Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

Profilo LinkedIn ›

I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Articolo 829 Codice di Procedura Civile: Casi di nullità

    Articolo 829 Codice di Procedura Civile: Casi di nullità

    Art. 829 c.p.c. – Casi di nullità

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    L’impugnazione per nullità è ammessa, nonostante qualunque preventiva rinuncia, nei casi seguenti:

    1) se la convenzione d’arbitrato è invalida, ferma la disposizione dell’articolo 817, terzo comma;

    2) se gli arbitri non sono stati nominati con le forme e nei modi prescritti nei capi II e VI del presente titolo, purché la nullità sia stata dedotta nel giudizio arbitrale;

    3) se il lodo è stato pronunciato da chi non poteva essere nominato arbitro a norma dell’articolo 812;

    4) se il lodo ha pronunciato fuori dei limiti della convenzione d’arbitrato, ferma la disposizione dell’articolo 817, quarto comma, o ha deciso il merito della controversia in ogni altro caso in cui il merito non poteva essere deciso;

    5) se il lodo non ha i requisiti indicati nei numeri 5), 6), 7) dell’articolo 823;

    6) se il lodo è stato pronunciato dopo la scadenza del termine stabilito, salvo il disposto dell’articolo 821;

    7) se nel procedimento non sono state osservate le forme prescritte dalle parti sotto espressa sanzione di nullità e la nullità non è stata sanata;

    8) se il lodo è contrario ad altro precedente lodo non più impugnabile o a precedente sentenza passata in giudicato tra le parti purché tale lodo o tale sentenza sia stata prodotta nel procedimento;

    9) se non è stato osservato nel procedimento arbitrale il principio del contraddittorio;

    10) se il lodo conclude il procedimento senza decidere il merito della controversia e il merito della controversia doveva essere deciso dagli arbitri;

    11) se il lodo contiene disposizioni contraddittorie;

    12) se il lodo non ha pronunciato su alcuna delle domande ed eccezioni proposte dalle parti in conformità alla convenzione di arbitrato.

    La parte che ha dato causa a un motivo di nullità, o vi ha rinunciato, o che non ha eccepito nella prima istanza o difesa successiva la violazione di una regola che disciplina lo svolgimento del procedimento arbitrale, non può per questo motivo impugnare il lodo.

    L’impugnazione per violazione delle regole di diritto relative al merito della controversia è ammessa se espressamente disposta dalle parti o dalla legge. È ammessa in ogni caso l’impugnazione delle decisioni per contrarietà all’ordine pubblico.

    L’impugnazione per violazione delle regole di diritto relative al merito della controversia è sempre ammessa:

    1) nelle controversie previste dall’articolo 409;

    2) se la violazione delle regole di diritto concerne la soluzione di questione pregiudiziale su materia che non può essere oggetto di convenzione di arbitrato.

    Nelle controversie previste dall’articolo 409, il lodo è soggetto ad impugnazione anche per violazione dei contratti e accordi collettivi.

  • Art. 830 c.p.c.: Decisione sull’impugnazione per nullità

    Art. 830 c.p.c.: Decisione sull’impugnazione per nullità

    Art. 830 c.p.c. – Decisione sull’impugnazione per nullità

    In vigore dal 21 aprile 1942 (R.D. 1443/1940)

    La corte d’appello decide sull’impugnazione per nullità e, se l’accoglie, dichiara con sentenza la nullità

    del lodo. Se il vizio incide su una parte del lodo che sia scindibile dalle altre, dichiara la nullità parziale

    del lodo.

    Se il lodo è annullato per i motivi di cui all’articolo 829, commi primo, numeri 5), 6), 7), 8), 9), 11) o

    , terzo, quarto o quinto, la corte d’appello decide la controversia nel merito salvo che le parti non

    abbiano stabilito diversamente nella convenzione di arbitrato o con accordo successivo. Tuttavia, se

    una delle parti, alla data della sottoscrizione della convenzione di arbitrato, risiede o ha la propria

    sede effettiva all’estero, la corte d’appello decide la controversia nel merito solo se le parti hanno così

    stabilito nella convenzione di arbitrato o ne fanno concorde richiesta.

    Quando la corte d’appello non decide nel merito, alla controversia si applica la convenzione di

    arbitrato, salvo che la nullità dipenda dalla sua invalidità o inefficacia.

    Su istanza di parte anche successiva alla proposizione dell’impugnazione, la corte d’appello può

    sospendere con ordinanza l’efficacia del lodo, quando ricorrono gravi motivi.

  • Art. 831 c.p.c.: Revocazione ed opposizione di terzo

    Art. 831 c.p.c.: Revocazione ed opposizione di terzo

    Art. 831 c.p.c. – Revocazione ed opposizione di terzo

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Il lodo, nonostante qualsiasi rinuncia, è soggetto a revocazione nei casi indicati nei numeri 1), 2), 3) e 6) dell’articolo 395, osservati i termini e le forme stabiliti nel libro secondo.

    Se i casi di cui al primo comma si verificano durante il corso del processo di impugnazione per nullità, il termine per la proposizione della domanda di revocazione è sospeso fino alla comunicazione della sentenza che abbia pronunciato sulla nullità.

    Il lodo è soggetto ad opposizione di terzo nei casi indicati nell’articolo 404. Le impugnazioni per revocazione e per opposizione di terzo si propongono davanti alla corte d’appello nel cui distretto è la sede dell’arbitrato, osservati i termini e le forme stabiliti nel libro secondo.

    La corte d’appello può riunire le impugnazioni per nullità, per revocazione e per opposizione di terzo nello stesso processo, se lo stato della causa preventivamente proposta consente l’esauriente trattazione e decisione delle altre cause.

    San Rossore, addì 28 ottobre 1940-XVIII VITTORIO EMANUELE Grandi

  • Art. 5 c.p.p.: Competenza della Corte di Assise

    Art. 5 c.p.p.: Competenza della Corte di Assise

    Art. 5 c.p.p. – Competenza della corte di assise

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Competenza della corte di assise

    1. La corte di assise è competente:

    a) per i delitti per i quali la legge stabilisce la pena dell’ergastolo o della reclusione non inferiore nel massimo a ventiquattro anni, esclusi i delitti, comunque aggravati, di tentato omicidio, di rapina, di estorsione e di associazioni di tipo mafioso anche straniere, e i delitti, comunque aggravati, previsti dal decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309 ;

    b) per i delitti consumati previsti dagli articoli 579, 580, 584 del codice penale;

    c) per ogni delitto doloso se dal fatto è derivata la morte di una o più persone, escluse le ipotesi previste dagli articoli 586, 588 e 593 del codice penale.

    d) per i delitti previsti dalle leggi di attuazione della XII disposizione finale della Costituzione, dalla legge 9 ottobre 1967 n.

    962 e nel titolo I del libro II del codice penale, sempre che per tali delitti sia stabilita la pena della reclusione non inferiore nel massimo a dieci anni.

    d-bis) per i delitti consumati o tentati di cui agli articoli 416, sesto comma, 600, 601, 602 del codice penale, nonché per i delitti con finalità di terrorismo sempre che per tali delitti sia stabilita la pena della reclusione non inferiore nel massimo a dieci anni .

  • Articolo 9 Codice di Procedura Penale: Regole suppletive

    Articolo 9 Codice di Procedura Penale: Regole suppletive

    Art. 9 c.p.p. – Regole suppletive

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Regole suppletive

    1. Se la competenza non può essere determinata a norma dell’articolo 8, è competente il giudice dell’ultimo luogo in cui è avvenuta una parte dell’azione o dell’omissione.

    2. Se non è noto il luogo indicato nel comma 1, la competenza appartiene successivamente al giudice della residenza, della dimora o del domicilio dell’imputato.

    3. Se nemmeno in tale modo è possibile determinare la competenza, questa appartiene al giudice del luogo in cui ha sede l’ufficio del pubblico ministero che ha provveduto per primo a iscrivere la notizia di reato nel registro previsto dall’articolo 335.

  • Art. 10 c.p.p.: Competenza per reati commessi all’estero

    Art. 10 c.p.p.: Competenza per reati commessi all’estero

    Art. 10 c.p.p. – Competenza per reati commessi all’estero

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Competenza per reati commessi all’estero

    1. Se il reato è stato commesso interamente all’estero, la competenza è determinata successivamente dal luogo della residenza, della dimora, del domicilio, dell’arresto o della consegna dell’imputato. Nel caso di pluralità di imputati, procede il giudice competente per il maggior numero di essi.

    1-bis. Se il reato è stato commesso a danno del cittadino e non sussistono i casi previsti dagli articoli 12 e 371, comma 2, lettera b), la competenza è del tribunale o della corte di assise di Roma quando non è possibile determinarla nei modi indicati nel comma 1.

    2.

    In tutti gli altri casi, se non è possibile determinare nei modi indicati nei commi 1 e 1-bis la competenza, questa appartiene al giudice del luogo in cui ha sede l’ufficio del pubblico ministero che ha provveduto per primo a iscrivere la notizia di reato nel registro previsto dall’articolo 335.

    3. Se il reato è stato commesso in parte all’estero, la competenza è determinata a norma degli articoli 8 e 9.

  • Art. 13 c.p.p.: Connessione di procedimenti di competenza di giudici ordinari e speciali

    Art. 13 c.p.p.: Connessione di procedimenti di competenza di giudici ordinari e speciali

    Art. 13 c.p.p. – Connessione di procedimenti di competenza di giudici ordinari e speciali

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Connessione di procedimenti di competenza di giudici ordinari e speciali

    1. Se alcuni dei procedimenti connessi appartengono alla competenza di un giudice ordinario e altri a quella della Corte costituzionale, è competente per tutti quest’ultima.

    2. Fra reati comuni e reati militari, la connessione di procedimenti opera soltanto quando il reato comune è più grave di quello militare, avuto riguardo ai criteri previsti dall’articolo 16 comma 3. In tale caso, la competenza per tutti i reati è del giudice ordinario.

  • Art. 16 c.p.p.: Competenza per territorio determinata dalla connessione

    Art. 16 c.p.p.: Competenza per territorio determinata dalla connessione

    Art. 16 c.p.p. – Competenza per territorio determinata dalla connessione

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Competenza per territorio determinata dalla connessione

    1. La competenza per territorio per i procedimenti connessi rispetto ai quali più giudici sono ugualmente competenti per materia appartiene al giudice competente per il reato più grave e, in caso di pari gravità, al giudice competente per il primo reato.

    2. Nel caso previsto dall’articolo 12 comma 1 lettera a) se le azioni od omissioni sono state commesse in luoghi diversi e se dal fatto è derivata la morte di una persona, è competente il giudice del luogo in cui si è verificato l’evento.

    3. I delitti si considerano più gravi delle contravvenzioni. Fra delitti o fra contravvenzioni si considera più grave il reato per il quale è prevista la pena più elevata nel massimo ovvero, in caso di parità dei massimi, la pena più elevata nel minimo; se sono previste pene detentive e pene pecuniarie, di queste si tiene conto solo in caso di parità delle pene detentive.

  • Articolo 17 Codice di Procedura Penale: Riunione di processi

    Articolo 17 Codice di Procedura Penale: Riunione di processi

    Art. 17 c.p.p. – Riunione di processi

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Riunione di processi

    1. La riunione di processi pendenti nello stesso stato e grado davanti al medesimo giudice può essere disposta quando non determini un ritardo nella definizione degli stessi :

    a) nei casi previsti dall’articolo 12;

    b) LETTERA SOPPRESSA DAL D.L. 20 NOVEMBRE 1991, N. 367, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 20 GENNAIO 1992, N. 8.

    c) nei casi previsti dall’articolo 371, comma 2, lettera b).

    1-bis. Se alcuni dei processi pendono davanti al tribunale collegiale ed altri davanti al tribunale monocratico, la riunione è disposta davalti al tribunale in composizione collegiale. Tale composizione resta ferma anche nel caso di successiva separazione dei processi.

  • Articolo 18 Codice di Procedura Penale: Separazione di processi

    Articolo 18 Codice di Procedura Penale: Separazione di processi

    Art. 18 c.p.p. – Separazione di processi

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Separazione di processi

    1. La separazione di processi è disposta, salvo che il giudice ritenga la riunione assolutamente necessaria per l’accertamento dei fatti:

    a) se, nell’udienza preliminare, nei confronti di uno o più imputati o per una o più imputazioni è possibile pervenire prontamente alla decisione, mentre nei confronti di altri imputati o per altre imputazioni è necessario acquisire ulteriori informazioni a norma dell’articolo 422;

    b) se nei confronti di uno o più imputati o per una o più imputazioni è stata ordinata la sospensione del procedimento;

    c) se uno o più imputati non sono comparsi al dibattimento per nullità dell’atto di citazione o della sua notificazione, per legittimo impedimento o per mancata conoscenza incolpevole dell’atto di citazione;

    d) se uno o più difensori di imputati non sono comparsi al dibattimento per mancato avviso ovvero per legittimo impedimento;

    e) se nei confronti di uno o più imputati o per una o più imputazioni l’istruzione dibattimentale risulta conclusa, mentre nei confronti di altri imputati o per altre imputazioni è necessario il compimento di ulteriori atti che non consentono di pervenire prontamente alla decisione;

    e-bis) se uno o più imputati dei reati previsti dall’articolo 407, comma 2, lettera a), è prossimo ad essere rimesso in libertà per scadenza dei termini per la mancanza di altri titoli di detenzione

    2. Fuori dei casi previsti dal comma 1, la separazione può essere altresì disposta, sull’accordo delle parti, qualora il giudice la ritenga utile ai fini della speditezza del processo.

  • Articolo 20 Codice di Procedura Penale: Difetto di giurisdizione

    Articolo 20 Codice di Procedura Penale: Difetto di giurisdizione

    Art. 20 c.p.p. – Difetto di giurisdizione

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Difetto di giurisdizione

    1. Il difetto di giurisdizione è rilevato, anche di ufficio, in ogni stato e grado del procedimento.

    2. Se il difetto di giurisdizione è rilevato nel corso delle indagini preliminari, si applicano le disposizioni previste dall’articolo 22 commi 1 e 2. Dopo la chiusura delle indagini preliminari e in ogni stato e grado del processo il giudice pronuncia sentenza e ordina, se del caso, la trasmissione degli atti all’autorità competente.

  • Articolo 21 Codice di Procedura Penale: Incompetenza

    Articolo 21 Codice di Procedura Penale: Incompetenza

    Art. 21 c.p.p. – Incompetenza

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Incompetenza

    1. L’incompetenza per materia è rilevata, anche di ufficio, in ogni stato e grado del processo, salvo quanto previsto dal comma 3 e dall’articolo 23 comma 2.

    2. L’incompetenza per territorio è rilevata o eccepita, a pena di decadenza, prima della conclusione dell’udienza preliminare o, se questa manchi, entro il termine previsto dall’articolo 491 comma 1.

    Entro quest’ultimo termine deve essere riproposta l’eccezione di incompetenza respinta nell’udienza preliminare.

    3. L’incompetenza derivante da connessione è rilevata o eccepita, a pena di decadenza, entro i termini previsti dal comma 2.

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.