Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 204 c.p.c.: Rogatorie alle autorità estere e ai consoli italiani

    Art. 204 c.p.c.: Rogatorie alle autorità estere e ai consoli italiani

    Art. 204 c.p.c. – Rogatorie alle autorità estere e ai consoli italiani

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Le rogatorie dei giudici italiani alle autorità estere per l’esecuzione di provvedimenti istruttori sono trasmesse per via diplomatica.

    Quando la rogatoria riguarda cittadini italiani residenti all’estero, il giudice istruttore delega il console competente, che provvede a norma della legge consolare.

    Per l’assunzione dei mezzi di prova e la prosecuzione del giudizio il giudice pronuncia i provvedimenti previsti negli ultimi tre commi dell’articolo precedente.

  • Art. 203 c.p.c.: Assunzione fuori della circoscrizione del tribunale

    Art. 203 c.p.c.: Assunzione fuori della circoscrizione del tribunale

    Art. 203 c.p.c. – Assunzione fuori della circoscrizione del tribunale

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Se i mezzi di prova debbono assumersi fuori della circoscrizione del tribunale, il giudice istruttore delega a procedervi il giudice istruttore del luogo, salvo che le parti richiedano concordemente e il presidente del tribunale consenta che vi si trasferisca il giudice stesso.

    Nell’ordinanza di delega, il giudice delegante fissa il termine entro il quale la prova deve assumersi e l’udienza di comparizione delle parti per la prosecuzione del giudizio.

    Il giudice delegato, su istanza della parte interessata, procede all’assunzione del mezzo di prova e d’ufficio ne rimette il processo verbale al giudice delegante prima dell’udienza fissata per la prosecuzione del giudizio, anche se l’assunzione non è esaurita.

    Le parti possono rivolgere al giudice delegante, direttamente o a mezzo del giudice delegato, istanza per la proroga del termine.

  • Art. 202 c.p.c.: Tempo, luogo e modo dell’assunzione

    Art. 202 c.p.c.: Tempo, luogo e modo dell’assunzione

    Art. 202 c.p.c. – Tempo, luogo e modo dell’assunzione

    In vigore dal 21 aprile 1942 (R.D. 1443/1940)

    Quando dispone mezzi di prova, il giudice istruttore, se non può assumerli nella stessa udienza, stabilisce il tempo, il luogo e il modo dell’assunzione.

    Se questa non si esaurisce nell’udienza fissata, il giudice ne differisce la prosecuzione ad un giorno prossimo.

  • Art. 199 c.p.c.: Processo verbale di conciliazione

    Art. 199 c.p.c.: Processo verbale di conciliazione

    Art. 199 c.p.c. – Processo verbale di conciliazione

    In vigore dal 21 aprile 1942 (R.D. 1443/1940)

    Se le parti si conciliano, si redige processo verbale della conciliazione, che è sottoscritto dalle parti e dal consulente tecnico e inserito nel fascicolo d’ufficio.

    Il giudice istruttore attribuisce con decreto efficacia di titolo esecutivo al processo verbale.

  • Art. 197 c.p.c.: Assistenza all’udienza e audizione in camera di consiglio

    Art. 197 c.p.c.: Assistenza all’udienza e audizione in camera di consiglio

    Art. 197 c.p.c. – Assistenza all’udienza e audizione in camera di consiglio

    In vigore dal 21 aprile 1942 (R.D. 1443/1940)

    Quando lo ritiene opportuno il presidente invita il consulente tecnico ad assistere alla discussione davanti al collegio e ad esprimere il suo parere in camera di consiglio in presenza delle parti, le quali possono chiarire e svolgere le loro ragioni per mezzo dei difensori.

  • Art. 196 c.p.c.: Rinnovazione delle indagini e sostituzione del consulente

    Art. 196 c.p.c.: Rinnovazione delle indagini e sostituzione del consulente

    Art. 196 c.p.c. – Rinnovazione delle indagini e sostituzione del consulente

    In vigore dal 21 aprile 1942 (R.D. 1443/1940)

    Il giudice ha sempre la facoltà di disporre la rinnovazione delle indagini e, per gravi motivi, la sostituzione del consulente tecnico.

  • Articolo 193 Codice di Procedura Civile: Giuramento del consulente

    Articolo 193 Codice di Procedura Civile: Giuramento del consulente

    Art. 193 c.p.c. – Giuramento del consulente

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    All’udienza di comparizione il giudice istruttore ricorda al consulente l’importanza delle funzioni che è chiamato ad adempiere, e ne riceve il giuramento di bene e fedelmente adempiere le funzioni affidategli al solo scopo di fare conoscere ai giudici la verità.

    In luogo della fissazione dell’udienza di comparizione per il giuramento del consulente tecnico d’ufficio il giudice può assegnare un termine per il deposito di una dichiarazione sottoscritta dal consulente con firma digitale, recante il giuramento previsto dal primo comma. Con il medesimo provvedimento il giudice fissa i termini previsti dall’articolo 195, terzo comma.

  • Art. 192 c.p.c.: Astensione e ricusazione del consulente

    Art. 192 c.p.c.: Astensione e ricusazione del consulente

    Art. 192 c.p.c. – Astensione e ricusazione del consulente

    In vigore dal 21 aprile 1942 (R.D. 1443/1940)

    L’ordinanza è notificata al consulente tecnico a cura del cancelliere, con invito a comparire all’udienza fissata dal giudice.

    Il consulente che non ritiene di accettare l’incarico o quello che, obbligato a prestare il suo ufficio, intende astenersi, deve farne denuncia o istanza al giudice che l’ha nominato almeno tre giorni prima dell’udienza di comparizione; nello stesso termine le parti debbono proporre le loro istanze di ricusazione, depositando nella cancelleria ricorso al giudice istruttore.

    Questi provvede con ordinanza non impugnabile.

  • Articolo 190-bis Codice di Procedura Civile: [Abrogato]

    Articolo 190-bis Codice di Procedura Civile: [Abrogato]

    Art. 190-bis c.p.c.

    Articolo abrogato dal D.Lgs. 19 febbraio 1998, n. 51. Fonte: Normattiva.

  • Art. 188 c.p.c.: Attività istruttoria del giudice

    Art. 188 c.p.c.: Attività istruttoria del giudice

    Art. 188 c.p.c. – Attività istruttoria del giudice

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Il giudice istruttore, nel rispetto del calendario del processo, provvede all’assunzione dei mezzi di prova e, esaurita l’istruzione, rimette le parti al collegio per la decisione a norma dell’articolo 189 o dell’articolo 275-bis.

  • Articolo 186 Codice di Procedura Civile: Pronuncia dei provvedimenti

    Articolo 186 Codice di Procedura Civile: Pronuncia dei provvedimenti

    Art. 186 c.p.c. – Pronuncia dei provvedimenti

    In vigore dal 21 aprile 1942 (R.D. 1443/1940)

    Sulle domande e sulle eccezioni delle parti, il giudice istruttore, sentite le loro ragioni, dà in udienza i provvedimenti opportuni; ma può anche riservarsi di pronunciarli entro i cinque giorni successivi.

  • Art. 185-bis c.p.c.: Proposta di conciliazione del giudice

    Art. 185-bis c.p.c.: Proposta di conciliazione del giudice

    Art. 185-bis c.p.c. – Proposta di conciliazione del giudice

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Il giudice, fino al momento in cui fissa l’udienza di rimessione della causa in decisione, formula alle parti ove possibile, avuto riguardo alla natura del giudizio, al valore della controversia e all’esistenza di questioni di facile e pronta soluzione di diritto, una proposta transattiva o conciliativa. La proposta di conciliazione non può costituire motivo di ricusazione o astensione del giudice.

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