istruzioni ufficiali del 730/2026 confermano che le spese sanitarie sostenute all’estero seguono le stesse regole di quelle italiane.

    Il meccanismo è questo: sommi tutte le spese sanitarie dell’anno – italiane e straniere – e le riporti nel rigo E1 del quadro E. Il CAF o il professionista che ti assiste calcola poi la detrazione del 19% solo sulla parte che supera i 129,11 euro, che è la franchigia (cioè la quota di spesa che resta a tuo carico senza agevolazione). Quella soglia si applica una sola volta sull’importo totale.

    La differenza rispetto alle spese italiane riguarda principalmente i documenti: all’estero non esiste lo ‘scontrino parlante’ con il codice fiscale del destinatario, e i documenti possono essere scritti in un’altra lingua. Bisogna quindi conservare attentamente le ricevute e, se richiesto dall’Agenzia delle Entrate in fase di controllo, essere pronti a fornire una traduzione.

    Attenzione alle spese rimborsate: se una compagnia assicurativa o un altro soggetto ti ha già rimborsato la spesa, quella parte non può essere detratta. Si porta in detrazione solo ciò che è rimasto davvero a carico tuo.

    Spese sanitarie estero: regole principali nel 730/2026
    Voce Regola
    Aliquota di detrazione 19% sulla parte eccedente la franchigia
    Franchigia (quota a tuo carico) 129,11 euro (sul totale delle spese sanitarie)
    Rigo da compilare nel quadro E E1 (spese sanitarie ordinarie)
    Soglia per la rateizzazione in 4 anni 15.493,71 euro (totale E1+E2+E3)
    Pagamento tracciabile Obbligatorio per prestazioni di privati (eccetto medicinali e dispositivi medici)
    Documenti stranieri Conservare ricevute/fatture originali; traduzione se richiesta

    Esempio pratico

    • Tizio ha sostenuto nel 2025 spese mediche in Italia per 400 euro e una visita specialistica in Germania per 250 euro (pagata con carta di credito). Il totale da indicare nel rigo E1 è 650 euro. Il CAF calcola la detrazione sul 19% di (650 – 129,11) = 19% di 520,89 euro = circa 99 euro di detrazione effettiva. Se Tizio avesse avuto un rimborso assicurativo di 150 euro per la visita in Germania, avrebbe potuto indicare solo 500 euro complessivi (650 – 150), con una detrazione leggermente inferiore.

    Documenti necessari

    • Ricevute fiscali, fatture o documenti equivalenti emessi dal medico o dalla struttura straniera (con data, importo e tipo di prestazione)
    • Estratto conto bancario o ricevuta del pagamento con carta, se la prestazione è stata resa da un privato non accreditato
    • Eventuale traduzione del documento (non obbligatoria in via preventiva, ma da predisporre in caso di controllo)
    • Eventuale rimborso assicurativo ricevuto, per scorporare la parte non detraibile
    • Documentazione medica che descriva la natura della prestazione (utile in caso di verifica)

    Tizio si opera in Svizzera e vuole detrarre il costo

    Scenario. Tizio risiede vicino al confine e nel 2025 ha sostenuto un intervento chirurgico ambulatoriale in una clinica privata svizzera, pagando 1.800 euro con bonifico bancario. In Italia ha avuto altre spese mediche per 300 euro.

    Come si applica. Tizio somma tutte le spese sanitarie: 1.800 + 300 = 2.100 euro da riportare nel rigo E1. La detrazione del 19% si calcola su 2.100 – 129,11 = 1.970,89 euro, pari a circa 374 euro di detrazione. Il bonifico bancario documenta il pagamento tracciabile richiesto per prestazioni rese da strutture private. Il documento della clinica svizzera deve essere conservato; se scritto in tedesco o francese, Tizio lo tiene nell’originale e prepara una traduzione solo se l’Agenzia la richiede.

    In pratica

    • Conserva la fattura o ricevuta della clinica estera con data, importo e tipo di prestazione.
    • Il pagamento con bonifico o carta soddisfa il requisito di tracciabilità per le prestazioni di privati stranieri.
    • Somma le spese estere con quelle italiane nel rigo E1: la franchigia di 129,11 euro si applica una volta sola sul totale.

    Caio compra farmaci all'estero durante le vacanze

    Scenario. Caio durante una settimana di vacanza in Spagna ha acquistato medicinali da banco per 80 euro e un antidolorifico soggetto a prescrizione per 45 euro, pagando in contanti in una farmacia locale.

    Come si applica. Per i medicinali la normativa non richiede il pagamento tracciabile, quindi il pagamento in contanti non è un problema. La farmacia spagnola però non emette lo ‘scontrino parlante’ italiano (con codice fiscale e codice del farmaco). Caio conserva gli scontrini spagnoli e li somma alle altre spese sanitarie dell’anno. La detrazione del 19% si applica sul totale che supera i 129,11 euro. Se il totale annuo delle spese sanitarie fosse, ad esempio, 500 euro, la detrazione sarebbe 19% di (500 – 129,11) = circa 70 euro.

    In pratica

    • Per i farmaci acquistati all’estero il pagamento in contanti è ammesso: il requisito della tracciabilità non vale per i medicinali.
    • Conserva gli scontrini o ricevute della farmacia estera; sono documenti validi anche se diversi dallo scontrino parlante italiano.
    • In caso di controllo, preparati a spiegare la natura del prodotto acquistato.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    Le spese mediche fatte all'estero si detraggono come quelle italiane?

    Sì. Le istruzioni del 730/2026 confermano che le spese sanitarie sostenute all’estero danno diritto alla stessa detrazione del 19%, calcolata sulla parte che supera la franchigia di 129,11 euro, esattamente come le spese italiane.

    Devo tradurre i documenti medici stranieri?

    Non è obbligatorio farlo in anticipo. Devi però conservare i documenti originali e, se l’Agenzia delle Entrate li richiede in fase di controllo, essere in grado di fornire una traduzione che ne chiarisca il contenuto.

    Posso pagare in contanti le spese mediche all'estero?

    Dipende dal tipo di spesa. Per i medicinali e i dispositivi medici il pagamento in contanti è ammesso. Per le prestazioni rese da medici o strutture private straniere non equiparate al Servizio Sanitario Nazionale, invece, è richiesto un pagamento tracciabile (carta, bonifico, ecc.).

    Se l'assicurazione mi ha rimborsato la visita fatta all'estero, posso comunque detrarre la spesa?

    No. La parte di spesa già rimborsata non può essere portata in detrazione. Puoi detrarre solo ciò che è rimasto effettivamente a carico tuo.

    Come riporto le spese estere nel 730?

    Le sommi alle altre spese sanitarie dell’anno e riporti il totale nel rigo E1, colonna 2 del quadro E. Non c’è un rigo separato per le spese estere.

    Posso rateizzare la detrazione se le spese (anche con quelle estere) sono molto alte?

    Sì. Se il totale delle spese sanitarie nei righi E1, E2 ed E3 supera complessivamente 15.493,71 euro, puoi scegliere di ripartire la detrazione in quattro quote annuali di pari importo, barrando l’apposita casella nel modulo.

    Vedi anche: Detrazione spese mediche, Spese mediche specialistiche, Franchigia spese sanitarie, Spese mediche oltre 15.493 euro, Spese mediche per patologie esenti e Celiachia.

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