Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.
Metodo editoriale
Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
I contenuti più tecnici sono sottoposti a revisione di professionisti abilitati.
Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.
Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia
I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.
Art. 134 Codice del Processo Amministrativo – Materie di giurisdizione estesa al merito
D.Lgs. 2 luglio 2010, n. 104 – Codice del processo amministrativo
1. Il giudice amministrativo esercita giurisdizione con cognizione estesa al merito nelle controversie aventi ad oggetto:
a) l’attuazione delle pronunce giurisdizionali esecutive o del giudicato nell’ambito del giudizio di cui al Titolo I del Libro IV; b) gli atti e le operazioni in materia elettorale, attribuiti alla giurisdizione amministrativa; c) le sanzioni pecuniarie la cui contestazione è devoluta alla giurisdizione del giudice amministrativo, comprese quelle applicate dalle Autorità amministrative indipendenti e quelle previste dall’articolo 123; d) le contestazioni sui confini degli enti territoriali; e) il diniego di rilascio di nulla osta cinematografico di cui all’articolo 8 della legge 21 novembre 1962, n. 161.
Il CCNL Gas-Acqua prevede prove di 30-180 giorni per livello: 30 gg per livelli 1-2, 60 gg per 3, 90 gg per 4-5, 120 gg per 6, 180 gg per 7 e Quadri. Test pratico + verifica patentini UNI 11352/PE/D.M. 37/08.
8 maggio 2025, per il triennio 2025-2027 (il precedente era del 18 maggio 2023)
Vigenza
1° gennaio 2025 – 31 dicembre 2027. Aumento dei minimi (TEM) di 260 euro in quattro tranche: 90 euro dal 1° luglio 2025, 60 dal 1° luglio 2026, 60 dal 1° luglio 2027 e 50 dal 1° ottobre 2027. Dal 1° gennaio 2026 l’orario contrattuale scende a 38 ore medie settimanali
Prova in giorni calendario effettivi. Ferie/malattia/infortunio sospendono. Scritta nel contratto.
Recesso libero
Entrambe le parti recedono senza preavviso/motivazione durante la prova. Pagamento periodo lavorato + ratei.
Test pratici settoriali
Per tecnici: verifica patentini UNI 11352 (saldatori PE gas), PE acqua, D.M. 37/08. Test pratico saldatura. Per operatori impianti: test PLC + procedure HACCP.
Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Gas e Acqua (Federgasacqua). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Diritto d’autore dell’autore stesso: i proventi da ebook sono assimilati al lavoro autonomo (D3 / RL25 causale B), con riduzione forfetaria del 25 per cento (40 per cento se hai meno di 35 anni).
Si dichiara il lordo: l’importo da indicare in D3/RL25 e’ il compenso lordo; la riduzione forfetaria la applica chi presta l’assistenza fiscale (CAF, commercialista o sostituto d’imposta).
Attivita’ d’impresa: se non sei solo l’autore ma svolgi anche attivita’ editoriale (acquisti diritti di terzi, gestisci collane, assumi collaboratori), il reddito puo’ qualificarsi come reddito d’impresa.
Regime forfettario: se hai partita IVA forfettaria, i compensi per diritti d’autore correlati all’attivita’ sono inclusi nel calcolo, abbattuti del 25 per cento (o 40 per cento se under 35).
Ritenuta 20%: gli editori o distributori italiani che ti pagano applicano la ritenuta del 20 per cento. Amazon KDP (piattaforma estera) non applica ritenute italiane.
Piattaforme estere: i compensi KDP vanno dichiarati per intero, al lordo delle commissioni trattenute dalla piattaforma.
Ebook e fisco: come sono tassati i tuoi diritti d'autore
Pubblichi romanzi, saggi o manuali su Amazon KDP, Kobo Writing Life o altri store digitali? Ogni volta che qualcuno acquista il tuo ebook ricevi una royalty. Fiscalmente questi importi sono proventi da utilizzazione economica di opere dell’ingegno: in parole semplici, diritti d’autore. Il TUIR li tratta in modo diverso a seconda di chi li percepisce.
Se sei l’autore dell’opera e la hai creata tu, i proventi rientrano in una categoria agevolata: si considera un reddito assimilato al lavoro autonomo, con una riduzione forfetaria prima di calcolare l’IRPEF. La riduzione e’ del 25 per cento per i contribuenti adulti e del 40 per cento per chi ha meno di 35 anni. Non e’ una deduzione che devi calcolare tu: la applica automaticamente chi elabora la tua dichiarazione (CAF, commercialista o sostituto d’imposta). Tu devi solo indicare il lordo percepito.
La situazione cambia se non sei solo l’autore ma ti comporti anche come editore: acquisti ebook di altri autori, rivendi i loro diritti, gestisci una collana, hai dipendenti o collaboratori dedicati alla produzione editoriale. In questo caso stai svolgendo un’attivita’ d’impresa, con obblighi fiscali e contabili diversi e piu’ complessi. Per queste situazioni e’ necessario il supporto di un commercialista.
Di seguito trovi la tabella riepilogativa dei casi piu’ comuni, due esempi pratici con Tizio e Caio e le risposte alle domande piu’ frequenti.
Tassazione dei proventi da ebook/self-publishing 2025
Chi percepisce
Categoria fiscale
Quadro
Riduzione/agevolazione
Autore che ha creato l'opera (causale B nella CU)
Reddito assimilato al lavoro autonomo
D3 / RL25 codice '1'
Riduzione forfetaria 25% (o 40% se eta' < 35)
Erede o donatario (causale L nella CU)
Reddito diverso
D4 codice '6' / RL13
Nessuna riduzione (si dichiara per intero)
Acquirente a titolo oneroso dei diritti (causale L1)
Reddito diverso
D4 codice '6' / RL13
Riduzione forfetaria 25%
Autore con partita IVA forfettaria
Reddito da lavoro autonomo forfettario
Quadro LM
Abbattimento 25% poi x coefficiente attivita'
Editore (acquista e rivende diritti di terzi)
Reddito d'impresa
RF o RG – Redditi PF
Regime ordinario o semplificato
Esempio pratico
Tizio ha scritto e pubblicato su Amazon KDP un manuale di produttivita’. Nel 2025 ha incassato 5.200 euro di royalties. Amazon e’ una piattaforma estera e non ha applicato ritenute italiane. Tizio indica 5.200 euro nel rigo D3 del modello 730, colonna 1 codice ‘1’, colonna 2 importo 5.200 euro, colonna 3 ritenute zero. Il CAF applica automaticamente la riduzione forfetaria del 25 per cento: la base imponibile diventa 5.200 x 75% = 3.900 euro, che si somma agli altri redditi IRPEF. Se Tizio avesse meno di 35 anni, la riduzione sarebbe del 40 per cento e la base sarebbe 5.200 x 60% = 3.120 euro.
Documenti necessari
Report royalties da Amazon KDP (scaricabile dalla Payments Dashboard) per ogni mese del 2025
Certificazione Unica 2026 rilasciata da editori o distributori italiani che hanno applicato la ritenuta del 20 per cento (causale B nel punto 1 della CU)
Contratti di edizione o di distribuzione digitale stipulati nel 2025
Eventuale contratto di cessione dei diritti d’autore se il reddito deriva da un acquirente oneroso
Estratto conto bancario con i bonifici ricevuti dalla piattaforma o dall’editore
Caso 1 – Tizio: autore che pubblica su KDP, nessuna partita IVA
Scenario. Tizio e’ un insegnante di 42 anni che nel 2025 ha pubblicato tre romanzi brevi su Amazon KDP. Le royalties annuali sono state 3.600 euro. Non ha partita IVA e non e’ iscritto ad alcun ordine professionale.
Come si applica. Le royalties da KDP sono proventi da utilizzazione economica di opere dell’ingegno da parte dell’autore. Tizio le dichiara nel rigo D3 del modello 730: codice ‘1’ in colonna 1, 3.600 euro in colonna 2. Amazon e’ estera e non ha applicato ritenute, quindi colonna 3 e’ zero. Il software del CAF o del commercialista applica automaticamente la riduzione forfetaria del 25 per cento: la base tassabile e’ 3.600 x 75% = 2.700 euro. Questo importo si somma allo stipendio di Tizio e viene tassato con l’aliquota IRPEF del suo scaglione.
Riduzione forfetaria del 25 per cento applicata automaticamente da chi elabora la dichiarazione.
Conserva il report KDP Payments come prova documentale del reddito.
Caso 2 – Caio: autore con partita IVA forfettaria
Scenario. Caio, 31 anni, pubblica da tre anni guide tecniche su KDP e Kobo. Nel 2024 ha incassato 18.000 euro di royalties. Ha aperto partita IVA in regime forfettario con codice ATECO relativo ad attivita’ professionali, scientifiche e tecniche (coefficiente di redditivita’ 78 per cento). Nel 2025 continua a pubblicare nuovi titoli.
Come si applica. I compensi da diritti d’autore correlati all’attivita’ forfettaria sono inclusi nel reddito imponibile con abbattimento del 40 per cento (essendo Caio under 35) e poi moltiplicati per il coefficiente di redditivita’. Caio indica i compensi da royalties nel rigo LM22 colonna 4 del modello Redditi PF. Il reddito relativo si determina moltiplicando i compensi di colonna 4 per 0,60 (abbattimento 40 per cento) e sommando il risultato al reddito determinato sui compensi ordinari di colonna 3. Sull’imponibile complessivo si applica l’imposta sostitutiva del 15 per cento.
In pratica
Compensi da diritti d’autore correlati all’attivita’: vanno in LM22, colonna 4.
Abbattimento 40 per cento perche’ Caio ha meno di 35 anni (25 per cento per gli over 35).
Imposta sostitutiva 15 per cento sull’imponibile netto (contributi dedotti).
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Devo dichiarare le royalties KDP anche se Amazon non mi ha inviato nessun modulo fiscale italiano?
Si’. Amazon KDP e’ una piattaforma statunitense e non emette la Certificazione Unica italiana. Il tuo obbligo di dichiarare il reddito non dipende dalla ricezione di documenti dalla piattaforma: hai l’obbligo di dichiarare tutti i redditi prodotti ovunque, sulla base del report KDP Payments.
Le commissioni trattenute da Amazon si deducono?
Le commissioni di piattaforma non sono ritenute fiscali: tu incassi gia’ la royalty netta dopo che Amazon ha trattenuto la sua quota. Fiscalmente, il reddito da dichiarare e’ la royalty che effettivamente entra nel tuo conto corrente (o, se preferisci, il lordo meno le commissioni di distribuzione). In regime ordinario le commissioni sono spese deducibili; in regime forfettario o con la riduzione forfetaria non si deducono analiticamente.
La riduzione del 25 per cento si applica anche se scrivo in collaborazione con qualcuno?
Si’, se sei comunque uno degli autori dell’opera. Ciascun coautore applica la riduzione sulla propria quota di provento.
Se pubblico ebook di altri autori e ne vendo i diritti, come funziona?
Se acquisti diritti di terzi e li rivendi, stai svolgendo un’attivita’ editoriale che puo’ qualificarsi come reddito d’impresa. Non si applica la riduzione forfetaria del 25 per cento prevista per i soli autori. Il trattamento dipende dall’organizzazione della tua attivita’: e’ consigliabile confrontarsi con un commercialista.
Posso usare il modello 730 o devo usare il modello Redditi PF?
Se non hai partita IVA puoi usare il modello 730 e dichiarare le royalties nel quadro D3. Se hai partita IVA (regime forfettario o ordinario) devi usare obbligatoriamente il modello Redditi PF.
La riduzione forfetaria si applica anche sui compensi da editori italiani che mi hanno gia' applicato la ritenuta?
Si’. Il 25 per cento (o 40 per cento) di riduzione si applica sul lordo prima di qualsiasi calcolo di imposta. Le ritenute subite (indicate in colonna 3 del rigo D3) si scomputano dall’imposta IRPEF dovuta a conguaglio.
Il dirigente del terziario e escluso dalla disciplina sull’orario di lavoro (D.Lgs. 66/2003): non si applica il limite delle 48 ore settimanali, non matura maggiorazioni per lavoro straordinario, ne ha diritto ai riposi compensativi obbligatori. La reperibilita e regolata dal contratto individuale o da accordi aziendali. Le ferie restano un diritto irrinunciabile.
Dati contrattuali
Parti firmatarie
Confcommercio · Manageritalia
Ultimo rinnovo
31 luglio 2024 (accordo di rinnovo)
Vigenza
Fino al 31 dicembre 2027
Platea
~40.000 dirigenti
Tabella riepilogativa
Orario di lavoro – Dirigente vs. lavoratori non dirigenti
Aspetto
Dirigente
Lavoratore non dirigente
Limite orario settimanale (D.Lgs. 66/2003)
Non applicabile
48 ore medie (4 mesi)
Straordinario retribuito
Non previsto
Maggiorazione min. 15% (CCNL Commercio)
Pausa obbligatoria ogni 6 ore
Non applicabile
Minimo 10 minuti
Riposo giornaliero (11 ore)
Non applicabile
Obbligatorio
Ferie annuali
Min. 4 settimane (CCNL)
Min. 4 settimane
Reperibilita
Regolata da contratto individuale
Disciplinata da CCNL e accordo aziendale
Esenzione dai limiti di orario: il quadro normativo
Il D.Lgs. 66/2003, attuativo delle direttive europee sull’orario di lavoro, esclude espressamente i dirigenti dal campo di applicazione delle norme su orario massimo, riposo giornaliero e settimanale, pause obbligatorie (art. 17, comma 1).
La ratio e che il dirigente, per la sua autonomia organizzativa e la sua posizione nell’impresa, e in grado di gestire autonomamente i propri tempi di lavoro. L’esclusione non e derogabile in pejus dal contratto individuale: il datore non puo imporre limitazioni ulteriori rispetto a quelle dell’orario normale dei non-dirigenti usando tale esclusione come strumento di pressione.
L’esenzione si applica solo ai dirigenti in senso sostanziale: se la qualifica e attribuita formalmente ma non corrisponde a reale autonomia, il lavoratore conserva i diritti sull’orario.
Reperibilita e connettivita digitale
La reperibilita – obbligo di rendersi raggiungibili fuori orario per interventi urgenti – non e disciplinata specificamente dal CCNL Manageritalia, ma puo essere regolata dal contratto individuale o da accordi aziendali.
Con la diffusione degli strumenti digitali, la tematica si e intrecciata con il diritto alla disconnessione (art. 19, D.Lgs. 81/2017 per i lavoratori agili; per i dirigenti in sede, la questione e regolata contrattualmente). Il CCNL Manageritalia non prevede un obbligo esplicito di disconnessione, ma accordi aziendali di secondo livello possono introdurlo.
E buona prassi che il contratto individuale del dirigente chiarisca: (a) se esiste un obbligo di reperibilita; (b) se tale obbligo e gia remunerato nella RGA o da diritto a compenso aggiuntivo; (c) le fasce orarie di reperibilita.
Ferie e riposi: diritti irrinunciabili
Nonostante l’esenzione dall’orario, il dirigente conserva il diritto alle ferie annuali: il CCNL Manageritalia prevede un minimo di 4 settimane (28 giorni di calendario, o 20 giorni lavorativi) per anno. Le ferie sono irrinunciabili ex art. 36 Cost. e non possono essere monetizzate in corso di rapporto.
Il periodo minimo inderogabile di 2 settimane consecutive (D.Lgs. 66/2003) si applica anche ai dirigenti, in quanto norma a tutela della salute.
I giorni di ferie maturati e non goduti al termine del rapporto sono liquidati in forma monetaria nella busta paga finale, con base di calcolo pari alla RGA giornaliera (RGA annua / 365).
Casi pratici
Tizio – Richiesta di straordinari arretrati
Tizio, dirigente di fatto ma formalmente qualificato come quadro, viene promosso a dirigente dopo tre anni. Chiede il pagamento degli straordinari maturati negli ultimi tre anni come quadro (I livello CCNL Commercio). Il giudice verifica la qualifica effettiva: nei tre anni di qualifica formale da quadro, Tizio aveva mansioni impiegatizie e diritto agli straordinari. L’azienda e condannata al pagamento delle maggiorazioni arretrate.
Caia – Reperibilita non retribuita
Caia, dirigente commerciale, e di fatto reperibile H24 sette giorni su sette per rispondere a clienti internazionali. Il contratto individuale non prevede alcun compenso per la reperibilita. Caia negozia un’indennita mensile di reperibilita pari a 500 euro, inserita nella RGA come voce distinta, con accordo scritto. In assenza di accordo, la reperibilita del dirigente si presume inclusa nella RGA, ma Caia preferisce regolarla esplicitamente.
Sempronio – Ferie non godute al termine del rapporto
Sempronio lascia l’azienda con 35 giorni di ferie residue su quattro anni. L’azienda vuole monetizzare solo 20 giorni, sostenendo che i restanti 15 siano prescritti. La regola generale e che le ferie non si prescrivono se il datore non ha consentito o incentivato il godimento (CGUE C-619/16). Sempronio ottiene la liquidazione di tutti i 35 giorni residui calcolati sulla RGA giornaliera.
Domande frequenti
Il dirigente puo ricevere un compenso per lavoro notturno o festivo?
Non esiste un obbligo contrattuale di maggiorazione per lavoro notturno o festivo per i dirigenti. Le maggiorazioni possono essere previste dal contratto individuale o da accordo aziendale, ma non sono un diritto minimo garantito dal CCNL Manageritalia.
Il dirigente ha diritto ai permessi ROL?
Il CCNL Manageritalia non prevede i Riduzione Orario di Lavoro (ROL) tipici del CCNL Commercio, in quanto i dirigenti sono esclusi dalla disciplina dell’orario. Le eventuali giornate di permesso aggiuntive rispetto alle ferie sono regolate dal contratto individuale o aziendale.
Come si calcola il compenso per ferie non godute?
RGA annua / 365 × giorni di ferie residue. La RGA rilevante e quella al momento della cessazione del rapporto, incluse le voci fisse con natura retributiva.
Il dirigente puo lavorare in smart working?
Si. Il lavoro agile per i dirigenti e disciplinato dall’accordo individuale (art. 18 ss., L. 81/2017). Il CCNL Manageritalia non pone limiti al ricorso allo smart working, rimettendo la regolamentazione al contratto individuale e agli accordi aziendali.
L'esenzione dall'orario vale anche per i dirigenti di piccole imprese?
Si, l’esenzione e soggettiva (legata alla qualifica) e non dipende dalle dimensioni dell’impresa. Tuttavia, in imprese piccole la qualifica dirigenziale e piu facilmente contestabile se non corrisponde a reale autonomia gestionale.
Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Dirigenti Commercio (Manageritalia). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 2000, n. 230 – Regolamento recante norme sull’ordinamento penitenziario e sulle misure privative e limitative della libertà
1. Il provveditore regionale conferisce direttamente gli incarichi previsti dal secondo comma dell'articolo 80 della legge.
2. Al conferimento degli incarichi si provvede a seguito di accertamento dell'idoneità del richiedente ad assolvere i compiti relativi.
3. A tal fine, in ogni provveditorato regionale, una commissione composta dal provveditore, che la presiede, e da due dirigenti dell'amministrazione penitenziaria, integrata da un esperto nella materia relativa all'incarico da conferire, sottopone il richiedente ad un colloquio inteso a valutare l'idoneità indicata nel comma 2.
4. Esercita le funzioni di segretario un funzionario del provveditorato regionale.
Art. 38 TUPI: Accesso dei cittadini degli Stati membri della Unione europea
Testo vigente verificato su Normattiva. Scheda in arricchimento editoriale.
Accesso dei cittadini degli Stati membri della Unione europea ( Art.37 d.lgs n.29 del 1993 , come modificato dall' art.24 del d.lgs n.80 del 1998 ) 1.
I cittadini degli Stati membri dell'Unione europea e i loro familiari non aventi la cittadinanza di uno Stato membro che siano titolari del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente possono accedere ai posti di lavoro presso te amministrazioni pubbliche che non implicano esercizio diretto o indiretto di pubblici poteri, ovvero non attengono alla tutela dell'interesse nazionale.
Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, ai sensi dell' articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n.400 , e successive modificazioni ed integrazioni, sono individuati i posti e le funzioni per i quali non può prescindersi dal possesso della cittadinanza italiana, nonché i requisiti indispensabili all'accesso dei cittadini di cui al comma 1.
Sino all'adozione di una regolamentazione della materia da parte dell'Unione europea, al riconoscimento dei titoli di studio esteri, aventi valore ufficiale nello Stato in cui sono stati conseguiti, ai fini della partecipazione ai concorsi pubblici destinati al reclutamento di personale dipendente, con esclusione dei concorsi per il personale docente delle scuole di ogni ordine e grado, provvede il Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri, previo parere conforme del Ministero dell'istruzione e del merito ovvero del Ministero dell'università e della ricerca.
I candidati che sono in possesso del titolo di ammissione conseguito all'estero sono ammessi con riserva a partecipare ai concorsi di cui al primo periodo .
Il Dipartimento della funzione pubblica conclude il procedimento di riconoscimento di cui al presente comma solo nei confronti dei vincitori del concorso, che hanno l'onere, a pena di decadenza, di presentare istanza di riconoscimento , entro quindici giorni dalla pubblicazione della graduatoria finale, al Ministero dell'università e della ricerca ovvero al Ministero dell'istruzione e del merito.
3.1.
Per i fini previsti dagli articoli 3 e 4 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 luglio 2009, n. 189 , e per le selezioni pubbliche di personale non dipendente, al riconoscimento del titolo di studio provvede, con le medesime modalità di cui al comma 3 del presente articolo, il Ministero dell'università e della ricerca, indipendentemente dalla cittadinanza posseduta, anche per i titoli conseguiti in Paesi diversi da quelli firmatari della Convenzione sul riconoscimento dei titoli di studio relativi all'insegnamento superiore nella Regione europea, fatta a Lisbona l'11 aprile 1997, ratificata ai sensi della legge 11 luglio 2002, n. 148 .
3.2.
Al riconoscimento accademico e al conferimento del valore legale ai titoli di formazione superiore esteri, ai dottorati di ricerca esteri e ai titoli accademici esteri conseguiti nel settore artistico, musicale e coreutico, indipendentemente dalla cittadinanza posseduta, provvedono le istituzioni di formazione superiore italiane ai sensi dell' articolo 2 della legge 11 luglio 2002, n. 148 , anche per i titoli conseguiti in Paesi diversi da quelli firmatari della Convenzione sul riconoscimento dei titoli di studio relativi all'insegnamento superiore nella Regione europea, fatta a Lisbona l'11 aprile 1997, ratificata ai sensi della citata legge n. 148 del 2002 .
Il riconoscimento accademico produce gli effetti legali del corrispondente titolo italiano, anche ai fini dei concorsi pubblici per l'accesso al pubblico impiego. 3-bis.
Le disposizioni di cui ai commi 1, 2 e 3 si applicano ai cittadini di Paesi terzi che siano titolari del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo o che siano titolari dello status di rifugiato ovvero dello status di protezione sussidiaria. 3-ter.
Sono fatte salve, in ogni caso, le disposizioni di cui all' articolo 1 del decreto del Presidente della Repubblica 26 luglio 1976, n. 752 , in materia di conoscenza della lingua italiana e di quella tedesca per le assunzioni al pubblico impiego nella provincia autonoma di Bolzano.
Imposta di donazione distinta dal registro: la donazione sconta l’imposta di donazione (con aliquote e franchigie proprie), non quella di registro proporzionale.
Aliquote dal 4% all’8%: variano a seconda del rapporto tra donante e donatario; le franchigie si applicano solo ai gradi più stretti.
Ipotecaria 2% e catastale 1%: per gli immobili si aggiungono sempre queste due imposte sul valore catastale.
Agevolazione prima casa: se il donatario ha i requisiti prima casa, ipotecaria e catastale diventano fisse a 200 euro ciascuna.
Franchigie elevate per figli e coniuge: fino a 1 milione di euro per ciascun beneficiario, l’imposta di donazione non è dovuta tra coniuge e figli.
Come si tassa la donazione di un immobile
Quando si dona un immobile – che si tratti di un appartamento, di un terreno o di un altro bene immobile – non si applica l’imposta di registro come in una compravendita. Si applica invece l’imposta di donazione, che ha regole proprie in termini di aliquote e franchigie. A questa si aggiungono poi le imposte ipotecaria e catastale, che riguardano specificamente i trasferimenti di beni immobili.
L’imposta di donazione segue le stesse aliquote e franchigie dell’imposta di successione. Questo significa che il carico fiscale dipende in modo determinante dal grado di parentela tra chi dona (il donante) e chi riceve (il donatario). Più il rapporto è stretto, più la franchigia è alta e l’aliquota è bassa.
Le imposte ipotecaria e catastale, invece, si calcolano sul valore catastale dell’immobile (non sul valore di mercato): ipotecaria al 2%, catastale all’1%. Se il donatario soddisfa i requisiti per l’agevolazione prima casa, queste due imposte diventano fisse a 200 euro ciascuna.
La donazione di un immobile richiede la forma dell’atto notarile pubblico, con la presenza obbligatoria di due testimoni. Il notaio provvede alla registrazione e al versamento delle imposte. Non è possibile donare un immobile con una semplice scrittura privata: l’atto pubblico è un requisito di validità, non solo di forma.
Aliquote e franchigie imposta di donazione per gli immobili
Beneficiario
Franchigia
Aliquota sull'eccedenza
Coniuge e figli (discendenti diretti)
1.000.000 euro per ciascuno
4%
Fratelli e sorelle
100.000 euro per ciascuno
6%
Altri parenti fino al 4° grado
nessuna franchigia
6%
Estranei e altri soggetti
nessuna franchigia
8%
Esempio pratico
Tizio dona al figlio un appartamento. Il valore catastale è 90.000 euro, il valore di mercato è 200.000 euro. L’imposta di donazione si calcola sul valore di mercato indicato nell’atto (200.000 euro), ma poiché è inferiore alla franchigia di 1 milione di euro, è zero. L’imposta ipotecaria è 2% × 90.000 = 1.800 euro; quella catastale è 1% × 90.000 = 900 euro. Totale imposte: 2.700 euro. Se il figlio ha i requisiti prima casa, ipotecaria e catastale diventano 200 + 200 = 400 euro, con un ulteriore risparmio di 2.300 euro.
Documenti necessari
Atto di donazione notarile (con presenza di due testimoni)
Visura catastale dell’immobile donato
Planimetria catastale conforme
Documentazione per i requisiti prima casa del donatario (se applicabile)
Stato di famiglia o certificato di parentela tra donante e donatario
Tizio dona l'appartamento al figlio
Scenario. Tizio, 70 anni, dona al figlio l’appartamento al mare del valore di mercato di 300.000 euro. La rendita catastale è 800 euro, quindi il valore catastale è 800 × 1,05 × 120 = 100.800 euro. Il figlio non ne farà la propria abitazione principale.
Come si applica. Il rapporto è genitore-figlio: franchigia 1.000.000 euro. Il valore della donazione (300.000 euro) è sotto la franchigia, quindi l’imposta di donazione è zero. Restano le imposte ipotecaria e catastale sul valore catastale: ipotecaria 2% × 100.800 = 2.016 euro; catastale 1% × 100.800 = 1.008 euro. Il figlio non ha i requisiti prima casa per questo immobile, quindi non si applicano le fisse. Costo fiscale complessivo: circa 3.024 euro.
In pratica
La franchigia di 1 milione di euro per coniuge e figli si applica per ogni singolo donatario: se Tizio dona a due figli, ciascuno ha la propria franchigia.
Ipotecaria e catastale si calcolano sempre sul valore catastale, non sul prezzo di mercato indicato nell’atto.
Verificare prima dell’atto se il donatario ha i requisiti prima casa: il risparmio sulle fisse può essere rilevante.
Caio dona casa al nipote (figlio del fratello)
Scenario. Caio vuole donare un monolocale del valore di mercato di 120.000 euro al nipote (figlio del fratello). La rendita catastale è 400 euro: valore catastale 400 × 1,05 × 120 = 50.400 euro. Il nipote lo userà come prima casa.
Come si applica. Il nipote è un parente di terzo grado. Non rientra tra fratelli (franchigia 100.000 euro e 6%) né tra coniuge/figli. Rientra nella categoria ‘altri parenti fino al 4° grado’: aliquota 6%, senza franchigia. L’imposta di donazione è quindi 120.000 × 6% = 7.200 euro. Il nipote ha i requisiti prima casa: le imposte ipotecaria e catastale diventano fisse a 200 euro ciascuna, per un totale di 400 euro. Costo fiscale complessivo: 7.600 euro.
In pratica
Il grado di parentela va calcolato con attenzione: il nipote figlio del fratello è un parente di terzo grado, non di secondo.
L’aliquota del 6% senza franchigia si applica all’intero valore della donazione, non solo all’eccedenza.
Se il donatario richiede le agevolazioni prima casa, deve dichiararlo nell’atto notarile e rispettare i requisiti (residenza entro 18 mesi, ecc.).
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
La donazione di un immobile è sempre conveniente rispetto alla vendita?
Dipende dal contesto. La donazione evita la tassazione delle plusvalenze (che può essere rilevante in una vendita), ma comporta l’imposta di donazione e le ipocatastali. Inoltre, la donazione può creare problemi in caso di successione futura, perché i legittimari possono impugnarla. È sempre consigliabile valutare con un notaio.
Le franchigie si sommano tra donante e donatario?
No. La franchigia è personale e si riferisce all’insieme delle donazioni e dei lasciti che lo stesso donatario riceve dallo stesso donante nel corso della vita. Se Tizio ha già donato 600.000 euro al figlio, la franchigia residua per donazioni successive è 400.000 euro.
Devo pagare l'IRPEF sulla donazione ricevuta?
No. Il donatario non paga l’IRPEF sulla donazione. Le imposte applicabili sono solo quelle di donazione, ipotecaria e catastale. Tuttavia, se il donatario vende successivamente l’immobile, potrebbe dover calcolare la plusvalenza rispetto al valore catastale al momento della donazione.
La donazione è valida se fatta senza notaio?
No. La donazione di beni immobili richiede obbligatoriamente l’atto notarile pubblico con due testimoni. Una donazione immobiliare fatta con scrittura privata è nulla e non produce effetti giuridici.
Se il donatario è disabile, ci sono agevolazioni?
Sì. Per i soggetti con handicap grave riconosciuto ai sensi della legge 104/1992, la franchigia è di 1.500.000 euro, indipendentemente dal grado di parentela con il donante.
Posso donare solo una quota dell'immobile?
Sì. È possibile donare una quota di comproprietà (ad esempio il 50% di un appartamento). Le imposte si calcolano sul valore corrispondente alla quota donata, con le stesse aliquote e franchigie.
Il CCNL Elettrici consente apprendistato professionalizzante 18-29 anni, durata 36-60 mesi (60 per tecnici AT e operatori centrali). Sottoinquadramento parametrico 15-20%. Formazione 80h annue include conseguimento patentini PEI/PES/PAV, corsi specifici impianti, sicurezza. Alta formazione per laurea Ingegneria Energetica/Elettrica molto diffusa. Contributi azienda 10% ridotti.
11 febbraio 2025: ipotesi di accordo per il rinnovo 2025-2027, firmata da Elettricità Futura, Utilitalia ed Energia Libera con Filctem-CGIL, Flaei-CISL e Uiltec-UIL
Vigenza
1° gennaio 2025 – 31 dicembre 2027 (CCNL settore elettrico 2025-2027)
Aggiornamento al 3 settembre 2026. Il CCNL del settore elettrico è stato rinnovato per il triennio 2025-2027: l’ipotesi di accordo è stata firmata l’11 febbraio 2025 da Elettricità Futura, Utilitalia ed Energia Libera insieme ai gruppi maggiori (Enel, Terna, Sogin, GSE) con Filctem-CGIL, Flaei-CISL e Uiltec-UIL, per circa 60.000 addetti in poco meno di 130 imprese. L’aumento complessivo (TEC) è di 312 euro, quello sui minimi (TEM) di 290 euro in quattro tranche: 90 euro dal 1° aprile 2025, 65 dal 1° aprile 2026, 65 dal 1° aprile 2027 e 70 dal 1° ottobre 2027. Fra le novità normative: il confronto preventivo in azienda sull’intelligenza artificiale, la certificazione della rappresentanza, il comporto per i lavoratori con disabilità esteso da 12 a 18 mesi continuativi (da 18 a 24 non consecutivi nell’arco di 36 mesi) e il congedo per le vittime di violenza di genere portato da 6 a 12 mesi. Vedi l’hub CCNL Elettrici e le tabelle retributive.
Tabella riepilogativa
Apprendistato CCNL Elettrici
Caratteristica
Valore
Età ammessa
18-29 anni
Durata professionalizzante operai qualificati
36 mesi
Durata professionalizzante tecnici/operatori
48-60 mesi
Durata professionalizzante tecnici AT
60 mesi (con patentini)
Sottoinquadramento
15-20% sotto parametro target
Formazione obbligatoria
80h annue + patentini
Contributi INPS azienda
10% ridotto
Alta formazione Ingegneria Energetica
36-60 mesi molto diffusa
Tipologie apprendistato
Tutte e 3 utilizzate:
Qualifica/diploma: 15-25 anni, IeFP Tecnico Elettrico
Professionalizzante: 18-29 anni, 36-60 mesi (più diffuso)
Alta formazione: 18-29 anni, 36-60 mesi (Ingegneria Energetica/Elettrica)
Sottoinquadramento
Apprendista sottoinquadrato 15-20% sotto parametro target:
Esempio operatore centrale param 180 (€2.250 atteso 2026):
Mesi 1-12: param 145 (€1.812)
Mesi 13-24: param 160 (€2.000)
Mesi 25-36: param 170 (€2.125)
Mesi 37-48: param 180 (€2.250 – qualifica raggiunta)
Laurea + apprendistato in Enel, Terna, Edison, A2A
Combinazione studio + lavoro retribuito. Al termine: laurea + qualifica + esperienza.
Casi pratici
Tizio – Apprendista operatore centrale 21 anni
Tizio (21 anni) apprendista operatore centrale termoelettrica, 48 mesi. Conseguimento PEI durante formazione. Primi 12 mesi param 145, poi 160, 170, 180 confermato. Risparmio azienda ~€15.000.
Caia – Apprendista tecnica AT 24 anni Terna
Caia (24 anni) apprendista tecnica linee AT Terna, 60 mesi. Conseguimento PEI + corso lavori in quota durante formazione. Primi 24 mesi param 160-180, poi 195, poi 205 confermato.
Sempronio – Alta formazione Ingegneria Energetica Politecnico
Sempronio (25 anni) studia Ingegneria Energetica Politecnico Milano + apprendistato Enel 60 mesi. Lavora 30h/sett + studia. Al termine: laurea + qualifica 240 Quadro.
Domande frequenti
Quanto dura un apprendistato nel settore elettrico?
Professionalizzante 36-48 mesi standard, 60 mesi per tecnici AT (con patentini + corso lavori in quota). Per operatori centrali e tecnici complessi: 48-60 mesi. Per alta formazione (Ingegneria Energetica): 36-60 mesi.
Quanto guadagna un apprendista operatore centrale?
Sottoinquadrato 15-20%. Per operatore param 180 finale (€2.250 atteso 2026): primo anno param 145 (€1.812), poi 160, 170, 180. Aumento progressivo automatico.
L'apprendistato include il patentino PEI?
Sì, conseguimento patentini PEI/PES/PAV è parte della formazione obbligatoria. Per tecnici AT anche corso lavori in quota + PES Persone Esperte. Costo a carico azienda + ore retribuite.
Posso studiare Ingegneria Energetica con apprendistato?
Sì, con alta formazione. Combinazione studio Politecnico/Università + lavoro 30h/sett in Enel, Terna, Edison, A2A. Durata 36-60 mesi. Al termine: laurea + qualifica + esperienza in azienda strategica del settore.
Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Settore Elettrico. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Art. 94 D.Lgs. 150/2022 – Disposizioni transitorie in materia di videoregistrazioni e di giudizi di impugnazione
D.Lgs. 10 ottobre 2022, n. 150 – testo aggiornato
1. Le disposizioni di cui all’articolo 30, comma 1, lettera i), si applicano decorsi sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto.
2. Per le impugnazioni proposte sino al 30 giugno 2024 continuano ad applicarsi le disposizioni di cui agli articoli 23, commi 8, primo, secondo, terzo, quarto e quinto periodo, e 9, e 23-bis , commi 1 , 2 , 3 , 4 e 7, del decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137 , convertito, con modificazioni, dalla legge 18 dicembre 2020, n. 176 . Se sono proposte ulteriori impugnazioni avverso il medesimo provvedimento dopo la scadenza dei termini indicati al primo periodo, si fa riferimento all’atto di impugnazione proposto per primo.
Il TFR del dirigente del terziario si calcola secondo la regola generale (art. 2120 c.c.): retribuzione annua / 13,5. La destinazione e al Fondo Mario Negri (previdenza complementare obbligatoria) oppure, per la quota TFR residua, al Fondo Tesoreria INPS per le aziende con piu di 49 dipendenti. La scelta sulla destinazione del TFR influisce sul montante pensionistico complementare.
Fondo Mario Negri (quota previdenza) + eventuale Tesoreria INPS
Destinazione (aziende <= 49 dip.)
Fondo Mario Negri o accantonamento in azienda
Anticipo TFR
Ammesso per acquisto/ristrutturazione prima casa, spese sanitarie gravi
Tassazione alla cessazione
Tassazione separata IRPEF (aliquota media ultimi 5 anni)
TFR in caso di fallimento datore
Fondo di garanzia INPS (art. 2 L. 297/1982)
Calcolo del TFR: la formula di legge
Il TFR (Trattamento di Fine Rapporto) del dirigente del terziario segue la regola generale dell’art. 2120 c.c.: per ogni anno di servizio si accantona una quota pari alla retribuzione annua divisa per 13,5.
La retribuzione rilevante per il calcolo comprende: RGA, tredicesima, emolumenti fissi aventi natura retributiva, valore dei fringe benefit tassabili (auto aziendale, alloggio), compensi variabili con carattere di continuita. Non si computa: rimborso spese analitiche documentate, indennita non aventi natura retributiva.
Il TFR accantonato ogni anno viene rivalutato al 31 dicembre di ciascun anno nella misura dell’1,5% fisso piu il 75% dell’inflazione ISTAT. Sulla rivalutazione si applica un’imposta sostitutiva del 17%.
Destinazione del TFR: Fondo Mario Negri e Tesoreria INPS
Il dirigente del terziario ha l’obbligo di versare al Fondo Mario Negri (previdenza complementare) una quota della propria retribuzione, a cui si somma il contributo datoriale obbligatorio. Parte del TFR puo confluire nel Fondo Mario Negri come contribuzione aggiuntiva.
Per le aziende con piu di 49 dipendenti, la quota di TFR non destinata alla previdenza complementare confluisce nel Fondo di Tesoreria INPS (art. 1, co. 755 ss., L. 296/2006). Le aziende con fino a 49 dipendenti accantonate il TFR in azienda oppure lo versano al Fondo Mario Negri per intero.
La scelta sulla destinazione del TFR spetta al lavoratore al momento dell’assunzione (entro 6 mesi): il silenzio equivale a destinazione al fondo di previdenza complementare applicabile (Fondo Mario Negri) per i dirigenti del terziario.
Anticipo del TFR e liquidazione
Il dirigente puo richiedere un anticipo del TFR maturato (fino al 70% del maturato) nelle seguenti ipotesi (art. 2120, co. 6, c.c.):
acquisto o ristrutturazione della prima casa;
spese sanitarie straordinarie per gravi patologie proprie o del coniuge/figli;
corsi di formazione (facolta accordata da accordo aziendale o CCNL).
L’anticipo e concedibile una sola volta nel corso del rapporto e a condizione che il lavoratore abbia almeno 8 anni di anzianita. E tassato con tassazione separata al momento della liquidazione.
Alla cessazione del rapporto, il TFR viene liquidato con tassazione separata: aliquota media IRPEF degli ultimi 5 anni di reddito, applicata sulla quota tassabile (al netto di eventuali rivalutazioni gia tassate con imposta sostitutiva).
Casi pratici
Tizio – Calcolo TFR su RGA con variabile continuativa
Tizio ha una RGA di 70.000 euro + MBO di 10.000 euro annui erogato costantemente da 5 anni. Il TFR annuo si calcola su 80.000 euro (RGA + variabile continuativa): 80.000 / 13,5 = 5.926 euro di accantonamento annuo. Dopo 10 anni con rivalutazione cumulata, il TFR lordo sara di circa 65.000-70.000 euro, tassato con aliquota media IRPEF degli ultimi 5 anni.
Caia – Anticipo TFR per acquisto prima casa
Caia ha 10 anni di anzianita e un TFR maturato di 80.000 euro. Vuole acquistare la prima casa e chiede il 70% di anticipo: 56.000 euro. L’azienda puo concedere l’anticipo entro i limiti di legge e dello statuto del Fondo Mario Negri. Se parte del TFR e confluita nel Fondo, la richiesta va indirizzata al Fondo stesso secondo le sue procedure.
Sempronio – Fallimento del datore e Fondo di garanzia INPS
L’azienda di Sempronio fallisce con un TFR maturato di 45.000 euro. Sempronio attiva il Fondo di Garanzia INPS (art. 2 L. 297/1982): l’INPS corrisponde il TFR non pagato entro i limiti di legge. Se parte del TFR era in tesoreria INPS, quella quota e gia al sicuro. La parte in Fondo Mario Negri e separata dal patrimonio aziendale e non subisce il fallimento.
Domande frequenti
Il TFR del dirigente si calcola su 13 o 13,5 mensilita?
Su 13,5. La formula di legge (art. 2120 c.c.) divide la retribuzione annua per 13,5, indipendentemente dal fatto che il CCNL preveda 13 o 14 mensilita. Il divisore 13,5 e fisso per legge per tutti i lavoratori dipendenti.
Cosa succede al TFR se il dirigente e iscritto al Fondo Mario Negri?
Il Fondo Mario Negri e la previdenza complementare obbligatoria per i dirigenti del terziario. Il TFR destinato al Fondo confluisce nel montante individuale e sara liquidato come prestazione pensionistica complementare (rendita o capitale) al momento del pensionamento, con tassazione agevolata rispetto al TFR tradizionale.
Il variabile conta per il TFR?
Si, se erogato con carattere di continuita. I bonus occasionali o non ricorrenti tendenzialmente non entrano nella base TFR. L’MBO strutturale, erogato ogni anno secondo piani aziendali stabili, di norma concorre alla base di calcolo.
L'anticipo del TFR riduce la pensione complementare?
Se il TFR era destinato al Fondo Mario Negri e l’anticipo proviene dal Fondo, si: riduce il montante individuale e quindi la futura prestazione complementare. Per questo e preferibile valutare alternative finanziarie prima di attingere al TFR previdenziale.
Come si tassa il TFR alla cessazione?
Con tassazione separata: il fisco determina l’aliquota media IRPEF applicata sui redditi degli ultimi 5 anni e la applica sul TFR tassabile. Solitamente l’aliquota risultante e piu favorevole della tassazione ordinaria sull’importo percepito in un’unica soluzione.
Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Dirigenti Commercio (Manageritalia). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
1. Le emissioni in atmosfera degli impianti termici civili di potenza termica nominale superiore al valore di soglia devono rispettare i pertinenti valori limite previsti dalla parte III dell’Allegato IX alla parte quinta del presente decreto e i più restrittivi valori limite previsti dai piani e dai programmi di qualità dell’aria previsti dal decreto legislativo n. 155 del 2010 , ove necessario al conseguimento ed al rispetto dei valori e degli obiettivi di qualità dell’aria.
1-bis. I medi impianti termici civili messi in esercizio prima del 20 dicembre 2018 sono soggetti ai pertinenti valori previsti a fini di adeguamento dall’allegato IX alla Parte Quinta ed alle disposizioni dei commi 2-bis e 2-ter a partire dal 1° gennaio
2029.
2. I valori di emissione degli impianti di cui al comma 1 devono essere controllati almeno annualmente dal responsabile dell’esercizio e della manutenzione dell’impianto nel corso delle normali operazioni di controllo e manutenzione. I valori misurati, con l’indicazione delle relative date, dei metodi di misura utilizzati e del soggetto che ha effettuato la misura, devono essere allegati al libretto di centrale previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412 . La parte III, sezione 1, dell’allegato IX alla parte quinta del presente decreto individua i casi in cui tale controllo dei valori di emissione non è richiesto o deve essere effettuato con una diversa frequenza. Al libretto di centrale devono essere allegati altresì i documenti o le dichiarazioni che attestano l’espletamento delle manutenzioni necessarie a garantire il rispetto dei valori limite di emissione previste dal libretto di centrale.
2-bis. In caso di medi impianti termici civili, le non conformità dei valori limite misurati rispetto ai valori limite prescritti, accertate nei controlli previsti al comma 2, sono comunicate dal responsabile dell’esercizio e della manutenzione dell’impianto all’autorità competente entro 24 ore dall’accertamento, utilizzando il formato stabilito dalla normativa regionale. In tali casi, il responsabile dell’esercizio e della manutenzione dell’impianto deve procedere al ripristino della conformità nel più breve tempo possibile. L’autorità competente può impartire prescrizioni dirette al ripristino della conformità, fissando un termine per l’adempimento, e stabilire le condizioni per l’esercizio dell’impianto fino al ripristino. La continuazione dell’esercizio non è in tutti i casi concessa se la non conformità può determinare un pericolo per la salute umana o un significativo peggioramento della qualità dell’aria a livello locale.
2-ter. In caso di medi impianti termici civili, al libretto di centrale sono allegati, oltre agli atti previsti al comma 2, i seguenti atti: a) la comunicazione di avvenuta registrazione di cui all’articolo 284, comma 2-quater; b) la documentazione relativa al tipo ed al quantitativo di combustibili utilizzati; c) le prove del funzionamento effettivo e costante dell’impianto di abbattimento delle emissioni, ove presente; d) la documentazione relativa alle comunicazioni effettuate ed agli interventi effettuati ai sensi del comma
2-bis.
3. Ai fini del campionamento, dell’analisi e della valutazione delle emissioni degli impianti termici di cui al comma 1 si applicano i metodi previsti nella parte III dell’Allegato IX alla parte quinta del presente decreto.
4. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 15 NOVEMBRE 2017, N. 183 .
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