Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.
Metodo editoriale
Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.
Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia
I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.
Art. 129 L. 689/1981 – Inosservanza di pene accessorie
L. 24 novembre 1981, n. 689 – testo aggiornato
L' articolo 389 del codice penale è sostituito dal seguente: "Art.
389. – (Inosservanza di pene accessorie). – Chiunque, avendo riportato una condanna da cui consegue una pena accessoria, trasgredisce agli obblighi o ai divieti inerenti a tale pena, è punito con la reclusione da due a sei mesi. La stessa pena si applica a chi trasgredisce agli obblighi o ai divieti inerenti ad una pena accessoria provvisoriamente applicata".
Tre aliquote di detrazione a seconda dell’ente: 26% per ONLUS (codice 61), 30% per ONLUS e APS (codice 71), 35% per organizzazioni di volontariato (codice 76).
Massimale unico di 30.000 euro per le detrazioni con codice 61, 71 e 76: la donazione detraibile non può superare questa soglia annua.
Deduzione alternativa fino al 10% del reddito complessivo (rigo E36): si può dedurre dal reddito invece di detrarre dall’imposta, ma le due agevolazioni non sono cumulabili per la stessa erogazione.
Pagamento tracciabile obbligatorio: bonifico, carta di debito/credito, assegno. Senza tracciabilità, nessuna agevolazione.
Erogazioni in natura ammesse per i codici 71 e 76 e per la deduzione E36, purché valorizzate secondo i criteri del decreto ministeriale 28 novembre 2019.
ETS iscritti al RUNTS (Registro unico nazionale del Terzo settore) accedono alle stesse agevolazioni delle ONLUS dal momento dell’operatività del Registro.
Detrazione o deduzione: quale conviene per le donazioni al Terzo settore?
Quando fai una donazione a una ONLUS, a un’associazione di promozione sociale o a un ente del Terzo settore, il Fisco ti riconosce un vantaggio fiscale. Ma il vantaggio funziona in modo diverso a seconda di come scegli di indicarlo nel 730/2026: puoi usare la detrazione (che riduce direttamente l’imposta che devi pagare) oppure la deduzione (che riduce il reddito su cui calcoli l’imposta).
La detrazione per le ONLUS è del 26% (codice 61) fino a 30.000 euro di donazioni. Se l’ente è una ONLUS o un’associazione di promozione sociale (APS) iscritta al registro nazionale, la detrazione sale al 30% (codice 71). Se invece hai donato a un’organizzazione di volontariato, l’aliquota arriva al 35% (codice 76). In tutti e tre i casi il tetto massimo di spesa detraibile è 30.000 euro l’anno.
In alternativa, per le stesse donazioni puoi scegliere la deduzione dal reddito complessivo (rigo E36): si deduce fino al 10% del reddito complessivo dichiarato. Se la deduzione supera il reddito, l’eccedenza si porta in avanti fino a quattro anni. Attenzione: per la stessa donazione non puoi usare sia la detrazione sia la deduzione.
Aliquote, massimali e righi per le donazioni al Terzo settore
Tipo di agevolazione
A chi si applica
Aliquota / Limite
Rigo/codice 730
Detrazione
ONLUS e popolazioni colpite da calamità
26% fino a 30.000 euro
E8-E10, codice 61
Detrazione
ONLUS e APS iscritte al registro nazionale
30% fino a 30.000 euro
E8-E10, codice 71
Detrazione
Organizzazioni di volontariato (OV) e ETS RUNTS
35% fino a 30.000 euro
E8-E10, codice 76
Deduzione dal reddito
ONLUS, OV, APS, ETS iscritti al RUNTS
fino al 10% del reddito complessivo
E36
Esempio pratico
Tizio ha un reddito complessivo di 30.000 euro e ha donato 500 euro a una organizzazione di volontariato iscritta al RUNTS. Con la detrazione del 35% (codice 76) ottiene un risparmio d’imposta di 175 euro (500 × 35%). Se invece sceglie la deduzione (E36), porta il reddito imponibile a 29.500 euro: con l’aliquota IRPEF del 23% risparmia 115 euro. In questo caso la detrazione è più conveniente. Il calcolo cambia se il reddito è più alto e l’aliquota marginale supera il 35%.
Documenti necessari
Ricevuta del bonifico bancario o postale con causale ‘erogazione liberale’
Estratto conto della carta di credito o debito (in alternativa al bonifico)
Attestazione rilasciata dall’ente beneficiario con importo e data della donazione
Certificazione Unica del datore di lavoro (codici onere 61, 71 o 76 se già indicati)
Decreto ministeriale 28 novembre 2019 (per le erogazioni in natura, ai fini della valorizzazione)
Donazione a una ONLUS per aiuti umanitari
Scenario. Caio ha versato 800 euro a una ONLUS riconosciuta che gestisce aiuti umanitari, tramite bonifico bancario.
Come si applica. Caio deve indicare 800 euro nei righi da E8 a E10 del 730/2026 con il codice 61. Chi gli presta assistenza fiscale (CAF o sostituto) calcolerà la detrazione del 26% sull’importo donato, pari a 208 euro. L’importo è inferiore al massimale di 30.000 euro. Il pagamento tracciabile è già documentato dalla ricevuta del bonifico.
In pratica
Codice da indicare: 61 nei righi da E8 a E10.
Detrazione spettante: 26% di 800 euro = 208 euro di imposta in meno.
Conservare la ricevuta del bonifico con causale ‘erogazione liberale’.
Donazione a un'organizzazione di volontariato con scelta della deduzione
Scenario. Sempronio ha un reddito di 50.000 euro e ha donato 3.000 euro a un’organizzazione di volontariato iscritta al RUNTS. Vuole capire se conviene detrarre o dedurre.
Come si applica. Con la detrazione (codice 76, aliquota 35%) otterrebbe 1.050 euro di risparmio d’imposta. Con la deduzione (E36, fino al 10% del reddito, cioè fino a 5.000 euro), il reddito imponibile scende a 47.000 euro: con aliquota IRPEF al 35% su quella fascia, il risparmio sarebbe circa 1.050 euro – pari. Conviene verificare caso per caso. Sempronio non può però usare entrambe le opzioni per la stessa donazione.
Deduzione E36: riduce il reddito di 3.000 euro (entro il 10% di 50.000 = 5.000 euro).
Le due agevolazioni sono alternative, non cumulabili per la stessa erogazione.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Quanto si detrae per una donazione a una ONLUS nel 730/2026?
Si detrae il 26% dell’importo donato (codice 61), il 30% se si dona a una ONLUS o APS (codice 71), oppure il 35% per le organizzazioni di volontariato (codice 76). In tutti i casi il tetto massimo di spesa è 30.000 euro annui.
Posso dedurre le donazioni invece di detrarre?
Sì. Con il rigo E36 del 730 puoi dedurre dal reddito complessivo fino al 10% del reddito stesso. Ma non puoi usare detrazione e deduzione per la stessa donazione.
Quali documenti devo conservare per le donazioni a ONLUS?
Devi conservare la ricevuta del bonifico bancario o postale, oppure l’estratto conto se hai pagato con carta. Serve anche l’attestazione dell’ente che conferma l’importo e la data della donazione.
Posso donare in natura invece che in denaro?
Sì, per i codici 71 e 76 e per la deduzione E36 sono ammesse anche le donazioni in natura. Il valore va determinato secondo il decreto ministeriale 28 novembre 2019.
La detrazione si riduce se il mio reddito è alto?
Sì. Per redditi complessivi superiori a 120.000 euro la detrazione del 26% (codice 61) decresce progressivamente fino ad azzerarsi a 240.000 euro. Le aliquote del 30% e 35% seguono la stessa regola per chi supera quella soglia.
Un ente del Terzo settore iscritto al RUNTS ha le stesse agevolazioni di una ONLUS?
Sì, dal momento dell’operatività del RUNTS gli ETS iscritti accedono alle stesse detrazioni (30% o 35%) e alla deduzione del 10%, alle stesse condizioni delle ONLUS e delle organizzazioni di volontariato.
Detrazione del 19% sugli interessi passivi pagati nel 2025 per mutui ipotecari destinati alla costruzione dell’abitazione principale.
Massimale 2.582,28 euro: la detrazione si calcola su un importo non superiore a questa cifra.
Timing preciso: il mutuo deve essere stipulato nei sei mesi precedenti o nei diciotto mesi successivi all’inizio dei lavori.
Solo per l’abitazione principale: quella in cui il contribuente o i suoi familiari dimorano abitualmente.
Anche Forze Armate e Forze di Polizia: per il personale in servizio permanente spetta la detrazione anche senza il requisito della dimora abituale, purché si tratti dell’unica abitazione di proprietà.
Cos'è e quando spetta la detrazione sul mutuo di costruzione
Se hai stipulato un mutuo ipotecario per costruire (o ristrutturare radicalmente) la tua abitazione principale, puoi portare in detrazione il 19% degli interessi passivi pagati. Non si tratta della detrazione più nota, quella per l’acquisto della casa: questa riguarda chi ha acceso un mutuo per realizzare un immobile da zero, o per eseguire una ristrutturazione edilizia che lo renda di fatto nuovo.
La regola chiave riguarda i tempi: il contratto di mutuo deve essere firmato nei sei mesi che precedono l’inizio dei lavori, oppure nei diciotto mesi successivi. Se stipuli il mutuo troppo in anticipo o troppo in ritardo rispetto al cantiere, perdi il diritto alla detrazione.
La detrazione spetta sulla parte di interessi effettivamente rimasti a tuo carico, fino a un massimale di 2.582,28 euro complessivi. Se il mutuo è intestato a più persone, il limite si applica all’ammontare totale e ciascun cointestatario può detrarre solo la propria quota.
Riepilogo detrazione mutuo costruzione
Voce
Dettaglio
Percentuale di detrazione
19%
Massimale su cui calcolare la detrazione
2.582,28 euro
Risparmio fiscale massimo
490,63 euro (19% di 2.582,28)
Timing stipula mutuo
Entro 6 mesi prima o 18 mesi dopo l'inizio lavori
Dove indicarlo nel 730
Righi da E8 a E10, codice 10 (mutui stipulati fino al 31/12/2021), codice 46 (stipulati dal 01/01/2022 al 31/12/2024), codice 55 (stipulati dal 01/01/2025)
Esempio pratico
Tizio ha un mutuo ipotecario per la costruzione della sua abitazione principale, stipulato nel 2022. Nel 2025 ha pagato interessi passivi per 3.100 euro. Poiché il massimale è 2.582,28 euro, la base su cui calcola la detrazione è 2.582,28 euro. La detrazione spettante è il 19% di 2.582,28 = 490,63 euro. Tizio indica nel rigo E8 (o E9 o E10) il codice 46 e l’importo 2.582 euro (arrotondato). Il risparmio reale sull’imposta è di circa 491 euro.
Documenti necessari
Contratto di mutuo ipotecario (copia)
Estratti conto o certificazione bancaria degli interessi passivi pagati nel 2025
Concessione edilizia o permesso di costruire (o documentazione equivalente che attesti l’inizio lavori)
Certificazione Unica 2026, se il datore di lavoro ha già considerato gli interessi nel conguaglio (codici onere 10, 46 o 55)
Caio ha stipulato il mutuo prima dell'inizio lavori: rientra nei termini?
Scenario. Caio firma il contratto di mutuo ipotecario a gennaio 2025. I lavori di costruzione partono ad aprile 2025, tre mesi dopo. Vuole sapere se la detrazione spetta.
Come si applica. Sì, Caio rientra nei termini. Il mutuo è stato stipulato nei sei mesi che precedono l’inizio dei lavori (tre mesi prima, entro il limite di sei). La detrazione spetta sugli interessi pagati nel 2025, fino al massimale di 2.582,28 euro. Indicherà i dati nel 730/2026 usando il codice 55 (mutuo stipulato dal 1° gennaio 2025).
In pratica
Controlla la data di stipula del mutuo e quella di inizio lavori: devono stare entro i sei mesi (mutuo prima dei lavori) o i diciotto mesi (mutuo dopo l’inizio lavori).
Chiedi alla banca la certificazione degli interessi passivi pagati nel 2025.
Indica nel 730 il codice 55 (se il mutuo è del 2025) nei righi da E8 a E10, con l’importo effettivo pagato fino a 2.582,28 euro.
Sempronia è cointestataria del mutuo con il marito: come si divide la detrazione?
Scenario. Sempronia e il marito sono entrambi intestatari del mutuo per la costruzione della loro abitazione principale. Nel 2025 hanno pagato complessivamente 4.000 euro di interessi, 2.000 euro ciascuno.
Come si applica. Il massimale di 2.582,28 euro si riferisce all’ammontare complessivo degli interessi sostenuti. Sempronia e il marito possono detrarre ciascuno la propria quota di interessi, ma la somma non può superare 2.582,28 euro totali. Con 2.000 euro ciascuno e un massimale complessivo di 2.582,28 euro, nella pratica ciascuno potrà applicare la detrazione del 19% sulla propria quota fino a concorrenza del limite.
In pratica
Ogni cointestatario indica nel proprio 730 la propria quota di interessi effettivamente pagata.
Verificate che la somma delle quote non superi il massimale complessivo di 2.582,28 euro.
Se il marito è fiscalmente a carico di Sempronia, lei può detrarre entrambe le quote di interessi passivi.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Qual è il massimale della detrazione per il mutuo di costruzione?
Il massimale è 2.582,28 euro. La detrazione del 19% si applica agli interessi effettivamente pagati, ma solo sulla parte che non supera questa cifra. Il risparmio fiscale massimo è quindi circa 490,63 euro.
Qual è la differenza con la detrazione per il mutuo di acquisto?
La detrazione per l’acquisto dell’abitazione principale ha un massimale più alto: 4.000 euro. La detrazione per la costruzione si applica ai mutui stipulati per realizzare o ristrutturare radicalmente l’immobile, non per acquistarlo già costruito.
Posso detrarre gli interessi del mutuo di costruzione se non ci abito ancora?
La detrazione spetta sui mutui per costruire l’abitazione principale. Se i lavori sono ancora in corso durante il 2025, la detrazione si applica comunque agli interessi pagati in quell’anno, a condizione che siano rispettati i termini sulla stipula del mutuo rispetto all’inizio lavori.
Il mutuo deve essere ipotecario?
Sì. La detrazione riguarda esclusivamente i mutui ipotecari. Non spetta per altri tipi di finanziamento, come l’apertura di credito bancaria o la cessione dello stipendio.
Dove indico gli interessi nel modello 730?
Nei righi da E8 a E10, usando il codice 10 per mutui stipulati fino al 31 dicembre 2021, il codice 46 per quelli stipulati dal 2022 al 2024, e il codice 55 per quelli stipulati dal 1° gennaio 2025.
Spetta la detrazione anche se il mutuo è stato rinegoziato?
Sì. In caso di rinegoziazione, subentro o accollo, la data da considerare è quella del contratto di rinegoziazione o accollo, non quella del mutuo originario. Usa il codice corrispondente alla data del nuovo contratto.
L' articolo 165 del codice penale è sostituito dal seguente: "Art.
165. – (Obblighi del condannato). – La sospensione condizionale della pena può essere subordinata all'adempimento dell'obbligo delle restituzioni, al pagamento della somma liquidata a titolo di risarcimento del danno o provvisoriamente assegnata sull'ammontare di esso e alla pubblicazione della sentenza a titolo di riparazione del danno; può altresì essere subordinata, salvo che la legge disponga altrimenti, all'eliminazione delle conseguenze dannose o pericolose del reato, secondo le modalità indicate dal giudice nella sentenza di condanna. La sospensione condizionale della pena, quando è concessa a persona che ne ha già usufruito, deve essere subordinata all'adempimento di uno degli obblighi previsti nel comma precedente, salvo che ciò sia impossibile. Il giudice nella sentenza stabilisce il termine entro il quale gli obblighi devono essere adempiuti".
CCNL Concia: welfare, Sanimoda e Previmoda – sanità integrativa e previdenza complementare
Il CCNL Concia ha costruito un sistema di welfare bipartito: Sanimoda per la salute integrativa e Previmoda per la pensione complementare. Entrambi i fondi sono reali e operativi per i lavoratori dell’industria conciaria italiana dal 2017. Il rinnovo 2024 ha potenziato le coperture con l’introduzione della Long Term Care.
In sintesi
Il CCNL Concia prevede due pilastri di welfare: Sanimoda (fondo sanitario integrativo, contributo datore 15 €/mese dal 2026 + LTC 2 €/mese) e Previmoda (previdenza complementare, contributo 1,50% lavoratore + 1,50% datore). Entrambi sono fondi reali del settore moda/tessile-concia.
1° luglio 2023 – 30 giugno 2026 (scaduto). Trattativa di rinnovo aperta per il triennio 1° luglio 2026 – 30 giugno 2029: la piattaforma unitaria Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil chiede 230 euro medi di aumento al livello D2. Fino alla firma restano validi i minimi del contratto scaduto
Fondo sanitario
Sanimoda (sanimoda.it)
Fondo previdenza
Previmoda (previmoda.it)
Tabella riepilogativa
Sistema di welfare nel CCNL Concia – contributi in vigore 2026
Fondo / prestazione
Contributo datore
Contributo lavoratore
Decorrenza
Sanimoda – sanità integrativa
15,00 €/mese
Facoltativo (quota aggiuntiva)
1° aprile 2026
Sanimoda – LTC (non autosufficienza)
2,00 €/mese
—
1° gennaio 2026
Previmoda – previdenza complementare
1,50% della retribuzione
1,50% della retribuzione
Dal settembre 2017 (adesione volontaria)
TFR conferito a Previmoda
—
100% (nuovi assunti post 2007) o quota scelta
Alla scelta di adesione
Fonti verificate: i dati su Sanimoda e LTC sono tratti dalla comunicazione ufficiale del rinnovo del 7 marzo 2024 (UNIC/Filctem-Cgil/Femca-Cisl/Uiltec-Uil, confermata da Uiltec.it e dal sito Femca-Cisl). I dati su Previmoda sono confermati dal sito ufficiale previmoda.it e dall’accordo del 5 aprile 2017.
Sanimoda: il fondo sanitario del settore moda
Sanimoda è il fondo di assistenza sanitaria integrativa del comparto moda/tessile-concia, istituito con accordo del 28 luglio 2017 tra le organizzazioni datoriali (inclusa UNIC) e le sigle sindacali (Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil). È gestito da UniSalute e si rivolge a una platea potenziale di circa 400.000 lavoratori nei settori tessile, abbigliamento, concia, calzatura e accessori moda.
Le principali prestazioni di Sanimoda comprendono:
Rimborso di visite specialistiche e accertamenti diagnostici in strutture convenzionate.
Copertura per ricoveri ospedalieri (chirurgici e medici) con camere singole nelle strutture accreditate.
Rimborso di spese dentistiche (visite, estrazioni, devitalizzazioni, protesi parziali).
Prestazioni di prevenzione (screening, check-up, esami preventivi).
Rimborso di spese per alta diagnostica (risonanze, TAC, PET) senza lunghe attese SSN.
Con il rinnovo del 7 marzo 2024, il contributo mensile a carico del datore è stato elevato da 12 a 15 € per lavoratore, con decorrenza 1° aprile 2026. Questa variazione migliora le prestazioni disponibili per i lavoratori e i loro familiari a carico (se iscritti al fondo).
LTC – Long Term Care: la nuova copertura per la non autosufficienza
Una delle novità più significative del rinnovo 2024 è l’introduzione della copertura Long Term Care (LTC), destinata a garantire una rendita mensile ai lavoratori che perdano in modo permanente la propria autosufficienza. Il contributo è di 2 € mensili a carico esclusivo del datore, con decorrenza gennaio 2026.
La LTC si attiva in caso di:
Impossibilità di svolgere autonomamente almeno 3 delle 6 attività della vita quotidiana (Activities of Daily Living: vestirsi, lavarsi, alimentarsi, spostarsi, uso dei servizi igienici, continenza), valutata da una commissione medica.
Deterioramento cognitivo grave (demenza, Alzheimer in stadio avanzato).
La rendita mensile erogata e le condizioni di accesso sono definite dalla polizza stipulata dal fondo: per i dettagli aggiornati consultare il sito Sanimoda o il sindacato di riferimento.
Previmoda: la previdenza complementare
Previmoda è il fondo pensione complementare negoziale del settore moda, tessile e concia, iscritto all’Albo COVIP (Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione). I lavoratori conciatori vi possono aderire dal settembre 2017 in base all’accordo sottoscritto da UNIC e le sigle sindacali.
Caratteristiche principali:
Contribuzione definita: i versamenti (lavoratore 1,50% + datore 1,50% + TFR) si accumulano in un conto individuale con rendimento netto dei mercati finanziari.
Linee di investimento: i lavoratori possono scegliere tra più comparti (garanzia, bilanciato prudente, bilanciato dinamico, ecc.) in base al proprio orizzonte temporale e alla propensione al rischio.
Prestazioni: alla pensione INPS, il lavoratore può richiedere la prestazione in forma di rendita vitalizia, di capitale (fino al 50%) o mista.
Portabilità: in caso di cambio di azienda (restando nel settore moda/tessile-concia), la posizione individuale si trasferisce automaticamente con il lavoratore.
Il grande vantaggio dell’adesione è che il contributo del datore (1,50%) è erogato solo se il lavoratore aderisce: non aderire a Previmoda equivale a rinunciare gratuitamente a quella quota della retribuzione, che non viene corrisposta in busta paga né in altra forma.
Fiscalità del welfare contrattuale
Le prestazioni di welfare contrattuale godono di vantaggi fiscali specifici:
Sanimoda: i contributi versati dal datore a fondi sanitari integrativi ex art. 51 comma 2 lett. a) TUIR sono esclusi dal reddito imponibile del lavoratore fino a 3.615,20 € annui. In caso di erogazione diretta (rimborso spese), la quota eccedente è tassata.
Previmoda: i contributi versati dal lavoratore sono deducibili dal reddito imponibile IRPEF fino a 5.164,57 € annui. I rendimenti durante l’accumulo sono tassati all’11% (aliquota agevolata per i fondi pensione). La prestazione finale è tassata dal 15% (con riduzione dello 0,30% per ogni anno di partecipazione oltre il 15°, fino al minimo del 9%).
Casi pratici
Tizio – accede a Sanimoda per una risonanza magnetica
Tizio, operaio D2 in una conceria di Arzignano, ha bisogno di una risonanza magnetica alla spalla per un problema lavorativo non riconosciuto come infortunio. I tempi SSN sono di 8 mesi. Attraverso la piattaforma Sanimoda prenota la stessa prestazione in una struttura convenzionata: la effettua entro 2 settimane con rimborso integrale nei limiti del massimale del piano sanitario.
Caia – sceglie Previmoda per il contributo datoriale
Caia viene assunta a 28 anni in una conceria di Santa Croce sull’Arno. Ha 6 mesi per scegliere la destinazione del TFR. Il consulente sindacale le spiega che aderire a Previmoda porta il versamento aggiuntivo dell’1,50% da parte del datore su ogni busta paga. Con una retribuzione mensile di 2.090 €, il contributo datoriale è di 31,35 €/mese (376,20 €/anno) che si perde interamente se non aderisce. Caia aderisce.
Sempronio – LTC alla perdita di autosufficienza
Sempronio, ex operaio in pensione dopo 35 anni di conceria, sviluppa una demenza grave a 72 anni. La sua famiglia attiva la copertura LTC di Sanimoda: la commissione medica accerta la perdita di autosufficienza e approva la rendita mensile integrativa, che si aggiunge alla pensione INPS e alla prestazione Previmoda. Questa combinazione garantisce una copertura più adeguata delle spese di assistenza.
Domande frequenti
Cos’è Sanimoda e a cosa dà diritto?
Sanimoda è il fondo di assistenza sanitaria integrativa del settore moda/tessile-concia. Eroga rimborsi per visite specialistiche, esami diagnostici, ricoveri e spese dentistiche, integrando il SSN. Dal 1° aprile 2026 il contributo datoriale è di 15 € mensili per lavoratore. Informazioni su sanimoda.it.
Cos’è Previmoda e come funziona?
Previmoda è il fondo pensione complementare negoziale del settore moda/tessile-concia. Prevede contributi del lavoratore (1,50%) e del datore (1,50%) più il conferimento del TFR. Il contributo datoriale è erogato solo se il lavoratore aderisce. Informazioni su previmoda.it.
Cos’è la copertura LTC introdotta nel 2024?
La Long Term Care (LTC) è una copertura per la non autosufficienza introdotta dal rinnovo del 7 marzo 2024. Dal gennaio 2026 il datore versa 2 €/mese per lavoratore: la polizza eroga una rendita mensile in caso di perdita permanente dell’autosufficienza certificata da commissione medica.
L’adesione a Sanimoda è obbligatoria?
Il contributo datoriale a Sanimoda è automatico per tutti i lavoratori coperti dal CCNL UNIC. Il lavoratore beneficia delle prestazioni sanitarie integrative senza necessità di adesione formale separata, ma deve registrarsi sulla piattaforma per accedere alle strutture convenzionate.
Come si accede alle prestazioni di Sanimoda?
Tramite la piattaforma sanimoda.it: prenotazione diretta in strutture convenzionate oppure richiesta di rimborso per spese sostenute in strutture non convenzionate, nei limiti dei massimali del piano. Per le istruzioni operative, contattare il sindacato di categoria o il proprio datore di lavoro.
Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Concia (Pelli e Cuoio) del 7 marzo 2024. I dati su Sanimoda (contributo 15 €/mese + LTC 2 €/mese) e su Previmoda (contributi 1,50% + 1,50%) sono verificati sulle fonti ufficiali delle parti firmatarie. Per le prestazioni esatte e le condizioni di accesso consultare sanimoda.it e previmoda.it, oppure il sindacato di categoria (Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil) o un consulente del lavoro.
Le disposizioni dell' articolo 162-bis del codice penale si applicano anche ai reati indicati nelle lettere f), h), i), n) del primo comma dell'articolo 34.
Art. 126 L. 689/1981 – Oblazione nelle contravvenzioni punite con pene alternative
L. 24 novembre 1981, n. 689 – testo aggiornato
Dopo l' articolo 162 del codice penale è inserito il seguente: "Art.
162-bis. – (Oblazione nelle contravvenzioni punite con pene alternative). – Nelle contravvenzioni per le quali la legge stabilisce la pena alternativa dell'arresto o dell'ammenda, il contravventore può essere ammesso a pagare, prima dell'apertura del dibattimento, ovvero prima del decreto di condanna, una somma corrispondente alla metà del massimo dell'ammenda stabilita dalla legge per la contravvenzione commessa oltre le spese del procedimento. Con la domanda di oblazione il contravventore deve depositare la somma corrispondente alla metà del massimo dell'ammenda. L'oblazione non è ammessa quando ricorrono i casi previsti dal terzo capoverso dell'articolo 99, dall'articolo 104 o dall'articolo 105, né quando permangono conseguenze dannose o pericolose del reato eliminabili da parte del contravventore. In ogni altro caso il giudice può respingere con ordinanza la domanda di oblazione, avuto riguardo alla gravità del fatto. La domanda può essere riproposta sino all'inizio della discussione finale del dibattimento di primo grado. Il pagamento delle somme indicate nella prima parte del presente articolo estingue il reato".
Art. 117 L. 689/1981 – Persona civilmente obbligata per l’ammenda e per la multa
L. 24 novembre 1981, n. 689 – testo aggiornato
Tutte le disposizioni processuali relative alla persona civilmente obbligata per l'ammenda si intendono riferite anche alla persona civilmente obbligata per la multa.
Art. 116 L. 689/1981 – Nuovo testo degli articoli 196 e 197 del codice penale
L. 24 novembre 1981, n. 689 – testo aggiornato
Gli articoli 196 e 197 del codice penale sono sostituiti dai seguenti: "Art.
196. – (Obbligazione civile per le multe e le ammende inflitte a persona dipendente). – Nei reati commessi da chi è soggetto all'altrui autorità, direzione o vigilanza, la persona rivestita dell'autorità, o incaricata della direzione o vigilanza, è obbligata, in caso di insolvibilità del condannato, al pagamento di una somma pari all'ammontare della multa o dell'ammenda inflitta al colpevole, se si tratta di violazioni di disposizioni che essa era tenuta a far osservare e delle quali non debba rispondere penalmente. Qualora la persona preposta risulti insolvibile, si applicano al condannato le disposizioni dell'articolo 136". "Art.
197. – (Obbligazione civile delle persone giuridiche per il pagamento delle multe e delle ammende). – Gli enti forniti di personalità giuridica, eccettuati lo Stato, le regioni, le province ed i comuni, qualora sia pronunciata condanna per reato contro chi ne abbia la rappresentanza, o l'amministrazione, o sia con essi in rapporto di dipendenza, e si tratti di reato che costituisca violazione degli obblighi inerenti alla qualità rivestita dal colpevole, ovvero sia commesso nell'interesse della persona giuridica, sono obbligati al pagamento, in caso di insolvibilità del condannato, di una somma pari all'ammontare della multa o dell'ammenda inflitta. Se tale obbligazione non può essere adempiuta, si applicano al condannato le disposizioni dell'articolo 136".
Le disposizioni degli articoli 113 e 114 non si applicano alle pene e sanzioni amministrative pecuniarie quando l'ammontare delle stesse o della pena base che viene assunta per la loro determinazione non è fissato direttamente dalla legge ma è diversamente stabilito.
Art. 114 L. 689/1981 – Aumento delle sanzioni amministrative pecuniarie
L. 24 novembre 1981, n. 689 – testo aggiornato
Le disposizioni dell'articolo precedente si applicano a tutte le sanzioni amministrative pecuniarie originariamente previste come sanzioni penali. Le altre sanzioni amministrative pecuniarie inferiori nel minimo a euro 20 o nel massimo a euro 50 sono elevate, rispettivamente, a euro 20 e a euro 50. Le disposizioni dei precedenti commi si applicano anche alle violazioni finanziarie.(4)
Art. 113 L. 689/1981 – Aumento delle pene pecuniarie
L. 24 novembre 1981, n. 689 – testo aggiornato
Le pene pecuniarie comminate per i reati previsti dal codice penale o dalle leggi speciali, nonché le sanzioni pecuniarie comminate per le infrazioni previste dal codice di procedura penale, aumentate per effetto della legge 12 luglio 1961, n. 603, sono moltiplicate per cinque. Sono altresì moltiplicate per cinque le pene pecuniarie comminate per reati previsti da leggi entrate in vigore dopo il 21 ottobre 1947 e prima della legge 12 luglio 1961, n. 603. Le pene pecuniarie comminate per reati previsti da leggi entrate in vigore dopo la legge 12 luglio 1961, n. 603, e fino al 31 dicembre 1970 sono moltiplicate per tre. Quelle comminate per reati previsti da leggi entrate in vigore dopo il 31 dicembre 1970 e fino al 31 dicembre 1975, ad eccezione delle leggi in materia di imposte dirette e di tasse ed imposte indirette sugli affari, sono moltiplicate per due. Quando, tenuto conto degli aumenti previsti nei commi precedenti, la legge stabilisce la pena dell'ammenda inferiore nel minimo a lire quattromila o nel massimo a lire diecimila, i limiti edittali sono elevati rispettivamente a lire diecimila e a lire venticinquemila.
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