Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Articolo 234 Codice di Procedura Civile: Riferimento

    Articolo 234 Codice di Procedura Civile: Riferimento

    Art. 234 c.p.c. – Riferimento

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Finchè non abbia dichiarato di essere pronta a giurare, la parte, alla quale il giuramento decisorio è stato deferito, può riferirlo all’avversario nei limiti fissati dal codice civile.

  • Art. 233 c.p.c.: Deferimento del giuramento decisorio

    Art. 233 c.p.c.: Deferimento del giuramento decisorio

    Art. 233 c.p.c. – Deferimento del giuramento decisorio

    In vigore dal 21 aprile 1942 (R.D. 1443/1940)

    Il giuramento decisorio può essere deferito in qualunque stato della causa davanti al giudice istruttore, con dichiarazione fatta all’udienza dalla parte o dal procuratore munito di mandato speciale o con atto sottoscritto dalla parte.

    Esso deve essere formulato in articoli separati, in modo chiaro e specifico.

  • Articolo 232 Codice di Procedura Civile: Mancata risposta

    Articolo 232 Codice di Procedura Civile: Mancata risposta

    Art. 232 c.p.c. – Mancata risposta

    In vigore dal 21 aprile 1942 (R.D. 1443/1940)

    Se la parte non si presenta o rifiuta di rispondere senza giustificato motivo, il collegio, valutato ogni altro elemento di prova, può ritenere come ammessi i fatti dedotti nell’interrogatorio.

    Il giudice istruttore, che riconosce giustificata la mancata presentazione della parte per rispondere all’interrogatorio, dispone per l’assunzione di esso anche fuori della sede giudiziaria.

  • Articolo 231 Codice di Procedura Civile: Risposta

    Articolo 231 Codice di Procedura Civile: Risposta

    Art. 231 c.p.c. – Risposta

    In vigore dal 21 aprile 1942 (R.D. 1443/1940)

    La parte interrogata deve rispondere personalmente. Essa non può servirsi di scritti preparati, ma il giudice istruttore può consentirle di valersi di note o appunti, quando deve fare riferimento a nomi o a cifre, o quando particolari circostanze lo consigliano.

  • Articolo 230 Codice di Procedura Civile: Modo dell’interrogatorio

    Articolo 230 Codice di Procedura Civile: Modo dell’interrogatorio

    Art. 230 c.p.c. – Modo dell’interrogatorio

    In vigore dal 21 aprile 1942 (R.D. 1443/1940)

    L’interrogatorio deve essere dedotto per articoli separati e specifici.

    Il giudice istruttore procede all’assunzione dell’interrogatorio nei modi e termini stabiliti nell’ordinanza che l’ammette.

    Non possono farsi domande su fatti diversi da quelli formulati nei capitoli, ad eccezione delle domande su cui le parti concordano e che il giudice ritiene utili; ma il giudice può sempre chiedere i chiarimenti opportuni sulle risposte date.

  • Articolo 228 Codice di Procedura Civile: Confessione giudiziale

    Articolo 228 Codice di Procedura Civile: Confessione giudiziale

    Art. 228 c.p.c. – Confessione giudiziale

    In vigore dal 21 aprile 1942 (R.D. 1443/1940)

    La confessione giudiziale è spontanea o provocata mediante interrogatorio formale.

  • Articolo 225 Codice di Procedura Civile: Decisione sulla querela

    Articolo 225 Codice di Procedura Civile: Decisione sulla querela

    Art. 225 c.p.c. – Decisione sulla querela

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Sulla querela di falso pronuncia il tribunale in composizione monocratica.

    Il giudice può trattenere la causa in decisione sulla querela indipendentemente dal merito. In tal caso, su istanza di parte, può disporre che la trattazione della causa continui relativamente a quelle domande che possono essere decise indipendentemente dal documento impugnato.

  • Art. 223 c.p.c.: Processo verbale di deposito del documento

    Art. 223 c.p.c.: Processo verbale di deposito del documento

    Art. 223 c.p.c. – Processo verbale di deposito del documento

    In vigore dal 21 aprile 1942 (R.D. 1443/1940)

    Nell’udienza in cui è presentata la querela, si forma processo verbale di deposito nelle mani del cancelliere del documento impugnato.

    Il processo verbale è redatto in presenza del pubblico ministero e delle parti, e deve contenere la descrizione dello stato in cui il documento si trova, con indicazione delle cancellature, abrasioni, aggiunte, scritture interlineari e di ogni altra particolarità che vi si riscontra.

    Il giudice istruttore, il pubblico ministero e il cancelliere appongono la firma sul documento. Il giudice può anche ordinare che di esso sia fatta copia fotografica.

  • Articolo 224 Codice di Procedura Civile: Sequestro del documento

    Articolo 224 Codice di Procedura Civile: Sequestro del documento

    Art. 224 c.p.c. – Sequestro del documento

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Se il documento impugnato di falso si trova presso un depositario, il giudice istruttore può ordinarne il sequestro con le forme previste nel codice di procedura penale, dopo di che si redige il processo verbale di cui all’articolo precedente.

    Se non è possibile il deposito del documento in cancelleria, il giudice dispone le necessarie cautele per la conservazione di esso e redige il processo verbale alla presenza del depositario, nel luogo dove il documento si trova.

  • Art. 222 c.p.c.: Interpello della parte che ha prodotto la scrittura

    Art. 222 c.p.c.: Interpello della parte che ha prodotto la scrittura

    Art. 222 c.p.c. – Interpello della parte che ha prodotto la scrittura

    In vigore dal 21 aprile 1942 (R.D. 1443/1940)

    Quando è proposta querela di falso in corso di causa, il giudice istruttore interpella la parte che ha prodotto il documento se intende valersene in giudizio. Se la risposta è negativa, il documento non è utilizzabile in causa; se è affermativa, il giudice, che ritiene il documento rilevante, autorizza la presentazione della querela nella stessa udienza o in una successiva; ammette i mezzi istruttori che ritiene idonei, e dispone i modi e i termini della loro assunzione.

  • Art. 221 c.p.c.: Modo di proposizione e contenuto della querela

    Art. 221 c.p.c.: Modo di proposizione e contenuto della querela

    Art. 221 c.p.c. – Modo di proposizione e contenuto della querela

    In vigore dal 21 aprile 1942 (R.D. 1443/1940)

    La querela di falso può proporsi tanto in via principale quanto in corso di causa in qualunque stato e grado di giudizio, finché la verità del documento non sia stata accertata con sentenza passata in giudicato.

    La querela deve contenere, a pena di nullità, l’indicazione degli elementi e delle prove della falsità, e deve essere proposta personalmente dalla parte oppure a mezzo di procuratore speciale, con atto di citazione o con dichiarazione da unirsi al verbale d’udienza.

    È obbligatorio l’intervento nel processo del pubblico ministero.

  • Articolo 220 Codice di Procedura Civile: Pronuncia del collegio

    Articolo 220 Codice di Procedura Civile: Pronuncia del collegio

    Art. 220 c.p.c. – Pronuncia del collegio

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Sull’istanza di verificazione pronuncia sempre il collegio.

    Il collegio, nella sentenza che dichiara la scrittura o la sottoscrizione di mano della parte che l’ha negata, può condannare quest’ultima a una pena pecuniaria non inferiore a lire cinquecento e non superiore a lire diecimila.

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