Testo dell'articoloVigente
In sintesi
- Il comma 109 consente a regioni ed enti locali di definire in modo agevolato le entrate patrimoniali (Titolo 3 del bilancio).
- Il comma 110 esclude la sanatoria sui tributi propri dell’ente (IMU, TARI e simili restano fuori).
- Rientrano tra le entrate patrimoniali: canoni di locazione/concessione di beni comunali, oneri di urbanizzazione, rette di nidi e mense, sanzioni non tributarie, interessi.
- È una facoltà, non un diritto: serve che l’ente adotti un apposito regolamento/atto per attivarla.
- Senza la delibera dell’ente non c’è alcuno sconto: occorre verificare le decisioni del proprio Comune o regione.
Cosa prevede la Legge di Bilancio 2026
Il comma 109 della Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) attribuisce a regioni ed enti locali la facoltà di adottare forme di definizione agevolata anche per le entrate di natura patrimoniale. Il successivo comma 110 chiude invece la facoltà di sanatoria sui tributi propri: tributi locali fuori, entrate patrimoniali dentro.
Approfondimento normativo completo: Comma 109 LB26: definizione agevolata delle entrate patrimoniali.
Tributi locali fuori, entrate patrimoniali dentro
Il comma 109 va letto in coordinamento con il comma 110: il legislatore statale opera una distinzione netta. La facoltà di definizione agevolata viene aperta per le entrate di natura patrimoniale, mentre resta chiusa per i tributi propri dell’ente. In altre parole: i tributi locali (come IMU o TARI) non possono essere oggetto di sanatoria locale, le entrate patrimoniali sì.
La distinzione segue la classificazione contabile del D.Lgs. 118/2011 (armonizzazione): le entrate tributarie (Titolo 1) sono escluse, le entrate extra-tributarie patrimoniali (Titolo 3) sono il possibile ambito di definizione.
Cosa rientra tra le entrate patrimoniali? In base alla prassi contabile: i proventi dall’utilizzo del patrimonio (canoni di locazione di immobili comunali, canoni di concessione di beni demaniali e per servizi pubblici locali); gli oneri di urbanizzazione e i contributi di costruzione (artt. 16-17 D.P.R. 380/2001); le rette e tariffe dei servizi a domanda individuale (asili nido, mense, impianti sportivi); le sanzioni amministrative pecuniarie non tributarie; gli interessi attivi e altri proventi finanziari.
Cosa verificare per capire se puoi accedere allo sconto
- La natura del debito: deve essere un’entrata patrimoniale (Titolo 3), non un tributo locale (Titolo 1).
- Se l’ente (Comune o regione) ha effettivamente adottato un regolamento o atto di definizione agevolata: è una facoltà, non automatica.
- I termini, le modalità e le eventuali condizioni (es. abbattimento di interessi o sanzioni) fissati dall’atto dell’ente.
- La documentazione del debito (avvisi, ingiunzioni, ruoli patrimoniali) per inquadrarlo correttamente.
- Le scadenze di adesione previste dal regolamento locale.
Caso 1 — Tizio con rette del nido arretrate
Scenario. Tizio ha rette dell’asilo nido comunale non pagate da alcuni anni. Si chiede se possa beneficiare di una definizione agevolata.
Come si legge in pratica. Le rette di servizi a domanda individuale (come l’asilo nido) sono entrate patrimoniali (Titolo 3) e rientrano nell’ambito aperto dal comma 109. Tizio può accedere a uno sconto solo se il suo Comune ha adottato un regolamento di definizione agevolata per queste entrate. In assenza della delibera comunale, la facoltà non opera.
In pratica
- Le rette nido sono entrate patrimoniali: definibili in astratto.
- Serve però la delibera del Comune.
- Senza atto dell’ente non c’è sconto.
Caso 2 — Caio e l'IMU arretrata
Scenario. Caio spera di sanare in modo agevolato anche dell’IMU non versata al Comune.
Come si legge in pratica. Non è possibile per questa via: il comma 110 esclude la facoltà di sanatoria sui tributi propri dell’ente, e l’IMU è un tributo locale (Titolo 1). La definizione agevolata del comma 109 riguarda solo le entrate patrimoniali. Per i tributi locali Caio dovrà valutare altri strumenti (eventuali definizioni nazionali o la rateazione ordinaria).
Attenzione
- IMU e tributi locali: esclusi (comma 110).
- La definizione agevolata copre solo le entrate patrimoniali.
- Per i tributi servono strumenti diversi.
Caso 3 — Sempronio con canone di concessione
Scenario. Sempronio ha un canone di concessione di un bene comunale arretrato e vuole sapere se può chiudere la posizione con uno sconto.
Come si legge in pratica. Il canone di concessione di un bene comunale è un’entrata patrimoniale e rientra nell’ambito del comma 109. Anche qui, però, l’accesso dipende dall’adozione di un regolamento da parte dell’ente, che ne fisserà condizioni (ad esempio l’eventuale abbattimento di interessi) e termini. Sempronio dovrà verificare se e in che termini il Comune ha attivato la misura.
Punto chiave
- Canoni di concessione: entrate patrimoniali, definibili.
- Condizioni e termini li fissa il regolamento dell’ente.
- Verificare la delibera comunale di riferimento.
Quando conviene una verifica
Per inquadrare la natura del debito e valutare l’adesione conviene il supporto di un professionista esperto in tributi ed entrate locali: trova un esperto in entrate locali.
Norme e fonti collegate
- Comma 109 LB26: definizione agevolata delle entrate patrimoniali (Legge in Chiaro)
- Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) su Normattiva
Domande frequenti
Cosa permette il comma 109 della Legge di Bilancio 2026?
Consente a regioni ed enti locali di adottare forme di definizione agevolata per le entrate di natura patrimoniale (Titolo 3), come canoni, rette, oneri di urbanizzazione e sanzioni non tributarie.
Posso sanare in modo agevolato l'IMU o la TARI?
No. Il comma 110 esclude la sanatoria sui tributi propri dell’ente. La definizione agevolata del comma 109 riguarda solo le entrate patrimoniali, non i tributi locali.
Cosa sono le entrate patrimoniali?
Sono le entrate extra-tributarie del Titolo 3 del bilancio: canoni di locazione e concessione di beni comunali, oneri di urbanizzazione, rette di servizi a domanda individuale (nidi, mense), sanzioni non tributarie, interessi attivi.
Lo sconto è automatico?
No: è una facoltà degli enti. Serve che il Comune o la regione adotti un apposito regolamento o atto che attivi la definizione agevolata e ne fissi condizioni e termini.
Come faccio a sapere se il mio Comune l'ha attivata?
Occorre verificare gli atti e i regolamenti dell’ente (delibere comunali o regionali): senza un provvedimento che attivi la misura, la definizione agevolata non opera.
Domande frequenti
Cosa permette il comma 109 della Legge di Bilancio 2026?
Consente a regioni ed enti locali di adottare forme di definizione agevolata per le entrate di natura patrimoniale (Titolo 3), come canoni, rette, oneri di urbanizzazione e sanzioni non tributarie.
Posso sanare in modo agevolato l'IMU o la TARI?
No. Il comma 110 esclude la sanatoria sui tributi propri dell'ente. La definizione agevolata del comma 109 riguarda solo le entrate patrimoniali, non i tributi locali.
Cosa sono le entrate patrimoniali?
Sono le entrate extra-tributarie del Titolo 3 del bilancio: canoni di locazione e concessione di beni comunali, oneri di urbanizzazione, rette di servizi a domanda individuale (nidi, mense), sanzioni non tributarie, interessi attivi.
Lo sconto è automatico?
No: è una facoltà degli enti. Serve che il Comune o la regione adotti un apposito regolamento o atto che attivi la definizione agevolata e ne fissi condizioni e termini.
Come faccio a sapere se il mio Comune l'ha attivata?
Occorre verificare gli atti e i regolamenti dell'ente (delibere comunali o regionali): senza un provvedimento che attivi la misura, la definizione agevolata non opera.
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