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Ultimo aggiornamento: 11 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
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Art. 326 c.p.c. – Decorrenza dei termini

In vigore dal 21 aprile 1942 (R.D. 1443/1940)

I termini stabiliti nell’articolo precedente sono perentori e decorrono dalla notificazione della sentenza, tranne per i casi previsti nei numeri 1, 2, 3 e 6 dell’art. 395 e negli articoli 397 e 404 secondo comma, riguardo ai quali il termine decorre dal giorno in cui è stato scoperto il dolo o la falsità o la collusione o è stato recuperato il documento o è passata in giudicato la sentenza di cui al n. 6 dell’art. 395, o il pubblico ministero ha avuto conoscenza della sentenza.

Nel caso previsto nell’art. 332, l’impugnazione proposta contro una parte fa decorrere nei confronti dello stesso soccombente il termine per proporla contro le altre parti.

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In sintesi

  • I termini sono perentori e iniziano dalla notificazione della sentenza
  • Eccezioni: scoperta di dolo, falsità di documenti o collusione (art. 395)
  • In caso di morte di una parte, il termine ricomincia da capo
  • Per il PM l'impugnazione decorre dal momento della sua conoscenza della sentenza

I termini per impugnare le sentenze sono perentori e decorrono dalla notificazione. Fanno eccezione alcuni casi di frode, falsità di documenti e atti di scoperta tardiva.

Ratio

L'articolo 326 specifica come decorrono i termini stabiliti all'art. 325, sancendo il principio che i termini sono perentori (inderogabili). Tuttavia, prevede eccezioni equitative per casi in cui la parte è ingannata o viene a conoscenza tardivamente di documenti importanti. La norma bilancea la certezza processuale con l'esigenza di giustizia sostanziale.

Analisi

La regola generale è: i termini decorrono dalla notificazione della sentenza. Però la norma prevede ipotesi speciali dove il termine non decorre dalla notificazione bensì da momenti diversi: scoperta del dolo, della falsità di un documento, della collusione tra le parti, recupero di un documento essenziale, passaggio in giudicato di un'altra sentenza. Per il PM, il termine parte dal giorno in cui ha avuto conoscenza della sentenza. Nel caso di impugnazione parziale (art. 332), il termine decorre, per la parte non impugnata, dal momento in cui l'impugnazione è proposta nei confronti di un'altra parte.

Quando si applica

Una sentenza è notificata il 10 maggio. Il ricorrente ha normalmente 30 giorni (per appello) fino al 9 giugno. Ma se scopre il 20 luglio che il documento principale utilizzato dalla controparte era falso, il termine di revocazione per falsità parte dal 20 luglio, non dal 10 maggio. Similmente, se scopre dolo (ad es., corruzione dell'altra parte) il 1° agosto, il termine per revocazione parte da quel giorno. Ciò consente al ricorrente di avere il tempo di provare la frode o il documento falsificato.

Connessioni

L'art. 326 è complementare all'art. 325 e all'art. 327 (decadenza dall'impugnazione). Rimanda ai motivi di revocazione previsti dall'art. 395 (numeri 1, 2, 3, 6) e agli articoli 397 e 404. È strettamente collegato anche alla disciplina della falsa domanda (art. 292) per le notificazioni nulle.

Domande frequenti

Da quando si conta il termine di 30 giorni per fare appello?

Il termine di 30 giorni per l'appello decorre dal giorno in cui ricevi effettivamente la notificazione della sentenza, non dal giorno della pubblicazione. Se la sentenza è pubblicata il 20 maggio ma notificata il 25 maggio, il tuo termine inizia il 25 maggio.

Se scopro che la sentenza contiene un documento falso, quando posso chiedere la revocazione?

Se scopri la falsità di un documento DOPO scaduto il termine ordinario, il termine per revocazione ricomincia da zero dal giorno della scoperta della falsità. Ad esempio, se scopri il falso il 1° agosto, hai 30 giorni dal 1° agosto per proporre revocazione, non dal giorno della sentenza originaria.

Il pubblico ministero ha gli stessi termini di una parte privata?

In linea di massima sì, ma il termine per il PM parte dal giorno in cui ha avuto conoscenza della sentenza. Se la sentenza gli è notificata con ritardo, il termine decorre comunque da quando effettivamente la conosce.

Se muore una parte durante il termine per fare appello, cosa succede?

Se muore una parte, il termine è interrotto e ricomincia per gli eredi. La sentenza deve essere rinnovata agli eredi, e il termine riparte da quella rinnovazione. Ciò consente agli eredi di avere il tempo necessario per assimilare la situazione e decidere se impugnare.

Posso impugnare una sentenza il giorno dopo che scopro il dolo della controparte?

Sì. Se scopri il dolo (ad es., corruzione, concussione, falso) il giorno X, il termine per revocazione per dolo parte dal giorno X e hai 30 giorni da quel momento. Non conta il fatto che la sentenza originaria sia stata pronunciata anni prima.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-11
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