In sintesi
- Chi deduce: il datore di lavoro domestico (chi paga la colf, la baby-sitter o l’assistente familiare), non il lavoratore.
- Cosa si deduce: la quota dei contributi previdenziali e assistenziali a carico del datore di lavoro versata all’INPS.
- Massimale annuo: la deduzione spetta fino a un importo massimo di 1.549,37 euro per anno d’imposta.
- Effetto: riduce il reddito complessivo su cui si calcola l’IRPEF, non direttamente l’imposta (non è una detrazione).
- Rigo del 730: l’importo va indicato nel rigo E23 della Sezione II del Quadro E.
Che cosa sono i contributi deducibili per addetti ai servizi domestici
Quando assumi una colf, una baby-sitter, una badante o un assistente familiare, diventi datore di lavoro domestico. Come tale sei obbligato a versare all’INPS i contributi previdenziali e assistenziali per il tuo dipendente: una parte è a tuo carico, una parte viene trattenuta dalla busta paga del lavoratore.
La buona notizia è che la quota a tuo carico puoi dedurla dal tuo reddito complessivo. Questo significa che l’importo versato all’INPS riduce la base su cui viene calcolata l’IRPEF: paghi meno tasse perche il reddito imponibile scende. La deduzione è prevista dal rigo E23 della Sezione II del Quadro E del Modello 730.
Attenzione: si tratta di una deduzione, non di una detrazione. Con la deduzione risparmi in proporzione alla tua aliquota IRPEF marginale (il risparmio varia da persona a persona), mentre con la detrazione avresti uno sconto fisso sull’imposta. In ogni caso, l’agevolazione è concreta e vale la pena farla valere ogni anno.
Il massimale deducibile è di 1.549,37 euro: anche se hai versato contributi per importi superiori, la parte eccedente non produce ulteriore vantaggio fiscale. Non possono essere indicate le spese che nello stesso anno sono state rimborsate dal datore di lavoro in sostituzione di retribuzioni premiali.
| Voce | Dettaglio |
|---|---|
| Chi può dedurre | Il datore di lavoro domestico (privato) |
| Cosa si deduce | Quota contributi INPS a carico del datore |
| Massimale annuo deducibile | 1.549,37 euro |
| Dove indicarlo nel 730 | Rigo E23, Sezione II, Quadro E |
| Effetto fiscale | Riduzione del reddito complessivo imponibile |
| Esclusioni | Importi rimborsati come retribuzione premiale |
Esempio pratico
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Tizio assume una colf con contratto regolare e nel 2025 versa all’INPS 1.200 euro di contributi a proprio carico. Nel 730/2026 indica 1.200 euro al rigo E23: il suo reddito imponibile scende di 1.200 euro. Se la sua aliquota marginale IRPEF e del 35%, il risparmio di imposta e di 420 euro. Se invece avesse versato 2.000 euro, la deduzione resterebbe comunque ferma al massimale di 1.549,37 euro.
Documenti necessari
- Bollettini MAV o ricevute di pagamento INPS dei contributi domestici
- Contratto di lavoro domestico regolare (da conservare)
- Estratto contributivo INPS o cedolino paga del dipendente
- Certificazione Unica (se il datore e anche lavoratore dipendente)
Caso 1: badante assunta tutto l'anno
Scenario. Caio ha assunto una badante per assistere la madre anziana. Nel 2025 ha versato 1.800 euro di contributi INPS come datore di lavoro.
Come si applica. Caio puo dedurre soltanto il massimale di 1.549,37 euro, non l’intero importo versato. I 250,63 euro in eccesso non producono alcun vantaggio fiscale. Indica 1.549,37 al rigo E23 del Quadro E. La sua dichiarazione beneficia di una riduzione di reddito pari al massimale.
In pratica
- Inserire 1.549,37 euro al rigo E23 (non l’importo effettivo se superiore al massimale).
- Conservare i bollettini INPS come documentazione in caso di controllo.
Caso 2: colf part-time assunta da meta anno
Scenario. Sempronia assume una colf a luglio 2025 con orario ridotto. I contributi INPS a suo carico per i sei mesi ammontano a 600 euro.
Come si applica. Sempronia deduce l’intero importo versato (600 euro), perche e ben al di sotto del massimale di 1.549,37 euro. Non e richiesta alcuna proporzione temporale: conta l’importo effettivamente versato nel 2025.
In pratica
- Indicare 600 euro al rigo E23: la deduzione e piena, nessun calcolo proporzionale necessario.
- Anche i contributi versati per periodi parziali dell’anno danno diritto alla deduzione integrale (nei limiti del massimale).
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Fonti e approfondimenti
Domande frequenti
Posso dedurre anche i contributi che il lavoratore paga di tasca sua?
No. La deduzione riguarda esclusivamente la quota a carico del datore di lavoro. I contributi che trattieni dalla busta paga del dipendente non sono deducibili per te.
Vale anche per la baby-sitter?
Si. Le istruzioni AdE citano esplicitamente colf, baby-sitter e assistenti di persone anziane come categorie coperte dal rigo E23.
Devo pagare i contributi in un certo modo per poter dedurre?
Non e previsto l’obbligo di pagamento tracciabile per questa deduzione (a differenza di alcune detrazioni). Tuttavia conserva sempre i bollettini MAV o le ricevute di pagamento INPS.
Se ho piu lavoratori domestici, il massimale si moltiplica?
No. Il massimale di 1.549,37 euro e unico, indipendentemente dal numero di lavoratori domestici che hai assunto.
Questa deduzione e diversa dalla detrazione per addetti all'assistenza personale?
Si. La detrazione per spese di assistenza (rigo E15 della Sezione I) riguarda le spese pagate direttamente al lavoratore o a strutture, e compete a chi ha bisogno di assistenza con reddito non superiore a 40.000 euro. La deduzione al rigo E23 riguarda invece i contributi INPS versati come datore di lavoro.
Vedi anche: Contributi colf e badanti deducibili, Contributi volontari e riscatto laurea, Trattamento integrativo e detrazioni da lavoro dipendente, Pensione di vecchiaia, Artigiano e anche dipendente e Fringe benefit.