In sintesi
- IRES: aliquota proporzionale del 24%, uguale per tutti i livelli di reddito societario.
- IRPEF: tre scaglioni progressivi – 23% fino a 28.000 €, 33% da 28.000 a 50.000 € (dal 2026), 43% oltre 50.000 €.
- La ditta individuale e la società di persone (SNC, SAS) pagano sempre IRPEF per trasparenza, anche se l’utile resta in azienda.
- La SRL paga IRES sul reddito; solo quando distribuisce dividendi il socio versa il 26% aggiuntivo.
- Il punto di indifferenza si trova intorno ai 28.000 euro di reddito imponibile: sopra quella soglia l’IRES tende a pesare meno dell’IRPEF progressiva.
- Vanno sempre considerati anche addizionali regionali e comunali che si sommano all’IRPEF.
Due sistemi di tassazione a confronto
Quando si avvia o si riorganizza una piccola impresa, una delle prime domande è: meglio restare come ditta individuale o aprire una SRL? Dietro questa scelta c’è, in buona parte, la differenza tra IRES e IRPEF – due modi molto diversi di tassare il reddito.
L’IRPEF (Imposta sul reddito delle persone fisiche) è progressiva: più guadagni, più alta è l’aliquota applicata alla parte di reddito che supera le soglie. Dopo la riforma, gli scaglioni sono tre: 23% fino a 28.000 euro, 33% da 28.000 a 50.000 euro (dal 2026, legge di bilancio 2026; fino al 2025 era il 35%), 43% oltre 50.000 euro. A questi si aggiungono le addizionali regionali e comunali.
L’IRES (Imposta sul reddito delle società) è invece proporzionale: l’aliquota è fissa al 24% qualunque sia il livello di reddito della società di capitali. Questo la rende prevedibile, ma non automaticamente più conveniente: bisogna tenere conto anche di cosa succede quando l’utile viene prelevato dalla società.
| Aspetto | IRES (SRL) | IRPEF (ditta individuale / soc. persone) |
|---|---|---|
| Aliquota base | 24% proporzionale (uguale per tutti) | 23% / 33% / 43% progressiva per scaglioni |
| Soglie di scaglione | Nessuna – aliquota unica | 28.000 € / 50.000 € / oltre |
| Addizionali | No (è imposta societaria) | Sì – regionali + comunali sul reddito personale |
| Tassazione al prelievo | Dividendo: ulteriore 26% sul socio persona fisica | Reddito già tassato in capo al titolare/socio |
| Doppia imposizione | Sì – IRES sulla società + 26% sul dividendo | No – tassazione unica per trasparenza |
| Reddito non distribuito | Utile in azienda tassato solo al 24% (nessun prelievo aggiuntivo) | Sempre tassato in capo al titolare, anche se non prelevato |
| Mini-IRES premiale | Possibile aliquota ridotta al 20% se rispettate condizioni | Non applicabile |
Esempio pratico
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Alfa SRL produce un reddito imponibile di 60.000 euro. Paga IRES: 60.000 × 24% = 14.400 euro. Se poi distribuisce tutto come dividendo al socio Tizio, Tizio versa il 26% sulla parte netta: (60.000 − 14.400) × 26% = 11.856 euro. Carico totale: 14.400 + 11.856 = 26.256 euro, pari al 43,8% del reddito iniziale. Se invece Tizio operasse come ditta individuale con lo stesso imponibile di 60.000 euro, pagherebbe: 23% su 28.000 = 6.440 euro + 33% su 22.000 = 7.260 euro + 43% su 10.000 = 4.300 euro = 18.000 euro totali (senza addizionali). Morale: la SRL conviene quando l’utile resta reinvestito in azienda; se tutto viene distribuito, la doppia imposizione IRES + 26% supera spesso l’IRPEF personale.
Documenti necessari
- Visura camerale o atto costitutivo della società
- Dichiarazione dei redditi dell’anno precedente (Redditi PF o SC)
- Prospetto degli utili distribuiti o delibera di distribuzione dividendi
- Eventuale verbale assembleare con approvazione del bilancio
- Documentazione per il calcolo degli acconti IRES/IRPEF già versati
Caso 1 – Tizio, artigiano con reddito sotto i 28.000 euro
Scenario. Tizio gestisce un laboratorio artigianale come ditta individuale. Il reddito imponibile annuo è di circa 22.000 euro.
Come si applica. Con l’IRPEF, Tizio paga il 23% su 22.000 euro = 5.060 euro. Se avesse una SRL con lo stesso imponibile, l’IRES sarebbe 22.000 × 24% = 5.280 euro – già superiore. In questa fascia di reddito la ditta individuale è spesso più leggera fiscalmente, perché l’aliquota IRPEF del 23% è inferiore all’IRES del 24%. Il vantaggio però si azzera se si sommano le addizionali regionali e comunali, che possono portare l’imposizione IRPEF effettiva oltre il 24%.
In pratica
- Sotto i 28.000 euro di reddito, la differenza IRES-IRPEF è minima o nulla.
- Valutare sempre le addizionali locali: in alcune regioni superano il 2%, ribaltando il confronto.
- La ditta individuale evita i costi di gestione di una SRL (contabilità ordinaria obbligatoria, delibere, bilancio).
Caso 2 – Caio, imprenditore con utili crescenti che non vuole distribuire
Scenario. Caio possiede una piccola SRL nel settore del commercio. Il reddito societario è di 80.000 euro. Ha deciso di reinvestire tutto l’utile in azienda per i prossimi tre anni.
Come si applica. La SRL versa IRES: 80.000 × 24% = 19.200 euro. Non si distribuisce dividendo, quindi il socio Caio non paga nulla a livello personale in questi tre anni. Se Caio operasse come ditta individuale con 80.000 euro di reddito, pagherebbe: 23% su 28.000 = 6.440 + 33% su 22.000 = 7.260 + 43% su 30.000 = 12.900 = 26.600 euro totali (più addizionali). La SRL che trattiene gli utili è significativamente più efficiente: risparmio di oltre 7.800 euro l’anno. Il vantaggio si ridurrà nel momento in cui Caio deciderà di prelevare quegli utili come dividendi.
In pratica
- La SRL è vantaggiosa quando si reinveste: l’utile non distribuito sconta solo il 24%.
- Il risparmio fiscale annuo, capitalizzato nel tempo, finanzia la crescita dell’impresa.
- Pianificare in anticipo il momento e il modo del prelievo (dividendo vs compenso amministratore) è essenziale.
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Fonti e approfondimenti
Domande frequenti
Quando conviene passare da ditta individuale a SRL?
Quando il reddito supera stabilmente i 28.000-35.000 euro e si ha intenzione di reinvestire gli utili in azienda piuttosto che distribuirli. In quel caso la tassazione proporzionale al 24% dell’IRES è più vantaggiosa degli scaglioni IRPEF alti.
La SRL paga anche l'IRAP?
In linea generale sì: le società di capitali sono soggette all’IRAP (Imposta regionale sulle attività produttive). Le ditte individuali e le società di persone possono essere soggette all’IRAP a seconda dell’attività svolta. Il regime IRAP va valutato separatamente rispetto all’IRES/IRPEF.
Cos'è la mini-IRES e quando si applica?
È un’aliquota IRES ridotta al 20%, applicabile quando la società rispetta determinate condizioni premiali (in particolare: utili trattenuti e investiti, mantenimento dei livelli occupazionali). I requisiti specifici sono indicati nelle istruzioni ministeriali per Redditi SC.
Se la SRL paga IRES e poi distribuisce dividendi, si paga due volte?
Sì, si tratta della cosiddetta ‘doppia imposizione economica’: l’utile è tassato con IRES (24%) in capo alla società, e il dividendo distribuito al socio persona fisica è ulteriormente tassato al 26%. Il carico complessivo può superare il 43%.
È possibile ridurre il carico fiscale della SRL con il compenso amministratore?
Sì: il compenso all’amministratore è deducibile dalla SRL per cassa (art. 95, comma 5 TUIR), riducendo la base imponibile IRES. In capo all’amministratore è reddito assimilato a lavoro dipendente, tassato con IRPEF progressiva e soggetto a contributi. La convenienza dipende dall’aliquota marginale IRPEF dell’amministratore.
Le addizionali IRPEF pesano molto?
Dipende dalla regione e dal comune. Si aggiungono all’IRPEF ordinaria e possono portare il prelievo effettivo sul reddito personale anche oltre il 25-26% nelle fasce basse, ribaltando il vantaggio teorico rispetto all’IRES del 24%.