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In sintesi
- Abitazione principale (categoria non di lusso): il reddito concorre al reddito complessivo ma è azzerato dalla deduzione pari alla rendita catastale della casa e delle pertinenze. L’effetto pratico è un’IRPEF pari a zero su quell’immobile.
- Abitazione principale di lusso (A/1, A/8, A/9): è dovuta l’IMU; per questi immobili IRPEF e addizionali non sono dovute e il reddito non concorre al reddito complessivo (codice 2 in colonna 12).
- Immobili non locati soggetti a IMU: l’IMU sostituisce IRPEF e addizionali per le seconde case, gli immobili a disposizione e quelli in comodato non a familiari stretti. Vanno dichiarati nel quadro B ma non producono IRPEF.
- Immobili distrutti o inagibili per calamità: con certificazione comunale, il reddito viene escluso dall’imposizione per il periodo di inagibilità (codice 1 in colonna 7).
- Fabbricati rurali a uso agricolo: non vanno dichiarati nel quadro B perché il loro reddito è già compreso in quello catastale del terreno.
- Cedolare secca: i canoni tassati con questo regime sostitutivo sono esclusi dal reddito complessivo IRPEF, anche se contribuiscono alla determinazione di agevolazioni collegate al reddito (ISEE, detrazioni familiari).
I tuoi immobili producono sempre IRPEF? Non necessariamente
Possedere un immobile non significa automaticamente pagare l’IRPEF su di esso. Le istruzioni ufficiali del 730/2026 elencano numerosi casi in cui il reddito dei fabbricati è escluso dalla tassazione o è neutralizzato da deduzioni apposite. Conoscere queste regole ti aiuta a compilare correttamente il quadro B e a non pagare più del dovuto.
Il caso più diffuso è quello dell’abitazione principale: la casa in cui tu (o i tuoi familiari) dimorate abitualmente. Per le abitazioni principali non di lusso, il reddito catastale entra nel reddito complessivo, ma viene immediatamente dedotto per un importo pari alla rendita catastale stessa (più quella delle pertinenze, come box o cantina). Il risultato pratico è che non paghi IRPEF su quella casa. Se invece la tua abitazione principale rientra nelle categorie catastali A/1, A/8 o A/9 — le cosiddette ‘abitazioni di lusso’ — allora è l’IMU a fare da imposta sostitutiva e il reddito non concorre nemmeno al reddito complessivo.
Per tutte le altre abitazioni che non affitti — seconde case, case a disposizione, immobili in comodato a persone diverse dai tuoi familiari stretti — vale la regola generale: l’IMU sostituisce l’IRPEF. Questo significa che se hai pagato l’IMU, non devi pagare anche l’IRPEF su quei fabbricati. Ma attenzione: gli immobili vanno comunque dichiarati nel quadro B.
Ci sono poi categorie di fabbricati che non producono reddito di fabbricati e non vanno proprio dichiarati: le costruzioni rurali usate per l’agricoltura, i fabbricati rurali per l’agriturismo, gli immobili con licenza di restauro (per il periodo di validità del provvedimento), i musei e biblioteche aperti al pubblico senza ricavo, i luoghi di culto e i monasteri di clausura non locati.
| Tipo di immobile | IRPEF dovuta? | Note |
|---|---|---|
| Abitazione principale non di lusso (cod. utilizzo 1) | No (deduzione = rendita) | Il reddito entra nel complessivo ma viene dedotto integralmente |
| Abitazione principale di lusso A/1, A/8, A/9 (cod. 12 col. 2) | No (IMU sostitutiva) | Il reddito non concorre nemmeno al reddito complessivo |
| Seconda casa sfittа, IMU pagata (cod. utilizzo 2) | No (IMU sostitutiva) | Va dichiarata nel quadro B; il reddito non entra nell'IRPEF |
| Immobile distrutto/inagibile da calamità, con certificazione (cod. 7 = 1) | No | Escluso da imposizione per il periodo certificato |
| Fabbricato rurale a uso agricolo | No | Non va dichiarato nel quadro B |
| Immobile con licenza di restauro, non utilizzato | No | Non va dichiarato per il periodo del provvedimento |
| Canoni tassati con cedolare secca | No (imposta sostitutiva) | Esclusi da IRPEF ma rilevanti per ISEE e detrazioni |
Esempio pratico
-
Tizio possiede tre immobili: (A) la sua abitazione principale a Firenze, rendita catastale 900 euro; (B) un appartamento a Pisa sfittо, rendita 600 euro, IMU pagata; (C) un bilocale a Roma affittato a canone libero, canone annuo 12.000 euro. Nel 730/2026: per (A) il reddito catastale entra nel reddito complessivo ma è dedotto per 900 euro — IRPEF zero su quell’immobile. Per (B) l’IMU sostituisce l’IRPEF — va dichiarato ma non produce imposta sui redditi. Per (C) il canone di locazione (al 95%, cioè 11.400 euro) concorre all’IRPEF ordinaria, oppure Tizio sceglie la cedolare secca al 21% come imposta sostitutiva.
Documenti necessari
- Visura catastale degli immobili posseduti (rendita e categoria catastale)
- Ricevute IMU versata per il 2025 (per immobili non locati assoggettati a IMU)
- Contratti di locazione (per immobili affittati)
- Certificazione Unica 2026 (se ci sono ritenute su locazioni brevi)
- Certificazione comunale di inagibilità (se applicabile)
- Eventuale atto di destinazione dell’immobile a museo, biblioteca, luogo di culto (se si richiede l’esenzione)
Abitazione principale: deduzione che azzera l'IRPEF
Scenario. Caio abita nella sua casa di proprietà a Bologna. La rendita catastale dell’abitazione è 750 euro, quella del box pertinenziale (categoria C/6, rendita separata) è 80 euro. Caio non paga l’IMU sulla sua abitazione principale (non è di lusso).
Come si applica. Caio compila il quadro B con codice 1 in colonna 2 per l’abitazione e codice 5 per il box pertinenziale. La rendita catastale entra nel reddito complessivo (750 + 80 = 830 euro), ma il CAF applica una deduzione pari a 830 euro. L’effetto netto sull’IRPEF è zero. Caio non paga IMU sulla casa principale (solo alcune categorie di lusso la pagano) e non paga IRPEF grazie alla deduzione.
In pratica
- La deduzione per abitazione principale spetta per una sola unità immobiliare. Se possiedi due case e solo una la usi come abitazione principale, la deduzione spetta solo su quella.
- La deduzione si applica anche se ad abitare nella casa sono i tuoi familiari (coniuge, parenti entro il terzo grado, affini entro il secondo grado), non necessariamente tu.
Immobile non locato con esenzione IMU totale: IRPEF dovuta
Scenario. Sempronio possiede un fabbricato rurale (non abitazione principale) che, per ragioni specifiche legate alla sua destinazione, è totalmente esente da IMU per il 2025. L’immobile non è locato.
Come si applica. Quando un immobile non locato è totalmente esente da IMU, la regola ‘IMU sostituisce IRPEF’ non si applica: l’IRPEF è dovuta. Sempronio deve indicare nel quadro B il codice 1 in colonna 12 (‘Casi particolari IMU’), segnalando che si tratta di un fabbricato esente da IMU ma assoggettato alle imposte sui redditi. Il reddito catastale (rivalutato del 5%) concorrerà all’IRPEF anche se l’immobile è sfittо.
In pratica
- Non confondere ‘esenzione IMU’ con ‘IMU pagata e poi sostituisce IRPEF’: sono situazioni opposte. Se non paghi IMU perché sei esente, paghi IRPEF.
- Il codice 1 in colonna 12 segnala questa situazione al CAF: senza quel codice, il software non calcolerebbe l’IRPEF sull’immobile sfittо.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Fonti e approfondimenti
Domande frequenti
L'abitazione principale è sempre esente da IRPEF?
Non esattamente. Per le abitazioni principali non di lusso, il reddito catastale entra nel reddito complessivo ma viene subito dedotto per lo stesso importo: il risultato pratico è zero IRPEF. Per le abitazioni di lusso (categorie A/1, A/8, A/9) invece è l’IMU a sostituire l’IRPEF e il reddito non concorre nemmeno al reddito complessivo.
Se non ho pagato l'IMU sulla seconda casa, devo pagare l'IRPEF?
Sì. La regola ‘IMU sostituisce IRPEF’ vale solo se l’IMU è effettivamente dovuta e pagata. Se non hai versato l’IMU (salvo che tu sia esente), rischi di dover pagare sia l’IMU arretrata che l’IRPEF sull’immobile sfittо.
I canoni della cedolare secca entrano nel reddito complessivo?
No ai fini IRPEF: sono esclusi dal reddito complessivo e tassati con aliquota sostitutiva (21% o 10% per canone concordato). Tuttavia, vengono aggiunti al reddito complessivo per calcolare detrazioni per carichi di famiglia, detrazioni per redditi di lavoro, canoni di locazione e agevolazioni come l’ISEE.
Un immobile in comodato gratuito a un figlio produce IRPEF?
No, se il figlio vi dimora abitualmente e risulta dall’iscrizione anagrafica (codice 10 in colonna 2). L’IMU è ridotta al 50% e sostituisce l’IRPEF. Se invece il figlio non vi dimora abitualmente, si usa il codice 2 e vale la regola ordinaria (IMU sostituisce IRPEF per gli immobili non locati).
Quali fabbricati non vanno dichiarati nel quadro B?
Non vanno dichiarati: costruzioni rurali a uso agricolo, fabbricati rurali per l’agriturismo, immobili con licenza di restauro (per il periodo del provvedimento e solo se non utilizzati), musei e biblioteche aperti al pubblico senza ricavo, luoghi di culto e monasteri di clausura non locati.
Se il reddito fondiario è zero, devo comunque compilare il quadro B?
Sì, nella maggior parte dei casi. Gli immobili vanno dichiarati anche quando producono IRPEF zero — ad esempio la casa principale o la seconda casa sfittа soggetta a IMU. Fanno eccezione solo i fabbricati che le istruzioni escludono espressamente dalla dichiarazione (quelli rurali, luoghi di culto, ecc.).
Domande frequenti
L'abitazione principale è sempre esente da IRPEF?
Non esattamente. Per le abitazioni principali non di lusso, il reddito catastale entra nel reddito complessivo ma viene subito dedotto per lo stesso importo: il risultato pratico è zero IRPEF. Per le abitazioni di lusso (categorie A/1, A/8, A/9) invece è l'IMU a sostituire l'IRPEF e il reddito non concorre nemmeno al reddito complessivo.
Se non ho pagato l'IMU sulla seconda casa, devo pagare l'IRPEF?
Sì. La regola 'IMU sostituisce IRPEF' vale solo se l'IMU è effettivamente dovuta e pagata. Se non hai versato l'IMU (salvo che tu sia esente), rischi di dover pagare sia l'IMU arretrata che l'IRPEF sull'immobile sfittо.
I canoni della cedolare secca entrano nel reddito complessivo?
No ai fini IRPEF: sono esclusi dal reddito complessivo e tassati con aliquota sostitutiva (21% o 10% per canone concordato). Tuttavia, vengono aggiunti al reddito complessivo per calcolare detrazioni per carichi di famiglia, detrazioni per redditi di lavoro, canoni di locazione e agevolazioni come l'ISEE.
Un immobile in comodato gratuito a un figlio produce IRPEF?
No, se il figlio vi dimora abitualmente e risulta dall'iscrizione anagrafica (codice 10 in colonna 2). L'IMU è ridotta al 50% e sostituisce l'IRPEF. Se invece il figlio non vi dimora abitualmente, si usa il codice 2 e vale la regola ordinaria (IMU sostituisce IRPEF per gli immobili non locati).
Quali fabbricati non vanno dichiarati nel quadro B?
Non vanno dichiarati: costruzioni rurali a uso agricolo, fabbricati rurali per l'agriturismo, immobili con licenza di restauro (per il periodo del provvedimento e solo se non utilizzati), musei e biblioteche aperti al pubblico senza ricavo, luoghi di culto e monasteri di clausura non locati.
Se il reddito fondiario è zero, devo comunque compilare il quadro B?
Sì, nella maggior parte dei casi. Gli immobili vanno dichiarati anche quando producono IRPEF zero — ad esempio la casa principale o la seconda casa sfittа soggetta a IMU. Fanno eccezione solo i fabbricati che le istruzioni escludono espressamente dalla dichiarazione (quelli rurali, luoghi di culto, ecc.).
Vedi anche