Art. 649 c.p. – Non punibilità e querela della persona offesa, per fatti commessi a danno di congiunti
Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)
Non è punibile chi ha commesso alcuno dei fatti preveduti da questo titolo in danno:
1° del coniuge non legalmente separato;
1-bis. della parte dell’unione civile tra persone dello stesso sesso;
2° di un ascendente o discendente o di un affine in linea retta, ovvero dell’adottante o dell’adottato;
3° di un fratello o di una sorella che con lui convivano.
I fatti preveduti da questo titolo sono punibili a querela della persona offesa, se commessi a danno del coniuge legalmente separato o della parte dell’unione civile tra persone dello stesso sesso, nel caso in cui sia stata manifestata la volontà di scioglimento dinanzi all’ufficiale dello stato civile e non sia intervenuto lo scioglimento della stessa , ovvero del fratello o della sorella che non convivano coll’autore del fatto, ovvero dello zio o del nipote o dell’affine in secondo grado con lui conviventi.
Le disposizioni di questo articolo non si applicano ai delitti preveduti dagli articoli 628, 629 e 630 e ad ogni altro delitto contro il patrimonio che sia commesso con violenza alle persone.
Spiegazione
Punisce chi non osserva un provvedimento legalmente dato dall’autorità per ragioni di giustizia, sicurezza pubblica, ordine pubblico o igiene, quando il fatto non costituisce un reato più grave. È una norma «di chiusura» che sanziona la disobbedienza a ordini legittimi.
Come funziona e quando si applica
Il provvedimento deve essere legalmente dato, individuale e specifico (non una norma generale e astratta), e adottato per una delle finalità indicate. Il reato è sussidiario: si applica solo se il fatto non integra una fattispecie più grave.
Esempio pratico
Chi ignora l’ordine di sgombero di un luogo pericolante emesso dal sindaco per ragioni di sicurezza pubblica può rispondere di inosservanza dei provvedimenti dell’autorità.
Domande frequenti
Cosa punisce l’art. 650 c.p.?
La mancata osservanza di un provvedimento legittimo dell’autorità dato per ragioni di giustizia, sicurezza, ordine pubblico o igiene, se il fatto non è reato più grave.
Norme collegate
Spiegazione divulgativa a scopo informativo, aggiornata alla normativa vigente; non sostituisce una consulenza legale sul caso concreto.