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La guida
Nel CCNL del settore elettrico (art. 26) il preavviso di licenziamento dipende solo dall’anzianità: 1 mese fino a 2 anni, 3 mesi da 2 a 10 anni, 4 mesi oltre 10 anni (8 giorni per chi ha i requisiti della pensione di vecchiaia). Per le dimissioni i termini sono dimezzati. Decorrono dalla metà o dalla fine di ciascun mese.
Aggiornamento al 3 settembre 2026. Il CCNL del settore elettrico è stato rinnovato per il triennio 2025-2027: l’ipotesi di accordo è stata firmata l’11 febbraio 2025 da Elettricità Futura, Utilitalia ed Energia Libera insieme ai gruppi maggiori (Enel, Terna, Sogin, GSE) con Filctem-CGIL, Flaei-CISL e Uiltec-UIL, per circa 60.000 addetti in poco meno di 130 imprese. L’aumento complessivo (TEC) è di 312 euro, quello sui minimi (TEM) di 290 euro in quattro tranche: 90 euro dal 1° aprile 2025, 65 dal 1° aprile 2026, 65 dal 1° aprile 2027 e 70 dal 1° ottobre 2027. Fra le novità normative: il confronto preventivo in azienda sull’intelligenza artificiale, la certificazione della rappresentanza, il comporto per i lavoratori con disabilità esteso da 12 a 18 mesi continuativi (da 18 a 24 non consecutivi nell’arco di 36 mesi) e il congedo per le vittime di violenza di genere portato da 6 a 12 mesi. Vedi l’hub CCNL Elettrici e le tabelle retributive.
Tabella del preavviso: licenziamento e dimissioni
| Anzianità di servizio | Licenziamento | Dimissioni |
|---|---|---|
| Fino a 2 anni compiuti | 1 mese | 15 giorni |
| Da 2 a 10 anni compiuti | 3 mesi | 1 mese e mezzo |
| Oltre 10 anni compiuti | 4 mesi | 2 mesi |
| Lavoratore con i requisiti per la pensione di vecchiaia (dal 2023) | 8 giorni di calendario | – |
Fonte: art. 26 del CCNL settore elettrico 11 febbraio 2025. Il preavviso non dipende dal livello o dal parametro. Per le dimissioni i termini sono «ridotti alla metà» (comma 3); i termini decorrono dalla metà o dalla fine di ciascun mese (comma 4).
Calcolo preavviso
Dipende da: anzianità di servizio (fino a 2 anni, da 2 a 10, oltre 10) e da chi recede. Il livello di inquadramento non conta.
Il preavviso decorre dalla metà o dalla fine di ciascun mese (art. 26, comma 4). In caso di dimissioni, la malattia sopravvenuta non interrompe il preavviso.
Preavviso lavorato vs indennità
Chi recede senza rispettare il preavviso paga all’altra parte un’indennità pari alla retribuzione del periodo mancante (art. 26, comma 5); l’azienda può trattenerla se è il lavoratore a non darlo. La parte che riceve la disdetta può anche troncare subito il rapporto senza dover indennizzare il periodo non lavorato (comma 7). Durante il preavviso l’azienda concede permessi per cercare un nuovo lavoro.
Dimissioni del lavoratore
Preavviso dimezzato rispetto al licenziamento (art. 26, comma 3): 15 giorni, un mese e mezzo o 2 mesi secondo l’anzianità. Le dimissioni si presentano con la procedura telematica del Ministero del lavoro (D.Lgs. 151/2015) e sono revocabili entro 7 giorni.
Non passano dalla procedura telematica, tra l’altro, le dimissioni in periodo di prova e quelle rese in sede protetta; le dimissioni della lavoratrice madre o del padre nei primi 3 anni del figlio vanno convalidate dall’Ispettorato del lavoro.
Licenziamento per giusta causa
Senza preavviso. Il CCNL (art. 25, punto 3) indica a titolo di esempio: grave insubordinazione, furto in azienda, trafugamento di disegni, progetti o documenti, danneggiamento volontario, abbandono del posto con pregiudizio per le persone o la sicurezza degli impianti, comportamenti che possono provocare grave pregiudizio all’incolumità delle persone o alla sicurezza degli impianti, lavori per conto proprio con materiale aziendale, rissa.
Sono invece casi di licenziamento con preavviso (punto 2): l’insubordinazione non grave, le assenze ingiustificate oltre 4 giorni consecutivi o ripetute nell’anno, la manifesta alterazione psico-fisica durante l’orario di lavoro.
Procedura: contestazione + 5 gg difesa + decisione.
Licenziamento per giustificato motivo
Soggettivo o oggettivo. Per oggettivo (riduzione personale, cessazione impianto) RSU verifica. Per gli assunti prima del 7 marzo 2015, nelle aziende con più di 15 dipendenti: tentativo preventivo di conciliazione all’Ispettorato.
Il settore ha forte protezione: licenziamenti rari, spesso ricollocazione in altri impianti del gruppo (Enel, Terna, A2A hanno mobilità interna).
Casi pratici
Approfondisci con la guida pratica
Domande frequenti
Quanto preavviso devo dare se mi dimetto da operatore centrale?
Posso essere licenziato senza preavviso?
Esiste la mobilità interna in caso di chiusura impianto?
Le dimissioni online sono obbligatorie?
Stesso CCNL: consulta anche stipendi 2026 per parametro, ferie 28 gg, permessi, congedi, maternità, esonero centrali, paternità, 13ª, 14ª, premi produttività, malattia, comporto, infortunio elettrico e prova per parametro.
Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Settore Elettrico. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.