Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 615 c.p.: Violazione di domicilio commessa da un pubblico ufficiale

    Art. 615 c.p.: Violazione di domicilio commessa da un pubblico ufficiale

    Art. 615 c.p. – Violazione di domicilio commessa da un pubblico ufficiale

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Il pubblico ufficiale, che, abusando dei poteri inerenti alle sue funzioni, s’introduce o si trattiene nei luoghi indicati nell’articolo precedente, è punito con la reclusione da uno a cinque anni.

    Se l’abuso consiste nell’introdursi nei detti luoghi senza l’osservanza delle formalità prescritte dalla legge, la pena è della reclusione fino a un anno.

    Nel caso previsto dal secondo comma il delitto è punibile a querela della persona offesa.

  • Art. 615-ter c.p.: Accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico

    Art. 615-ter c.p.: Accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico

    Art. 615-ter c.p. – Accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque abusivamente si introduce in un sistema informatico o telematico protetto da misure di sicurezza ovvero vi si mantiene contro la volontà espressa o tacita di chi ha il diritto di escluderlo, è punito con la reclusione fino a tre anni.

    La pena è della reclusione da due a dieci anni :

    1) se il fatto è commesso da un pubblico ufficiale o da un incaricato di un pubblico servizio, con abuso dei poteri o con violazione dei doveri inerenti alla funzione o al servizio, o da chi esercita anche abusivamente la professione di investigatore privato, o con abuso della qualità di operatore del sistema;

    2) se il colpevole per commettere il fatto usa minaccia o violenza sulle cose o alle persone, ovvero se è palesemente armato;

    3) se dal fatto deriva la distruzione o il danneggiamento del sistema o l’interruzione totale o parziale del suo funzionamento, ovvero la distruzione o il danneggiamento ovvero la sottrazione, anche mediante riproduzione o trasmissione, o l’inaccessibilità al titolare dei dati, delle informazioni o dei programmi in esso contenuti.

    Qualora i fatti di cui ai commi primo e secondo riguardino sistemi informatici o telematici di interesse militare o relativi all’ordine pubblico o alla sicurezza pubblica o alla sanità o alla protezione civile o comunque di interesse pubblico, la pena è, rispettivamente, della reclusione da tre a dieci anni e da quattro a dodici anni .

    Nel caso previsto dal primo comma il delitto è punibile a querela della persona offesa; negli altri casi si procede d’ufficio.

  • Art. 615-quinquies c.p. – Detenzione, diffusione e installazione abusiva (abrogato)

    Art. 615-quinquies c.p. – Detenzione, diffusione e installazione abusiva (abrogato)

    Art. 615-quinquies c.p. – Detenzione, diffusione e installazione abusiva

    R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398 – Codice penale

    Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dalla L. 28 giugno 2024, n. 90. Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    Testo previgente

    [Detenzione, diffusione e installazione abusiva] di apparecchiature, dispositivi o programmi informatici diretti a danneggiare o interrompere un sistema informatico o telematico).

    Chiunque, allo scopo di danneggiare illecitamente un sistema informatico o telematico, le informazioni, i dati o i programmi in esso contenuti o ad esso pertinenti ovvero di favorire l’interruzione, totale o parziale, o l’alterazione del suo funzionamento, [abusivamente si procura, detiene] , produce, riproduce, importa, diffonde, comunica, consegna o, comunque, [mette in altro modo a disposizione di altri o installa] apparecchiature, dispositivi o programmi informatici, è punito con la reclusione fino a due anni e con la multa sino a euro 10.329

  • Articolo 612-bis Codice Penale: Atti persecutori

    Articolo 612-bis Codice Penale: Atti persecutori

    Art. 612-bis c.p. – Atti persecutori

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da un anno a sei anni e sei mesi chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita.

    La pena è aumentata se il fatto è commesso dal coniuge, anche separato o divorziato, o da persona che è o è stata legata da relazione affettiva alla persona offesa ovvero se il fatto è commesso attraverso strumenti informatici o telematici.

    La pena è aumentata fino alla metà se il fatto è commesso a danno di un minore, di una donna in stato di gravidanza o di una persona con disabilità di cui all’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, ovvero con armi o da persona travisata.

    La pena è aumentata da un terzo a due terzi quando il fatto è commesso come atto di odio o di discriminazione o di prevaricazione o come atto di controllo o possesso o dominio in quanto donna, o in relazione al rifiuto della donna di instaurare o mantenere un rapporto affettivo o come atto di limitazione delle sue libertà individuali .

    Il delitto è punito a querela della persona offesa. Il termine per la proposizione della querela è di sei mesi. La remissione della querela può essere soltanto processuale. La querela è comunque irrevocabile se il fatto è stato commesso mediante minacce reiterate nei modi di cui all’articolo 612, secondo comma. Si procede tuttavia d’ufficio se il fatto è commesso nei confronti di un minore o di una persona con disabilità di cui all’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, nonché quando il fatto è connesso con altro delitto per il quale si deve procedere d’ufficio.

  • Art. 609 c.p.: Perquisizione e ispezione personali arbitrarie

    Art. 609 c.p.: Perquisizione e ispezione personali arbitrarie

    Art. 609 c.p. – Perquisizione e ispezione personali arbitrarie

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Il pubblico ufficiale, che, abusando dei poteri inerenti alle sue funzioni, esegue una perquisizione o un’ispezione personale, è punito con la reclusione fino ad un anno.

  • Articolo 609-bis Codice Penale: Violenza sessuale

    Articolo 609-bis Codice Penale: Violenza sessuale

    Art. 609-bis c.p. – Violenza sessuale

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque, con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità, costringe taluno a compiere o subire atti sessuali è punito con la reclusione da sei a dodici anni .

    Alla stessa pena soggiace chi induce taluno a compiere o subire atti sessuali:

    1) abusando delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della persona offesa al momento del fatto;

    2) traendo in inganno la persona offesa per essersi il colpevole sostituito ad altra persona.

    Nei casi di minore gravità la pena è diminuita in misura non eccedente i due terzi.

  • Articolo 609-quinquies Codice Penale: Corruzione di minorenne

    Articolo 609-quinquies Codice Penale: Corruzione di minorenne

    Art. 609-quinquies c.p. – Corruzione di minorenne

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque compie atti sessuali in presenza di persona minore di anni quattordici, al fine di farla assistere, è punito con la reclusione da uno a cinque anni.

    Salvo che il fatto costituisca più grave reato, alla stessa pena di cui al primo comma soggiace chiunque fa assistere una persona minore di anni quattordici al compimento di atti sessuali, ovvero mostra alla medesima materiale pornografico, al fine di indurla a compiere o a subire atti sessuali.

    La pena è aumentata.

    a) se il reato è commesso da più persone riunite;

    b) se il reato è commesso da persona che fa parte di un’associazione per delinquere e al fine di agevolarne l’attività;

    c) se il reato è commesso con violenze gravi o se dal fatto deriva al minore, a causa della reiterazione delle condotte, un pregiudizio grave.

    c-bis) se dal fatto deriva pericolo di vita per il minore .

    La pena è aumentata fino alla metà quando il colpevole sia l’ascendente, il genitore, anche adottivo, o il di lui convivente, il tutore, ovvero altra persona cui, per ragioni di cura, di educazione, di istruzione, di vigilanza o di custodia, il minore è affidato, o che abbia con quest’ultimo una relazione di stabile convivenza.

  • Articolo 606 Codice Penale: Arresto illegale

    Articolo 606 Codice Penale: Arresto illegale

    Art. 606 c.p. Arresto illegale

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Il pubblico ufficiale che procede ad un arresto, abusando dei poteri inerenti alle sue funzioni, è punito con la reclusione fino a tre anni.

  • Articolo 607 Codice Penale: Indebita limitazione di libertà personale

    Articolo 607 Codice Penale: Indebita limitazione di libertà personale

    Art. 607 c.p. Indebita limitazione di libertà personale

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Il pubblico ufficiale, che, essendo preposto o addetto a un carcere giudiziario o ad uno stabilimento destinato all’esecuzione di una pena o di una misura di sicurezza, vi riceve taluno senza un ordine dell’autorità competente o non obbedisce all’ordine di liberazione dato da questa autorità, ovvero indebitamente protrae l’esecuzione della pena o della misura di sicurezza, è punito con la reclusione fino a tre anni.

  • Art. 608 c.p.: Abuso di autorità contro arrestati o detenuti

    Art. 608 c.p.: Abuso di autorità contro arrestati o detenuti

    Art. 608 c.p. Abuso di autorità contro arrestati o detenuti

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Il pubblico ufficiale, che sottopone a misure di rigore non consentite dalla legge una persona arrestata o detenuta di cui egli abbia la custodia anche temporanea, o che sia a lui affidata in esecuzione di un provvedimento dell’autorità competente, è punito con la reclusione fino a trenta mesi.

    La stessa pena si applica se il fatto è commesso da un altro pubblico ufficiale rivestito, per ragione del suo ufficio, di una qualsiasi autorità sulla persona custodita.

  • Articolo 605 Codice Penale: Sequestro di persona

    Articolo 605 Codice Penale: Sequestro di persona

    Art. 605 c.p. – Sequestro di persona

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque priva taluno della libertà personale è punito con la reclusione da sei mesi a otto anni.

    La pena è della reclusione da uno a dieci anni, se il fatto è commesso:

    1° in danno di un ascendente, di un discendente o del coniuge;

    2° da un pubblico ufficiale, con abuso dei poteri inerenti alle sue funzioni.

    Se il fatto di cui al primo comma è commesso in danno di un minore, si applica la pena della reclusione da tre a dodici anni. Se il fatto è commesso in presenza di taluna delle circostanze di cui al secondo comma, ovvero in danno di minore di anni quattordici o se il minore sequestrato è condotto o trattenuto all’estero, si applica la pena della reclusione da tre a quindici anni.

    Se il colpevole cagiona la morte del minore sequestrato si applica la pena dell’ergastolo.

    Le pene previste dal terzo comma sono altresì diminuite fino alla metà nei confronti dell’imputato che si adopera concretamente:

    1) affinchè il minore riacquisti la propria libertà;

    2) per evitare che l’attività delittuosa sia portata a conseguenze ulteriori, aiutando concretamente l’autorità di polizia o l’autorità giudiziaria nella raccolta di elementi di prova decisivi per la ricostruzione dei fatti e per l’individuazione o la cattura di uno o più autori di reati;

    3) per evitare la commissione di ulte-riori fatti di sequestro di minore.

    Nell’ipotesi prevista dal primo comma, il delitto è punibile a querela della persona offesa, salvo che il fatto sia commesso nei confronti di persona incapace, per età o per infermità.

  • Art. 605-bis c.p.: Costrizione al matrimonio o all’unione civile

    Art. 605-bis c.p.: Costrizione al matrimonio o all’unione civile

    Art. 605-bis c.p. Costrizione al matrimonio o all’unione civile(2)

    Chiunque, con violenza o minaccia o facendo leva su precetti religiosi ovvero sfruttando una situazione di vulnerabilità, costringe altri a contrarre matrimonio o una unione civile, anche in un Paese estero, è punito con la reclusione da tre a otto anni.

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