Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
CCNL Cooperative di Produzione e Lavoro

Dimissioni nel CCNL Cooperative di Produzione e Lavoro: preavviso, modulo telematico, giusta causa

Dare le dimissioni non significa solo «andare via»: la legge impone una procedura precisa — il modulo telematico — e prevede un preavviso la cui durata è fissata dal CCNL in base a livello e anzianità. Conoscere regole e tempi evita di perdere l’indennità di mancato preavviso o, nei casi gravi, di rinunciare alla NASpI.

In sintesi

Le dimissioni sono il recesso del lavoratore (art. 2118 c.c.) e vanno comunicate con il modulo telematico obbligatorio (art. 26 D.Lgs. 151/2015), revocabile entro 7 giorni. Va rispettato il preavviso fissato dal CCNL per livello e anzianità: se non lo si lavora, si versa l’indennità sostitutiva. Per giusta causa (art. 2119 c.c.) niente preavviso e spetta la NASpI.

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Dati contrattuali

Parti firmatarie
Associazione datoriale di categoria · CGIL · CISL · UIL di categoria
Istituti trattati
Recesso con preavviso (art. 2118 c.c.) · Giusta causa (art. 2119 c.c.) · Dimissioni telematiche · Indennità di mancato preavviso
Riferimenti
Artt. 2118-2119 c.c. · Art. 26 D.Lgs. 151/2015 (dimissioni telematiche) · Preavviso del CCNL
Fonte
Testo del CCNL depositato presso il CNEL

Che cosa sono le dimissioni

Le dimissioni sono l’atto con cui il lavoratore recede dal contratto. Nel rapporto a tempo indeterminato il recesso è libero, ma richiede un preavviso (art. 2118 c.c.); quando ricorre una causa che non consente la prosecuzione neppure provvisoria del rapporto, le dimissioni possono essere date per giusta causa senza preavviso (art. 2119 c.c.). A differenza del licenziamento, qui è il dipendente a prendere l’iniziativa: per questo la legge circonda l’atto di garanzie, per evitare dimissioni «in bianco» o estorte.

Le dimissioni telematiche: la procedura obbligatoria

Dal 2016 le dimissioni (e le risoluzioni consensuali) si comunicano solo per via telematica, a pena di inefficacia (art. 26 D.Lgs. 151/2015). Una semplice lettera o un’e-mail non bastano.

Come si fa

Il modulo si compila e si trasmette in due modi:

Modalità Come
In autonomia Sul portale Servizi Lavoro del Ministero, con identità digitale (SPID/CIE)
Con un intermediario Tramite patronato, organizzazione sindacale, consulente del lavoro, ente bilaterale o Ispettorato del lavoro
Il modulo riporta la data di decorrenza che il lavoratore sceglie: è importante indicarla coerentemente con il preavviso dovuto al CCNL.

La revoca

Entro 7 giorni dalla trasmissione le dimissioni possono essere revocate, sempre con modalità telematica: in tal caso il rapporto di lavoro prosegue normalmente.

Eccezioni alla forma telematica

Non serve il modulo telematico per le dimissioni rese durante il periodo di prova, nel lavoro domestico e nelle sedi «protette» (conciliazioni in sede sindacale o davanti all’Ispettorato). Per i neogenitori entro i 3 anni del bambino resta invece necessaria la convalida presso l’Ispettorato del lavoro (art. 55 D.Lgs. 151/2001).

Il preavviso: a cosa serve e quanto dura

Chi recede dal contratto a tempo indeterminato deve dare un preavviso (art. 2118 c.c.): un periodo durante il quale il rapporto continua, per consentire all’azienda di organizzare la sostituzione. La durata non è uguale per tutti: il CCNL la fissa in base al livello di inquadramento e all’anzianità di servizio — di regola più lunga per i livelli alti e per chi ha più anni in azienda. Per le durate esatte si rinvia alle tabelle del contratto nazionale applicato.

Se non lavoro il preavviso

Il lavoratore può anche andarsene subito, ma in tal caso deve al datore un’indennità sostitutiva del preavviso pari alla retribuzione che sarebbe spettata nel periodo non lavorato. In pratica l’importo viene trattenuto dalle competenze di fine rapporto. Il datore, dal canto suo, può rinunciare a tutto o parte del preavviso.

Decorrenza

Molti contratti prevedono che il preavviso decorra dal 1° o dal 16 del mese: presentare le dimissioni il giorno giusto può accorciare di parecchio i tempi effettivi.

Dimissioni volontarie e per giusta causa a confronto

Aspetto Dimissioni volontarie Dimissioni per giusta causa
Riferimento Art. 2118 c.c. Art. 2119 c.c.
Preavviso Dovuto, secondo il CCNL Non dovuto (recesso immediato)
Modulo telematico
NASpI Di regola no Sì, spetta
Esempi tipici Nuovo impiego, scelta personale Stipendi non pagati, mobbing, demansionamento grave, molestie
La «giusta causa» deve essere reale e dimostrabile: conviene indicarne i motivi nel modulo e conservare la documentazione, perché da essa dipende il diritto alla NASpI.

Dimissioni e NASpI: quando spetta la disoccupazione

La NASpI è pensata per chi perde involontariamente il lavoro: per questo, di norma, non spetta a chi si dimette. Esistono però eccezioni in cui le dimissioni sono equiparate a una perdita involontaria dell’impiego:

  • dimissioni per giusta causa (art. 2119 c.c.);
  • dimissioni della lavoratrice madre o del lavoratore padre nel periodo tutelato (fino a 1 anno del bambino), con convalida all’Ispettorato;
  • risoluzione consensuale a seguito del rifiuto di un trasferimento a oltre 50 km o raggiungibile in oltre 80 minuti con i mezzi pubblici.

In questi casi conviene attivarsi: la domanda di NASpI va presentata all’INPS entro 68 giorni dalla cessazione.

Casi pratici

Tizio — dimissioni con preavviso lavorato
Tizio, operaio di IV livello, trova un nuovo impiego. Invia il modulo telematico di dimissioni e lavora il periodo di preavviso previsto dal CCNL per il suo livello: alla cessazione riceve TFR e competenze maturate, senza alcuna trattenuta per mancato preavviso.
Caia — uscita immediata e indennità
Caia deve iniziare subito altrove e non lavora il preavviso. L’azienda le trattiene dal saldo l’indennità sostitutiva pari alla retribuzione del periodo non lavorato. Avrebbe potuto chiedere al datore di rinunciare al preavviso, ma questi ha preferito l’indennità.

Domande frequenti

Le dimissioni inviate per e-mail o con una lettera sono valide?
No. Dal 2016 le dimissioni del lavoratore sono efficaci solo se trasmesse con il modulo telematico previsto dall’art. 26 del D.Lgs. 151/2015, in autonomia (portale Servizi Lavoro con SPID/CIE) o tramite patronato, sindacato, consulente o Ispettorato. Una lettera consegnata a mano, da sola, non basta.
Devo per forza lavorare il preavviso?
No, ma se non lo lavori devi al datore l’indennità sostitutiva del preavviso, pari alla retribuzione del periodo non lavorato, che ti viene trattenuta dalle spettanze finali. Il datore, in alternativa, può scegliere di rinunciare al preavviso e liberarti subito.
Cosa cambia tra dimissioni e risoluzione consensuale?
Le dimissioni sono un atto unilaterale del lavoratore; la risoluzione consensuale è un accordo tra le parti per chiudere il rapporto. Entrambe passano dal modulo telematico. La risoluzione consensuale può dare diritto alla NASpI solo in casi particolari (ad esempio dopo il rifiuto di un trasferimento molto distante).
Quanto dura il preavviso di dimissioni nel mio caso?
Dipende dal tuo livello di inquadramento e dalla tua anzianità di servizio: la durata esatta è nelle tabelle del CCNL applicato. In generale il preavviso è più lungo per i livelli più alti e per chi ha più anni in azienda.

Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e trattamento minimo del socio lavoratore, preavviso, licenziamento ed esclusione del socio lavoratore, ferie, permessi e ROL del socio lavoratore, maternità, paternità e congedi del socio lavoratore, tredicesima, quattordicesima e premi del socio lavoratore e malattia e infortunio del socio lavoratore.

Contenuto divulgativo aggiornato alle regole generali di legge (artt. 2118-2119 c.c.; art. 26 D.Lgs. 151/2015; art. 55 D.Lgs. 151/2001). La durata del preavviso e le condizioni di dettaglio sono fissate dal CCNL vigente: per i valori esatti si rinvia sempre al testo contrattuale applicato.

In sintesi

  • Le dimissioni sono il recesso del lavoratore ex art. 2118 c.c. e vanno comunicate con il modulo telematico obbligatorio (art. 26 D.Lgs. 151/2015).
  • La comunicazione telematica e revocabile entro 7 giorni: oltre tale termine il recesso si consolida.
  • Va rispettato il preavviso fissato dal CCNL per livello e anzianita; in mancanza si versa l'indennita sostitutiva.
  • Per giusta causa (art. 2119 c.c.) il preavviso non e dovuto e resta l'accesso alla NASpI.
  • Nel socio lavoratore di cooperativa il recesso dal rapporto di lavoro va tenuto distinto dal rapporto associativo.
Indice dei contenuti

Dimettersi non e un gesto informale: la legge impone una procedura telematica e il contratto collettivo scandisce i tempi. Nelle cooperative di produzione e lavoro la materia ha una complicazione in piu, perche il socio lavoratore ha un doppio rapporto, associativo e di lavoro, che il recesso puo toccare in modo diverso. Conoscere le regole evita di perdere l'indennita di mancato preavviso e, nei casi di abbandono, di compromettere l'accesso agli ammortizzatori.

La natura del recesso e l'art. 2118 c.c.

Le dimissioni sono un atto unilaterale recettizio: producono effetto quando giungono a conoscenza del datore. L'art. 2118 c.c. consente il recesso a tempo indeterminato a condizione di dare il preavviso; in mancanza, la parte recedente deve un'indennita pari alla retribuzione del periodo non lavorato. E un meccanismo simmetrico, che vale tanto per il datore quanto per il lavoratore.

Il modulo telematico e la finestra di revoca

Dal 2016 le dimissioni del lavoratore privato sono valide solo se rese con la procedura telematica dell'art. 26 D.Lgs. 151/2015, che fotografa la volonta del dipendente e impedisce le firme in bianco pretese all'assunzione. La comunicazione e revocabile entro sette giorni: un ripensamento tempestivo cancella gli effetti del recesso. Dimissioni rese a voce o per lettera, senza il modulo, sono prive di efficacia.

Il preavviso: durata, decorrenza, indennita sostitutiva

La durata del preavviso non e nel codice ma nel CCNL, graduata per livello e anzianita: le tabelle del contratto vigente vanno consultate per il caso concreto. Il preavviso decorre di regola dalla data indicata nel modulo e puo essere lavorato oppure monetizzato. Se il lavoratore non lo rispetta, il datore puo trattenere l'indennita corrispondente; se e il datore a rinunciarvi, il rapporto cessa prima senza oneri per il dipendente.

La giusta causa e l'art. 2119 c.c.

Quando si verifica un fatto che non consente la prosecuzione neppure provvisoria del rapporto, il lavoratore puo dimettersi per giusta causa ex art. 2119 c.c., senza preavviso. Tipici esempi sono il mancato pagamento della retribuzione o gravi inadempimenti datoriali. La giusta causa, oltre a evitare l'indennita di mancato preavviso, e tra le ipotesi che mantengono il diritto alla NASpI, normalmente escluso nelle dimissioni ordinarie.

Il socio lavoratore di cooperativa: doppio rapporto

La specificita del settore sta qui: il socio di cooperativa ha un rapporto associativo e un rapporto di lavoro. Le dimissioni dal lavoro non implicano automaticamente il recesso dalla compagine sociale, e viceversa; lo statuto e il regolamento interno regolano i loro intrecci. Chi lascia deve quindi chiarire da cosa sta recedendo, perche gli effetti su quote, ristorni e posizione previdenziale possono divergere.

Errori da evitare e tutela della NASpI

Gli errori piu costosi sono tre: dimettersi senza modulo telematico (atto inefficace), abbandonare il posto senza preavviso esponendosi alla trattenuta dell'indennita, e qualificare male la giusta causa, perdendo cosi la NASpI. In presenza di inadempimenti del datore conviene formalizzare per iscritto le ragioni del recesso, perche la prova della giusta causa, in caso di contestazione INPS o giudiziale, grava sul lavoratore.

Domande frequenti

Posso dimettermi con una semplice lettera?

No. Per i rapporti privati le dimissioni sono valide solo con il modulo telematico dell'art. 26 D.Lgs. 151/2015. Una lettera o una comunicazione verbale, da sola, e priva di efficacia.

Entro quando posso ripensarci?

La comunicazione telematica e revocabile entro sette giorni dalla trasmissione. Entro questo termine la revoca cancella gli effetti del recesso; trascorso il termine, le dimissioni si consolidano.

Quanto preavviso devo dare?

La durata e fissata dal CCNL in base a livello e anzianita: va letta sulle tabelle del contratto vigente. Se non rispetti il preavviso, il datore puo trattenere l'indennita sostitutiva pari alla retribuzione del periodo non lavorato.

Con le dimissioni per giusta causa ho diritto alla NASpI?

Si, le dimissioni per giusta causa ex art. 2119 c.c. rientrano tra le ipotesi che conservano il diritto alla NASpI, a differenza delle dimissioni volontarie ordinarie. Occorre pero poter provare la causa.

Da socio di cooperativa, dimettermi dal lavoro mi fa perdere la quota?

Non automaticamente. Il rapporto associativo e quello di lavoro sono distinti: il recesso dall'uno non comporta di per se il recesso dall'altro. Vanno verificati statuto e regolamento interno della cooperativa.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-06-21
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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