Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 286 bis SIC – Ambito di applicazione

    Art. 286 bis SIC – Ambito di applicazione

    Art. 286 bis D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Ambito di applicazione

    1. Le disposizioni del presente titolo si applicano a tutti i lavoratori che operano, nei luoghi di lavoro interessati da attività sanitarie, alle dipendenze di un datore di lavoro, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, ivi compresi i tirocinanti, gli apprendisti, i lavoratori a tempo determinato, i lavoratori somministrati, gli studenti che seguono corsi di formazione sanitaria e i sub-fornitori.

  • Art. 285 SIC – (Sanzioni a carico dei lavoratori)

    Art. 285 SIC – (Sanzioni a carico dei lavoratori)

    Art. 285 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – (Sanzioni a carico dei lavoratori)

    In vigore dal 15/05/2008

    1. I lavoratori sono puniti: a) con l’arresto fino a un mese o con l’ammenda da 300 a 800 euro per la violazione dell’articolo 277, comma 3; b) con l’arresto fino a quindici giorni o con l’ammenda da 100 a 400 euro per la violazione dell’articolo 277, comma

    1.

  • CCNL Marittimi e Lavoro Portuale: TFR e fine rapporto

    CCNL Marittimi e Lavoro Portuale

    CCNL Marittimi e Lavoro Portuale: TFR e fine rapporto

    Il Trattamento di Fine Rapporto è un istituto di legge che accomuna marittimi e portuali: matura in modo identico per tutti i lavoratori dipendenti italiani, ma la struttura della retribuzione marittima introduce specificità nel calcolo.

    In sintesi

    Il TFR (art. 2120 c.c.) matura per tutti i dipendenti: retribuzione annua divisa per 13,5 con rivalutazione annua. Per i marittimi la retribuzione utile è quella dell’art. 55 della Sezione 1: minimo contrattuale, ratei di 13ª e 14ª, panatica convenzionale, scatti e, per lo Stato Maggiore, il supplemento paga; dal rinnovo 2024 vi rientra anche l’EAR. Il rinnovo dell’11 luglio 2024 ha portato al 2,5% il contributo datoriale al Fondo Priamo, con l’1% a carico del lavoratore. Il TFR non maturato in fondo pensione può essere anticipato dopo 8 anni di servizio.

    Dati contrattuali

    CCNL Armatoriale
    Vigente 1° lug. 2024 – 31 dic. 2026 · Confitarma, Assarmatori / Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti
    CCNL Porti
    Vigente 1° gen. 2024 – 31 dic. 2026 · Assoporti, Assiterminal, Assologistica / Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti
    Fonte normativa
    Art. 2120 c.c. (TFR) · D.Lgs. 252/2005 (previdenza complementare) · L. 297/1982 (disciplina TFR)

    Come si calcola il TFR

    Il TFR si regola per legge (art. 2120 c.c.): si accantona ogni anno l’importo della retribuzione annua diviso per 13,5. Il calcolo è proporzionale: chi ha lavorato solo una parte dell’anno accantona la quota corrispondente ai mesi effettivi.

    Il montante accantonato viene rivalutato il 31 dicembre di ogni anno in misura pari al 1,5% fisso + 75% dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati. Questa rivalutazione si applica sia al TFR rimasto in azienda sia — con alcune differenze — al TFR versato al Fondo di Tesoreria INPS (per imprese con più di 50 dipendenti).

    Il TFR per i marittimi: voci da includere nel calcolo

    Per il personale navigante, la «retribuzione» rilevante ai fini del TFR comprende:

    • Il minimo contrattuale per grado e qualifica;
    • i ratei di tredicesima e quattordicesima mensilità;
    • il valore convenzionale della panatica (art. 39);
    • gli scatti di anzianità/navigazione;
    • il supplemento paga per il personale di Stato Maggiore;
    • l’EAR (Elemento Aggiuntivo della Retribuzione, 64 € al mese sul nostromo per 14 mensilità), che il verbale dell’11 luglio 2024 esclude da tutti gli istituti tranne il TFR.

    Non concorrono al TFR le voci occasionali e variabili (i compensi per lavoro straordinario, che l’art. 35 esclude da ogni base di calcolo, i rimborsi spese documentate, i benefit in natura non continuativi).

    Tabella riepilogativa

    TFR e previdenza complementare nei due CCNL
    Aspetto CCNL Armatoriale CCNL Porti
    Base di calcolo TFR Retribuzione annua/13,5 (voci dell’art. 55 e EAR; no straordinari) Retribuzione annua/13,5 (art. 20: minimo conglobato, scatti, EDR e ad personam, 13ª e 14ª; no straordinari)
    Rivalutazione annua TFR 1,5% + 75% ISTAT (legge) 1,5% + 75% ISTAT (legge)
    Erogazione Cessazione del rapporto Cessazione del rapporto
    Anticipazione 70% dopo 8 anni (causali di legge) 70% dopo 8 anni (causali di legge)
    Previdenza complementare Fondo Priamo: contributo azienda al 2,5% dal luglio 2024, se il lavoratore versa l’1% Fondo Priamo (art. 51, confluito Previlog); eventuali accordi aziendali

    TFR in azienda o fondo pensione complementare?

    Dal 1° gennaio 2007 (D.Lgs. 252/2005) il lavoratore sceglie dove destinare il TFR futuro; per le prime assunzioni dal 1° luglio 2026 l’adesione alla previdenza complementare è automatica, ma entro 60 giorni dall’assunzione il lavoratore può rinunciarvi (art. 8, commi 7 e 7-quater, D.Lgs. 252/2005, come modificato dalla L. 199/2025). Le destinazioni possibili sono:

    • Al fondo pensione complementare del settore o aziendale (con possibili contributi aggiuntivi del datore di lavoro).
    • Al Fondo di Tesoreria INPS (per imprese con più di 50 dipendenti) o all’azienda (per imprese con meno di 50 dipendenti).

    La scelta di mantenere il TFR in azienda (o presso il Fondo di Tesoreria INPS) può essere revocata in seguito, conferendolo a un fondo pensione (art. 8, comma 7-quater, D.Lgs. 252/2005); il passaggio inverso non è previsto. Il conferimento al fondo pensione consente di dedurre i contributi versati (entro 5.164,57 euro l’anno, elevati a 5.300 euro dal periodo d’imposta 2026: art. 8, comma 4, D.Lgs. 252/2005) dall’imponibile IRPEF. Il rinnovo del CCNL Armatoriale dell’11 luglio 2024 ha portato al 2,5% il contributo datoriale al Fondo Priamo (con l’1% a carico del lavoratore), incentivando la scelta del fondo da parte del personale navigante.

    Il regime fiscale del TFR

    Il TFR è soggetto a tassazione separata (art. 17 TUIR): non si somma al reddito ordinario dell’anno di percezione, ma viene tassato con l’aliquota media IRPEF degli ultimi 5 anni. Sulla rivalutazione annua del TFR si applica un’imposta sostitutiva del 17%. Il TFR conferito al fondo pensione e poi erogato come rendita è tassato con aliquota agevolata (ritenuta del 15%, ridotta di 0,30 punti per ogni anno di adesione oltre il quindicesimo, fino a un minimo del 9%: art. 11, comma 6, D.Lgs. 252/2005).

    Casi pratici

    Tizio — Nostromo che cessa dopo 20 anni di servizio

    Tizio ha lavorato come nostromo per 20 anni con una retribuzione media annua di 32.000 euro. Il suo TFR maturato è indicativamente pari a: 32.000 ÷ 13,5 × 20 anni = 47.407 euro, rivalutato ogni anno con l’indice ISTAT. Non avendo aderito al fondo pensione, il TFR è rimasto in azienda (o al Fondo di Tesoreria INPS) ed è soggetto a tassazione separata all’atto dell’erogazione.

    Caio — Operatore portuale che anticipa il TFR per comprare casa

    Caio ha 10 anni di anzianità e un TFR maturato di circa 15.000 euro. Vuole acquistare la prima casa. Presenta domanda di anticipazione del 70% del TFR maturato (10.500 euro) documentando l’acquisto. Per l’anticipazione la legge fissa limiti annui: può essere accolta entro il 10% degli aventi titolo e comunque entro il 4% del totale dei dipendenti.

    Sempronia — Allieva ufficiale che sceglie il fondo pensione

    Sempronia è assunta come allieva ufficiale. Se è alla prima assunzione dopo il 1° luglio 2026, aderisce automaticamente al fondo pensione previsto dal contratto e ha 60 giorni per rinunciare e scegliere un’altra destinazione del TFR. L’ufficio HR le spiega che il CCNL Armatoriale 2024 ha aumentato il contributo datoriale al fondo complementare del settore. Destinando il TFR al fondo, Sempronia riceverà anche il contributo aggiuntivo dell’armatore e potrà dedurre i contributi versati dall’imponibile IRPEF.

    Domande frequenti

    Il TFR si applica anche ai marittimi?
    Sì. Il TFR (art. 2120 c.c.) si applica a tutti i lavoratori dipendenti, compresi i marittimi. Si calcola sulla retribuzione annua divisa per 13,5, con rivalutazione ISTAT. Per i marittimi la retribuzione utile è quella dell’art. 55 della Sezione 1: minimo contrattuale, ratei di 13ª e 14ª, panatica convenzionale, scatti, supplemento paga dello Stato Maggiore ed EAR; l’indennità di navigazione non è nell’elenco.
    Come viene calcolato il TFR per i marittimi con periodi di imbarco discontinui?
    All’atto della cessazione del contratto di arruolamento l’armatore corrisponde il TFR calcolato per tutte le qualifiche in 30/30 di retribuzione utile (art. 55 della Sezione 1, edizione 2016). La retribuzione utile è quella dei periodi di imbarco; l’obbligo di conferire il TFR al fondo pensione per i marittimi non in continuità di rapporto sussiste solo per i periodi di imbarco con almeno tre mesi nell’anno solare.
    Il lavoratore portuale può chiedere l’anticipazione del TFR?
    Sì. L’art. 2120 c.c. prevede l’anticipazione fino al 70% del maturato dopo 8 anni di anzianità, per acquisto prima casa, spese sanitarie straordinarie o congedo parentale.
    Qual è il fondo pensione complementare per i marittimi?
    Il fondo contrattuale individuato dal CCNL è il Fondo Pensione Complementare Nazionale Priamo. Dal luglio 2024 l’azienda versa il 2,5% se il lavoratore versa l’1% (verbale dell’11 luglio 2024).
    Conviene destinare il TFR al fondo pensione?
    La scelta è irreversibile e va ponderata individualmente. Il fondo pensione offre vantaggi fiscali e contributi datoriali aggiuntivi, ma immobilizza il risparmio a lungo termine. Un consulente previdenziale può aiutare a valutare la situazione personale.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi 2024, preavviso, modulo telematico, giusta causa, preavviso e licenziamento, ferie, permessi e ROL, maternità e congedi e tredicesima, quattordicesima e premi.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate ai rinnovi del CCNL Unico dell’Industria Armatoriale dell’11 luglio 2024 e del CCNL dei Lavoratori dei Porti del 18 novembre 2024. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, un consulente previdenziale, il sindacato di categoria (Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti) o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 282 SIC – (Sanzioni a carico dei datori di lavoro e dei dirigenti)

    Art. 282 SIC – (Sanzioni a carico dei datori di lavoro e dei dirigenti)

    Art. 282 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – (Sanzioni a carico dei datori di lavoro e dei dirigenti)

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Il datore di lavoro è punito con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 2.500 a 6.400 euro per la violazione dell’articolo 271, commi 1, 3 e

    5. 2. Il datore di lavoro e i dirigenti sono puniti: a) con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 2.500 a 6.400 euro per la violazione degli articoli 270, commi 1 e 4, 271, comma 2, 272, 273, comma 1, 274, commi 2 e 3, 275; 276, 278, 279, commi 1, 2, e 280, commi 1 e 2; b) con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda da 800 a 2.000 euro per la violazione degli articoli 269, commi 1, 2 e 3, e 277, comma 2; c) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 1.800 euro per la violazione dell’articolo 280, commi 3 e

    4.

  • Art. 281 SIC – Registro dei casi di malattia e di decesso

    Art. 281 SIC – Registro dei casi di malattia e di decesso

    Art. 281 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Registro dei casi di malattia e di decesso

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Presso l’ISPESL è tenuto un registro dei casi di malattia ovvero di decesso dovuti all’esposizione ad agenti biologici.

    2. I medici, nonché le strutture sanitarie, pubbliche o private, che refertano i casi di malattia, ovvero di decesso di cui al comma 1, trasmettono all’ISPESL copia della relativa documentazione clinica.

    3. Con decreto dei Ministri della salute e del lavoro e della previdenza sociale, sentita la Commissione consultiva, sono determinati il modello e le modalità di tenuta del registro di cui al comma 1, nonché le modalità di trasmissione della documentazione di cui al comma

    2. 4. Il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali fornisce alla Commissione CE, su richiesta, informazioni su l’utilizzazione dei dati del registro di cui al comma 1.

  • Art. 280 SIC – Registri degli esposti e degli eventi accidentali

    Art. 280 SIC – Registri degli esposti e degli eventi accidentali

    Art. 280 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Registri degli esposti e degli eventi accidentali

    In vigore dal 15/05/2008

    1. I lavoratori addetti ad attività comportanti uso di agenti del gruppo 3 ovvero 4 sono iscritti in un registro in cui sono riportati, per ciascuno di essi, l’attività svolta, l’agente utilizzato e gli eventuali casi di esposizione individuale.

    2. Il datore di lavoro istituisce ed aggiorna il registro di cui al comma 1 e ne cura la tenuta tramite il responsabile del servizio di prevenzione e protezione. Il medico competente e il rappresentante per la sicurezza hanno accesso a detto registro.

    3. Il datore di lavoro: a) consegna copia del registro di cui al comma 1 all’ISPESL e all’organo di vigilanza competente per territorio, comunicando ad essi ogni tre anni e comunque ogni qualvolta questi ne facciano richiesta,le variazioni intervenute; b) comunica all’ISPESL e all’organo di vigilanza competente per territorio la cessazione del rapporto di lavoro,dei lavoratori di cui al comma 1, fornendo al contempo l’aggiornamento dei dati che li riguardano e consegna al medesimo Istituto per tramite del medico competente le relative cartelle sanitarie e di rischio; c) in caso di cessazione di attività dell’azienda, consegna all’Istituto superiore di sanità e all’organo di vigilanza competente per territorio copia del registro di cui al comma 1 ed all’ISPESL copia del medesimo registro nonché per il tramite del medico competente le cartelle sanitarie e di rischio; d) in caso di assunzione di lavoratori che hanno esercitato attività che comportano rischio di esposizione allo stesso agente richiede all’ISPESL copia delle annotazioni individuali contenute nel registro di cui al comma 1, nonché copia della cartella sanitaria e di rischio;

    4. Le annotazioni individuali contenute nel registro di cui al comma 1 e le cartelle sanitarie e di rischio sono conservate dal datore di lavoro fino a risoluzione del rapporto di lavoro e dall’ISPESL fino a dieci anni dalla cessazione di ogni attività che espone ad agenti biologici. Nel caso di agenti per i quali è noto che possono provocare infezioni consistenti o latenti o che danno luogo a malattie con recrudescenza periodica per lungo tempo o che possono avere gravi sequele a lungo termine tale periodo è di quaranta anni.

    5. La documentazione di cui ai precedenti commi è custodita e trasmessa con salvaguardia del segreto professionale.

    6. I modelli e le modalità di tenuta del registro di cui al comma 1 e delle cartelle sanitarie e di rischio sono determinati con decreto del Ministro della salute e del lavoro e della previdenza sociale sentita la Commissione consultiva permanente.

    7. L’ISPESL trasmette annualmente al Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali dati di sintesi relativi alle risultanze del registro di cui al comma 1.

  • CCNL Noleggio Autobus e NCC: TFR e trattamento di fine rapporto

    CCNL Noleggio Autobus e NCC

    TFR e trattamento di fine rapporto nel CCNL Noleggio Autobus con Conducente

    Il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) è la principale forma di risparmio obbligatorio del lavoratore dipendente, disciplinato dall’art. 2120 del codice civile. Nel settore del noleggio autobus, il lavoratore può scegliere se mantenere il TFR in azienda (o al Fondo di Tesoreria INPS) o destinarlo al Fondo Priamo, il fondo pensione negoziale di settore. La scelta è importante e ha effetti previdenziali di lungo termine.

    In sintesi

    Il TFR nel CCNL Noleggio Autobus con Conducente si calcola come 1/13,5 della retribuzione annua lorda (circa 7,41% annuo). Si può destinarlo al Fondo Priamo (previdenza complementare di settore) o mantenerlo in azienda/Fondo INPS. Le anticipazioni sono possibili dopo 8 anni di servizio per causali specifiche (prima casa, salute). Alla cessazione del rapporto si liquida in un’unica soluzione, soggetto a tassazione separata.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    ANAV · Filt-Cgil · Fit-Cisl · Uiltrasporti · Faisa-Cisal · Ugl-Fna
    Riferimento legge
    Art. 2120 c.c.; D.Lgs. 252/2005 (previdenza complementare); L. 297/1982
    Fondo previdenza complementare
    Fondo Priamo (fondo negoziale di settore)
    Vigenza contratto
    1° gennaio 2024 – 31 dicembre 2026

    Tabella riepilogativa

    TFR – aspetti principali nel CCNL Noleggio Autobus con Conducente
    Aspetto Regola
    Accantonamento annuo 1/13,5 della retribuzione annua imponibile (circa 7,41%)
    Rivalutazione annua 1,5% fisso + 75% dell’incremento ISTAT prezzi al consumo
    Destinazione TFR Fondo Priamo (settore) oppure azienda/Fondo Tesoreria INPS
    Contributo aziendale a Fondo Priamo 6,80 € mensili (12 mensilità), a carico dell’azienda
    Anticipazione TFR Dopo 8 anni di servizio, max 70%, causali specifiche
    Tassazione all’erogazione Tassazione separata (aliquota media degli ultimi 5 anni)

    Come si calcola il TFR: la formula di legge

    Il TFR si calcola ai sensi dell’art. 2120 del codice civile. La formula di base prevede che ogni anno si accantoni una quota pari alla retribuzione annua divisa per 13,5. Ciò corrisponde a circa il 7,41% della retribuzione annua lorda.

    Le voci che entrano nella base di calcolo del TFR sono tutte le somme corrisposte in dipendenza del rapporto di lavoro a titolo non occasionale e con esclusione di quanto corrisposto a titolo di rimborso spese. In pratica, rientrano:

    • minimo tabellare, contingenza, EDR (base e 2025);
    • scatti di anzianità, indennità di funzione;
    • superminimi fissi e non assorbibili;
    • tredicesima e quattordicesima (in proporzione ai dodicesimi maturati nell’anno);
    • eventuali premi fissi aziendali.

    Non rientrano: indennità di trasferta nella componente a rimborso spese documentate, rimborsi chilometrici, una tantum non ricorrenti.

    Il Fondo Priamo: la previdenza complementare del settore

    Il Fondo Priamo è il fondo pensione negoziale dedicato ai lavoratori del trasporto pubblico e dei settori affini, tra cui il noleggio autobus con conducente. L’adesione è prevista dal CCNL (art. 66 del testo del 2022). Le caratteristiche principali:

    • Contributo aziendale: 6,80 € mensili per 12 mensilità, interamente a carico del datore di lavoro, indipendentemente dal fatto che il lavoratore aderisca o meno al fondo.
    • Contributo lavoratore: volontario, aggiuntivo, con deducibilità fiscale fino a 5.164,57 € annui.
    • TFR destinato: il lavoratore che aderisce a Fondo Priamo può (ed è invitato a) destinare anche il TFR futuro al fondo, incrementando la posizione previdenziale.
    • Linee di investimento: Garantito Protezione, Bilanciato Prudenza, Bilanciato Sviluppo (in ordine crescente di rischio/rendimento atteso).

    Il lavoratore neoassunto che non esprime alcuna scelta entro 6 mesi dalla data di assunzione viene iscritto d’ufficio a Fondo Priamo con destinazione del TFR futuro (c.d. silenzio-assenso).

    Il TFR lasciato in azienda o al Fondo INPS

    Il lavoratore che sceglie esplicitamente di non aderire alla previdenza complementare mantiene il TFR in azienda. Tuttavia, per le aziende con almeno 50 dipendenti, il TFR non destinato a fondi pensione viene versato al Fondo di Tesoreria INPS (D.Lgs. 252/2005, art. 8). Il TFR in azienda si rivaluta annualmente con il tasso legale dell’1,5% fisso più il 75% dell’inflazione ISTAT, garantendo una rivalutazione minima certa anche in periodi di bassa inflazione.

    Le anticipazioni del TFR

    Il lavoratore con almeno 8 anni di servizio continuativo presso lo stesso datore può richiedere un’anticipazione del TFR maturato. Le condizioni di legge (art. 2120 c.c.):

    • Importo massimo: 70% del TFR maturato.
    • Frequenza: una sola volta nel corso del rapporto di lavoro.
    • Causali ammesse dalla legge: acquisto o costruzione della prima casa di abitazione per sé o per i figli; spese sanitarie per terapie o interventi straordinari per il lavoratore o i familiari a carico.
    • Il CCNL può prevedere causali aggiuntive (es. ristrutturazione della prima casa).

    L’anticipazione è tassata con tassazione separata al momento dell’erogazione.

    Casi pratici

    Tizio – Autista B2, 10 anni di anzianità, richiede anticipazione TFR
    Tizio ha 10 anni di servizio continuativo con il medesimo datore. Il TFR maturato è di circa 18.000 €. Vuole acquistare la prima casa: richiede un’anticipazione del 70%, pari a circa 12.600 €. Ha diritto all’anticipazione per legge (causale: prima casa). L’importo è tassato con tassazione separata. Il TFR residuo (circa 5.400 €) rimane accantonato e continua a rivalutarsi.
    Caia – Neoassunta, scelta sul TFR entro 6 mesi
    Caia è assunta il 1° settembre 2025. Entro il 28 febbraio 2026 (6 mesi) deve esprimere la scelta sulla destinazione del TFR. Se non esprime nulla, il silenzio-assenso attiva l’iscrizione a Fondo Priamo con destinazione del TFR futuro. Caia decide di aderire esplicitamente a Fondo Priamo scegliendo la linea Bilanciato Sviluppo, orientata a una maggiore valorizzazione nel lungo periodo.
    Sempronio – Cessazione del rapporto dopo 8 anni
    Sempronio si licenzia dopo 8 anni. Aveva mantenuto il TFR in azienda (che ha meno di 50 dipendenti). Il TFR maturato è circa 15.000 € (calcolato su retribuzione media di circa 20.000 € annui × 8 anni / 13,5, con rivalutazioni annue). L’azienda lo eroga entro 30 giorni dalla cessazione, applicando la tassazione separata con aliquota media degli ultimi 5 anni (generalmente inferiore all’IRPEF ordinaria).

    Domande frequenti

    Come si calcola il TFR nel CCNL Noleggio Autobus?
    Il TFR si calcola come 1/13,5 della retribuzione annua lorda (circa 7,41%). Si rivaluta ogni anno al 31 dicembre con il tasso dell’1,5% fisso più il 75% dell’inflazione ISTAT.
    Cosa entra nella base di calcolo del TFR?
    Entrano tutte le voci retributive continuative: minimo, contingenza, EDR, scatti, superminimi fissi, tredicesima e quattordicesima. Non entrano rimborsi spese, una tantum non ricorrenti e indennità di trasferta nella componente a rimborso spese documentate.
    Cosa è il Fondo Priamo e devo aderirvi?
    Fondo Priamo è il fondo pensione negoziale di settore. L’azienda versa 6,80 € mensili a prescindere dalla scelta del lavoratore. Il lavoratore neoassunto che non esprime scelta entro 6 mesi viene iscritto d’ufficio tramite silenzio-assenso con destinazione del TFR futuro a Priamo.
    Quando posso richiedere un’anticipazione del TFR?
    Dopo almeno 8 anni di servizio continuativo presso lo stesso datore. L’anticipazione può essere richiesta una sola volta e non può superare il 70% del TFR maturato. Le causali legali sono: acquisto prima casa e spese sanitarie straordinarie.
    Come viene tassato il TFR alla cessazione?
    Il TFR è soggetto a tassazione separata: l’aliquota è quella media degli ultimi 5 anni di reddito IRPEF del lavoratore, generalmente inferiore all’aliquota marginale ordinaria. Il datore applica in prima battuta una ritenuta di acconto; l’Agenzia delle Entrate riliquida poi l’imposta definitiva.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi 2025-2026, preavviso, modulo telematico, giusta causa, preavviso di licenziamento e dimissioni, ferie, permessi e ROL, maternità, paternità e congedi parentali e tredicesima, quattordicesima e premi.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al CCNL Noleggio Autobus con Conducente del 6 ottobre 2022 e al D.Lgs. 252/2005. Il contributo aziendale a Fondo Priamo (6,80 €/mese) è verificato sulla base della circolare Priamo n. 2/2018 riferita al CCNL 2018. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro o un esperto previdenziale, le organizzazioni sindacali (Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Faisa-Cisal, Ugl-Fna) o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 136 Reg. (UE) 2023/1114 – Riesame della Corte di giustizia

    Art. 136 Reg. (UE) 2023/1114 – Riesame della Corte di giustizia

    Regolamento (UE) 2023/1114 del Parlamento europeo e del Consiglio del 31 maggio 2023 relativo ai mercati delle cripto-attività (Markets in Crypto-Assets, MiCA)

    La Corte di giustizia ha competenza giurisdizionale anche di merito per decidere sui ricorsi presentati avverso le decisioni con le quali l’ABE ha imposto una multa, una penalità di mora oppure un’altra sanzione amministrativa o misura amministrativa in conformità del presente regolamento. Essa può annullare, ridurre o aumentare la sanzione amministrativa pecuniaria o la penalità di mora.

  • Art. 279 SIC – Prevenzione e controllo

    Art. 279 SIC – Prevenzione e controllo

    Art. 279 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Prevenzione e controllo

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Qualora l’esito della valutazione del rischio ne rilevi la necessità i lavoratori esposti ad agenti biologici sono sottoposti alla sorveglianza sanitaria di cui all’articolo

    41.

    2. Il datore di lavoro, su conforme parere del medico competente, adotta misure protettive particolari per quei lavoratori per i quali, anche per motivi sanitari individuali, si richiedono misure speciali di protezione, fra le quali: a) la messa a disposizione di vaccini efficaci per quei lavoratori che non sono già immuni all’agente biologico presente nella lavorazione, da somministrare a cura del medico competente; b) l’allontanamento temporaneo del lavoratore secondo le procedure dell’articolo

    42. 3. Ove gli accertamenti sanitari abbiano evidenziato, nei lavoratori esposti in modo analogo ad uno stesso agente, l’esistenza di anomalia imputabile a tale esposizione, il medico competente ne informa il datore di lavoro.

    4. A seguito dell’informazione di cui al comma 3 il datore di lavoro effettua una nuova valutazione del rischio in conformità all’articolo

    271. 5. Il medico competente fornisce ai lavoratori adeguate informazioni sul controllo sanitario cui sono sottoposti e sulla necessità di sottoporsi ad accertamenti sanitari anche dopo la cessazione dell’attività che comporta rischio di esposizione a particolari agenti biologici individuati nell’allegato XLVI nonché sui vantaggi ed inconvenienti della vaccinazione e della non vaccinazione.

  • Art. 278 SIC – Informazioni e formazione

    Art. 278 SIC – Informazioni e formazione

    Art. 278 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Informazioni e formazione

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Nelle attività per le quali la valutazione di cui all’articolo 271 evidenzia rischi per la salute dei lavoratori, il datore di lavoro fornisce ai lavoratori, sulla base delle conoscenze disponibili, informazioni ed istruzioni, in particolare per quanto riguarda: a) i rischi per la salute dovuti agli agenti biologici utilizzati; b) le precauzioni da prendere per evitare l’esposizione; c) le misure igieniche da osservare; d) la funzione degli indumenti di lavoro e protettivi e dei dispositivi di protezione individuale ed il loro corretto impiego; e) le procedure da seguire per la manipolazione di agenti biologici del gruppo 4; f) il modo di prevenire il verificarsi di infortuni e le misure da adottare per ridurne al minimo le conseguenze.

    2. Il datore di lavoro assicura ai lavoratori una formazione adeguata in particolare in ordine a quanto indicato al comma

    1. 3. L’informazione e la formazione di cui ai commi 1 e 2 sono fornite prima che i lavoratori siano adibiti alle attività in questione, e ripetute, con frequenza almeno quinquennale, e comunque ogni qualvolta si verificano nelle lavorazioni cambiamenti che influiscono sulla natura e sul grado dei rischi.

    4. Nel luogo di lavoro sono apposti in posizione ben visibile cartelli su cui sono riportate le procedure da seguire in caso di infortunio od incidente.

  • Art. 277 SIC – Misure di emergenza

    Art. 277 SIC – Misure di emergenza

    Art. 277 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Misure di emergenza

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Se si verificano incidenti che possono provocare la dispersione nell’ambiente di un agente biologico appartenente ai gruppi 2, 3 o 4, i lavoratori devono abbandonare immediatamente la zona interessata, cui possono accedere soltanto quelli addetti ai necessari interventi, con l’obbligo di usare gli idonei mezzi di protezione.

    2. Il datore di lavoro informa al più presto l’organo di vigilanza territorialmente competente, nonché i lavoratori ed il rappresentante per la sicurezza, dell’evento, delle cause che lo hanno determinato e delle misure che intende adottare, o che ha già adottato, per porre rimedio alla situazione creatasi. Tale comunicazione può essere effettuata in via telematica, anche per mezzo degli organismi paritetici o delle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro.

    3. I lavoratori segnalano immediatamente al datore di lavoro o al dirigente o al preposto, qualsiasi infortunio o incidente relativo all’uso di agenti biologici.

  • Art. 274 SIC – Misure specifiche per strutture sanitarie e veterinarie

    Art. 274 SIC – Misure specifiche per strutture sanitarie e veterinarie

    Art. 274 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Misure specifiche per strutture sanitarie e veterinarie

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Il datore di lavoro, nelle strutture sanitarie e veterinarie, in sede di valutazione dei rischi, presta particolare attenzione alla possibile presenza di agenti biologici nell’organismo dei pazienti o degli animali e nei relativi campioni e residui e al rischio che tale presenza comporta in relazione al tipo di attività svolta.

    2. In relazione ai risultati della valutazione, il datore di lavoro definisce e provvede a che siano applicate procedure che consentono di manipolare, decontaminare ed eliminare senza rischi per l’operatore e per la comunità, i materiali ed i rifiuti contaminati.

    3. Nelle strutture di isolamento che ospitano pazienti od animali che sono, o potrebbero essere, contaminati da agenti biologici del gruppo 2, 3 o 4, le misure di contenimento da attuare per ridurre al minimo il rischio di infezione sono scelte tra quelle indicate nell’ allegato XLVII in funzione delle modalità di trasmissione dell’agente biologico.

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