Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Massime giurisprudenziali
  4. Pronunce Corte Costituzionale
  5. Prassi e linee guida
  6. Casi pratici
  7. Domande frequenti
  8. Vedi anche

Testo dell'articoloAbrogato

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 63 TUIR – Norme generali sulle componenti del reddito d’impresa [ABROGATO]

In vigore dal 01/01/2004 al 24/12/2007

Modificato da: Decreto legislativo del 12/12/2003 n. 344 Articolo 1

Soppresso dal 24/12/2007 da: Legge del 24/12/2007 n. 244 Articolo 1

“1. Per l’applicazione della norma di cui all’articolo 98 alle imprese individuali il riferimento al socio si intende all’imprenditore e nelle imprese familiari anche ai soggetti di cui all’articolo 5, comma 5.”

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Scheda in aggiornamento. Il commento professionale, i casi pratici e le FAQ per questo articolo sono in corso di redazione.
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In sintesi

  • Principio di competenza come regola generale. Ai sensi dell'art. 63 del D.P.R. 917/1986 (TUIR), le componenti positive e negative del reddito d'impresa sono imputate al periodo d'imposta di competenza economica, indipendentemente dalla data di incasso o pagamento, salvo deroghe espressamente previste.
  • Coordinamento con le norme civilistiche e contabili. Il reddito d'impresa muove dal risultato del conto economico civilistico (art. 2425 c.c.) e lo rielabora secondo le variazioni fiscali previste dal TUIR, in un rapporto di derivazione che viene rafforzato per i soggetti che adottano i principi contabili internazionali (IAS/IFRS).
  • Qualificazione dei componenti reddituali. La norma chiarisce le regole di qualificazione degli elementi che concorrono a formare il reddito d'impresa, distinguendo ricavi, plusvalenze, sopravvenienze attive, interessi attivi e altri proventi, ciascuno soggetto a regime fiscale proprio.
  • Deroghe espresse al principio di competenza. Il TUIR prevede deroghe specifiche al principio di competenza per determinate categorie di componenti (ad esempio rimborsi spese, ritenute, accantonamenti), la cui disciplina è contenuta in articoli successivi rispetto all'art. 63 TUIR.
Indice dei contenuti

Ratio

L'art. 63 del TUIR svolge una funzione di raccordo sistematico nell'ambito della disciplina del reddito d'impresa (Titolo II, Capo II, D.P.R. 917/1986). La norma fissa i criteri generali di determinazione del reddito imponibile per le imprese, evitando che ogni singola componente reddituale segua regole autonome e potenzialmente divergenti. L'obiettivo e' garantire coerenza e prevedibilita' al sistema fiscale d'impresa, valorizzando il principio di derivazione dal bilancio civilistico e introducendo al tempo stesso le necessarie correzioni fiscali.

Il legislatore ha scelto di disciplinare il reddito d'impresa partendo dal risultato economico dell'esercizio determinato secondo i principi contabili nazionali (OIC) o internazionali (IAS/IFRS), apportando le variazioni in aumento o in diminuzione previste dalle norme tributarie. Questa scelta - nota come principio di derivazione - riduce la duplicazione degli adempimenti contabili e allinea la determinazione del reddito fiscale a quella del reddito civilistico, pur mantenendo la specificità delle regole tributarie.

Analisi

La norma in esame stabilisce che i componenti del reddito d'impresa si qualificano e si quantificano secondo le disposizioni delle sezioni successive del Capo II TUIR, ma entro una cornice di principi generali che l'art. 63 stesso enuncia. In particolare:

Il principio di competenza: i proventi e i costi concorrono a formare il reddito nel periodo d'imposta in cui maturano economicamente, indipendentemente dal momento della manifestazione finanziaria (incasso/pagamento). Questo principio e' temperato dalla necessità di certezza e determinabilita' della componente reddituale: un ricavo, ad esempio, si imputa per competenza solo quando e' certo nell'esistenza e determinabile nell'ammontare.

La derivazione dal bilancio: il reddito d'impresa non e' determinato autonomamente ai fini fiscali, ma si ricava dal conto economico civilistico opportunamente rettificato. Per le imprese che adottano i principi contabili OIC, la derivazione e' semplice (principi contabili italiani come punto di partenza, variazioni fiscali come correzioni). Per i soggetti IAS/IFRS (di norma società quotate e grandi gruppi), vige la c.d. derivazione rafforzata, che riconosce rilevanza fiscale anche alle qualificazioni, classificazioni e imputazioni temporali proprie dei principi internazionali, salvo specifica deroga fiscale.

Le variazioni in aumento e in diminuzione: alcune voci di conto economico non sono deducibili fiscalmente (o lo sono parzialmente), altre non sono imponibili (o lo sono parzialmente). La norma-quadro dell'art. 63 consente di leggere le disposizioni successive come variazioni al risultato civilistico, da riportare nel quadro RF della dichiarazione dei redditi (Redditi SC per le società di capitali, Redditi SP per le società di persone, Redditi PF per gli imprenditori individuali).

Quando si applica

L'art. 63 TUIR si applica a tutti i soggetti che producono reddito d'impresa ai sensi degli artt. 55 e seguenti del TUIR: imprenditori individuali, società di persone in regime ordinario, società di capitali ed enti commerciali. La norma e' rilevante in sede di dichiarazione dei redditi annuale, quando si procede alla determinazione del reddito imponibile a partire dal risultato del conto economico.

È altresi' rilevante in sede di accertamento fiscale: l'Agenzia delle Entrate, nel verificare la congruita' del reddito dichiarato, esamina l'applicazione dei criteri dell'art. 63 e delle norme specifiche sulle singole componenti reddituali, con particolare attenzione all'imputazione temporale dei costi e dei ricavi.

Connessioni

L'art. 63 TUIR si raccorda con numerose disposizioni del D.P.R. 917/1986 e del diritto societario:

Art. 56 TUIR: disciplina il reddito complessivo delle imprese individuali, rinviando alle norme sul reddito d'impresa. Art. 83 TUIR: principio di derivazione per le società di capitali, che stabilisce il punto di partenza (utile/perdita civilistica) per la determinazione del reddito imponibile. Artt. 85-109 TUIR: disciplinano le singole componenti del reddito d'impresa (ricavi, plusvalenze, minusvalenze, sopravvenienze, interessi, ammortamenti, accantonamenti, ecc.), ciascuna con le proprie regole specifiche di qualificazione, imputazione e quantificazione. Art. 2425 c.c.: schema del conto economico civilistico, dal quale parte la determinazione del reddito d'impresa ai sensi del principio di derivazione. Decreto ministeriale 8 giugno 2011 e successive modificazioni: disciplina la derivazione rafforzata per i soggetti IAS/IFRS.

Prassi dell'Agenzia delle Entrate

Circolare

n. 19/E del 21 aprile 2009

Affronta organicamente il meccanismo del pro rata generale di deducibilita': l'art. 63 TUIR esprime la regola sistemica per cui le spese generali e gli interessi passivi sono deducibili in proporzione al rapporto tra ricavi e proventi che concorrono a formare il reddito d'impresa e l'ammontare complessivo di tutti i ricavi e proventi, evitando duplicazioni di benefici quando esistono ricavi non imponibili.

Casi pratici

Caso 1: Imputazione per competenza di un ricavo

Tizio, titolare di un'impresa individuale, stipula a dicembre dell'anno X un contratto di fornitura per un bene consegnato a dicembre, ma incassato a gennaio dell'anno X+1. Ai sensi dell'art. 63 TUIR e del principio di competenza, il ricavo concorre al reddito d'impresa dell'anno X (anno di consegna del bene), indipendentemente dall'incasso avvenuto nell'anno successivo. Tizio dovra' quindi includere quel ricavo nella dichiarazione relativa all'anno X.

Caso 2: Costo non deducibile per mancanza di certezza

Caio, amministratore unico di una S.r.l., riceve a dicembre dell'anno X una fattura per una prestazione di consulenza ma contesta il corrispettivo al fornitore. Poiché la componente negativa non e' ancora certa nell'esistenza (il debito e' contestato), l'art. 63 TUIR impone di non dedurre quel costo nell'anno X. La deducibilita' potra' emergere nell'anno in cui la controversia si definisce e il debito diventa certo e determinabile.

Domande frequenti

Cosa si intende per principio di competenza nel reddito d'impresa?

Significa che ricavi e costi concorrono a formare il reddito nell'anno in cui maturano economicamente, indipendentemente da quando avviene l'incasso o il pagamento. Il TUIR (art. 63 e seguenti) prevede tuttavia deroghe specifiche per alcune categorie di componenti.

Che differenza c'e' tra derivazione semplice e derivazione rafforzata?

La derivazione semplice vale per le imprese che adottano i principi contabili OIC (italiani): il reddito fiscale parte dal risultato civilistico con le variazioni previste dal TUIR. La derivazione rafforzata vale per i soggetti IAS/IFRS e riconosce rilevanza fiscale anche alle qualificazioni e alle imputazioni temporali dei principi internazionali, salvo deroghe.

Un costo e' sempre deducibile nell'anno in cui si paga?

Non necessariamente. Il principio di competenza impone di dedurre il costo nell'anno in cui la componente negativa e' certa nell'esistenza e determinabile nell'ammontare, il che di solito coincide con la prestazione ricevuta o il bene acquisito, non con il pagamento.

L'art. 63 TUIR si applica anche alle società di persone?

Si'. Le società di persone in regime di contabilita' ordinaria determinano il reddito d'impresa secondo le regole degli artt. 56 e seguenti TUIR, che richiamano i principi generali dell'art. 63. Il reddito e' poi imputato per trasparenza ai soci in proporzione alle rispettive quote.

Cosa succede se un ricavo viene imputato nell'anno sbagliato?

Se l'imputazione temporale non rispetta il principio di competenza, l'Agenzia delle Entrate può contestare il periodo d'imposta di tassazione con un avviso di accertamento, rideterminando il reddito imponibile dell'anno corretto e irrogando le relative sanzioni per infedele dichiarazione.

Fonti consultate: 1 fonte verificate
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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