Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.
Metodo editoriale
Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.
Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia
I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.
Art. 2 D.Lgs. 175/2024 – La giurisdizione tributaria
Testo vigente – D.Lgs. 14 novembre 2024, n. 175 (Testo unico della giustizia tributaria) (aggiornato da Normattiva)
1. La giurisdizione tributaria è esercitata dai magistrati tributari di cui al comma 4 e dai giudici tributari presenti nel ruolo unico nazionale di cui al comma 2.
2. Nel ruolo unico nazionale dei componenti delle Corti di giustizia tributaria, tenuto dal Consiglio di presidenza della giustizia tributaria, sono inseriti, ancorché temporaneamente fuori ruolo, i giudici tributari in servizio alla data di entrata in vigore del presente testo unico. I giudici tributari, salvo quanto previsto nel terzo periodo, sono inseriti nel ruolo unico secondo la rispettiva anzianità di servizio nella qualifica. I componenti delle Corti di giustizia tributaria nominati a seguito di appositi bandi pubblicati a partire da quello del 3 agosto 2011, Gazzetta Ufficiale, 4ª serie speciale, n. 65 del 16 agosto 2011, sono inseriti nel ruolo unico secondo l'ordine dagli stessi conseguito in funzione del punteggio complessivo per i titoli valutati nelle relative procedure selettive. In caso di pari anzianità di servizio nella qualifica ovvero di pari punteggio, i componenti delle Corti di giustizia tributaria sono inseriti nel ruolo unico secondo l'anzianità anagrafica. A decorrere dall'anno 2013, il ruolo unico è reso pubblico annualmente, entro il mese di gennaio, attraverso il sito istituzionale del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria.
3. I magistrati tributari sono reclutati secondo le modalità previste dagli articoli da 5 a 8.
4. L'organico dei magistrati tributari è individuato in 448 unità presso le corti di giustizia tributaria di primo grado e 128 unità presso le corti di giustizia tributaria di secondo grado.
5. I criteri di valutazione e i punteggi di cui alla tabella C allegata al presente decreto sono modificati, su conforme parere del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria, con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze.
Nel CCNL Vigilanza Privata il comporto non dipende dall’anzianità: il posto è conservato fino a 240 giorni di malattia nell’anno solare per più episodi, fino a 300 giorni se si tratta dello stesso episodio (art. 125). Dopo si può chiedere un’aspettativa non retribuita fino a 6 mesi; per le terapie salvavita l’aspettativa può essere frazionata. Per un massimo di 180 giorni l’azienda paga la normale retribuzione netta, comprensiva dell’indennità INPS (art. 124). In caso di infortunio sul lavoro il posto è conservato fino alla guarigione clinica, con la normale retribuzione netta anticipata dall’azienda.
Dati contrattuali
Parti firmatarie
ASSIV · ANIVP · UNIV · Legacoop Produzione e Servizi · AGCI Servizi · Confcooperative Lavoro e Servizi · Filcams-CGIL · Fisascat-CISL · UILTuCS-UIL
Ultimo rinnovo
30 maggio 2023, integrato dall’accordo del 16 febbraio 2024 (vigenza prorogata al 31/12/2026)
Comporto e retribuzione in malattia nel CCNL Vigilanza
Malattia e infortunio – CCNL Vigilanza privata (artt. 123-127, ruolo GPG)
Voce
Regola
Comporto per più episodi di malattia
240 giorni nell’anno solare
Comporto per lo stesso episodio
300 giorni nell’anno solare, se l’unicità dell’episodio è certificata prima di arrivare a 240
Dopo il comporto
Aspettativa non retribuita fino a 6 mesi continuativi per malattia grave e continuativa; frazionabile per le terapie salvavita
Retribuzione in malattia
Normale retribuzione netta mensile, comprensiva dell’indennità INPS, per al massimo 180 giorni; 13ª e 14ª intere
Infortunio sul lavoro
Posto conservato fino alla guarigione clinica; normale retribuzione netta anticipata dall’azienda, comprensiva dell’indennità INAIL
Reperibilità per la visita di controllo
10-12 e 17-19, anche domeniche e festivi
Se l’INPS non riconosce la malattia, l’azienda non deve nulla. Superati i limiti, il datore può licenziare senza preavviso. Per i servizi di sicurezza (ex servizi fiduciari) la sezione dedicata rinvia «integralmente» all’art. 125 sulla conservazione del posto. Il rinnovo del 2023 ha lasciato invariato il trattamento di malattia (sintesi Filcams del rinnovo 2023). Fonte: testo del CCNL Vigilanza privata 8 aprile 2013.
Comporto e retribuzione
Il comporto è uguale per tutti, senza scaglioni di anzianità:
240 giorni di malattia nell’anno solare, anche per episodi diversi;
300 giorni nell’anno solare se la malattia è riferibile allo stesso episodio, certificato come tale prima dei 240 giorni;
poi un’aspettativa non retribuita fino a 6 mesi continuativi, su richiesta scritta, per malattia grave e continuativa; per le patologie gravi che richiedono terapie salvavita l’aspettativa può essere frazionata.
Retribuzione: per al massimo 180 giorni l’azienda paga la normale retribuzione netta mensile, comprensiva dell’indennità INPS che poi recupera; tredicesima e quattordicesima restano intere.
Infortunio sul lavoro per GPG
Per le GPG il rischio infortunio è elevato (rapine, aggressioni, incidenti durante trasporto valori). Copertura INAIL:
posto conservato fino alla guarigione clinica;
alle normali scadenze l’azienda paga la normale retribuzione netta, comprensiva dell’indennità INAIL, come anticipo poi conguagliato;
l’infortunio va comunicato subito al datore, anche se lieve.
L’infortunio in servizio armato (es. rapina con ferimento della GPG): tutela rafforzata con eventuale rendita per invalidità permanente.
Sospensione porto d'arma per malattia
Per le GPG, alcune malattie possono incidere sulla idoneità psico-fisica per il porto d’arma. In caso di:
Patologie visive o uditive che incidono sull’uso dell’arma
Il porto d’armi e il decreto di guardia giurata sono atti dell’autorità di pubblica sicurezza. Se vengono sospesi o non rinnovati, il CCNL (art. 120) consente al datore di sospendere la GPG dal servizio e dalla retribuzione; dopo 180 giorni di calendario senza i documenti può risolvere il rapporto senza preavviso. In alternativa la GPG può essere spostata a mansioni non armate nei servizi di sicurezza.
Stress lavoro-correlato
Lo stress lavoro-correlato è tutelato come per altri settori, ma per la vigilanza è particolarmente rilevante:
Sindrome post-traumatica dopo aggressioni o rapine
Burnout per servizi prolungati (notturni, isolati)
Disturbi del sonno per turnisti M/P/N
L’azienda è obbligata a effettuare la valutazione del rischio stress e a fornire supporto psicologico se necessario. Le GPG vittime di aggressione hanno diritto a supporto psicologico aziendale.
Casi pratici
Tizio – GPG ferito durante rapina
Tizio è GPG al 2° livello nel trasporto valori ed è ferito durante una rapina. Infortunio sul lavoro: per i 3 mesi di convalescenza l’azienda gli paga la normale retribuzione netta, comprensiva dell’indennità INAIL. Supporto psicologico aziendale. Rendita di invalidità permanente 20% riconosciuta.
Caia – SF con stress da turni notturni
Caia è SF C, fa notturno fisso da 2 anni. Sviluppa insonnia cronica. Medico competente la sposta a turni diurni. Caia mantiene livello e stipendio. Sorveglianza sanitaria semestrale per turnisti.
Sempronio – GPG con epilessia, sospensione porto arma
Sempronio è GPG al 4° livello e ha una crisi epilettica: il porto d’armi viene sospeso. Il datore può sospenderlo dal servizio e dalla retribuzione e, dopo 180 giorni senza documenti, risolvere il rapporto; in alternativa gli offre un posto non armato nei servizi di sicurezza, con il livello e la paga di quella sezione.
Domande frequenti
Quanto dura il comporto in Vigilanza?
Non dipende dall’anzianità: 240 giorni di malattia nell’anno solare, 300 se riferibili allo stesso episodio. Poi si può chiedere un’aspettativa non retribuita fino a 6 mesi (art. 125).
La malattia è pagata al 100%?
Per al massimo 180 giorni l’azienda paga la normale retribuzione netta mensile, comprensiva dell’indennità INPS (art. 124). Oltre, resta solo l’indennità di legge; se l’INPS non riconosce la malattia, l’azienda non deve nulla.
Cosa succede se non posso più portare l'arma?
Il medico sospende il porto d’arma. L’azienda valuta spostamento a mansioni non armate (Servizi Fiduciari). Altrimenti il CCNL consente la sospensione dal servizio e dalla retribuzione e, dopo 180 giorni senza documenti, la risoluzione del rapporto senza preavviso (art. 120).
Le aggressioni in servizio sono coperte?
Sì, sono infortunio sul lavoro INAIL. Tutela completa: indennità giornaliera, cure mediche, riabilitazione, eventuale rendita di invalidità permanente. Diritto a supporto psicologico aziendale.
Lo stress da turni notturni è malattia?
Può esserlo se documentato (insonnia cronica, disturbi gastrointestinali, ipertensione). Il medico competente valuta l’idoneità ai turni notturni e può prescrivere spostamento a turni diurni.
Posso essere licenziata se sono in malattia a lungo?
Solo dopo il superamento del comporto: 240 giorni nell’anno solare (300 per lo stesso episodio), più l’eventuale aspettativa non retribuita fino a 6 mesi. Superati i limiti, il CCNL consente il licenziamento senza preavviso; la NASpI spetta, perché la perdita del lavoro è involontaria.
Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Vigilanza Privata e Servizi Fiduciari. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Modello F24 è lo strumento principale per versare l’IMU; si compila con il codice tributo specifico per il tipo di immobile.
Codici tributo diversi per ogni categoria: 3912 per abitazioni principali di lusso, 3918 per tutti gli altri fabbricati, 3925 e 3930 per gli immobili del gruppo D.
Due rate annuali: acconto entro il 16 giugno (50% calcolato sulle aliquote dell’anno precedente) e saldo entro il 16 dicembre.
Codice catastale del Comune obbligatorio nel modello F24: identifica il Comune a cui va il tributo.
Alternative al F24: bollettino postale dedicato all’IMU o piattaforma pagoPA.
In caso di errore è possibile regolarizzare con il ravvedimento operoso usando gli stessi codici tributo.
Come funziona il pagamento dell'IMU
L’IMU (imposta municipale propria) si paga ogni anno ai Comuni ed è dovuta da chi possiede immobili diversi dall’abitazione principale: seconde case, box non pertinenziali, negozi, capannoni, terreni agricoli e aree edificabili. Dal 2020 l’IMU ha incorporato anche la vecchia TASI, quindi c’è un solo tributo da versare.
Il canale di pagamento ordinario è il modello F24, lo stesso che si usa per le imposte sui redditi. Ogni tipo di immobile ha un proprio codice tributo: è fondamentale usare quello giusto, altrimenti il versamento non viene abbinato correttamente e il Comune può contestare l’omesso pagamento.
Esistono anche due alternative: il bollettino postale dedicato all’IMU e la piattaforma pagoPA. In tutti i casi occorre indicare il codice catastale del Comune in cui si trova l’immobile, un codice di quattro lettere che identifica univocamente il Comune destinatario.
Codici tributo IMU nel modello F24
Tipo di immobile
Codice tributo
Abitazione principale di lusso (A/1, A/8, A/9) e pertinenze
3912
Fabbricati rurali strumentali
3913
Terreni agricoli
3914
Aree fabbricabili
3916
Altri fabbricati (seconda casa, box non pertinenziale, ecc.)
3918
Immobili gruppo D – quota Stato
3925
Immobili gruppo D – incremento quota Comune
3930
Esempio pratico
Tizio possiede una seconda casa (categoria A/2) nel Comune di Bergamo (codice catastale A794) e deve versare l’acconto IMU entro il 16 giugno. Ha calcolato un’imposta annua di 800 euro: versa 400 euro (il 50%) con modello F24, codice tributo 3918, codice catastale A794, anno di riferimento e importo. A dicembre verificherà l’aliquota deliberata dal Comune per l’anno in corso e verserà il saldo a conguaglio.
Documenti necessari
Modello F24 (disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate o presso banche e Poste)
Codice catastale del Comune (reperibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate o sul sito del Comune)
Delibera comunale sulle aliquote IMU per l’anno in corso
Visura catastale dell’immobile con rendita catastale
Eventuale modello di dichiarazione IMU (se la situazione ha subito variazioni rilevanti)
Tizio paga l'IMU su un appartamento non di lusso
Scenario. Tizio possiede un appartamento in affitto (categoria A/3, non di lusso) in un Comune diverso da quello in cui risiede. Deve pagare l’IMU perché l’immobile non è la sua abitazione principale.
Come si applica. Tizio usa il modello F24 con codice tributo 3918 (‘altri fabbricati’). Inserisce il codice catastale del Comune in cui si trova l’appartamento, l’anno di riferimento e l’importo. Versa l’acconto entro il 16 giugno calcolando il 50% dell’imposta con le aliquote dell’anno precedente, poi verifica la delibera comunale e versa il saldo entro il 16 dicembre.
In pratica
Codice tributo da usare: 3918 (altri fabbricati).
Acconto entro 16 giugno, saldo entro 16 dicembre; in alternativa versamento unico entro il 16 giugno.
Controllare sempre il codice catastale del Comune in cui si trova l’immobile, non quello di residenza.
Caio possiede un capannone (gruppo D) e deve ripartire il versamento tra Stato e Comune
Scenario. Caio è titolare di un capannone industriale (categoria D/7). Per gli immobili del gruppo D il tributo si divide: una quota va allo Stato e una quota (l’eventuale incremento deliberato dal Comune) va al Comune.
Come si applica. Caio deve compilare il modello F24 con due righe distinte: una con il codice tributo 3925 per la quota di competenza dello Stato e una con il codice tributo 3930 per l’eventuale quota aggiuntiva deliberata dal Comune. Verifica la delibera comunale per sapere se il Comune ha aumentato l’aliquota rispetto alla base statale e, in caso affermativo, calcola e versa anche l’incremento con il codice 3930.
In pratica
Immobili gruppo D: usare sempre sia il codice 3925 (quota Stato) sia il 3930 (incremento Comune, se deliberato).
Se il Comune non ha deliberato un incremento, il codice 3930 non va compilato.
Verificare la delibera comunale ogni anno: l’aliquota può cambiare.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Deduzione integrale: nel regime forfettario i contributi previdenziali e assistenziali versati si deducono per intero dal reddito imponibile forfettario, riducendo la base su cui si calcola l’imposta sostitutiva.
Riduzione del 35% per artigiani e commercianti: chi aderisce al regime agevolato contributivo previsto dall’art. 1, commi 77-84 della legge 190/2014 ottiene una riduzione del 35% sulla contribuzione dovuta.
Eccedenza deducibile dall’IRPEF: se i contributi versati superano il reddito forfettario, l’eccedenza non va persa: si deduce dal reddito complessivo ai sensi dell’art. 10 del TUIR (rigo LM49 del quadro LM, poi riportato nel quadro RP).
Gestione separata per professionisti: i titolari di partita IVA iscritti alla Gestione Separata INPS versano i contributi sul reddito di lavoro autonomo e li deducono allo stesso modo.
Contributi dei collaboratori familiari: il titolare di impresa familiare in forfettario può dedurre anche i contributi versati per i collaboratori fiscalmente a carico o per quelli per i quali non ha esercitato il diritto di rivalsa.
Come funziona la deduzione dei contributi INPS nel forfettario
Nel regime forfettario non si deducono le spese dell’attività (affitti, utenze, materiali), che sono già ‘incorporate’ nel coefficiente di redditività. C’è però un’eccezione importante: i contributi previdenziali e assistenziali versati per legge. Questi si deducono integralmente dal reddito forfettario lordo, prima di calcolare l’imposta sostitutiva. Più contributi versi, meno imposta paghi.
Il calcolo, riassunto, è: (ricavi x coefficiente di redditività) – contributi versati = reddito netto soggetto a imposta sostitutiva. Se il risultato è positivo, su questo importo si applica il 15% (o il 5% per chi è nei primi cinque anni di attività con i requisiti di legge). Se i contributi superano il reddito forfettario, la differenza non si perde: puoi dedurla dal tuo reddito complessivo come onere deducibile.
Per artigiani e commercianti che optano per il regime contributivo agevolato, c’è in più una riduzione del 35% sull’importo dei contributi stessi che avrebbero dovuto versare in misura ordinaria. Questa agevolazione si richiede all’INPS con apposita domanda e non è automatica.
Contributi INPS nel forfettario: riepilogo delle regole principali
Aspetto
Regola
Deducibilità contributi obbligatori
Integrale, dal reddito forfettario lordo (art. 1, comma 64, legge 190/2014)
Contributi per collaboratori a carico
Deducibili interamente dal reddito del titolare
Eccedenza contributi rispetto al reddito forfettario
Deducibile dal reddito complessivo (art. 10 TUIR), rigo LM49 poi quadro RP
35% sulla contribuzione dovuta (art. 1, commi 77-84, legge 190/2014)
Come si richiede la riduzione 35%
Domanda all'INPS prima dell'inizio dell'attività o entro il 28 febbraio dell'anno di riferimento
Contributi restituiti dall'INPS in anni precedenti
Concorrono con segno negativo ai contributi dell'anno in cui avviene la restituzione
Esempio pratico
Sempronia è una commerciante in regime forfettario (coefficiente 40%). Nel 2025 ha incassato 50.000 euro. Reddito lordo forfettario: 50.000 x 40% = 20.000 euro. Ha versato contributi INPS ordinari per 4.200 euro (ipotesi: Gestione Commercianti). Reddito netto: 20.000 – 4.200 = 15.800 euro. Imposta sostitutiva al 15%: 15.800 x 15% = 2.370 euro. Se Sempronia avesse aderito al regime agevolato con riduzione del 35%, avrebbe versato contributi ridotti e il risparmio si sarebbe riflesso anche sull’INPS (oltre che indirettamente sull’imposta). Se invece i contributi avessero superato i 20.000 euro di reddito forfettario, l’eccedenza sarebbe stata deducibile nel quadro RP come onere deducibile art. 10 TUIR.
Documenti necessari
Ricevute F24 dei contributi previdenziali versati nel 2025 (minimale e quota eccedente il minimale)
Comunicazione INPS di iscrizione alla gestione con codice azienda (per artigiani e commercianti)
Eventuale accettazione INPS dell’opzione per il regime contributivo agevolato (riduzione 35%)
Modello Redditi PF 2026, Fascicolo 3, quadro LM (righi LM35, LM36, LM49) e quadro RR (Sezione I o II)
Caso 1: Tizio è artigiano in forfettario e chiede la riduzione del 35%
Scenario. Tizio è idraulico (ATECO 43.22), primo anno in forfettario, ha aderito al regime agevolato INPS richiedendolo formalmente. Il reddito imponibile forfettario 2025 è 18.000 euro.
Come si applica. Tizio ha diritto alla riduzione del 35% sulla contribuzione calcolata in misura ordinaria (codice C nella colonna 7 del rigo RR2 del quadro RR). Questo significa che i contributi effettivamente versati sono più bassi. Nel quadro LM, al rigo LM35, indica i contributi effettivamente versati (già ridotti del 35%) e li deduce dal reddito forfettario lordo. In dichiarazione indica il codice relativo alla riduzione del 35% nel quadro RR.
In pratica
La riduzione del 35% non è automatica: devi averla richiesta all’INPS con apposita domanda.
Nel quadro RR, colonna 7 del rigo RR2, usa il codice C (forfettario con riduzione 35% su coefficiente 5%) o D se hai superato 100.000 euro in corso d’anno.
Caso 2: Caio ha contributi che superano il reddito forfettario
Scenario. Caio è un professionista iscritto alla Gestione Separata INPS. Il suo reddito forfettario 2025 è 8.000 euro ma ha versato contributi per 10.000 euro (inclusi acconti di anni precedenti).
Come si applica. Nel rigo LM35 del quadro LM, colonna 2, Caio può dedurre contributi solo fino a capienza del reddito forfettario: 8.000 euro. I restanti 2.000 euro di contributi versati in eccesso li indica nel rigo LM49: questa eccedenza è deducibile dal suo reddito complessivo come onere deducibile art. 10 TUIR, da riportare nel rigo RP21 del quadro RP (Fascicolo 1).
In pratica
I contributi in eccesso rispetto al reddito forfettario non vanno sprecati: li riporti nel rigo LM49 e poi nel quadro RP come onere deducibile.
Questo può abbassare l’IRPEF dovuta su altri redditi che hai (es. redditi da fabbricati o da lavoro dipendente).
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Nel CCNL Vigilanza Privata le ferie delle guardie particolari giurate (GPG) dipendono dal sistema di orario: 25 giorni lavorativi con il sistema 5+1, 23 con il 6+1+1, 22 per gli amministrativi su cinque giorni. Nei servizi di sicurezza (ex servizi fiduciari) sono 22 giorni con l’orario su cinque giorni e 26 su sei. Le festività sono quelle di legge (dal 2026 anche il 4 ottobre); il Santo Patrono e le ex festività diventano permessi annuali. Chi lavora in una festività ha la paga della giornata più le ore lavorate maggiorate del 35% (GPG) o del 40% di giorno e del 50% di notte (servizi di sicurezza).
Dati contrattuali
Parti firmatarie
ASSIV · ANIVP · UNIV · Legacoop Produzione e Servizi · AGCI Servizi · Confcooperative Lavoro e Servizi · Filcams-CGIL · Fisascat-CISL · UILTuCS-UIL
Ultimo rinnovo
30 maggio 2023, integrato dall’accordo del 16 febbraio 2024 (vigenza prorogata al 31/12/2026)
Per le GPG le ferie annuali sono di 25 giorni lavorativi con il sistema 5+1, 23 con il sistema 6+1+1 e 22 per gli amministrativi che lavorano 8 ore su cinque giorni. Le ferie non si possono frazionare in più di due periodi, salvo accordo, e non cambiano i turni di riposo già programmati.
Nei servizi di sicurezza sono 22 giorni con l’orario su cinque giorni e 26 su sei; almeno due settimane consecutive vanno godute tra il 1° maggio e il 30 settembre, salvo accordi aziendali.
Chi lascia il lavoro durante l’anno ha tanti dodicesimi di ferie quanti sono i mesi di servizio. La malattia riconosciuta interrompe le ferie.
I permessi delle GPG
Alle GPG del ruolo tecnico operativo spettano:
i permessi annuali che sostituiscono le ex festività e il Santo Patrono;
6 giornate di permessi annuali retribuiti, più una per chi lavora nel sistema 5+1;
nel sistema 5, anche 7 giorni di permesso di conguaglio l’anno.
Nel sistema 6+1+1 i permessi sono assorbiti dal giorno di permesso settimanale. Non si tratta di riposi «per il rischio»: servono a riportare l’orario annuo a quello del contratto.
Festività e lavoro festivo
Le festività retribuite sono quelle di legge: 25 aprile, 1° maggio e 2 giugno, più capodanno, Epifania, lunedì di Pasqua, 15 agosto, 1° novembre, 8, 25 e 26 dicembre. Dal 2026 si aggiunge il 4 ottobre, festa di San Francesco d’Assisi (legge 151/2025). Il Santo Patrono, nel CCNL Vigilanza, è trasformato in un permesso annuale.
Per il lavoro festivo la GPG di turno riceve, oltre alla retribuzione del mese, le ore lavorate con la maggiorazione del 35%; oltre l’orario giornaliero la maggiorazione sale al 40%. Nei servizi di sicurezza il lavoro festivo è maggiorato del 40% di giorno e del 50% di notte. Se la festività cade nel giorno di riposo e non viene recuperata, spetta una giornata di retribuzione in più.
Le ferie non possono essere concesse durante il preavviso di licenziamento.
Permessi specifici
Permessi retribuiti aggiuntivi previsti dal CCNL:
Matrimonio: 15 giorni di calendario, dopo il periodo di prova, con richiesta almeno 20 giorni prima
Lutto o grave infermità del coniuge, di un parente entro il secondo grado o del convivente: 3 giorni lavorativi l’anno
Diritto allo studio: fino a 150 ore per triennio
Esami: il giorno dell’esame e altri 6 giorni l’anno per la preparazione
Permessi 104: 3 giorni/mese per familiari disabili
Casi pratici
Tizio – GPG nel sistema 5+1
Tizio è GPG al 4° livello e lavora nel sistema 5+1: ha 25 giorni di ferie, i permessi annuali (ex festività, Santo Patrono e 7 giornate) e 7 giorni di permesso di conguaglio. Programma due settimane a luglio e il resto in inverno; i permessi non goduti entro l’anno gli vengono pagati a gennaio.
Caia – SF lavoro a Capodanno
Caia è al livello C dei servizi di sicurezza e lavora di giorno il 1° gennaio. Oltre alla retribuzione del mese, le ore lavorate le sono pagate con la maggiorazione del 40%; se il turno fosse notturno, del 50%.
Sempronio – GPG con figlio disabile (permessi 104)
Sempronio è una GPG al 3° livello, figlio con disabilità grave certificata. Fruisce 3 giorni/mese di permesso 104 retribuito al 100%. Anzianità e TFR maturano normalmente. Diritto soggettivo: datore non può negare.
Domande frequenti
Quanti giorni di ferie ha una guardia giurata?
25 giorni lavorativi con il sistema 5+1, 23 con il 6+1+1, 22 per gli amministrativi su cinque giorni. Nei servizi di sicurezza 22 giorni (orario su 5 giorni) o 26 (su 6). Le festività sono a parte.
Le GPG hanno giorni di riposo in più?
Hanno i permessi annuali (ex festività, Santo Patrono e 6 giornate, 7 nel sistema 5+1) e, nel sistema 5, 7 giorni di permesso di conguaglio l’anno. Non sono un riposo per il rischio dell’arma: riportano l’orario annuo a quello contrattuale.
Posso lavorare nelle festività?
Sì, è frequente per la vigilanza H24. Per le GPG le ore lavorate nella festività sono pagate con il 35% in più (40% oltre l’orario); nei servizi di sicurezza +40% di giorno e +50% di notte.
Le ferie nel periodo di preavviso sono permesse?
No, il CCNL prevede esplicitamente che le ferie non possano essere concesse durante il preavviso di licenziamento. Quelle maturate e non godute vengono pagate alla cessazione.
Posso dividere le ferie?
Per le GPG le ferie non si frazionano in più di due periodi, salvo accordo. Nei servizi di sicurezza almeno due settimane consecutive vanno godute tra il 1° maggio e il 30 settembre, salvo accordi aziendali.
Il 4 ottobre è festivo per le guardie giurate?
Sì, dal 2026 il 4 ottobre, festa di San Francesco d’Assisi, è tornato tra le festività di legge (legge 151/2025). Chi lavora quel giorno ha diritto alla maggiorazione del lavoro festivo.
Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Vigilanza Privata e Servizi Fiduciari. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Nel CCNL Vigilanza Privata l’orario normale è di 40 ore settimanali, con un massimo di 48 ore medie (straordinari compresi) calcolate su 12 mesi. Per le guardie particolari giurate (GPG) il «sistema 5» prevede 7 ore al giorno per cinque giorni e un riposo, più 7 giorni di permesso di conguaglio l’anno; il sistema 6+1+1 prevede 7 ore e 15 minuti per sei giorni, poi riposo e permesso. Per le GPG il lavoro notturno e domenicale in turno non ha maggiorazione: è pagato con un’indennità giornaliera. Nei servizi di sicurezza il lavoro notturno (22-6) straordinario è maggiorato del 35%, il domenicale o festivo del 40% di giorno e del 50% di notte.
Dati contrattuali
Parti firmatarie
ASSIV · ANIVP · UNIV · Legacoop Produzione e Servizi · AGCI Servizi · Confcooperative Lavoro e Servizi · Filcams-CGIL · Fisascat-CISL · UILTuCS-UIL
Ultimo rinnovo
30 maggio 2023, integrato dall’accordo del 16 febbraio 2024 (vigenza prorogata al 31/12/2026)
Per le GPG l’orario normale è di 40 ore settimanali, distribuite con uno dei due sistemi del contratto:
sistema 5: 7 ore al giorno, un giorno di riposo ogni cinque di lavoro e 7 giorni di permesso di conguaglio per ogni anno di servizio, che riportano l’orario annuo al livello contrattuale;
sistema 6+1+1: 7 ore e 15 minuti al giorno per sei giorni, poi il riposo settimanale e un giorno di permesso; in questo sistema gli altri permessi sono assorbiti.
Le ore non lavorate rispetto all’orario giornaliero possono essere recuperate, al massimo 2 al giorno ed entro due mesi, senza maggiorazione.
I 7 giorni di permesso del sistema 5
I 7 giorni l’anno non sono un riposo per il rischio professionale: sono permessi di conguaglio legati al sistema 5, che servono a riportare l’orario annuo a quello contrattuale. Si riducono in proporzione ai mesi di servizio, si fruiscono contemperando le esigenze aziendali e, se non goduti, decadono e vengono pagati con la retribuzione normale.
Lavoro notturno
Per le GPG il lavoro di notte e di domenica fatto nei turni regolari è lavoro normale: il CCNL non prevede maggiorazioni percentuali, perché il servizio è a ciclo continuo (art. 75). C’è invece un’indennità giornaliera per lavoro notturno (art. 108), diversa per tipo di servizio: nel testo del 2013, 5,61 € per zona stradale e trasporto o scorta valori, 4,18 € per piantonamento fisso, sala conta e centrale operativa.
Nei servizi di sicurezza il lavoro notturno (dalle 22 alle 6) pesa sulle maggiorazioni dello straordinario (+35%) e del lavoro domenicale o festivo (+50%).
Non sono obbligati al lavoro notturno, tra gli altri, le madri di figli sotto i 3 anni o, in alternativa, i padri conviventi, il genitore unico affidatario di un figlio sotto i 12 anni e chi assiste un disabile ai sensi della legge 104/1992.
Straordinari e turni
Lo straordinario è quello oltre l’orario giornaliero del sistema applicato e deve essere autorizzato:
GPG: +30% nei giorni feriali, +35% oltre l’orario nel giorno di riposo, +40% oltre l’orario nella festività;
servizi di sicurezza: +25% fino alla 48ª ora settimanale, +30% dalla 49ª, +35% di notte; nei festivi +50% di giorno e +60% di notte.
Chi smonta dal turno non può lasciare il posto finché non arriva il cambio, che per le GPG deve avvenire entro due ore e mezza; il tempo in più è pagato come straordinario.
Casi pratici
Tizio – GPG nel sistema 5
Tizio è GPG al 4° livello e lavora nel sistema 5: 7 ore al giorno, un riposo ogni cinque giorni. Ogni anno ha 7 giorni di permesso di conguaglio, oltre ai permessi annuali e a 25 giorni di ferie. Se non li gode entro l’anno, decadono e gli vengono pagati.
Caia – Servizi Fiduciari notturno fisso
Caia è al livello C dei servizi di sicurezza e fa la portineria notturna in un residence. Le ore di notte nell’orario normale feriale non hanno una maggiorazione nel testo del contratto; quando il turno cade di domenica o in una festività la paga oraria sale del 50%, e uno straordinario notturno feriale del 35%.
Sempronio – GPG turnista 5+1
Sempronio è GPG al 3° livello nel sistema 6+1+1: lavora sei giorni da 7 ore e 15 minuti, poi ha il riposo settimanale e un giorno di permesso. In questo sistema gli altri permessi del contratto sono assorbiti. Quando lavora di notte riceve l’indennità giornaliera per lavoro notturno, non una maggiorazione oraria.
Domande frequenti
Quante ore lavora una guardia giurata?
40 ore settimanali di orario normale. Nel sistema 5 sono 7 ore al giorno per cinque giorni, con 7 giorni di permesso di conguaglio l’anno; nel sistema 6+1+1 sono 7 ore e 15 minuti per sei giorni, seguiti da riposo e permesso. Con gli straordinari non si superano 48 ore medie su 12 mesi.
Cosa sono i 7 giorni di permesso delle GPG?
Sono i permessi di conguaglio del sistema 5 (art. 76): 7 giorni per ogni anno di servizio, in proporzione ai mesi lavorati, che riportano l’orario annuo a quello del contratto. Se non goduti decadono e vengono pagati.
Quanto pagano il notturno?
Per le GPG il lavoro notturno in turno non ha una maggiorazione percentuale: spetta un’indennità giornaliera per lavoro notturno, diversa per tipo di servizio (art. 108). Nei servizi di sicurezza la notte maggiora lo straordinario (+35%) e il lavoro domenicale o festivo (+50%).
Posso essere chiamato a fare ore extra?
Sì, se autorizzate, entro il limite di 48 ore medie settimanali su 12 mesi. Per le GPG lo straordinario feriale vale +30%; nei servizi di sicurezza +25% fino alla 48ª ora settimanale e +30% dalla 49ª.
Cosa succede se lavoro nel giorno di riposo?
Per le GPG spetta il recupero del riposo e un compenso del 30% della quota giornaliera, che sale al 40% se il recupero arriva dopo sette giorni di lavoro. Nei servizi di sicurezza le percentuali sono 10% e 15%.
Posso rifiutare il turno notturno?
Non sono obbligati al lavoro notturno, tra gli altri, le madri di figli sotto i 3 anni (o in alternativa i padri conviventi), il genitore unico affidatario di un figlio sotto i 12 anni e chi assiste un disabile ai sensi della legge 104/1992. Negli altri casi il turno notturno fa parte del servizio.
Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Vigilanza Privata e Servizi Fiduciari. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Chi paga: i proprietari e i titolari di diritti reali (usufrutto, enfiteusi, superficie) su terreni agricoli diversi dall’abitazione principale.
Base imponibile: il reddito dominicale rivalutato del 25% e poi moltiplicato per 135.
Aliquote: quella di base è lo 0,86% (8,6 per mille); il Comune può alzarla fino all’1,06% o ridurla, anche ad azzerarla.
Scadenze: acconto entro il 16 giugno, saldo entro il 16 dicembre (oppure tutto in unica soluzione entro il 16 giugno).
Esenzioni: coltivatori diretti e IAP sui terreni che coltivano, e terreni montani o di collina delimitata, ma le condizioni esatte dipendono dalla normativa vigente: verifica sempre.
Codice tributo F24: 3914 per i terreni.
Cos'è l'IMU e quando riguarda i terreni agricoli
L’IMU (imposta municipale propria) è il tributo che si paga ogni anno per il semplice fatto di possedere un immobile – o un terreno – in Italia. Non si tratta di un’imposta sul reddito: la devi versare anche se il terreno non produce nulla, o se non lo hai affittato a nessuno. Dal 2020 ha assorbito anche la TASI, quindi oggi c’è un unico tributo comunale sul possesso.
I terreni agricoli rientrano nell’IMU come categoria a sé stante, con una formula di calcolo diversa rispetto ai fabbricati. Il punto di partenza è il reddito dominicale, cioè il valore convenzionale del terreno stabilito dall’Agenzia delle Entrate e riportato nelle visure catastali. Non è il reddito che il terreno produce davvero, ma una cifra fissa legata alla classificazione catastale.
Sono tenuti a pagare i proprietari, i titolari di usufrutto, di enfiteusi o di superficie. Se il terreno è concesso in locazione finanziaria (leasing), paga l’utilizzatore, non il proprietario formale. Importante: esistono esenzioni significative – in particolare per i coltivatori diretti e per gli imprenditori agricoli professionali (IAP) che coltivano direttamente il fondo, e per i terreni ricadenti in zone montane o di collina delimitata. Le condizioni precise di queste esenzioni territoriali vengono stabilite e aggiornate per legge: prima di versare, verifica sempre la situazione del tuo Comune.
IMU terreni agricoli: schema di calcolo
Voce
Valore / Regola
Punto di partenza
Reddito dominicale (da visura catastale)
Rivalutazione
+25% sul reddito dominicale
Moltiplicatore
× 135
Aliquota di base
0,86% (8,6 per mille)
Aliquota massima comunale
1,06% (10,6 per mille)
Codice tributo F24
3914
Esempio pratico
Tizio possiede un terreno agricolo con reddito dominicale di 500 euro. La base imponibile si calcola così: 500 euro + 25% = 625 euro; 625 × 135 = 84.375 euro. Applicando l’aliquota di base dello 0,86%, l’IMU annua sarebbe 84.375 × 0,86% = circa 725 euro. Se il Comune ha deliberato un’aliquota diversa, il risultato cambia: per questo è indispensabile consultare la delibera comunale prima di versare.
Documenti necessari
Visura catastale del terreno (per leggere il reddito dominicale)
Delibera comunale sulle aliquote IMU per l’anno in corso
Modello F24 con codice tributo 3914
Documentazione IAP o iscrizione INPS come coltivatore diretto (se si rivendica l’esenzione)
Eventuale modello di dichiarazione IMU (da presentare al Comune entro il 30 giugno dell’anno successivo in caso di variazioni)
Tizio: proprietario non coltivatore
Scenario. Tizio possiede un terreno agricolo di medie dimensioni in pianura. Non lo coltiva direttamente: lo ha concesso in affitto a un vicino. Non è iscritto come coltivatore diretto né come IAP.
Come si applica. Tizio è soggetto IMU senza esenzioni particolari. Calcola la base imponibile partendo dal reddito dominicale indicato in visura, lo rivaluta del 25% e moltiplica per 135. Applica poi l’aliquota deliberata dal suo Comune (al massimo l’1,06%). Versa l’acconto entro il 16 giugno e il saldo entro il 16 dicembre. Usa il codice tributo 3914 sul modello F24, indicando il codice catastale del Comune dove si trova il terreno.
In pratica
Leggi il reddito dominicale dalla visura catastale e applica la formula: (reddito × 1,25) × 135.
Controlla la delibera comunale: l’aliquota può essere diversa da quella di base dello 0,86%.
Usa il codice tributo 3914 sull’F24 e indica il codice catastale del Comune.
Caio: coltivatore diretto con terreno in zona di pianura e in zona montana
Scenario. Caio è iscritto come coltivatore diretto INPS e coltiva personalmente due terreni agricoli: uno in pianura e uno in un Comune montano. Vuole sapere se deve pagare l’IMU su entrambi.
Come si applica. La normativa prevede esenzioni per i coltivatori diretti e per gli IAP, legate alle caratteristiche del terreno e all’effettiva coltivazione diretta. Per il terreno montano, la legge tipicamente riconosce ampie esenzioni, ma le condizioni esatte (altitudine, classificazione ISTAT del Comune) possono variare. Per il terreno in pianura, l’esenzione per coltivatori diretti si applica secondo le regole vigenti. Caio deve verificare, per ciascun terreno, se ricadono nelle zone esentate e se mantiene i requisiti soggettivi (iscrizione INPS, coltivazione diretta effettiva). In caso di dubbio, è opportuno rivolgersi al CAF o al patronato.
In pratica
Verifica la classificazione del Comune montano nell’elenco ISTAT e i requisiti soggettivi (iscrizione INPS come coltivatore diretto).
Conserva la documentazione che attesta la coltivazione diretta: potrebbe essere richiesta in caso di controllo.
Se spetta l’esenzione, non è comunque necessario versare l’IMU, ma potrebbe essere richiesta la dichiarazione IMU al Comune in caso di variazioni.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Dal 1° aprile 2026 la paga base conglobata va da 1.293,87 € a 2.319,03 € per le guardie giurate (GPG) e da 1.188,57 € a 2.003,05 € per i servizi fiduciari; dal 1° dicembre 2026 scatta l’ultima tranche. Entrambe le sezioni hanno 14 mensilità: per i servizi fiduciari la quattordicesima c’è dal 1° gennaio 2024. Il contratto è quello del 30 maggio 2023, integrato il 16 febbraio 2024 e prorogato al 31 dicembre 2026.
Dati contrattuali
Parti firmatarie
ASSIV · ANIVP · UNIV · Legacoop Produzione e Servizi · AGCI Servizi · Confcooperative Lavoro e Servizi · Filcams-CGIL · Fisascat-CISL · UILTuCS-UIL
Ultimo rinnovo
30 maggio 2023, integrato dall’accordo del 16 febbraio 2024 (vigenza prorogata al 31/12/2026)
Importi = paga base conglobata mensile (comprensiva di ex indennità di contingenza) del CCNL vigilanza privata e servizi fiduciari, rinnovato il 30 maggio 2023 e integrato con l’accordo del 16 febbraio 2024 (ASSIV, ANIVP, UNIV, Legacoop PS, AGCI, Confcooperative con Filcams-CGIL, Fisascat-CISL e UILTuCS; scadenza 31/12/2026). Le due scale: GPG = guardie particolari giurate (sezione vigilanza armata), Fiduciari = servizi fiduciari non armati (portierato, reception, controllo accessi). La tabella recepisce la tranche dal 1° aprile 2026; è già fissata l’ultima tranche dal 1° dicembre 2026: GPG Quadro = 2.434,74 € · liv. 1 = 2.086,89 € · liv. 2 = 1.946,09 € · liv. 3 = 1.723,31 € · liv. 4 = 1.528,88 € · liv. 5 = 1.450,44 € · liv. 6 = 1.350,44 €; Fiduciari A = 2.032,24 € · B = 1.849,18 € · C = 1.556,29 € · D = 1.300,00 € · E = 1.207,14 €. Il rinnovo ha introdotto anche la quattordicesima per gli operatori di sicurezza. Attenzione: molte fonti riportano la sola “paga base” non conglobata (importi più bassi): il confronto va fatto a parità di struttura retributiva.
Fonte: tabelle retributive ufficiali firmate allegate all’accordo integrativo del 16/2/2024 (PDF originale ASSIV verificato, tutte le tranche 2023-2026). Valori verificati il 3 luglio 2026; i rinnovi possono aggiornare gli importi.
Tabelle retributive vigilanza privata 2026: GPG e servizi fiduciari per livello
Gli importi sono la paga base tabellare conglobata mensile (comprende l’ex contingenza) e si pagano per 14 mensilità in entrambe le sezioni. Li ricaviamo dalle tabelle del costo del lavoro approvate dal Ministero del Lavoro con il decreto direttoriale n. 50 dell’8 agosto 2024, costruite sull’accordo del 30 maggio 2023 e su quello del 16 febbraio 2024 e condivise dalle parti firmatarie: l’importo annuo del decreto diviso per 12 dà il mensile. Scatti di anzianità, indennità e maggiorazioni sono in più.
GPG, vigilanza armata: paga base tabellare conglobata mensile (Quadro il più alto, 6° il più basso)
Livello
1/6/2024
1/6/2025
1/12/2025
1/4/2026
1/12/2026
Quadro
2.097,24 €
2.164,74 €
2.222,60 €
2.319,03 €
2.434,74 €
1° livello
1.811,89 €
1.866,89 €
1.914,03 €
1.992,60 €
2.086,89 €
2° livello
1.696,09 €
1.746,09 €
1.788,95 €
1.860,38 €
1.946,09 €
3° livello
1.513,31 €
1.555,31 €
1.591,31 €
1.651,31 €
1.723,31 €
4° livello
1.353,88 €
1.388,88 €
1.418,88 €
1.468,88 €
1.528,88 €
5° livello
1.285,44 €
1.318,44 €
1.346,73 €
1.393,87 €
1.450,44 €
6° livello
1.185,44 €
1.218,44 €
1.246,73 €
1.293,87 €
1.350,44 €
Servizi fiduciari: paga base tabellare conglobata mensile (A il più alto, E il più basso)
Livello
1/1/2025
1/7/2025
1/12/2025
1/4/2026
1/12/2026
A
1.886,32 €
1.930,09 €
1.973,87 €
2.003,05 €
2.032,24 €
B
1.716,53 €
1.756,33 €
1.796,12 €
1.822,65 €
1.849,18 €
C
1.444,86 €
1.478,29 €
1.511,71 €
1.534,00 €
1.556,29 €
D
1.207,14 €
1.235,00 €
1.262,86 €
1.281,43 €
1.300,00 €
E
1.114,29 €
1.142,14 €
1.170,00 €
1.188,57 €
1.207,14 €
Esiste ancora il livello super? Il S.a.P. da riclassificazione
Nelle tabelle delle GPG i vecchi livelli super non hanno una paga base propria: chi era al 4° super, al 3° super o al 1° super ha la stessa paga base del 4°, del 3° o del 1° livello e in più un importo chiamato S.a.P. da riclassificazione, che cresce con le tranche.
Ex livelli super: S.a.P. da riclassificazione mensile, oltre alla paga base del livello
Livello
1/4/2026
1/12/2026
4° ex 4° super
72,57 €
75,53 €
3° ex 3° super
86,30 €
90,06 €
1° ex 1° super
116,23 €
121,73 €
Aumenti del rinnovo 2023
Per le guardie giurate il rinnovo del 30 maggio 2023 ha previsto aumenti in cinque tranche: giugno 2024, giugno 2025, dicembre 2025, aprile 2026 e dicembre 2026. Per i servizi fiduciari le tranche sono otto: gennaio, luglio e ottobre 2024, gennaio e luglio 2025, dicembre 2025, aprile e dicembre 2026; al livello D la paga base passa da 1.114,29 € (gennaio 2024) a 1.300,00 € (dicembre 2026). Per una GPG del 4° livello le ultime due valgono 50 € e 60 €. Ha previsto anche una una tantum di 400 € per la vacanza contrattuale, pagata in tre rate a settembre 2023, 2024 e 2025.
14 mensilità per GPG e servizi fiduciari
Le guardie particolari giurate hanno 14 mensilità. Dal 1° gennaio 2024, con il rinnovo del 2023, anche la sezione servizi fiduciari ha la quattordicesima: prima aveva 13 mensilità.
Indennità e maggiorazioni
Lavoro notturno, festivo e straordinario hanno maggiorazioni fissate dal contratto per ciascuna sezione; le GPG hanno anche indennità legate al servizio armato. Non sono comprese negli importi della tabella.
Casi pratici
Tizio – GPG al 4° livello
Tizio è guardia particolare giurata al 4° livello. Dal 1° aprile 2026 la sua paga base conglobata è 1.468,88 € al mese, cioè 20.564,32 € l’anno su 14 mensilità; dal 1° dicembre 2026 sale a 1.528,88 € (+60 €). Scatti di anzianità, lavoro notturno e festivo e indennità si aggiungono.
Caia – Servizi fiduciari, livello A
Caia coordina un servizio di portierato ed è al livello A dei servizi fiduciari: 2.003,05 € al mese dal 1° aprile 2026 e 2.032,24 € dal 1° dicembre 2026. Anche lei riceve 14 mensilità: su base annua, con il minimo di aprile, 28.042,70 €.
Sempronio – Neoassunto ai servizi di sicurezza
Sempronio è assunto come operatore dei servizi di sicurezza: per i primi 9 mesi di servizio è al livello E (1.188,57 € dal 1° aprile 2026), poi passa al livello D (1.281,43 €, che dal 1° dicembre 2026 diventa 1.300,00 €): dal livello E al D la paga base sale di 92,86 € al mese (1.281,43 − 1.188,57), cioè 1.300,04 € in più l’anno su 14 mensilità (92,86 × 14).
Domande frequenti
Quanto guadagna una guardia giurata?
Dal 1° aprile 2026 la paga base conglobata delle GPG va da 1.293,87 € (6° livello) a 2.319,03 € (Quadro); al 4° livello è 1.468,88 €. Si moltiplica per 14 mensilità e si aggiungono scatti, maggiorazioni e indennità.
Quanto prende una GPG al 4° livello nel 2026?
Dal 1° aprile 2026 la paga base conglobata del 4° livello è 1.468,88 € al mese per 14 mensilità; dal 1° dicembre 2026 sale a 1.528,88 €. Scatti, indennità e maggiorazioni per notturno e festivo si aggiungono.
Quanto prende un addetto ai servizi fiduciari al livello D?
Dal 1° aprile 2026 il livello D ha 1.281,43 € di paga base al mese, dal 1° dicembre 2026 1.300,00 €. Il livello C è a 1.534,00 € e poi a 1.556,29 €. Anche i servizi fiduciari hanno 14 mensilità.
Esiste ancora il livello super nella vigilanza privata?
Nelle tabelle ministeriali gli ex livelli super delle GPG hanno la paga base del livello corrispondente più un S.a.P. da riclassificazione: dal 1° aprile 2026 72,57 € per l’ex 4° super, 86,30 € per l’ex 3° super e 116,23 € per l’ex 1° super.
Le GPG e i servizi fiduciari hanno 14 mensilità?
Sì, entrambi. Per i servizi fiduciari la quattordicesima è stata introdotta dal rinnovo del 2023, con decorrenza 1° gennaio 2024.
Quando aumentano gli stipendi?
L’ultima tranche del rinnovo decorre dal 1° dicembre 2026: per le GPG del 4° livello sono +60 € (da 1.468,88 € a 1.528,88 €). Le tranche precedenti sono scattate a giugno 2024, giugno 2025, dicembre 2025 e aprile 2026.
Quando scade il contratto?
Il CCNL firmato il 30 maggio 2023, integrato dall’accordo del 16 febbraio 2024, è prorogato fino al 31 dicembre 2026.
I servizi fiduciari guadagnano meno delle GPG?
A parità di posizione di solito sì: i minimi fiduciari vanno da 1.188,57 € (E) a 2.003,05 € (A), quelli delle GPG da 1.293,87 € a 2.319,03 €. Le due scale però hanno livelli diversi, quindi il confronto va fatto sulle mansioni.
Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Vigilanza Privata e Servizi Fiduciari. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Due regimi diversi: se il riscatto è versato dall’interessato con reddito proprio, è deducibile (rigo E21); se è pagato da un familiare per un inoccupato a carico, è detraibile al 19% (codice 32, righi E8-E10).
Anche per gli inoccupati: chi non ha ancora iniziato a lavorare e non è iscritto ad alcuna forma previdenziale obbligatoria può comunque riscattare gli anni di laurea.
Include il corso ITS Academy: oltre alla laurea universitaria, è riscattabile anche la frequenza agli ITS Academy.
Valido ai fini pensionistici e della buonuscita (TFR): il riscatto aumenta gli anni di contribuzione utili sia per la pensione sia per il trattamento di fine rapporto.
Nessun massimale per la deduzione (rigo E21): l’intero importo versato abbassa il reddito complessivo.
Documenti essenziali: la ricevuta di pagamento dell’onere di riscatto e il provvedimento INPS di accoglimento della domanda.
Riscatto della laurea: deduzione o detrazione nel 730?
Il riscatto della laurea è uno strumento che consente di trasformare gli anni universitari in anni di contribuzione previdenziale, utili per anticipare la pensione o aumentarne l’importo. Dal punto di vista fiscale, il trattamento dei contributi versati per il riscatto dipende da una distinzione fondamentale: chi ha pagato e qual è la sua situazione lavorativa.
Se sei tu stesso a versare i contributi di riscatto – perché lavori e hai redditi propri – puoi dedurli dal tuo reddito complessivo indicandoli nel rigo E21 del Quadro E. La deduzione è integrale: non c’è un tetto massimo. In questo modo il tuo reddito imponibile si abbassa e paghi meno IRPEF.
Se invece i contributi di riscatto vengono versati da un tuo familiare (per esempio un genitore) perché tu sei ancora inoccupato e a carico – non hai ancora trovato lavoro dopo la laurea e non sei iscritto ad alcun ente previdenziale – allora la spesa viene trattata diversamente: il familiare che ha pagato può detrarre il 19% dell’importo versato, indicandolo con il codice 32 nei righi da E8 a E10 del Quadro E.
In entrambi i casi, la normativa consente il riscatto anche a chi non ha ancora iniziato a lavorare: questa possibilità, introdotta per i cosiddetti ‘riscatti agevolati’, permette ai neolaureati di costruire da subito la propria posizione previdenziale.
Riscatto laurea: quale agevolazione spetta a chi
Chi versa i contributi
Situazione del laureato
Agevolazione
Dove si indica
Il laureato stesso
Ha redditi propri (è al lavoro)
Deduzione integrale dal reddito
Rigo E21
Un familiare (es. genitore)
Inoccupato, fiscalmente a carico del familiare
Detrazione 19% sull'importo versato
Codice 32, righi E8-E10
Il laureato stesso
Inoccupato ma con qualche reddito proprio
Deduzione nella misura versata personalmente
Rigo E21
Datore di lavoro (contributi aggiuntivi)
Lavoratore dipendente
Già gestito dalla Certificazione Unica
Non compilare E21 se già dedotto
Esempio pratico
Tizio si è laureato a luglio 2022 e ha trovato lavoro a gennaio 2023. Nel 2025, dopo aver ricevuto il preventivo INPS, versa 9.600 euro per riscattare i 4 anni del corso di laurea magistrale. Poiché ha un reddito da lavoro dipendente, questi 9.600 euro vengono indicati nel rigo E21 e dedotti integralmente. Con un reddito complessivo di 32.000 euro e un’aliquota marginale del 35%, il risparmio IRPEF è di circa 3.360 euro.
Documenti necessari
Ricevuta di versamento dei contributi di riscatto (F24 o bollettino INPS)
Provvedimento INPS di accoglimento della domanda di riscatto
Certificato di laurea o attestato di frequenza ITS Academy
Certificazione Unica 2026 del datore di lavoro (per verificare se il datore ha già dedotto parte dell’importo)
Documentazione fiscale del familiare che ha pagato (se il versamento è stato fatto da un terzo per un inoccupato a carico)
Lavoratore che riscatta la laurea triennale
Scenario. Caio, 32 anni, lavora come dipendente con un reddito annuo di 27.000 euro. Nel 2025 versa 5.400 euro all’INPS per riscattare i 3 anni della laurea triennale.
Come si applica. Caio indica 5.400 euro nel rigo E21 della Sezione II del Quadro E. Non c’è alcun massimale: l’intera somma riduce il suo reddito complessivo da 27.000 a 21.600 euro. Con un’aliquota marginale del 23%, risparmia circa 1.240 euro di IRPEF. Se il datore di lavoro non ha già considerato questo importo nella Certificazione Unica, deve indicarlo per intero nel rigo E21.
In pratica
Verificare prima che il datore di lavoro non abbia già dedotto l’importo (controllare il punto 431 della Certificazione Unica).
Indicare l’intero importo versato nel rigo E21, senza tetto massimo.
Conservare la ricevuta F24 e il provvedimento INPS di accoglimento.
Genitore che paga il riscatto per il figlio inoccupato a carico
Scenario. Sempronio ha un figlio laureato magistrale, 28 anni, ancora a suo carico perché non ha trovato lavoro. Sempronio versa 7.200 euro all’INPS per riscattare i 5 anni di laurea del figlio.
Come si applica. Poiché il figlio è inoccupato e fiscalmente a carico, Sempronio non può indicare l’importo nel rigo E21 (deduzione). Deve invece indicare 7.200 euro con il codice 32 nei righi da E8 a E10 della Sezione I. La detrazione spetta nella misura del 19% su 7.200 euro, pari a 1.368 euro di imposta risparmiata – a condizione di aver pagato con strumento tracciabile.
In pratica
Usare il codice 32 nei righi E8-E10 (non il rigo E21) quando si paga per un familiare inoccupato a carico.
Il pagamento deve essere effettuato con strumento tracciabile (bonifico, carta) per avere diritto alla detrazione del 19%.
La detrazione si calcola sull’intero importo versato (non c’è una franchigia come per le spese sanitarie).
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Il CCNL Vigilanza Privata e Servizi di Sicurezza ha due scale: le guardie particolari giurate (GPG) vanno dal 6° livello di ingresso al 1° più il Quadro, i servizi fiduciari non armati dal livello E di ingresso al livello A. Una GPG neoassunta resta 18 mesi al 6° e 18 mesi al 5° prima del 4°, il livello delle attività operative; nei servizi fiduciari si passa dal livello E al D dopo 18 mesi. Le GPG hanno bisogno del decreto prefettizio di nomina e del porto d’armi.
Dati contrattuali
Parti firmatarie
ASSIV · ANIVP · UNIV · Legacoop Produzione e Servizi · AGCI Servizi · Confcooperative Lavoro e Servizi · Filcams-CGIL · Fisascat-CISL · UILTuCS-UIL
Ultimo rinnovo
30 maggio 2023, integrato dall’accordo del 16 febbraio 2024 (vigenza prorogata al 31/12/2026)
Il CCNL Vigilanza Privata e Servizi Fiduciari, che dal rinnovo del 2023 si chiama «Vigilanza Privata e Servizi di Sicurezza», si applica a circa 110.000 lavoratori in due categorie distinte:
GPG (Guardia Particolare Giurata): guardie giurate con decreto prefettizio di nomina e porto d’armi, che svolgono le attività di vigilanza del D.M. 269/2010: vigilanza fissa e ispettiva, antirapina, antitaccheggio, interventi sugli allarmi, scorta e trasporto valori;
Servizi fiduciari (servizi di sicurezza): addetti a custodia e sorveglianza non armata, portierato, controllo accessi e reception. NON sono armati e NON hanno qualifica di GPG.
Le due categorie hanno scale di livelli e tabelle retributive distinte, anche se applicano lo stesso CCNL. Il personale amministrativo degli istituti ha una terza scala (Quadro e livelli dal 1° al 6°).
GPG: dal 6° livello al Quadro
Per le guardie giurate il 6° è il livello di ingresso e il 1° il più alto, sopra il quale c’è il Quadro. Chi svolge le attività operative della guardia giurata parte dal 6° livello per i primi 18 mesi, passa al 5° per altri 18 mesi e poi al 4°: il rinnovo del 2023 ha ridotto entrambe le permanenze da 24 a 18 mesi. Il 3°, il 2° e il 1° livello richiedono compiti di coordinamento e controllo di gruppi di guardie o di direzione tecnico-operativa. Chi era inquadrato nei vecchi livelli «super» ha la paga base del livello più un importo a parte, il S.a.P. da riclassificazione.
Per lavorare come GPG servono il decreto prefettizio di nomina a guardia particolare giurata e la licenza di porto d’armi.
Servizi fiduciari: dal livello E al livello A
Nella sezione dei servizi fiduciari il livello di ingresso è l’E: dopo 18 mesi si passa al D, il livello degli operatori. Il rinnovo del 2023 ha abolito dal 1° giugno 2023 il livello F, che era il primo gradino, e ridotto di 6 mesi il tempo complessivo per arrivare al D. I livelli C, B e A sono quelli di coordinamento, responsabilità e direzione. Dal 1° gennaio 2024 anche i servizi fiduciari hanno la quattordicesima.
NON è richiesto porto d’arma né decreto prefettizio.
Differenze fondamentali tra le due categorie
Le principali differenze:
Aspetto
GPG
Servizi Fiduciari
Arma
Sì, con licenza di porto d’armi
No
Decreto prefettizio di nomina
Sì
No
Livelli
Quadro e dal 1° al 6° (ingresso)
Da A a E (ingresso)
Paga base dal 1° aprile 2026
Da 1.293,87 € (6°) a 2.319,03 € (Quadro)
Da 1.188,57 € (E) a 2.003,05 € (A)
Mansioni tipiche
Antirapina, trasporto valori, vigilanza fissa e ispettiva
Portierato, accessi, sorveglianza non armata
Casi pratici
Tizio – GPG antitaccheggio in supermercato
Tizio è guardia giurata appena assunta e fa vigilanza antitaccheggio in un supermercato, un’attività del 4° livello. Per i primi 18 mesi è al 6° livello (1.293,87 € dal 1° aprile 2026), poi per 18 mesi al 5° (1.393,87 €) e dal 37° mese al 4° (1.468,88 €), sempre per 14 mensilità. Gli servono il decreto prefettizio e il porto d’armi.
Caia – Addetta servizi fiduciari
Caia è assunta come addetta al portierato e al controllo accessi in un complesso direzionale. Parte dal livello E (1.188,57 € dal 1° aprile 2026) e dopo 18 mesi passa al D (1.281,43 €, 1.300,00 € dal 1° dicembre 2026), per 14 mensilità. Non è armata e non ha bisogno del decreto prefettizio.
Sempronio – GPG trasporto valori
Sempronio è guardia giurata da cinque anni e fa trasporto valori su furgone blindato: è un’attività del 4° livello, e la sua paga base è 1.468,88 € dal 1° aprile 2026 e 1.528,88 € dal 1° dicembre 2026. Se diventasse coordinatore di oltre 30 guardie in un’unità operativa autonoma passerebbe al 3° livello.
Domande frequenti
Differenza tra GPG e Servizi Fiduciari?
Le GPG sono guardie giurate armate, con decreto prefettizio di nomina e porto d’armi, che svolgono le attività di vigilanza del D.M. 269/2010. I Servizi Fiduciari sono addetti non armati (portierato, accessi, sorveglianza). Hanno scale e paghe diverse: dal 1° aprile 2026 la paga base va da 1.293,87 € a 2.319,03 € per le GPG e da 1.188,57 € a 2.003,05 € per i fiduciari.
Che livello è una guardia di supermercato?
La vigilanza antitaccheggio è un’attività del 4° livello, ma chi è appena assunto passa prima 18 mesi al 6° e 18 mesi al 5°. Chi coordina e controlla oltre 30 guardie in un’unità operativa autonoma è al 3° livello.
Devo avere porto d'arma per fare il guardiano?
Solo per GPG (Guardie Particolari Giurate). Per Servizi Fiduciari (portierato, sorveglianza non armata) NON serve porto d’arma né licenza prefettizia.
Quanti livelli ha il CCNL Vigilanza?
Per le guardie giurate 7: il Quadro e i livelli dal 1° al 6°, dove il 6° è quello di ingresso. Per i servizi fiduciari 5, da A a E, dove E è l’ingresso (il livello F è stato abolito nel 2023). Il personale amministrativo ha una scala propria.
Posso passare da Servizi Fiduciari a GPG?
Sì, ma serve ottenere la licenza di porto d’armi e il decreto prefettizio di nomina a guardia particolare giurata. È un cambio di sezione e di scala dei livelli.
Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Vigilanza Privata e Servizi Fiduciari. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Regola di base: le cessioni di fabbricati fatte da imprese sono esenti IVA (art. 10, nn. 8-bis e 8-ter, del decreto IVA), salvo le eccezioni previste; il privato che vende casa è fuori dal campo IVA.
Imponibilità obbligatoria: la vendita fatta dall’impresa costruttrice o ristrutturatrice entro 5 anni dall’ultimazione dei lavori è sempre imponibile IVA, sia per gli abitativi sia per gli strumentali.
Opzione: per gli abitativi può optare per l’IVA solo l’impresa costruttrice o ristrutturatrice, anche dopo i 5 anni (oltre ai fabbricati destinati ad alloggi sociali); per gli strumentali può optare qualunque impresa venditrice. L’opzione si esprime nell’atto.
Aliquote: 4% per l’abitazione non di lusso acquistata con i requisiti «prima casa», 10% per le altre abitazioni non di lusso, 22% di regola per gli strumentali.
Reverse charge: si applica solo quando la cessione è imponibile per opzione e l’acquirente è un soggetto passivo IVA, sia per gli strumentali sia per gli abitativi; quando l’IVA è obbligatoria la addebita il venditore.
Imposte d’atto: per gli strumentali registro fisso di 200 euro più ipotecaria 3% e catastale 1%, con o senza IVA; per gli abitativi con IVA 200 euro per ciascuna delle tre imposte.
Vendere un immobile con o senza IVA: come funziona
Comprare o vendere un immobile è una delle operazioni economiche più importanti nella vita di una persona o di un’impresa. Quando il venditore è un soggetto che agisce nell’esercizio di un’impresa, la vendita può essere soggetta a IVA. Ma non sempre: la legge prevede una regola generale di esenzione, con alcune eccezioni ben definite che dipendono da chi vende, da quanto tempo è passato dalla costruzione e dal tipo di immobile.
La distinzione fondamentale è tra fabbricati abitativi e fabbricati strumentali, e si fa sulla categoria catastale, non sull’uso effettivo: sono abitativi gli immobili del gruppo A, esclusa la categoria A/10; sono strumentali quelli dei gruppi B, C, D ed E e gli uffici A/10, se la destinazione a ufficio risulta dal titolo edilizio (circolare 22/E del 2013). Un albergo (categoria D/2) o un negozio (C/1) sono quindi strumentali. Per entrambe le categorie vale la stessa logica: esenzione come regola, imponibilità come eccezione, obbligatoria in alcuni casi e su opzione in altri.
Le aliquote IVA applicabili variano in modo significativo a seconda del tipo di immobile e dell’acquirente. Capire quale aliquota si applica è essenziale per calcolare correttamente il costo totale dell’acquisto, perché l’IVA sulla cessione di un immobile non è detraibile se l’acquirente è un privato consumatore.
IVA sulla cessione di fabbricati da parte di imprese: casi e aliquote
Tipo di fabbricato
Venditore e tempistica
Regime IVA
Aliquota
Abitativo (prima casa non di lusso)
Impresa costruttrice o ristrutturatrice entro 5 anni
Imponibile per legge, IVA addebitata dal venditore
4%
Abitativo (non prima casa, non di lusso)
Impresa costruttrice o ristrutturatrice entro 5 anni
Imponibile per legge, IVA addebitata dal venditore
10%
Abitativo
Impresa costruttrice o ristrutturatrice oltre 5 anni, con opzione nell’atto
Imponibile per opzione; reverse charge se l’acquirente è un soggetto IVA
10% (4% prima casa)
Abitativo
Altra impresa (per esempio immobiliare di gestione)
Esente (art. 10, n. 8-bis), senza possibilità di opzione
Impresa costruttrice o ristrutturatrice entro 5 anni
Imponibile per legge, IVA addebitata dal venditore
22% di regola
Strumentale
Qualsiasi impresa negli altri casi, con opzione nell’atto
Imponibile per opzione; reverse charge se l’acquirente è un soggetto IVA
22% di regola
Strumentale
Qualsiasi impresa negli altri casi, senza opzione
Esente (art. 10, n. 8-ter)
–
Abitativo o strumentale
Privato che vende un immobile personale
Fuori campo IVA: si applica l’imposta di registro
–
Esempio pratico
Alfa Srl ha ultimato la costruzione di un capannone nel marzo 2022 e lo vende a Beta Snc nel febbraio 2026: sono passati meno di 5 anni, quindi la cessione è imponibile IVA per legge, al 22%. Il prezzo è 500.000 euro: Alfa Srl emette fattura con IVA di 110.000 euro e la versa nella propria liquidazione. Il reverse charge non si applica, perché l’IVA non deriva da un’opzione: l’inversione contabile riguarda solo le cessioni imponibili per scelta del venditore. Beta Snc detrae l’IVA pagata secondo le regole ordinarie. Sull’atto si pagano poi l’imposta di registro fissa di 200 euro, l’ipotecaria del 3% e la catastale dell’1%.
Documenti necessari
Atto di compravendita (rogito notarile)
Visura catastale con categoria dell’immobile
Concessione o permesso di costruire (per verificare la data di ultimazione lavori)
Dichiarazione di fine lavori o certificato di agibilità (per calcolare i 5 anni)
Fattura di cessione con indicazione dell’aliquota o della norma di esenzione
Tizio vende l'appartamento che la sua impresa ha costruito due anni fa
Scenario. Tizio è socio di una piccola impresa edile che ha ultimato la costruzione di un appartamento nel 2024. Nel 2026 decide di venderlo. L’acquirente è un privato che vuole abitarci come prima casa.
Come si applica. La vendita avviene entro 5 anni dall’ultimazione (2024-2026): la cessione è imponibile IVA in modo obbligatorio, non è possibile scegliere l’esenzione. Poiché l’acquirente vuole usarlo come prima casa non di lusso, si applica l’aliquota ridotta del 4%. L’IVA viene calcolata sul prezzo di vendita concordato. L’acquirente privato non può detrarre l’IVA, perché non è soggetto passivo: il 4% è un costo definitivo per lui.
In pratica
Entro 5 anni dall’ultimazione, l’impresa costruttrice non può scegliere: la vendita è sempre imponibile IVA.
L’acquirente deve dichiarare i requisiti ‘prima casa’ per beneficiare dell’aliquota 4%.
L’aliquota si applica all’intero prezzo di compravendita indicato nel rogito.
Caio vende un ufficio che la sua società possiede da otto anni
Scenario. Caio è amministratore di una società che ha acquistato un ufficio nel 2018 (oltre 5 anni fa). Ora vuole venderlo a un’altra impresa. Si chiede se è obbligato ad applicare l’IVA.
Come si applica. La società di Caio non è l’impresa che ha costruito l’ufficio, e comunque sono passati più di 5 anni dall’ultimazione: la cessione non è imponibile in modo obbligatorio. La società di Caio può scegliere: o applica l’esenzione (nessuna IVA in fattura) oppure opta per l’imponibilità al 22%. Se opta per l’imponibilità e l’acquirente è un soggetto passivo IVA, scatta il reverse charge: la fattura viene emessa senza IVA con dicitura ‘inversione contabile’ e l’acquirente integra il documento registrando l’imposta a debito e a credito. L’opzione può convenire se la società ha crediti IVA da recuperare.
In pratica
Oltre i 5 anni, o se chi vende non è l’impresa costruttrice, l’imponibilità è una scelta: senza opzione la cessione strumentale è esente.
L’opzione per l’imponibilità si esercita nell’atto di compravendita (rogito).
Con il reverse charge, l’acquirente soggetto passivo integra e registra l’IVA: operazione neutra se ha piena detrazione.
Imposte di registro, ipotecaria e catastale nella vendita di immobili
Accanto all’IVA, l’atto di vendita paga le imposte di registro, ipotecaria e catastale. Per gli abitativi vale l’alternatività: se c’è IVA, le tre imposte sono fisse; se la vendita è esente, il registro è proporzionale. Per gli strumentali, invece, il registro è sempre fisso e le imposte ipotecaria e catastale sono sempre proporzionali, con o senza IVA.
Vendita di fabbricati: IVA e imposte d’atto
Caso
IVA
Registro
Ipotecaria e catastale
Abitativo venduto con IVA (obbligatoria o per opzione)
4% o 10%
200 euro
200 euro ciascuna
Abitativo venduto in esenzione da un’impresa
Esente
9% (2% prima casa)
50 euro ciascuna
Abitativo venduto da un privato
Fuori campo
9% (2% prima casa)
50 euro ciascuna
Strumentale con IVA (obbligatoria o per opzione)
22% di regola
200 euro
3% ipotecaria e 1% catastale
Strumentale in esenzione
Esente
200 euro
3% ipotecaria e 1% catastale
Le misure del 3% e dell’1% per gli strumentali e il registro fisso anche per quelli esenti sono riepilogati nella circolare 22/E del 2013; dal 2014 le imposte fisse sono di 200 euro (art. 26 del DL 104/2013), mentre per gli atti soggetti al registro proporzionale le ipotecarie e catastali sono di 50 euro. Le aliquote del registro sono nell’art. 1 della Tariffa del DPR 131/1986.
La fattura di vendita dell’immobile: cosa scrivere
Fattura di cessione di un fabbricato
Regime
Cosa indica la fattura
Natura nella fattura elettronica
Esente
Operazione esente ai sensi dell’art. 10, primo comma, n. 8-bis (abitativi) o n. 8-ter (strumentali), del DPR 633/1972
N4
Imponibile per opzione verso un soggetto IVA
Nessuna IVA addebitata: inversione contabile ai sensi dell’art. 17, sesto comma, lett. a-bis), del DPR 633/1972; l’acquirente integra la fattura (TD16)
N6.4
Imponibile per legge o per opzione verso un privato
IVA addebitata con l’aliquota del caso (4%, 10% o 22%)
–
L’opzione per l’imposizione deve essere manifestata espressamente nell’atto di vendita (art. 10, nn. 8-bis e 8-ter). Con l’opzione verso un’impresa o un professionista, anche un eventuale acconto sul prezzo si fattura in reverse charge (circolare 22/E del 2013).
Quando rivolgersi a un professionista
La scelta tra esenzione e opzione incide sull’IVA detraibile del venditore e sul costo dell’acquisto, e va valutata prima del rogito insieme alla categoria catastale e alla data di ultimazione dei lavori. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Il settore sanitario presenta rischi specifici: rischio biologico (HIV, HBV, HCV, TBC), rischio chimico (chemioterapici, disinfettanti), rischio fisico (sollevamento, radiazioni, posture). Il datore deve garantire DPI specifici, sorveglianza sanitaria, formazione, protocolli post-esposizione. Le tutele sono rafforzate dal D.Lgs. 81/2008 e dal CCNL.
Dati contrattuali
Parti firmatarie
AIOP · ARIS · FP CGIL · CISL FP · UIL FPL
Ultimo rinnovo
CCNL 2016-2018, firmato nel 2020 (minimi dal 1° luglio 2020); in ultrattività
Vigenza
Ultrattivo in attesa rinnovo
Platea
Circa 100.000 (infermieri, tecnici, OSS, ausiliari, amministrativi delle case di cura)
Tabella riepilogativa
Rischi specifici e tutele CCNL Sanità Privata
Rischio
Tutela
Biologico (HIV, HBV, HCV, TBC)
Vaccinazioni, DPI, profilassi post-esposizione
Chimico (chemioterapici, disinfettanti)
Cappe a flusso laminare, DPI, formazione
Radiazioni (radiologia)
Dosimetri, schermature, sorveglianza
Sollevamento pazienti
Ausili (sollevatori), formazione MMC
Stress lavoro-correlato
Valutazione rischi, sportello psicologico
Aggressioni pazienti/familiari
Procedure di emergenza, formazione
Rischio biologico: il pericolo più diffuso
Il rischio biologico è il principale rischio del settore sanitario: esposizione a sangue, secrezioni e agenti infettivi. Patologie principali:
HIV: trasmissione per puntura accidentale (0,3% probabilità) o esposizione mucosa
Epatite B (HBV): trasmissione facile, prevenibile con vaccino (obbligatorio per personale)
Epatite C (HCV): trasmissione per sangue, no vaccino
Tubercolosi (TBC): trasmissione aerea, frequente in RSA con anziani
SARS-CoV-2 e altri virus respiratori: trasmissione aerea o contatto
I farmaci antiblastici sono pericolosi anche per il preparatore (mutageni, cancerogeni). Procedure rigorose obbligatorie.
Sollevamento pazienti e MMC
La movimentazione manuale dei carichi (MMC) è la principale causa di malattie professionali muscolo-scheletriche in sanità (ernia discale, lombalgia cronica). Tutele:
Ausili meccanici obbligatori per pazienti non collaboranti (sollevatori, teli scorrevoli)
Tecniche corrette di sollevamento (formazione obbligatoria)
Valutazione rischi con metodo MAPO per RSA
Limiti: max 25 kg in solitaria (15 kg per donne), uso ausili oltre
Una OSS che solleva 50+ pazienti al giorno senza ausili: 90% probabilità di ernia discale entro 10 anni di servizio.
Casi pratici
Tizio – Vaccino HBV gratuito
Tizio è infermiere neoassunto. Il datore offre vaccino HBV obbligatorio (3 dosi a 0-1-6 mesi). Gratuito + ore di permesso retribuito per somministrazione. Test sierologico a 1 mese dalla 3ª dose.
Caia – Esposizione a sangue HCV+
Caia (OSS) si punge con ago paziente HCV+. Protocollo post-esposizione: visita immediata + esami sangue + monitoraggio a 6 settimane, 3 e 6 mesi. No vaccino HCV. Infortunio sul lavoro INAIL aperto.
Sempronio – OSS con ernia discale
Sempronio è OSS in RSA, dopo 8 anni di servizio sviluppa ernia discale. INAIL riconosce malattia professionale (sollevamento pazienti senza ausili). Rendita invalidità permanente 15% = ~€110/mese a vita.
Domande frequenti
Quali rischi ha un infermiere?
Rischio biologico (HIV, HBV, HCV, TBC), chimico (chemioterapici, disinfettanti), fisico (sollevamento, radiazioni in radiologia), stress, aggressioni. Tutti tutelati dal D.Lgs. 81/2008 e dal CCNL.
Il vaccino HBV è obbligatorio?
È fortemente raccomandato per tutto il personale sanitario. Per alcune mansioni a rischio (sale operatorie, emodialisi) può essere obbligatorio. Il datore lo fornisce gratuitamente con permesso retribuito per somministrazione.
Cosa fare se mi pungo con un ago?
Subito: lavare con acqua e sapone, disinfettare. Comunicare immediatamente al responsabile, attivare protocollo post-esposizione: visita medica + esami sangue + eventuale profilassi anti-HIV (entro 72h). Aprire infortunio INAIL.
I DPI sono obbligatori?
Sì, il loro uso è obbligatorio per legge. Il rifiuto può essere sanzionato (richiamo scritto, sospensione, licenziamento in recidiva). Il datore deve fornirli gratuitamente e sostituirli se danneggiati.
Posso preparare chemioterapici in gravidanza?
NO, è VIETATO il lavoro con chemioterapici durante gravidanza e allattamento. Spostamento a mansioni non a rischio o maternità anticipata su autorizzazione ITL.
Il sollevamento manuale è ancora obbligatorio?
No, per pazienti non collaboranti gli ausili meccanici sono OBBLIGATORI (sollevatori, teli scorrevoli, transfer). Il datore deve fornirli. Il sollevamento manuale di >25 kg (15 kg per donne) richiede ausili obbligatori.
Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Sanità Privata (AIOP, ARIS). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.
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