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Ultimo aggiornamento: 25 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
In sintesi
  • I coeredi contribuiscono ai debiti ereditari in proporzione alle quote (art. 752).
  • Chi accetta puramente e semplicemente risponde dei debiti anche oltre il valore dell’eredità.
  • Per non rischiare conviene accettare con beneficio d’inventario oppure rinunciare.
  • La scelta va fatta valutando il rapporto tra attivo e debiti del defunto.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Un’eredità non porta solo beni: spesso porta anche debiti. Sapere come si ripartiscono e come ci si protegge è essenziale per non trovarsi a pagare con il proprio patrimonio. In questa guida vediamo la regola della ripartizione dei debiti tra coeredi, il rischio dell’accettazione pura e gli strumenti per mettersi al riparo.

I debiti fanno parte dell’eredità

Accettando l’eredità si subentra nella posizione del defunto: si acquistano i suoi beni, ma si assumono anche i suoi debiti. Patrimonio attivo e passivo passano insieme.

Per questo, prima di accettare, è prudente farsi un’idea della situazione: se i debiti superano i beni, accettare senza cautele può rivelarsi un errore costoso.

La ripartizione tra i coeredi

Quando gli eredi sono più di uno, l’articolo 752 del Codice civile stabilisce che i coeredi contribuiscono ai debiti ereditari in proporzione alle proprie quote, salvo che il testatore abbia disposto diversamente.

Chi ha una quota maggiore sopporta una parte maggiore dei debiti; chi ha una quota minore contribuisce in misura ridotta. La proporzione segue quella delle quote ereditarie.

Il rischio dell’accettazione pura e semplice

Chi accetta l’eredità puramente e semplicemente confonde il proprio patrimonio con quello del defunto. La conseguenza è che risponde dei debiti ereditari anche oltre il valore dell’eredità (ultra vires): se i beni non bastano, paga con i propri.

È il rischio principale di un’accettazione affrettata: si possono ereditare debiti che intaccano risparmi e beni personali.

Proteggersi con il beneficio d’inventario

Lo strumento di protezione per eccellenza è l’accettazione con beneficio d’inventario (art. 484). Tiene separati i due patrimoni e limita la responsabilità dell’erede al valore dei beni ricevuti.

In questo modo, se i debiti superano l’attivo, l’erede non rischia nulla del proprio: paga solo fino a concorrenza di quanto ha ereditato.

Proteggersi con la rinuncia

Quando l’eredità è chiaramente passiva, l’alternativa è la rinuncia (art. 519). Chi rinuncia è considerato come se non fosse mai stato chiamato e non risponde dei debiti.

È la scelta radicale: si perde ogni diritto sui beni, ma ci si libera completamente dei debiti. Va fatta con dichiarazione al notaio o in tribunale.

Come scegliere tra le opzioni

La decisione dipende dal rapporto tra attivo e passivo:

  • se i beni superano nettamente i debiti, si può anche accettare puramente e semplicemente;
  • se la situazione è incerta o i debiti potrebbero essere rilevanti, conviene il beneficio d’inventario;
  • se i debiti superano sicuramente i beni, la rinuncia è la scelta più sicura.

Nel dubbio, il beneficio d’inventario è la via prudente: consente di incassare l’eventuale attivo netto senza esporre il proprio patrimonio.

Un esempio concreto

Caio e Caia ereditano dal padre in parti uguali. L’asse comprende beni per 80.000 euro e debiti per 120.000 euro. Se entrambi accettassero puramente e semplicemente, ciascuno risponderebbe della metà dei debiti, 60.000 euro, anche con i propri risparmi. Accettando invece con beneficio d’inventario, ciascuno risponde solo nei limiti del valore ricevuto. Valutando che l’eredità è in perdita, possono anche scegliere di rinunciare e liberarsi del tutto dei debiti.

Articoli di legge da consultare

Domande frequenti

Se accetto l’eredità, pago i debiti anche con i miei beni?

Dipende da come accetti. Con l’accettazione pura e semplice rispondi dei debiti anche oltre il valore dell’eredità, quindi con il tuo patrimonio. Con il beneficio d’inventario rispondi solo entro il valore dei beni ricevuti.

Come si dividono i debiti tra più eredi?

Secondo l’articolo 752 i coeredi contribuiscono ai debiti in proporzione alle proprie quote, salvo diversa disposizione del testatore.

Conviene rinunciare se ci sono troppi debiti?

Se i debiti superano sicuramente i beni, la rinuncia è la soluzione più sicura: chi rinuncia non risponde dei debiti. Se la situazione è incerta, è preferibile il beneficio d’inventario.

Risorse correlate

I contenuti hanno finalità divulgativa e non sostituiscono la consulenza di un avvocato. Per la propria situazione specifica si raccomanda di rivolgersi a un professionista abilitato.

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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