Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 636 c.p.: Introduzione o abbandono di animali nel fondo altrui e pascolo abusivo

    Art. 636 c.p.: Introduzione o abbandono di animali nel fondo altrui e pascolo abusivo

    Art. 636 c.p. – Introduzione o abbandono di animali nel fondo altrui e pascolo abusivo

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque introduce o abbandona animali in gregge o in mandria nel fondo altrui è punito con la multa da lire cento a mille.

    Se l’introduzione o l’abbandono di animali, anche non raccolti in gregge o in mandria, avviene per farli pascolare nel fondo altrui, la pena è della reclusione fino a un anno o della multa da lire duecento a duemila.

    Qualora il pascolo avvenga, ovvero dalla introduzione o dall’abbandono degli animali il fondo sia stato danneggiato, il colpevole è punito con la reclusione fino a due anni e con la multa da lire cinquecento a cinquemila.

    Il delitto è punibile a querela della persona offesa.

  • Articolo 637 Codice Penale: Ingresso abusivo nel fondo altrui

    Articolo 637 Codice Penale: Ingresso abusivo nel fondo altrui

    Art. 637 c.p. – Ingresso abusivo nel fondo altrui

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque senza necessità entra nel fondo altrui recinto da fosso, da siepe viva o da un altro stabile riparo è punito, a querela della persona offesa, con la multa fino a lire mille.

  • Art. 638 c.p.: Uccisione o danneggiamento di animali altrui

    Art. 638 c.p.: Uccisione o danneggiamento di animali altrui

    Art. 638 c.p. – Uccisione o danneggiamento di animali altrui

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    .

    Chiunque senza necessità uccide o rende inservibili o comunque deteriora tre o più animali raccolti in gregge o in mandria, ovvero compie il fatto su animali bovini o equini, anche non raccolti in mandria, è punito con la reclusione da uno a quattro anni .

  • Art. 639-bis c.p.: Casi di esclusione della perseguibilità a querela

    Art. 639-bis c.p.: Casi di esclusione della perseguibilità a querela

    Art. 639-bis c.p. – Casi di esclusione della perseguibilità a querela

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Nei casi previsti dagli articoli 631, 632, 633 , 634-bis e 636 si procede d’ufficio se si tratta di acque, terreni, fondi o edifici pubblici o destinati ad uso pubblico.

  • Articolo 633 Codice Penale: Invasione di terreni o edifici

    Articolo 633 Codice Penale: Invasione di terreni o edifici

    Art. 633 c.p. – Invasione di terreni o edifici

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque invade arbitrariamente terreni o edifici altrui, pubblici o privati, al fine di occuparli o di trarne altrimenti profitto, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione da uno a tre anni e con la multa da euro 103 a euro 1.032.

    Si applica la pena della reclusione da due a quattro anni e della multa da euro 206 a euro 2.064 e si procede d’ufficio se il fatto è commesso da più di cinque persone o se il fatto è commesso da persona palesemente armata.

    Se il fatto è commesso da due o più persone, la pena per i promotori o gli organizzatori è aumentata.

  • Art. 634 c.p.: Turbativa violenta del possesso di cose immobili

    Art. 634 c.p.: Turbativa violenta del possesso di cose immobili

    Art. 634 c.p. – Turbativa violenta del possesso di cose immobili

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque, fuori dei casi indicati negli articoli 633 e 633-bis , turba, con violenza alla persona o con minaccia, l’altrui pacifico possesso di cose immobili, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a due anni e con la multa da lire mille a tremila.

    Il fatto si considera compiuto con violenza o minaccia quando è commesso da più di dieci persone.

    Si procede, tuttavia, d’ufficio se la persona offesa è incapace, per età o per infermità.

  • Art. 629 Codice Penale: Estorsione

    Art. 629 Codice Penale: Estorsione

    Art. 629 c.p. – Estorsione

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque, mediante violenza o minaccia, costringendo taluno a fare o ad omettere qualche cosa, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno, è punito con la reclusione da cinque a dieci anni e con la multa da euro 1.000 a euro 4.000.

    La pena è della reclusione da sette a venti anni e della multa da euro 5.000 a euro 15.000, se concorre taluna delle circostanze indicate nel terzo comma dell’articolo 628 .

    Chiunque, mediante le condotte di cui agli articoli 615-ter, 617-quater, 617-sexies, 635-bis, 635-quater e 635-quinquies ovvero con la minaccia di compierle, costringe taluno a fare o ad omettere qualche cosa, procurando a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno, è punito con la reclusione da sei a dodici anni e con la multa da euro 5.000 a euro 10.000. La pena è della reclusione da otto a ventidue anni e della multa da euro 6.000 a euro 18.000, se concorre taluna delle circostanze indicate nel terzo comma dell’articolo 628 nonché nel caso in cui il fatto sia commesso nei confronti di persona incapace per età o per infermità .

  • Art. 631 Codice Penale: Usurpazione

    Art. 631 Codice Penale: Usurpazione

    Art. 631 c.p. – Usurpazione

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque, per appropriarsi, in tutto o in parte, dell’altrui cosa immobile, ne rimuove o altera i termini è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a tre anni e con la multa fino a lire quattrocentomila .

  • Art. 632 c.p.: Deviazione di acque e modificazione dello stato dei luoghi

    Art. 632 c.p.: Deviazione di acque e modificazione dello stato dei luoghi

    Art. 632 c.p. – Deviazione di acque e modificazione dello stato dei luoghi

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque, per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto, devia acque, ovvero immuta nell’altrui proprietà lo stato dei luoghi, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a tre anni e con la multa fino a euro 206.

  • Articolo 626 Codice Penale: Furti punibili a querela dell’offeso

    Articolo 626 Codice Penale: Furti punibili a querela dell’offeso

    Art. 626 c.p. – Furti (minori

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    ) Si applica la reclusione fino a un anno ovvero la multa fino a lire duemila, e il delitto è punibile a querela della persona offesa:

    1° se il colpevole ha agito al solo scopo di fare uso momentaneo della cosa sottratta, e questa, dopo l’uso momentaneo, è stata immediatamente restituita;

    2° se il fatto è commesso su cose di tenue valore, per provvedere a un grave ed urgente bisogno;

    3° se il fatto consiste nello spigolare, rastrellare o raspollare nei fondi altrui, non ancora spogliati interamente del raccolto.

    Tali disposizioni non si applicano se concorre taluna delle circostanze indicate nei numeri 1°, 2°, 3° e 4° dell’

  • Art. 627 c.p. – Sottrazione di cose comuni (abrogato)

    Art. 627 c.p. – Sottrazione di cose comuni (abrogato)

    Art. 627 c.p. – Sottrazione di cose comuni

    R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398 – Codice penale

    Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dal D.Lgs. 15 gennaio 2016, n. 7. Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    Testo previgente

    [Il comproprietario, socio o coerede che, per procurare a sé o ad altri un profitto, si impossessa della cosa comune, sottraendola a chi la detiene, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a due anni o con la multa da lire quarantamila a quattrocentomila] Non è punibile chi commette il fatto su cose fungibili, se il valore di esse non eccede la quota a lui spettante

  • Art. 623 c.p.: Rivelazione di segreti scientifici o industriali

    Art. 623 c.p.: Rivelazione di segreti scientifici o industriali

    Art. 623 c.p. – Rivelazione di segreti scientifici o commerciali

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque, venuto a cognizione per ragioni del suo stato o ufficio, o della sua professione o arte, di segreti commerciali o di notizie destinate a rimanere segrete, sopra scoperte o invenzioni scientifiche, li rivela o li impiega a proprio o altrui profitto, è punito con la reclusione fino a due anni.

    La stessa pena si applica a chiunque, avendo acquisito in modo abusivo segreti commerciali, li rivela o li impiega a proprio o altrui profitto.

    Se il fatto relativo ai segreti commerciali è commesso tramite qualsiasi strumento informatico la pena è aumentata.

    Il colpevole è punito a querela della persona offesa.

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