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Ultimo aggiornamento: 23 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Massime giurisprudenziali
  4. Prassi e linee guida
  5. Casi pratici
  6. Domande frequenti
  7. Vedi anche
In sintesi
  • L'art. 23 TUI prevede titoli di prelazione per l'assunzione di stranieri che abbiano frequentato in patria corsi di formazione professionale o di istruzione.
  • I corsi sono organizzati nei Paesi di origine da enti pubblici italiani o da datori italiani in collaborazione con autorità locali.
  • I partecipanti ottengono preferenza nelle quote del decreto flussi: ingresso prioritario rispetto agli altri lavoratori.
  • Strumento di integrazione preventiva: formazione linguistica e professionale prima dell'ingresso, riduzione del fabbisogno italiano.
  • Promuove la cooperazione bilaterale con i Paesi di origine: accordi tra ministeri, enti, organizzazioni datoriali e sindacali.
  • Si lega a politiche di sviluppo: la formazione in patria rafforza il sistema locale anche se il partecipante non emigra.

Testo dell'articoloVigente

1. Su proposta del Ministro del lavoro e della previdenza sociale possono essere realizzati nei paesi di origine, sulla base delle intese con questi ultimi, programmi di istruzione e di formazione professionale per cittadini stranieri.

Commento

La preselezione e formazione in patria

L'art. 23 del T.U. Immigrazione disciplina i titoli di prelazione per l'assunzione di stranieri che abbiano frequentato in patria corsi di formazione professionale o di istruzione, organizzati con il coinvolgimento di soggetti italiani. La norma riflette un approccio innovativo: preparare in patria i lavoratori migranti, fornendo loro competenze tecniche e linguistiche prima dell'ingresso in Italia. L'obiettivo è duplice: ridurre il divario formativo tra domanda e offerta nel mercato italiano, e contribuire allo sviluppo del Paese di origine.

Organizzazione dei corsi

I corsi sono attivati nei Paesi di origine attraverso varie modalità: (a) collaborazione tra enti di formazione italiani (Regioni, ANCI, ENI, enti bilaterali) e autorità locali; (b) iniziativa di organizzazioni datoriali italiane (Confindustria, Coldiretti, Confagricoltura) in accordo con istituzioni locali; (c) progetti finanziati con risorse italiane o UE (FAMI, AICS, Cooperazione allo Sviluppo). I contenuti tipici sono: lingua italiana di base, competenze tecniche per settori specifici (agricoltura, edilizia, ristorazione, assistenza), nozioni di diritti e doveri dei lavoratori in Italia.

Il meccanismo della prelazione

I partecipanti che hanno completato con profitto i corsi ottengono un titolo di prelazione: nelle procedure annuali del decreto flussi (art. 21) godono di una corsia preferenziale. In pratica, le quote del decreto flussi possono riservare percentuali specifiche a chi ha tale titolo. I datori che intendano assumerli presentano domanda con priorità. La normativa attuativa è stata aggiornata più volte; il sistema attualmente operativo prevede sia liste preferenziali sia procedure agevolate.

Coordinamento con accordi bilaterali

L'art. 23 si combina spesso con accordi bilaterali tra Italia e Paesi di origine sulla mobilità lavorativa. Storicamente Italia-Marocco, Italia-Tunisia, Italia-Egitto, Italia-Albania, Italia-Moldavia, Italia-Bangladesh hanno sottoscritto protocolli che prevedono cooperazione formativa e quote preferenziali. Il D.L. 20/2023 ha rilanciato tale modello, anche in attuazione degli orientamenti europei sul Talent Partnership.

Strumento di sviluppo e nesso migrazione-cooperazione

L'art. 23 incarna il concetto di nesso migrazione-sviluppo: la formazione in patria, anche se i partecipanti non emigrano, rafforza il capitale umano e il sistema produttivo locale. Le rimesse dei lavoratori migranti contribuiscono allo sviluppo del Paese di origine. Le competenze acquisite favoriscono, in caso di rientro, il ritorno qualificato. È un modello complementare alle politiche di cooperazione internazionale, in linea con la Global Compact for Migration ONU del 2018 e con la politica UE Talent Partnership.

Criticità e prospettive

Il modello dell'art. 23, pur teoricamente promettente, ha incontrato difficoltà attuative: limitatezza delle risorse, lentezza nei coordinamenti, scarsa effettività delle prelazioni rispetto alle quote complessive del decreto flussi. Il D.L. 20/2023 ha tentato di rilanciare lo strumento, integrandolo con i flussi pluriennali e con i fondi PNRR. La cooperazione con organizzazioni datoriali (Coldiretti, Confindustria) è cruciale per identificare il fabbisogno effettivo. L'integrazione con il livello UE (visa-talent partnership) è un'opportunità.

Massime giurisprudenziali

Corte Cost., sent. n. 202/2013

La Corte costituzionale ha precisato i limiti del potere di rifiuto del ricongiungimento familiare, alla luce dell'art. 29 Cost. e dell'art. 8 CEDU.

Perché è importante: Ricongiungimento familiare

Prassi e linee guida

Asilo e protezione · Asilo e protezione internazionale

Hub del Ministero dell'Interno su procedure di asilo, protezione internazionale e accoglienza.

Leggi il documento su www.interno.gov.it

Protezione internazionale · Protezione internazionale e accoglienza

Indirizzi del Governo su sistema di accoglienza, protezione internazionale e integrazione.

Leggi il documento su www.governo.it

Casi pratici

Caso 1: Tizio: bracciante marocchino formato

Tizio, marocchino, frequenta corso di agraria in Marocco organizzato da Confagricoltura con ente locale. Ottiene attestato e titolo di prelazione. Al decreto flussi successivo è assunto prioritariamente da imprenditore italiano: ingresso con visto D, contratto soggiorno.

Caso 2: Caia: corso di lingua per badanti

Caia, ucraina (pre-2022), partecipa a corso di lingua italiana e nozioni di assistenza domiciliare organizzato da ANOLF. Ottiene attestato A2 e prelazione: assunzione prioritaria come badante con famiglia italiana.

Caso 3: Sempronio: progetto FAMI in Albania

Sempronio, albanese, partecipa a progetto formativo nel settore edilizia finanziato dal FAMI. Riceve titolo di prelazione. Conferma di assunzione da impresa edile italiana al successivo decreto flussi.

Caso 4: Commento applicativo

L'art. 23 TUI incarna il principio della formazione in patria: prepara i lavoratori prima dell'ingresso, riduce il divario formativo, contribuisce allo sviluppo. Lo strumento è stato rilanciato nel 2023 ma resta minoritario nel sistema complessivo dei flussi.

Domande frequenti

Cos'è il titolo di prelazione ex art. 23?

È un titolo preferenziale per l'assunzione, ottenuto dagli stranieri che hanno frequentato in patria corsi di formazione professionale o linguistica organizzati con il coinvolgimento di enti o datori italiani.

Chi organizza i corsi?

Enti italiani (Regioni, ANCI, ENI), organizzazioni datoriali (Confindustria, Coldiretti, Confagricoltura), in accordo con autorità locali e con finanziamenti italiani o UE (FAMI, AICS, Cooperazione).

Come funziona la prelazione?

Nelle procedure del decreto flussi annuale, le domande dei datori per assumere persone con titolo di prelazione hanno corsia preferenziale o quote dedicate. Procedura SUI agevolata.

Si lega ad accordi bilaterali?

Sì, è spesso combinato con protocolli sulla mobilità lavorativa stipulati con Paesi di origine (Marocco, Tunisia, Albania, Moldavia, Bangladesh). Recente rilancio nel D.L. 20/2023.

Contribuisce allo sviluppo del Paese di origine?

Sì, è espressione del nesso migrazione-sviluppo: la formazione resta utile anche se non si emigra; le rimesse dei migranti sostengono lo sviluppo; il rientro qualificato favorisce il trasferimento di competenze.

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 52 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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