Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 227-bis D.P.R. 115/2002 – Quantificazione dell’importo dovuto

    Art. 227-bis D.P.R. 115/2002

    D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 – T.U. spese di giustizia

    1. La quantificazione dell'importo dovuto è effettuata secondo quanto disposto dall'articolo 211. Ad essa provvede l'ufficio ovvero, a decorrere dalla data di stipula della convenzione prevista dall' articolo 1, comma 367, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 , e successive modificazioni, e per i crediti ivi indicati, la società Equitalia Giustizia Spa.

  • Quadro K del 730/2026: cosa comunica l’amministratore di condominio

    In sintesi

    • Chi lo compila: gli amministratori di condominio negli edifici in carica al 31 dicembre 2025, a prescindere dal numero di condomini.
    • Due obblighi in uno: il quadro K serve sia per comunicare i dati catastali del condominio (interventi di ristrutturazione sulle parti comuni) sia per l’anagrafe tributaria dei fornitori.
    • Fornitori e acquisti: l’amministratore deve comunicare codice fiscale, dati anagrafici e importo complessivo degli acquisti di beni e servizi per ogni fornitore che ha ricevuto più di 258,23 euro nell’anno solare.
    • Esenzioni: non si comunicano le forniture di acqua, energia elettrica e gas, gli acquisti sotto 258,23 euro per singolo fornitore, e i servizi per i quali è già stata operata la ritenuta alla fonte (questi vanno nella dichiarazione sostituti d’imposta del condominio).
    • Più condomini: se si amministrano più edifici, si compila un quadro K distinto per ciascun condominio con numerazione progressiva unica.
    • Esonero dalla dichiarazione propria: se l’amministratore è esonerato dalla sua dichiarazione dei redditi, usa il quadro AC del Modello Redditi PF 2026 al posto del quadro K del 730.

    Cos'è il quadro K e a chi serve nel 730/2026

    Il quadro K del Modello 730 non riguarda il condomino che paga le spese, ma l’amministratore dell’edificio. È un adempimento di comunicazione: l’amministratore in carica al 31 dicembre 2025 deve trasmettere all’Agenzia delle Entrate due tipi di informazioni sull’edificio che gestisce.

    Il primo blocco riguarda gli interventi di recupero del patrimonio edilizio eseguiti sulle parti comuni: qui l’amministratore indica i dati catastali del condominio per consentire ai singoli condomini di fruire della detrazione per ristrutturazione edilizia in dichiarazione. Il secondo blocco è la comunicazione annuale all’Anagrafe Tributaria: l’amministratore segnala chi ha venduto beni o prestato servizi al condominio nell’anno solare, con l’importo totale degli acquisti per ciascun fornitore.

    Questo secondo obbligo esiste perché il condominio è un soggetto economico rilevante: paga ditte per lavori, artigiani, servizi di pulizia, manutenzione, ecc. L’Anagrafe Tributaria raccoglie questi dati per i controlli fiscali. Vediamo nel dettaglio cosa va comunicato e cosa invece è escluso.

    Quadro K: struttura delle sezioni
    Sezione Contenuto Rigo di riferimento
    Sezione I – Dati identificativi Codice fiscale e denominazione del condominio K1
    Sezione II – Dati catastali Dati catastali per interventi di recupero del patrimonio edilizio sulle parti comuni (foglio, particella, subalterno) K2 – K3
    Sezione III – Fornitori e acquisti Per ogni fornitore: codice fiscale o P.IVA, dati anagrafici, importo complessivo acquisti 2025 (superiore a 258,23 euro); esclusi: acqua, luce, gas e servizi con ritenuta alla fonte già operata K4 – K9

    Esempio pratico

    • Sempronio è amministratore di un condominio a Bologna. Nel 2025 il condominio ha pagato: ditta Rossi Impianti s.r.l. 4.500 euro per la manutenzione dell’ascensore (senza ritenuta), ditta Verdi Pulizie 1.200 euro, Enel 800 euro per energia elettrica parti comuni. Sempronio compila il quadro K: nella sezione III inserisce Rossi Impianti (4.500 euro) e Verdi Pulizie (1.200 euro). Non inserisce Enel: le forniture di energia elettrica sono escluse dall’obbligo. Se la ditta Verdi Pulizie fosse una persona fisica soggetta a ritenuta alla fonte, non andrebbe in K ma nella dichiarazione sostituti d’imposta del condominio.

    Documenti necessari

    • Codice fiscale del condominio
    • Visura catastale del condominio (per i dati di sezione II: foglio, particella, subalterno, comune catastale)
    • Registro delle fatture e dei pagamenti ai fornitori del condominio nel 2025 con importi lordi IVA
    • Codice fiscale o partita IVA di ciascun fornitore da comunicare
    • Dati anagrafici dei fornitori persone fisiche (nome, cognome, data e luogo di nascita, sesso)

    Caso 1 – Tizio amministra un condominio con lavori di ristrutturazione sulle parti comuni

    Scenario. Tizio è amministratore di un edificio in cui nel 2025 sono stati eseguiti lavori di rifacimento del tetto sulle parti comuni. I condomini vogliono fruire della detrazione per ristrutturazione edilizia.

    Come si applica. Tizio compila il quadro K del suo 730/2026. Nella sezione I (rigo K1) indica codice fiscale e denominazione del condominio. Nella sezione II (rigo K2) indica i dati catastali: codice comune, tipo catasto (U per edilizio urbano), foglio, particella e subalterno, ricavandoli dalla visura catastale. Se l’immobile non è ancora censito, indica gli estremi della domanda di accatastamento nel rigo K3. I singoli condomini potranno poi fruire della detrazione nelle proprie dichiarazioni.

    In pratica

    • La sezione II del quadro K serve a ‘sbloccare’ la detrazione per i condomini: senza i dati catastali comunicati dall’amministratore, i singoli non potrebbero detrarre le spese di ristrutturazione.
    • Se si compilano piu’ quadri per lo stesso condominio, i dati identificativi (rigo K1) vanno riportati su tutti i moduli.
    • La numerazione progressiva (‘Mod. N.’) deve essere unica per tutti i quadri compilati, anche se si riferiscono a condomini diversi.

    Caso 2 – Caio amministra più condomini e deve comunicare i fornitori

    Scenario. Caio amministra due condomini. Nel 2025 il primo ha acquistato servizi di portierato, pulizie e manutenzione. Il secondo ha solo pagato le bollette del gas e della luce condominiale.

    Come si applica. Caio compila un quadro K per il primo condominio (sezione III con i dati di portierato, pulizie, manutenzione, se i singoli fornitori superano 258,23 euro). Per il secondo condominio compila un quadro K separato: nella sezione III non indica nulla, perché le forniture di gas e energia elettrica sono esplicitamente escluse dall’obbligo. Se il portiere del primo condominio è soggetto a ritenuta alla fonte in quanto lavoratore dipendente, quell’importo non va nel quadro K ma nella dichiarazione sostituti d’imposta (modello 770) che il condominio deve presentare.

    In pratica

    • Acqua, energia elettrica e gas sono sempre esclusi dall’obbligo di comunicazione, anche se di importo elevato.
    • I fornitori con acquisti inferiori o uguali a 258,23 euro (lordi IVA) per l’anno solare non vanno comunicati.
    • I servizi con ritenuta già operata (es. lavoratori dipendenti del condominio, professionisti con ritenuta d’acconto) vanno nella dichiarazione sostituti d’imposta, non nel quadro K.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    L'obbligo del quadro K vale anche per i condomini con pochi proprietari?

    Sì. Le istruzioni del 730/2026 precisano che l’obbligo di comunicazione all’Anagrafe Tributaria sussiste anche se la carica di amministratore è stata conferita in un condominio con non più di otto condomini. Non c’è soglia minima di condomini per esonerare l’amministratore.

    Cosa succede se l'amministratore non deve presentare la propria dichiarazione dei redditi?

    In quel caso non usa il quadro K del 730 ma il quadro AC, che deve presentare unitamente al frontespizio del Modello Redditi PF 2026, con le modalità e i termini previsti per quel modello.

    I fornitori che ricevono pagamenti soggetti a ritenuta alla fonte vanno nel quadro K?

    No. Le forniture di servizi per le quali il condominio opera la ritenuta alla fonte non vanno nel quadro K: quelle somme e le relative ritenute devono essere esposte nella dichiarazione dei sostituti d’imposta (modello 770) che il condominio presenta separatamente.

    Devo indicare anche i condomini di altri edifici o super-condomini a cui ho corrisposto somme?

    Sì. Tra i fornitori da comunicare rientrano anche gli altri condomini, super condomini, consorzi o enti di pari natura ai quali il condominio amministrato abbia corrisposto somme superiori a 258,23 euro annue a qualsiasi titolo.

    Come si determina se un acquisto supera la soglia dei 258,23 euro?

    Il confronto va fatto con l’importo complessivo degli acquisti da un singolo fornitore nell’anno solare, al lordo dell’IVA gravante sull’acquisto. Se la somma totale pagata a un fornitore nel corso del 2025 supera 258,23 euro, quel fornitore va comunicato.

    Il quadro K va compilato anche se non ci sono stati interventi di ristrutturazione?

    La sezione II (dati catastali) si compila solo in presenza di interventi di recupero del patrimonio edilizio sulle parti comuni. La sezione III (fornitori) invece va compilata ogni anno se il condominio ha effettuato acquisti rilevanti, indipendentemente dai lavori di ristrutturazione.

  • Art. 120-ter D.Lgs. 209/2005 – (Trasparenza sui conflitti di interesse)

    Art. 120-ter D.Lgs. 209/2005 – (Trasparenza sui conflitti di interesse)

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    1. Prima della conclusione del contratto di assicurazione l'intermediario assicurativo comunica al contraente almeno le seguenti informazioni: a) se detiene una partecipazione diretta o indiretta pari o superiore al 10 per cento del capitale sociale o dei diritti di voto di una determinata impresa di assicurazione; b) se una determinata impresa di assicurazione, o l'impresa controllante di una determinata impresa di assicurazione, detiene una partecipazione diretta o indiretta pari o superiore al 10 per cento del capitale sociale o dei diritti di voto dell'intermediario assicurativo; c) se fornisce consulenze fondate su una analisi imparziale e personale ai sensi dell'articolo 119-ter, comma 4; d) fermo quanto previsto dal decreto-legge 31 gennaio 2007 n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40, se distribuisce determinati prodotti sulla base di un obbligo contrattuale che lo vincoli in modo esclusivo con una o più imprese di assicurazione; in tal caso l'intermediario comunica al contraente la denominazione di tali imprese; e) se distribuisce determinati prodotti in assenza di obblighi contrattuali con imprese di assicurazione di cui alla lettera d) e non fornisce una consulenza basata su una analisi imparziale e personale; in tal caso comunica la denominazione delle imprese di assicurazione con le quali ha o potrebbe avere rapporti d'affari; f) ogni altra informazione utile a garantire il rispetto delle regole di trasparenza previste dal comma 5 dell'articolo 119-bis.

  • Art. 227 D.P.R. 115/2002 – Concessionari

    Art. 227 D.P.R. 115/2002

    D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 – T.U. spese di giustizia

    1. Per l'affidamento in concessione del servizio, la vigilanza sui concessionari, il recesso, la decadenza e la revoca, il commissario governativo delegato, la remunerazione del servizio, l'accesso agli uffici pubblici, il discarico per inesigibilità, la procedura di discarico e reiscrizione nei ruoli, il recupero crediti, gli obblighi contabili e di garanzia, gli obblighi di versamento, la cauzione, il segreto d'ufficio, la trasmissione dei flussi informativi, la conservazione degli atti, la delega, la chiamata in causa dell' ente creditore, i giorni festivi, il personale addetto al servizio di riscossione, le sanzioni, il regime fiscale degli atti di affidamento delle concessioni, le potestà legislative delle Regioni a statuto speciale e province autonome, si applicano gli articoli 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, eccetto il comma 5 bis, 18, 19, 20, eccetto il comma 5, 21, 22, 23, 25, 26, 27, 28, 29, 30, 31, 32, 35, 36, 37, 38, 39, 40, 41, 42, 43, 44, 45, 46, 47, 48, 49, 50, 51, 52, 52 bis, 53, 54, 55, 56, e 70, del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112; nonché l'articolo 4 bis , del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 237; l'articolo 16 quinquies , del decreto-legge 28 dicembre 2001, n. 452 , convertito in legge 27 febbraio 2002, n. 16; l'articolo 46 , del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602 e l'articolo 9 , del decreto-legge 28 marzo 1997, n. 79 , convertito in legge 28 maggio 1997, n. 140 e successive modificazioni.

  • Iscritti AIRE e residenti all’estero: la dichiarazione dei redditi in Italia

    In sintesi

    • Chi non risiede in Italia nel 2025 o nel 2026 non può usare il Modello 730 e deve presentare il Modello REDDITI Persone fisiche.
    • L’iscrizione AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero) non basta da sola a esonerare dalla dichiarazione: conta se si producono redditi imponibili in Italia.
    • Redditi italiani tipici da dichiarare: affitti di immobili in Italia, pensioni erogate da enti italiani, redditi di lavoro svolto in Italia.
    • Attività e investimenti esteri: anche i residenti in Italia che possiedono conti o immobili all’estero devono compilare il quadro W del 730 o il quadro RW del modello Redditi PF.
    • Il Modello REDDITI PF va inviato telematicamente all’Agenzia delle Entrate, direttamente o tramite un intermediario abilitato in Italia.
    • Detrazioni per familiari residenti all’estero: dal 2025 non spettano ai contribuenti non cittadini italiani o UE/SEE.

    Residente all'estero: cosa cambia per la dichiarazione italiana

    Essere iscritti all’AIRE, cioè all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero, significa aver comunicato all’Italia che si vive stabilmente in un altro Paese. Ma questo non vuol dire automaticamente che non si hanno più obblighi fiscali in Italia. Se si percepisce un reddito imponibile qui – un affitto, una pensione, un lavoro – la dichiarazione italiana può essere ancora necessaria.

    La regola base che le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate fissano è questa: chi nel 2025 o nel 2026 non è residente in Italia non può usare il Modello 730 e deve presentare, se obbligato, il Modello REDDITI Persone fisiche 2026. Il 730, con i suoi vantaggi di semplicità e rimborso diretto in busta paga, è riservato a chi ha il domicilio fiscale in Italia.

    La residenza fiscale è una questione tecnica che non coincide sempre con l’iscrizione AIRE o con il semplice trasferimento all’estero. Le istruzioni rimandano alle «Condizioni per essere considerati residenti» riportate in Appendice al modello. Dal 2024 l’art. 2 del TUIR considera residente in Italia chi, per la maggior parte del periodo d’imposta (183 giorni, 184 negli anni bisestili, anche non consecutivi), si trova in almeno una di queste condizioni:

    • ha la residenza in Italia secondo il codice civile;
    • ha il domicilio in Italia, cioè il luogo in cui si sviluppano in via principale le relazioni personali e familiari;
    • è presente nel territorio dello Stato, contando anche le frazioni di giorno;
    • è iscritto all’anagrafe della popolazione residente: questa è però solo una presunzione, che ammette la prova contraria.

    Basta uno dei quattro criteri. Per questo l’iscrizione all’AIRE da sola non chiude la questione: chi è iscritto all’AIRE ma ha in Italia famiglia e relazioni principali, o vi passa la maggior parte dell’anno, resta fiscalmente residente. Al contrario, i cittadini italiani cancellati dall’anagrafe e trasferiti in un Paese a fiscalità privilegiata si presumono ancora residenti, salvo prova contraria (art. 2, comma 2-bis). Fonte: istruzioni 730/2026, Appendice, p. 136.

    Chi invece è residente in Italia ma possiede conti correnti, immobili o altre attività finanziarie all’estero deve compilare il quadro W del 730 (nel modello Redditi PF è il quadro RW) per comunicare queste attività e pagare le relative imposte (IVAFE sull’estero finanziario, IVIE sugli immobili esteri).

    Quale modello in base alla residenza
    Situazione Modello utilizzabile Note
    Residente in Italia con attività estere (conti, immobili) Modello 730 o REDDITI PF Quadro W obbligatorio per le attività estere
    Lavoratore italiano all'estero con retribuzione convenzionale Modello 730 Reddito calcolato su base convenzionale ministeriale
    Non residente in Italia nel 2025 e/o 2026 con redditi italiani Solo Modello REDDITI PF Invio telematico; chi è all’estero e non può trasmetterlo può spedirlo in forma cartacea
    Non residente senza alcun reddito italiano Nessuna dichiarazione Verifica sempre l'eventuale esonero

    Esempio pratico

    • Esempio: Tizio si è trasferito in Germania a marzo 2024 e si è iscritto all’AIRE. Nel 2025 percepisce l’affitto di un appartamento a Milano. Poiché non è residente in Italia né nel 2025 né nel 2026, non può usare il Modello 730. Deve presentare il Modello REDDITI PF 2026, inviandolo telematicamente all’Agenzia delle Entrate (o tramite un intermediario abilitato in Italia). Il reddito dell’appartamento milanese va dichiarato nel quadro RB del modello Redditi. Il conto bancario tedesco, invece, non va dichiarato in Italia: il quadro RW e l’IVAFE riguardano solo le persone fisiche residenti in Italia.

    Documenti necessari

    • Certificazione Unica (CU) 2026 se si hanno redditi di lavoro da sostituto italiano
    • Documentazione dei redditi fondiari italiani (contratti di affitto, visure catastali)
    • Estratti conto di conti correnti o depositi esteri (per il Quadro W/RW)
    • Documentazione di eventuali immobili posseduti all’estero
    • Certificato di residenza o documento che attesti lo stato di non residente
    • Codice fiscale italiano (tessera sanitaria o tesserino AdE)

    Italiano iscritto AIRE con pensione INPS: deve dichiarare?

    Scenario. Caio è iscritto all’AIRE dal 2020 e vive in Portogallo. Percepisce una pensione dall’INPS italiano e non ha altri redditi in Italia. Si chiede se deve ancora fare la dichiarazione italiana.

    Come si applica. Caio non è residente in Italia, quindi non può usare il Modello 730. Tuttavia la pensione INPS è un reddito prodotto in Italia: se supera le soglie di esonero, deve presentare il Modello REDDITI PF 2026, inviandolo telematicamente. Attenzione: potrebbe esistere una convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e Portogallo che disciplina quale Stato ha il diritto di tassare quella pensione. I testi delle convenzioni sono sul sito del Ministero dell’economia e delle finanze, nella sezione «Fiscalità internazionale». Se in Italia è stata trattenuta un’imposta superiore a quella prevista dalla convenzione, il rimborso si chiede con l’apposito modello al Centro Operativo di Pescara dell’Agenzia delle Entrate, entro 48 mesi dalla ritenuta.

    In pratica

    • Verificate se la pensione italiana è superiore alle soglie di esonero dalla dichiarazione.
    • Se siete obbligati, usate il Modello REDDITI PF, non il 730.
    • Inviate la dichiarazione telematicamente, anche tramite un CAF o professionista italiano.
    • Controllate se esiste una convenzione contro le doppie imposizioni con il vostro Paese di residenza.

    Residente in Italia con un conto corrente all'estero

    Scenario. Sempronia vive e lavora a Roma, ma ha un conto corrente in Svizzera con un saldo medio di 30.000 euro. Si chiede se deve dichiararlo e come.

    Come si applica. Sempronia è residente in Italia, quindi può usare il Modello 730/2026 per i suoi redditi ordinari. Per il conto svizzero deve però compilare il Quadro W del 730, che raccoglie le informazioni sugli investimenti e le attività finanziarie detenute all’estero. Per i conti correnti l’IVAFE è fissa: 34,20 euro l’anno, rapportati alla quota e ai giorni di possesso, e non è dovuta se la giacenza media annua non supera 5.000 euro. L’obbligo di monitoraggio, invece, non scatta per i conti esteri il cui valore massimo nell’anno non ha superato 15.000 euro. Con un saldo medio di 30.000 euro Sempronia deve compilare il quadro W e paga 34,20 euro di IVAFE. Il quadro va compilato anche se il conto non ha generato interessi: l’obbligo riguarda la detenzione, non solo i proventi. Fonte: istruzioni Redditi PF 2026, fascicolo 2, quadro RW (pp. 48-52).

    In pratica

    • Compilate il Quadro W del Modello 730 per dichiarare il conto estero.
    • Indicate il saldo al 31 dicembre 2025 e i giorni di detenzione nell’anno.
    • Calcolate l’eventuale IVAFE dovuta (il CAF o il professionista lo farà per voi).
    • Conservate gli estratti conto esteri come documentazione di supporto.

    Trasferimento all’estero in corso d’anno: 730 o modello Redditi?

    Il 730 è escluso se non sei residente in Italia nel 2025 oppure nel 2026. Chi si è trasferito all’estero nel corso del 2026 può quindi essere ancora residente per il 2025, e dichiarare in Italia tutti i redditi del 2025 ovunque prodotti, ma deve usare il modello Redditi PF 2026 e non il 730. Per l’anno del trasferimento conta la regola della maggior parte del periodo d’imposta: chi si è trasferito a dicembre 2025 è stato in Italia per la maggior parte del 2025 ed è residente per quell’anno, anche se si è iscritto all’AIRE.

    Quali redditi dichiara in Italia un iscritto AIRE

    Chi non è residente dichiara in Italia solo i redditi prodotti in Italia, salvo i casi di esonero. Non si dichiarano, per esempio, gli interessi e i dividendi italiani su cui è applicata una ritenuta a titolo d’imposta o un’imposta sostitutiva.

    Redditi di fonte italiana di un non residente
    Reddito Dove si indica nel modello Redditi PF Note
    Affitto o possesso di un immobile in Italia Quadro RB
    Pensione pagata da un ente italiano Quadro RC Quale Stato tassa dipende dalla convenzione contro le doppie imposizioni
    Lavoro dipendente svolto in Italia Quadro RC
    Conti, immobili e investimenti all’estero Non si dichiarano Quadro RW e IVAFE/IVIE riguardano solo i residenti

    I non residenti che producono in Italia almeno il 75% del reddito complessivo e non hanno agevolazioni analoghe nel Paese di residenza (i cosiddetti «non residenti Schumacker») barrano l’apposita casella nel frontespizio e applicano l’IRPEF con le regole generali, comprese deduzioni e detrazioni per carichi di famiglia. Fonte: istruzioni Redditi PF 2026, fascicolo 1 (p. 20) e fascicolo 2, parte III, persone fisiche non residenti (pp. 55-57).

    Come si presenta la dichiarazione dall’estero

    Il modello Redditi PF 2026 si trasmette in via telematica entro il 2 novembre 2026 (il 31 ottobre è sabato), direttamente con le credenziali dei servizi online dell’Agenzia delle Entrate oppure tramite un intermediario abilitato. I cittadini italiani residenti all’estero che non riescono a trasmetterla possono spedirla dall’estero in forma cartacea, in una busta indirizzata all’Agenzia delle Entrate, Centro Operativo di Venezia, via Giuseppe De Marchi 16, 30175 Marghera (VE), con cognome, nome, codice fiscale e la dicitura «Contiene dichiarazione Modello REDDITI 2026 Persone Fisiche». Fonte: istruzioni Redditi PF 2026, fascicolo 1, pp. 7-8.

    Se l’Agenzia contesta la residenza estera, conta poter dimostrare dove si vive davvero: vedi accertamento sulla residenza fiscale degli iscritti AIRE. Per l’imposta sui conti e immobili esteri dei residenti vedi IVIE e IVAFE e il quadro RW.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    Sono iscritto all’AIRE: devo fare la dichiarazione in Italia?

    Dipende. Se avete redditi prodotti in Italia (affitti, pensioni, lavoro svolto in Italia) e non rientrate nelle ipotesi di esonero, la dichiarazione è obbligatoria. In quel caso non potete usare il 730 ma dovete presentare il Modello REDDITI PF, in quanto non siete residenti in Italia.

    Posso usare il Modello 730 se vivo all’estero?

    No. Le istruzioni sono esplicite: chi nel 2025 o nel 2026 non è residente in Italia non può utilizzare il Modello 730 e deve presentare il Modello REDDITI PF 2026.

    Mi sono iscritto all’AIRE a dicembre 2025: per il 2025 sono residente in Italia?

    Di regola sì: conta dove sei stato per la maggior parte del periodo d’imposta (183 giorni). Per il 2025 dichiari in Italia tutti i redditi, ovunque prodotti, ma con il modello Redditi PF 2026, perché il 730 è escluso per chi non è residente nel 2025 o nel 2026.

    Iscritto AIRE: i conti correnti esteri vanno nel quadro RW?

    No. Il quadro RW e l’IVAFE riguardano le persone fisiche residenti in Italia. Chi è davvero non residente dichiara in Italia solo i redditi prodotti in Italia.

    Come invio il Modello REDDITI se sono all’estero?

    Il modello Redditi PF va trasmesso in via telematica entro il 2 novembre 2026, direttamente con le credenziali dei servizi online dell’Agenzia delle Entrate o tramite un intermediario abilitato in Italia. Chi è all’estero e non riesce a trasmetterlo può spedirlo in forma cartacea al Centro Operativo di Venezia dell’Agenzia delle Entrate.

    Ho un immobile all’estero: dove lo dichiaro?

    Se siete residenti in Italia, compilate il quadro W del 730 (o il quadro RW del modello Redditi PF) e può essere dovuta l’IVIE. Se siete iscritti all’AIRE e non residenti, l’immobile all’estero non va dichiarato in Italia: quadro RW, IVIE e IVAFE riguardano solo i residenti.

    Le detrazioni per i familiari che vivono all’estero spettano ancora?

    Dal 2025, le detrazioni per familiari fiscalmente a carico non spettano ai contribuenti che non sono cittadini italiani o di un Paese UE o aderente allo Spazio economico europeo, in relazione ai loro familiari residenti all’estero.

    Lavoro all’estero per un’azienda italiana: posso usare il 730?

    I lavoratori dipendenti italiani che operano stabilmente all’estero e il cui reddito è calcolato sulla base della retribuzione convenzionale ministeriale possono utilizzare il Modello 730, a condizione che siano ancora residenti in Italia.

  • Franchigie doganali: acquisti da extra-UE dei privati

    In sintesi

    • Soglia dazi 150 euro: le spedizioni da Paesi extra-UE con valore intrinseco fino a 150 euro sono esenti da dazio doganale.
    • IVA sempre dovuta: la franchigia riguarda solo i dazi; l’IVA all’importazione resta dovuta anche sotto i 150 euro, di norma riscossa tramite regime IOSS o dal vettore.
    • Regali tra privati: i pacchi inviati da un privato estero a un privato italiano come regalo sono esenti fino a 45 euro di valore intrinseco.
    • Sopra le soglie: si pagano dazio (calcolato sul valore doganale CIF) e IVA; l’importatore riceve solitamente un avviso dal corriere o dalla dogana.
    • Valore intrinseco: è il prezzo della merce, al netto di spese di trasporto e assicurazione; la dichiarazione del venditore sul pacco ne attesta l’importo.

    Quando non si pagano i dazi sugli acquisti dall'estero

    Comprare online da un negozio americano, cinese o di qualunque Paese fuori dall’Unione Europea può essere conveniente, ma non sempre il prezzo che vedi sul sito è quello che paghi alla consegna. In alcuni casi la dogana applica un dazio doganale – cioè un tributo riscosso all’ingresso della merce in Europa – e chiede anche l’IVA. In altri casi, invece, il pacco arriva senza costi aggiuntivi.

    La differenza dipende principalmente dal valore della merce e dalla natura della spedizione. Le regole che permettono di importare senza pagare dazi si chiamano franchigie doganali: sono esenzioni previste dalla normativa dell’Unione Europea, che distingue tra spedizioni commerciali di modico valore e pacchi regalo tra privati.

    Attenzione a un punto che spesso crea confusione: la franchigia dai dazi e quella dall’IVA non coincidono. Puoi ricevere un pacco esente da dazio ma dover comunque pagare l’IVA. Le due voci sono distinte e obbediscono a regole diverse.

    Vediamo nel dettaglio come funziona, con gli importi precisi e qualche esempio pratico.

    Franchigie doganali per i privati – riepilogo soglie
    Tipo di spedizione Soglia franchigia DAZI IVA
    Acquisto online / spedizione commerciale Fino a 150 euro (valore intrinseco) Dovuta anche sotto soglia (IOSS o vettore)
    Regalo tra privati (privato estero → privato italiano) Fino a 45 euro (valore intrinseco) Esente se rientra nella franchigia regalo
    Sopra le soglie Dazio applicabile in base a tariffa IVA applicabile

    Esempio pratico

    • Tizio acquista su un sito americano un paio di cuffie dal prezzo di 120 euro, con spedizione inclusa. Il valore intrinseco (cioè il prezzo della merce, senza considerare il trasporto fino alla frontiera UE) è 110 euro: resta sotto la soglia di 150 euro, quindi nessun dazio. L’IVA, però, è dovuta: il corriere la riscuote al momento della consegna oppure è già inclusa se il venditore aderisce al regime IOSS. Se invece le cuffie costassero 160 euro, scatterebbero sia il dazio (calcolato sull’intero valore doganale CIF) sia l’IVA.

    Documenti necessari

    • Fattura o ricevuta del venditore estero (con prezzo e descrizione della merce)
    • Eventuale dichiarazione del mittente sul valore del pacco (per spedizioni regalo)
    • Documento di trasporto o lettera di vettura (AWB, CMR, ecc.)
    • Avviso di sdoganamento del vettore o delle Dogane, se la merce supera le soglie

    Caso 1 – Tizio acquista accessori tech online

    Scenario. Tizio ordina da un rivenditore cinese una cover per smartphone e un cavo di ricarica per un totale di 28 euro, spedizione gratuita inclusa.

    Come si applica. Il valore intrinseco della merce (28 euro) è ben al di sotto della soglia di 150 euro prevista per le spedizioni commerciali. Nessun dazio è quindi applicabile. Per l’IVA, se il venditore aderisce al regime IOSS – sistema che permette ai venditori extra-UE di raccogliere l’IVA al momento della vendita – Tizio l’ha già pagata al checkout. In caso contrario, il corriere la addebita alla consegna. Il pacco arriva a casa senza ulteriori sorprese daziali.

    In pratica

    • Valore 28 euro: nessun dazio, perché sotto i 150 euro.
    • IVA dovuta: verificare se era già inclusa nel prezzo pagato online (regime IOSS) o viene addebitata dal corriere.
    • Se il pacco è trattenuto in dogana, il corriere invia un avviso con l’importo IVA da saldare prima della consegna.

    Caso 2 – Caio riceve un regalo dalla zia residente in Svizzera

    Scenario. La zia di Caio, residente in Svizzera, gli spedisce per il compleanno un libro e una scatola di cioccolatini del valore complessivo di 38 euro. Sul pacco scrive ‘regalo’ e indica il valore reale.

    Come si applica. Si tratta di una spedizione tra privati, con finalità di regalo. La soglia prevista per questi casi è di 45 euro. Poiché il valore intrinseco (38 euro) è inferiore, il pacco è esente sia dal dazio sia dall’IVA. Se invece la zia avesse aggiunto altri articoli portando il valore a 50 euro, le esenzioni decadrebbero entrambe: si pagherebbero dazio e IVA sull’intero importo.

    In pratica

    • Spedizione privato-privato come regalo: soglia 45 euro (valore intrinseco).
    • Sotto i 45 euro: esente sia da dazio sia da IVA.
    • Il valore deve essere dichiarato correttamente: dichiarare un valore inferiore al reale espone a sanzioni.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    La franchigia di 150 euro include anche le spese di spedizione?

    No. La soglia si applica al valore intrinseco della merce, cioè il prezzo pagato per i prodotti, al netto delle spese di trasporto e assicurazione. Tuttavia, il dazio viene poi calcolato sul valore CIF (merce più trasporto fino alla frontiera UE), se la soglia viene superata.

    Se compro più articoli dallo stesso venditore e li faccio spedire insieme, la franchigia vale per il totale o per ogni articolo?

    Vale per il valore totale della spedizione. Se il pacco contiene merce per 200 euro complessivi, la franchigia dai dazi non si applica, anche se ogni singolo articolo valesse meno di 150 euro.

    Devo fare qualcosa di speciale per beneficiare della franchigia?

    No, non serve presentare domande. La franchigia si applica automaticamente in dogana. Il vettore o il servizio postale gestisce la procedura. Se il valore è sotto soglia, il pacco passa direttamente.

    Cosa succede se il venditore dichiara un valore falso sul pacco per evitare i dazi?

    La dogana può aprire il pacco, verificare il contenuto e rideterminare il valore. In caso di dichiarazione falsa si applicano sanzioni, che possono riguardare sia il mittente sia, in alcuni casi, il destinatario.

    I prodotti usati spediti da privati godono delle stesse soglie?

    Sì, le soglie si applicano al valore intrinseco della merce, indipendentemente dal fatto che sia nuova o usata. Ciò che conta è la natura della spedizione (commerciale o regalo tra privati) e il valore dichiarato.

    Se ricevo un pacco con valore superiore a 150 euro, chi mi contatta per il pagamento?

    Di solito è il corriere a contattarti prima della consegna, indicando l’importo dei dazi e dell’IVA da versare. In alternativa, puoi ricevere una comunicazione dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli se la merce è trattenuta in dogana.

  • Art. 120-bis D.Lgs. 209/2005 – (Trasparenza sulle remunerazioni)

    Art. 120-bis D.Lgs. 209/2005 – (Trasparenza sulle remunerazioni)

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    1. 1. Fatto salvo quanto disposto dall'articolo 131 in materia di trasparenza sui compensi in relazione alla distribuzione di contratti di r.c. auto, l'intermediario assicurativo e l'intermediario assicurativo a titolo accessorio comunicano al contraente, prima della conclusione del contratto, la natura del compenso ricevuto in relazione al contratto distribuito, precisando se il compenso percepito consiste in: a) un onorario corrisposto direttamente dal cliente; b) una commissione inclusa nel premio assicurativo; c) altri tipi di compensi, compresi i benefici economici di qualsiasi tipo offerti o ricevuti in virtù dell'intermediazione effettuata; d) una combinazione dei compensi di cui alle lettere a), b) e c).

    2. Nel caso di cui al precedente comma 1, lettera a), l'intermediario assicurativo e l'intermediario assicurativo a titolo accessorio comunicano al contraente anche l'importo del compenso. Qualora ciò non sia possibile, forniscono al contraente informazioni relative al metodo per calcolare il compenso stesso.

    3. Se il contraente effettua dei pagamenti diversi dai premi in corso e dai pagamenti programmati previsti dal contratto di assicurazione dopo averlo stipulato, l'intermediario assicurativo e l'intermediario assicurativo a titolo accessorio comunicano al contraente le informazioni previste dai commi 1 e 2 per ciascuno di tali pagamenti.

    4. Prima della conclusione di un contratto di assicurazione, l'impresa di assicurazione informa il contraente in merito alla natura del compenso percepito dai propri dipendenti direttamente coinvolti nella distribuzione del contratto di assicurazione.

    5. Se il contraente effettua dei pagamenti diversi dai premi in corso e dai pagamenti programmati previsti dal contratto di assicurazione dopo averlo stipulato, l'impresa di assicurazione comunica al contraente anche le informazioni di cui al comma 4 per ciascuno di tali pagamenti.

    6. L'IVASS, con regolamento, stabilisce le modalità di comunicazione delle suddette informazioni, ai sensi dell'articolo 120-quater.

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  • Art. 120 D.Lgs. 209/2005 – (Informazione precontrattuale)

    Art. 120 D.Lgs. 209/2005 – (Informazione precontrattuale)

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    1. 1. Gli intermediari assicurativi iscritti al registro di cui all'articolo 109, comma 2, prima della conclusione del contratto e in caso di successive modifiche di rilievo o di rinnovo, forniscono al contraente le seguenti informazioni: a) nome, cognome o denominazione sociale, indirizzo della sede dell'attività e lo status di intermediario assicurativo; b) se fornisce sui prodotti assicurativi offerti la consulenza di cui all'articolo 119-ter, comma 3; c) le procedure di cui all'articolo 7 e relative disposizioni di attuazione che consentono ai contraenti e agli altri interessati di presentare reclamo nei confronti degli intermediari assicurativi nonché le procedure di risoluzione stragiudiziale delle controversie di cui all'articolo 187-ter e relative disposizioni di attuazione; d) la sezione del registro in cui è iscritto e i mezzi esperibili per verificare che sia effettivamente registrato; e) se l'intermediario agisce su incarico del cliente o se agisce in nome e per conto di una o più imprese di assicurazione.

    2. 2. Le imprese di assicurazione prima della conclusione del contratto e in caso di successive modifiche di rilievo o di rinnovo, forniscono al contraente le seguenti informazioni: a) denominazione sociale, indirizzo della sede legale e lo status di impresa di assicurazione; b) se fornisce sui prodotti assicurativi offerti la consulenza di cui all'articolo 119-ter, comma 2; c) le procedure di cui all'articolo 7 e relative disposizioni di attuazione che consentono ai contraenti e agli altri interessati di presentare reclamo nei confronti delle imprese di assicurazione nonché le procedure di risoluzione stragiudiziale delle controversie di cui all'articolo 187-ter e relative disposizioni di attuazione.

    3. Il distributore consegna al contraente, prima della conclusione del contratto e in caso di successive modifiche di rilievo o di rinnovo, la documentazione di cui all'articolo 185.

    4. Agli intermediari a titolo accessorio si applicano le disposizioni di cui al comma 1, lettere a), c) e d).

    5. Sono esclusi dagli obblighi informativi di cui al presente articolo e agli articoli 119-ter, 120-bis e 120-ter i distributori di prodotti assicurativi che operano nei grandi rischi e gli intermediari riassicurativi.

    6. L'IVASS, con regolamento, individua le modalità applicative del presente articolo.

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  • Spese mediche per patologie esenti: come indicarle nel 730

    In sintesi

    • Rigo E1 colonna 1: le spese per patologie esenti del contribuente vanno indicate separatamente dalle altre spese sanitarie.
    • Vantaggio specifico: se la detrazione supera l’imposta dovuta, l’eccedenza non si perde ma può essere usata da un familiare che ha sostenuto la spesa.
    • Rigo E2: serve quando hai pagato spese mediche per un familiare non a tuo carico che ha una patologia esente e la cui detrazione non ha trovato capienza nella sua imposta.
    • Massimale rigo E2: 6.197,48 euro. Le spese oltre questa cifra non danno ulteriore detrazione.
    • Franchigia di 129,11 euro: la detrazione del 19% si calcola solo sulla parte che supera questo importo, considerando insieme le spese di E1 ed E2.

    Cosa sono le patologie esenti e perché contano nella dichiarazione

    Alcune malattie o condizioni patologiche danno diritto all’esenzione dal ticket sanitario. Il Servizio Sanitario Nazionale riconosce questa esenzione per determinate prestazioni collegate alla patologia specifica. L’elenco completo si trova sul sito del Ministero della Salute (salute.gov.it).

    Nel 730, le spese mediche legate a queste patologie non vengono trattate come le spese sanitarie ordinarie. Hanno una colonna dedicata nel rigo E1 (la colonna 1) e seguono regole particolari: se la detrazione calcolata supera l’imposta che il malato deve pagare, la parte eccedente non si perde. Viene indicata nel prospetto di liquidazione (modello 730-3) affinché il familiare che ha pagato la spesa possa recuperare quella quota nel proprio 730, tramite il rigo E2.

    Questo meccanismo in due passaggi è pensato per tutelare chi soffre di malattie croniche o invalidanti, spesso con redditi bassi e quindi con un’imposta dovuta ridotta. Senza questa regola, la detrazione andrebbe in gran parte persa.

    Rigo E1 e rigo E2 a confronto
    Rigo Chi lo compila Cosa indica Massimale
    E1 colonna 1 Il malato stesso (o chi ne è fiscalmente responsabile) Spese sanitarie per patologie che danno diritto all'esenzione dal ticket, sostenute nell'interesse proprio Nessun limite specifico (concorre con E1 col. 2 e E2 alla franchigia di 129,11 euro)
    E2 Il familiare che ha pagato le spese per il malato non a suo carico Quota di detrazione che non ha trovato capienza nell'imposta del malato 6.197,48 euro

    Esempio pratico

    • Caio ha una patologia esente. Nel 2025 ha sostenuto 2.000 euro di spese mediche collegate a quella malattia. La sua IRPEF lorda dopo le detrazioni per lavoro è di 180 euro. La detrazione teorica spetterebbe su 2.000 – 129,11 = 1.870,89 euro: il 19% fa circa 355 euro. Ma Caio deve pagare solo 180 euro di imposta, quindi 355 – 180 = 175 euro di detrazione non trovano capienza. Il CAF annota questa eccedenza nel modello 730-3 di Caio. La sorella Caia, che ha pagato quelle spese per lui, può indicare nel proprio 730 al rigo E2 l’importo corrispondente (entro il massimale di 6.197,48 euro) e recuperare quella quota di detrazione nella sua dichiarazione.

    Documenti necessari

    • Certificazione della patologia esente rilasciata dall’ASL o dall’ente competente
    • Scontrini farmaceutici, fatture o ricevute delle prestazioni sanitarie legate alla patologia
    • Modello 730-3 (o quadro RN del Mod. REDDITI PF 2026) del familiare malato, da cui risulta l’eccedenza di detrazione non utilizzata (per chi compila il rigo E2)
    • Documentazione che attesta il pagamento con strumento tracciabile (per le spese a cui si applica l’obbligo di tracciabilità)

    Tizio ha una malattia cronica esente: dove indica le spese nel suo 730?

    Scenario. Tizio soffre di una patologia cronica riconosciuta dal SSN come esente. Nel 2025 ha speso 1.500 euro in visite specialistiche e farmaci collegati alla sua malattia. È lui stesso che sostiene la spesa e la vuole detrarre.

    Come si applica. Tizio indica i 1.500 euro nella colonna 1 del rigo E1 del proprio 730. Quelle spese non devono comparire anche nella colonna 2 dello stesso rigo (che è per le spese sanitarie ordinarie): le due colonne sono distinte. Chi presta l’assistenza fiscale calcolerà la detrazione del 19% sull’importo che supera la franchigia di 129,11 euro, considerando insieme le spese di E1 e E2. Se la detrazione supera l’imposta di Tizio, l’eccedenza verrà indicata nel modello 730-3 per eventuale uso da parte di un familiare.

    In pratica

    • Usa la colonna 1 del rigo E1 per le spese legate alla patologia esente: non metterle nella colonna 2.
    • Conserva la certificazione della patologia e tutti gli scontrini o fatture delle spese.
    • Controlla il modello 730-3 che ti consegna il CAF: se c’è un’eccedenza, comunicala al familiare che ha pagato le spese per te.

    Sempronia ha pagato le spese mediche per la madre malata non a suo carico: può detrarre qualcosa?

    Scenario. La madre di Sempronia ha una patologia esente ma non è fiscalmente a carico di Sempronia perché ha un reddito proprio. Sempronia ha pagato di tasca sua 3.000 euro di spese sanitarie per la madre. La madre ha già dichiarato quelle spese nel suo 730 ma la detrazione non ha trovato capienza nella sua imposta.

    Come si applica. Sempronia può indicare nel rigo E2 del suo 730 la quota di detrazione che non ha trovato capienza nell’imposta della madre. L’importo da inserire non è i 3.000 euro di spesa, ma la parte di detrazione eccedente risultante dal modello 730-3 della madre (o dal quadro RN del suo modello REDDITI). L’ammontare massimo che Sempronia può indicare in E2 è 6.197,48 euro. Anche su questa somma si applica la franchigia di 129,11 euro insieme alle spese di E1.

    In pratica

    • Chiedi alla madre il suo modello 730-3: l’eccedenza di detrazione è indicata tra i messaggi del prospetto di liquidazione.
    • Riporta quella cifra nel rigo E2 del tuo 730, fino al massimale di 6.197,48 euro.
    • Non indicare le stesse spese anche nel rigo E1: le colonne hanno destinazioni diverse.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    Come faccio a sapere se la mia malattia è esente?

    L’elenco delle patologie che danno diritto all’esenzione dal ticket è pubblicato sul sito del Ministero della Salute (salute.gov.it). L’esenzione è certificata dall’ASL di competenza, che rilascia un attestato da conservare insieme alle ricevute delle spese.

    Le spese per patologie esenti hanno la franchigia di 129,11 euro?

    Sì. La detrazione del 19% si calcola sull’importo che supera la franchigia di 129,11 euro, considerando insieme le spese indicate nei righi E1 ed E2.

    Cosa succede se la detrazione supera l'imposta che devo pagare?

    Per le spese di patologie esenti, la parte di detrazione che non trova capienza nell’imposta non va persa. Viene indicata nel prospetto di liquidazione (modello 730-3) e può essere utilizzata da un familiare che ha sostenuto la spesa, indicandola nel rigo E2 del suo 730.

    Qual è il limite per il rigo E2?

    L’ammontare massimo delle spese che si possono indicare nel rigo E2 è 6.197,48 euro.

    Devo pagare con carta o bancomat anche le spese per patologie esenti?

    L’obbligo di pagamento tracciabile per avere la detrazione del 19% non si applica alle spese per medicinali né alle prestazioni rese da strutture pubbliche o da strutture private accreditate al SSN. Per le spese private non accreditate conviene comunque usare uno strumento tracciabile.

    Posso detrarre le spese per una patologia esente di un figlio fiscalmente a carico?

    Sì. Le spese sanitarie dei familiari fiscalmente a carico vanno indicate nel rigo E1 colonna 2 (spese sanitarie ordinarie) o colonna 1 (se relative a patologie esenti). Il documento deve essere intestato al contribuente o al figlio a carico.

    Vedi anche: Detrazione spese mediche, Spese mediche all’estero, Spese mediche specialistiche, Franchigia spese sanitarie, Spese mediche oltre 15.493 euro e Celiachia.

  • Art. 225 D.P.R. 115/2002 – Esenzioni

    Art. 225 D.P.R. 115/2002

    D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 – T.U. spese di giustizia

    1. Per le esenzioni, la riduzione di tasse, i diritti relativi a procedure esecutive si applicano gli articoli 47 e 48, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602 e l' articolo 66, comma 2, del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112 e successive modificazioni.

  • Art. 224 D.P.R. 115/2002 – Riscossione coattiva

    Art. 224 D.P.R. 115/2002

    D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 – T.U. spese di giustizia

    1. Per la riscossione coattiva mediante espropriazione forzata mobiliare, presso terzi, immobiliare, di beni mobili registrati, per le procedure concorsuali si applicano rispettivamente gli articoli 45 , 46 , 49 , 50 , 51 , 52 , 53 , 54 , 55 , 56 , 58 , 59 , 61 , 62 , 63 , 64 , 65 , 66 , 67 , 68 , 69 , 70 , 71 , 72 , 73 , 74 , 75 , 76 , 77 , 78 , 79 , 80 , 81 , 82 , 83 , 84 , 86 , 87 , 90, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602 ; gli articoli 30 e 31, del decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46 , nonché gli articoli 33 e 34 del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112 e successive modificazioni.

  • Art. 119-ter D.Lgs. 209/2005 – (Consulenza e norme per le vendite senza consulenza)

    Art. 119-ter D.Lgs. 209/2005 – (Consulenza e norme per le vendite senza consulenza)

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    1. 1. Prima della conclusione di un contratto di assicurazione, il distributore di prodotti assicurativi: a) acquisisce dal contraente ogni informazione utile a identificare le richieste ed esigenze del contraente medesimo, al fine di valutare l'adeguatezza del contratto offerto; e b) fornisce allo stesso informazioni oggettive sul prodotto assicurativo in una forma comprensibile al fine di consentirgli di prendere una decisione informata.

    2. Qualsiasi contratto proposto deve essere coerente con le richieste e le esigenze assicurative del contraente.

    3. Se viene offerta una consulenza prima della conclusione del contratto, il distributore di prodotti assicurativi fornisce al contraente una raccomandazione personalizzata contenente i motivi per cui un particolare contratto è ritenuto più indicato a soddisfare le richieste e le esigenze del contraente medesimo.

    4. Quando un intermediario assicurativo fornisce consulenze fondate su un'analisi imparziale e personale, lo stesso deve fondare tali consulenze sull'analisi di un numero sufficiente di contratti di assicurazione disponibili sul mercato, che gli consenta di formulare una raccomandazione personalizzata, secondo criteri professionali, in merito al contratto assicurativo adeguato a soddisfare le esigenze del contraente.

    5. L'IVASS disciplina con regolamento le modalità applicative del presente articolo, tenendo conto delle differenti esigenze di protezione e tipologie degli assicurati, della diversa tipologia dei rischi, delle caratteristiche e complessità del contratto offerto e delle cognizioni e della capacità professionale degli addetti all'attività di distribuzione. L'IVASS disciplina altresì con regolamento le modalità di tenuta della documentazione concernente l'attività svolta.

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Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.