Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Lavoro all’estero e retribuzioni convenzionali: come dichiarare nel 730

    In sintesi

    • Chi riguarda: lavoratori dipendenti residenti in Italia che svolgono lavoro in via continuativa e come oggetto esclusivo del rapporto all’estero.
    • Retribuzione convenzionale: importo stabilito ogni anno dal Ministero del Lavoro, usato al posto della retribuzione reale per calcolare il reddito imponibile.
    • Dove si dichiara: Quadro C, Sezione I, codice ‘6’ nella colonna 4 (Altri dati) e codice ‘2’ nella colonna 1 (Tipo).
    • Reddito imponibile: si usa la retribuzione convenzionale ministeriale, non lo stipendio effettivo ricevuto all’estero.
    • Documento chiave: Certificazione Unica 2026 rilasciata dal datore di lavoro (punti 1 o 2 per il reddito).
    • Detrazioni spettanti: spetta la detrazione per lavoro dipendente rapportata al periodo di lavoro, calcolata da chi presta l’assistenza fiscale.

    Cosa sono le retribuzioni convenzionali e quando si usano

    Se lavori stabilmente all’estero per un datore di lavoro italiano, e il tuo rapporto di lavoro ha come oggetto esclusivo l’attività svolta fuori dall’Italia, non dichiari lo stipendio che hai effettivamente ricevuto. Dichiari invece una retribuzione convenzionale, cioè un importo fisso stabilito ogni anno dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Questo sistema esiste per evitare che chi lavora in Paesi con costo della vita molto diverso da quello italiano sia tassato in modo iniquo.

    La regola si trova nell’art. 51, comma 8-bis del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi) e si applica solo se il rapporto di lavoro è continuativo e svolto interamente all’estero. Non basta andare spesso in trasferta: serve che l’estero sia il luogo stabile e principale della tua attività lavorativa.

    Nel 730/2026 questi redditi vanno nel Quadro C, Sezione I. Nella colonna 1 (Tipo) si mette il codice 2, nella colonna 4 (Altri dati) il codice 6. Il reddito da indicare è quello convenzionale, che trovi nella Certificazione Unica 2026 rilasciata dal tuo datore di lavoro (punti 1 o 2 a seconda del contratto).

    Riepilogo compilazione Quadro C per lavoro estero convenzionale
    Elemento Valore/istruzione
    Sezione del modello Quadro C, Sezione I
    Codice colonna 1 (Tipo) 2 (lavoro dipendente o assimilato)
    Codice colonna 4 (Altri dati) 6 (retribuzioni convenzionali estero, art. 51 c. 8-bis TUIR)
    Importo da indicare Retribuzione convenzionale ministeriale (non quella reale)
    Documento di riferimento Certificazione Unica 2026, punto 1 o 2
    Detrazioni Detrazione per lavoro dipendente, rapportata al periodo

    Esempio pratico

    • Tizio lavora come tecnico per una società italiana con sede operativa in Germania, dove risiede per tutto il 2025. Il suo stipendio reale è 52.000 euro annui. Il Ministero del Lavoro ha fissato per la sua categoria la retribuzione convenzionale a 38.000 euro. Nel 730/2026, Tizio indica nel Quadro C il reddito di 38.000 euro (non 52.000), inserisce codice 2 in colonna 1 e codice 6 in colonna 4. La detrazione per lavoro dipendente viene calcolata da chi presta assistenza fiscale tenendo conto di questo importo convenzionale.

    Documenti necessari

    • Certificazione Unica 2026 rilasciata dal datore di lavoro (punto 1 o 2)
    • Tabella delle retribuzioni convenzionali pubblicata annualmente dal Ministero del Lavoro
    • Contratto di lavoro (per verificare continuatività e oggetto esclusivo del rapporto)
    • Eventuali documenti sul Paese estero di lavoro per compilare il codice Stato estero se richiesto

    Lavoratore dipendente di azienda italiana, tutto l'anno all'estero

    Scenario. Caio, residente a Milano, è un ingegnere assunto da una multinazionale italiana. Nel 2025 lavora esclusivamente nella filiale di Dubai: non torna mai in Italia per motivi di lavoro. Il datore di lavoro è italiano e gli rilascia la Certificazione Unica 2026.

    Come si applica. Caio rientra nel regime delle retribuzioni convenzionali (art. 51, c. 8-bis TUIR). Nel 730 usa il codice 2 in colonna 1 e il codice 6 in colonna 4. Indica il reddito convenzionale ministeriale, non quello che ha effettivamente percepito. Chi presta l’assistenza fiscale calcola la detrazione per lavoro dipendente su quella base.

    In pratica

    • Controlla la Certificazione Unica 2026: il reddito indicato dal datore di lavoro dovrebbe già essere quello convenzionale.
    • Se hai dubbi su quale importo convenzionale si applica alla tua categoria, chiedi al datore di lavoro o al CAF.

    Lavoratore con periodi sia in Italia sia all'estero

    Scenario. Sempronio lavora per una società italiana: da gennaio a giugno è in trasferta continua tra Roma e Berlino (metà mese in ciascun Paese); da luglio a dicembre è stabilmente a Berlino con oggetto esclusivo del rapporto all’estero.

    Come si applica. Solo il periodo da luglio a dicembre (6 mesi) soddisfa il requisito di continuatività ed esclusività. Per quei mesi Sempronio usa le retribuzioni convenzionali (codice 6 in colonna 4). Per il primo semestre, invece, i redditi sono redditi di lavoro dipendente ordinari (codice 2 in colonna 1, senza codice 6). Occorre compilare righi distinti nel Quadro C per i due periodi.

    In pratica

    • Verifica con il datore di lavoro se ha già suddiviso i due periodi nella Certificazione Unica.
    • In caso di periodi misti, è consigliabile rivolgersi a un CAF o a un professionista per la corretta ripartizione.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    Cosa si intende per 'retribuzione convenzionale'?

    È un importo fisso stabilito ogni anno dal Ministero del Lavoro che sostituisce lo stipendio reale ai fini del calcolo delle imposte per chi lavora stabilmente all’estero. Non dipende da quanto hai effettivamente guadagnato.

    Devo avere un contratto a tempo indeterminato per usare le retribuzioni convenzionali?

    No, ma il rapporto deve essere continuativo e l’attività svolta all’estero deve essere l’oggetto esclusivo del rapporto. Sia i contratti a tempo determinato sia quelli indeterminato possono rientrare nel regime, se rispettano questi requisiti.

    Come faccio a sapere quale retribuzione convenzionale si applica a me?

    La tabella viene pubblicata ogni anno dal Ministero del Lavoro. Il tuo datore di lavoro dovrebbe averla già usata per compilare la Certificazione Unica 2026. Se non sei sicuro, chiedi al datore di lavoro o a un CAF.

    Se lavoro all'estero devo pagare le tasse anche lì?

    Dipende dalla convenzione contro le doppie imposizioni tra l’Italia e il Paese dove lavori. Il regime delle retribuzioni convenzionali riguarda solo la dichiarazione in Italia; l’eventuale doppia tassazione va verificata caso per caso.

    Posso usare il 730 se lavoro all'estero?

    Sì, se sei residente fiscalmente in Italia. I redditi prodotti all’estero con retribuzioni convenzionali vanno dichiarati nel Quadro C del 730.

  • Art. 1052 Codice della Navigazione: Decadenza dell’esercente dal beneficio della limitazione

    Art. 1052 Codice della Navigazione: Decadenza dell'esercente dal beneficio della limitazione

    Testo vigente verificato su Normattiva. Scheda in arricchimento editoriale.

    (Decadenza dell'esercente dal beneficio della limitazione).

    L'esercente decade dal beneficio della limitazione per mancato deposito, entro il termine fissato, della somma limite o della somma per le spese del procedimento.

    Fonte: Normattiva.it.

  • Art. 112 L. 689/1981 – Perdono giudiziale

    Art. 112 L. 689/1981 – Perdono giudiziale

    L. 24 novembre 1981, n. 689 – testo aggiornato

    Nota: gli importi in lire sono quelli della novella del 1981. Nel testo vigente dell’art. 169 c.p. il perdono giudiziale è ammesso quando la pena pecuniaria non supera 1.549 euro.

    L' articolo 19 del regio decreto-legge 20 luglio 1934, n. 1404 , convertito, con modificazioni, nella legge 27 maggio 1935, n. 835 , è sostituito dal seguente: "Art.

    19. – (Perdono giudiziale). – Se per il reato commesso da minore degli anni diciotto il tribunale per i minorenni ritiene che si possa applicare una pena restrittiva della libertà personale non superiore a due anni, ovvero una pena pecuniaria non superiore a lire tre milioni, anche se congiunta a detta pena, può applicare il perdono giudiziale, sia quando provvede a norma dell'articolo 14 sia nel giudizio".

  • Art. 2 L. 633/1941 – Elencazione delle opere protette

    Testo della norma consultabile sul portale ufficiale Normattiva. Di seguito la lettura divulgativa a cura della redazione.

  • Art. 111 L. 689/1981 – Disposizioni transitorie

    Art. 111 L. 689/1981 – Disposizioni transitorie

    L. 24 novembre 1981, n. 689 – testo aggiornato

    Le norme sulla conversione delle pene pecuniarie si applicano ai reati commessi successivamente all'entrata in vigore della presente legge. In deroga a quanto disposto dall' articolo 172 del codice penale , la pena della multa inflitta, anche congiuntamente a quella della reclusione, per reati commessi prima della entrata in vigore della presente legge, si estingue col decorso del termine di dieci anni dalla data di entrata in vigore della presente legge; tuttavia, se la sentenza di condanna e divenuta irrevocabile successivamente alla data di entrata in vigore della presente legge, la pena della multa si estingue col decorso di dieci anni dal passaggio in giudicato della sentenza.

  • Eccedenze IRPEF da dichiarazioni precedenti: come riportarle nel 730

    In sintesi

    • Il credito non rimborsato si riporta nel rigo F3: se dalla dichiarazione 2024 risulta un credito IRPEF che il sostituto non ha ancora restituito, va indicato nella colonna 1 del rigo F3.
    • La fonte è la CU 2026 o il modello REDDITI PF 2025: per chi ha presentato REDDITI PF 2025, il credito sta nella colonna 5 del rigo RX1; per chi ha il 730/2025, al punto 64 della CU 2026.
    • Se hai già usato il credito in compensazione F24, indicalo nella colonna 2: la colonna 1 mostra il credito totale, la colonna 2 la parte già usata con F24.
    • Le eccedenze riguardano anche addizionale regionale e comunale: colonne 8 e 11 del rigo F3 raccolgono i crediti non rimborsati di queste imposte aggiuntive.
    • Integrative a favore presentate oltre l’anno successivo vanno nel rigo F4: se nel 2025 hai presentato una dichiarazione integrativa a favore per gli anni dal 2019 al 2023 e non hai chiesto il rimborso, il credito va in F4, non in F3. Quella per il 2024 va in F3.

    Cos'è un'eccedenza e quando si crea

    Quando presenti la dichiarazione dei redditi e risulta che hai pagato più IRPEF di quanta ne dovevi – perché le ritenute trattenute dallo stipendio erano eccessive, oppure perché hai avuto molte detrazioni – il risultato è un credito fiscale. Normalmente il datore di lavoro te lo rimborsa direttamente in busta paga. Ma a volte questo rimborso non avviene: per esempio perché non hai un sostituto d’imposta, oppure perché hai chiesto che il credito venga usato per pagare altre imposte con il modello F24.

    Questo credito che ‘avanza’ dalla dichiarazione precedente si chiama eccedenza. Le istruzioni del modello 730/2026 dedicano la Sezione III del quadro F proprio a queste eccedenze, cioè ai crediti maturati con le dichiarazioni passate e non ancora consumati. Se non li riporti nel 730/2026, perdi il beneficio: il credito risultante dal 2024 non viene scalato dall’imposta del 2025.

    Riportare l’eccedenza è semplice, a patto di avere i documenti giusti. La fonte principale è la Certificazione Unica 2026 (CU 2026) rilasciata dal datore di lavoro, oppure il prospetto di liquidazione del 730/2025 o il modello REDDITI PF 2025 presentato l’anno scorso.

    Rigo F3: dove trovare le eccedenze e dove indicarle
    Tipo di eccedenza Colonna rigo F3 Fonte (730/2025) Fonte (REDDITI PF 2025)
    Credito IRPEF non rimborsato Colonna 1 Punto 64 CU 2026 Col. 5 rigo RX1 Mod. REDDITI PF 2025
    Credito IRPEF usato in compensazione F24 Colonna 2 — —
    Eccedenza cedolare secca non rimborsata Colonna 5 Punto 94 CU 2026 Col. 5 rigo RX4 Mod. REDDITI PF 2025
    Eccedenza addizionale regionale non rimborsata Colonna 8 Punto 74 CU 2026 Col. 5 rigo RX2 Mod. REDDITI PF 2025
    Eccedenza addizionale comunale non rimborsata Colonna 11 Punto 84 CU 2026 Col. 5 rigo RX3 Mod. REDDITI PF 2025
    Eccedenza premi di risultato Colonna 13 (colonna 14 se già usata in F24) — —

    Esempio pratico

    • Sempronio nel 2024 ha avuto molte spese mediche e dal prospetto di liquidazione del 730/2025 risultava un credito IRPEF di 950 euro. Il datore di lavoro non ha erogato il rimborso direttamente, quindi il credito risulta al punto 64 della CU 2026. Sempronio nel 730/2026 inserisce 950 nel rigo F3 colonna 1. Se nel frattempo ha usato 200 euro di quel credito con F24 per pagare l’IMU, inserisce 200 nella colonna 2. Il saldo residuo di 750 euro viene scalato dall’IRPEF 2025 calcolata nel 730/2026.

    Documenti necessari

    • Certificazione Unica 2026 rilasciata dal datore di lavoro (punti 64, 74, 84, 94)
    • Prospetto di liquidazione Mod. 730-3/2025 (righi 501-504 per eventuali crediti non compensati)
    • Modello REDDITI PF 2025, righi RX1 colonna 5 (IRPEF), RX2 col. 5 (add. regionale), RX3 col. 5 (add. comunale), RX4 col. 5 (cedolare secca)
    • Modelli F24 relativi a compensazioni effettuate nel 2025 con codice del credito IRPEF
    • Eventuali comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate su crediti diversi da quelli dichiarati

    Tizio: credito dal 730/2025 non rimborsato dal datore

    Scenario. Tizio ha presentato il 730/2025 tramite CAF. Ne è risultato un credito IRPEF di 600 euro, ma ha scelto di non farselo rimborsare direttamente e di usarlo l’anno successivo. Il punto 64 della sua CU 2026 riporta 600 euro.

    Come si applica. Tizio compila il rigo F3 colonna 1 con 600 euro. Non ha utilizzato niente con F24, quindi la colonna 2 resta vuota. Chi presta assistenza fiscale nel 730/2026 sottrae questi 600 euro dall’IRPEF dovuta sul 2025: se l’imposta risultante è 2.000 euro, Tizio dovrà effettivamente 1.400 euro (o ricevere un ulteriore rimborso se le ritenute del 2025 coprivano già di più).

    In pratica

    • Cerca il punto 64 sulla tua CU 2026: se c’è un importo, è il credito IRPEF che non ti è stato rimborsato.
    • Riportalo esattamente nella colonna 1 del rigo F3, senza modificarlo.
    • Se l’Agenzia delle Entrate ti ha comunicato un credito diverso (più alto o più basso), usa l’importo indicato nella comunicazione, secondo le regole descritte nelle istruzioni.

    Caio: dichiarazione integrativa a favore presentata nel 2025 per il 2020

    Scenario. Caio nel 2025 ha scoperto di poter recuperare un credito IRPEF per l’anno 2020 (periodo d’imposta non più coperto da F3). Ha presentato una dichiarazione integrativa a favore utilizzando il modello REDDITI PF 2021.

    Come si applica. Le istruzioni del 730/2026 prevedono per questo caso un rigo dedicato: il rigo F4. Caio deve indicare nella colonna 1 l’anno d’imposta di riferimento (2020) e nella colonna 2 l’eccedenza a credito IRPEF risultante dalla dichiarazione integrativa, nella misura non chiesta a rimborso. Questo credito concorre poi alla liquidazione dell’imposta 2025 nel 730/2026.

    In pratica

    • Le integrative a favore presentate nel 2025 per gli anni dal 2019 al 2023 (oltre il termine della dichiarazione dell’anno successivo) vanno nel rigo F4; quella per il 2024 va nel rigo F3.
    • Indica in colonna 1 l’anno d’imposta per il quale hai presentato la rettifica (es. 2020).
    • Se nel 2025 hai presentato integrative per più anni diversi, compila un rigo F4 separato per ciascun anno.

    Non ho presentato la dichiarazione l’anno scorso: posso riportare il credito?

    Sì. Se l’anno scorso non hai presentato la dichiarazione perché ricorrevano le condizioni di esonero, il credito non va perso: nella colonna 1 del rigo F3 puoi riportare il credito IRPEF risultante dalle dichiarazioni degli anni precedenti. Lo stesso vale per un 730 che non hai presentato un anno: il credito si indica nella prima dichiarazione successivamente presentata.

    Rimborso al posto del riporto

    Il credito non è obbligato a essere riportato. Se non lo fai valere nella dichiarazione successiva, o se non la presenti perché sei esonerato, puoi chiederne il rimborso con un’istanza agli uffici dell’Agenzia delle Entrate competenti in base al tuo domicilio fiscale.

    Eccedenze e Redditi PF 2026

    Le eccedenze a credito risultanti da dichiarazioni integrative a favore presentate oltre l’anno successivo si possono indicare sia nel 730/2026 sia nel modello Redditi PF 2026; in entrambi i casi concorrono alla liquidazione dell’imposta a debito o a credito della dichiarazione. Per l’anno d’imposta 2024 il rigo di riferimento nel 730/2026 resta il F3.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    Dove trovo il credito IRPEF della dichiarazione 2024 da riportare nel 730/2026?

    Se hai presentato il 730/2025, il credito non rimborsato dal sostituto sta al punto 64 della CU 2026. Se hai presentato il modello REDDITI PF 2025, sta nella colonna 5 del rigo RX1 di quel modello.

    Posso usare il credito IRPEF per pagare altre imposte (IMU, bollo auto)?

    Sì, tramite compensazione con il modello F24. In quel caso devi indicare nella colonna 2 del rigo F3 la parte del credito già utilizzata in compensazione, in modo che il 730 non la conti due volte.

    Che cosa succede se l'Agenzia delle Entrate mi ha comunicato un credito diverso da quello che avevo dichiarato?

    Se il credito comunicato è maggiore, riporti l’importo comunicato. Se è inferiore – ad esempio 800 euro invece di 1.000 – riporti l’importo inferiore (800 euro), a meno che tu abbia già versato con F24 la differenza (200 euro), nel qual caso riporti l’importo originale dichiarato (1.000 euro).

    Il credito di addizionale regionale e comunale si riporta nello stesso rigo?

    Sì, sempre nel rigo F3 ma in colonne diverse: colonna 8 per l’eccedenza di addizionale regionale, colonna 11 per quella comunale. In questo caso devi anche indicare il codice regione (colonna 7) e il codice comune (colonna 10) relativi al domicilio fiscale al 1° gennaio 2024.

    Cosa sono le dichiarazioni integrative ultrannuali e come si indicano?

    Sono dichiarazioni integrative a favore presentate nel 2025 oltre il termine della dichiarazione dell’anno successivo, cioè per gli anni dal 2019 al 2023. Il credito risultante, se non chiesto a rimborso, va nel rigo F4 (non nel rigo F3), indicando l’anno d’imposta nella colonna 1. Per l’anno 2024 si usa il rigo F3.

    Se il credito non superiore a 12 euro non è stato rimborsato, va comunque indicato?

    Sì. Le istruzioni prevedono che i crediti non superiori a 12 euro derivanti da un 730 presentato senza sostituto vadano comunque inclusi nel rigo F3, sommando gli importi indicati nelle colonne 4 e 5 del rigo 501 del prospetto di liquidazione 730-3/2025.

    Non ho presentato la dichiarazione l’anno scorso: posso riportare il credito?

    Sì, se non l’hai presentata perché ricorrevano le condizioni di esonero: il credito degli anni precedenti si indica nella prima dichiarazione presentata successivamente, nella colonna 1 del rigo F3.

    Posso chiedere il rimborso invece di riportare il credito?

    Sì. Se non fai valere il credito nella dichiarazione successiva, puoi chiederne il rimborso con un’istanza agli uffici dell’Agenzia delle Entrate competenti in base al domicilio fiscale.

  • Art. 109 L. 689/1981 – Mancata esecuzione dolosa di sanzioni pecuniarie

    Art. 109 L. 689/1981 – Mancata esecuzione dolosa di sanzioni pecuniarie

    L. 24 novembre 1981, n. 689 – testo aggiornato

    Dopo l' articolo 388-bis del codice penale è inserito il seguente: "Art.

    388-ter. – (Mancata esecuzione dolosa di sanzioni pecuniarie). – Chiunque, per sottrarsi all'esecuzione di una multa o di una ammenda o di una sanzione amministrativa pecuniaria, compie, sui propri o sugli altrui beni, atti simulati o fraudolenti, o commette allo stesso scopo altri fatti fraudolenti, è punito, qualora non ottemperi nei termini all'ingiunzione di pagamento contenuta nel precetto, con la reclusione da sei mesi a tre anni".

  • Art. 108 L. 689/1981 – (Inosservanza delle prescrizioni inerenti alle pene conseguenti alla conversione della multa o della ammenda)

    Art. 108 L. 689/1981 – (Inosservanza delle prescrizioni inerenti alle pene conseguenti alla conversione della multa o della ammenda)

    L. 24 novembre 1981, n. 689 – testo aggiornato

    La mancata esecuzione delle pene conseguenti alla conversione della pena pecuniaria, anche sostitutiva di una pena detentiva, ovvero la violazione grave o reiterata degli obblighi e delle prescrizioni ad esse inerenti, ne comporta la revoca e la parte residua si converte in uguale periodo di reclusione o di arresto, a seconda della specie della pena pecuniaria originariamente inflitta. La detenzione domiciliare e il lavoro di pubblica utilità, tuttavia, possono essere convertiti in altra pena sostitutiva più grave. Competente per la conversione è il magistrato di sorveglianza, che provvede ai sensi dell' articolo 678, comma 1-bis, del codice di procedura penale. Si applicano, in quanto compatibili, il secondo e il terzo comma dell'articolo

    66. Si applicano le disposizioni di cui al primo e al secondo comma dell'articolo 72.

  • Art. 107 L. 689/1981 – (Esecuzione delle pene conseguenti alla conversione della multa o dell’ammenda)

    Art. 107 L. 689/1981 – (Esecuzione delle pene conseguenti alla conversione della multa o dell’ammenda)

    L. 24 novembre 1981, n. 689 – testo aggiornato

    Per l'esecuzione della semilibertà sostitutiva, della detenzione domiciliare sostitutiva e del lavoro di pubblica utilità sostitutivo, quali pene conseguenti alla conversione della multa o dell'ammenda, si applicano gli articoli 62, 63, 64, 65, 68 e

    69. Competente è il magistrato di sorveglianza, che provvede ai sensi dell' articolo 678, comma 1-bis, del codice di procedura penale.

  • Art. 106 L. 689/1981 – Esecuzione di pene pecuniarie (abrogato)

    Art. 106 L. 689/1981 – Esecuzione di pene pecuniarie

    L. 24 novembre 1981, n. 689 – Modifiche al sistema penale

    Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dal D.Lgs. 10 ottobre 2022, n. 150. Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    Testo previgente

    L’ articolo 586 del codice di procedura penale è sostituito dal seguente: “Art. 586. – (Esecuzione di pene pecuniarie). – Le condanne a pene pecuniarie sono eseguite nei modi stabiliti dalle leggi e dai regolamenti.

    Per l’esecuzione delle pene pecuniarie pagabili ratealmente si osservano le disposizioni vigenti, in quanto applicabili, ma l’avviso di pagamento e il precetto debbono indicare l’importo e la scadenza delle singole rate.

    Per le garanzie di esecuzione si osservano gli articoli 616, 617 e 618.

    Se si tratta di pena pecuniaria applicata con decreto di condanna emesso dal pretore, assieme al decreto è notificato il precetto con cui si ingiunge di pagare la multa o l’ammenda inflitta e le spese del procedimento entro i cinque giorni successivi alla scadenza del termine per proporre opposizione; ovvero, limitatamente alle pene pecuniarie per le quali sia stato disposto il pagamento rateale, entro i cinque giorni successivi alla scadenza di ogni singola rata, sempre che l’opposizione stessa non sia stata proposta.

    Quando sia decorso inutilmente il tempo fissato nel precetto per il pagamento della pena rateale, il pubblico ministero o il pretore ordina la conversione della pena pecuniaria per la parte corrispondente.

    Quando sono accertate la mancanza di pagamento della pena pecuniaria e l’insolvibilità del condannato e, se ne è il caso, della persona civilmente obbligata per l’ammenda, il pubblico ministero o il pretore ordina la conversione della pena pecuniaria.

    Se l’interessato dichiara di opporsi al provvedimento del pubblico ministero o del pretore, si applica il secondo capoverso dell’articolo 582 senza effetto sospensivo”

  • Art. 344-terdecies D.Lgs. 209/2005 – (Disposizioni transitorie riguardanti il rispetto del Requisito Patrimoniale Minimo)

    Art. 344-terdecies D.Lgs. 209/2005 – (Disposizioni transitorie riguardanti il rispetto del Requisito Patrimoniale Minimo)

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    1. In deroga all'articolo 222-bis, le imprese di assicurazione e di riassicurazione che, al 31 dicembre 2015, rispettano il margine di solvibilità richiesto dalle disposizioni legislative e regolamentari in vigore a tale data ma non detengono fondi propri di base ammissibili sufficienti per coprire il Requisito Patrimoniale Minimo, si conformano alle disposizioni sul Requisito Patrimoniale Minimo di cui alla Sezione IV, Capo IV-bis, Titolo III, entro il 31 dicembre 2016.

    2. L'autorizzazione all'esercizio dell'attività di assicurazione o riassicurazione è revocata, ai sensi dell'articolo 242, all'impresa di cui al comma 1 che non si è conformata alle disposizioni sul Requisito Patrimoniale Minimo di cui alla Sezione IV, Capo IV-bis, Titolo III, entro il 31 dicembre 2016.

  • Art. 105 L. 689/1981 – Lavoro sostitutivo (abrogato)

    Art. 105 L. 689/1981 – Lavoro sostitutivo

    L. 24 novembre 1981, n. 689 – Modifiche al sistema penale

    Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dal D.Lgs. 10 ottobre 2022, n. 150. Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    Testo previgente

    Il lavoro sostitutivo consiste nella prestazione di un’attività non retribuita, a favore della collettività, da svolgere presso lo Stato, le regioni, le province, i comuni, o presso enti, organizzazioni o corpi di assistenza, di istruzione, di protezione civile e di tutela dell’ambiente naturale o di incremento del patrimonio forestale, previa stipulazione, ove occorra, di speciali convenzioni da parte del Ministero di grazia e giustizia, che può delegare il magistrato di sorveglianza.

    Tale attività si svolge nell’ambito della provincia in cui il condannato ha la residenza, per una giornata lavorativa per settimana, salvo che il condannato chieda di essere ammesso ad una maggiore frequenza settimanale

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