Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.
Metodo editoriale
Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
I contenuti più tecnici sono sottoposti a revisione di professionisti abilitati.
Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.
Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia
I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.
Art. 140 L. 689/1981 – Disposizioni aggiuntive alle norme in materia di assegni bancari, circolari e su titoli speciali dell’istituto di emissione, e dei Banchi di Napoli e di Sicilia
L. 24 novembre 1981, n. 689 – testo aggiornato
Nota: il testo riporta la novella del 1981 con gli importi originari in lire. Il regime penale degli assegni è stato interamente riformato dalla L. 386/1990 e in gran parte depenalizzato dal D.Lgs. 507/1999: questi importi non sono più vigenti.
Dopo l' articolo 116 del regio decreto 21 dicembre 1933, n. 1736 , è inserito il seguente: "Art. 116-bis – Chiunque, avendo riportato la pena accessoria prevista dall'articolo precedente, trasgredisce agli obblighi ad essa inerenti è punito, per il solo fatto dell'emissione dell'assegno, ai sensi dell' articolo 389 del codice penale . Si applica la reclusione da sei mesi a due anni e la multa da lire centomila a lire due milioni, a chi, violando il divieto di emettere assegni bancari e postali, commette uno dei delitti previsti dai numeri 1 e 2 del primo comma dell'articolo precedente. La condanna importa la pubblicazione della sentenza e il divieto di emettere assegni bancari e postali per la durata di due anni".
1. Le sanzioni per gli illeciti amministrativi dipendenti da reato sono: a) la sanzione pecuniaria; b) le sanzioni interdittive; c) la confisca; d) la pubblicazione della sentenza.
2. Le sanzioni interdittive sono: a) l'interdizione dall'esercizio dell'attività; b) la sospensione o la revoca delle autorizzazioni, licenze o concessioni funzionali alla commissione dell'illecito; c) il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione, salvo che per ottenere le prestazioni di un pubblico servizio; d) l'esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi e l'eventuale revoca di quelli già concessi; e) il divieto di pubblicizzare beni o servizi.
Art. 12 D.Lgs. 117/2017 Codice Terzo Settore – Denominazione sociale
In vigore dal 03/08/2017
1. La denominazione sociale, in qualunque modo formata, deve contenere l'indicazione di ente del Terzo settore o l'acronimo ETS. Di tale indicazione deve farsi uso negli atti, nella corrispondenza e nelle comunicazioni al pubblico.
2. La disposizione di cui al comma 1 non si applica agli enti di cui all'articolo 4, comma
3. 3. L'indicazione di ente del Terzo settore o dell'acronimo ETS, ovvero di parole o locuzioni equivalenti o ingannevoli, non può essere usata da soggetti diversi dagli enti del Terzo settore.
AGIDAE (Associazione Gestori Istituti Dipendenti dall’Autorità Ecclesiastica) · CGIL Scuola · CISL Scuola · UIL Scuola RUA · SNALS
Ultimo rinnovo
14 marzo 2024 (in vigore dal 1° settembre 2024)
Vigenza
Fino al 31 agosto 2027
Platea
~50.000 (docenti, personale amministrativo, ATA, educatori scuole paritarie cattoliche da nido a universitario)
Minimi tabellari — in vigore dal 1° settembre 2025
Livello
Minimo mensile lordo
Liv. 6
2.118,74 €
Liv. 5 (docente)
1.909,80 €
Liv. 4
1.821,29 €
Liv. 3
1.767,98 €
Liv. 2
1.719,87 €
Liv. 1
1.673,66 €
Con il rinnovo firmato il 19 maggio 2026 le parti hanno definito un aumento di 78 € a regime (parametro liv. 5) in quattro tranche: +18 € dal 1° settembre 2026, +20 € dal 1° gennaio 2027, +20 € dal 1° settembre 2027 e +20 € dal 1° dicembre 2027 (importi riparametrati sugli altri livelli). Dal 1° settembre 2026 i minimi salgono a: liv. 6 = 2.138,71 € · liv. 5 = 1.927,80 € · liv. 4 = 1.838,46 € · liv. 3 = 1.783,87 € · liv. 2 = 1.734,18 € · liv. 1 = 1.686,20 €.
Fonte: accordo di rinnovo AGIDAE Scuola 19/5/2026 (tabelle delle tranche) e banche dati contrattuali (tabella vigente dal 1/9/2025); verifica incrociata coerente al centesimo. Valori verificati il 3 luglio 2026; i rinnovi possono aggiornare gli importi.
La retribuzione nel CCNL AGIDAE si compone delle seguenti voci principali:
Paga base tabellare per profilo professionale e fascia di anzianita.
Progressione per fasce quinquennali: a differenza degli scatti biennali o triennali di altri CCNL, il contratto AGIDAE prevede classi di anzianita quinquennali (ogni 5 anni) che incrementano la paga base in modo automatico.
Tredicesima mensilita: corrisposta entro il 20 dicembre; per il personale docente si calcola sulla retribuzione mensile teorica, comprendendo la paga base e le indennita fisse.
Indennita di direzione / coordinamento: per i vice presidi, coordinatori di ciclo e presidi, aggiuntiva rispetto alla paga base docente eventualmente mantenuta.
A differenza del pubblico impiego scolastico, il personale AGIDAE non beneficia dell’elemento perequativo statale; tuttavia il contratto ha adeguato i minimi alla retribuzione del personale statale di pari funzione attraverso i successivi rinnovi.
Progressione per fasce di anzianita
Esempio per un docente di scuola secondaria II grado:
I servizi prestati in altri istituti AGIDAE o in scuole statali possono essere riconosciuti – in tutto o in parte – ai fini del computo dell’anzianita di servizio, previa valutazione dell’ente gestore.
Tredicesima, ferie e assenze
Il CCNL AGIDAE e uno degli esempi piu completi di assimilazione al pubblico impiego per il personale privato scolastico:
Tredicesima mensilita: corrisposta entro il 20 dicembre, pari a una mensilita intera (paga base + EDR + indennita fisse). Per i docenti a tempo determinato viene erogata in proporzione ai mesi lavorati.
Ferie: 30 giorni lavorativi annui per il personale ATA; per i docenti le ferie coincidono con i periodi di sospensione dell’attivita didattica estiva (luglio-agosto), con almeno 30 giorni garantiti.
Assenze per malattia: fino a 18 mesi cumulativi nel quinquennio con conservazione del posto; retribuzione al 100% per i primi 9 mesi, al 50% per i mesi successivi.
Permessi per motivi familiari: 3 giorni l’anno per lutto, piu i permessi previsti dalla L. 104/1992 per assistenza a familiari con disabilita.
Previdenza complementare e welfare
Per la salute integrativa, molti istituti AGIDAE aderiscono a polizze collettive negotiate a livello confederale, con coperture per spese mediche, infortuni extraprofessionali e rimborso spese odontoiatriche. Il costo della polizza base e interamente a carico del datore.
E previsto un contributo aggiuntivo per la formazione continua dei docenti: almeno 20 ore annue retribuite di aggiornamento professionale, con priorita per le competenze pedagogiche e digitali (PNRR) e la formazione per l’inclusione scolastica (L. 107/2015).
Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Scuola Privata AGIDAE. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Art. 10 D.Lgs. 74/2000 Reati Tributari – Occultamento o distruzione di documenti contabili
In vigore dal 15/04/2000
1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da ((tre a sette)) anni. chiunque, al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, ovvero di consentire l'evasione a terzi, occulta o distrugge in tutto o in parte le scritture contabili o i documenti di cui è obbligatoria la conservazione, in modo da non consentire la ricostruzione dei redditi o del volume di affari. ((8))
(Indice nazionale dei domicili digitali delle persone fisiche, dei professionisti e degli altri enti di diritto privato, non tenuti all'iscrizione in albi, elenchi o registri professionali o nel registro delle imprese)
1. È istituito il pubblico elenco dei domicili digitali delle persone fisiche, dei professionisti e degli altri enti di diritto privato non tenuti all'iscrizione nell'indice di cui all'articolo 6-bis, nel quale sono indicati i domicili eletti ai sensi dell'articolo 3-bis, comma
1-bis. La realizzazione e la gestione del presente Indice sono affidate all'AgID, che vi provvede avvalendosi delle strutture informatiche delle Camere di commercio già deputate alla gestione dell'elenco di cui all'articolo
6-bis. È fatta salva la facoltà del professionista, non iscritto in albi, registri o elenchi professionali di cui all'articolo 6-bis, di eleggere presso il presente Indice un domicilio digitale professionale e un domicilio digitale personale diverso dal primo.
2. Per i professionisti iscritti in albi ed elenchi il domicilio digitale è l'indirizzo inserito nell'elenco di cui all'articolo 6-bis, fermo restando il diritto di eleggerne uno diverso ai sensi dell'articolo 3-bis, comma
1-bis. Ai fini dell'inserimento dei domicili dei professionisti nel predetto elenco il Ministero dello sviluppo economico rende disponibili all'AgID, tramite servizi informatici individuati nelle Linee guida, i relativi indirizzi già contenuti nell'elenco di cui all'articolo
6-bis. 3. AgID provvede costantemente all'aggiornamento e al trasferimento dei domicili digitali delle persone fisiche contenuti nell'elenco di cui al presente articolo nell'ANPR e il Ministero dell'interno provvede costantemente all'aggiornamento e al trasferimento dei domicili digitali delle persone fisiche contenuti ((nell'ANPR)) nell'elenco di cui al presente articolo. Le funzioni di aggiornamento e trasferimento dei dati sono svolte con le risorse disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri a carico della ((finanza pubblica)) .
Spedizioniere doganale: professionista iscritto all’albo che cura la procedura di sdoganamento per conto dell’importatore o esportatore.
Rappresentanza diretta: il rappresentante agisce in nome e per conto dell’importatore; la responsabilità per i dazi resta in capo all’importatore.
Rappresentanza indiretta: il rappresentante agisce in nome proprio per conto dell’importatore; entrambi rispondono solidalmente per i dazi dovuti.
Dichiarazione doganale: documento telematico presentato all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per liquidare dazi e IVA all’importazione.
Quando serve: per importazioni di merci da Paesi extra-UE di valore o complessità rilevante, o quando l’operatore non ha le competenze tecniche per gestire autonomamente la pratica.
Cos'è lo sdoganamento e chi lo gestisce
Quando un’azienda o un privato importa merce da un Paese fuori dall’Unione Europea, quella merce non può semplicemente ‘entrare’ in Italia. Deve attraversare un passaggio burocratico obbligatorio chiamato sdoganamento: la presentazione di una dichiarazione doganale telematica all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che verifica la merce, ne determina il valore e liquida i tributi dovuti – principalmente i dazi doganali e l’IVA all’importazione.
Questo procedimento richiede conoscenze specialistiche: bisogna classificare correttamente la merce (attribuirle il codice TARIC giusto), dichiararne l’origine e il valore, scegliere il regime doganale adatto. Sbagliare espone a sanzioni e a recuperi di imposta. Per questo molti operatori – soprattutto le imprese, ma talvolta anche i privati in caso di spedizioni di valore – si affidano a un rappresentante doganale, spesso chiamato nella pratica ‘spedizioniere doganale’.
Lo spedizioniere doganale è un professionista iscritto a un apposito albo, abilitato a presentare dichiarazioni doganali per conto di terzi. Può operare in due modalità ben distinte – la rappresentanza diretta e quella indiretta – con effetti molto diversi sulla responsabilità per il pagamento dei dazi.
Capire la differenza tra le due forme di rappresentanza è essenziale per chiunque gestisca importazioni, anche occasionali, da Paesi extra-UE.
Rappresentanza doganale: diretta vs indiretta
Caratteristica
Rappresentanza diretta
Rappresentanza indiretta
Chi agisce formalmente
In nome e per conto dell'importatore
In nome proprio, per conto dell'importatore
Responsabilità per i dazi
In capo all'importatore
Solidale: rappresentante e importatore
Soggetto dichiarante
L'importatore (tramite il rappresentante)
Il rappresentante doganale
Uso tipico
Operatori con codice EORI e rapporto continuativo
Prima importazione o assenza di EORI
Esempio pratico
Alfa Srl importa macchinari dalla Corea del Sud per 80.000 euro. Incarica lo spedizioniere Gamma di curare lo sdoganamento con rappresentanza diretta: la dichiarazione doganale viene presentata a nome di Alfa Srl, che resta l’unica responsabile per il pagamento dei dazi. Gamma percepisce un compenso per il servizio ma non risponde dei tributi. Se invece Alfa Srl avesse optato per la rappresentanza indiretta, Gamma avrebbe presentato la dichiarazione a proprio nome e sarebbe diventata solidalmente responsabile dei dazi insieme ad Alfa Srl – un rischio che molti spedizionieri accettano solo a determinate condizioni contrattuali.
Documenti necessari
Fattura commerciale del fornitore estero (con descrizione merce, quantità, prezzo)
Polizza di carico o lettera di vettura (Bill of Lading, AWB, CMR secondo il mezzo)
Packing list (distinta di imballaggio)
Certificato di origine o dichiarazione di origine su fattura (per dazi preferenziali)
Eventuale licenza di importazione o autorizzazione specifica per merci soggette a restrizioni
Codice EORI dell’importatore (obbligatorio per operazioni doganali nell’UE)
Caso 1 – Tizio avvia importazioni regolari dalla Turchia
Scenario. Tizio è titolare di una piccola impresa che inizia a importare componenti tessili dalla Turchia. Non ha mai gestito pratiche doganali e si rivolge a uno spedizioniere doganale per la prima spedizione.
Come si applica. Lo spedizioniere verifica che Tizio abbia un codice EORI (obbligatorio per chi importa nell’UE) e, una volta ottenuto, opera in sua rappresentanza diretta: presenta la dichiarazione doganale a nome di Tizio, classifica i componenti nel codice TARIC corretto e calcola i dazi da versare. Tizio rimane l’unico soggetto responsabile per i tributi, mentre lo spedizioniere risponde solo della correttezza formale della dichiarazione e del suo incarico professionale. Questa modalità è la più comune per operatori con attività continuativa.
In pratica
Prima di importare: richiedere il codice EORI all’Agenzia delle Dogane (per i soggetti italiani è collegato alla partita IVA).
Con la rappresentanza diretta, la responsabilità per i dazi resta interamente in capo all’importatore.
Lo spedizioniere si occupa di classificazione, presentazione telematica e interlocuzione con la dogana.
Caso 2 – Caio importa una fornitura una tantum senza codice EORI
Scenario. Caio è un artigiano che acquista occasionalmente materie prime dal Marocco. Non dispone di codice EORI e non intende avviare un rapporto continuativo con l’estero.
Come si applica. Lo spedizioniere accetta di operare in rappresentanza indiretta: presenta la dichiarazione doganale a proprio nome, per conto di Caio. Questa scelta ha una conseguenza importante: lo spedizioniere diventa solidalmente responsabile per il pagamento dei dazi insieme a Caio. Per questo motivo, gli spedizionieri che accettano la rappresentanza indiretta applicano di norma compensi più elevati e chiedono garanzie. Caio deve fornire comunque tutta la documentazione necessaria (fattura, packing list, documenti di trasporto) per consentire una dichiarazione corretta.
In pratica
Rappresentanza indiretta: lo spedizioniere dichiara in nome proprio e risponde solidalmente per i dazi con l’importatore.
Modalità adatta per operazioni occasionali o per chi è sprovvisto di codice EORI.
Compenso tipicamente più alto rispetto alla rappresentanza diretta, per il maggiore rischio assunto.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
No. Lo spedizioniere doganale è un professionista iscritto a un apposito albo. Può presentare dichiarazioni doganali per conto di terzi solo chi possiede questa abilitazione o, per le imprese, chi nomina internamente un responsabile doganale qualificato.
Il codice EORI è obbligatorio per tutti?
Sì, il codice EORI è obbligatorio per chiunque effettui operazioni doganali (importazione o esportazione) nell’UE. Si richiede una sola volta all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli; per i soggetti italiani è collegato alla partita IVA. Una volta ottenuto, vale in tutta l’Unione.
Se lo spedizioniere sbaglia la classificazione doganale, chi paga?
Dipende dalla forma di rappresentanza. Con la rappresentanza diretta, la responsabilità è dell’importatore; lo spedizioniere può rispondere contrattualmente verso il cliente per i danni causati dall’errore. Con la rappresentanza indiretta, entrambi rispondono solidalmente verso la dogana.
Posso sdoganare la merce da solo, senza spedizioniere?
Sì, se sei il diretto interessato (importatore o esportatore) e hai il codice EORI puoi presentare tu stesso la dichiarazione doganale tramite i sistemi telematici dell’Agenzia delle Dogane. Tuttavia, la procedura è tecnicamente complessa: errori nella classificazione o nel valore doganale possono comportare sanzioni e recuperi.
Quanto costa un servizio di sdoganamento?
Il compenso varia in base alla complessità dell’operazione, al valore della merce e alla forma di rappresentanza scelta. Non esiste un tariffario fisso: ogni spedizioniere definisce le proprie tariffe. È opportuno richiedere preventivo scritto prima di conferire l’incarico.
La dichiarazione doganale è richiesta anche per l'esportazione?
Sì. Anche all’esportazione verso Paesi extra-UE occorre presentare una dichiarazione doganale. In uscita, però, la cessione è di norma non imponibile IVA e non si pagano dazi UE: la dichiarazione serve principalmente per fini statistici, di controllo e per attestare l’uscita della merce dal territorio doganale dell’Unione.
Art. 7 L. 300/1970 Statuto Lavoratori – Sanzioni disciplinari
In vigore dal 20/05/1970
Le norme disciplinari relative alle sanzioni, alle infrazioni in relazione alle quali ciascuna di esse può essere applicata ed alle procedure di contestazione delle stesse, devono essere portate a conoscenza dei lavoratori mediante affissione in luogo accessibile a tutti. Esse devono applicare quanto in materia è stabilito da accordi e contratti di lavoro ove esistano. (5) Il datore di lavoro non può adottare alcun provvedimento disciplinare nei confronti del lavoratore senza avergli preventivamente contestato l'addebito e senza averlo sentito a sua difesa. (5) (8) Il lavoratore potrà farsi assistere da un rappresentante dell'associazione sindacale cui aderisce o conferisce mandato. (5) (8) Fermo restando quanto disposto dalla legge 15 luglio 1966, n. 604 , non possono essere disposte sanzioni disciplinari che comportino mutamenti definitivi del rapporto di lavoro; inoltre la multa non può essere disposta per un importo superiore a quattro ore della retribuzione base e la sospensione dal servizio e dalla retribuzione per più di dieci giorni. In ogni caso, i provvedimenti disciplinari più gravi del rimprovero verbale, non possono essere applicati prima che siano trascorsi cinque giorni dalla contestazione per iscritto del fatto che vi ha dato causa. Salvo analoghe procedure previste dai contratti collettivi di lavoro e ferma restando la facoltà di adire l'autorità giudiziaria, il lavoratore al quale sia stata applicata una sanzione disciplinare può promuovere, nei venti giorni successivi, anche per mezzo dell'associazione alla quale sia iscritto ovvero conferisca mandato, la costituzione, tramite l'ufficio provinciale del lavoro e della massima occupazione, di un collegio di conciliazione ed arbitrato, composto da un rappresentante di ciascuna delle parti e da un terzo membro scelto di comune accordo o, in difetto di accordo, nominato dal direttore dell'ufficio del lavoro. La sanzione disciplinare resta sospesa fino alla pronuncia da parte del collegio. Qualora il datore di lavoro non provveda, entro dieci giorni dall'invito rivoltogli dall'ufficio del lavoro, a nominare il proprio rappresentante in seno al collegio di cui al comma precedente, la sanzione disciplinare non ha effetto. Se il datore di lavoro adisce l'autorità giudiziaria, la sanzione disciplinare resta sospesa fino alla definizione del giudizio. Non può tenersi conto ad alcun effetto delle sanzioni disciplinari decorsi due anni dalla loro applicazione. ((24))
Art. 1250 Codice della Navigazione – Potere disciplinare aeronautico
R.D. 30 marzo 1942, n. 327 – Codice della navigazione
In materia di navigazione aerea il potere disciplinare è esercitato: 1) dal direttore dell' ENAC, sulla personale aeronautico ; 2) dalle autorità consolari all'estero sui componenti dell'equipaggio.
Art. 11 D.Lgs. 117/2017 Codice Terzo Settore – Iscrizione
In vigore dal 03/08/2017
1. Gli enti del Terzo settore si iscrivono nel registro unico nazionale del Terzo settore ed indicano gli estremi dell'iscrizione negli atti, nella corrispondenza e nelle comunicazioni al pubblico.
2. Oltre che nel registro unico nazionale del Terzo settore, gli enti del Terzo settore che esercitano la propria attività esclusivamente o principalmente in forma di impresa commerciale sono soggetti all'obbligo dell'iscrizione nel registro delle imprese.
3. Per le imprese sociali, l'iscrizione nell'apposita sezione del registro delle imprese soddisfa il requisito dell'iscrizione nel registro unico nazionale del Terzo settore ((e, per quelle costituite in forma di associazione o fondazione, è efficace anche ai fini dell'acquisto della personalità giuridica ai sensi dell'articolo 22 del presente codice. I controlli e i poteri di cui agli articoli 25 , 26 e 28 del codice civile sono esercitati, nei confronti delle fondazioni di cui al primo periodo, dagli uffici del registro delle imprese di cui all' articolo 8 della legge 29 dicembre 1993, n. 580 )) .
Art. 8 D.Lgs. 231/2001 Responsabilita Enti – Autonomia delle responsabilità dell’ente
In vigore dal 04/07/2001
1. La responsabilità dell'ente sussiste anche quando: a) l'autore del reato non è stato identificato o non è imputabile; b) il reato si estingue per una causa diversa dall'amnistia.
2. Salvo che la legge disponga diversamente, non si procede nei confronti dell'ente quando è concessa amnistia per un reato in relazione al quale è prevista la sua responsabilità e l'imputato ha rinunciato alla sua applicazione.
Art. 9 D.Lgs. 74/2000 Reati Tributari – Concorso di persone nei casi di emissione o utilizzazione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti
In vigore dal 15/04/2000
1. In deroga all' articolo 110 del codice penale : a) l'emittente di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti e chi concorre con il medesimo non è punibile a titolo di concorso nel reato previsto dall'articolo 2; b) chi si avvale di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti e chi concorre con il medesimo non è punibile a titolo di concorso nel reato previsto dall'articolo
8. Nota all'art. 9: – Il testo dell' art. 110 del codice penale è il seguente: "Art. 110 (Pena per coloro che concorrono nel reato). – Quando più persone concorrono nel medesimo reato, ciascuna di esse soggiace alla pena per questo stabilita, salve le disposizioni degli articoli seguenti".
Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.
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