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La dirigente in maternita ha diritto all’astensione obbligatoria di 5 mesi (2 ante partum + 3 post partum) con indennita INPS all’80% della retribuzione media. Il CCNL Manageritalia non prevede integrazione obbligatoria al 100%, salvo accordi aziendali. Il congedo di paternita obbligatorio e di 10 giorni retribuiti al 100%.
Tabella riepilogativa
| Istituto | Durata | Indennita |
|---|---|---|
| Astensione obbligatoria maternita | 5 mesi (2+3 o flessibile) | 80% retribuzione media INPS |
| Congedo di paternita obbligatorio | 10 giorni entro 5 mesi dalla nascita | 100% (a carico INPS) |
| Congedo parentale madre | Fino a 9 mesi (entro 12 anni) | 80% per 3 mesi, 30% per restanti |
| Congedo parentale padre | Fino a 9 mesi (entro 12 anni) | 80% per 3 mesi, 30% per restanti |
| Protezione dal licenziamento | Dalla gravidanza fino a 1 anno di vita del figlio | N/A |
| Integrazione aziendale | Non obbligatoria per legge; possibile da accordo individuale/aziendale | Variabile |
Astensione obbligatoria per maternita
La dirigente in stato di gravidanza ha diritto all’astensione obbligatoria per maternita ai sensi del D.Lgs. 151/2001: normalmente 2 mesi prima del parto e 3 mesi dopo, oppure 1 mese prima e 4 dopo (astensione flessibile), oppure in caso di nascita prematura o di ricovero del neonato.
Durante il congedo di maternita, l’INPS eroga un’indennita pari all’80% della retribuzione media giornaliera (calcolata sulla retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi 12 mesi, non sulla RGA piena). Il CCNL Manageritalia non impone al datore di integrare l’indennita fino alla RGA completa, ma accordi aziendali e contratti individuali possono prevederlo.
La dirigente e protetta dal licenziamento dalla data di comunicazione dello stato di gravidanza fino al compimento del primo anno di vita del figlio (art. 54, D.Lgs. 151/2001). Il licenziamento in tale periodo e nullo, salvo giusta causa.
Congedo di paternita: obbligatorio e facoltativo
Il congedo obbligatorio di paternita spetta al padre dirigente per 10 giorni lavorativi (L. 234/2021 e proroghe), da fruire entro i 5 mesi dalla nascita o dall’adozione. L’indennita e al 100% della retribuzione, a carico INPS, e computata sulla retribuzione media degli ultimi 12 mesi.
Inoltre, il padre puo fruire di un ulteriore giorno di congedo facoltativo (rinunciando a un giorno della madre), sempre al 100%.
I giorni di congedo obbligatorio di paternita sono cumulabili con il congedo parentale e non riducono la quota spettante alla madre.
Congedo parentale: riforma 2022 e diritto alla disconnessione
La riforma del congedo parentale (D.Lgs. 105/2022) ha elevato al 80% l’indennita per i primi 3 mesi di congedo parentale per ciascun genitore (nei primi 6 anni di vita del figlio), superando la precedente aliquota del 30%.
Per i periodi eccedenti i 3 mesi, l’indennita torna al 30% fino al limite massimo di fruizione (10 anni di eta del figlio per i periodi al 30%, 12 anni per il congedo non retribuito).
I dirigenti del terziario possono fruire del congedo parentale in modalita oraria, se previsto dall’accordo aziendale, consentendo una maggiore flessibilita nella gestione del rientro al lavoro.
Casi pratici
Domande frequenti
L'indennita di maternita e al 100% per le dirigenti?
La maternita e protetta anche per le dirigenti?
Il congedo parentale riduce l'anzianita per il TMCA?
E possibile il rientro part-time dopo la maternita?
Il padre dirigente puo fruire del congedo parentale se la madre non lavora?
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Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Dirigenti Commercio (Manageritalia). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
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In sintesi
Indice dei contenuti
La figura del dirigente del terziario, regolata dal CCNL Manageritalia, e spesso percepita come estranea alle tutele tipiche del lavoro dipendente. In realta, sul terreno della genitorialita, il dirigente gode pienamente delle protezioni del D.Lgs. 151/2001, il Testo Unico a tutela della maternita e della paternita, che il contratto di categoria integra in alcuni profili economici e organizzativi. La particolarita non sta nell'esistenza della tutela, ma nel suo innesto su un rapporto caratterizzato da autonomia, fiduciarieta e responsabilita gestionale.
Il congedo di maternita
Il congedo di maternita obbligatorio copre, di norma, cinque mesi a cavallo del parto, con la possibilita della flessibilita che consente di posticipare l'astensione nei limiti consentiti dal Testo Unico previa certificazione sanitaria. Durante il congedo spetta un'indennita; il CCNL Manageritalia puo prevedere un'integrazione a carico dell'azienda che porti il trattamento complessivo verso la retribuzione piena, secondo le misure stabilite dal contratto vigente, alle cui clausole si rinvia per gli importi.
Il congedo di paternita
Il padre dirigente ha diritto al congedo di paternita obbligatorio, da fruire nei giorni previsti dalla legge intorno alla nascita, e al congedo di paternita alternativo nei casi in cui subentri alla madre. Si tratta di tutele autonome, non subordinate alla rinuncia materna se non nelle ipotesi del congedo alternativo: una conquista che ha avvicinato la posizione del padre a quella della madre nella cura del figlio.
Il congedo parentale
Esaurito il periodo obbligatorio, entrambi i genitori possono fruire del congedo parentale entro i limiti complessivi e individuali fissati dal Testo Unico, con una quota indennizzata e una parte eventualmente non retribuita. Per il dirigente la fruizione va coordinata con la continuita della funzione gestionale: il diritto resta pieno, ma la programmazione richiede un dialogo con l'azienda per assicurare la copertura delle responsabilita.
Divieto di licenziamento e tutela del posto
Nel periodo protetto opera il divieto di licenziamento, che copre la lavoratrice dall'inizio della gravidanza fino al compimento del primo anno di vita del bambino, con le estensioni previste per il padre che fruisce del congedo. Per il dirigente, la cui disciplina del recesso e per altri versi piu flessibile, questa tutela rappresenta un argine inderogabile: un licenziamento intimato nel periodo protetto e nullo.
Rientro e tutela professionale
Al rientro il dirigente ha diritto a conservare la posizione e le funzioni: l'art. 2103 del codice civile vieta la dequalificazione, e nel ruolo dirigenziale la sottrazione di deleghe o responsabilita significative puo integrare un demansionamento rilevante. La genitorialita non puo tradursi in un arretramento di carriera mascherato da riorganizzazione.
Perche conta per la dirigenza
Il riconoscimento pieno delle tutele genitoriali alla dirigenza supera l'idea che l'autonomia del ruolo giustifichi minori protezioni nella vita familiare. Per l'azienda significa pianificare le sostituzioni; per il dirigente, esercitare un diritto senza temere ripercussioni sulla posizione.
Domande frequenti
Il dirigente del terziario ha diritto al congedo di maternita?
Si. Al dirigente si applicano le tutele del D.Lgs. 151/2001: il congedo di maternita obbligatorio copre di norma cinque mesi, indennizzato e, secondo il CCNL Manageritalia, eventualmente integrato a carico dell'azienda.
Spetta il congedo di paternita anche al dirigente?
Si. Il padre dirigente ha diritto al congedo di paternita obbligatorio nei giorni previsti dalla legge e, nei casi indicati, al congedo di paternita alternativo, secondo le modalita del Testo Unico.
Un dirigente puo essere licenziato durante la gravidanza?
No. Opera il divieto di licenziamento dall'inizio della gravidanza fino al primo anno di vita del bambino. Un licenziamento intimato nel periodo protetto e nullo, anche per la dirigenza.
Il congedo parentale e fruibile dal dirigente?
Si, entro i limiti complessivi e individuali del Testo Unico, con una quota indennizzata. La fruizione va coordinata con la continuita della funzione, ma il diritto resta pieno.
Al rientro il dirigente puo essere demansionato?
No. L'art. 2103 c.c. vieta la dequalificazione. La sottrazione di deleghe o responsabilita significative al rientro dalla maternita puo integrare un demansionamento illegittimo.