Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Come si compila e si paga un F24: guida pratica

    In sintesi

    • L’F24 è il modello unificato per versare imposte, contributi INPS, tasse locali e altri tributi: tutto in un’unica delega di pagamento.
    • Ogni tributo ha il suo codice: il codice tributo identifica esattamente che cosa stai pagando e va inserito in modo preciso.
    • Si possono compensare crediti e debiti: se hai un credito fiscale (es. rimborso IRPEF) puoi usarlo per abbattere il debito nella stessa delega.
    • Il saldo finale non può essere negativo: se i crediti superano i debiti, l’eccedenza va riportata in una delega successiva.
    • I titolari di partita IVA pagano sempre in via telematica; chi non ha partita IVA può usare anche il modello cartaceo in banca o alle Poste, ma con crediti in compensazione o con saldo zero serve per tutti il canale telematico dell’Agenzia delle Entrate.

    Che cos'è il modello F24 e a cosa serve

    Il modello F24 è la delega di pagamento che gli italiani usano per versare quasi tutti i tributi: IRPEF, IVA, contributi INPS, IMU, TARI e molto altro. Si chiama ‘unificato’ perché riunisce in un solo documento pagamenti che un tempo richiedevano moduli separati. Lo compilano sia i privati cittadini (per saldi e acconti IRPEF, imposte sostitutive, ecc.) sia le imprese.

    La struttura dell’F24 è divisa in sezioni, ognuna dedicata a un tipo di tributo. Per ogni voce che vuoi versare devi indicare il codice tributo (un numero di quattro cifre che identifica esattamente il tipo di imposta), il periodo di riferimento (l’anno o il mese a cui si riferisce il pagamento) e l’importo a debito. Se hai crediti fiscali puoi indicarli nella colonna ‘importi a credito’ e usarli in compensazione.

    Il pagamento si effettua tramite canali telematici: home banking, app bancaria, oppure i servizi online dell’Agenzia delle Entrate (F24 web o F24 online). I titolari di partita IVA hanno l’obbligo di usare modalità telematiche in tutti i casi. I contribuenti senza partita IVA possono presentare il modello cartaceo a uno sportello di Agenzia delle Entrate-Riscossione, in banca o alle Poste, anche pagando in contanti. Non possono farlo, però, se l’F24 contiene crediti in compensazione (credito IVA, imposte sui redditi e addizionali, imposte sostitutive, IRAP, crediti da sostituto d’imposta, crediti del quadro RU) o se è a saldo zero: in questi casi, per tutti i contribuenti, l’F24 va presentato solo con i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (F24: come effettuare i versamenti).

    Le sezioni del modello F24 e cosa ci va
    Sezione Cosa si versa
    Erario IRPEF, IVA, IRES, imposte sostitutive, ritenute, addizionali erariali
    INPS Contributi previdenziali (artigiani, commercianti, gestione separata, ecc.)
    Regioni Addizionale regionale IRPEF
    IMU e altri tributi locali IMU, TARI, addizionale comunale IRPEF, altri tributi comunali
    Altri enti previdenziali e assicurativi Premi INAIL e contributi di altri enti previdenziali (ad esempio alcune casse professionali)
    Anagrafica Codice fiscale e dati del contribuente; per erede, tutore o coobbligato si aggiunge il codice fiscale con il codice identificativo

    Esempio pratico

    • Esempio: Tizio è un lavoratore dipendente e deve versare il saldo IRPEF di 750 euro e la prima rata dell’acconto IRPEF di 420 euro. Ha anche un credito IRPEF di 100 euro (un’eccedenza della dichiarazione precedente) che vuole compensare. Compila la sezione ‘Erario’ dell’F24 con due righe: la prima con codice tributo 4001 (saldo IRPEF), anno 2025, importo a debito 750 euro; la seconda con codice 4033 (IRPEF acconto prima rata), anno 2026 (l’anno d’imposta per cui si versa l’acconto), importo a debito 420 euro. Nella colonna crediti inserisce 100 euro con il codice tributo del credito che usa. Il saldo finale da versare è 750 + 420 – 100 = 1.070 euro. Poiché usa un credito sulle imposte sui redditi in compensazione, deve presentare l’F24 con i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (F24 web o F24 online) o tramite un intermediario abilitato, non con un semplice bonifico da home banking, e conserva la ricevuta.

    Documenti necessari

    • Prospetto di liquidazione 730-3 o calcolo del sostituto (per sapere gli importi da versare)
    • Codice fiscale del contribuente
    • Tabella dei codici tributo aggiornata (disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate)
    • Credenziali di accesso all’home banking o all’area riservata Agenzia delle Entrate
    • Documentazione a supporto della compensazione (se si usano crediti fiscali)

    Caso 1 – Tizio compila l'F24 per il saldo IRPEF in autonomia

    Scenario. Tizio ha ricevuto il prospetto di liquidazione 730-3 dal CAF. Risulta un saldo IRPEF da versare di 430 euro entro il 30 giugno. Vuole compilare e pagare l’F24 da solo tramite home banking.

    Come si applica. Tizio accede al sito della sua banca, cerca la funzione ‘Pagamento F24’ e apre il modello. Nella sezione ‘Erario’ inserisce: codice tributo 4001 (IRPEF persone fisiche – saldo), anno di riferimento 2025 (il reddito si riferisce all’anno 2025), importo a debito 430 euro. Il rigo ‘importi a credito’ rimane vuoto perché non ha crediti da compensare. Il totale da versare è 430 euro. Conferma il pagamento e scarica la ricevuta con il numero di autorizzazione. Conserva la ricevuta: è la prova del pagamento.

    In pratica

    • Il ‘periodo di riferimento’ è l’anno d’imposta, non l’anno in cui paghi: se nel 2026 paghi il saldo IRPEF 2025, scrivi 2025.
    • Il codice tributo per l’IRPEF a saldo è 4001; per gli acconti ci sono codici distinti (4033 per la prima rata, 4034 per la seconda rata o l’acconto in unica soluzione): verifica sempre l’elenco aggiornato dei codici tributo.
    • Scarica e conserva la ricevuta del pagamento: in caso di contestazioni è il tuo documento principale.

    Caso 2 – Caio usa la compensazione con un credito IVA

    Scenario. Caio è un libero professionista con partita IVA. Ha un credito IVA di 800 euro dalla dichiarazione annuale e deve versare contributi INPS (gestione separata) per 600 euro. Vuole usare il credito IVA per coprire i contributi.

    Come si applica. Caio è obbligato al canale telematico, e comunque deve usarlo perché compensa un credito IVA: usa il servizio F24 web o F24 online dell’Agenzia delle Entrate o si affida a un intermediario abilitato. Nella sezione ‘Erario’ inserisce il credito IVA nella colonna ‘importi a credito’ con il codice tributo corrispondente (es. 6099 o il codice del credito IVA annuale). Nella sezione ‘INPS’ inserisce i 600 euro di contributi a debito con il codice INPS corretto. Il saldo finale è 600 – 600 = 0 euro (i 200 euro di credito residuo restano utilizzabili in futuro). L’F24 a saldo zero va comunque presentato con i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, da chiunque.

    In pratica

    • L’F24 a saldo zero va sempre presentato telematicamente, con o senza partita IVA: non puoi portarlo in banca. Va presentato anche se non c’è nulla da pagare.
    • Il credito IVA in compensazione orizzontale richiede la presentazione preventiva della dichiarazione IVA annuale e, oltre certe soglie, il visto di conformità: verifica le regole vigenti.
    • Tieni traccia dei crediti utilizzati in compensazione: devono corrispondere a quelli esposti nella dichiarazione.

    Come si legge e si compila un F24: le colonne

    In ogni riga si indicano, secondo le avvertenze dell’Agenzia delle Entrate (Avvertenze per la compilazione del modello F24):

    • il codice tributo (o la causale contributo) che dice che cosa si paga;
    • la colonna rateazione/regione/prov./mese rif.: 0101 se si paga saldo o acconto in unica soluzione, 0206 per la seconda di sei rate, il mese in forma 0011 per i versamenti mensili di novembre;
    • l’anno di riferimento, sempre con quattro cifre;
    • gli importi a debito versati oppure gli importi a credito compensati: su una riga può comparire solo uno dei due.

    Gli importi vanno scritti con due decimali anche se sono zero (52,00) e il saldo finale non può essere negativo. Un errore nel codice o nell’anno può portare a una richiesta di pagare di nuovo la stessa somma: se succede, vedi come correggere un codice tributo sbagliato.

    Codici tributo F24 più usati dalle persone fisiche

    Il fascicolo 1 delle istruzioni Redditi PF 2026 (testo Agenzia delle Entrate) indica questi codici principali.

    Codice Che cosa si paga
    4001 IRPEF, saldo
    4033 IRPEF, acconto prima rata
    4034 IRPEF, acconto seconda rata o unica soluzione
    3801 Addizionale regionale IRPEF
    3844 / 3843 Addizionale comunale IRPEF, saldo / acconto
    1792 / 1790 / 1791 Imposta sostitutiva del regime forfetario: saldo / acconto prima rata / acconto seconda rata o unica soluzione
    1842 / 1840 / 1841 Cedolare secca sulle locazioni: saldo / acconto prima rata / acconto seconda rata o unica soluzione
    1668 Interessi per il pagamento dilazionato (importi rateizzabili, sezione Erario)

    Acconto IRPEF 2026 con l’F24: quanto e quando

    Secondo le istruzioni Redditi PF 2026, se l’acconto calcolato è inferiore a 52 euro non è dovuto; se è pari o superiore è dovuto per il 100% dell’importo. Se l’importo è inferiore a 257,52 euro si paga in unica soluzione entro il 30 novembre 2026 (codice 4034). Se è pari o superiore a 257,52 euro si paga in due rate: il 40% entro il 30 giugno 2026 (o entro il 30 luglio con la maggiorazione dello 0,40%), codice 4033, e il 60% entro il 30 novembre 2026, codice 4034, con anno di riferimento 2026. I termini che cadono di sabato o in un giorno festivo slittano al primo giorno feriale successivo.

    F24 a rate: scadenze e interessi

    Saldo e primo acconto si possono rateizzare, anche solo in parte. Dal 2025 le rate scadono il 16 di ogni mese e il pagamento rateale va completato entro il 16 dicembre (art. 20, D.Lgs. 241/1997; dal 1° gennaio 2027 art. 10, D.Lgs. 33/2025). Gli interessi non si sommano all’imposta: si versano a parte con il codice 1668. Con prima rata al 30 giugno 2026 il prospetto delle istruzioni è il seguente.

    Rata Scadenza Interessi %
    1ª 30 giugno 0,00
    2ª 16 luglio 0,18
    3ª 20 agosto 0,51
    4ª 16 settembre 0,84
    5ª 16 ottobre 1,17
    6ª 16 novembre 1,50
    7ª 16 dicembre 1,83

    Con il differimento al 30 luglio le somme vanno prima maggiorate dello 0,40% e il calendario scorre di un mese (2ª rata 20 agosto, ultima 16 dicembre). Nella colonna della rateazione si indicano la rata che si paga e il numero di rate scelto.

    Importo minimo: quanto si può versare con un F24

    Per ogni codice tributo l’importo minimo da indicare è 1,03 euro. Inoltre, se l’importo risultante dalla dichiarazione per una singola imposta (IRPEF o addizionale regionale o comunale) è pari o inferiore a 12 euro, non va eseguito alcun versamento.

    F24 con compensazione: come si presenta

    Per utilizzare in compensazione credito IVA, crediti sulle imposte sui redditi e sulle addizionali, imposte sostitutive, IRAP, crediti da sostituto e crediti del quadro RU, l’F24 va presentato solo con i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate; lo stesso vale per qualsiasi F24 a saldo zero. Il modello va presentato anche se il saldo finale è zero. Per importi superiori a 5.000 euro annui la compensazione può essere effettuata dal decimo giorno successivo alla presentazione della dichiarazione da cui il credito emerge. Per il caso pratico dei crediti e dei divieti vedi la guida su compensazioni F24 e crediti fiscali.

    Contributi INPS con l’F24

    I contributi INPS si versano nella sezione INPS, con la causale del contributo, la matricola o il codice sede e il periodo di riferimento: tutti i campi sono nella guida come si pagano i contributi INPS con l’F24.

    Ho pagato in ritardo l’F24: quanto costa il ravvedimento

    Per i versamenti tardivi la sanzione ordinaria è il 25% dell’importo non versato (art. 13 D.Lgs. 471/1997), ridotta alla metà (12,5%) se il ritardo non supera 90 giorni; entro 15 giorni la sanzione dimezzata è ulteriormente ridotta a 1/15 per ogni giorno di ritardo. Con il ravvedimento operoso (art. 13 D.Lgs. 472/1997, testo Normattiva) la sanzione si riduce ancora:

    Ritardo Sanzione ridotta
    Dal 1° al 14° giorno 0,0833% al giorno (1/10 di 1/15 del 12,5%)
    Dal 15° al 30° giorno 1,25% (1/10 del 12,5%)
    Dal 31° al 90° giorno 1,39% (1/9 del 12,5%)
    Dal 91° giorno al termine della dichiarazione dell’anno in cui è stato commesso l’errore 3,125% (1/8 del 25%)
    Oltre tale termine 3,57% (1/7 del 25%)

    All’imposta e alla sanzione si aggiungono gli interessi legali (1,60% annuo per il 2026), calcolati giorno per giorno. Si paga tutto con il modello F24, senza mai compilare il campo «codice ufficio». Esempio: 1.000 euro versati con 20 giorni di ritardo, 1,25% di sanzione = 12,50 euro, più gli interessi. Dal 1° gennaio 2027 il testo vigente di queste norme su Normattiva cessa e vanno verificati i nuovi riferimenti.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Vedi anche: Versare le ritenute con F24, Come si pagano i contributi INPS con l’F24, Come si compila la dichiarazione IVA, Codice tributo sbagliato nell’F24, F24 e senza sostituto e Compensazioni F24 e crediti fiscali.

  • CCNL Agenzie per il Lavoro (Somministrazione): tredicesima, quattordicesima e premi

    CCNL Agenzie per il Lavoro (Somministrazione)

    Tredicesima, quattordicesima e premi nel CCNL Somministrazione

    La tredicesima mensualità aggiuntiva matura per ogni ora lavorata con un meccanismo preciso previsto dal CCNL Somministrazione. Capire come funziona è essenziale per verificare la correttezza della busta paga, soprattutto nelle missioni brevi e intermittenti.

    In sintesi

    Nel CCNL Somministrazione la tredicesima matura per ogni ora lavorata in ragione dell’8,33% della retribuzione oraria ordinaria. Se il CCNL dell’utilizzatore prevede la quattordicesima, si applica la stessa percentuale. Le quote maturate non sono pagate nel cedolino mensile: si liquidano alle normali scadenze previste presso l’utilizzatore o alla cessazione del rapporto, se precedente (art. 30, commi 11 e 14); nel contratto con monte ore garantito (MOG) si pagano invece ogni mese.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Assolavoro · Assosomm · Felsa-Cisl · NIdiL-Cgil · UILTemp
    Ultimo rinnovo
    21 luglio 2025
    Vigenza
    21 luglio 2025 – 20 luglio 2028
    Calcolo tredicesima
    8,33% della retribuzione oraria lorda di fatto per ogni ora retribuita (art. 30, comma 7)
    Calcolo quattordicesima
    8,33% per ogni ora (se prevista dal CCNL dell’utilizzatore)
    Pagamento dei ratei
    Non nel cedolino mensile: alle scadenze dell’utilizzatore o a fine rapporto (art. 30, commi 11 e 14); nel MOG ogni mese
    Fonte
    Testo definitivo del CCNL del 21 luglio 2025 (PDF), art. 30, commi 7, 8, 11 e 14, e art. 51

    Il meccanismo di maturazione della tredicesima

    La tredicesima mensualità è un istituto contrattuale che spetta a tutti i lavoratori dipendenti. Nei rapporti ordinari a tempo indeterminato matura in ragione di 1/12 della retribuzione mensile per ogni mese lavorato nell’anno. Nella somministrazione, data la frammentazione delle missioni, il CCNL adotta un meccanismo diverso, più preciso e adatto alla discontinuità: per ogni ora retribuita (le ore ordinarie lavorate e quelle non prestate ma contrattualmente dovute) viene accantonato l’8,33% della retribuzione oraria a titolo di rateo di tredicesima. La formula dell’art. 30, comma 7, è: retribuzione lorda globale di fatto, divisa per il divisore orario mensile, per 0,0833.

    Il valore 8,33% deriva dal calcolo: 100% / 12 mesi = 8,33%. Questa percentuale garantisce che, sommando tutti i ratei maturati nell’anno solare, si ottenga esattamente una mensilità aggiuntiva per chi ha lavorato tutto l’anno a tempo pieno.

    Quattordicesima: quando spetta e come si calcola

    La quattordicesima mensualità non è universalmente prevista: spetta solo se il CCNL applicato dall’azienda utilizzatrice la contempla. Tra i settori in cui è tipicamente presente vi sono il CCNL Terziario-Distribuzione-Servizi (commercio), il CCNL Turismo, alcuni contratti dell’artigianato.

    Quando spettante, il meccanismo di calcolo è identico a quello della tredicesima: 8,33% della retribuzione oraria ordinaria per ogni ora lavorata. In base al principio di parità di trattamento, il lavoratore somministrato riceve la stessa quarta-mensualità che spetterebbe a un dipendente diretto dell’utilizzatore nello stesso livello.

    Quando vengono pagate: ratei mensili o fine missione

    Il CCNL Somministrazione prevede che i ratei maturati non siano erogati nel cedolino mensile (art. 30, comma 14), che deve però indicare con chiarezza i periodi orari e gli importi maturati:

    • Contratti ordinari: i ratei, relativi all’intera missione, si liquidano alle normali scadenze previste presso le aziende utilizzatrici o alla cessazione del rapporto, se antecedente, sulla base della retribuzione del mese in cui sono erogati (comma 11).
    • Contratti con MOG (art. 51): tredicesima, quattordicesima, ROL e festività soppresse maturate sono invece erogate ogni mese nella busta paga; restano esclusi dal pagamento mensile soltanto i ratei di ferie e il TFR.

    Se la missione prosegue a fine anno, la tredicesima si liquida quindi alla scadenza prevista presso l’utilizzatore, senza ulteriori quote separate: nel cedolino mensile compare solo il prospetto dei ratei maturati.

    Tabella riepilogativa

    Calcolo tredicesima e quattordicesima nella somministrazione – esempi pratici
    Retrib. oraria ordinaria Ore lavorare nel mese Rateo tredicesima maturato nel mese Rateo quattordicesima maturato nel mese (se prevista)
    11,00 €/h 160 ore (full time) 146,61 € (160 × 11 × 0,0833) 146,61 €
    12,00 €/h 160 ore 159,94 € 159,94 €
    13,50 €/h 160 ore 179,93 € 179,93 €
    11,00 €/h 80 ore (part-time 50%) 73,30 € 73,30 €

    Nota: i valori sono puramente esemplificativi. La retribuzione oraria ordinaria effettiva dipende dal CCNL dell’utilizzatore e dal livello di inquadramento. La retribuzione oraria si ricava dal CCNL dell’utilizzatore (retribuzione lorda globale di fatto divisa per il divisore orario mensile) e il rateo maturato si confronta con il prospetto del cedolino.

    Il premio di risultato: quando spetta al somministrato

    Il premio di risultato (o premio di produttività) è un istituto di contrattazione di secondo livello, legato agli obiettivi aziendali. Per sua natura è strettamente connesso all’organizzazione e ai risultati dell’azienda utilizzatrice. Per questa ragione:

    • I premi di produzione o di risultato previsti dalla contrattazione dell’utilizzatore spettano al lavoratore somministrato in costanza di missione e in proporzione al lavoro svolto, secondo i tempi e le modalità di quegli accordi (art. 30, comma 8). Se non possono essere erogati in costanza di missione perché legati a obiettivi non determinati nell’arco della missione, si pagano sulla base di quanto erogato l’anno precedente ai dipendenti dell’utilizzatore.
    • Il CCNL Somministrazione prevede anche la contrattazione di secondo livello direttamente tra le Agenzie e le organizzazioni sindacali (art. 2-bis; per gli accordi di produttività art. 30, comma 8), con premi aziendali propri del settore.
    • Il premio dell’utilizzatore è quindi parte del trattamento da garantire per la parità di trattamento, e non può essere escluso per il solo fatto che il lavoratore è assunto da un’agenzia.

    Casi pratici

    Tizio – Missione di 3 mesi in un supermercato (CCNL Commercio con quattordicesima)
    Tizio lavora 160 ore/mese a 12,00 €/ora. Ogni mese matura 159,94 € di rateo tredicesima e 159,94 € di rateo quattordicesima (il CCNL Commercio prevede la quattordicesima). Nei 3 mesi di missione matura complessivamente 479,82 € di rateo tredicesima e 479,82 € di quattordicesima, che gli vengono liquidati alla scadenza prevista presso l’utilizzatore o, se antecedente, alla fine della missione.
    Caia – Missione breve di 30 giorni (20 giorni lavorativi)
    Caia lavora 160 ore (20 giorni × 8 ore) a 11,50 €/ora. Il rateo tredicesima è: 160 × 11,50 × 0,0833 = 153,27 €. Non c’è quattordicesima perché l’utilizzatore applica il CCNL Metalmeccanici che non la prevede. Il rateo viene liquidato alla fine della missione, insieme alle ferie non godute (almeno 1 giorno) e al TFR.
    Sempronio – Verifica cedolino: tredicesima «inclusa»
    Sempronio riceve un cedolino in cui la voce «tredicesima/gratifica natalizia» non appare come importo pagato. Controlla il contratto: se non è un contratto con monte ore garantito, è corretto, perché il CCNL (art. 30, comma 14) esclude i ratei dal pagamento mensile e li liquida alla scadenza dell’utilizzatore o a fine rapporto; il cedolino deve però riportare le ore e gli importi maturati. Se invece il suo è un contratto MOG, i ratei di tredicesima devono comparire ogni mese e, se mancano, può chiederne il pagamento.

    Domande frequenti

    Come si calcola la tredicesima per un lavoratore somministrato?
    Per ogni ora di lavoro retribuita viene accantonata una quota di tredicesima pari all’8,33% della retribuzione oraria ordinaria. Il rateo si matura a ogni cedolino, ma non viene pagato nel mese: si liquida alle normali scadenze previste presso l’utilizzatore o, se antecedente, alla fine del rapporto (art. 30, commi 11 e 14); nel MOG si paga ogni mese.
    La quattordicesima spetta sempre?
    La quattordicesima spetta solo se prevista dal CCNL dell’azienda utilizzatrice, in base al principio di parità di trattamento. Se il CCNL dell’utilizzatore la prevede (es. CCNL Commercio), si calcola con lo stesso metodo dell’8,33% per ogni ora lavorata.
    Se la missione termina prima di dicembre, la tredicesima viene pagata?
    Sì. Le quote di tredicesima maturate durante la missione vengono liquidate nel cedolino finale, insieme alle altre competenze di fine rapporto. Non è necessario aspettare dicembre.
    Il somministrato ha diritto al premio di risultato dell’utilizzatore?
    Sì. I premi di produzione o di risultato previsti dalla contrattazione dell’utilizzatore sono corrisposti ai somministrati in costanza di missione e in proporzione al lavoro svolto (art. 30, comma 8); se legati a obiettivi non determinabili nella durata della missione, si pagano sulla base di quanto erogato l’anno precedente ai dipendenti.
    Come si calcola la tredicesima se ho lavorato part-time?
    Per il lavoratore part-time il calcolo è identico: 8,33% della retribuzione oraria ordinaria per ogni ora effettivamente lavorata. Il risultato è proporzionalmente inferiore rispetto al tempo pieno, ma il meccanismo è lo stesso.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi salariali, come darle, preavviso e telematiche, preavviso e licenziamento, ferie, permessi e ROL, maternità e congedi e malattia e infortunio.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Agenzie per il Lavoro (Somministrazione) del 21 luglio 2025. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria (NIdiL-Cgil, Felsa-Cisl, UILTemp) o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Ricorso al giudice di pace contro la multa

    Il ricorso al giudice di pace, previsto dall’articolo 204-bis del Codice della Strada, è la via giudiziaria per contestare una multa. Comporta una spesa, il contributo unificato, ma offre un esame più completo della vicenda e la possibilità di chiedere la sospensione della sanzione.

    Che cos’è il ricorso al giudice di pace

    È un vero e proprio giudizio davanti a un giudice ordinario. Il ricorrente espone i motivi per cui ritiene illegittima la multa e il giudice, sentite le parti, decide con sentenza.

    Rispetto al prefetto, qui il contraddittorio è più ampio: si possono allegare prove, chiedere testimonianze e discutere il merito della violazione.

    Il termine di 30 giorni

    Il ricorso va presentato entro 30 giorni dalla notifica del verbale (60 giorni per i residenti all’estero, salvo i casi previsti). È un termine perentorio: scaduto, la sanzione diventa definitiva.

    Il ricorso si propone al giudice di pace del luogo in cui è stata commessa la violazione.

    Il contributo unificato

    A differenza del ricorso al prefetto, davanti al giudice di pace si paga il contributo unificato, il cui importo è proporzionato al valore della sanzione. È una spesa contenuta per le multe di importo modesto, ma va comunque messa in conto.

    In caso di accoglimento, il giudice può disporre sulle spese a favore del ricorrente.

    La richiesta di sospensione

    Con il ricorso si può chiedere la sospensione dell’efficacia del provvedimento impugnato. Se concessa, evita che la multa diventi esecutiva in attesa della decisione, scongiurando iscrizioni a ruolo e cartelle nel frattempo.

    La sospensione non è automatica: il giudice la valuta in base ai motivi addotti e all’eventuale danno.

    Costituirsi di persona o con avvocato

    Per le sanzioni di importo minore è possibile costituirsi di persona, senza l’assistenza obbligatoria di un avvocato. Questo riduce i costi, ma richiede di conoscere bene la procedura e i motivi giuridici da far valere.

    Per controversie più complesse o di valore elevato può essere opportuno farsi assistere da un professionista.

    Esempio concreto

    Caia riceve una multa per eccesso di velocità rilevata da autovelox e sospetta che lo strumento non fosse tarato. Presenta ricorso al giudice di pace entro 30 giorni, paga il contributo unificato e chiede la sospensione. In giudizio chiede di verificare la documentazione di omologazione e taratura. Il giudice, valutati gli atti, decide con sentenza se annullare o confermare la multa.

    Prefetto o giudice di pace?

    Le due strade sono alternative: non si possono attivare entrambe sulla stessa multa nello stesso momento. Il giudice di pace è preferibile quando serve un’istruttoria più ricca, quando si vogliono allegare prove tecniche o quando si teme il raddoppio dell’importo che caratterizza il rigetto del prefetto.

    Chi punta sulla gratuità e ha un vizio evidente può invece scegliere il prefetto.

    Come si svolge il giudizio

    Depositato il ricorso, il giudice fissa l’udienza e dà avviso alle parti. All’udienza il ricorrente può illustrare i propri motivi, mentre l’amministrazione può difendere il verbale. Il giudice può acquisire documenti, disporre verifiche e, dove necessario, ascoltare testimoni.

    Al termine il giudice decide con sentenza, che può annullare la multa, ridurne l’importo o confermarla. La pronuncia può essere a sua volta impugnata nei casi e nei limiti previsti dalla legge.

    Per questo è importante presentarsi preparati, con i documenti utili e una chiara esposizione dei motivi: in genere è il modo migliore per far valere le proprie ragioni.

    Articoli di legge da consultare

    Domande frequenti

    Quanto costa il ricorso al giudice di pace?

    Occorre pagare il contributo unificato, proporzionato all’importo della sanzione. Per le multe di valore modesto la spesa è contenuta. In caso di accoglimento il giudice può porre le spese a carico dell’amministrazione.

    Posso fare ricorso al giudice di pace senza avvocato?

    Sì, per le sanzioni di importo minore è possibile costituirsi di persona. Per controversie più complesse può essere utile l’assistenza di un avvocato.

    Posso evitare che la multa diventi esecutiva durante il giudizio?

    Sì, con il ricorso puoi chiedere la sospensione del provvedimento. Se il giudice la concede, la multa non produce effetti esecutivi in attesa della decisione.

    Risorse correlate

    I contenuti hanno finalità divulgativa e non sostituiscono la consulenza di un avvocato. Per la propria situazione specifica si raccomanda di rivolgersi a un professionista abilitato.

  • Art. 26 Rev. Leg. – Provvedimenti della Consob

    Art. 26 Rev. Leg. – Provvedimenti della Consob

    Art. 26 Rev. Leg. – Provvedimenti della Consob

    D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 – testo aggiornato

    1. La Consob, quando accerta la violazione delle disposizioni di cui agli articoli 9, 9-bis, 10, 10-bis, 10-ter, 10-quater, 10-quinquies, 11, 14 e 17 del presente decreto, e delle relative norme di attuazione, e di cui agli articoli 4, 5, 6, 8, 10, 11, 15, 17, 18 e 26, comma 8, del Regolamento europeo, può applicare le seguenti sanzioni: a) una sanzione amministrativa pecuniaria da euro diecimila a euro cinquecentomila nei confronti del revisore legale, della società di revisione legale e del responsabile dell’incarico; per la violazione dei divieti di cui agli articoli 17 del presente decreto e 4 e 5 del Regolamento europeo, si applica una sanzione amministrativa pecuniaria da euro centomila a euro cinquecentomila; b) la revoca di uno o più incarichi di revisione legale relativi a enti di interesse pubblico o enti sottoposti a regime intermedio; c) il divieto al revisore legale o alla società di revisione legale di accettare nuovi incarichi di revisione legale relativi a enti di interesse pubblico o enti sottoposti a regime intermedio per un periodo non superiore a tre anni; d) la sospensione dal Registro, per un periodo non superiore a tre anni, del revisore legale, della società di revisione legale o del responsabile dell’incarico ai quali sono ascrivibili le irregolarità; e) la cancellazione dal Registro del revisore legale, della società di revisione legale o del responsabile dell’incarico ai quali sono ascrivibili le irregolarità. 1 bis. La Consob comunica al Ministero dell’economia e delle finanze i provvedimenti di cui al comma 1, lettere d) ed e) ai fini della loro annota- zione sul Registro. 1 ter. Quando le violazioni di cui al comma 1 sono connotate da scarsa offensività o pericolosità, la Consob, in alternativa alle sanzioni indicate al medesimo comma, può: a) pubblicare una dichiarazione indicante il responsabile della violazione e la natura della stessa; o b) ordinare di eliminare le infrazioni contestate, con eventuale indicazione delle misure da adottare e del termine per l’adempimento, e di astenersi dal ripeterle. 1 quater. Per l’inosservanza entro il termine stabilito dell’ordine di cui al comma 1-ter, lettera b), la Consob applica la sanzione amministrativa pecuniaria prevista per la violazione originariamente contestata aumentata fino ad un terzo. 1 quinquies. Quando le irregolarità accertate abbiano comportato l’emissione di una relazione di revisione che non soddisfa i requisiti stabiliti dall’articolo 14 del presente decreto o, ove applicabile, dall’articolo 10 del Regolamento europeo, la Consob, con il provvedimento di applicazione della sanzione di cui al comma 1, dichiara che la relazione di revisione non soddisfa i requisiti stabiliti dall’articolo 14 del presente decreto o, ove applicabile, dall’articolo 10 del Regolamento europeo. 1 sexies. La Consob, quando accerta la violazione dell’articolo 18 del presente decreto e degli articoli 7, 12, 13 e 14 del Regolamento europeo può comminare al revisore legale o alla società di revisione legale le sanzioni di cui al comma 1, lettera a), e ai commi 1-ter e 1-quater. 1 septies. Ferma restando l’applicazione delle sanzioni di cui al comma 1, la Consob, per l’inosservanza delle disposizioni degli articoli 10-ter e 17 del presente decreto, e delle relative norme di attuazione, e degli articoli 4, 5, 8 e 26, comma 8, del Regolamento europeo, applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro diecimila a euro cinquecentomila nei confronti dei membri degli organi di amministrazione e direzione delle società di revisione legale quando l’inosservanza è conseguenza della violazione di doveri propri o dell’organo di appartenenza e ricorrono una o entrambe le seguenti condizioni: a) la condotta ha inciso in modo rilevante sulla complessiva organizzazione o sui profili di rischio per l’indipendenza e per la qualità della revisione legale della società di revisione; b) la condotta ha contribuito a determinare la mancata ottemperanza della società alle disposizioni degli articoli 10-ter e 17 del presente decreto, e delle relative norme di attuazione, e agli articoli 4, 5, 8 e 26, comma 8 del Regolamento europeo. 1 octies. Con il provvedimento di applicazione della sanzione, in ragione della gravità della violazione accertata, la Consob può applicare la sanzione amministrativa accessoria dell’interdizione temporanea, per un periodo non superiore a tre anni, dall’esercizio di funzioni presso le società di revisione legale. 1 novies. La Consob, quando accerta l’inottemperanza agli obblighi di cui all’articolo 14, comma 6, da parte degli organi di amministrazione di un ente di interesse pubblico o di un ente sottoposto a regime intermedio, applica ai componenti di tali organi responsabili delle violazioni una sanzione amministrativa pecuniaria da diecimila a cinquecentomila euro. Quando le violazioni rivestono particolare gravità la Consob può interdire temporaneamente, per un periodo non superiore a tre anni, i membri degli organi di amministrazione e direzione responsabili delle violazioni dall’esercizio di funzioni presso gli enti di interesse pubblico o gli enti sottoposti a regime intermedio. 1 decies. La Consob, quando accerta la mancata o inadeguata adozione di un sistema interno di segnalazione ai sensi dell’articolo 26-bis, può applicare alla società di revisione legale la sanzione di cui al comma 1, lettera a). Nei casi di scarsa offensività o pericolosità si applicano i commi 1-ter e 1-quater.

    2. La Consob, quando accerta la violazione degli articoli 10 e 17 del presente decreto, e delle relative norme di attuazione, e degli articoli 4 e 5 del Regolamento europeo, da parte di soggetti diversi da quelli di cui ai commi 1 e 1-sexies, applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro diecimila a euro cinquecentomila. 2 bis. Qualora la violazione delle disposizioni di cui agli articoli 10 e 17, e delle relative norme di attuazione, e degli articoli 4 e 5 del Regolamento europeo, sia imputabile ai soci, ai componenti dell’organo di amministrazione o ai dipendenti della società di revisione iscritti nel Registro, la Consob può adottare nei confronti di tali soggetti i provvedimenti previsti dal comma 1, lettere d) ed e).

    3. La Consob dispone la cancellazione dal Registro del revisore legale, della società di revisione legale o del responsabile dell’incarico quando non ottemperino ai provvedimenti indicati nel comma 1, lettere c) e d), e comunica il provvedimento al Ministero dell’economia e delle finanze, ai fini dell’annotazione sul Registro.

    4. Ai procedimenti sanzionatori di cui al presente articolo si applica l’articolo 195 del TUF. 4 bis. Ai provvedimenti di cui al presente articolo si applicano gli articoli 194-bis e 195-bis del TUF.

  • Art. 25 Rev. Leg. – Procedura sanzionatoria

    Art. 25 Rev. Leg. – Procedura sanzionatoria

    Art. 25 Rev. Leg. – Procedura sanzionatoria

    D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 – testo aggiornato

    1. Le sanzioni amministrative previste nel presente capo sono applicate dal Ministero dell’economia e delle finanze con provvedimento motivato, previa contestazione degli addebiti agli interessati, da effettuarsi entro centottanta giorni dall’accertamento ovvero entro trecentosessanta giorni se l’interessato risiede o ha la sede all’estero, e valutate le deduzioni dagli stessi presentate nei successivi trenta giorni.

    2. Il procedimento sanzionatorio è retto dai principi del contraddittorio, della conoscenza degli atti istruttori, della verbalizzazione nonchè della distinzione tra funzioni istruttorie e funzioni decisorie.

    3. Il tipo e l’entità della sanzione o del provvedimento amministrativo da adottare sono definiti, in particolare, tenendo conto di tutte le circostanze pertinenti tra cui se del caso: a) la gravità e la durata della violazione; b) il grado di responsabilità della persona che ha commesso la violazione; c) la solidità finanziaria della persona responsabile; d) l’ammontare dei profitti ricavati o delle perdite evitate dalla persona responsabile, se possono essere determinati; e) il livello di cooperazione della persona responsabile con l’autorità vigilante; f) precedenti violazioni delle persona fisica o giuridica responsabile. 3 bis. Il Ministro dell’economia e delle finanze stabilisce con proprio regolamento le fasi e le modalità di svolgimento della procedura sanzionatoria, nel rispetto, tra l’altro, delle garanzie per gli iscritti al Registro. 3 ter. L’azione disciplinare si prescrive nel termine di sei anni dall’evento che può dar luogo all’apertura della procedura sanzionatoria. 3 quater. Nel caso in cui i provvedimenti di cui all’articolo 24 consistano in una sanzione amministrativa pecuniaria la medesima sanzione è ridotta alla metà nel caso di pagamento entro trenta giorni dall’avvenuta ricezione.

    4. Avverso il provvedimento di applicazione delle sanzioni previste dal presente capo è ammessa opposizione alla Corte d’appello del luogo in cui ha sede la società di revisione o il revisore legale autore della violazione ovvero, nei casi in cui tale criterio non sia applicabile, del luogo in cui la violazione è stata commessa. L’opposizione deve essere notificata al Ministero dell’economia e delle finanze entro trenta giorni dalla sua comunicazione e deve essere depositata presso la cancelleria della Corte d’appello entro trenta giorni dalla notifica.

    5. L’opposizione non sospende l’esecuzione del provvedimento. La Corte d’appello, se ricorrono gravi motivi, può disporre la sospensione con decreto motivato.

    6. La Corte d’appello, su istanza delle parti, può fissare termini per la presentazione di memorie e documenti, nonchè consentire l’audizione anche personale delle parti.

    7. La Corte d’appello decide sull’opposizione in camera di consiglio, sentito il pubblico ministero, con decreto motivato.

    8. Copia del decreto è trasmessa a cura della cancelleria della Corte d’appello al Ministero dell’economia e delle finanze ai fini della pubblicazione sul sito internet di cui all’articolo 7, comma 5.

  • Art. 24-ter Rev. Leg. – Sospensione per morosità

    Art. 24-ter Rev. Leg. – Sospensione per morosità

    Art. 24 Ter Rev. Leg. – Sospensione per morosità

    D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 – testo aggiornato

    1. Nel caso di mancato versamento del contributo annuale di iscrizione al Registro ai sensi dell’articolo 21, comma 7, decorsi tre mesi dalla scadenza prevista, il Ministero dell’economia e delle finanze assegna un termine, non superiore ad ulteriori trenta giorni, per effettuare il versamento. Decorso detto ulteriore termine senza che il pagamento sia stato effettuato, il revisore o la società di revisione sono sospesi dal Registro.

    2. Il decreto di sospensione, anche per gruppi di nominativi, è comunicato alla casella PEC indicata al Registro dal soggetto interessato o nelle altre forme previste dall’ordinamento. Qualora per l’elevato numero dei destinatari la comunicazione individuale risulti particolarmente gravosa, il provvedimento di sospensione può essere pubblicato, in forma integrale o per estratto, sul sito istituzionale contenente il portale informatico della revisione legale o nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

    3. Il Ministero dell’economia e delle finanze dispone la revoca del provvedimento di sospensione quando l’iscritto dimostri di aver corrisposto integralmente i contributi dovuti, gravati dagli interessi legali e delle eventuali spese sostenute per riscuoterli.

    4. Decorsi ulteriori 6 mesi dalla data del provvedimento che dispone la sospensione senza che l’iscritto abbia provveduto a regolarizzare i contributi omessi, il Ministero dell’economia e delle finanze, previa comunicazione, provvede alla cancellazione dal Registro dei revisori con le modalità di cui al comma 2.

  • Art. 24-bis Rev. Leg. – Sospensione cautelare

    Art. 24-bis Rev. Leg. – Sospensione cautelare

    Art. 24 Bis Rev. Leg. – Sospensione cautelare

    D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 – testo aggiornato

    1. Il Ministero dell’economia e delle finanze può disporre, in relazione alla gravità del fatto, una sospensione cautelare del revisore per un periodo non superiore a cinque anni.

    2. La sospensione cautelare dal Registro è comunque disposta nei casi di applicazione da parte dell’Autorità giudiziaria di misure cautelari per- sonali o di convalida dell’arresto o del fermo, ovvero di condanne, anche non definitive, che comportino l’applicazione di una misura di sicurezza detentiva o della libertà vigilata.

    3. Quando la sospensione sia stata disposta in dipendenza del procedimento penale e questo si concluda con sentenza di proscioglimento o di assoluzione passata in giudicato perchè il fatto non sussiste o perchè il fatto contestato non è stato commesso, la sospensione è revocata con decorrenza dalla data di pronuncia della sentenza.

  • Articolo 31 TU Giustizia Tributaria: Ufficio del massimario nazionale

    Art. 31 D.Lgs. 175/2024 – Ufficio del massimario nazionale

    Testo vigente – D.Lgs. 14 novembre 2024, n. 175 (Testo unico della giustizia tributaria) (aggiornato da Normattiva)

    1. È istituito presso il Consiglio di presidenza della giustizia tributaria l'Ufficio del massimario nazionale, al quale sono assegnati un direttore, che ne è il responsabile, e quindici magistrati o giudici tributari.

    2. Il direttore, i magistrati e i giudici tributari assegnati all'Ufficio sono nominati con delibera del Consiglio di presidenza tra i componenti delle corti di giustizia tributaria di primo e secondo grado. La nomina del direttore e dei componenti dell'Ufficio è effettuata tra i candidati che hanno maturato non meno di sette anni di effettivo esercizio nelle funzioni giurisdizionali. L'incarico del direttore e dei componenti dell'Ufficio ha durata quinquennale e non è rinnovabile.

    3. L'Ufficio del massimario nazionale provvede a rilevare, classificare e ordinare in massime le decisioni delle corti di giustizia tributaria di secondo grado e le più significative tra quelle emesse dalle corti di giustizia tributaria di primo grado.

    4. Le massime delle decisioni di cui al comma 3 alimentano la banca dati della giurisprudenza tributaria di merito, gestita dal Ministero dell'economia e delle finanze.

    5. Mediante convenzione tra il Ministero dell'economia e delle finanze, il Consiglio di presidenza della giustizia tributaria e la Corte di cassazione sono stabilite le modalità per la consultazione della banca dati della giurisprudenza tributaria di merito da parte della Corte.

    6. L'Ufficio del massimario nazionale si avvale delle risorse previste nel contingente di cui all'articolo 40 e dei servizi informatici del sistema informativo della giustizia tributaria del Ministero dell'economia e delle finanze.

    7. I componenti dell'Ufficio del massimario nazionale possono essere esonerati dall'esercizio delle funzioni giurisdizionali presso le corti di giustizia tributaria di primo e secondo grado. In caso di esonero, ai giudici tributari componenti dell'Ufficio è corrisposto un trattamento economico, sostitutivo di quello previsto dall'articolo 19, pari alla metà dell'ammontare più elevato corrisposto nello stesso periodo ai giudici tributari per l'incarico di presidente di corte di giustizia tributaria.

  • Art. 24 Rev. Leg. – Provvedimenti del Ministero dell’economia e delle finanze

    Art. 24 Rev. Leg. – Provvedimenti del Ministero dell’economia e delle finanze

    Art. 24 Rev. Leg. – Provvedimenti del Ministero dell’economia e delle finanze

    D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 – testo aggiornato

    1. Il Ministero dell’economia e delle finanze, quando accerta irregolarità nello svolgimento dell’attività di revisione legale o di attestazione delle conformità della rendicontazione della sostenibilità, può applicare le seguenti sanzioni: a) un avvertimento, che impone alla persona fisica o giuridica responsabile della violazione di porre termine al comportamento e di astenersi dal ripeterlo; b) una dichiarazione nella quale è indicato che la relazione di revisione o la relazione di attestazione non soddisfano i requisiti di cui, rispettivamente, agli articoli 14 e 14-bis; c) la censura, consistente in una dichiarazione pubblica di biasimo, che indica la persona responsabile e la natura della violazione; d) la sanzione amministrativa pecuniaria da mille a centocinquantamila euro; e) la sospensione dal Registro, per un periodo non superiore a tre anni, del soggetto al quale sono ascrivibili le irregolarità connesse all’incarico di revisione legale; f) la sospensione dell’attività di attestazione della conformità della rendicontazione di sostenibilità, per un periodo non superiore a tre anni, del soggetto al quale sono ascrivibili le irregolarità; g) la revoca di uno o più incarichi di revisione legale o di attestazione delle conformità della rendicontazione di sostenibilità; h) il divieto per il revisore legale o la società di revisione legale di accettare nuovi incarichi di revisione legale o di attestazione delle conformità della rendicontazione di sostenibilità per un periodo non superiore a tre anni; i) la cancellazione dal Registro del soggetto al quale sono ascrivibili le irregolarità connesse all’incarico di revisione legale.

    2. Il Ministero dell’economia e delle finanze può applicare le sanzioni di cui al comma 1 nei seguenti casi: a) mancato assolvimento dell’obbligo formativo; b) inosservanza degli obblighi di comunicazione delle informazioni di cui all’articolo 7, nonchè dei dati comunque richiesti per la corretta individuazione del revisore legale o della società di revisione legale, degli incarichi da essi svolti e dei relativi ricavi e corrispettivi. Nei casi di cui al presente comma, la sanzione amministrativa pecuniaria si applica nella misura da cinquanta euro a duemilacinquecento euro.

    3. Il Ministero dell’economia e delle finanze dispone la cancellazione dal Registro dei revisori legali, della società di revisione o del responsabile della revisione legale quando non ottemperino ai provvedimenti indicati nei commi 1 e 2.

    4. Il revisore cancellato ai sensi del presente articolo può, su richiesta, essere di nuovo iscritto a condizione che siano trascorsi almeno sei anni dal provvedimento di cancellazione.

    5. Il Ministero dell’economia e delle finanze pubblica sul sito istituzionale della revisione legale ogni sanzione amministrativa comminata per violazione delle disposizioni del presente decreto legislativo, comprese le informazioni concernenti il tipo e la natura della violazione e l’identità della persona fisica o giuridica a cui è stata comminata la sanzione.

    6. Nel caso le sanzioni siano oggetto di impugnazione, sul sito internet della revisione legale sono altresì pubblicate le informazioni concernenti lo stato e l’esito dell’impugnazione medesima.

    7. Il Ministero dell’economia e delle finanze può pubblicare le sanzioni in forma anonima nelle seguenti situazioni: a) se la pubblicazione dei dati personali riguardanti una persona fisica risulti sproporzionata rispetto al tipo di violazione; b) se la pubblicazione mette a rischio la stabilità dei mercati finanziari o un’indagine penale in corso; c) se la pubblicazione arreca un danno sproporzionato alle istituzioni o alle persone coinvolte.

    8. Le sanzioni comminate ai sensi del presente articolo sono pubblicate sul sito internet istituzionale per un periodo minimo di cinque anni dopo l’esaurimento di tutti i mezzi di impugnazione o la scadenza dei termini previsti. Il Ministero dell’economia e delle finanze, tenuto conto della natura della violazione e degli interessi coinvolti, può stabilire modalità ulteriori per dare pubblicità al provvedimento.

    9. Il Ministero dell’economia e delle finanze quando accerta la mancata o l’inadeguata adozione di un sistema interno di segnalazione, può, tenendo conto della loro gravità: a) applicare alla società di revisione legale una sanzione amministrativa pecuniaria da diecimila euro a cinquecentomila euro; b) ordinare alla persona giuridica responsabile della violazione di porre termine al comportamento e di astenersi dal ripeterlo.

  • Art. 392 DPR 495/1992 – Versamenti all’Ufficio del registro

    Art. 392 DPR 495/1992 – Versamenti all’Ufficio del registro

    Decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 – Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada

    1. I proventi spettanti allo Stato, ai sensi dell'articolo 208, comma 1, del codice, devono essere versati mensilmente dalle singole amministrazioni all'ufficio del registro competente per territorio.

    2. Degli avvenuti versamenti gli uffici del registro danno comunicazione al Ministero dei lavori pubblici mediante riepiloghi mensili, contenenti l'indicazione delle somme versate da ciascuna amministrazione.

  • CCNL Spedizionieri e Corrieri: tredicesima, quattordicesima e premi

    CCNL Spedizionieri e Corrieri

    Tredicesima, quattordicesima e premi nel CCNL Spedizionieri e Corrieri

    Il CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizione garantisce 14 mensilità: la tredicesima a dicembre e la quattordicesima a luglio. Con gli scatti di anzianità biennali, la retribuzione cresce nel tempo in modo prevedibile.

    In sintesi

    Il CCNL prevede tredicesima (entro il 16 dicembre, pari alla retribuzione di novembre) e quattordicesima (entro la prima decade di luglio). Gli scatti di anzianità sono 5 biennali, da 20,66 a 30,99 euro per scatto a seconda del livello. Non esiste un premio di risultato nazionale: eventuali premi sono definiti dalla contrattazione aziendale.

    Dati contrattuali

    Contratto
    CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizione
    Parti sindacali
    Filt-Cgil · Fit-Cisl · Uiltrasporti
    Rinnovo
    6 dicembre 2024, vigenza fino al 31 dicembre 2027
    Riferimento
    Artt. 17-19 e 61 CCNL

    Tabella riepilogativa

    Mensilità aggiuntive e scatti di anzianità – CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizione
    Istituto Importo Data di pagamento Pro-quota
    Tredicesima Retribuzione globale novembre Entro 16 dicembre Sì (dodicesimi)
    Quattordicesima Retribuzione globale al 30 giugno Entro 1ª decade luglio Sì (dodicesimi)
    Scatti anzianità (max 5) Da 20,66 € (6°) a 30,99 € (Quadri) per scatto Maturazione biennale N/A

    La tredicesima: calcolo e componenti

    La tredicesima mensilità è erogata entro il 16 dicembre di ogni anno. L’importo è pari alla retribuzione globale mensile del mese di novembre, che comprende:

    • minimo tabellare del livello di inquadramento;
    • EPA (Elemento Professionale d’Area);
    • scatti di anzianità maturati e altri aumenti, comunque denominati;
    • premi di operosità degli accordi integrativi e erogazioni degli accordi di secondo livello, ove spettanti;
    • indennità di mensa dove esiste e indennità di funzione per i quadri.

    Sono escluse dalla retribuzione (art. 61 c. 2) le indennità di cassa e maneggio denaro (art. 15), le indennità varie e di alloggio (art. 28), i rimborsi spese e le indennità equivalenti (art. 62) e ogni altra voce di indennizzo e non retributiva. Tredicesima e quattordicesima contano per il TFR e per l’indennità sostitutiva del preavviso (la quattordicesima solo a questi effetti).

    Per i lavoratori assunti o cessati in corso d’anno, la tredicesima è frazionata per dodicesimi. Le frazioni di mese non superiori a 15 giorni non si calcolano; quelle superiori a 15 giorni contano come mese intero.

    La quattordicesima: un’ulteriore mensilità a luglio

    La quattordicesima mensilità è erogata entro la prima decade di luglio. L’importo è pari alla retribuzione globale in vigore al 30 giugno dell’anno in corso, con gli stessi criteri di calcolo della tredicesima.

    La quattordicesima è frazionata per dodicesimi con gli stessi criteri della tredicesima. Essendo erogata a luglio, il periodo di maturazione va dal 1° luglio dell’anno precedente al 30 giugno dell’anno in corso.

    Gli scatti di anzianità biennali

    Il CCNL prevede 5 scatti biennali di anzianità: ogni 2 anni di servizio continuativo presso lo stesso datore di lavoro, il lavoratore ha diritto a un aumento mensile fisso che si aggiunge al minimo tabellare. Gli importi per scatto (lordi mensili) sono:

    Scatti di anzianità biennali per livello – importo lordo mensile per scatto
    Livello Importo per scatto Totale dopo 5 scatti (10 anni)
    Quadri 30,99 € 154,95 €
    1° 29,44 € 147,20 €
    2° 26,86 € 134,30 €
    3° Super 24,79 € 123,95 €
    3° 24,27 € 121,35 €
    4° 23,24 € 116,20 €
    4° Junior 22,34 € 111,70 €
    5° 22,21 € 111,05 €
    6° 20,66 € 103,30 €

    Fonte: art. 17 del testo unico del CCNL (per il personale viaggiante gli importi vanno da 21,62 a 24,79 euro). Gli scatti maturano con l’anzianità presso la stessa azienda, decorrono dal mese successivo al biennio e si sommano: vedi la scheda sugli scatti.

    La contrattazione di secondo livello e i premi

    Il CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizione non prevede un premio di risultato nazionale. La contrattazione di secondo livello – accordi aziendali o territoriali stipulati tra l’azienda (o le associazioni datoriali locali) e le rappresentanze sindacali (RSA/RSU affiliate a Filt-Cgil, Fit-Cisl o Uiltrasporti) – può introdurre:

    • premi di produttività legati a indicatori (volumi di spedizione, puntualità delle consegne, riduzione degli errori di smistamento);
    • premi una tantum legati ai risultati annuali aziendali;
    • forme di partecipazione agli utili o di welfare aggiuntivo.

    Questi accordi variano significativamente da azienda ad azienda e non sono disciplinati dal contratto nazionale. In assenza di contrattazione di secondo livello, non esiste alcun diritto individuale a un premio aziendale.

    Casi pratici

    Tizio – Calcolo tredicesima con 3 scatti di anzianità
    Tizio è al livello 3S con 6 anni di servizio (3 scatti × 24,79 euro = 74,37 euro di scatti). La retribuzione di novembre è: minimo tabellare + EPA di 2.000,37 euro + scatti 74,37 euro = 2.074,74 euro lordi. La tredicesima erogata il 16 dicembre è di 2.074,74 euro lordi (al netto di eventuali assenze non retribuite nel mese di novembre, da defalcare proporzionalmente).
    Caia – Pro-quota quattordicesima per assunzione a febbraio
    Caia è stata assunta il 10 febbraio 2026. Alla prima decade di luglio 2026 matura la quattordicesima pro-quota. Il periodo di maturazione che compete è: febbraio (dal 10 al 28 sono 19 giorni, più di 15, quindi conta come mese intero), marzo, aprile, maggio, giugno = 5 mesi. La quattordicesima è: retribuzione globale al 30 giugno × 5/12.
    Sempronio – Maturazione del 5° scatto di anzianità
    Sempronio è al 1° livello da 10 anni presso la stessa azienda. Ha maturato tutti e 5 gli scatti di anzianità: 5 × 29,44 euro = 147,20 euro mensili aggiuntivi rispetto al minimo tabellare. La sua retribuzione base mensile è: 2.411,46 euro (minimo tabellare + EPA) + 147,20 euro (5 scatti) = 2.558,66 euro, prima di eventuali superminimi. Gli scatti entrano nella retribuzione globale su cui si calcolano tredicesima, quattordicesima, TFR e straordinario.

    Domande frequenti

    Quando viene pagata la tredicesima nel CCNL Logistica?
    La tredicesima è erogata entro il 16 dicembre. L’importo è pari alla retribuzione globale del mese di novembre (minimo, EPA, scatti di anzianità, superminimo), esclusi rimborsi e indennità occasionali.
    Esiste la quattordicesima nel CCNL Logistica?
    Sì. La quattordicesima è erogata entro la prima decade di luglio ed è pari alla retribuzione globale in vigore al 30 giugno. Come la tredicesima, è frazionabile per dodicesimi in caso di assunzione o cessazione in corso d’anno.
    Come si calcola la tredicesima per chi è stato assunto a metà anno?
    Per dodicesimi, in proporzione ai mesi di servizio: le frazioni non superiori a 15 giorni non contano, quelle superiori a 15 giorni contano come mese intero. Un lavoratore assunto il 1° settembre matura 4/12 della tredicesima.
    Gli scatti di anzianità entrano nel calcolo della tredicesima?
    Sì. La tredicesima si calcola sulla retribuzione globale mensile, che include gli scatti di anzianità già maturati. Il lavoratore con 3 scatti al 3° livello (3 × 24,27) ha 72,81 euro di scatti inclusi nella base di calcolo.
    Esiste un premio di risultato nel settore?
    Il CCNL non prevede un premio di risultato nazionale. Eventuali premi sono definiti dalla contrattazione di secondo livello (accordi aziendali), che variano da azienda ad azienda.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi 2025-2026, preavviso, modulo telematico, giusta causa, preavviso e licenziamento, ferie, permessi e ROL, maternità, paternità e congedi e malattia e infortunio.

    Le informazioni hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizione del 6 dicembre 2024. Le cifre degli scatti di anzianità si riferiscono alle tabelle vigenti; l’importo per il 6° livello deve essere verificato sulle tabelle ufficiali (confetra.com, contrattotrasporti.it). Per situazioni specifiche consultare un consulente del lavoro, le organizzazioni sindacali (Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti) o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 23 Rev. Leg. – Collaborazione tra autorità e segreto d’ufficio

    Art. 23 Rev. Leg. – Collaborazione tra autorità e segreto d’ufficio

    Art. 23 Rev. Leg. – Collaborazione tra autorità e segreto d’ufficio

    D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 – testo aggiornato

    1. Il Ministero dell’economia e delle finanze e la Consob collaborano tra loro, anche mediante scambio di informazioni, al fine di agevolare le rispettive funzioni, individuando forme di coordinamento anche attraverso protocolli d’intesa o l’istituzione di comitati di coordinamento. Dette autorità, limitatamente all’esercizio delle predette funzioni, non possono reciprocamente opporsi il segreto d’ufficio. 1 bis. Ai fini della ricognizione degli enti di interesse pubblico e di quelli sottoposti a regime intermedio, le Autorità di vigilanza sugli enti sottoposti a revisione collaborano con il Ministero dell’economia e delle finanze e comunicano, in particolare, almeno annualmente, l’elenco delle entità rispettivamente vigilate.

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.