Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 650 c.p.: Inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità

    Art. 650 c.p.: Inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità

    Art. 650 c.p. – Inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall’Autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica, o d’ordine pubblico o d’igiene, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a lire duemila.

    Spiegazione

    Punisce chi non osserva un provvedimento legalmente dato dall’autorità per ragioni di giustizia, sicurezza pubblica, ordine pubblico o igiene, quando il fatto non costituisce un reato più grave. È una norma «di chiusura» che sanziona la disobbedienza a ordini legittimi.

    Come funziona e quando si applica

    Il provvedimento deve essere legalmente dato, individuale e specifico (non una norma generale e astratta), e adottato per una delle finalità indicate. Il reato è sussidiario: si applica solo se il fatto non integra una fattispecie più grave.

    Esempio pratico

    Chi ignora l’ordine di sgombero di un luogo pericolante emesso dal sindaco per ragioni di sicurezza pubblica può rispondere di inosservanza dei provvedimenti dell’autorità.

    Domande frequenti

    Cosa punisce l’art. 650 c.p.?

    La mancata osservanza di un provvedimento legittimo dell’autorità dato per ragioni di giustizia, sicurezza, ordine pubblico o igiene, se il fatto non è reato più grave.

    Norme collegate

    Spiegazione divulgativa a scopo informativo, aggiornata alla normativa vigente; non sostituisce una consulenza legale sul caso concreto.

  • Art. 651 c.p.: Rifiuto d’indicazioni sulla propria identità personale

    Art. 651 c.p.: Rifiuto d’indicazioni sulla propria identità personale

    Art. 651 c.p. – Rifiuto d’indicazioni sulla propria identità personale

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque, richiesto da un pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni, rifiuta di dare indicazioni sulla propria identità personale, sul proprio stato, o su altre qualità personali, è punito con l’arresto fino a un mese o con l’ammenda fino a lire duemila.

  • Art. 652 c.p.: Rifiuto di prestare la propria opera in occasione di un tumulto

    Art. 652 c.p.: Rifiuto di prestare la propria opera in occasione di un tumulto

    Art. 652 c.p. – Rifiuto di prestare la propria opera in occasione di un tumulto

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque, in occasione di un tumulto o di un pubblico infortunio o di un comune pericolo, ovvero nella flagranza di un reato, rifiuta, senza giusto motivo, di prestare il proprio aiuto o la propria opera, ovvero di dare le informazioni o le indicazioni che gli siano richieste da un pubblico ufficiale o da una persona incaricata di un pubblico servizio, nell’esercizio delle funzioni o del servizio, è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 5.000 a euro 15.000 .

    Se il colpevole dà informazioni o indicazioni mendaci, è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 6.000 a euro 18.000 .

  • Art. 653 c.p.: Formazione di corpi armati non diretti a commettere reati

    Art. 653 c.p.: Formazione di corpi armati non diretti a commettere reati

    Art. 653 c.p. Formazione di corpi armati non diretti a commettere reati

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Chiunque, senza autorizzazione, forma un corpo armato non diretto a commettere reati è punito con l’arresto fino a un anno.

  • Art. 649 c.p.: Non punibilità e querela della persona offesa, per fatti commessi a danno di congiunti

    Art. 649 c.p.: Non punibilità e querela della persona offesa, per fatti commessi a danno di congiunti

    Art. 649 c.p. – Non punibilità e querela della persona offesa, per fatti commessi a danno di congiunti

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Non è punibile chi ha commesso alcuno dei fatti preveduti da questo titolo in danno:

    1° del coniuge non legalmente separato;

    1-bis. della parte dell’unione civile tra persone dello stesso sesso;

    2° di un ascendente o discendente o di un affine in linea retta, ovvero dell’adottante o dell’adottato;

    3° di un fratello o di una sorella che con lui convivano.

    I fatti preveduti da questo titolo sono punibili a querela della persona offesa, se commessi a danno del coniuge legalmente separato o della parte dell’unione civile tra persone dello stesso sesso, nel caso in cui sia stata manifestata la volontà di scioglimento dinanzi all’ufficiale dello stato civile e non sia intervenuto lo scioglimento della stessa , ovvero del fratello o della sorella che non convivano coll’autore del fatto, ovvero dello zio o del nipote o dell’affine in secondo grado con lui conviventi.

    Le disposizioni di questo articolo non si applicano ai delitti preveduti dagli articoli 628, 629 e 630 e ad ogni altro delitto contro il patrimonio che sia commesso con violenza alle persone.

  • Articolo 644-ter Codice Penale: Prescrizione del reato di usura

    Articolo 644-ter Codice Penale: Prescrizione del reato di usura

    Art. 644-ter c.p. Prescrizione del reato di usura

    La prescrizione del reato di usura decorre dal giorno dell’ultima riscossione sia degli interessi che del capitale.

  • Articolo 645 Codice Penale: Frode in emigrazione

    Articolo 645 Codice Penale: Frode in emigrazione

    Art. 645 c.p. – Frode in emigrazione

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque, con mendaci asserzioni o con false notizie, eccitando taluno ad emigrare, o avviandolo a paese diverso da quello nel quale voleva recarsi, si fa consegnare o promettere, per sé o per altri, denaro o altra utilità, come compenso per farlo emigrare, è punito con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa da lire tremila a diecimila.

    La pena è aumentata se il fatto è commesso a danno di due o più persone.

  • Art. 647 c.p. – Appropriazione di cose smarrite, del tesoro o di cose avute per errore o caso fortuito (abrogato)

    Art. 647 c.p. – Appropriazione di cose smarrite, del tesoro o di cose avute per errore o caso fortuito (abrogato)

    Art. 647 c.p. – Appropriazione di cose smarrite, del tesoro o di cose avute per errore o caso fortuito

    R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398 – Codice penale

    Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dal D.Lgs. 15 gennaio 2016, n. 7. Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    Testo previgente

    È punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a un anno o con la multa da lire trecento a tremila: 1° chiunque, avendo trovato denaro o cose da altri smarrite, se li appropria, senza osservare le prescrizioni della legge civile sull’acquisto della proprietà di cose trovate; 2° chiunque, avendo trovato un tesoro, si appropria, in tutto o in parte, la quota dovuta al proprietario del fondo; 3° chiunque si appropria cose, delle quali sia venuto in possesso per errore altrui o per caso fortuito.

    Nei casi preveduti dai numeri 1° e 3°, se il colpevole conosceva il proprietario della cosa che si è appropriata, la pena è della reclusione fino a due anni e della multa fino a lire tremila

  • Art. 640-quater c.p.: Applicabilità dell’articolo 322-ter.

    Art. 640-quater c.p.: Applicabilità dell’articolo 322-ter.

    Art. 640-quater c.p. – Applicabilità dell’articolo 322-ter

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Nei casi di cui agli articoli 640, secondo comma, numeri 1 e 2-ter) , 640-bis e 640-ter, secondo comma, con esclusione dell’ipotesi in cui il fatto è commesso con abuso della qualità di operatore del sistema, si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni contenute nell’articolo 322-ter.

  • Articolo 641 Codice Penale: Insolvenza fraudolenta

    Articolo 641 Codice Penale: Insolvenza fraudolenta

    Art. 641 c.p. – Insolvenza fraudolenta

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque, dissimulando il proprio stato d’insolvenza, contrae un’obbligazione col proposito di non adempierla è punito, a querela della persona offesa, qualora la obbligazione non sia adempiuta, con la reclusione fino a due anni o con la multa fino a lire cinquemila.

    L’adempimento dell’obbligazione avvenuto prima della condanna estingue il reato.

  • Articolo 643 Codice Penale: Circonvenzione di persone incapaci

    Articolo 643 Codice Penale: Circonvenzione di persone incapaci

    Art. 643 c.p. – Circonvenzione di persone incapaci

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque, per procurare a sé o ad altri un profitto, abusando dei bisogni, delle passioni o della inesperienza di una persona minore, ovvero abusando dello stato d’infermità o deficienza psichica di una persona, anche se non interdetta o inabilitata, la induce a compiere un atto, che importi qualsiasi effetto giuridico per lei o per altri dannoso, è punito con la reclusione da due a sei anni e con la multa da euro 206 a euro 2.065.

    Spiegazione

    Punisce la circonvenzione di persone incapaci: chi, per procurare a sé o ad altri un profitto, abusando dei bisogni, delle passioni o dell’inesperienza di un minore, ovvero abusando dello stato d’infermità o deficienza psichica di una persona, la induce a compiere un atto che importi qualsiasi effetto giuridico dannoso per lei o per altri.

    Come funziona e quando si applica

    Tutela i soggetti deboli (anziani, minori, persone con fragilità psichica) dallo sfruttamento. Non serve una vera incapacità di intendere e volere: basta una condizione di minorata difesa di cui l’agente abusa. È spesso contestato per donazioni o testamenti estorti ad anziani.

    Esempio pratico

    Chi induce un anziano con deficit cognitivo a donargli i risparmi, approfittando della sua fragilità, può rispondere di circonvenzione di incapace.

    Domande frequenti

    Cosa punisce la circonvenzione di incapace?

    L’indurre, abusandone, una persona in stato di minorata difesa (minore, infermo, deficiente psichico) a compiere atti giuridici dannosi per sé o altri, allo scopo di profitto.

    Norme collegate

    Spiegazione divulgativa a scopo informativo, aggiornata alla normativa vigente; non sostituisce una consulenza legale sul caso concreto.

  • Art. 640-quinquies c.p.: Frode informatica del soggetto che presta servizi di certificazione di firma elettronica

    Art. 640-quinquies c.p.: Frode informatica del soggetto che presta servizi di certificazione di firma elettronica

    Art. 640-quinquies c.p. – Frode informatica del soggetto che presta servizi di certificazione di firma elettronica

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Il soggetto che presta servizi di certificazione di firma elettronica, il quale, al fine di procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto ovvero di arrecare ad altri danno, viola gli obblighi previsti dalla legge per il rilascio di un certificato qualificato, è punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa da 51 a 1.032 euro .

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.