Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.
Metodo editoriale
Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
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Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia
I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.
Art. 1175 Codice della Navigazione – Sanzioni amministrative accessorie
R.D. 30 marzo 1942, n. 327 – Codice della navigazione
La violazione degli articoli 1170, 1173 e 1174 importa l'applicazione della sanzione amministrativa accessoria della sospensione dai titoli o dalla professione. Delle contravvenzioni concernenti le disposizioni sull'assunzione della gente di mare, del personale navigante della navigazione interna e del personale di volo
Art. 1180 Codice della Navigazione – Assunzione abusiva di stranieri
R.D. 30 marzo 1942, n. 327 – Codice della navigazione
L'armatore, l'esercente o il comandante, che, fuori dei casi consentiti negli articoli 294, 319, 886, 898, ammette uno straniero a fare parte dell'equipaggio della nave o dell'aeromobile, è punito con l'ammenda da lire trecento a mille. La stessa sanzione si applica all'armatore, all'esercente o al comandante, che non sbarca lo straniero regolarmente assunto nel termine previsto dalle disposizioni predette. ———— AGGIORNAMENTO Il D.Lgs. 30 dicembre 1999, n. 507, ha disposto: – (con l'art. 12, comma 3, lettera a che "nel primo comma le parole "con l'ammenda da lire sessantamila a duecentomila" sono sostituite dalle seguenti: "con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire cinquecentomila a lire tre milioni"." – (con l'art. 12, comma 3, lettera b che "nel secondo comma le parole "Alla stessa pena" sono sostituite dalle seguenti: "Alla stessa sanzione"."
Art. 1188 Codice della Navigazione – Abusivo esercizio di navigazione aerea
R.D. 30 marzo 1942, n. 327 – Codice della navigazione
Chiunque esercita la navigazione aerea in violazione delle disposizioni che prescrivono il certificato di operatore aereo, la licenza di esercizio o la designazione di vettore, è punito con l'arresto fino a sei mesi ovvero con l'ammenda fino a euro milletrentadue.
Art. 1189 Codice della Navigazione – Inosservanza di norme sui servizi della navigazione interna
R.D. 30 marzo 1942, n. 327 – Codice della navigazione
Chiunque nell'esercizio di uno dei servizi di trasporto, di rimorchio o di traino in navigazione interna, previsti nell'art. 226, non osserva le modalità stabilite dall'autorità competente, ovvero richiede e riscuote prezzi superiori o inferiori alle tariffe massime o minime fissate dall'autorità medesima è punito con l'ammenda fino a lire duemila.
Art. 1192 Codice della Navigazione – Inosservanza di norme sull’uso della bandiera e del nome
R.D. 30 marzo 1942, n. 327 – Codice della navigazione
È punito con l'ammenda fino a lire duemila: 1) il comandante che non inalbera sulla nave la bandiera quando sia prescritto; 2) l'armatore o il comandante che non osserva le disposizioni sull'uso del nome o del numero di individuazione della nave o del galleggiante; 3) l'esercente o il comandante se l'aeromobile circola sprovvisto dei contrassegni di individuazione prescritti o porta abusivamente i contrassegni riservati agli aeromobili di Stato.
Art. 1193 Codice della Navigazione – Inosservanza delle disposizioni sui documenti di bordo
R.D. 30 marzo 1942, n. 327 – Codice della navigazione
Il comandante di nave o di aeromobile, che naviga senza avere a bordo i documenti prescritti, è punito con l'arresto fino a sei mesi ovvero con l'ammenda fino a lire duemila. La sanzione di cui al primo comma è ridotta a 100 euro nel caso in cui il comandante di una nave da pesca esibisca all'autorità che ha contestato l'infrazione i documenti di bordo regolarmente tenuti ed aggiornati entro quarantotto ore dall'accertamento della violazione di cui al primo comma . Alla stessa sanzione soggiace il comandante di nave o di aeromobile, che tiene irregolarmente i documenti di bordo, ovvero non vi esegue le annotazioni prescritte. ———— AGGIORNAMENTO Il D.Lgs. 30 dicembre 1999, n. 507, ha disposto (con l'art. 14, comma 2, lettera a che "nel primo comma le parole "con l'arresto fino a sei mesi ovvero con l'ammenda fino a lire quattrocentomila" sono sostituite dalle seguenti: "con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire tre milioni a lire diciotto milioni"."
Art. 1199 Codice della Navigazione – Imbarco abusivo o clandestino di armi o esplosivi
R.D. 30 marzo 1942, n. 327 – Codice della navigazione
Il comandante, che imbarca sulla nave o sull'aeromobile nazionali o stranieri armi e munizioni da guerra, gas tossici o merci pericolose, senza l'autorizzazione prescritta negli articoli 193, 816 è punito con l'arresto fino a sei mesi o con l'ammenda da lire cinquecento a diecimila. 59 Chiunque imbarca clandestinamente su una nave o su un aeromobile nazionali o stranieri armi e munizioni da guerra, gas tossici, sostanze esplosive o infiammabili o altre materie nocive o pericolose per la nave, per l'aeromobile, per il carico o per le persone, è punito con l'arresto fino a tre mesi ovvero con l'ammenda da lire trecento a tremila. Se il fatto è commesso da un componente dell'equipaggio, la pena non è inferiore a un mese o a lire cinquecento. 59 Nei casi previsti dai commi precedenti non è ammesso il pagamento in misura ridotta ai sensi dell'articolo 16 della legge 24 novembre 1981, n. 689. Le disposizioni di questo articolo non si applicano se il fatto è previsto come reato da altre disposizioni di legge. ————- AGGIORNAMENTO Il D.Lgs. 30 dicembre 1999, n. 507, ha disposto (con l'art. 14, comma 5, lettere a) e b che: – "nel primo comma le parole "è punito con l'arresto fino a sei mesi e con l'ammenda da lire centomila a due milioni" sono sostituite dalle seguenti: "è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire dieci milioni a lire sessanta milioni"." – "nel secondo comma le parole "è punito con l'arresto fino a tre mesi ovvero con l'ammenda da lire sessantamila a seicentomila. Se il fatto è commesso da un componente dell'equipaggio, la pena non è inferiore a un mese o a lire centomila" sono sostituite dalle seguenti: "è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire cinque milioni a lire trenta milioni. Se il fatto è commesso da un componente dell'equipaggio si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire dieci milioni a lire sessanta milioni"."
Art. 1208 Codice della Navigazione – Richiesta di protezione ad autorità straniera
R.D. 30 marzo 1942, n. 327 – Codice della navigazione
Il componente dell'equipaggio di una nave o di un aeromobile, che in paese estero, potendo ricorrere alle autorità consolari, invoca la protezione delle autorità straniere, è punito con l'ammenda fino a lire mille. 59 Se il fatto è commesso dal comandante, la pena è dell'arresto fino a un anno ovvero dell'ammenda fino a lire duemila. 59 ———— AGGIORNAMENTO Il D.Lgs. 30 dicembre 1999, n. 507, ha disposto: – (con l'art. 14, comma 11, lettera a che "nel primo comma le parole "con l'ammenda fino a lire duecentomila" sono sostituite dalle seguenti: "con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire cinquecentomila a lire tre milioni"." – (con l'art. 14, comma 11, lettera b che "nel secondo comma le parole "la pena è dell'arresto fino ad un anno ovvero dell'ammenda fino a lire quattrocentomila" sono sostituite dalle seguenti: "si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire cinque milioni a lire trenta milioni"."
Art. 1219 Codice della Navigazione – Introduzione abusiva di modificazioni nella struttura della nave o dell’aeromobile
R.D. 30 marzo 1942, n. 327 – Codice della navigazione
Chiunque, senza l'autorizzazione prescritta, apporta modificazioni alla struttura dello scafo, all'apparato motore o a qualsiasi installazione di bordo, è punito con l'ammenda da lire cinquecento a cinquemila. Alla stessa pena soggiace chiunque, senza averne fatto denunzia, introduce nella struttura di un aeromobile modificazioni che ne alterano le caratteristiche tecniche risultanti dal certificato di navigabilità . . . .
Art. 1221 Codice della Navigazione – Inosservanza di norme sulla composizione e forza minima dell’equipaggio
R.D. 30 marzo 1942, n. 327 – Codice della navigazione
L'armatore o il comandante della nave, che non osserva le norme del regolamento e le disposizioni dell'autorità competente sulla composizione e forza minima dell'equipaggio, è punito con l'ammenda da lire trecento a tremila. Alla stessa pena soggiace l'esercente o il comandante di aeromobile che non osserva le norme sulla composizione dell'equipaggio.
Regola di cassa: i compensi si deducono nell’esercizio in cui vengono effettivamente pagati, non in quello in cui maturano.
Variazione in aumento: i compensi contabilizzati ma non ancora pagati a fine anno vanno indicati al rigo RF14 come costo temporaneamente indeducibile.
Deduzione nell’anno del pagamento: l’anno dopo, quando si paga, il compenso diventa deducibile e va inserito come variazione in diminuzione (RF40).
TFM per competenza: il trattamento di fine mandato è un’eccezione – si deduce per competenza se il diritto risulta da atto con data certa anteriore all’inizio del rapporto.
Utili agli amministratori: i compensi erogati come partecipazione agli utili sono comunque deducibili.
Come funziona la deducibilità dei compensi agli amministratori
Chi gestisce una SRL o una società per azioni spesso riceve un compenso per il suo ruolo di amministratore. Questo compenso è un costo per la società, ma la deducibilità fiscale non segue le regole ordinarie della competenza (cioè dell’anno in cui il diritto al compenso matura): segue invece il principio di cassa. In pratica conta quando il denaro viene effettivamente versato all’amministratore.
Questa regola, contenuta nell’art. 95, comma 5 del TUIR, crea spesso un disallineamento tra bilancio e dichiarazione dei redditi. La società può aver contabilizzato il compenso dell’amministratore nel conto economico del 2025, ma se non lo ha pagato entro il 31 dicembre 2025, non potrà dedurlo nella dichiarazione relativa a quell’anno. Lo dedurrà nell’anno in cui effettua il pagamento.
C’è una sola eccezione rilevante: il TFM, cioè il Trattamento di Fine Mandato. Si tratta di un’indennità accantonata ogni anno per essere corrisposta all’amministratore alla fine del mandato. In questo caso la deduzione avviene per competenza (anno per anno, man mano che si accantona), ma solo a condizione che il diritto al TFM risulti da un atto con data certa anteriore all’inizio del rapporto di amministrazione.
Compensi agli amministratori: riepilogo regole fiscali
Tipo di compenso
Criterio di deduzione
Condizioni
Compenso fisso annuale
Cassa (anno del pagamento effettivo)
Nessuna – regola sempre applicabile
Compenso maturato ma non pagato a fine anno
Indeducibile nell'anno di maturazione
Va in variazione in aumento (RF14)
TFM (Trattamento di Fine Mandato)
Competenza (accantonamento annuale)
Diritto da atto con data certa ANTE inizio mandato
Compenso come partecipazione agli utili
Cassa (anno del pagamento)
Deducibile in ogni caso
Esempio pratico
Alfa SRL delibera a dicembre 2025 un compenso di 30.000 euro all’amministratore Tizio, ma lo paga a febbraio 2026. In bilancio 2025 il costo è già iscritto. In dichiarazione 2025, la società porta 30.000 euro in variazione in aumento al rigo RF14 (compenso contabilizzato, non ancora pagato). Nell’anno 2026, quando paga i 30.000 euro, li porta in variazione in diminuzione al rigo RF40, deducendoli dal reddito 2026. Il costo è lo stesso, ma scivola di un anno fiscale.
Documenti necessari
Verbale di assemblea o delibera del CdA che fissa il compenso dell’amministratore
Estratto conto bancario o bonifico che attesta il pagamento effettivo
Libro giornale e bilancio della società (per la contabilizzazione)
Atto con data certa anteriore all’inizio del mandato (per il TFM)
Quadro RF del modello Redditi SC (righi RF14 per le variazioni in aumento, RF40 per le deduzioni)
Caso 1 – Compenso deliberato a dicembre, pagato a gennaio
Scenario. Beta SNC delibera a novembre 2025 un compenso di 24.000 euro all’amministratore Caio per l’intero anno 2025. Il pagamento viene effettuato il 15 gennaio 2026.
Come si applica. Il compenso è stato contabilizzato nel conto economico 2025, ma non è stato pagato entro il 31 dicembre 2025. In base all’art. 95 c. 5 TUIR, non è deducibile nel 2025. Beta SNC inserisce 24.000 euro come variazione in aumento al rigo RF14 nella dichiarazione 2025. Quando paga a gennaio 2026, potrà invece dedurli nella dichiarazione relativa al 2026, come variazione in diminuzione al rigo RF40.
In pratica
Il compenso conta fiscalmente nell’anno del pagamento, non dell’approvazione.
Se vuoi dedurlo nel 2025, devi pagarlo entro il 31 dicembre 2025.
Un semplice pagamento posticipato sposta la deduzione di un intero anno fiscale.
Caso 2 – TFM con atto di data certa
Scenario. Tizio viene nominato amministratore di Alfa SRL il 1° marzo 2025. Prima dell’inizio del mandato, in data 25 febbraio 2025, la società stipula con lui un atto notarile che prevede un TFM di 10.000 euro annui, da corrispondere alla scadenza del mandato.
Come si applica. Il TFM è deducibile per competenza: la società può dedurre 10.000 euro all’anno man mano che accantona la quota, senza aspettare il pagamento finale. La condizione fondamentale è che l’atto sia di data certa (in questo caso è notarile) e sia stato sottoscritto prima dell’inizio del rapporto di amministrazione (25 febbraio, anteriore all’inizio del mandato il 1° marzo). Se l’atto fosse stato firmato dopo il 1° marzo, la deduzione per competenza non sarebbe ammessa.
In pratica
L’atto istitutivo del TFM deve avere data certa (notaio, ufficiale postale, registrazione) PRIMA dell’inizio del mandato.
Solo in questo caso si può dedurre l’accantonamento annuale per competenza.
Senza data certa anteriore, il TFM si deduce per cassa, solo quando pagato a fine mandato.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Cosa succede se l'amministratore è anche socio di maggioranza?
La regola di cassa si applica comunque. Non rileva la qualità di socio: anche se Tizio è socio al 100% e amministratore, il compenso si deduce solo nell’anno del pagamento effettivo.
Se pago il compenso in ritardo rispetto alla delibera, perdo la deduzione?
No, non la perdi: la sposti. Dedurrai il compenso nell’anno in cui effettivamente lo paghi, non nell’anno in cui era previsto dalla delibera.
Il TFM si può istituire anche dopo l'inizio del mandato?
Sì, ma in quel caso la deduzione segue il principio di cassa (non per competenza). Per la deduzione per competenza serve che l’atto con data certa preceda l’inizio del mandato.
Come si dimostra il pagamento effettivo all'amministratore?
Con un bonifico bancario tracciabile. I pagamenti in contanti, oltre i limiti di legge, non sono ammessi e possono essere contestati.
I rimborsi spese all'amministratore seguono le stesse regole?
I rimborsi spese analiticamente documentati (con ricevute) sono deducibili secondo le regole ordinarie, distinte da quelle del compenso. Non seguono necessariamente il principio di cassa puro dell’art. 95 c. 5.
Dove inserisco nella dichiarazione i compensi non ancora pagati?
Al rigo RF14 del quadro RF come variazione in aumento. Nell’anno del pagamento, la deduzione va al rigo RF40 come variazione in diminuzione.
Acquisto del cane guida: detrazione del 19% sull’intero costo sostenuto, senza massimale di spesa.
Un solo cane ogni quattro anni: la detrazione sull’acquisto spetta una sola volta nel quadriennio, salvo perdita dell’animale.
Mantenimento del cane: detrazione forfetaria di 1.100 euro annui, indipendentemente dalla spesa effettiva documentata.
Solo per il cieco stesso: il forfait di mantenimento non spetta a chi ha il non vedente fiscalmente a carico.
Limite di reddito: la detrazione spetta per intero fino a 120.000 euro di reddito complessivo, poi decresce fino ad azzerarsi a 240.000 euro.
Pagamento tracciabile: per l’acquisto è obbligatorio il pagamento con strumento tracciabile (bonifico, carta, ecc.).
Come funzionano le detrazioni per il cane guida
Se sei cieco e hai un cane guida, puoi portare in detrazione due tipi di spesa nella dichiarazione dei redditi: il costo di acquisto del cane e le spese di mantenimento annuo. Sono due agevolazioni distinte, con regole diverse.
La detrazione è uno sconto sull’imposta che devi pagare: il Fisco ti restituisce, tramite il 730 o il Modello Redditi, il 19% delle spese di acquisto e, per il mantenimento, una cifra forfetaria fissa di 1.100 euro già calcolata dall’Agenzia delle Entrate, senza bisogno di raccogliere scontrini per ogni singola spesa.
Queste agevolazioni spettano esclusivamente alla persona non vedente. Le spese di mantenimento non si possono detrarre se il cieco risulta a carico di un altro contribuente: in quel caso, chi lo ha a carico non può usare il forfait di 1.100 euro. Il costo di acquisto del cane, invece, segue le regole ordinarie delle spese sostenute nell’interesse di un familiare a carico.
Per l’anno d’imposta 2025 (dichiarazione 730/2026), le regole qui descritte derivano dalle istruzioni ufficiali dell’Agenzia delle Entrate al Modello 730/2026.
Riepilogo detrazioni cane guida
Tipo di spesa
Detrazione
Importo/limite
Rigo 730
Acquisto del cane guida
19% sull'intero costo
Nessun massimale di spesa
E5
Mantenimento del cane
Forfait annuo
1.100 euro fissi
E81
Limite reddito per detrazione piena
–
Fino a 120.000 euro di reddito complessivo
–
Azzeramento detrazione
–
A 240.000 euro di reddito complessivo
–
Esempio pratico
Tizio, non vedente, acquista un cane guida nel 2025 pagando 4.500 euro con bonifico bancario. Nel 730/2026 indica 4.500 euro nel rigo E5: il Caf calcolerà una detrazione di 855 euro (4.500 × 19%). Nello stesso anno, Tizio può anche spuntare la casella del rigo E81 per il forfait di mantenimento: altri 209 euro di detrazione (1.100 × 19%). In totale, grazie al cane guida, Tizio riduce l’imposta di 1.064 euro quell’anno. Se invece ha redditi superiori a 120.000 euro, la detrazione si riduce progressivamente.
Documenti necessari
Certificazione di cecità rilasciata dalla Commissione medica competente o dall’ASL
Fattura o ricevuta di acquisto del cane guida intestata al non vedente
Prova del pagamento tracciabile (bonifico, estratto conto, ricevuta carta)
Eventuale documentazione del venditore o dell’ente addestratore
Se acquisto rateizzato: numero della rata da indicare nel rigo E5
Tizio acquista il cane guida nel 2025
Scenario. Tizio, 48 anni, è cieco assoluto riconosciuto dalla Commissione medica. Nel maggio 2025 acquista un cane guida da un centro di addestramento specializzato, pagando 3.800 euro con carta di credito. Il suo reddito complessivo è di 28.000 euro.
Come si applica. Tizio indica 3.800 euro nel rigo E5 del 730/2026. La detrazione del 19% sull’intero importo vale 722 euro, che verrà sottratta dall’imposta lorda. Non c’è franchigia (la parte iniziale non detraibile): per il cane guida si detrae dall’euro zero. Tizio può inoltre barrare la casella E81 per il forfait di mantenimento: altri 1.100 euro su cui il 19% vale 209 euro. Non potrà però chiedere di nuovo la detrazione per l’acquisto di un altro cane nei successivi quattro anni, salvo perdita dell’animale.
In pratica
Conserva la fattura e la prova del pagamento con carta di credito.
Compila il rigo E5 con 3.800 euro e il numero 1 per la prima rata (se vuoi rateizzare in 4 anni), oppure senza numero di rata per detrarre tutto in un anno.
Barra la casella E81 per ottenere anche il forfait di 1.100 euro per il mantenimento.
Il reddito di 28.000 euro è ben al di sotto del limite di 120.000: la detrazione spetta per intero.
Caio ha il padre non vedente a carico
Scenario. Caio ha il padre Sempronio, non vedente, fiscalmente a suo carico (reddito del padre sotto 2.840,51 euro). Sempronio ha già un cane guida acquistato tre anni fa. Nel 2025 Caio sostiene alcune spese di mantenimento del cane per il padre.
Come si applica. In questo caso le regole divergono: il forfait di mantenimento di 1.100 euro (rigo E81) spetta esclusivamente al cieco stesso, non a chi lo ha a carico. Quindi Caio non può usare il forfait E81 per suo padre. Se Caio sostenesse le spese di acquisto di un nuovo cane per il padre, potrebbe invece portarle in detrazione al 19% nel rigo E5, perché quella agevolazione segue le regole ordinarie delle spese per familiari a carico. Le spese di mantenimento documentate non danno diritto ad altra detrazione: l’agevolazione E81 è forfetaria e riservata al non vedente.
In pratica
Il forfait di mantenimento di 1.100 euro è riservato al cieco, non al familiare che lo ha a carico.
Se acquisti un nuovo cane per il tuo familiare non vedente fiscalmente a carico, puoi portare la spesa in detrazione al 19% nel rigo E5.
Conserva sempre la documentazione attestante lo stato di cecità del familiare.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Quanto si detrae per il mantenimento del cane guida?
La detrazione è forfetaria: vale sempre 1.100 euro annui, indipendentemente da quanto hai speso davvero. Non devi raccogliere ricevute di spesa: basta barrare la casella nel rigo E81 del 730.
Chi può usare il forfait di 1.100 euro?
Solo il cieco titolare del cane guida, non il familiare che lo ha fiscalmente a carico. Se il non vedente è a carico di un altro contribuente, il forfait spetta comunque al cieco, non al carico.
Quante volte posso detrarre l'acquisto del cane guida?
La detrazione sull’acquisto spetta una sola volta ogni quattro anni e per un solo cane. L’eccezione è la perdita dell’animale: se il cane muore o scompare, si può acquistarne un altro e detrarne il costo prima dei quattro anni.
Si può rateizzare la detrazione sull'acquisto del cane guida?
Sì. Puoi scegliere di ripartire la detrazione in quattro rate annuali di pari importo. Indica il numero della rata nell’apposita casella del rigo E5 e ripeti l’operazione nei 730 degli anni successivi.
La detrazione spetta se il mio reddito è alto?
La detrazione del forfait di mantenimento segue le stesse regole delle altre detrazioni: spetta per intero fino a 120.000 euro di reddito complessivo. Oltre questa soglia si riduce progressivamente, fino ad azzerarsi a 240.000 euro.
Devo pagare il cane con bonifico per detrarlo?
Per le spese di acquisto del cane guida, come per le altre detrazioni del 19%, il pagamento deve avvenire con strumento tracciabile (bonifico, carta di debito, carta di credito, ecc.). La detrazione non spetta in caso di pagamento in contanti.
Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.
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