Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 326 c.p.c. – Decorrenza dei termini

Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

I termini stabiliti nell’articolo 325 sono perentori e decorrono dalla notificazione della sentenza, sia per il soggetto notificante che per il destinatario della notificazione, dal momento in cui il relativo procedimento si perfeziona per il destinatario, tranne per i casi previsti nei numeri 1, 2, 3 e 6 dell’articolo 395 e negli articoli 397 e 404 secondo comma, riguardo ai quali il termine decorre dal giorno in cui è stato scoperto il dolo o la falsità o la collusione o è stato recuperato il documento o è passata in giudicato la sentenza di cui al numero 6 dell’articolo 395, o il pubblico ministero ha avuto conoscenza della sentenza.

Nel caso previsto nell’articolo 332, l’impugnazione proposta contro una parte fa decorrere nei confronti dello stesso soccombente il termine per proporla contro le altre parti.

In sintesi

  • I termini sono perentori e iniziano dalla notificazione della sentenza
  • Eccezioni: scoperta di dolo, falsità di documenti o collusione (art. 395)
  • In caso di morte di una parte, il termine ricomincia da capo
  • Per il PM l'impugnazione decorre dal momento della sua conoscenza della sentenza
Indice dei contenuti

I termini per impugnare le sentenze sono perentori e decorrono dalla notificazione. Fanno eccezione alcuni casi di frode, falsità di documenti e atti di scoperta tardiva.

Ratio

L'articolo 326 specifica come decorrono i termini stabiliti all'art. 325, sancendo il principio che i termini sono perentori (inderogabili). Tuttavia, prevede eccezioni equitative per casi in cui la parte è ingannata o viene a conoscenza tardivamente di documenti importanti. La norma bilancea la certezza processuale con l'esigenza di giustizia sostanziale.

Analisi

La regola generale è: i termini decorrono dalla notificazione della sentenza. Però la norma prevede ipotesi speciali dove il termine non decorre dalla notificazione bensì da momenti diversi: scoperta del dolo, della falsità di un documento, della collusione tra le parti, recupero di un documento essenziale, passaggio in giudicato di un'altra sentenza. Per il PM, il termine parte dal giorno in cui ha avuto conoscenza della sentenza. Nel caso di impugnazione parziale (art. 332), il termine decorre, per la parte non impugnata, dal momento in cui l'impugnazione è proposta nei confronti di un'altra parte.

Quando si applica

Una sentenza è notificata il 10 maggio. Il ricorrente ha normalmente 30 giorni (per appello) fino al 9 giugno. Ma se scopre il 20 luglio che il documento principale utilizzato dalla controparte era falso, il termine di revocazione per falsità parte dal 20 luglio, non dal 10 maggio. Similmente, se scopre dolo (ad es., corruzione dell'altra parte) il 1° agosto, il termine per revocazione parte da quel giorno. Ciò consente al ricorrente di avere il tempo di provare la frode o il documento falsificato.

Connessioni

L'art. 326 è complementare all'art. 325 e all'art. 327 (decadenza dall'impugnazione). Rimanda ai motivi di revocazione previsti dall'art. 395 (numeri 1, 2, 3, 6) e agli articoli 397 e 404. È strettamente collegato anche alla disciplina della falsa domanda (art. 292) per le notificazioni nulle.

Casi pratici

Caso 1: Tizio riceve sentenza il 15 aprile

Secondo la regola generale, ha 30 giorni di tempo per appellare, fino al 15 maggio. Però il 20 giugno scopre che Caio, durante il processo, ha prodotto un documento bancario completamente falsificato. Il termine per chiedere revocazione per falsità di documento NON decorre dal 15 aprile, ma dal 20 giugno. Tizio ha 30 giorni da quel giorno per proporre revocazione (fino al 20 luglio).

Caso 2: Sempronio vince una causa il 10 maggio

Non ricorre. Però il 25 agosto scopre che il suo stesso avvocato, per corruzione, ha siglato un accordo segreto con l'avvocato dell'altro a sua insaputa (dolo e collusione). Il termine per revocazione decorre non dal 10 maggio, ma dal 25 agosto (data della scoperta). Sempronio ha allora 30 giorni per richiedere la revocazione della sentenza.

Domande frequenti

Da quando si conta il termine di 30 giorni per fare appello?

Il termine di 30 giorni per l'appello decorre dal giorno in cui ricevi effettivamente la notificazione della sentenza, non dal giorno della pubblicazione. Se la sentenza è pubblicata il 20 maggio ma notificata il 25 maggio, il tuo termine inizia il 25 maggio.

Se scopro che la sentenza contiene un documento falso, quando posso chiedere la revocazione?

Se scopri la falsità di un documento DOPO scaduto il termine ordinario, il termine per revocazione ricomincia da zero dal giorno della scoperta della falsità. Ad esempio, se scopri il falso il 1° agosto, hai 30 giorni dal 1° agosto per proporre revocazione, non dal giorno della sentenza originaria.

Il pubblico ministero ha gli stessi termini di una parte privata?

In linea di massima sì, ma il termine per il PM parte dal giorno in cui ha avuto conoscenza della sentenza. Se la sentenza gli è notificata con ritardo, il termine decorre comunque da quando effettivamente la conosce.

Se muore una parte durante il termine per fare appello, cosa succede?

Se muore una parte, il termine è interrotto e ricomincia per gli eredi. La sentenza deve essere rinnovata agli eredi, e il termine riparte da quella rinnovazione. Ciò consente agli eredi di avere il tempo necessario per assimilare la situazione e decidere se impugnare.

Posso impugnare una sentenza il giorno dopo che scopro il dolo della controparte?

Sì. Se scopri il dolo (ad es., corruzione, concussione, falso) il giorno X, il termine per revocazione per dolo parte dal giorno X e hai 30 giorni da quel momento. Non conta il fatto che la sentenza originaria sia stata pronunciata anni prima.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-11
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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