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Quanti giorni mancano?
Conta i giorni esatti tra due date, con o senza estremi: utile per termini e scadenze.
In sintesi
- Per il parto plurimo (gemelli o più) il congedo del padre dell’art. 47 passa da 8 a 14 giorni.
- L’incremento è speculare a quello del caso ordinario (da 5 a 10 giorni).
- Il congedo resta indennizzato al 100% della retribuzione e coperto da contribuzione figurativa.
- Si affianca, restandone distinto, al congedo di paternità obbligatorio di 10 giorni della L. 92/2012.
- Per la decorrenza e le modalità di domanda fa fede la prassi operativa dell’INPS.
Cosa prevede la Legge di Bilancio 2026
Il comma 220 della Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025), modificando l’art. 47, comma 2, del D.Lgs. 151/2001, eleva il congedo del padre in caso di parto plurimo da 8 a 14 giorni (oltre a portare da 5 a 10 giorni il limite ordinario).
Approfondimento normativo completo: Comma 220 LB 2026: congedo paternità obbligatorio a 10 giorni.
Perché il parto plurimo ha un limite più alto
Il legislatore riconosce che la nascita di due o più figli richiede un impegno maggiore nelle prime settimane. Per questo l’art. 47, comma 2, del D.Lgs. 151/2001 prevede da sempre un limite più elevato per il parto plurimo rispetto al parto singolo.
Il comma 220 della Legge di Bilancio 2026 aggiorna entrambi i valori in modo coerente: il limite ordinario sale da 5 a 10 giorni, quello per parto plurimo da 8 a 14 giorni. Il trattamento economico e previdenziale non cambia: indennità al 100% della retribuzione e contribuzione figurativa piena.
Documenti e verifiche utili
- Certificazione del parto plurimo, da cui risulta la nascita di due o più figli.
- CCNL applicato, per eventuali condizioni di miglior favore.
- Distinzione tra congedo art. 47 (qui 14 giorni) e congedo obbligatorio L. 92/2012 (10 giorni).
- Istruzioni INPS aggiornate per modalità di domanda e conguaglio nel 2026.
Caso 1 — Tizio, padre di due gemelli
Scenario. Tizio diventa padre di due gemelli a marzo 2026. Vuole sapere se può fruire di 14 giorni di congedo del padre invece dei 10 previsti per il parto singolo.
Come si legge in pratica. Sì. Trattandosi di parto plurimo, il limite dell’art. 47 è di 14 giorni (e non 10). Tizio può quindi fruire fino a 14 giorni, indennizzati al 100% e coperti da contribuzione figurativa.
In pratica
- Parto plurimo: fino a 14 giorni di congedo art. 47 (era 8).
- Pagamento al 100% della retribuzione.
- Contribuzione figurativa piena.
Caso 2 — Caio confronta parto singolo e plurimo
Scenario. Caio, al primo figlio singolo, ha diritto a 10 giorni. Si chiede perché un collega con gemelli ne abbia 14.
Come si legge in pratica. La differenza è strutturale: l’art. 47 distingue il parto singolo (10 giorni dal 2026) dal parto plurimo (14 giorni dal 2026). Non si tratta di un beneficio aggiuntivo discrezionale, ma del diverso limite fissato dalla norma in base al tipo di parto.
Confronto
- Parto singolo: 10 giorni (era 5).
- Parto plurimo: 14 giorni (era 8).
- Stesso trattamento economico al 100%.
Caso 3 — Sempronio e il cumulo con l'obbligatorio
Scenario. Sempronio, padre di gemelli, ha già usato i 10 giorni di congedo obbligatorio. Può aggiungere i 14 giorni dell’art. 47?
Come si legge in pratica. I due congedi hanno basi normative diverse e sono autonomi: il congedo obbligatorio deriva dalla L. 92/2012, quello dell’art. 47 dal Testo unico del 2001. Non si elidono. È però opportuno verificare con datore e INPS le concrete modalità di fruizione e la corretta imputazione dei periodi.
Attenzione
- Congedo obbligatorio (10 gg) e art. 47 (14 gg per gemelli): distinti.
- Possono coesistere, con domande separate.
- Modalità operative da verificare nelle istruzioni INPS 2026.
Quando conviene una verifica
Per gestire al meglio congedi multipli e impatto retributivo è utile il supporto di un consulente del lavoro: trova un consulente del lavoro.
Norme e fonti collegate
- Comma 220 LB 2026: congedo paternità obbligatorio a 10 giorni (Legge in Chiaro)
- Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) su Normattiva
Domande frequenti
Per i gemelli quanti giorni di congedo spettano al padre?
Con il comma 220 della Legge di Bilancio 2026, in caso di parto plurimo il congedo del padre dell’art. 47 D.Lgs. 151/2001 passa da 8 a 14 giorni, indennizzati al 100% della retribuzione.
I 14 giorni valgono anche per tre o più figli?
L’art. 47, comma 2, parla di parto plurimo senza distinguere tra due, tre o più figli: il limite elevato di 14 giorni si applica al parto plurimo in quanto tale.
Il congedo per parto plurimo è pagato per intero?
Sì, l’indennità è pari al 100% della retribuzione (art. 29 D.Lgs. 151/2001), anticipata dal datore e conguagliata con l’INPS, con contribuzione figurativa piena.
Posso aggiungere il congedo di paternità obbligatorio?
Sì: il congedo obbligatorio di 10 giorni (L. 92/2012, D.Lgs. 105/2022) è un istituto distinto e autonomo rispetto al congedo dell’art. 47, e i due possono coesistere.
Da quando si applicano i 14 giorni?
La modifica deriva dalla Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025); per la concreta decorrenza e le modalità di domanda occorre fare riferimento alle istruzioni dell’INPS.
Domande frequenti
Per i gemelli quanti giorni di congedo spettano al padre?
Con il comma 220 della Legge di Bilancio 2026, in caso di parto plurimo il congedo del padre dell'art. 47 D.Lgs. 151/2001 passa da 8 a 14 giorni, indennizzati al 100% della retribuzione.
I 14 giorni valgono anche per tre o più figli?
L'art. 47, comma 2, parla di parto plurimo senza distinguere tra due, tre o più figli: il limite elevato di 14 giorni si applica al parto plurimo in quanto tale.
Il congedo per parto plurimo è pagato per intero?
Sì, l'indennità è pari al 100% della retribuzione (art. 29 D.Lgs. 151/2001), anticipata dal datore e conguagliata con l'INPS, con contribuzione figurativa piena.
Posso aggiungere il congedo di paternità obbligatorio?
Sì: il congedo obbligatorio di 10 giorni (L. 92/2012, D.Lgs. 105/2022) è un istituto distinto e autonomo rispetto al congedo dell'art. 47, e i due possono coesistere.
Da quando si applicano i 14 giorni?
La modifica deriva dalla Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025); per la concreta decorrenza e le modalità di domanda occorre fare riferimento alle istruzioni dell'INPS.
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