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CCNL Misericordie ANPAS: preavviso e licenziamento 2024
Quando un dipendente di una Misericordia o di un’associazione ANPAS si dimette o viene licenziato, quanto preavviso deve dare (o ricevere)? Il CCNL Servizi Assistenziali ANPAS-Misericordie differenzia i termini per categoria e anzianità.
I termini di preavviso variano da 8 giorni (categoria A, fino a 5 anni) a 150 giorni (categoria F, oltre 10 anni). Le stesse regole valgono per dimissioni e licenziamento per giustificato motivo. Il licenziamento per giusta causa non richiede preavviso. La mancata osservanza del preavviso obbliga al pagamento dell’indennità sostitutiva.
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Tabella riepilogativa dei preavvisi
| Categoria | Fino a 5 anni | Da 5 a 10 anni | Oltre 10 anni |
|---|---|---|---|
| A (ausiliari) | 8 giorni | 8 giorni | 15 giorni |
| B (autisti, soccorritori operativi) | 30 giorni | 30 giorni | 45 giorni |
| C (OSS, impiegati amministrativi) | 30 giorni | 30 giorni | 45 giorni |
| D (infermieri, fisioterapisti, assistenti sociali) | 30 giorni | 60 giorni | 60 giorni |
| E (professionisti sanitari, direttori unità) | 30 giorni | 60 giorni | 90 giorni |
| F (coordinatori apicali, dirigenti) | 90 giorni | 120 giorni | 150 giorni |
Nota: i termini si riferiscono al CCNL storico delle Misericordie e sono stati confermati nella struttura del CCNL unificato 2024. Per conferma dei termini esatti applicabili al rapporto in essere, verificare sempre il testo integrale del contratto o consultare il sindacato di categoria.
Cos’è il preavviso e a cosa serve
Il preavviso è il periodo che deve intercorrere tra la comunicazione della volontà di risolvere il contratto (da parte del datore o del lavoratore) e la cessazione effettiva del rapporto. Ha la funzione di consentire a ciascuna parte di organizzarsi: al lavoratore per trovare una nuova occupazione, al datore per trovare un sostituto. È disciplinato dall’art. 2118 c.c. come diritto a recedere dal contratto di lavoro a tempo indeterminato con preavviso.
Il preavviso si calcola a partire dal giorno successivo alla comunicazione scritta di recesso. Durante il preavviso il rapporto di lavoro continua regolarmente: il lavoratore deve prestare la propria attività e ricevere la retribuzione ordinaria.
Indennità sostitutiva del preavviso
Se una delle due parti non intende lavorare (o non vuole far lavorare) durante il periodo di preavviso, può corrispondere l’indennità sostitutiva: un importo pari alla retribuzione globale di fatto dovuta per il periodo di preavviso non lavorato. L’indennità è tassata come reddito da lavoro dipendente (IRPEF ordinaria) e non è soggetta a contribuzione previdenziale nella misura ordinaria.
L’indennità si calcola sulla retribuzione globale di fatto: minimo tabellare più tutte le voci fisse e continuative (superminimi consolidati, indennità turno fissa, ecc.), ma non le voci variabili come lo straordinario.
Licenziamento: tipologie e tutele
Il datore di lavoro può licenziare il lavoratore nei seguenti casi:
- Giusta causa (art. 2119 c.c.): comportamento grave che non consente la prosecuzione del rapporto nemmeno per il periodo di preavviso (es. furto, aggressione, abbandono del posto di soccorso senza giustificazione). Non è dovuto preavviso né indennità sostitutiva.
- Giustificato motivo soggettivo: inadempimento degli obblighi contrattuali di minor gravità rispetto alla giusta causa (reiterati ritardi, infrazioni disciplinari). Dovuto il preavviso contrattuale.
- Giustificato motivo oggettivo: soppressione del posto di lavoro, ristrutturazione, crisi economica dell’ente. Dovuto il preavviso contrattuale. Nelle organizzazioni sopra i 15 dipendenti (o 5 per il settore agricolo) si applica la L. 604/1966.
- Superamento del comporto: il lavoratore che supera i 18 mesi di assenza per malattia può essere licenziato con preavviso contrattuale.
Dimissioni: come presentarle
Le dimissioni volontarie devono essere presentate telematicamente tramite il portale del Ministero del Lavoro (cliclavoro.gov.it), tramite il proprio sindacato o un patronato, oppure tramite il datore di lavoro stesso se dotato di accesso al portale. Questa procedura, obbligatoria dal 2016, è stata introdotta per contrastare le dimissioni in bianco. Il lavoratore che non rispetta il preavviso è tenuto a corrispondere l’indennità sostitutiva al datore.
Casi pratici
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Domande frequenti
Qual è il preavviso per un autista soccorritore che si dimette?
Cosa succede se il datore licenzia senza preavviso?
Il preavviso si applica anche al licenziamento per giusta causa?
Come si calcola l’indennità sostitutiva del preavviso?
Le dimissioni per giusta causa danno diritto alla NASpI?
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Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al CCNL Servizi Assistenziali ANPAS-Misericordie del 2 febbraio 2024. I termini di preavviso riportati si riferiscono al testo storico delle Misericordie, confermato nella struttura del contratto unificato. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, le organizzazioni sindacali di categoria (FP-CGIL, CISL-FP, UIL-FPL) o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
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In sintesi
Indice dei contenuti
Nel mondo del soccorso e del volontariato organizzato, dove convivono operatori retribuiti, soci volontari e una forte identita' mutualistica, la disciplina del recesso assume contorni particolari. Il rapporto di lavoro subordinato dei dipendenti di Misericordie e associazioni ANPAS resta pero' interamente governato dalle regole generali del codice civile sul preavviso e sul licenziamento, che il CCNL di settore declina ma non può derogare in peius rispetto alle tutele inderogabili.
La funzione del preavviso e la sua radice nell'art. 2118 c.c.
Il preavviso esiste per attenuare il pregiudizio che il recesso provoca alla controparte: all'ente, che deve riorganizzare turni e reperire personale sanitario; al lavoratore, che deve trovare una nuova collocazione. L'art. 2118 c.c. impone alla parte che recede dal rapporto a tempo indeterminato di darne comunicazione nei termini stabiliti dalla contrattazione collettiva. In un contesto come quello del soccorso, dove l'operativita' dei mezzi dipende da equipaggi minimi, il rispetto del preavviso non e' un formalismo ma una garanzia di continuita' del servizio pubblico essenziale.
Giusta causa e giustificato motivo: confini e conseguenze
Il licenziamento per giusta causa (art. 2119 c.c.) prescinde dal preavviso perché presuppone un inadempimento così grave da spezzare il vincolo fiduciario in modo irreparabile. Nel settore del soccorso si pensi ad abbandono del mezzo, alterazione dei registri sanitari o condotte che mettano a rischio la sicurezza del paziente. Il giustificato motivo soggettivo, meno grave, lascia invece sopravvivere il preavviso. La qualificazione corretta della fattispecie e' decisiva: errare nella graduazione espone l'ente al rischio di reintegra o di indennizzo.
L'indennita' sostitutiva del preavviso
Quando una delle parti non rispetta il termine, l'altra ha diritto a una somma pari alla retribuzione che sarebbe maturata nel periodo di preavviso non lavorato. Vale sia per il datore che recede in tronco senza giusta causa, sia per il dipendente che si allontana prima del termine. L'importo si calcola sulla retribuzione globale di fatto, comprensiva dei ratei delle mensilita' aggiuntive: l'entita' esatta dipende dall'inquadramento e va ricostruita sulle voci della busta paga secondo il CCNL vigente.
La procedura telematica delle dimissioni
Dal 2016 le dimissioni del lavoratore subordinato sono valide solo se rese con il modulo telematico previsto dall'art. 26 del D.Lgs. 151/2015, compilabile in autonomia con SPID o tramite patronato, sindacato o ente bilaterale. La forma protegge il lavoratore dalle dimissioni in bianco. Entro 7 giorni il dipendente può revocarle, sempre per via telematica, e il rapporto prosegue come se nulla fosse. Le associazioni di soccorso devono saper distinguere una dimissione validamente perfezionata da una mera comunicazione verbale priva di effetti.
Anzianita', categoria e decorrenza dei termini
La struttura tipica del preavviso lega la durata a due variabili: la categoria di inquadramento e l'anzianita' di servizio maturata. più alta la qualifica e più lungo il rapporto, più esteso il preavviso. La decorrenza, salvo diversa previsione, parte dal ricevimento della comunicazione. Per evitare contenziosi conviene sempre verificare la tabella aggiornata del CCNL applicato, perché i rinnovi possono rimodulare scaglioni e giorni.
Recesso e tutela del rapporto associativo
Un tratto peculiare del settore e' la possibile sovrapposizione tra rapporto di lavoro e rapporto associativo volontario. Le regole del recesso qui esaminate riguardano esclusivamente il rapporto di lavoro subordinato retribuito; la posizione del socio volontario segue invece lo statuto dell'ente. Tenere distinti i due piani evita di applicare al volontario tutele lavoristiche che non gli competono e, viceversa, di privare il dipendente delle garanzie inderogabili del codice civile.
Domande frequenti
Quanto preavviso devo dare se mi dimetto da una Misericordia?
Dipende dalla categoria e dall'anzianita': i giorni esatti sono indicati nelle tabelle del CCNL vigente. Il termine decorre, di norma, dal ricevimento della comunicazione.
Il licenziamento per giusta causa richiede preavviso?
No. L'art. 2119 c.c. consente il recesso immediato quando il fatto e' cosi' grave da non permettere la prosecuzione neppure provvisoria del rapporto.
Cosa succede se non rispetto il preavviso?
La parte inadempiente deve all'altra l'indennita' sostitutiva, pari alla retribuzione che sarebbe spettata nel periodo di preavviso non lavorato.
Come si presentano le dimissioni?
Solo in via telematica con il modulo dell'art. 26 D.Lgs. 151/2015, tramite SPID o patronato/sindacato. Sono revocabili entro 7 giorni.
Le regole valgono anche per i soci volontari?
No. Queste regole riguardano i dipendenti retribuiti. La posizione del volontario e' disciplinata dallo statuto dell'associazione.