Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 300 SIC – Modifiche al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231

    Art. 300 SIC – Modifiche al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231

    Art. 300 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Modifiche al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231

    In vigore dal 15/05/2008

    1 . L’ articolo 25-septies del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231 , è sostituito dal seguente: «Art. 25-septies (Omicidio colposo o lesioni gravi o gravissime commesse con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro). –

    1. In relazione al delitto di cui all’ articolo 589 del codice penale , commesso con violazione dell’articolo 55, comma 2, del decreto legislativo attuativo della delega di cui alla legge 3 agosto 2007, n. 123 , in materia di salute e sicurezza sul lavoro, si applica una sanzione pecuniaria in misura pari a 1.000 quote. Nel caso di condanna per il delitto di cui al precedente periodo si applicano le sanzioni interdittive di cui all’articolo 9, comma 2, per una durata non inferiore a tre mesi e non superiore ad un anno.

    2. Salvo quanto previsto dal comma 1, in relazione al delitto di cui all’ articolo 589 del codice penale , commesso con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro, si applica una sanzione pecuniaria in misura non inferiore a 250 quote e non superiore a 500 quote. Nel caso di condanna per il delitto di cui al precedente periodo si applicano le sanzioni interdittive di cui all’articolo 9, comma 2, per una durata non inferiore a tre mesi e non superiore ad un anno.

    3. In relazione al delitto di cui all’ articolo 590, terzo comma, del codice penale , commesso con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro, si applica una sanzione pecuniaria in misura non superiore a 250 quote. Nel caso di condanna per il delitto di cui al precedente periodo si applicano le sanzioni interdittive di cui all’articolo 9, comma 2, per una durata non superiore a sei mesi.». Nota all’art. 300: – Per il testo del decreto legislativo n. 231 del 2001 , si veda nota alle premesse. – Per il testo dell’ art. 589 del codice penale , si veda nota all’art. 2.

  • Art. 299 SIC – Esercizio di fatto di poteri direttivi

    Art. 299 SIC – Esercizio di fatto di poteri direttivi

    Art. 299 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Esercizio di fatto di poteri direttivi

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Le posizioni di garanzia relative ai soggetti di cui all’articolo 2, comma 1, lettere b), d) ed e), gravano altresì su colui il quale, pur sprovvisto di regolare investitura, eserciti in concreto i poteri giuridici riferiti a ciascuno dei soggetti ivi definiti.

  • Art. 298 SIC – Principio di specialità

    Art. 298 SIC – Principio di specialità

    Art. 298 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Principio di specialità

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Quando uno stesso fatto è punito da una disposizione prevista dal titolo I e da una o più disposizioni previste negli altri titoli, si applica la disposizione speciale.

  • CCNL Stabilimenti Balneari: TFR e fine rapporto 2026

    CCNL Stabilimenti Balneari

    TFR e fine rapporto nel CCNL Stabilimenti Balneari: guida pratica 2026

    Il Trattamento di Fine Rapporto matura stagione dopo stagione e costituisce spesso la principale voce di risparmio dei lavoratori balneari. Conoscere come si calcola e dove va custodito è essenziale per non lasciare diritti sul tavolo.

    In sintesi

    Il TFR nel CCNL Stabilimenti Balneari si calcola ai sensi dell’art. 2120 c.c.: ogni anno matura circa 1/13,5 della retribuzione lorda annua (tredicesima inclusa). I contratti stagionali maturano TFR pro quota ad ogni stagione: per le frazioni di anno si computano i dodicesimi e le frazioni di mese di almeno 15 giorni contano come mese intero (art. 217, c. 3). Per chi è stato assunto fino al 30 giugno 2026 la scelta di destinazione (azienda, INPS o Fon.Te) va effettuata entro 6 mesi dall’assunzione; per le prime assunzioni nel settore privato dal 1° luglio 2026 (esclusi i lavoratori domestici) l’adesione alla previdenza complementare è automatica, salvo rinuncia entro 60 giorni dalla prima assunzione.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie (datoriali)
    FIPE-Confcommercio · Legacoop Produzione e Servizi · Confcooperative · AGCI Servizi
    Parti firmatarie (sindacali)
    Filcams-CGIL · Fisascat-CISL · Uiltucs-UIL
    Ultimo rinnovo
    5 giugno 2024
    Vigenza
    1° giugno 2024 – 31 dicembre 2027
    Fonte normativa
    Art. 2120 Codice Civile (TFR); D.Lgs. 252/2005 (previdenza complementare); CCNL artt. 217-218 (TFR) e art. 185 (Fon.Te)

    Come si calcola la quota annua. Si somma la retribuzione dell’anno, comprese tredicesima ed eventuale quattordicesima, e si divide per 13,5 (art. 2120 c.c.); dalla quota si sottrae lo 0,50% della retribuzione imponibile versato all’INPS. Per partire dal minimo del tuo livello usa la tabella retributiva del contratto.

    La formula di legge: art. 2120 del Codice Civile

    Il TFR è disciplinato dall’art. 2120 del Codice Civile: ogni anno di lavoro matura una quota pari alla retribuzione annua lorda divisa per 13,5. La retribuzione di riferimento comprende tutte le voci fisse e continuative: minimo tabellare, tredicesima, quattordicesima, superminimo, indennità contrattuali. Non si comprendono le voci variabili (straordinario, maggiorazioni festive occasionali, rimborsi spese).

    La quota accantonata ogni anno viene rivalutata in base a un tasso composto: tasso fisso dell’1,5% + il 75% dell’aumento dell’indice dei prezzi al consumo ISTAT. Questa rivalutazione protegge il valore del TFR dall’inflazione.

    La stagionalità e il TFR: due scenari

    Stagionale con contratto rinnovato ogni anno dallo stesso datore

    Il CCNL rinvia alla legge 297/1982 per il calcolo (art. 217) e stabilisce che il TFR va corrisposto all’atto della cessazione dal servizio, e comunque non oltre trenta giorni dalla cessazione (art. 218). Se il lavoratore torna ogni anno allo stesso stabilimento e ogni volta il contratto si risolve alla scadenza, tecnicamente ogni stagione genera un TFR a sé stante. Nella pratica, però, molti datori non liquidano il TFR a fine stagione ma lo accumulano da una stagione all’altra, liquidandolo solo quando il rapporto cessa definitivamente. Questa prassi – non sempre regolare sotto il profilo strettamente legale – conviene al lavoratore se il TFR viene effettivamente custodito e rivalutato. In caso di dubbi sulla tenuta del TFR, è prudente verificare con il consulente del lavoro: il CCNL prevede la liquidazione alla cessazione di ogni rapporto (art. 218).

    Stagionale con contratti presso datori diversi

    Se il lavoratore cambia stabilimento ogni anno, il TFR viene liquidato a fine di ogni contratto stagionale. Non è possibile trasferire il TFR da un datore all’altro: ogni rapporto ha il proprio TFR. Il lavoratore che ha accumulato TFR presso più datori diversi può aver già ricevuto liquidazioni parziali nel corso degli anni.

    La scelta di destinazione del TFR: Fon.Te o azienda/INPS

    Per le prime assunzioni nel settore privato dal 1° luglio 2026 l’adesione alla previdenza complementare è automatica, salvo rinuncia entro 60 giorni dalla prima assunzione (art. 8, commi 7-7-quater, D.Lgs. 252/2005; L. 199/2025, art. 1, commi 202 e 205). Chi è stato assunto fino al 30 giugno 2026 deve scegliere entro 6 mesi dall’assunzione dove destinare il TFR che matura:

    • Fondo di previdenza complementare Fon.Te: il CCNL (art. 185) riconosce Fon.Te come forma pensionistica complementare di riferimento del settore; l’adesione è volontaria e per i lavoratori a termine è possibile con contratti di durata superiore a tre mesi. Il CCNL prevede contributi dello 0,55% a carico del lavoratore e dello 0,55% a carico del datore sulla retribuzione utile per il TFR, oltre alla quota di TFR conferita. Destinando il TFR a Fon.Te, il lavoratore costruisce una pensione integrativa con i vantaggi fiscali della previdenza complementare (deducibilità contributi, tassazione agevolata in uscita).
    • Azienda (imprese fino a 49 dipendenti): il TFR rimane accantonato presso il datore di lavoro, che lo corrisponde al momento della cessazione del rapporto.
    • Fondo di Tesoreria INPS (imprese con 50+ dipendenti): nelle strutture balneari di grandi dimensioni, il TFR non destinato a fondi complementari va versato al Fondo di Tesoreria INPS, che garantisce il pagamento al momento della liquidazione.

    Per chi è stato assunto fino al 30 giugno 2026 e non esprime alcuna scelta entro i 6 mesi, si applica il silenzio-assenso: il TFR viene destinato al fondo pensione designato dal CCNL (Fon.Te) se esiste accordo collettivo, altrimenti rimane in azienda o va all’INPS. Per le prime assunzioni dal 1° luglio 2026 il conferimento alla forma collettiva prevista dagli accordi (in mancanza, al fondo residuale del D.M. 85/2020) è invece automatico, salvo rinuncia entro 60 giorni.

    Casi pratici

    Tizio – bagnino stagionale da 5 anni, TFR accumulato
    Tizio ha lavorato per 5 stagioni estive (4 mesi ciascuna) sempre presso lo stesso stabilimento. Il TFR accumulato (ipotizzando retribuzione stabile a ~1.491 €/mese) è circa 441 € × 5 = 2.205 € lordi, più la rivalutazione ISTAT. Al termine della quinta stagione, decede di cambiare stabilimento: il datore è obbligato a liquidargli tutto il TFR accumulato nel cedolino finale. Tizio può verificare l’importo corretto chiedendo il «prospetto TFR» al datore di lavoro o al consulente del lavoro.
    Caia – prima assunzione, scelta di Fon.Te entro 6 mesi
    Caia viene assunta per la prima volta il 1° giugno 2026, prima dell’avvio dell’adesione automatica (1° luglio 2026): ha quindi tempo fino al 30 novembre 2026 per scegliere la destinazione del TFR. Se fosse stata assunta dal 1° luglio 2026, l’adesione sarebbe stata automatica, con rinuncia possibile entro 60 giorni. Il suo stabilimento (12 dipendenti) non supera i 49 addetti: il TFR può restare in azienda o essere destinato a Fon.Te, se il contratto dura più di tre mesi (art. 185, c. 2). Caia ha 28 anni: il consulente del lavoro le consiglia Fon.Te per il vantaggio fiscale a lungo termine. Con una contribuzione aggiuntiva volontaria di 30 €/mese, potrebbe costruire una pensione integrativa significativa nell’arco di 35-40 anni di carriera.
    Sempronio – cedolino finale con TFR, ferie e ratei
    Sempronio cessa il contratto il 30 settembre 2026. Il cedolino finale deve contenere: TFR maturato nella stagione (441 €), ferie non godute (8,7 giorni × ~60 €/giorno = ~522 €), rateo tredicesima (4/12 × 1.491 = ~497 €), rateo quattordicesima (3/12 × 1.491 = ~373 €). Il totale netto del cedolino finale – al netto di IRPEF e contributi – è significativamente più alto rispetto a un cedolino mensile ordinario. Se qualche voce mancasse, Sempronio ha diritto a contestarla per iscritto entro i termini di prescrizione.

    Domande frequenti

    Come si calcola il TFR per un lavoratore stagionale degli stabilimenti balneari?
    Ai sensi dell’art. 2120 c.c., ogni anno matura una quota pari alla retribuzione annua lorda (incluse tredicesima e quattordicesima) divisa per 13,5. Per 4 mesi di lavoro a 1.491 €/mese (circa 6.000 € lordi annui), il TFR stagionale è circa 444 €, più la rivalutazione ISTAT.
    Il TFR del lavoratore stagionale viene liquidato ogni anno o solo alla fine?
    Dipende: se ogni anno il contratto cessa definitivamente, il TFR va liquidato a fine stagione. Se il datore rinchiama lo stesso lavoratore ogni estate con continuità, nella pratica il TFR si accumula e viene liquidato alla fine del rapporto definitivo.
    Dove va il TFR: in azienda, all’INPS o a Fon.Te?
    Nelle aziende con meno di 50 dipendenti il TFR rimane in azienda (o può essere destinato a Fon.Te). In quelle con 50+ dipendenti il TFR non destinato a fondi va al Fondo di Tesoreria INPS. Per chi è stato assunto fino al 30 giugno 2026 la scelta va effettuata entro 6 mesi dall’assunzione; per le prime assunzioni dal 1° luglio 2026 l’adesione è automatica, salvo rinuncia entro 60 giorni.
    Posso anticipare il TFR durante la stagione?
    Il diritto di anticipazione richiede almeno 8 anni di anzianità presso lo stesso datore. Per i lavoratori stagionali con pochi anni di servizio presso lo stesso stabilimento è raramente applicabile nella pratica.
    Cosa viene liquidato a fine contratto stagionale?
    A fine contratto stagionale vengono liquidati: TFR maturato, ferie non godute, ratei di tredicesima e quattordicesima non ancora corrisposti, e eventuali ore di straordinario non pagate. Tutto deve comparire nel cedolino finale di liquidazione.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive 2024-2027, come darle, preavviso e telematiche, preavviso e licenziamento 2026, ferie, permessi e ROL 2026, maternità e congedi 2026 e tredicesima, quattordicesima e premi 2026.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa. Il calcolo del TFR fa riferimento all’art. 2120 c.c. e alla normativa vigente; i valori esatti vanno verificati con il consulente del lavoro. Per situazioni specifiche consultare le organizzazioni sindacali (Filcams-CGIL, Fisascat-CISL, Uiltucs-UIL) o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • TFR e fine rapporto nel CCNL Portieri e Proprietari di Fabbricato

    CCNL Portieri e Proprietari di Fabbricato

    TFR e fine rapporto nel CCNL Portieri e Proprietari di Fabbricato

    Come matura e si calcola il trattamento di fine rapporto di portieri e custodi, anticipazioni e alloggio.

    In sintesi

    Il trattamento di fine rapporto (TFR) è un istituto di legge (art. 2120 c.c.): matura per ogni anno di servizio accantonando circa una mensilità e si rivaluta annualmente. Per i portieri la base di calcolo include le indennità fisse e l’eventuale valore dell’alloggio. Sono possibili anticipazioni nei casi di legge.

    Dati contrattuali

    CCNL
    Dipendenti da proprietari di fabbricati (portieri e custodi)
    Parti firmatarie
    Confedilizia · Filcams-CGIL · Fisascat-CISL · Uiltucs-UIL
    Ultimo rinnovo
    30 ottobre 2025
    Vigenza
    1° novembre 2025 – 31 ottobre 2028
    Ambito
    ~40.000 lavoratori: portieri, custodi, addetti alle pulizie di stabili

    Cos’è il TFR

    Il trattamento di fine rapporto è la somma che spetta al lavoratore alla cessazione del rapporto, qualunque ne sia la causa (dimissioni, licenziamento, pensionamento). È disciplinato dall’art. 2120 del Codice civile: non è quindi una concessione del CCNL, ma un diritto di legge che vale per tutti i lavoratori subordinati, portieri e custodi inclusi.

    Come si calcola

    Per ogni anno di servizio si accantona una quota pari alla retribuzione annua divisa per 13,5 (circa una mensilità). Gli importi accantonati si rivalutano ogni anno con un tasso fisso dell’1,5% più il 75% dell’inflazione ISTAT. Per i portieri la base di calcolo comprende, oltre al minimo, le indennità fisse e continuative e, secondo i criteri di legge e contratto, l’eventuale valore convenzionale dell’alloggio per i profili che ne fruiscono.

    Tabella riepilogativa

    TFR: regole essenziali
    Aspetto Disciplina
    Fonte art. 2120 c.c. (legge)
    Accantonamento annuo retribuzione annua / 13,5 (~1 mensilità)
    Rivalutazione 1,5% fisso + 75% inflazione ISTAT
    Base di calcolo (portieri) minimo + indennità fisse (+ valore alloggio secondo criteri)
    Anticipazione fino al 70%, dopo 8 anni, per spese tipizzate

    Nota: l’inclusione del valore dell’alloggio nella base di calcolo del TFR per i portieri va verificata in concreto secondo i criteri di legge e le tabelle contrattuali, perché incide sull’importo finale.

    Anticipazioni del TFR

    Il lavoratore con almeno 8 anni di servizio presso lo stesso datore può chiedere un’anticipazione fino al 70% del TFR maturato, per le causali previste dalla legge: spese sanitarie straordinarie, acquisto della prima casa per sé o per i figli, congedi parentali o formativi. La richiesta può essere soddisfatta nei limiti annuali di legge.

    Previdenza complementare

    Il lavoratore può scegliere di destinare il TFR alla previdenza complementare (fondi pensione), in alternativa al mantenimento in azienda. Nel settore non esiste un fondo pensione di categoria a larga diffusione come in altri comparti: la scelta ricade quindi tipicamente su fondi aperti o sul fondo residuale, salvo diverse previsioni della bilateralità (vedi voce welfare).

    Casi pratici

    Tizio – TFR del portiere con alloggio
    Tizio, portiere A4 con alloggio, cessa il rapporto dopo 12 anni. Il TFR si calcola accantonando per ogni anno circa una mensilità della retribuzione, comprensiva delle indennità fisse e, secondo i criteri applicabili, del valore dell’alloggio; gli importi sono rivalutati anno per anno.
    Caia – anticipazione per la prima casa
    Caia, con 9 anni di anzianità, chiede l’anticipazione del TFR per acquistare la prima casa. Avendo superato gli 8 anni, può ottenere fino al 70% del maturato, documentando l’acquisto con l’atto notarile.
    Sempronio – TFR e cambio di amministratore
    Lo stabile dove lavora Sempronio cambia amministratore, ma il datore di lavoro sostanziale (il condominio) resta lo stesso: il rapporto prosegue senza interruzioni e il TFR continua a maturare sulla stessa anzianità, senza liquidazione anticipata.

    Domande frequenti

    Come si calcola il TFR di un portiere?
    Si accantona per ogni anno una quota pari alla retribuzione annua divisa per 13,5 (circa una mensilità), rivalutata ogni anno (1,5% fisso + 75% dell’inflazione ISTAT). Per i portieri la base comprende minimo e indennità fisse e, secondo i criteri applicabili, il valore dell’alloggio.
    Il TFR è previsto dal CCNL o dalla legge?
    Dalla legge: il TFR è disciplinato dall’art. 2120 del Codice civile e spetta a tutti i lavoratori subordinati. Il CCNL non può ridurlo; incide solo sulla composizione della retribuzione che ne costituisce la base di calcolo.
    Posso chiedere un anticipo del TFR?
    Sì, con almeno 8 anni di servizio presso lo stesso datore, fino al 70% del maturato, per spese sanitarie straordinarie, acquisto della prima casa per sé o i figli, o congedi. Va presentata richiesta documentata, nei limiti annuali di legge.
    Il valore dell’alloggio entra nel TFR?
    Può entrarvi: per i portieri con alloggio il valore convenzionale dell’alloggio può concorrere alla base di calcolo del TFR secondo i criteri di legge e le tabelle contrattuali. È opportuno verificarlo in concreto perché incide sull’importo finale.
    Cosa succede al TFR se cambia l’amministratore del condominio?
    Nulla: il datore di lavoro è il condominio (o il proprietario), non l’amministratore. Il cambio di amministratore non interrompe il rapporto né il TFR, che continua a maturare sulla stessa anzianità.

    Stesso CCNL: consulta anche minimi per livello, come darle, preavviso e telematiche, Preavviso, licenziamento e dimissioni nel CCNL Portieri e Proprietari di Fabbricato, Ferie e permessi nel CCNL Portieri e Proprietari di Fabbricato, Maternità, paternità e congedi nel CCNL Portieri e Proprietari di Fabbricato e Tredicesima e mensilità aggiuntive nel CCNL Portieri e Proprietari di Fabbricato.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Dipendenti da proprietari di fabbricati (portieri e custodi) sottoscritto il 30 ottobre 2025 da Confedilizia con Filcams-CGIL, Fisascat-CISL e Uiltucs-UIL. Gli importi retributivi vanno sempre verificati sulle tabelle ufficiali allegate al contratto. Per situazioni specifiche è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro, al sindacato di categoria (Filcams-CGIL, Fisascat-CISL, Uiltucs-UIL) o all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • CCNL Editoria Libraria: TFR e fine rapporto

    CCNL Editoria Libraria

    TFR e fine rapporto nel CCNL Editoria Libraria

    Il Trattamento di Fine Rapporto è la forma di retribuzione differita più importante nel diritto del lavoro italiano: si accumula anno dopo anno e viene corrisposto al termine del rapporto, qualunque ne sia la causa. Per i dipendenti delle case editrici librarie è disciplinato dall’art. 2120 c.c. e, per la sua destinazione, anche dalla l. 252/2005 sulla previdenza complementare.

    In sintesi

    Il TFR matura ogni anno nella misura del 6,91% della retribuzione lorda utile (retribuzione annua divisa per 13,5) e viene rivalutato al 31 dicembre di ogni anno. Alla cessazione del rapporto è liquidato integralmente con tassazione separata. Per le aziende con almeno 50 dipendenti il TFR non versato a un fondo pensione va al Fondo di Tesoreria INPS. Il lavoratore può chiedere un anticipo fino al 70% del TFR maturato alle condizioni dell’art. 2120 c.c.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie (lavoratori)
    SLC-CGIL · FISTEL-CISL · UILCOM-UIL
    Parti firmatarie (datori)
    Assografici · AIE · ANES
    Categorie
    Impiegati, quadri e redattori delle case editrici librarie
    Ambito
    Dipendenti delle aziende che producono e commercializzano libri
    Vigenza
    1° gennaio 2024 – 31 dicembre 2026 (rinnovo del 19 dicembre 2023)
    Fonte
    Testo del CCNL del 19 gennaio 2021 (grafici ed editoriali) e ipotesi di rinnovo del 19 dicembre 2023

    La natura giuridica del TFR: retribuzione differita

    Il TFR non è un’indennità liquidata a titolo di benevolenza né un trattamento legato alla causa di cessazione del rapporto. L’art. 2120 c.c. lo qualifica come retribuzione differita: una quota della retribuzione annua che il lavoratore non percepisce mensilmente ma accumula presso il datore (o presso il Fondo di Tesoreria INPS) e che riceve in un’unica soluzione alla fine del rapporto.

    Questa qualificazione ha conseguenze pratiche rilevanti:

    • Il TFR matura anche durante periodi di sospensione del rapporto (malattia, maternità, infortunio, Cassa Integrazione Guadagni), poiché la retribuzione contrattuale di riferimento non si riduce per effetto delle assenze;
    • Il TFR è credito del lavoratore e, in caso di fallimento del datore, è assistito da privilegio speciale (art. 2751-bis c.c.) e dal Fondo di Garanzia INPS (l. 297/1982);
    • Il TFR non può essere rinunciato anticipatamente salvo nei casi e nei modi previsti dalla legge (anticipo ex art. 2120 c.c.).

    Il meccanismo di calcolo

    Il calcolo del TFR annuo segue la formula stabilita dall’art. 2120, 2° comma, c.c.:

    • Quota annua = retribuzione lorda annua utile / 13,5 = 6,91% della retribuzione lorda utile;
    • Si sottrae dalla retribuzione lorda utile la quota del contributo previdenziale a carico del lavoratore (0,50% dell’imponibile previdenziale);
    • La retribuzione utile comprende tutte le voci retributive corrisposte in dipendenza del rapporto di lavoro a titolo non occasionale, inclusa la tredicesima e, se riconosciuta in azienda, la quattordicesima, oltre ai premi di produttività di carattere continuativo. L’art. 44 del CCNL conferma la regola: una quota pari alla retribuzione dovuta per l’anno divisa per 13,5, con le frazioni di mese pari o superiori a 15 giorni computate come mese intero.

    La quota TFR accantonata viene rivalutata ogni 31 dicembre applicando un tasso composto:

    • 1,5% fisso;
    • più il 75% dell’aumento dell’indice dei prezzi al consumo ISTAT per le famiglie di operai e impiegati (indice FOI) dell’anno precedente.

    La rivalutazione è soggetta a un’imposta sostitutiva del 17% annuo, trattenuta dal datore e versata al fisco in acconto e saldo. Il lavoratore non deve preoccuparsi di questo adempimento: è a carico esclusivo del datore.

    Destinazione del TFR: azienda, Fondo INPS o previdenza complementare

    Dal 1° gennaio 2007 (d.lgs. 252/2005 e l. 296/2006) il lavoratore di nuova assunzione deve compiere una scelta esplicita entro i primi sei mesi di lavoro:

    1. Destinazione alla previdenza complementare: il TFR viene versato a un fondo pensione negoziale (di categoria o territoriale), a un fondo aperto o a un piano individuale pensionistico (PIP). Il fondo negoziale di riferimento indicato dal CCNL è Byblos, il fondo nazionale di pensione complementare dei lavoratori delle aziende della carta e del cartone, grafiche ed affini ed editoriali (art. 13 della Parte I del CCNL): contributo del datore pari all’1,20% della retribuzione contrattuale, contributo minimo del lavoratore dell’1%, e conferimento del 100% del TFR maturato nell’anno per i dipendenti assunti per la prima volta dopo il 28 aprile 1993 (quota del 2% della retribuzione utile per gli altri). Per chi non ha l’ERC è previsto un contributo aggiuntivo a carico dell’azienda dello 0,5% da gennaio 2023, per un totale dell’1,7%. L’ipotesi di accordo del 19 dicembre 2023 prevede dal 1° gennaio 2024 un aumento dello 0,2% del contributo a carico delle aziende.
    2. Mantenimento presso il datore o trasferimento al Fondo di Tesoreria INPS: se il lavoratore sceglie esplicitamente di mantenere il TFR secondo l’art. 2120 c.c., il TFR viene:
    • mantenuto in azienda (per le imprese con meno di 50 dipendenti);
    • versato al Fondo di Tesoreria INPS (per le imprese con almeno 50 dipendenti), che provvede alla rivalutazione e alla liquidazione finale.

    Il silenzio del lavoratore equivale a destinazione tacita alla previdenza complementare secondo le regole di default (silenzio-assenso relativo), salvo la prima alternativa non sia espressamente rifiutata.

    Vantaggi della previdenza complementare per il TFR

    La destinazione del TFR a un fondo pensione offre in genere una fiscalità più favorevole alla liquidazione finale (aliquota al 15%, riducibile fino al 9% con anzianità superiore a trentacinque anni nel fondo) rispetto alla tassazione separata ordinaria. La scelta è irreversibile per la quota già versata al fondo. Il CCNL prevede a carico del datore il contributo a Byblos indicato sopra (1,20% della retribuzione contrattuale, più lo 0,5% aggiuntivo da gennaio 2023 per chi non ha l’ERC).

    L’anticipo del TFR

    L’art. 2120, 6° comma, c.c. consente al lavoratore con almeno otto anni di servizio continuativo presso lo stesso datore di richiedere, una sola volta nel corso del rapporto, un anticipo del TFR maturato. Le condizioni sono:

    • Importo massimo: 70% del TFR maturato alla data della richiesta;
    • Causali ammesse: (a) spese sanitarie per terapie ed interventi straordinari riconosciuti dalla competente struttura pubblica; (b) acquisto della prima casa di abitazione per sé o per i figli, documentato con atto notarile; (c) spese durante i congedi per formazione o parentali di lunga durata.

    Il datore può soddisfare le richieste entro il limite del 10% degli aventi diritto e comunque del 4% del numero totale dei dipendenti. Il CCNL (art. 44 della Parte I) non detta condizioni diverse e rinvia alla l. 297/1982 per quanto non previsto.

    La liquidazione al termine del rapporto

    Alla cessazione del rapporto per qualsiasi causa, il datore è tenuto a liquidare:

    • il TFR maturato fino alla data di cessazione (compresa la quota dell’anno in corso, rivalutata pro rata temporis);
    • le ferie e i permessi maturati e non goduti;
    • il rateo di tredicesima maturato nell’anno (il CCNL non prevede la quattordicesima);
    • l’indennità sostitutiva del preavviso, se il datore ha comunicato il recesso in tronco.

    Se il lavoratore muore, il TFR e l’indennità sostitutiva del preavviso vanno al coniuge, ai figli e, se a carico, ai parenti entro il terzo grado e agli affini entro il secondo; in mancanza valgono le regole della successione legittima (art. 45 del CCNL e art. 2122 c.c.). La liquidazione è esigibile immediatamente alla cessazione del rapporto. Ritardi nel pagamento espongono il datore a interessi legali ex art. 1284 c.c. e, nelle situazioni più gravi, a sanzioni amministrative per violazione delle norme sui tempi di pagamento della retribuzione.

    Tassazione separata del TFR

    Il TFR è soggetto a tassazione separata (art. 17 e 19 TUIR). Il meccanismo è il seguente:

    1. Il datore (sostituto d’imposta) applica una ritenuta provvisoria calcolata utilizzando l’aliquota media IRPEF dell’anno in cui è maturata la quota di TFR;
    2. L’Agenzia delle Entrate effettua poi la riliquidazione definitiva dell’imposta, con l’aliquota media IRPEF corrispondente al reddito complessivo medio degli ultimi cinque anni. Se risulta un credito, viene rimborsato al lavoratore; se risulta un debito, viene richiesto un versamento integrativo.

    Per il TFR già versato a fondi pensione la tassazione è diversa e mediamente più favorevole, come illustrato nel paragrafo dedicato alla previdenza complementare.

    Casi pratici

    Tizia — Redattrice, cessazione dopo dodici anni: anticipo e liquidazione
    Tizia lavora da dodici anni come redattrice per una casa editrice di saggistica. Al decimo anno di servizio ha richiesto un anticipo del TFR pari al 70% di quanto maturato a quella data, destinandolo all’acquisto della prima casa. Al termine del rapporto (dimissioni volontarie) riceve la liquidazione dell’intero TFR residuo: vale a dire il TFR maturato nei due anni successivi all’anticipo, più la quota non anticipata rivalutata secondo il tasso ex art. 2120 c.c. dalla data dell’anticipo. Sul totale il datore applica la ritenuta a titolo di tassazione separata provvisoria; la riliquidazione definitiva spetterà all’Agenzia delle Entrate.
    Caio — Impiegato, scelta della previdenza complementare e contributo datoriale
    Caio viene assunto come impiegato in una casa editrice con più di cinquanta dipendenti. Nei primi sei mesi sceglie di destinare il proprio TFR al fondo pensione negoziale di settore indicato dal CCNL. Il datore, come previsto dal contratto (art. 13), versa a sua volta a Byblos l’1,20% della retribuzione contrattuale a carico aziendale, più il contributo minimo dell’1% a carico di Caio, incrementando la sua posizione pensionistica. Il TFR non fluisce al Fondo di Tesoreria INPS: viene accreditato direttamente al fondo pensione. Alla fine del rapporto (dopo molti anni di servizio) Caio beneficia di un’aliquota fiscale ridotta sulla rendita pensionistica o sul capitale, a condizione di aver maturato il requisito di anzianità minima nel fondo.

    Domande frequenti

    Come si calcola il TFR annuo per un dipendente di una casa editrice?
    Il TFR annuo si calcola dividendo la retribuzione lorda annua utile (comprensiva di tredicesima ed eventuale quattordicesima aziendale, al netto dei soli contributi previdenziali a carico del lavoratore) per 13,5. Corrisponde al 6,91% della retribuzione lorda utile. La quota accantonata viene rivalutata ogni anno al 31 dicembre con un tasso fisso dell’1,5% più il 75% dell’inflazione ISTAT.
    Il TFR viene versato all’INPS o rimane in azienda?
    Dipende dalle dimensioni dell’azienda. Per le aziende con almeno 50 dipendenti, il TFR non destinato dal lavoratore alla previdenza complementare viene versato al Fondo di Tesoreria INPS. Per le aziende con meno di 50 dipendenti, il TFR rimane in azienda salvo diversa scelta del lavoratore.
    Si può richiedere un anticipo del TFR prima della cessazione del rapporto?
    Sì. Il lavoratore con almeno otto anni di anzianità aziendale può richiedere un anticipo del TFR, una sola volta, fino al 70% del maturato, per spese sanitarie gravi, acquisto della prima casa o congedi. Il CCNL non prevede condizioni diverse e rinvia alla l. 297/1982.
    Il TFR spetta anche in caso di dimissioni volontarie?
    Sì. Il TFR matura in ogni caso, a prescindere dalla causa di cessazione del rapporto. È retribuzione differita già guadagnata e non può essere trattenuta dal datore.
    Come viene tassato il TFR al momento della liquidazione?
    Il TFR è soggetto a tassazione separata (artt. 17 e 19 TUIR). Il datore applica una ritenuta provvisoria; l’Agenzia delle Entrate effettua la riliquidazione definitiva. Per il TFR già versato a fondi pensione la fiscalità è di norma più favorevole.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi contrattuali, come darle, preavviso e telematiche, preavviso e licenziamento, ferie, permessi e ROL, maternità e congedi parentali e tredicesima, quattordicesima e premi.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e si fondano sull’art. 2120 c.c., sul d.lgs. 252/2005 e sulle norme di riferimento per la previdenza complementare e la tassazione del TFR (artt. 17 e 19 TUIR). Le regole contrattuali sono quelle degli artt. 13, 44 e 45 del CCNL grafici ed editoriali del 19 gennaio 2021 (testo integrale); il rinnovo del 19 dicembre 2023 è stato letto solo come ipotesi di accordo. Gli indici di rivalutazione ISTAT sono pubblicati ogni anno dall’ISTAT. Per situazioni specifiche è consigliabile rivolgersi alle organizzazioni sindacali firmatarie (SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL) o a un consulente del lavoro.

  • CCNL RSA e Case di Riposo ANASTE: TFR e fine rapporto 2025

    CCNL RSA e Case di Riposo (ANASTE)

    TFR e fine rapporto CCNL ANASTE 2025: calcolo, anticipazione e scelta del fondo

    Il Trattamento di Fine Rapporto per i lavoratori delle RSA e case di riposo ANASTE è disciplinato dall’art. 2120 c.c. e dal d.lgs. n. 252/2005: la scelta tra mantenimento aziendale e previdenza complementare va fatta entro 6 mesi dall’assunzione (entro 60 giorni, per rinunciare all’adesione automatica, per le prime assunzioni dal 1° luglio 2026) e ha effetti duraturi sulla pensione futura.

    In sintesi

    Il TFR nel CCNL ANASTE segue l’art. 2120 c.c.: quota annuale pari a un anno di retribuzione diviso 13,5, rivalutata all’1,5% fisso più il 75% dell’inflazione. I lavoratori possono destinarlo a un fondo pensione complementare o lasciarlo in azienda/INPS. L’anticipazione è richiedibile dopo 8 anni di servizio.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    ANASTE (datoriale) · CIU-Unionquadri · SNALV-Confsal · Confsal · CSE · CSE Sanità · CSE Fulscam · Confelp
    Ultimo rinnovo
    23 luglio 2025 (verbale); testo consolidato 3 novembre 2025
    Vigenza
    1° gennaio 2023 – 31 dicembre 2025 (scaduto). Il CCNL era stato firmato il 3 novembre 2025; la piattaforma per il rinnovo e’ stata presentata l’11 febbraio 2026 e la trattativa e’ in corso. Fino alla firma restano validi i minimi del contratto scaduto
    Norma base TFR
    Art. 2120 c.c.; d.lgs. n. 252/2005 (previdenza complementare)
    Fondo TFR grandi aziende
    Fondo di Tesoreria INPS (datori ≥50 dipendenti)

    Come si forma il TFR: la quota annuale e la rivalutazione

    Il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) è una forma di retribuzione differita che il datore accantonaannualmente per ogni lavoratore e liquida alla cessazione del rapporto, per qualsiasi causa (licenziamento, dimissioni, pensionamento, decesso). La disciplina è integralmente legale (art. 2120 c.c.) e il CCNL ANASTE non la modifica nel merito, ma ne precisa la base retributiva.

    La quota annuale accantonata si calcola dividendo la retribuzione utile annua per il coefficiente fisso di 13,5. La retribuzione utile comprende:

    • minimo tabellare mensile × 14 (per le 14 mensilità);
    • scatti di anzianità;
    • superminimi individuali o collettivi consolidati;
    • indennità di funzione (per i Quadri).

    Sono invece escluse dalla base TFR: le maggiorazioni per straordinario, notturno e festivo; le indennità di trasferta e rimborso spese; l’una tantum da rinnovo contrattuale; le somme erogate a titolo di welfare aziendale non imponibili ai sensi dell’art. 51, comma 2, TUIR.

    Al 31 dicembre di ogni anno la somma accantonata viene rivalutata con un coefficiente pari all’1,5% fisso più il 75% della variazione dell’indice ISTAT FOI (prezzi al consumo per famiglie di operai e impiegati) rilevata nel corso dell’anno. Questa rivalutazione è soggetta all’imposta sostitutiva dell’11% (a carico del datore) prevista dall’art. 11 del d.lgs. n. 47/2000.

    La scelta tra mantenimento in azienda e previdenza complementare

    Per le prime assunzioni nel settore privato dal 1° luglio 2026 (esclusi i domestici) l’adesione alla previdenza complementare è automatica, salvo rinuncia entro 60 giorni dalla prima assunzione (art. 8, commi 7-7-quater, D.Lgs. 252/2005; L. 199/2025, art. 1, commi 202 e 205). Per chi è assunto fino al 30 giugno 2026, entro 6 mesi dall’assunzione (o dal 1° gennaio 2007 per i lavoratori già in servizio alla data di entrata in vigore del d.lgs. n. 252/2005) il lavoratore deve scegliere dove destinare il TFR futuro:

    1. Fondo pensione complementare: il TFR è versato a un fondo pensione autorizzato (chiuso di categoria, aperto o PIP). Nel settore socio-sanitario/assistenziale non esiste un fondo chiuso di categoria esclusivamente dedicato alle strutture ANASTE; i lavoratori possono aderire a fondi aperti o PIP, oppure, se disponibile per la struttura specifica, a fondi collettivi del comparto. Il versamento al fondo genera un rendimento di mercato potenzialmente superiore alla rivalutazione legale del TFR.
    2. Mantenimento presso il datore / INPS: il TFR rimane accantonato secondo le regole dell’art. 2120 c.c. Per i datori con 50 o più dipendenti, il TFR non destinato a fondi pensione è obbligatoriamente versato mensilmente al Fondo di Tesoreria INPS (istituito dalla legge n. 296/2006); la liquidazione finale resta a carico del datore, con rivalsa sull’INPS. Per i datori con meno di 50 dipendenti, il TFR rimane in azienda.

    Silenzio-assenso: se il lavoratore assunto fino al 30 giugno 2026 non esprime alcuna scelta entro 6 mesi, il TFR viene automaticamente destinato al fondo pensione collettivo di settore indicato dagli accordi collettivi, oppure, in assenza di fondo collettivo applicabile, al Fondo Residuale INPS (FondINPS). La scelta è definitiva per il TFR futuro; il TFR pregresso rimane dove si trovava. Per le prime assunzioni dal 1° luglio 2026 il TFR va invece alla forma collettiva (o al fondo residuale) fin dall’inizio, con rinuncia possibile entro 60 giorni.

    Tabella riepilogativa: TFR in azienda vs fondo pensione

    Confronto tra le destinazioni del TFR — principali caratteristiche
    Aspetto TFR in azienda / INPS Fondo pensione complementare
    Rivalutazione annua 1,5% fisso + 75% inflazione FOI Rendimento del fondo (variabile, legato ai mercati)
    Rischio Praticamente nullo (garantito dalla legge) Variabile in base al comparto di investimento scelto
    Tassazione alla liquidazione Tassazione separata (aliquota media IRPEF 5 anni) Aliquota sostitutiva 9-15% (decresce con gli anni di iscrizione)
    Anticipazione Fino al 70% dopo 8 anni (art. 2120 c.c.) Regole del fondo (di norma 70-75% dopo 8 anni, con causali più ampie)
    Portabilità Liquidata integralmente alla cessazione Trasferibile a altro fondo, riscattabile o mantenuta per la rendita

    L’anticipazione del TFR: requisiti e causali

    L’art. 2120, quinto comma, c.c. consente al lavoratore di richiedere un’anticipazione del TFR nel corso del rapporto di lavoro, a condizione che:

    • abbia maturato almeno 8 anni di servizio continuativo presso lo stesso datore;
    • l’anticipazione non superi il 70% del TFR maturato fino alla richiesta;
    • la richiesta rientri in una delle causali previste dalla legge.

    Le causali ammesse per l’anticipazione sono:

    • spese sanitarie per terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle strutture pubbliche;
    • acquisto della prima casa di abitazione per sé o per i figli;
    • periodi di congedo parentale, formativo o per malattia grave (l’anticipazione è consentita anche prima degli 8 anni in quest’ultimo caso, secondo la legge n. 53/2000).

    Il datore può limitare le anticipazioni annuali al 10% degli aventi titolo e al 4% del totale dei dipendenti. Il lavoratore può ottenere un’unica anticipazione nel corso del rapporto, salvo accordo diverso. L’anticipazione è tassata con le stesse regole del TFR finale.

    La liquidazione finale: tempistica e tassazione

    All’atto della cessazione del rapporto per qualsiasi causa, il datore è tenuto a liquidare il TFR maturato. Non esiste un termine perentorio di legge per il pagamento, ma l’orientamento prevalente della giurisprudenza ritiene esigibile il TFR immediatamente alla cessazione; ritardi ingiustificati possono dar luogo a interessi ex art. 1284 c.c. e rivalutazione monetaria.

    La tassazione separata del TFR si applica automaticamente: il sostituto d’imposta (datore di lavoro o INPS, nel caso del Fondo di Tesoreria) applica in via provvisoria un’aliquota pari all’aliquota media IRPEF degli ultimi 5 anni, su una base imponibile pari al TFR diviso gli anni di servizio moltiplicato per 12 (cosiddetto «reddito di riferimento»). L’Agenzia delle Entrate riliquida l’imposta definitiva entro i termini di decadenza.

    Casi pratici

    Tizio — OSS al livello 4, calcolo del TFR dopo 10 anni
    Tizio, OSS al livello 4, percepisce una retribuzione annua lorda (comprensiva di tredicesima e quattordicesima) di circa 21.869 € (1.562,10 € × 14). La quota annuale di TFR accantonata è: 21.869 / 13,5 = circa 1.620 €. Dopo 10 anni, senza rivalutazioni e senza variazioni retributive, il TFR maturato sarebbe di circa 16.200 €. Con le rivalutazioni annuali (ipotizzando un’inflazione media del 2%), il montante effettivo sarebbe superiore. Al termine del rapporto, Tizio riceve questa somma con tassazione separata.
    Caia — Infermiera che sceglie il fondo pensione aperto
    Caia, infermiera al livello 8, al momento dell’assunzione decide di destinare il TFR futuro a un fondo pensione aperto. Il datore versa ogni mese la quota di TFR maturata direttamente al fondo. Caia sceglie un comparto bilanciato. Dopo 20 anni di versamenti, al momento del pensionamento potrà optare per una rendita vitalizia (tassata al 9% se ha mantenuto l’iscrizione per oltre 35 anni) o per un riscatto parziale del 50% in capitale. Il vantaggio fiscale rispetto al TFR in azienda è tanto maggiore quanto più lunga è l’anzianità di iscrizione al fondo.
    Sempronio — Coordinatore con anticipazione per acquisto prima casa
    Sempronio, coordinatore al livello 7, ha maturato 9 anni di servizio e ha accantonato circa 15.000 € di TFR in azienda (datore con meno di 50 dipendenti). Vuole comprare la prima casa. Può richiedere l’anticipazione del 70% del TFR maturato, pari a circa 10.500 €. Presenta la richiesta documentando l’atto preliminare di compravendita. Il datore, verificata la disponibilità entro i limiti del 10% degli aventi diritto, eroga l’anticipazione con la busta paga del mese successivo, applicando la tassazione separata. Il TFR residuo di circa 4.500 € continua a maturare e sarà liquidato alla cessazione del rapporto.

    Domande frequenti

    Come si calcola il TFR per un lavoratore in una RSA ANASTE?
    Il TFR si calcola ai sensi dell’art. 2120 c.c.: ogni anno si accantona una quota pari alla retribuzione annua lorda (comprensiva di tredicesima e quattordicesima) divisa per 13,5. La quota viene rivalutata al 31 dicembre con un coefficiente pari all’1,5% fisso più il 75% dell’inflazione FOI.
    Cosa succede al TFR se cambio lavoro o vengo licenziato?
    All’atto della cessazione del rapporto, il datore è tenuto a liquidare l’intero TFR maturato. Se il TFR è stato destinato a un fondo pensione, la posizione individuale rimane nel fondo e può essere riscattata, trasferita o lasciata in accumulo per la pensione complementare, secondo le regole del fondo.
    Posso richiedere un’anticipazione del TFR mentre sono ancora in servizio?
    Sì. L’art. 2120 c.c. consente di richiedere un’anticipazione del TFR (fino al 70% del maturato) dopo almeno 8 anni di servizio continuativo. L’anticipazione è concessa per spese sanitarie straordinarie, acquisto della prima casa o congedi per formazione/maternità/paternità.
    Dove posso destinare il TFR: in azienda, all’INPS o al fondo pensione?
    Per gli assunti fino al 30 giugno 2026, entro 6 mesi dall’assunzione il lavoratore può scegliere di destinare il TFR a un fondo pensione complementare oppure di mantenerlo in azienda. Per i datori con 50 o più dipendenti, il TFR non destinato a fondi confluisce nel Fondo di Tesoreria INPS. In assenza di scelta, si applica il silenzio-assenso verso il fondo collettivo di settore o il Fondo Residuale INPS; per le prime assunzioni nel settore privato dal 1° luglio 2026 l’adesione è automatica, con rinuncia possibile entro 60 giorni.
    Qual è la tassazione del TFR al momento della liquidazione?
    Il TFR è soggetto a tassazione separata. Il fisco calcola l’aliquota media IRPEF applicata ai redditi degli ultimi 5 anni del lavoratore su una base imponibile pari al TFR diviso gli anni di servizio moltiplicato per 12. Se il TFR è stato destinato a un fondo pensione, la prestazione è tassata con aliquote ridotte (9-15%) decrescenti con gli anni di iscrizione.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi 2025, preavviso, procedura telematica e tutele, preavviso e licenziamento 2025, ferie, permessi e ROL, maternità e congedi e tredicesima, quattordicesima e premi 2025.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al testo consolidato del CCNL Istituzioni Socio-Assistenziali ANASTE del 3 novembre 2025 (vigenza 2023-2025). La disciplina del TFR è di fonte legale (art. 2120 c.c.; d.lgs. n. 252/2005); le indicazioni sui fondi pensione sono di carattere generale e non costituiscono consulenza previdenziale individuale. Per scelte specifiche sulla destinazione del TFR e sulla previdenza complementare è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro, alle organizzazioni sindacali firmatarie (SNALV-Confsal, Confsal, CIU-Unionquadri, CSE) o a un consulente previdenziale abilitato.

  • Art. 297 SIC – (Sanzioni a carico dei datori di lavoro e dei dirigenti)

    Art. 297 SIC – (Sanzioni a carico dei datori di lavoro e dei dirigenti)

    Art. 297 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – (Sanzioni a carico dei datori di lavoro e dei dirigenti)

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Il datore di lavoro è punito con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 2.500 a 6.400 euro per la violazione dell’articolo

    290. 2. Il datore di lavoro e i dirigenti sono puniti con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 2.500 a 6.400 euro per la violazione degli articoli 289, comma 2, 291, 292, comma 2, 293, commi 1 e 2, 294, commi 1, 2 e 3, 294-bis e

    296.

  • Art. 296 SIC – Verifiche

    Art. 296 SIC – Verifiche

    Art. 296 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Verifiche

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Il datore di lavoro provvede affinchè le installazioni elettriche nelle aree classificate come zone 0, 1, 20 o 21 ai sensi dell’allegato XLIX siano sottoposte alle verifiche di cui ai capi III e IV del decreto del Presidente della Repubblica 22 ottobre 2001, n. 462 . Nota all’art. 296: – Per il testo del decreto del Presidente della Repubblica n. 462 del 2001 , si veda nota all’art. 86.

  • Art. 215 D.Lgs. 174/2016 – Recupero del credito erariale in via amministrativa

    Art. 215 D.Lgs. 174/2016 – Recupero del credito erariale in via amministrativa

    Decreto legislativo 26 agosto 2016, n. 174 – Codice di giustizia contabile (Allegato 1)

    1. Il recupero in via amministrativa del credito erariale derivante da condanna è effettuato mediante ritenuta, nei limiti consentiti dalla normativa in vigore, su tutte le somme a qualsiasi titolo dovute all’agente pubblico in base al rapporto di lavoro, di impiego o di servizio, compresi il trattamento di fine rapporto e quello di quiescenza, comunque denominati.

    2. Il recupero è effettuato su tempestiva richiesta dell’ufficio che ha in carico il credito, alla quale l’ufficio o l’ente erogatore dà esecuzione immediata.

    3. Nell’ambito della procedura amministrativa di recupero, l’ufficio che ha in carico il credito erariale può chiedere l’iscrizione di ipoteca sui beni del debitore per un importo pari a quello liquidato nella decisione della Corte dei conti, nonché alle spese di iscrizione di ipoteca e con l’espressa indicazione della misura degli interessi legali, ai sensi dell’ articolo 2855, secondo comma, del codice civile.

    4. Il debitore può chiedere di procedere al versamento diretto in Tesoreria delle somme da lui dovute, con imputazione all’apposita voce di entrata del bilancio indicata dall’ufficio di cui all’articolo 214, comma 1.

    5. A richiesta del debitore, il pagamento o il recupero possono essere effettuati a mezzo di un piano di rateizzazione. Il piano di rateizzazione è determinato dall’ufficio designato di cui all’articolo 214, comma 1, tenuto conto dell’ammontare del credito e delle condizioni economiche e patrimoniali del debitore ed è sottoposto alla previa approvazione del pubblico ministero territorialmente competente.

    6. Il mancato versamento di cinque rate anche non consecutive determina la decadenza dal beneficio della rateizzazione.

  • Art. 295 SIC – Termini per l’adeguamento

    Art. 295 SIC – Termini per l’adeguamento

    Art. 295 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Termini per l’adeguamento

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Le attrezzature da utilizzare nelle aree in cui possono formarsi atmosfere esplosive, già utilizzate o a disposizione dell’impresa o dello stabilimento per la prima volta prima del 30 giugno 2003, devono soddisfare, a decorrere da tale data, i requisiti minimi di cui all’allegato L, parte A, fatte salve le altre disposizioni che le disciplinano.

    2. Le attrezzature da utilizzare nelle aree in cui possono formarsi atmosfere esplosive, che sono a disposizione dell’impresa o dello stabilimento per la prima volta dopo il 30 giugno 2003, devono soddisfare i requisiti minimi di cui all’allegato L, parti A e B.

    3. I luoghi di lavoro che comprendono aree in cui possono formarsi atmosfere esplosive devono soddisfare le prescrizioni minime stabilite dal presente titolo.

  • Art. 294 bis SIC – (Informazione e formazione dei lavoratori)

    Art. 294 bis SIC – (Informazione e formazione dei lavoratori)

    Art. 294 bis D.Lgs. 81/2008 (SIC) – (Informazione e formazione dei lavoratori)

    1. Nell’ambito degli obblighi di cui agli articoli 36 e 37, il datore di lavoro provvede affinchè i lavoratori esposti al rischio di esplosione e i loro rappresentanti vengano informati e formati in relazione al risultato della valutazione dei rischi, con particolare riguardo: a) alle misure adottate in applicazione del presente titolo; b) alla classificazione delle zone; c) alle modalità operative necessarie a minimizzare la presenza e l’efficacia delle sorgenti di accensione; d) ai rischi connessi alla presenza di sistemi di protezione dell’impianto; e) ai rischi connessi alla manipolazione ed al travaso di liquidi infiammabili e/o polveri combustibili; f) al significato della segnaletica di sicurezza e degli allarmi ottico/acustici; g) agli eventuali rischi connessi alla presenza di sistemi di prevenzione delle atmosfere esplosive, con particolare riferimento all’asfissia; h) all’uso corretto di adeguati dispositivi di protezione individuale e alle relative indicazioni e controindicazioni all’uso.

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.