Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 69 L. 633/1941

    Art. 69 L. 633/1941

    Testo vigente verificato su Normattiva. Scheda in arricchimento editoriale.

    Il prestito eseguito dalle biblioteche e discoteche dello Stato e degli enti pubblici, ai fini esclusivi di promozione culturale e studio personale, non e soggetto ad autorizzazione da parte del titolare del relativo diritto . . . e ha ad oggetto esclusivamente: a) gli esemplari a stampa delle opere, eccettuati gli spartiti e le partiture musicali; b) i fonogrammi ed i videogrammi contenenti opere cinematografiche o audiovisive o sequenze d'immagini in movimento, siano esse sonore o meno, decorsi almeno diciotto mesi dal primo atto di esercizio del diritto di distribuzione, ovvero, non essendo stato esercitato il diritto di distribuzione, decorsi almeno ventiquattro mesi dalla realizzazione delle dette opere e sequenze di immagini.

    Per i servizi delle biblioteche, discoteche e cineteche dello Stato e degli enti pubblici è consentita la riproduzione, senza alcun vantaggio economico o commerciale diretto o indiretto, in un unico esemplare, dei fonogrammi e dei videogrammi contenenti opere cinematografiche o audiovisive o sequenze di immagini in movimento, siano esse sonore o meno, esistenti presso le medesime biblioteche, cineteche e discoteche dello Stato e degli enti pubblici.

    Fonte: Normattiva.it.

  • Art. 144 D.Lgs. 42/2004 – Pubblicità e partecipazione

    Art. 144 D.Lgs. 42/2004 – Pubblicità e partecipazione

    D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 – Codice dei beni culturali e del paesaggio

    1. Nei procedimenti di approvazione dei piani paesaggistici sono assicurate la concertazione istituzionale, la partecipazione dei soggetti interessati e delle associazioni portatrici di interessi diffusi, individuate ai sensi delle vigenti disposizioni in materia di ambiente e danno ambientale, e ampie forme di pubblicità. A tale fine le regioni disciplinano mediante apposite norme di legge i procedimenti di pianificazione paesaggistica, anche in riferimento ad ulteriori forme di partecipazione, informazione e comunicazione.

    2. Fatto salvo quanto disposto all'articolo 143, comma 9 , il piano paesaggistico diviene efficace il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della regione.

  • Art. 29 Rev. Leg. – Impedito controllo

    Art. 29 Rev. Leg. – Impedito controllo

    Art. 29 Rev. Leg. – Impedito controllo

    D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 – testo aggiornato

    1. I componenti dell’organo di amministrazione che, occultando documenti o con altri idonei artifici, impediscono o comunque ostacolano lo svolgimento delle attività di revisione legale sono puniti con l’ammenda fino a settantacinquemila euro.

    2. Se la condotta di cui al comma 1 ha cagionato un danno ai soci o a terzi, si applica la pena dell’ammenda fino a settantacinquemila euro e dell’arresto fino a diciotto mesi.

    3. Nel caso di revisione legale di enti di interesse pubblico o di enti sottoposti a regime intermedio, le pene di cui ai commi 1 e 2 sono raddoppiate.

    4. Si procede d’ufficio.

  • Art. 28 Rev. Leg. – Corruzione revisori

    Art. 28 Rev. Leg. – Corruzione revisori

    Art. 28 Rev. Leg. – Corruzione dei revisori

    D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 – testo aggiornato

    1. I responsabili della revisione legale, i quali, a seguito della dazione o della promessa di utilità, per sè o per un terzo, compiono od omettono atti, in violazione degli obblighi inerenti al loro ufficio, cagionando nocumento alla società, sono puniti con la reclusione sino a tre anni. La stessa pena si applica a chi dà o promette l’utilità.

    2. Il responsabile della revisione legale e i componenti dell’organo di amministrazione, i soci, e i dipendenti della società di revisione legale, i quali, nell’esercizio della revisione legale dei conti degli enti di interesse pubblico o degli enti sottoposti a regime intermedio o delle società da questi controllate, fuori dei casi previsti dall’articolo 30, per denaro o altra utilità data o promessa, compiono od omettono atti in violazione degli obblighi inerenti all’ufficio, sono puniti con la reclusione da uno a cinque anni. La stessa pena si applica a chi dà o promette l’utilità.

    3. Si procede d’ufficio.

  • Art. 255 TUEL – Acquisizione e gestione dei mezzi finanziari per il risanamento

    Art. 255 TUEL – Articolo 255

    D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 – testo aggiornato

    1. Nell’ambito dei compiti di cui all’articolo 252, comma 4, lettera b), l’organo straordinario di liquidazione provvede all’accertamento della massa attiva, costituita dal contributo dello Stato di cui al presente articolo, da residui da riscuotere, da ratei di mutuo disponibili in quanto non utilizzati dall’ente, da altre entrate e, se necessari, da proventi derivanti da alienazione di beni del patrimonio disponibile.

    2. Per il risanamento dell’ente locale dissestato lo Stato finanzia gli oneri di un mutuo, assunto dall’organo straordinario di liquidazione, in nome e per conto dell’ente, in unica soluzione con la Cassa depositi e prestiti al tasso vigente ed ammortizzato in venti anni, con pagamento diretto di ogni onere finanziario da parte del Ministero dell’interno.

    3. L’importo massimo del mutuo finanziato dallo Stato, è determinato sulla base di una rata di ammortamento pari al contributo statale indicato al comma 4.

    4. Detto contributo è pari a cinque volte un importo composto da una quota fissa, solo per taluni enti, ed una quota per abitante, spettante ad ogni ente. La quota fissa spetta ai comuni con popolazione sino a 999 abitanti per lire 13.000.000, ai comuni con popolazione da 1.000 a 1.999 abitanti per lire 15.000.000, ai comuni con popolazione da 2.000 a 2.999 abitanti per lire 18.000.000, ai comuni con popolazione da 3.000 a 4.999 abitanti per lire 20.000.000, ai comuni con popolazione da 5.000 a 9.999 abitanti per lire 22.000.000 ed ai comuni con popolazione da 10.000 a 19.999 per lire 25.000.000. La quota per abitante è pari a lire 7.930 per i comuni e lire 1.241 per le province.

    5. Il fondo costituito ai sensi del comma 4 è finalizzato agli interventi a favore degli enti locali in stato di dissesto finanziario. Le eventuali disponibilità residue del fondo, rinvenienti dall’utilizzazione dei contributi erariali per un importo inferiore ai limiti massimi indicati nel comma 4, possono essere destinate su richiesta motivata dell’organo consiliare dell’ente locale, secondo parametri e modalità definiti con decreto del Ministro dell’interno, all’assunzione di mutui integrativi per permettere all’ente locale di realizzare il risanamento finanziario, se non raggiunto con l’approvazione del rendiconto della gestione. Il mutuo, da assumere con la Cassa depositi e prestiti, è autorizzato dal Ministero dell’interno, previo parere della Commissione per la stabilità finanziaria degli enti locali. La priorità nell’assegnazione è accordata agli enti locali che non hanno usufruito dell’intera quota disponibile ai sensi del comma 4.

    6. Per l’assunzione del mutuo concesso ai sensi del presente articolo agli enti locali in stato di dissesto finanziario per il ripiano delle posizioni debitorie non si applica il limite all’assunzione dei mutui di cui all’articolo 204, comma 1.

    7. Secondo le disposizioni vigenti il fondo per lo sviluppo degli investimenti, di cui all’ articolo 28, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504 , sul quale sono imputati gli oneri per la concessione dei nuovi mutui agli enti locali dissestati, può essere integrato, con le modalità di cui all’ articolo 11, comma 3, lettera d), della legge 5 agosto 1978, n. 468 , e successive modificazioni ed integrazioni, in considerazione delle eventuali procedure di risanamento attivate rispetto a quelle già definite.

    8. L’organo straordinario di liquidazione provvede a riscuotere i ruoli pregressi emessi dall’ente e non ancora riscossi, totalmente o parzialmente, nonché all’accertamento delle entrate tributarie per le quali l’ente ha omesso la predisposizione dei ruoli o del titolo di entrata previsto per legge.

    9. Ove necessario ai fini del finanziamento della massa passiva, ed in deroga a disposizioni vigenti che attribuiscono specifiche destinazioni ai proventi derivanti da alienazioni di beni, l’organo straordinario di liquidazione procede alla rilevazione dei beni patrimoniali disponibili non indispensabili per i fini dell’ente, avviando, nel contempo, le procedure per l’alienazione di tali beni. Ai fini dell’alienazione dei beni immobili possono essere affidati incarichi a società di intermediazione immobiliare, anche appositamente costituite. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni recate dall’ articolo 3 del decreto-legge 31 ottobre 1990, n. 310 , convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 1990, n. 403 , e successive modificazioni ed integrazioni, intendendosi attribuite all’organo straordinario di liquidazione le facoltà ivi disciplinate. L’ente locale, qualora intenda evitare le alienazioni di beni patrimoniali disponibili, è tenuto ad assegnare proprie risorse finanziarie liquide, anche con la contrazione di un mutuo passivo, con onere a proprio carico, per il valore stimato di realizzo dei beni. Il mutuo può essere assunto con la Cassa depositi e prestiti ed altri istituti di credito. Il limite di cui all’articolo 204, comma 1, è elevato sino al 40 per cento.

    10. Non compete all’organo straordinario di liquidazione l’amministrazione delle anticipazioni di tesoreria di cui all’articolo 222, delle anticipazioni di liquidità previste dal decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35 , convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2013, n. 64 , e successivi rifinanziamenti, e dal decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 , convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77 , e successivi rifinanziamenti e strumenti finanziari assimilabili, e dei residui attivi e passivi relativi ai fondi a gestione vincolata, ai mutui passivi già attivati per investimenti, ivi compreso il pagamento delle relative spese, nonché l’amministrazione dei debiti assistiti dalla garanzia della delegazione di pagamento di cui all’articolo 206.

    11. Per il finanziamento delle passività l’ente locale può destinare quota dell’avanzo di amministrazione non vincolato.

    12. Nei confronti della massa attiva determinata ai sensi del presente articolo non sono ammessi sequestri o procedure esecutive. Le procedure esecutive eventualmente intraprese non determinano vincoli sulle somme.

  • Art. 27 Rev. Leg. – Falsità nelle relazioni o nelle comunicazioni dei responsabili della revisione legale

    Art. 27 Rev. Leg. – Falsità nelle relazioni o nelle comunicazioni dei responsabili della revisione legale

    Art. 27 Rev. Leg. – Falsità nelle relazioni o nelle comunicazioni dei responsabili della revisione legale

    D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 – testo aggiornato

    1. I responsabili della revisione legale i quali, al fine di conseguire per sè o per altri un ingiusto profitto, nelle relazioni o in altre comunicazioni, con la consapevolezza della falsità e l’intenzione di ingannare i destinatari delle comunicazioni, attestano il falso od occultano informazioni concernenti la situazione economica, patrimoniale o finanziaria della società, ente o soggetto sottoposto a revisione, in modo idoneo ad indurre in errore i destinatari delle comunicazioni sulla predetta situazione, sono puniti, se la condotta non ha loro cagionato un danno patrimoniale, con l’arresto fino a un anno.

    2. Se la condotta di cui al comma 1 ha cagionato un danno patrimoniale ai destinatari delle comunicazioni, la pena è della reclusione da uno a quattro anni.

    3. Se il fatto previsto dal comma 1 è commesso dal responsabile della revisione legale di un ente di interesse pubblico o di ente sottoposto a regime intermedio, la pena è della reclusione da uno a cinque anni.

    4. Se il fatto previsto dal comma 1 è commesso dal responsabile della revisione legale di un ente di interesse pubblico o di un ente sottoposto a regime intermedio per denaro o altra utilità data o promessa, ovvero in concorso con gli amministratori, i direttori generali o i sindaci della società assoggettata a revisione, la pena di cui al comma 3 è aumentata fino alla metà.

    5. La pena prevista dai commi 3 e 4 si applica a chi dà o promette l’utilità nonchè ai direttori generali e ai componenti dell’organo di amministrazione e dell’organo di controllo dell’ente di interesse pubblico o dell’ente sottoposto a regime intermedio assoggettati a revisione legale, che abbiano concorso a commettere il fatto.

  • CCNL Aeroportuali e Handling: tredicesima, quattordicesima e premi

    CCNL Servizi Aeroportuali e Handling

    Tredicesima, quattordicesima e premi nel CCNL Aeroportuali e Handling

    Guida pratica alle mensilità aggiuntive e ai premi di risultato per il personale di terra degli aeroporti: come si calcolano tredicesima e quattordicesima, quando vengono pagate, cosa succede in caso di assunzione o cessazione durante l’anno, e come funzionano i premi aziendali nel settore.

    In sintesi

    Il CCNL Trasporto Aereo prevede tredicesima (dicembre) e quattordicesima (giugno) calcolate sulla retribuzione mensile del periodo di riferimento, maturate per dodicesimi. I premi di risultato sono negoziati a livello aziendale e possono beneficiare dell’imposta sostitutiva dell’1% fino a 5.000 € l’anno (2026-2027). Il rinnovo 2025 ha introdotto parametri di sostenibilità nei premi di risultato dei gestori.

    Dati contrattuali

    Tredicesima
    Entro il 20 dicembre – pari alla retribuzione mensile di fatto di dicembre (art. H24, Sezione Handlers)
    Quattordicesima
    Con la retribuzione di giugno – stessi elementi della tredicesima, riferita al periodo 1° luglio – 30 giugno (art. H25)
    Premio di risultato
    Definito da contrattazione aziendale – imposta sostitutiva dell’1% entro 5.000 €/anno (2026-2027)
    Rinnovo Gestori
    4 giugno 2025 – nuovi parametri sostenibilità nei premi
    Rinnovo Handlers
    25 ottobre 2023 – una tantum 500 € (o 650 € in welfare, art. H15)

    Tabella riepilogativa: mensilità aggiuntive e premi

    Tredicesima, quattordicesima e premi di risultato – CCNL Trasporto Aereo
    Voce Quando Base di calcolo Maturazione
    Tredicesima (gratifica natalizia) Entro il 20 dicembre (art. H24) Retribuzione mensile di fatto di dicembre Per dodicesimi (anno solare gen-dic); frazioni di almeno 15 giorni = mese intero
    Quattordicesima Con la retribuzione di giugno (art. H25) Retribuzione in atto a giugno, stessi elementi della tredicesima Per dodicesimi sul periodo 1° luglio – 30 giugno
    Premio di risultato Definito dall’accordo aziendale Indicatori aziendali (puntualità, qualità, sicurezza, sostenibilità) Solitamente annuale, con acconto o tranche
    Una tantum handlers (2023) Dicembre 2023 (o welfare nel 2024) 500 € lordi (o 650 € se destinata a welfare), art. H15 Importo fisso, omnicomprensivo, senza incidenza sul TFR
    Una tantum gestori (2025) – saldo 2023-2024 Luglio 2025 1.300 € lordi per lavoratori in forza con servizio nel biennio 2023-2024 Importo fisso una tantum
    Una tantum gestori (2025) – 1° sem. 2025 Luglio 2025 500 € lordi per lavoratori in forza al 1° luglio 2025 con servizio dal 1° gennaio 2025 Importo fisso una tantum

    Le une tantum sono importi lordi soggetti a contribuzione previdenziale e IRPEF ordinaria (salvo accordo diverso). La tredicesima e la quattordicesima rientrano nella retribuzione imponibile ai fini IRPEF e previdenziali.

    Come si calcola la tredicesima

    La tredicesima mensilità (gratifica natalizia) corrisponde a una mensilità completa di retribuzione. Per gli handlers (art. H24) è pari alla retribuzione mensile di fatto percepita a dicembre, da pagare entro il 20 dicembre.

    Il calcolo per dodicesimi opera come segue: per ogni mese di servizio nell’anno si matura 1/12 della tredicesima; la frazione di almeno 15 giorni vale un mese intero (art. H24). Le assenze per malattia, ferie, congedi retribuiti non incidono sulla maturazione; le assenze non retribuite (aspettativa non retribuita, sospensione per CIG) riducono proporzionalmente la maturazione.

    La quattordicesima: particolarità del settore

    La quattordicesima (art. H25) è costituita dagli stessi elementi della tredicesima, riferiti alla retribuzione in atto a giugno, ed è pagata con la retribuzione di giugno; si riferisce al periodo dal 1° luglio dell’anno precedente al 30 giugno. Chi è in servizio per tutti i 12 mesi del periodo la riceve intera; chi è assunto il 1° maggio matura 2/12 (maggio e giugno). La frazione di almeno 15 giorni vale un mese intero.

    Nel settore aeroportuale, dove molti lavoratori stagionali vengono assunti a tempo determinato per la stagione estiva (aprile-ottobre), la quattordicesima matura anche durante i contratti stagionali a tempo determinato: al termine del contratto viene liquidata unitamente al TFR.

    I premi di risultato: logica e indicatori nel settore

    Il settore aeroportuale si presta bene alla misurazione degli indicatori di produttività: la puntualità dei voli dipende anche dall’efficienza dei servizi a terra, il numero di lamentele passeggeri misura la qualità del servizio, i Near Miss (quasi-incidenti) misurano la sicurezza. Il premio di risultato viene negoziato in sede aziendale tra la direzione e la RSU/RSA, con la supervisione delle organizzazioni sindacali firmatarie (Filt-Cgil, Uiltrasporti, Ugl Trasporto Aereo).

    Il rinnovo dei gestori aeroportuali del 4 giugno 2025 ha introdotto novità significative: i parametri per il premio di risultato devono includere anche criteri di sostenibilità ambientale e sociale (emissioni CO2, percentuale di veicoli elettrici di piazzale, ore di formazione per dipendente, indice di soddisfazione dei lavoratori). Questa innovazione riflette la transizione green del settore aeroportuale verso la neutralità carbonica.

    Casi pratici

    Tizio – Quante tredicesime spettano nel primo anno di lavoro?
    Tizio viene assunto il 1° aprile 2026 come handler al 4° livello. Al 20 dicembre 2026 ha lavorato 9 mesi interi (aprile-dicembre): la sua tredicesima è pari a 9/12 della retribuzione mensile di fatto di dicembre. La quattordicesima di giugno 2026 si riferisce al periodo 1° luglio 2025 – 30 giugno 2026 e Tizio ha 3 mesi di servizio (aprile, maggio, giugno): riceve quindi 3/12 della retribuzione mensile di giugno.
    Caia – Premio di risultato e detassazione
    Caia, agente di scalo al 3° livello, riceve a novembre 2026 un premio di risultato di 1.500 € lordi definito dall’accordo aziendale. Il datore applica l’imposta sostitutiva dell’1% prevista per il 2026 e il 2027 sui premi di risultato entro 5.000 € annui (per lavoratori con reddito fino a 80.000 €). Caia versa quindi 15 € di imposta invece dei circa 345 € dovuti con l’aliquota IRPEF del 23%: un risparmio di circa 330 €.
    Sempronio – Una tantum del rinnovo gestori 2025: chi ne ha diritto?
    Sempronio lavora da 4 anni come supervisor di rampa al 2B per una società di gestione aeroportuale. Ha prestato servizio continuativamente nel biennio 2023-2024 ed è in forza al 1° luglio 2025. Ha diritto a entrambe le une tantum del rinnovo gestori: 1.300 € (saldo 2023-2024) + 500 € (1° semestre 2025) = 1.800 € lordi totali, erogati con il cedolino di luglio 2025.

    Domande frequenti

    Quando viene pagata la tredicesima nel CCNL aeroportuali?
    Per gli handlers la tredicesima viene erogata entro il 20 dicembre (art. H24). Il suo importo è pari alla retribuzione mensile di fatto di dicembre, maturata per dodicesimi.
    Il CCNL aeroportuali prevede anche la quattordicesima?
    Sì. La quattordicesima viene erogata entro giugno con la stessa base di calcolo della tredicesima. Matura per dodicesimi nel periodo 1° luglio – 30 giugno (art. H25).
    Come si calcola la tredicesima in caso di assunzione a metà anno?
    Per ogni mese di servizio si matura 1/12 della tredicesima; la frazione di almeno 15 giorni vale un mese intero (art. H24). Chi è assunto il 1° luglio matura 6/12 della tredicesima.
    Come funziona il premio di risultato nel settore aeroportuale?
    Il premio è definito dalla contrattazione aziendale, con indicatori tipicamente di puntualità, qualità, sicurezza e (dal rinnovo 2025 per i gestori) sostenibilità ambientale e sociale. Nel 2026 e nel 2027, entro 5.000 € annui e con reddito fino a 80.000 €, il premio beneficia dell’imposta sostitutiva dell’1%.
    Cosa succede alla tredicesima in caso di dimissioni?
    In caso di cessazione del rapporto, il lavoratore riceve la quota di tredicesima e quattordicesima maturata e non ancora erogata, calcolata per dodicesimi in base ai mesi lavorati dall’ultima erogazione. Questa quota viene liquidata con il saldo finale insieme al TFR.

    Fonti: Legge di bilancio 2026 (L. 199/2025) · premi di risultato 2026-2027. Dati verificati su queste fonti a ottobre 2026.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi 2025, preavviso, modulo telematico, giusta causa, preavviso, licenziamento e dimissioni, ferie, permessi e ROL, maternità, paternità e congedi parentali e malattia, infortunio e comporto.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo della Parte Specifica Gestori Aeroportuali del 4 giugno 2025 e al rinnovo Handlers del 25 ottobre 2023. Il regime fiscale agevolato sui premi di risultato è disciplinato dalla normativa tributaria vigente (art. 1 c. 182-190 L. 208/2015) e può variare. Per situazioni specifiche consultare Filt-Cgil, Uiltrasporti, Ugl Trasporto Aereo (o Fit-Cisl per gli handlers), un consulente del lavoro o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 26-quater Rev. Leg. – Provvedimenti della Consob sull’attività di attestazione

    Art. 26-quater Rev. Leg. – Provvedimenti della Consob sull’attività di attestazione

    Art. 26 Quater Rev. Leg. – Provvedimenti della Consob sull’attivita’ di attestazione

    D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 – testo aggiornato

    1. La Consob, quando accerta la violazione delle disposizioni di cui agli articoli 9, comma 4-bis, 9bis, comma 8-bis, 10, commi 13-bis e 13-ter, 10bis, comma 1-bis, 10-ter, comma 11-bis, 10-quater, commi 1-bis, 1-ter, 2, 3, 4, 5, 6-bis, 7-bis e 8, 10-sexies, 11, commi 1-bis e 2-bis, 14-bis, 17, commi 3-bis, 3-ter, 3-quater e 5-bis del presente decreto e delle relative norme di attuazione, nonchè la violazione delle disposizioni di cui al regolamento adottato dalla Consob ai sensi dell’articolo 18, comma 9, del decreto legislativo adottato in attuazione dell’articolo 13 della legge 21 febbraio 2024, n. 15, può applicare le seguenti sanzioni: a) una sanzione amministrativa pecuniaria da euro diecimila a euro cinquecentomila nei confronti del revisore della sostenibilità, della società di revisione legale e del responsabile della sostenibilità. Per la violazione dei divieti di cui all’articolo 17, commi 3-bis, 3-ter, 3-quater e 5-bis, si applica una sanzione amministrativa pecuniaria da euro centomila a euro cinquecentomila; b) la revoca di uno o più incarichi di attestazione di conformità della rendicontazione di sostenibilità relativi a enti di interesse pubblico o enti sottoposti a regime intermedio; c) il divieto al revisore di sostenibilità o alla società di revisione legale di accettare nuovi incarichi di attestazione di conformità della rendicontazione di sostenibilità relativi a enti di interesse pubblico o enti sottoposti a regime intermedio per un periodo non superiore a tre anni; d) la sospensione dell’attività di attestazione di conformità della rendicontazione di sostenibilità, per un periodo non superiore a tre anni, del revisore della sostenibilità, della società di revisione legale o del responsabile della sostenibilità ai quali sono ascrivibili le irregolarità.

    2. La Consob comunica al Ministero dell’economia e delle finanze i provvedimenti di cui al comma 1, lettera d) ai fini della loro annotazione sul Registro.

    3. Quando le violazioni di cui al comma 1 sono connotate da scarsa offensività o pericolosità, la Consob, in alternativa alle sanzioni indicate al medesimo comma, può: a) pubblicare una dichiarazione indicante il responsabile della violazione e la natura della stessa; b) ordinare di eliminare le infrazioni contestate, con eventuale indicazione delle misure da adottare e del termine per l’adempimento, e di astenersi dal ripeterle.

    4. Per l’inosservanza entro il termine stabilito dell’ordine di cui al comma 3, lettera b), la Consob applica la sanzione amministrativa pecuniaria prevista per la violazione originariamente contestata aumentata fino ad un terzo.

    5. Quando le irregolarità accertate abbiano comportato l’emissione di una relazione di attestazione che non soddisfa i requisiti stabiliti dall’articolo 14-bis, la Consob, con il provvedimento di applicazione della sanzione di cui al comma 1, dichiara che la relazione di revisione non soddisfa i requisiti stabiliti dall’articolo 14-bis.

    6. La Consob, quando accerta la violazione dell’articolo 9-bis, comma 8-quater, può comminare al revisore della sostenibilità o alla società di revisione legale le sanzioni di cui ai commi 1, lettera a), 3 e 4.

    7. Ferma restando l’applicazione delle sanzioni di cui al comma 1, la Consob, per l’inosservanza delle disposizioni di cui agli articoli 10-ter, comma 11-bis, e 17 commi 3-bis, 3-ter, 3-quater e 5bis del presente decreto, e delle relative norme di attuazione, applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro diecimila a euro cinquecentomila nei confronti dei membri degli organi di amministrazione e direzione delle società di revisione legale quando l’inosservanza è conseguenza della violazione di doveri propri o dell’organo di appartenenza e ricorrono una o entrambe le seguenti condizioni: a) la condotta ha inciso in modo rilevante sulla complessiva organizzazione o sui profili di rischio per l’indipendenza e per la qualità dell’attività di attestazione della rendicontazione di sostenibilità della società di revisione; b) la condotta ha contribuito a determinare la mancata ottemperanza della società alle disposizioni degli articoli 10-ter, comma 11-bis, e 17 commi 3-bis, 3-ter, 3-quater e 5-bis del presente decreto, e delle relative norme di attuazione.

    8. La Consob, quando accerta la violazione di cui agli articoli 10, commi 13-bis e 13-ter, e 17, commi 3-bis, 3-ter, 3-quater e 5-bis, del presente decreto, e delle relative norme di attuazione, da parte di soggetti diversi da quelli di cui ai commi 1 e 7, applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro diecimila a euro cinquecentomila.

    9. Con il provvedimento di applicazione della sanzione, in ragione della gravità della violazione accertata, la Consob può applicare la sanzione amministrativa accessoria dell’interdizione temporanea, per un periodo non superiore a tre anni, dall’esercizio di funzioni presso le società di revisione legale.

    10. La Consob, quando accerta l’inottemperanza agli obblighi di cui all’articolo 14-bis, comma 5, da parte degli organi di amministrazione di un ente di interesse pubblico o di un ente sottoposto a regime intermedio, applica ai componenti di tali organi responsabili delle violazioni una sanzione amministrativa pecuniaria da diecimila a cinquecentomila euro. Quando le violazioni rivestono particolare gravità, la Consob può interdire temporaneamente, per un periodo non superiore a tre anni, i membri degli organi di amministrazione e direzione responsabili delle violazioni dall’esercizio di funzioni presso gli enti di interesse pubblico o gli enti sottoposti a regime intermedio.

    11. Qualora la violazione delle disposizioni di cui agli articoli 10, commi 13-bis e 13-ter e 17, commi 3-bis, 3-ter, 3-quater e 5-bis del presente decreto, e delle relative norme di attuazione sia imputabile ai soci, ai componenti dell’organo di amministrazione o ai dipendenti della società di revisione iscritti nel Registro, la Consob può adottare nei confronti di tali soggetti i provvedimenti previsti dal comma 1, lettera d).

    12. Ai procedimenti sanzionatori di cui al presente articolo si applica l’articolo 195 del TUF.

    13. Ai provvedimenti di cui al presente articolo si applicano gli articoli 194-bis e 195-bis del TUF.

  • Art. 26-ter Rev. Leg. – Procedura di segnalazione al Ministero dell’economia e delle finanze e alla Consob

    Art. 26-ter Rev. Leg. – Procedura di segnalazione al Ministero dell’economia e delle finanze e alla Consob

    Art. 26 Ter Rev. Leg. – Procedura di segnalazione al Ministero dell’economia e delle finanze e alla Consob

    D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 – testo aggiornato

    1. Il Ministero dell’economia e delle finanze e la Consob ricevono, secondo le rispettive competenze, segnalazioni che si riferiscono a violazioni riguardanti la disciplina in materia di revisione lega- le dei conti e, ove rilevanti, le utilizzano nell’esercizio delle proprie funzioni di vigilanza.

    2. Il Ministero dell’economia e delle finanze e la Consob stabiliscono condizioni, limiti e procedure per la ricezione delle segnalazioni, nel rispetto dei principi e requisiti indicati all’articolo 26-bis, comma 2.

    3. Nel caso di accesso ai sensi degli articoli 22 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241, l’ostensione dei documenti relativi alle segnalazioni di cui al comma 1 è effettuata con modalità che salvaguardino comunque la riservatezza del segnalante e del segnalato.

  • Part-time e lavoro a orario ridotto nel CCNL Orafi, Argentieri e Gioiellieri

    CCNL Orafi, Argentieri e Gioiellieri

    Part-time e lavoro a orario ridotto nel CCNL Orafi, Argentieri e Gioiellieri

    Il contratto a tempo parziale consente di ridurre l’orario rispetto al tempo pieno mantenendo tutte le tutele del lavoro subordinato, riproporzionate alla durata della prestazione. Forma scritta, lavoro supplementare, trasformazione e diritto di precedenza ne sono i punti chiave, regolati dal D.Lgs. 81/2015 e dal CCNL di settore.

    In sintesi

    Il contratto part-time richiede forma scritta con indicazione di durata e collocazione dell’orario. Il lavoro supplementare e le clausole elastiche operano nei limiti di legge e di CCNL; il trattamento è riproporzionato; la trasformazione FT/PT è volontaria e opera il diritto di precedenza al tempo pieno (D.Lgs. 81/2015).

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Confindustria Federorafi · FIM-CISL · FIOM-CGIL · UILM-UIL
    Istituti trattati
    Forme del part-time · Lavoro supplementare · Trasformazione e diritto di precedenza
    Riferimenti
    D.Lgs. 81/2015, artt. 4-12 (disciplina del part-time) · D.Lgs. 66/2003 (riposi) · CCNL per limiti, maggiorazioni e clausole
    Fonte
    Testo del CCNL depositato presso il CNEL

    Le forme del part-time

    Il tempo parziale può articolarsi in tre forme, a seconda di come la riduzione dell’orario si distribuisce nel tempo. La distinzione rileva soprattutto per l’applicazione del lavoro supplementare e delle clausole elastiche.

    Le tre forme di part-time
    Forma Come si articola l’orario Esempio
    Orizzontale Riduzione dell’orario giornaliero, su tutti i giorni lavorativi 4 ore al giorno, dal lunedì al venerdì
    Verticale Orario pieno ma solo in alcuni giorni, settimane o mesi Tre giornate intere a settimana
    Misto Combinazione di orizzontale e verticale Alcuni giorni pieni e altri a orario ridotto
    Il contratto part-time deve essere stipulato per iscritto e indicare durata e collocazione dell’orario (D.Lgs. 81/2015). Gli importi di maggiorazione del lavoro supplementare e le condizioni delle clausole elastiche sono fissati dal CCNL: per i valori esatti si rinvia al testo contrattuale vigente.

    Lavoro supplementare e clausole elastiche

    Anche dove il part-time è meno diffuso, la sua gestione passa per due istituti che la legge disegna e il CCNL completa.

    Lavoro supplementare

    È la prestazione resa oltre l’orario part-time concordato, entro il limite del tempo pieno. Il D.Lgs. 81/2015 ne ammette il ricorso e rimette al CCNL la disciplina di numero massimo, causali e maggiorazione. È cosa diversa dallo straordinario, che presuppone il superamento del tempo pieno.

    Clausole elastiche

    Permettono di variare la collocazione dell’orario o di aumentarne la durata; richiedono patto scritto, preavviso di due giorni lavorativi e compensazioni stabilite dal CCNL. Il rifiuto di sottoscriverle non può giustificare il licenziamento.

    Tutele per categorie protette

    Studenti, lavoratori con patologie oncologiche, genitori di figli piccoli e titolari di permessi L. 104 godono di facoltà rafforzate di revoca o non adesione alle clausole elastiche e, in alcuni casi, di un diritto alla trasformazione del rapporto.

    Trattamento e principio di non discriminazione

    Il lavoratore part-time non può ricevere un trattamento meno favorevole rispetto al collega a tempo pieno comparabile: ha gli stessi diritti, riproporzionati alla minore durata della prestazione (art. 7, D.Lgs. 81/2015). Sono riproporzionati, tra l’altro, la retribuzione, le ferie, le mensilità aggiuntive e il TFR; restano invece pieni i diritti non frazionabili (ad esempio le tutele in materia di salute e sicurezza). Anche l’anzianità di servizio si calcola per intero, come per un rapporto a tempo pieno.

    Trasformazione del rapporto e diritto di precedenza

    Il passaggio da tempo pieno a part-time, e viceversa, è volontario: richiede l’accordo delle parti e la forma scritta. Il rifiuto del lavoratore di trasformare il rapporto non costituisce giustificato motivo di licenziamento.

    La legge tutela inoltre alcune situazioni: chi è affetto da patologie oncologiche o gravi, i genitori di figli piccoli e chi assiste familiari con L. 104 hanno priorità o un vero e proprio diritto alla trasformazione in part-time. Specularmente, il lavoratore che ha trasformato il rapporto in part-time gode di un diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo pieno per mansioni equivalenti, secondo i criteri del CCNL.

    Casi pratici

    Tizio — trasformazione da tempo pieno a part-time
    Tizio chiede di passare al part-time. La trasformazione non è un atto unilaterale: richiede l’accordo delle parti e la forma scritta. Il suo rifiuto di trasformare il rapporto, o quello del datore, non può di per sé giustificare un licenziamento. Se in futuro vorrà tornare al tempo pieno, avrà un diritto di precedenza sulle assunzioni a tempo pieno per mansioni equivalenti.
    Caia — ferie e tredicesima nel part-time
    Caia è part-time verticale (lavora solo il mattino). Ferie, tredicesima e TFR le spettano riproporzionati alla durata effettiva della prestazione, secondo il principio di non discriminazione: non un trattamento diverso, ma proporzionato. La maturazione segue le regole del CCNL applicate alla quota di orario svolto.

    Domande frequenti

    Il contratto part-time deve essere scritto?
    Sì. La forma scritta è richiesta e il contratto deve indicare la durata della prestazione e la collocazione dell’orario. La sua assenza può essere fatta valere dal lavoratore per ottenere l’accertamento del rapporto e, a certe condizioni, il riconoscimento di un orario pieno.
    Che differenza c’è tra lavoro supplementare e straordinario?
    Il lavoro supplementare è quello reso dal part-time oltre l’orario concordato ma entro il tempo pieno; lo straordinario presuppone invece il superamento dell’orario a tempo pieno. Hanno discipline e maggiorazioni diverse, fissate dal CCNL.
    Ferie e tredicesima del part-time sono dimezzate?
    Non dimezzate, ma riproporzionate alla durata della prestazione, in applicazione del principio di non discriminazione. L’anzianità di servizio, invece, si computa per intero.
    Da part-time ho diritto a tornare a tempo pieno?
    Hai un diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo pieno per mansioni equivalenti, secondo i criteri del D.Lgs. 81/2015 e del CCNL. La trasformazione vera e propria richiede comunque l’accordo tra le parti.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi 2025-2028, preavviso, modulo telematico, giusta causa, preavviso e licenziamento, ferie, permessi e ROL, maternità, paternità e congedi parentali e tredicesima, premi e mensilità aggiuntive.

    Contenuto divulgativo aggiornato alle regole generali di legge (D.Lgs. 81/2015). Per limiti del lavoro supplementare, maggiorazioni e condizioni delle clausole elastiche si rinvia sempre al testo del CCNL vigente.

  • Art. 26-bis Rev. Leg. – Sistemi interni di segnalazione delle violazioni

    Art. 26-bis Rev. Leg. – Sistemi interni di segnalazione delle violazioni

    Art. 26 Bis Rev. Leg. – Sistemi interni di segnalazione delle violazioni

    D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 – testo aggiornato

    1. Le società di revisione legale adottano procedure specifiche per la segnalazione al proprio interno, da parte del personale, di atti o fatti che possano costituire violazioni potenziali o effettive della disciplina in materia di revisione legale dei conti.

    2. Le procedure previste al comma 1 sono idonee a garantire: a) la riservatezza dei dati personali del segnalante e del presunto responsabile della violazione, ferme restando le regole che disciplinano le indagini o i procedimenti avviati dall’autorità giudiziaria in relazione ai fatti oggetto della segnalazione; l’identità del segnalante è sottratta all’applicazione dell’articolo 7, comma 2, del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, e non può essere rivelata per tutte le fasi della procedura, salvo suo consenso o specifica richiesta dell’autorità giudiziaria; b) la tutela adeguata del soggetto segnalante contro condotte ritorsive, discriminatorie o comunque sleali conseguenti alla segnalazione; c) un canale specifico, indipendente e autonomo per la segnalazione; d) il diritto del presunto responsabile della violazione di essere ascoltato prima dell’adozione di qualsiasi decisione nei suoi confronti, salvo ogni ulteriore diritto alla difesa. Si applica l’articolo 24, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196.

    3. La presentazione di una segnalazione nell’ambito della procedura di cui al comma 1 non costituisce di per sè violazione degli obblighi derivanti dal rapporto di lavoro, salve le ipotesi di segnalazione effettuate in mala fede e recanti informazioni false.

    4. Il Ministero dell’economia e delle finanze emana le disposizioni attuative del presente articolo, sentita la Consob.

  • DIS-COLL nel 730: come si dichiara e quando è tassabile

    In sintesi

    • Cos’è la DIS-COLL: indennità di disoccupazione erogata dall’INPS ai collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co.) che perdono il lavoro senza averlo lasciato volontariamente.
    • È imponibile IRPEF: la DIS-COLL concorre alla formazione del reddito complessivo, esattamente come uno stipendio o una pensione.
    • Dove si dichiara: va indicata nel quadro C, sezione I del Modello 730 insieme agli altri redditi assimilati al lavoro dipendente, usando i dati della Certificazione Unica 2026.
    • Come trovare l’importo: l’INPS rilascia la Certificazione Unica 2026 (CU) con l’ammontare erogato nel 2025 e le ritenute operate; quei dati vanno trascritti nel 730.
    • Differenza dalla NASpI: la NASpI spetta ai lavoratori subordinati (dipendenti), la DIS-COLL ai collaboratori coordinati e continuativi; entrambe sono imponibili IRPEF.
    • Detrazioni spettanti: chi percepisce la DIS-COLL ha diritto alle detrazioni per redditi assimilati al lavoro dipendente, rapportate al periodo di corresponsione dell’indennità.

    Che cos'è la DIS-COLL e perché riguarda la tua dichiarazione

    Se nel 2025 hai lavorato come collaboratore coordinato e continuativo (co.co.co.) e hai perso il lavoro involontariamente, probabilmente hai ricevuto la DIS-COLL: l’indennità di disoccupazione che l’INPS eroga in questi casi. Molti collaboratori si chiedono se questa somma vada dichiarata e, se sì, come. La risposta è sì, va dichiarata.

    La DIS-COLL è classificata tra i redditi assimilati al lavoro dipendente. Questo significa che, ai fini fiscali, viene trattata in modo simile a uno stipendio: concorre alla formazione del tuo reddito complessivo e su di essa si calcolano le imposte. L’INPS, che eroga l’indennità, opera le ritenute d’acconto IRPEF e ti rilascia la Certificazione Unica 2026 (CU) con tutti i dati necessari per compilare il 730.

    La buona notizia è che la compilazione è relativamente semplice: si tratta di trascrivere nel quadro C del 730 i dati che trovi già nella CU rilasciata dall’INPS. In questo articolo vediamo passo per passo come fare, quali sono le differenze rispetto alla NASpI e quali detrazioni puoi applicare.

    DIS-COLL nel 730: dove e come si dichiara
    Elemento Dettaglio
    Quadro del 730 Quadro C, Sezione I (redditi assimilati al lavoro dipendente)
    Codice tipo reddito (colonna 1) Codice 2 (lavoro dipendente e assimilati)
    Fonte dati Certificazione Unica 2026 rilasciata dall'INPS
    Imponibilità IRPEF Intero ammontare percepito
    Ritenute Operate dall'INPS, indicate nella CU (punto 21 per le ritenute IRPEF)
    Detrazioni spettanti Detrazioni per redditi assimilati, rapportate al periodo

    Esempio pratico

    • Tizio, collaboratore coordinato e continuativo, ha perso il lavoro a febbraio 2025. L’INPS gli ha erogato la DIS-COLL per 8 mesi. A marzo 2026 riceve la CU 2026 dall’INPS con il totale percepito e le ritenute operate. Tizio trascrive quegli importi nei righi C1-C3 del quadro C, indicando il codice 2 in colonna 1 e il numero di giorni per i quali ha percepito l’indennita’ nel rigo C5. Chi presta l’assistenza fiscale calcola poi le detrazioni spettanti e determina se Tizio debba versare un saldo o ricevere un rimborso.

    Documenti necessari

    • Certificazione Unica 2026 rilasciata dall’INPS con l’importo della DIS-COLL erogata nel 2025
    • Modello 730/2026 precompilato (disponibile sul sito Agenzia delle Entrate)
    • Eventuale seconda CU se nel 2025 si sono avuti più rapporti di collaborazione
    • Documentazione del numero di giorni di corresponsione dell’indennita’

    Tizio: DIS-COLL come unico reddito del 2025

    Scenario. Tizio è stato collaboratore co.co.co. fino a marzo 2025, poi ha perso il lavoro involontariamente e ha percepito la DIS-COLL per i restanti mesi dell’anno. Non ha avuto altri redditi nel 2025.

    Come si applica. Tizio riceve la CU 2026 dall’INPS con l’importo della DIS-COLL e le ritenute già operate. Deve compilare il quadro C del 730 indicando nel rigo C1 il codice 2 in colonna 1 e l’importo indicato al punto 1 o 2 della CU in colonna 3. Nel rigo C5 indica il numero di giorni corrispondente al periodo di percezione dell’indennita’. Chi presta assistenza fiscale applica le detrazioni per redditi assimilati spettanti in base al reddito complessivo.

    In pratica

    • Recupera la CU 2026 dall’INPS (disponibile nel cassetto fiscale sul sito Agenzia delle Entrate o via app INPS)
    • Trascrivi l’importo della DIS-COLL nel rigo C1, colonna 3, con codice 2 in colonna 1
    • Indica il numero di giorni di percezione nel rigo C5, colonna 1
    • Riporta le ritenute IRPEF operate dall’INPS nel rigo C9, colonna 1

    Caio: DIS-COLL e poi nuovo rapporto di collaborazione nello stesso anno

    Scenario. Caio ha perso il lavoro a gennaio 2025 e ha percepito la DIS-COLL per 6 mesi. Da luglio 2025 ha ripreso a lavorare come co.co.co. con un nuovo committente, che gli ha rilasciato una CU distinta.

    Come si applica. Caio si trova con due Certificazioni Uniche 2026: una dell’INPS per la DIS-COLL e una del nuovo committente per i compensi del secondo semestre. Deve compilare due righi distinti nel quadro C (da C1 a C3), uno per ciascun periodo, entrambi con codice 2 in colonna 1. Se il nuovo committente non ha effettuato il conguaglio con i redditi precedenti, è importante che il CAF o il professionista che presta assistenza verifichi il corretto calcolo delle detrazioni e dell’eventuale saldo IRPEF.

    In pratica

    • Procurati entrambe le CU 2026 (INPS + nuovo committente)
    • Compila due righi separati nel quadro C con gli importi di ciascuna
    • La somma dei giorni indicati in C5 non deve superare 365
    • Attenzione al conguaglio: se il committente non ha tenuto conto della DIS-COLL, potrebbe emergere un debito IRPEF

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    La DIS-COLL va dichiarata nel 730?

    Sì, va dichiarata nel quadro C del Modello 730. È un reddito assimilato al lavoro dipendente e concorre alla formazione del reddito complessivo su cui si calcola l’IRPEF.

    Come faccio a sapere quanto ho percepito di DIS-COLL?

    L’INPS rilascia la Certificazione Unica 2026 (CU) entro il 16 marzo 2026. Puoi scaricarla dal sito INPS (area riservata), dall’app INPS o trovarla nel 730 precompilato dell’Agenzia delle Entrate.

    Devo pagare le tasse sulla DIS-COLL?

    Dipende dal tuo reddito complessivo. L’INPS opera già una ritenuta d’acconto durante l’erogazione. Con il 730 si effettua il conguaglio: se le ritenute sono state sufficienti non paghi nulla in più, altrimenti potresti dover versare un saldo oppure ricevere un rimborso.

    Qual è la differenza tra DIS-COLL e NASpI?

    La NASpI spetta ai lavoratori dipendenti (rapporto di lavoro subordinato), la DIS-COLL ai collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co.). Entrambe sono erogate dall’INPS e sono pienamente imponibili IRPEF; entrambe si dichiarano nel quadro C del 730.

    Se ho percepito sia DIS-COLL sia altri redditi, come compilo il 730?

    Compili un rigo nel quadro C per la DIS-COLL (con la CU dell’INPS) e righi separati per gli altri redditi (stipendi, compensi, ecc.). Indica sempre il numero corretto di giorni nel rigo C5 per ogni periodo, senza contare due volte i giorni sovrapposti.

    Ho diritto alle detrazioni per lavoro dipendente se percepisco la DIS-COLL?

    Sì, hai diritto alle detrazioni previste per i redditi assimilati al lavoro dipendente, rapportate al periodo di percezione dell’indennita’. Il calcolo preciso lo effettua il soggetto che presta assistenza fiscale in base al tuo reddito complessivo.

    Vedi anche: NASpI e disoccupazione e Ritenute su dipendenti e collaboratori.

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.