Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 4 septies TUF – Poteri d’intervento relativi alla violazione delle disposizioni previste dal regolamento (UE) n. 1286/2014

    Art. 4 septies TUF – Poteri d’intervento relativi alla violazione delle disposizioni previste dal regolamento (UE) n. 1286/2014

    Art. 4 septies D.Lgs. 58/1998 (TUF) – Poteri d’intervento relativi alla violazione delle disposizioni previste dal regolamento (UE) n. 1286/2014)

    1. Fermi restando le attribuzioni e i poteri di cui agli articoli 15, paragrafo 2, 17 e 18, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 1286/2014, in caso di violazione delle disposizioni previste dall’ articolo 5, paragrafo 1, dagli articoli 6 e 7, dall’ articolo 8, paragrafi da 1 a 3, dall’ articolo 9 e dall’ articolo 10, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 1286/2014, la Consob può, tenuto conto, in quanto compatibili, dei criteri stabiliti dall’articolo 194-bis: (78) a) sospendere, per un periodo non superiore a 60 giorni per ciascuna volta, la commercializzazione di un PRIIP; (73) b) vietare l’offerta; c) vietare la fornitura di un documento contenente le informazioni chiave che non rispetti i requisiti di cui agli articoli 6, 7, 8 o 10 del regolamento (UE) n. 1286/2014 e imporre la pubblicazione di una nuova versione di un documento contenente le informazioni chiave.

    1-bis. Fermo restando quanto previsto dal comma 1, in caso di violazione degli articoli 13, paragrafi 1, 3 e 4, 14 e 19 del regolamento (UE) n. 1286/2014, la Consob o l’IVASS, secondo le rispettive competenze definite ai sensi dell’articolo 4-sexies, possono, tenuto conto, in quanto compatibili, dei criteri stabiliti dall’articolo 194-bis, esercitare i poteri di cui al comma

    1. (78)

    2. La Consob e l’IVASS possono imporre, secondo le rispettive competenze definite ai sensi dell’articolo 4-sexies, agli ideatori di PRIIP o ai soggetti che forniscono consulenza sui PRIIP o vendono tali prodotti, di trasmettere una comunicazione diretta all’investitore al dettaglio in PRIIP interessato, fornendogli informazioni circa le misure amministrative adottate e comunicando le modalità per la presentazione di eventuali reclami o domande di risarcimento anche mediante il ricorso ai meccanismi di risoluzione stragiudiziale delle controversie previsti dal decreto legislativo 8 ottobre 2007, n. 179.

    3. I provvedimenti adottati dalla Consob ai sensi del presente articolo sono pubblicati in conformità alle disposizioni sulla pubblicazione dei provvedimenti sanzionatori di cui all’articolo

    195-bis. 4. Ai provvedimenti adottati dall’IVASS ai sensi del presente articolo si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni del Titolo XVIII del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209.

    5. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 21 MAGGIO 2018, N. 68. (69)

  • Art. 4 quinquies TUF – Articolo 4-quinquies

    Art. 4 quinquies TUF – Articolo 4-quinquies

    Art. 4 quinquies D.Lgs. 58/1998 (TUF) – Articolo 4-quinquies

    (Individuazione delle autorità nazionali competenti ai sensi del regolamento (UE) 345/2013, relativo ai fondi europei per il venture capital (EuVECA), e del regolamento (UE) 346/2013, relativo ai fondi europei per l’imprenditoria sociale (EuSEF).

    1. La Banca d’Italia e la Consob, secondo le rispettive attribuzioni e le finalità indicate dall’articolo 5, sono le autorità nazionali competenti ai sensi del regolamento (UE) 345/2013 e del regolamento (UE) 346/2013. La Banca d’Italia e la Consob si trasmettono tempestivamente le informazioni che ciascuna di esse è competente a ricevere ai sensi del presente articolo. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 4, la Banca d’Italia e la Consob collaborano tra loro e, anche mediante scambio informazioni, con le autorità competenti degli Stati membri ospitanti in cui un fondo EuVECA o EuSEF è commercializzato.

    2. La Banca d’Italia, sentita la Consob per i soggetti non iscritti agli albi previsti dagli articoli 35, 35-ter e 35-novies.2, registra e cancella i gestori italiani di EuVECA e di EuSEF ai sensi degli articoli 14, 14-bis e 21, paragrafo 2, lettera b), del regolamento (UE) 345/2013

  • Art. 22 L. 91/1992

    Art. 22 L. 91/1992

    Legge 5 febbraio 1992, n. 91 – Nuove norme sulla cittadinanza

    1. Per coloro i quali, alla data di entrata in vigore della presente legge, abbiano già perduto la cittadinanza italiana ai sensi dell’articolo 8 della legge 13 giugno 1912, n. 555, cessa ogni obbligo militare.

  • Art. 4 quater TUF – Articolo 4-quater

    Art. 4 quater TUF – Articolo 4-quater

    Art. 4 quater D.Lgs. 58/1998 (TUF) – Articolo 4-quater

    (Individuazione delle autorità nazionali competenti ai sensi del regolamento (UE) n. 648/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 luglio 2012, e ai sensi del regolamento (UE) 2015/2365 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2015)

    1. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 12 AGOSTO 2016, N. 176.

    2. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 12 AGOSTO 2016, N. 176.

    2-bis. La Banca d’Italia, la Consob, l’IVASS e la COVIP sono le autorità competenti per il rispetto degli obblighi posti dal regolamento (UE) n. 648/2012 e dal regolamento (UE) 2015/2365 a carico dei soggetti vigilati dalle medesime autorità, secondo le rispettive attribuzioni di vigilanza.

    3. La Consob è l’autorità competente nei confronti delle controparti non finanziarie, come definite rispettivamente dal regolamento (UE) n. 648/2012 e dal regolamento (UE) 2015/2365, che non siano soggetti vigilati da altra autorità ai sensi del presente articolo, per il rispetto degli obblighi previsti dagli articoli 9, 10 e 11 del regolamento (UE) n. 648/2012 e dagli articoli 4 e 15 del regolamento (UE) 2015/2365. A tal fine la Consob esercita i poteri previsti dall’articolo 187-octies del presente decreto legislativo, secondo le modalità ivi stabilite, e può dettare disposizioni inerenti alle modalità di esercizio dei poteri di vigilanza. 4.COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 12 AGOSTO 2016, N. 176. 5.COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 12 AGOSTO 2016, N. 176.

  • Art. 4-octies TUF (abrogato)

    Art. 4-octies TUF (abrogato)

    Art. 4-octies TUF

    D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 – Testo unico della finanza

    Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dal D.Lgs. 3 agosto 2017, n. 129. Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    Testo previgente

    n. 1286/2014 ).

    1. L’articolo 8-bis si applica anche con riferimento alle procedure di segnalazione a livello interno delle violazioni effettive o potenziali del regolamento (UE) n. 1286/2014 che devono essere messe in atto da parte dei soggetti abilitati e delle relative capogruppo in conformità alle prescrizioni dell’articolo 28, paragrafo 4, del regolamento stesso, tenendo a tal fine conto anche dell’obiettivo di ridurre al minimo gli oneri gravanti sugli ideatori di PRIIP e sulle persone che vendono PRIIP o che forniscono consulenza su PRIIP.

    2. Le imprese di assicurazione mettono in pratica le procedure di segnalazione interne di cui al comma 1 in conformità alle disposizione attuative adottate dall’IVASS, sentita la Consob

  • Art. 4-novies TUF – Procedura di segnalazione alle Autorità di Vigilanza (abrogato)

    Art. 4-novies TUF – Procedura di segnalazione alle Autorità di Vigilanza (abrogato)

    Art. 4-novies TUF – Procedura di segnalazione alle Autorità di Vigilanza

    D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 – Testo unico della finanza

    Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dal D.Lgs. 3 agosto 2017, n. 129. Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    Testo previgente

    1. La Consob e l’IVASS, ciascuna secondo le rispettive competenze, definite ai sensi dell’articolo 4-sexies, mettono in atto i meccanismi efficaci di cui all’ articolo 28 del regolamento (UE) n. 1286/2014 con riferimento alle segnalazioni che si riferiscono a: a) violazioni effettive o potenziali delle norme del regolamento (UE) n. 1286/2014 ; b) violazioni effettive o potenziali delle norme dell’articolo 4-decies e delle relative disposizioni attuative; c) la mancata osservanza delle misure adottate ai sensi dell’articolo 4-septies.

    2. Le disposizioni previste nell’articolo 8-ter, commi 2, 3 e 4, si applicano anche alle segnalazioni alla Consob e all’IVASS dei fatti indicati al comma 1, lettere a), b) e c), effettuate in conformità all’ articolo 28 del regolamento (UE) n. 1286/2014

  • CCNL Chimico-Farmaceutico (Farmindustria): TFR e fine rapporto

    CCNL Chimico-Farmaceutico (Farmindustria)

    CCNL Chimico-Farmaceutico: TFR e fine rapporto

    Il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) è la liquidazione spettante al lavoratore alla cessazione del rapporto di lavoro, indipendentemente dalla causa: dimissioni, licenziamento o pensionamento. La sua disciplina è prevalentemente legale (art. 2120 c.c.), ma il CCNL Chimico-Farmaceutico ne definisce la base di computo e offre la possibilità di destinarlo al fondo pensione Fonchim.

    In sintesi

    Il TFR si accantonano annualmente 1/13,5 della retribuzione lorda totale (art. 2120 c.c.). La base include minimo, IPO, EDR, scatti, indennità continuative e tredicesima. Dopo 8 anni è possibile richiedere un’anticipazione fino al 70%. Il TFR può essere destinato al fondo pensione Fonchim, aumentando il rendimento potenziale rispetto alla rivalutazione legale.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Farmindustria · Federchimica · Filctem-Cgil · Femca-Cisl · Uiltec-Uil
    Ultimo rinnovo
    15 aprile 2025
    Vigenza
    1° luglio 2025 – 30 giugno 2028
    Base legale TFR
    Art. 2120 codice civile

    Tabella riepilogativa: base di computo del TFR nel chimico-farmaceutico

    Voci retributive che entrano e non entrano nel calcolo del TFR
    Voce retributiva Inclusa nel TFR? Note
    Minimo contrattuale Sì Voce principale
    IPO (Indennità di Posizione Organizzativa) Sì Dalla posizione A1 alla E4; la categoria F ha solo il minimo
    EDR (Elemento Distinto della Retribuzione) Sì Voce contrattuale fissa
    Scatti di anzianità Sì Importi fissi maturati
    Superminimo individuale Sì (se non assorbibile) Dipende dalla clausola contrattuale individuale
    Tredicesima mensilità Sì Inclusa nella retribuzione annua ai sensi dell’art. 2120
    Indennità di turno continuativa Sì Se erogata con carattere di continuità
    Straordinari No Voce variabile non inclusa
    Premio di risultato variabile No Voce variabile non inclusa
    Rimborsi spese analitici o forfettari non fissi No Non costituiscono retribuzione
    Indennità sostitutiva del preavviso Sì Solo in caso di licenziamento senza preavviso

    La base di computo del TFR è definita dall’art. 2120 c.c. come «retribuzione dovuta per ogni anno di servizio»; il CCNL e la prassi giurisprudenziale chiariscono quali voci siano da includere. In caso di dubbio consultare un consulente del lavoro.

    Come si calcola il TFR: la formula legale

    La formula dell’art. 2120 c.c. è:

    • Accantonamento annuo = retribuzione annua lorda totale (inclusa tredicesima) ÷ 13,5;
    • Rivalutazione annuale (al 31 dicembre di ogni anno): il montante TFR maturato viene rivalutato applicando il tasso dell’1,5% fisso + il 75% dell’aumento dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo dell’anno precedente;
    • Il montante totale è la somma degli accantonamenti annui più le rivalutazioni maturate.

    Esempio orientativo: un lavoratore con retribuzione annua lorda di 30.000 € (inclusa tredicesima) accantonarà ogni anno circa 2.222 € (= 30.000 ÷ 13,5). Dopo 10 anni di servizio (con rivalutazioni), il TFR maturato sarà orientativamente tra 22.000 e 25.000 €, in funzione dell’inflazione degli anni considerati.

    TFR in azienda, Fondo di Tesoreria INPS o Fonchim?

    Il lavoratore nel settore chimico-farmaceutico ha tre destinazioni possibili per il TFR maturando (quello che matura dal momento della scelta):

    • In azienda: il datore accantonarà il TFR e lo liquiderà alla cessazione. Per le aziende con più di 50 dipendenti, il TFR lasciato in azienda viene versato al Fondo di Tesoreria INPS (il datore riceve un finanziamento implicito);
    • Fondo pensione Fonchim: il lavoratore può destinare il TFR maturando a Fonchim, ottenendo potenzialmente un rendimento superiore alla rivalutazione legale (storico Fonchim: rendimenti superiori all’inflazione su orizzonti di 10+ anni). In questo caso il TFR non viene più liquidato alla cessazione ma converterà in rendita o in capitale alla pensione;
    • Altro fondo pensione individuale: possibilità meno comune nel settore, ma tecnicamente ammessa.

    La scelta deve essere effettuata entro 6 mesi dall’assunzione; in assenza di scelta, il TFR viene automaticamente destinato a Fonchim per i lavoratori di aziende con più di 50 dipendenti («silenzio-assenso»).

    Anticipazione del TFR: quando e come richiederla

    Dopo almeno 8 anni di servizio continuativo presso lo stesso datore, il lavoratore può richiedere un’anticipazione del TFR maturato, fino al 70% del montante. Le causali ammesse per legge (art. 2120 c.c.) sono:

    • Spese sanitarie urgenti per terapie o interventi straordinari, per sé o per i familiari a carico;
    • Acquisto prima casa (o della prima casa dei figli), anche in costruzione;
    • Congedi parentali e formativi (periodi di astensione facoltativa dal lavoro).

    L’anticipazione può essere richiesta una sola volta durante il rapporto di lavoro. Le aziende possono limitare le richieste al 4% dei dipendenti aventi diritto per anno. Il TFR anticipato non è rivalutato per i periodi successivi (si riduce il montante su cui calcolare la rivalutazione futura).

    Tassazione del TFR alla cessazione

    Il TFR percepito alla cessazione del rapporto è soggetto a tassazione separata ai sensi degli artt. 17-21 del TUIR. L’aliquota applicata è determinata come media dell’aliquota IRPEF degli ultimi 5 anni, calcolata su un reddito figurativo pari al TFR diviso gli anni di servizio moltiplicato per 12. La tassazione separata è di norma più favorevole rispetto alla tassazione ordinaria, per l’effetto cumulativo degli anni di maturazione.

    Casi pratici

    Tizio — Operatore (D1) che chiede l’anticipazione TFR per la prima casa
    Tizio ha 9 anni di anzianità e un montante TFR maturato di circa 28.000 €. Vuole acquistare casa e chiede l’anticipazione del 70% = circa 19.600 €. L’anticipazione è tassata con ritenuta a titolo di acconto (solitamente il 23%); Tizio verifica nella dichiarazione dei redditi se è dovuto conguaglio. Il TFR residuo (circa 8.400 €) continua a maturare e a rivalutarsi per i restanti anni di servizio.
    Caia — ISF (B1) che destina il TFR a Fonchim
    Caia viene assunta nel settembre 2025. Entro 6 mesi (marzo 2026) deve scegliere la destinazione del TFR maturando. Consapevole che Fonchim ha storicamente reso più della rivalutazione legale su orizzonti lunghi, sceglie di destinare il TFR a Fonchim. Il contributo datoriale obbligatorio a Fonchim si attiva automaticamente con la stessa scelta, aumentando il montante pensionistico. In più, il contributo a Fonchim è deducibile dal reddito imponibile.
    Sempronio — Ricercatore (C1) che va in pensione dopo 30 anni
    Sempronio ha lavorato per 30 anni nel settore farmaceutico, di cui 20 con il TFR in azienda e 10 con il TFR a Fonchim. All’uscita dal lavoro riceve: (a) il TFR maturato in azienda nei primi 20 anni, tassato con tassazione separata; (b) il capitale Fonchim accumulato negli ultimi 10 anni, gestito con le regole della previdenza complementare (tassazione agevolata al 15%, riducibile fino al 9% con anzianità nel fondo). La divisione tra le due forme incide sulla tassazione complessiva finale.

    Domande frequenti

    Come si calcola il TFR nel chimico-farmaceutico?
    Si accantonarà ogni anno 1/13,5 della retribuzione lorda totale annua (inclusa tredicesima). Il montante viene rivalutato al 31 dicembre con il tasso dell’1,5% + 0,75% dell’ISTAT.
    Posso chiedere un’anticipazione del TFR?
    Sì: dopo 8 anni di servizio, fino al 70% del montante maturato, per le causali di legge (spese sanitarie urgenti, prima casa, congedi). Una sola anticipazione durante il rapporto.
    Cosa succede al TFR se aderisco a Fonchim?
    Il TFR maturando viene versato a Fonchim e converge in una posizione pensionistica complementare. Il TFR già accantonato rimane in azienda o al Fondo di Tesoreria INPS. Si possono ottenere rendimenti superiori alla rivalutazione legale su orizzonti lunghi.
    Quali voci non entrano nel calcolo del TFR?
    Non rientrano nel TFR: gli straordinari, i premi di risultato variabili, i rimborsi spese analitici o forfettari non fissi. Rientrano invece tutte le voci fisse e continuative: minimo, IPO, EDR, scatti, tredicesima.
    Come viene tassato il TFR alla cessazione?
    Con tassazione separata (artt. 17-21 TUIR), più favorevole rispetto alla tassazione ordinaria. L’aliquota è determinata come media dell’IRPEF degli ultimi 5 anni su un reddito figurativo proporzionale agli anni di servizio.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive 2025-2028, preavviso, modulo telematico, giusta causa, preavviso e licenziamento, ferie, permessi e ROL, maternità, paternità e congedi e tredicesima e premi di risultato.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Industria Chimica, Chimico-Farmaceutica e affini del 15 aprile 2025. Il TFR è disciplinato principalmente dalla legge (art. 2120 c.c. e normativa sulla previdenza complementare). Gli esempi numerici sono indicativi. Per situazioni specifiche consultare un consulente del lavoro, i sindacati di categoria (Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil), il fondo Fonchim o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 23 L. 91/1992

    Art. 23 L. 91/1992

    Legge 5 febbraio 1992, n. 91 – Nuove norme sulla cittadinanza

    1. Le dichiarazioni per l’acquisto, la conservazione, il riacquisto e la rinunzia alla cittadinanza e la prestazione del giuramento previste dalla presente legge sono rese all’ufficiale dello stato civile del comune dove il dichiarante risiede o intende stabilire la propria residenza, ovvero, in caso di residenza all’estero, davanti all’autorità diplomatica o consolare del luogo di residenza.

    2. Le dichiarazioni di cui al comma 1, nonché gli atti o i provvedimenti attinenti alla perdita, alla conservazione e al riacquisto della cittadinanza italiana vengono trascritti nei registri di cittadinanza e di essi viene effettuata annotazione a margine dell’atto di nascita. articolo precedente articolo successivo

  • Art. 4 duodecies TUF – Procedura di segnalazione alle Autorità di Vigilanza

    Art. 4 duodecies TUF – Procedura di segnalazione alle Autorità di Vigilanza

    Art. 4 duodecies D.Lgs. 58/1998 (TUF) – Procedura di segnalazione alle Autorità di Vigilanza

    1. La Banca d’Italia e la Consob: a) ricevono, ciascuna per le materie di propria competenza, da parte del personale dei soggetti indicati dall’articolo 4-undecies, segnalazioni che si riferiscono a violazioni delle norme del presente decreto, nonché di atti dell’Unione europea direttamente applicabili nelle stesse materie; b) tengono conto dei criteri previsti all’articolo 4-undecies, comma 2, lettere a) e b), e possono stabilire condizioni, limiti e procedure per la ricezione delle segnalazioni; c) si avvalgono delle informazioni contenute nelle segnalazioni, ove rilevanti, esclusivamente nell’esercizio delle funzioni di vigilanza; d) prevedono, mediante protocollo d’intesa, le opportune misure di coordinamento nello svolgimento delle attività di rispettiva competenza, ivi compresa l’applicazione delle relative sanzioni, in modo da coordinare l’esercizio delle funzioni di vigilanza e ridurre al minimo gli oneri gravanti sui soggetti vigilati.

    1-bis. Il comma 1 si applica alle segnalazioni alla Consob, da chiunque effettuate di violazioni del regolamento prospetto come definito all’articolo 93-bis, comma 1, lettera a), o, di violazioni del regolamento (UE) n. 596/2014. Le procedure sono adottate dalla Consob conformemente a quanto previsto dalla direttiva di esecuzione (UE) 2015/2392.

    2. Gli atti relativi alle segnalazioni di cui ai commi 1 e 1-bis sono sottratti all’accesso previsto dagli articoli 22 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni. 2-bis. Alle segnalazioni di violazioni effettuate con le procedure di cui al presente articolo si applica l’articolo 4-undecies, comma 3.

  • Art. 4 bis TUF – Individuazione dell’autorità competente e delle autorità competenti…

    Art. 4 bis TUF – Individuazione dell’autorità competente e delle autorità competenti…

    Art. 4 bis D.Lgs. 58/1998 (TUF) – Individuazione dell’autorità competente e delle autorità competenti settoriali ai fini del regolamento (CE) n. 1060/2009, e successive modificazioni, relativo alle agenzie di rating del credito

    1. La Consob è l’autorità competente ai sensi dell’ articolo 22 del regolamento (CE) n. 1060/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 settembre 2009, relativo alle agenzie di rating del credito, ed esercita i poteri previsti dal predetto regolamento.

    2. La Consob, la Banca d’Italia, l’Ivass e la COVIP sono le autorità settoriali competenti, ai sensi dell’articolo 3, paragrafo 1, lettera r), del regolamento di cui al comma

    1. Le predette autorità collaborano tra loro e si scambiano informazioni, anche sulla base di appositi protocolli d’intesa.

  • Art. 4 TUF – Collaborazione tra autorità e segreto d’ufficio

    Art. 4 TUF – Collaborazione tra autorità e segreto d’ufficio

    Art. 4 D.Lgs. 58/1998 (TUF) – Collaborazione tra autorità e segreto d’ufficio

    In vigore dal 01/07/1998

    1. La Banca d’Italia, la CONSOB, la COVIP e l’IVASS collaborano tra loro, anche mediante scambio di informazioni, al fine di agevolare le rispettive funzioni. Dette autorità non possono reciprocamente opporsi il segreto d’ufficio.

    2. La Banca d’Italia e la Consob collaborano, anche mediante scambio di informazioni, con le autorità e i comitati che compongono il SEVIF e con la Banca Centrale Europea (BCE) al fine di agevolare le rispettive funzioni. Nei casi e nei modi stabiliti dalla normativa europea adempiono agli obblighi di comunicazione e di cooperazione nei confronti di tali soggetti e delle altre autorità e istituzioni indicate dalle disposizioni dell’Unione europea. (73)

    2-bis. Ai fini indicati al comma 2, la Consob e la Banca d’Italia possono concludere con le autorità competenti degli Stati membri dell’Unione europea, con l’AESFEM e la BCE accordi di collaborazione, che possono prevedere la delega reciproca di compiti di vigilanza. La Consob e la Banca d’Italia possono ricorrere all’AESFEM e all’ABE per la risoluzione delle controversie con le autorità di vigilanza degli altri Stati membri in situazioni transfrontaliere. (73)

    2-ter. La Consob è il punto di contatto per la ricezione delle richieste di informazioni provenienti da autorità competenti di Stati membri dell’Unione europea in materia di servizi e attività di investimento svolti da soggetti abilitati, di sedi di negoziazione e di APA o ARM. La Consob interessa la Banca d’Italia per gli aspetti di competenza di questa ultima. La Banca d’Italia trasmette le informazioni contestualmente all’autorità competente dello Stato membro dell’Unione europea che le ha richieste e alla Consob. (73)

    3. la Banca d’Italia e la CONSOB possono cooperare, anche mediante scambio di informazioni, con le autorità competenti degli Stati extracomunitari.

    4. Fatta salva la possibilità di comunicare informazioni nei casi e secondo le forme stabiliti dall’ articolo 47, paragrafo 3, della direttiva (UE) 2011/61 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’8 giugno 2011, e dall’ articolo 102, paragrafo 2, della direttiva 2009/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, le informazioni ricevute dalla Banca d’Italia e dalla CONSOB ai sensi dei commi 1, 2 e 3 non possono essere trasmesse a terzi né ad altre autorità italiane, ivi incluso il Ministro dell’economia e delle finanze, senza il consenso dell’autorità che le ha fornite.

    5. La Banca d’Italia e la CONSOB possono scambiare informazioni: a) con autorità amministrative e giudiziarie nell’ambito di procedimenti di liquidazione o di fallimento, in Italia o all’estero, relativi a soggetti abilitati; b) con gli organismi preposti all’amministrazione dei sistemi di indennizzo; c) con le controparti centrali e i depositari centrali; d) con i gestori delle sedi di negoziazione, al fine di garantire il regolare funzionamento delle sedi da essi gestite; (73) d-bis) ai sensi e per gli effetti della direttiva 2011/61/UE, del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’8 giugno 2011, e della direttiva 2009/65/CE, del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, con l’amministrazione finanziaria quando le informazioni siano richieste nel corso di un’attività di controllo volta ad accertare un illecito fiscale.

    5-bis. Lo scambio di informazioni con autorità di Paesi extracomunitari è subordinato all’esistenza di norme in materia di segreto di ufficio.

    6. Le informazioni indicate nel comma 5, lettere b), c) e d), possono essere rivelate a terzi con il consenso del soggetto che le ha fornite. Si può prescindere dal consenso se le informazioni siano fornite in ottemperanza a obblighi di cooperazione e collaborazione internazionale.

    7. La Banca d’Italia e la CONSOB possono esercitare i poteri a esse assegnati dall’ordinamento anche ai fini della cooperazione con altre autorità e su richiesta delle medesime. Le autorità competenti di Stati comunitari o extracomunitari possono chiedere alla Banca d’Italia e alla CONSOB di effettuare per loro conto, secondo le norme previste nel presente decreto, un’indagine sul territorio dello Stato, nonché di eseguire, per loro conto, notifiche sul territorio dello Stato inerenti ai provvedimenti da esse adottati. Le predette autorità possono chiedere che venga consentito ad alcuni membri del loro personale di accompagnare il personale della Banca d’Italia e della CONSOB durante l’espletamento dell’indagine.

    8. Restano ferme le norme che disciplinano il segreto d’ufficio sulle notizie, i dati e le informazioni in possesso della Banca d’Italia.

    9. Al fine di agevolare l’esercizio della vigilanza su base consolidata nei confronti di gruppi operanti in più Stati comunitari la Banca d’Italia, nel rispetto delle condizioni previste dalle disposizioni dell’Unione europea e sulla base di accordi con le autorità competenti, definisce forme di collaborazione e coordinamento, istituisce collegi di supervisori e partecipa ai collegi istituiti da altre autorità. In tale ambito, la Banca d’Italia può concordare specifiche ripartizioni di compiti e deleghe di funzioni.

    9-bis. La Banca d’Italia, se nell’esercizio della vigilanza consolidata verifica una situazione di emergenza, inclusa una situazione descritta all’ articolo 18 del regolamento (UE) n. 1093/2010, o un’evoluzione negativa sui mercati, che possa compromettere la liquidità del mercato e la stabilità del sistema finanziario in uno Stato membro dell’Unione europea in cui opera il gruppo individuato ai sensi dell’articolo 11, informa tempestivamente l’ABE, il CERS e le pertinenti autorità competenti, tra cui la Consob, e comunica tutte le informazioni essenziali allo svolgimento dei loro compiti.

    10. Tutte le notizie, le informazioni e i dati in possesso della CONSOB in ragione della sua attività di vigilanza sono coperti dal segreto d’ufficio anche nei confronti delle pubbliche amministrazioni, a eccezione del Ministro dell’economia e delle finanze. Sono fatti salvi i casi previsti dalla legge per le indagini relative a violazioni sanzionate penalmente.

    11. I dipendenti della CONSOB, nell’esercizio delle funzioni di vigilanza, sono pubblici ufficiali e hanno l’obbligo di riferire esclusivamente alla Commissione tutte le irregolarità constatate, anche quando integrino ipotesi di reato.

    12. I dipendenti e coloro che a qualunque titolo lavorano o hanno lavorato per la Consob, nonché i consulenti e gli esperti dei quali la stessa si avvale o si è avvalsa, sono vincolati dal segreto d’ufficio.

    13. Le pubbliche amministrazioni e gli enti pubblici forniscono dati, notizie e documenti e ogni ulteriore collaborazione richiesta dalla CONSOB, in conformità delle leggi disciplinanti i rispettivi ordinamenti.

    13-bis. Ai fini della cooperazione, mediante scambio di informazioni, con le autorità competenti di Stati membri dell’Unione europea e con l’AESFEM, la Consob e la Banca d’Italia stabiliscono con il Ministero della giustizia, anche sulla base di un protocollo d’intesa, le modalità di acquisizione delle informazioni relative alle sanzioni penali applicate dall’Autorità giudiziaria, per i reati di cui all’ articolo 2638 del codice civile e agli articoli 166, 167, 168, 169, 170-bis e 173-bis, per la successiva comunicazione all’AESFEM, ai sensi dell’articolo 195-ter, comma

    1-bis. 13-ter. Per i medesimi fini di cui al comma 13-bis e fermo restando il divieto di cui all’ articolo 329 del codice di procedura penale, la Consob e la Banca d’Italia possono richiedere informazioni all’autorità giudiziaria procedente in ordine alle indagini e ai procedimenti penali per i reati previsti dal comma 13-bis.

  • Art. 3 bis TUF – (Quesiti alle Autorità)

    Art. 3 bis TUF – (Quesiti alle Autorità)

    Art. 3 bis D.Lgs. 58/1998 (TUF) – (Quesiti alle Autorità)

    1. La Consob e la Banca d’Italia stabiliscono con regolamento, secondo le rispettive competenze, criteri e modalità di presentazione di richieste volte alla valutazione preventiva, in tempi adeguati, di specifiche situazioni che possano comportare violazioni di disposizioni oggetto della rispettiva vigilanza. Il regolamento di cui al primo periodo individua, altresì, i casi in cui, per finalità di interesse pubblico e con il consenso dell’interessato, sono pubblicati i quesiti e le risposte dell’Autorità e ne stabilisce le relative modalità.

    2. Resta comunque salva la facoltà di Consob e Banca d’Italia di dare seguito alle richieste di cui al comma 1 attraverso orientamenti interpretativi di carattere generale, soggetti a pubblicazione, sulla base di criteri, termini e modalità stabiliti con il regolamento di cui al comma 1.

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