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Ultimo aggiornamento: 30 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

In sintesi

Dal reddito all'imposta: i passaggi fondamentali

Quando si parla di dichiarazione dei redditi, due concetti vengono spesso confusi: deduzione e detrazione. Capire la differenza aiuta a capire quanto davvero si risparmia e perche certi vantaggi fiscali pesano piu di altri.

Il punto di partenza e il reddito complessivo: e la somma di tutte le entrate che concorrono alla formazione della base imponibile IRPEF. Ci rientrano, per esempio, il reddito da lavoro dipendente o da pensione, i redditi degli immobili (abitazione, affitti), i redditi da lavoro autonomo occasionale e altri redditi previsti dalla legge. Il reddito dell’abitazione principale gode di una deduzione specifica (la cosiddetta deduzione per abitazione principale), che lo scorporo dal calcolo.

Dal reddito complessivo si sottraggono gli oneri deducibili: si tratta di spese che la legge ammette in riduzione della base imponibile. Esempi tipici: i contributi previdenziali obbligatori (rigo E21), i contributi versati per i lavoratori domestici (rigo E23), le erogazioni a istituzioni religiose (rigo E24), le spese mediche e di assistenza per disabili (rigo E25), i contributi ai fondi pensione complementari (righi E27-E30). Il risultato e il reddito imponibile.

Sull’imponibile si applicano le aliquote IRPEF per scaglioni, ottenendo l’imposta lorda. Da questa si sottraggono poi le detrazioni: sconti fissi sull’imposta dovuta (non sul reddito). Le detrazioni piu note sono quelle per spese sanitarie (19% della spesa che supera la franchigia di 129,11 euro), per interessi sul mutuo, per ristrutturazioni. Il risultato finale e l’imposta netta.

Schema semplificato: dal reddito all'imposta netta
Passaggio Cosa accade
Reddito complessivo Somma di tutti i redditi imponibili (lavoro, immobili, ecc.)
meno Oneri deducibili (Sez. II Quadro E) Contributi previdenziali, contributi colf, donazioni religiose, spese disabilita, previdenza complementare, ecc.
= Reddito imponibile Base su cui si applicano le aliquote IRPEF per scaglioni
Aliquote IRPEF per scaglioni (2025) 3 scaglioni, primo al 23%
= Imposta lorda IRPEF calcolata sul reddito imponibile
meno Detrazioni d'imposta (Sez. I Quadro E) Spese sanitarie, mutuo, istruzione, ristrutturazioni, ecc.
= Imposta netta Imposta effettivamente dovuta

Esempio pratico

  • Tizio ha un reddito da lavoro dipendente di 32.000 euro nel 2025. Nel corso dell’anno ha versato: 500 euro di contributi INPS per la colf (rigo E23) e 900 euro alla previdenza complementare (rigo E27). Totale oneri deducibili: 1.400 euro. Reddito imponibile = 32.000 – 1.400 = 30.600 euro. Su 30.600 euro si applicano le aliquote IRPEF. Oltre a cio, Tizio ha anche 1.500 euro di spese sanitarie (rigo E1): la detrazione del 19% si calcola sulla parte che supera 129,11 euro, quindi su 1.370,89 euro, per una detrazione di circa 260 euro che si sottrae dall’imposta lorda gia calcolata. Le deduzioni hanno ridotto la base imponibile; la detrazione riduce l’imposta finale.

Documenti necessari

  • Certificazione Unica rilasciata dal datore di lavoro o ente pensionistico (per redditi di lavoro dipendente e pensione)
  • Dichiarazione dei redditi dell’anno precedente (per eventuali redditi fondiari gia dichiarati)
  • Documentazione degli oneri deducibili (ricevute contributi INPS, attestazioni fondi pensione, ricevute donazioni, ecc.)
  • Fatture e ricevute delle spese per le quali si richiede la detrazione d’imposta

Caso 1: lavoratrice dipendente con contributi previdenziali e donazione

Scenario. Caio e una lavoratrice dipendente con reddito di 28.000 euro. Ha versato 200 euro di contributi volontari INPS (rigo E21) e donato 600 euro alla Chiesa Evangelica Valdese (rigo E24). Ha anche sostenuto 800 euro di spese mediche (rigo E1).

Come si applica. Oneri deducibili totali: 800 euro (200 + 600). Reddito imponibile: 28.000 – 800 = 27.200 euro. Su 27.200 euro si calcola l’IRPEF per scaglioni. Poi si sottrae la detrazione per le spese sanitarie: la parte detraibile e 800 – 129,11 = 670,89 euro, per cui la detrazione e il 19% di 670,89 euro = circa 127 euro sottratti dall’imposta lorda. Le due agevolazioni operano in momenti diversi del calcolo.

In pratica

  • Compilare prima la Sezione II del Quadro E (oneri deducibili), poi la Sezione I (spese per detrazioni): il CAF o il sostituto fa tutti i calcoli in automatico.
  • Un onere deducibile vale di piu se la tua aliquota marginale e elevata; una detrazione vale uguale per tutti (percentuale fissa).

Caso 2: pensionato con previdenza complementare e figlio disabile

Scenario. Sempronio e un pensionato con reddito complessivo di 24.000 euro. Ha versato 3.000 euro a un fondo pensione complementare (rigo E27) e pagato 5.000 euro di assistenza specifica per il figlio disabile (rigo E25).

Come si applica. Oneri deducibili totali: 8.000 euro (3.000 + 5.000). Reddito imponibile: 24.000 – 8.000 = 16.000 euro. La riduzione e molto significativa: Sempronio paga l’IRPEF su 16.000 euro invece che su 24.000 euro. In questo caso le deduzioni producono un risparmio sensibile perche gli importi sono rilevanti e la spesa per il figlio disabile non ha massimale.

In pratica

  • La spesa per l’assistenza specifica al disabile (rigo E25) non ha massimale: si deduce per intero.
  • I contributi alla previdenza complementare (rigo E27) hanno un massimale annuo di 5.164,57 euro.

Quando rivolgersi a un professionista

La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

Fonti e approfondimenti

Domande frequenti

Qual e la differenza pratica tra deduzione e detrazione?

Con una deduzione, risparmi una percentuale pari alla tua aliquota IRPEF marginale (varia da soggetto a soggetto). Con una detrazione, risparmi la percentuale fissa prevista dalla legge (es. 19%) indipendentemente dal tuo reddito. In generale, chi ha un reddito alto trae piu vantaggio dalle deduzioni.

Il reddito dell'abitazione principale entra nel reddito complessivo?

Formalmente si, e incluso nel reddito complessivo (rigo B del 730), ma poi gode di una deduzione specificamente prevista che lo neutralizza ai fini del calcolo IRPEF. Il reddito imponibile netto dell’abitazione principale e quindi zero.

Se ho piu oneri deducibili, si sommano tutti?

Si. Tutti gli oneri deducibili che indichi nella Sezione II del Quadro E si sommano e vengono sottratti dal reddito complessivo. Il reddito imponibile e la differenza tra i due.

Se la detrazione supera l'imposta dovuta, mi rimborso la differenza?

In genere no: le detrazioni non rimborsabili non danno diritto a rimborso per la parte eccedente l’imposta. Fa eccezione la detrazione per canoni di locazione, che in alcuni casi puo generare rimborso. Anche la detrazione per spese sanitarie relative a patologie esenti ha una regola speciale.

Dove trovo nel 730 gli oneri deducibili da inserire?

Nella Sezione II del Quadro E (righi da E21 in avanti). Lì vanno inseriti i contributi previdenziali (E21), gli assegni al coniuge (E22), i contributi colf (E23), le donazioni religiose (E24), le spese per disabilita (E25), i fondi pensione complementari (E27-E30) e altri oneri (E26).

Domande frequenti

Qual e la differenza pratica tra deduzione e detrazione?

Con una deduzione, risparmi una percentuale pari alla tua aliquota IRPEF marginale (varia da soggetto a soggetto). Con una detrazione, risparmi la percentuale fissa prevista dalla legge (es. 19%) indipendentemente dal tuo reddito. In generale, chi ha un reddito alto trae piu vantaggio dalle deduzioni.

Il reddito dell'abitazione principale entra nel reddito complessivo?

Formalmente si, e incluso nel reddito complessivo (rigo B del 730), ma poi gode di una deduzione specificamente prevista che lo neutralizza ai fini del calcolo IRPEF. Il reddito imponibile netto dell'abitazione principale e quindi zero.

Se ho piu oneri deducibili, si sommano tutti?

Si. Tutti gli oneri deducibili che indichi nella Sezione II del Quadro E si sommano e vengono sottratti dal reddito complessivo. Il reddito imponibile e la differenza tra i due.

Se la detrazione supera l'imposta dovuta, mi rimborso la differenza?

In genere no: le detrazioni non rimborsabili non danno diritto a rimborso per la parte eccedente l'imposta. Fa eccezione la detrazione per canoni di locazione, che in alcuni casi puo generare rimborso. Anche la detrazione per spese sanitarie relative a patologie esenti ha una regola speciale.

Dove trovo nel 730 gli oneri deducibili da inserire?

Nella Sezione II del Quadro E (righi da E21 in avanti). Lì vanno inseriti i contributi previdenziali (E21), gli assegni al coniuge (E22), i contributi colf (E23), le donazioni religiose (E24), le spese per disabilita (E25), i fondi pensione complementari (E27-E30) e altri oneri (E26).

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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