Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 20 TUF – Albo

    Art. 20 TUF – Albo

    Art. 20 D.Lgs. 58/1998 (TUF) – Albo

    In vigore dal 01/07/1998

    1. Ferme restando le disposizioni del Titolo VIII del regolamento (UE) n. 600/2014, la Consob iscrive in un apposito albo le Sim e le imprese di paesi terzi diverse dalle banche. Le imprese di investimento UE sono iscritte in un apposito elenco allegato all’albo.

    2. La CONSOB comunica alla Banca d’Italia le iscrizioni all’albo.

    3. I soggetti indicati nel comma 1 indicano negli atti e nella corrispondenza gli estremi dell’iscrizione all’albo o all’elenco.

  • Art. 19 TUF – Autorizzazione

    Art. 19 TUF – Autorizzazione

    Art. 19 D.Lgs. 58/1998 (TUF) – Autorizzazione

    In vigore dal 01/07/1998

    1. La Consob, sentita la Banca d’Italia, autorizza, entro sei mesi dalla presentazione della domanda completa, l’esercizio dei servizi e delle attività di investimento da parte delle Sim, quando, in conformità a quanto specificato dalle pertinenti norme tecniche di regolamentazione e di attuazione emanate dalla Commissione europea ai sensi della direttiva 2014/65/UE, ricorrono le seguenti condizioni: a) sia adottata la forma di società per azioni; b) la denominazione sociale comprenda le parole “società di intermediazione mobiliare”; c) la sede legale e la direzione generale della società siano situate nel territorio della Repubblica; d) il capitale versato sia di ammontare non inferiore a quello determinato in via generale dalla Banca d’Italia, in conformità alle norme europee; e) vengano fornite tutte le informazioni, compreso un programma di attività, che indichi in particolare i tipi di operazioni previste e la struttura organizzativa; f) i soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e controllo siano idonei ai sensi dell’articolo 13; g) i titolari delle partecipazioni indicate nell’articolo 15, comma 1, abbiano i requisiti e soddisfino i criteri stabiliti ai sensi dell’articolo 14 e non ricorrano le condizioni per il divieto previsto dall’articolo 15, comma 2; h) la struttura del gruppo di cui è parte la società non sia tale da pregiudicare l’effettivo esercizio della vigilanza sulla società stessa e siano fornite almeno le informazioni richieste ai sensi dell’articolo 15, comma 5; i) siano rispettati, per la gestione di sistemi multilaterali di negoziazione o di sistemi organizzati di negoziazione, gli ulteriori requisiti dettati nella parte III. (73)

    2. L’autorizzazione è negata quando dalla verifica delle condizioni indicate nel comma 1 non risulta garantita la sana e prudente gestione, né assicurata la capacità dell’impresa di esercitare correttamente i servizi o le attività di investimento.

    3. La Consob disciplina la procedura di autorizzazione delle Sim. (73)

    3-bis. Le Sim comunicano alla Consob e alla Banca d’Italia ogni modifica rilevante, intervenuta successivamente all’autorizzazione, alle condizioni di cui al comma

    1. 3-ter. La Consob, sentita la Banca d’Italia, disciplina le ipotesi di decadenza dall’autorizzazione di una Sim. La Consob, sentita la Banca d’Italia, pronuncia la decadenza dall’autorizzazione qualora la Sim non abbia iniziato lo svolgimento dei servizi e delle attività entro il termine di un anno dal rilascio dall’autorizzazione oppure vi rinunci espressamente. (73)

    4. La Banca Centrale Europea, su proposta della Banca d’Italia e sentita la Consob, autorizza l’esercizio dei servizi e delle attività d’investimento da parte delle banche italiane. La Banca d’Italia, sentita la Consob, autorizza l’esercizio dei servizi e delle attività di investimento delle succursali italiane di banche di paesi terzi, nonché l’esercizio dei servizi e delle attività indicati nell’articolo 18, comma 3, da parte di intermediari finanziari iscritti nell’albo previsto dall’articolo 106 del Testo unico bancario. (73)

    4-bis. La Banca Centrale Europea o la Banca d’Italia pronunciano, nell’ambito del riparto di competenze definito al comma 4 e sentita la Consob, la decadenza dall’autorizzazione qualora la banca non abbia iniziato lo svolgimento dei servizi e delle attività entro il termine di un anno dal rilascio dall’autorizzazione oppure vi rinunci espressamente. (73)

    4-ter. I commi 3-ter e 4-bis si applicano anche alle imprese di paesi terzi autorizzate ai sensi degli articoli 28 e

    29-ter. (73)

  • Art. 18 ter TUF – (Società di consulenza finanziaria)

    Art. 18 ter TUF – (Società di consulenza finanziaria)

    Art. 18 ter D.Lgs. 58/1998 (TUF) – (Società di consulenza finanziaria)

    1. La riserva di attività di cui all’articolo 18 non pregiudica la possibilità per le società costituite in forma di società per azioni o società a responsabilità limitata, in possesso dei requisiti patrimoniali e di indipendenza stabiliti con regolamento adottato dal Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Consob, ed iscritte in una sezione apposita dell’albo di cui all’articolo 31, comma 4, di prestare la consulenza in materia di investimenti relativamente a valori mobiliari e a quote di organismi d’investimento collettivo, senza detenere fondi o titoli appartenenti ai clienti. (73)

    2. Il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Consob, stabilisce con regolamento i requisiti di professionalità, onorabilità e indipendenza che gli esponenti aziendali devono possedere. (73)

    3. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 3 AGOSTO 2017, N. 129.

    3-bis. Alle società di consulenza finanziaria si applicano le disposizioni stabilite dalla Consob con il regolamento di cui all’articolo 31, comma

    6. (73)

    3-ter. Le società di consulenza finanziaria rispondono in solido dei danni arrecati a terzi dai consulenti finanziari autonomi di cui esse si avvalgono nell’esercizio dell’attività, anche se tali danni siano conseguenti a responsabilità accertata in sede penale. (73)

  • Mansioni superiori: quando scatta la promozione automatica

    Guida pratica · Lavoro · Mansioni e inquadramento

    In sintesi

    Se il datore assegna mansioni di livello superiore, il lavoratore ha subito diritto alla retribuzione corrispondente. Dopo il periodo fissato dal CCNL (o dalla legge in sua assenza), l’inquadramento superiore diventa definitivo, salvo che l’assegnazione sia stata disposta per sostituire un lavoratore assente con diritto alla conservazione del posto.

    Riferimento normativo

    Tabella riepilogativa

    Effetti dell’assegnazione a mansioni superiori
    Aspetto Regola
    Retribuzione Immediata: dal primo giorno nelle mansioni superiori
    Promozione definitiva Dopo il periodo fissato dal CCNL o dalla legge
    Eccezione sostituzione Nessuna promozione automatica se si sostituisce lavoratore assente con diritto alla conservazione del posto
    Contestazione Il lavoratore può agire per ottenere il riconoscimento del livello superiore

    Il diritto immediato alla retribuzione superiore

    L’art. 2103 c.c. prevede che, dal momento in cui il lavoratore viene assegnato a mansioni di livello superiore, ha diritto alla retribuzione corrispondente a quel livello. Non è necessario attendere la promozione formale: il diritto alla maggiore retribuzione nasce automaticamente con l’effettivo svolgimento delle mansioni. Il datore non può corrispondere la retribuzione inferiore del livello di provenienza.

    Quando scatta la promozione definitiva

    Oltre alla retribuzione, il lavoratore acquisisce diritto all’inquadramento definitivo nel livello superiore dopo aver svolto le mansioni per il periodo previsto dal CCNL applicabile o, in assenza di una previsione contrattuale, da disposizione di legge. I CCNL fissano spesso questo periodo (ad esempio tre mesi, sei mesi o un numero di giornate lavorative), decorso il quale la promozione avviene automaticamente senza necessità di ulteriori atti del datore.

    L'eccezione della sostituzione

    L’unica eccezione all’automatismo promozionale è l’assegnazione in sostituzione di un lavoratore assente con diritto alla conservazione del posto (ad esempio durante la malattia, la maternità o l’aspettativa). In questo caso, per tutta la durata della sostituzione il lavoratore ha diritto alla retribuzione superiore ma non all’inquadramento definitivo, a prescindere dalla durata dell’assegnazione.

    Come far valere il diritto alla promozione

    Se il datore non riconosce spontaneamente la promozione pur decorso il periodo contrattuale, il lavoratore può:

    • Inviare una richiesta scritta di riconoscimento del livello;
    • Rivolgersi al sindacato per una trattativa;
    • Agire in giudizio per ottenere la declaratoria dell’avvenuta promozione e il pagamento delle differenze retributive, con eventuale rivalutazione e interessi.

    Casi pratici

    Tizio – otto mesi come responsabile senza promozione formale

    Tizio, impiegato di 3° livello, viene incaricato di svolgere le funzioni di responsabile (4° livello) per otto mesi senza che il datore emetta alcun atto formale di promozione. Il suo CCNL prevede la promozione automatica dopo tre mesi di mansioni superiori continuative. Tizio ha diritto alla retribuzione del 4° livello dal primo giorno e alla promozione definitiva dopo tre mesi: può agire per le differenze retributive degli ulteriori cinque mesi.

    Caia – sostituzione di una collega in maternità

    Caia sostituisce la collega responsabile durante un congedo di maternità durato dieci mesi. Percepisce la retribuzione del livello superiore per tutta la durata, ma non matura il diritto alla promozione definitiva perché si tratta di una sostituzione di lavoratrice con diritto alla conservazione del posto.

    Sempronio – promozione negata per motivi pretestuali

    Sempronio ha svolto mansioni superiori per il periodo richiesto dal CCNL. Il datore nega la promozione sostenendo che le mansioni non fossero «effettivamente» superiori. Sempronio raccoglie le prove (email, organigrammi, deleghe) e ricorre al giudice del lavoro, che riconosce la promozione e condanna il datore al pagamento delle differenze retributive.

    Domande frequenti

    Quanto devo svolgere mansioni superiori per essere promosso?

    Il periodo necessario è fissato dal CCNL applicabile. In assenza di previsione contrattuale, si applica la norma di legge. È quindi necessario verificare il proprio contratto collettivo nazionale.

    Il datore può revocarmi le mansioni superiori prima che scatti la promozione?

    Sì, se le mansioni superiori non erano stabilizzate. Tuttavia, una volta decorso il periodo previsto dal CCNL, la promozione è avvenuta automaticamente e non può essere revocata unilateralmente.

    Ho diritto alla retribuzione superiore anche il primo giorno?

    Sì. L’art. 2103 c.c. riconosce il diritto alla retribuzione corrispondente alle mansioni superiori dal momento dell’effettivo svolgimento, senza periodo di carenza.

    La promozione automatica vale anche per i dirigenti?

    La disciplina dell’art. 2103 c.c. si applica alle categorie di operai, impiegati e quadri. Per i dirigenti la regolamentazione è affidata in larga parte ai rispettivi CCNL e alla contrattazione individuale.

    Posso chiedere le differenze retributive degli anni passati?

    Sì, con il limite della prescrizione (in via generale cinque anni per i crediti retributivi in costanza di rapporto, o dalla cessazione in base all’orientamento giurisprudenziale applicabile). È consigliabile agire tempestivamente con l’assistenza di un sindacato o un legale.

    Questa guida ha finalità divulgativa ed è aggiornata alla normativa vigente nel 2026. Gli importi, le durate e le condizioni possono variare in base al CCNL applicato e alla situazione individuale: per il proprio caso è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro, al sindacato di categoria, al patronato o all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 18 bis TUF – (Consulenti finanziari autonomi)

    Art. 18 bis TUF – (Consulenti finanziari autonomi)

    Art. 18 bis D.Lgs. 58/1998 (TUF) – (Consulenti finanziari autonomi)

    1. La riserva di attività di cui all’articolo 18 non pregiudica la possibilità per le persone fisiche, in possesso dei requisiti di professionalità, onorabilità, indipendenza e patrimoniali stabiliti con regolamento adottato dal Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Consob, ed iscritte in una sezione apposita dell’albo di cui all’articolo 31, comma 4, di prestare la consulenza in materia di investimenti, relativamente a valori mobiliari e a quote di organismi di investimento collettivo, senza detenere fondi o titoli appartenenti ai clienti. I requisiti di professionalità per l’iscrizione nell’albo sono accertati sulla base di rigorosi criteri valutativi che tengono conto della pregressa esperienza professionale, validamente documentata, ovvero sulla base di prove valutative.

    2. Ai consulenti finanziari autonomi si applicano le disposizioni stabilite dalla Consob con il regolamento di cui all’articolo 31, comma 6.

  • Art. 18 TUF – Soggetti

    Art. 18 TUF – Soggetti

    Art. 18 D.Lgs. 58/1998 (TUF) – Soggetti

    In vigore dal 01/07/1998

    1. L’esercizio professionale nei confronti del pubblico dei servizi e delle attività di investimento è riservato alle Sim, alle imprese di investimento UE, alle banche italiane, alle banche UE e alle imprese di paesi terzi. (73)

    2. Le Sgr autorizzate possono prestare professionalmente nei confronti del pubblico i servizi previsti dall’articolo 1, comma 5, lettere d), e) e f). PERIODO SOPPRESSO DAL D.LGS. 13 MARZO 2026, N.

    39. Le società di gestione UE possono prestare professionalmente nei confronti del pubblico i servizi previsti dall’articolo 1, comma 5, lettere d), e) e f), qualora autorizzate nello Stato membro d’origine. (132)

    3. Gli intermediari finanziari iscritti nell’albo previsto dall’articolo 106 del testo unico bancario possono esercitare professionalmente nei confronti del pubblico, nei casi e alle condizioni stabilite dalla Banca d’Italia, sentita la Consob, i servizi e le attività previsti dall’articolo 1, comma 5, lettere a) e b), limitatamente agli strumenti finanziari derivati, nonché il servizio previsto dall’articolo 1, comma 5, lettere c) e c-bis). (73)

    3-bis. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 3 AGOSTO 2017, N. 129. (73)

    4. Le SIM possono prestare professionalmente nei confronti del pubblico i servizi accessori e altre attività finanziarie, nonché attività connesse o strumentali. Sono salve le riserve di attività previste dalla legge.

    5. Il Ministro dell’economia e delle finanze, con regolamento adottato sentite la Banca d’Italia e la CONSOB: a) può individuare, al fine di tener conto dell’evoluzione dei mercati finanziari e delle norme di adattamento stabilite dalle autorità comunitarie, nuove categorie di strumenti finanziari, nuovi servizi e attività di investimento e nuovi servizi accessori, indicando quali soggetti sottoposti a forme di vigilanza prudenziale possono esercitare i nuovi servizi e attività; b) adotta le norme di attuazione e di integrazione delle riserve di attività previste dal presente articolo, nel rispetto delle disposizioni europee. (73)

  • Art. 17 TUF – (Richiesta di informazioni sulle partecipazioni)

    Art. 17 TUF – (Richiesta di informazioni sulle partecipazioni)

    Art. 17 D.Lgs. 58/1998 (TUF) – (Richiesta di informazioni sulle partecipazioni)

    In vigore dal 01/07/1998

    1. La Banca d’Italia e la CONSOB, indicando il termine per la risposta, possono richiedere: a) alle SIM e ai gestori autorizzati, l’indicazione nominativa dei titolari delle partecipazioni secondo quanto risulta dal libro dei soci, dalle comunicazioni ricevute e da altri dati a loro disposizione; b) alle società ed agli enti di qualsiasi natura che possiedono partecipazioni nei soggetti indicati nella lettera a), l’indicazione nominativa dei titolari delle partecipazioni secondo quanto risulta dal libro dei soci, dalle comunicazioni ricevute e da altri dati a loro disposizione; c) agli amministratori delle società e degli enti titolari di partecipazioni nelle SIM e nei gestori autorizzati, l’indicazione dei soggetti controllanti; d) alle società fiduciarie che abbiano intestato a proprio nome partecipazioni in società indicate nella lettera c), le generalità dei fiducianti.

  • Art. 16 TUF – Sospensione del diritto di voto e degli altri diritti, obbligo di alienazione

    Art. 16 TUF – Sospensione del diritto di voto e degli altri diritti, obbligo di alienazione

    Art. 16 D.Lgs. 58/1998 (TUF) – Sospensione del diritto di voto e degli altri diritti, obbligo di alienazione

    In vigore dal 01/07/1998

    1. Il diritto di voto e gli altri diritti, che consentono di influire sulla società, inerenti alle partecipazioni eccedenti le soglie stabilite dall’articolo 15, comma 1, non possono essere esercitati quando non siano state effettuate le comunicazioni previste dall’articolo 15, quando sia intervenuto il divieto della Banca d’Italia o non sia ancora decorso il termine entro il quale la Banca d’Italia può vietare l’acquisizione o quando sia scaduto il termine massimo eventualmente fissato ai sensi dell’articolo 15, comma

    2. 2. La Banca d’Italia, anche su proposta della CONSOB, può in ogni momento sospendere il diritto di voto e gli altri diritti, che consentono di influire sulla società, anche derivanti da un contratto o da una clausola statutaria, inerenti a una partecipazione qualificata in una SIM o in un gestore autorizzato, quando vengono meno o si modificano i presupposti e le condizioni previsti dall’articolo 15, comma

    2. 3. In caso di inosservanza dei divieti previsti dai commi 1 e 2, si applica l’articolo 14, commi 6 e

    7. 4. La Banca d’Italia può fissare un termine entro il quale devono essere alienate le partecipazioni eccedenti le soglie stabilite dall’articolo 15, comma 1, quando non siano state effettuate le comunicazioni preventive previste dall’articolo 15, quando, ai sensi dell’articolo 15, comma 2, sia intervenuto il divieto della Banca d’Italia o sia scaduto il termine massimo per l’acquisizione eventualmente fissato, oppure quando, ai sensi del comma 2, sia disposta la sospensione dei diritti di voto e degli altri diritti che consentono di influire sulla società.

    4-bis. Non possono essere esercitati i diritti derivanti dai contratti o dalle clausole statutarie quando non siano state effettuate le comunicazioni previste dall’articolo 15, quando sia intervenuto il divieto della Banca d’Italia o non sia ancora decorso il termine entro il quale il divieto può intervenire, oppure quando sia scaduto il termine massimo eventualmente fissato ai sensi dell’articolo 15, comma 2.

  • Art. 1190 Codice della Navigazione – Inosservanza di norme sulle scuole di pilotaggio

    Art. 1190 Codice della Navigazione – Inosservanza di norme sulle scuole di pilotaggio

    R.D. 30 marzo 1942, n. 327 – Codice della navigazione

    Chiunque ammette all'istruzione di pilotaggio aereo un allievo, che non ha conseguito il prescritto certificato di idoneità psicofisica, ovvero un allievo di minore età, senza il consenso di chi esercita la potestà o la tutela, è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire tre milioni a lire diciotto milioni.

  • Art. 15 bis TUF – Persone che agiscono di concerto

    Art. 15 bis TUF – Persone che agiscono di concerto

    Art. 15 bis D.Lgs. 58/1998 (TUF) – Persone che agiscono di concerto

    1. Ai fini dell’applicazione del capo II del presente Titolo, è soggetta a comunicazione preventiva ai sensi dell’articolo 15 anche l’acquisizione o la detenzione di partecipazioni da parte di più soggetti che, in base ad accordi in qualsiasi forma conclusi, ancorché invalidi o inefficaci, intendono esercitare in modo concertato i relativi diritti, quando tali partecipazioni, cumulativamente considerate, raggiungono o superano le soglie indicate nell’articolo 15 oppure comportano la possibilità di esercitare il controllo o un’influenza notevole. 2. Per le finalità di cui al comma 1, si applica l’ articolo 22-bis, comma 2, del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385.

  • Art. 15 TUF – Acquisizione e cessione di partecipazioni

    Art. 15 TUF – Acquisizione e cessione di partecipazioni

    Art. 15 D.Lgs. 58/1998 (TUF) – Acquisizione e cessione di partecipazioni

    In vigore dal 01/07/1998

    1. Sono soggette a comunicazione preventiva alla Banca d’Italia: a) l’acquisizione o la cessione a qualsiasi titolo in una Sim o in un gestore autorizzato di partecipazioni che comportano la possibilità di esercitare il controllo o la possibilità di esercitare un’influenza notevole sulla società o che attribuiscono una quota dei diritti di voto o del capitale almeno pari al 10 per cento, tenuto conto delle azioni o quote già possedute; b) le variazioni delle partecipazioni quando la quota dei diritti di voto o del capitale raggiunge o supera, in aumento o in diminuzione, il 20 per cento, 30 per cento o 50 per cento e, in ogni caso, quando le variazioni comportano l’acquisizione o la perdita del controllo della società; c) l’acquisizione a qualsiasi titolo, in una società che detiene le partecipazioni indicate alla lettera a): 1) del controllo; 2) di una quota dei diritti di voto o del capitale, quando, per effetto dell’acquisizione, è integrato uno dei casi indicati nel comma 4, lettera b); d) l’acquisizione a qualsiasi titolo, in assenza di acquisti di partecipazioni, anche per il tramite di un contratto con la Sim o con il gestore autorizzato o di una clausola del suo statuto, del controllo o dell’influenza notevole sulla società, o di una quota dei diritti di voto o del capitale almeno pari al 10 per cento, 20 per cento, 30 per cento o 50 per cento, tenuto conto delle azioni o quote già possedute.

    2. La Banca d’Italia può vietare entro il termine stabilito ai sensi del comma 5, lettera c), l’acquisizione della partecipazione quando ritenga che non ricorrono condizioni atte a garantire una gestione sana e prudente dell’intermediario, valutando la qualità del potenziale acquirente e la solidità finanziaria del progetto di acquisizione in base ai seguenti criteri: la reputazione del potenziale acquirente ai sensi dell’articolo 14; l’onorabilità, la correttezza, la professionalità e competenza, ai sensi dell’articolo 13, comma 3, da parte di coloro che, in esito all’acquisizione, svolgeranno funzioni di amministrazione, e direzione; la solidità finanziaria del potenziale acquirente; la capacità dell’intermediario di rispettare a seguito dell’acquisizione le disposizioni che ne regolano l’attività; l’idoneità della struttura del gruppo del potenziale acquirente a consentire l’esercizio efficace della vigilanza; l’assenza di fondato sospetto che l’acquisizione sia connessa a operazioni di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo. La Banca d’Italia può fissare un termine massimo per l’acquisizione nonché comunicare, anche prima della scadenza del termine, che nulla osta all’operazione.

    3. Gli acquisti e le cessioni indicati nel comma 1 sono comunicati, una volta avvenuti, alla Banca d’Italia, alla CONSOB e alla società. PERIODO SOPPRESSO DAL D.LGS. 27 GENNAIO 2010, N. 21.

    3-bis. I soggetti valutati ai sensi del comma 2 comunicano alla Banca d’Italia gli atti e i fatti idonei a far venire meno o modificare i presupposti e le condizioni sulla base dei quali la valutazione della Banca d’Italia è stata effettuata. (106)

    4. Ai fini dell’applicazione del capo II del presente Titolo si considerano anche: a) le partecipazioni acquisite o comunque possedute per il tramite di società controllate, di società fiduciarie o per interposta persona. Il controllo sussiste nei casi previsti dall’articolo 23 del T.U. bancario; b) i casi, individuati dalla Banca d’Italia, che conducono ad una delle situazioni indicate dal comma 1, per effetto dei diritti di voto o delle quote di capitale posseduti attraverso società, anche non controllate, che a loro volta hanno diritti di voto o quote di capitale nella Sim o nel gestore autorizzato, tenendo conto della demoltiplicazione prodotta dalla catena partecipativa. (106)

    5. La Banca d’Italia, determina con regolamento: a) i criteri di calcolo dei diritti di voto rilevanti ai fini dell’applicazione delle soglie previste al comma 1, ivi inclusi i casi in cui i diritti di voto non sono computati ai fini dell’applicazione del medesimo comma, nonché i criteri per l’individuazione dei casi di influenza notevole e di acquisizione involontaria; b) i soggetti tenuti ad effettuare le comunicazioni quando i diritti derivanti dalle partecipazioni spettano o sono attribuiti a un soggetto diverso dal titolare delle partecipazioni stesse, nonché quando esistono accordi concernenti l’esercizio del diritto di voto; b-bis) i casi di cui al comma 4, lettera b); c) i presupposti, le procedure ed i termini per l’effettuazione delle comunicazioni, nonché per condurre la valutazione prevista al comma 2.

  • Art. 14 TUF – Partecipanti al capitale

    Art. 14 TUF – Partecipanti al capitale

    Art. 14 D.Lgs. 58/1998 (TUF) – Partecipanti al capitale

    In vigore dal 01/07/1998

    1. I titolari delle partecipazioni indicate all’articolo 15 possiedono requisiti di onorabilità e soddisfano criteri di competenza e correttezza in modo da garantire la sana e prudente gestione della società partecipata.

    2. Il Ministro dell’economia e delle finanze, con regolamento adottato sentite la Banca d’Italia e la Consob, individua: a) i requisiti di onorabilità; b) i criteri di competenza, graduati in relazione all’influenza sulla gestione della società che il titolare della partecipazione può esercitare; c) i criteri di correttezza, con riguardo, tra l’altro, alle relazioni d’affari del titolare della partecipazione, alle condotte tenute nei confronti delle autorità di vigilanza e alle sanzioni o misure correttive da queste irrogate, a provvedimenti restrittivi inerenti ad attività professionali svolte, nonché a ogni altro elemento suscettibile di incidere sulla correttezza del titolare della partecipazione.

    3. Ai fini dell’applicazione del presente articolo e dell’articolo 15, per le Sicav in gestione interna autorizzate e le Sicaf in gestione interna autorizzate si fa riferimento alle sole azioni nominative e le disposizioni di cui al comma 2 possono stabilire le ipotesi in cui, al fine dell’attribuzione del diritto di voto, tali azioni sono considerate come azioni al portatore, con riguardo alla data di acquisto.

    4. Ai fini dei commi 1 e 2 si considerano anche: a) le partecipazioni possedute per il tramite di società controllate, di società fiduciarie o per interposta persona; b) i casi di cui all’articolo 15, comma 4, lettera b); c) i casi in cui i diritti derivanti dalle partecipazioni spettano o sono attribuiti ad un soggetto diverso dal titolare delle partecipazioni stesse od esistono accordi concernenti l’esercizio dei diritti di voto.

    5. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 16, qualora non siano soddisfatti i requisiti e i criteri di cui ai commi 1 e 2 non possono essere esercitati i diritti di voto e gli altri diritti che consentono di influire sulla società, inerenti alle partecipazioni eccedenti le soglie previste dall’articolo 15, comma 1, lettera a).

    6. In caso di inosservanza del divieto, la deliberazione od il diverso atto, adottati con il voto o, comunque, il contributo determinanti delle partecipazioni di cui al comma 1, sono impugnabili secondo le previsioni del codice civile. Le partecipazioni per le quali non può essere esercitato il diritto di voto sono computate ai fini della regolare costituzione della relativa assemblea.

    7. L’impugnazione può essere proposta anche dalla Banca d’Italia… entro centottanta giorni dalla data della deliberazione ovvero, se questa è soggetta a iscrizione nel registro delle imprese, entro centottanta giorni dall’iscrizione o, se è soggetta solo a deposito presso l’ufficio del registro delle imprese, entro centottanta giorni dalla data di questo.

    8. Qualora non siano soddisfatti i requisiti e i criteri di cui ai commi 1 e 2, le partecipazioni, eccedenti le soglie previste dall’articolo 15, comma 1, lettera a), devono essere alienate entro i termini stabiliti dalla Banca d’Italia…. (62)

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.