Testo dell'articoloVigente
Il Trattamento di Fine Rapporto matura per tutti i dipendenti del settore acconciatura ed estetica alla quota di circa un dodicesimo della retribuzione annua lorda. Ogni anno il TFR accantonato e rivalutato con un tasso fisso piu una quota legata all’inflazione ISTAT. Il lavoratore puo destinare il TFR al fondo pensione complementare del comparto artigiano o lasciarlo in azienda.
Tabella riepilogativa
| Voce | Importo indicativo |
|---|---|
| Retribuzione annua lorda (13 mensilita) | ~19.240 € (minimo 3° liv. 1.480 × 13) |
| Quota TFR annua (retribuzione / 13,5) | ~1.425 € |
| Rivalutazione annua (1,5% fisso + 75% ISTAT) | Variabile (stima 2-3% per 2026) |
| TFR accantonato dopo 5 anni (senza rivalutazione) | ~7.125 € |
| TFR accantonato dopo 10 anni (senza rivalutazione) | ~14.250 € |
| Anticipazione TFR (dopo 8 anni): max 70% | Fino a ~9.975 € (su 10 anni) |
Come si calcola il TFR nel settore artigiano
Il TFR si calcola ai sensi dell’art. 2120 c.c.: la quota annua e pari alla retribuzione annua lorda divisa per 13,5. La retribuzione rilevante include tutte le voci continuative e ricorrenti: minimo tabellare, scatti di anzianita, tredicesima, eventuali indennita fisse. Non vi rientrano rimborsi spese, indennita occasionali e premi una tantum.
Ogni anno il TFR accantonato viene rivalutato applicando un tasso composto: 1,5% fisso piu il 75% dell’aumento ISTAT dei prezzi al consumo. La rivalutazione e tassata (imposta sostitutiva del 17%).
Destinazione del TFR: fondo pensione o azienda
Il lavoratore che inizia un nuovo rapporto di lavoro ha 6 mesi di tempo per comunicare al datore la scelta sulla destinazione del TFR:
- Silenzio-assenso: se entro 6 mesi non esprime alcuna scelta, il TFR viene destinato automaticamente al fondo pensione collettivo previsto dal CCNL (nel settore artigiano: Artifondo o il fondo di previdenza complementare indicato dalla contrattazione).
- Scelta esplicita per il fondo pensione: il lavoratore aderisce al fondo e il TFR viene versato trimestralmente dal datore.
- Mantenimento in azienda: il lavoratore sceglie espressamente di lasciare il TFR in azienda (possibile solo nelle imprese con meno di 50 dipendenti). Le imprese artigiane del settore benessere rientrano quasi sempre in questa categoria.
Anticipazione del TFR durante il rapporto
Il lavoratore con almeno 8 anni di servizio presso lo stesso datore puo richiedere un’anticipazione del TFR maturato, nel limite del 70% dell’importo accantonato. La richiesta puo essere presentata una sola volta. Le causali ammesse dalla legge sono:
- Spese sanitarie straordinarie documentate per il lavoratore o i familiari a carico.
- Acquisto della prima casa (per il lavoratore o i figli).
- In alcuni contratti: spese legate alla maternita o alla formazione professionale.
Il datore non e obbligato a concedere l’anticipazione se la percentuale di aventi diritto che ne hanno gia usufruito supera il 10% del totale dei dipendenti con almeno 8 anni di anzianita.
TFR e fondo pensione Artifondo
Artifondo e il fondo pensione complementare di riferimento per i lavoratori dipendenti delle imprese artigiane e delle piccole imprese. Aderirvi comporta che il TFR futuro non resti in azienda ma vada nel fondo, con la prospettiva di una rendita pensionistica integrativa all’uscita dal mercato del lavoro.
Per i nuovi assunti che non esprimono una scelta, il meccanismo del silenzio-assenso indirizza automaticamente il TFR ad Artifondo (o al fondo pensione indicato dalla contrattazione territoriale). Aderire volontariamente consente anche di contribuire con quote aggiuntive a proprio carico, con benefici fiscali (deducibilita fino a 5.164,57 € annui).
Casi pratici
Quanto TFR hai maturato?
Calcola il TFR netto: accantonamento annuo, rivalutazione ISTAT e tassazione separata, partendo dalla retribuzione del tuo CCNL.
Domande frequenti
Come si calcola il TFR annuo in acconciatura?
Posso tenere il TFR in azienda?
Quando posso richiedere l'anticipazione del TFR?
Cos'e Artifondo?
Il TFR si calcola anche sulla tredicesima?
Stesso CCNL: consulta anche preavviso, dimissioni e licenziamento, ferie, permessi e festivita, maternita, paternita e congedi parentali, scatti di anzianita, tredicesima e mensilita aggiuntive, malattia, infortunio e periodo di comporto e formazione, qualifica professionale e sicurezza.
Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Acconciatura ed Estetica. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
In sintesi
Indice dei contenuti
Il trattamento di fine rapporto è la somma che spetta al lavoratore alla cessazione del rapporto, qualunque ne sia la causa. Nel settore acconciatura ed estetica, fatto di rapporti spesso lunghi e di piccole imprese, comprenderne il funzionamento è utile sia al dipendente sia al datore. La disciplina è dettata dall'art. 2120 del codice civile, che ne fissa la natura di retribuzione differita e la formula di calcolo; il contratto può prevedere specificazioni, ma le regole strutturali sono di legge.
Natura e funzione del TFR
Il TFR è una forma di retribuzione differita: ogni anno se ne accantona una quota, che resta «sospesa» e viene erogata al momento della cessazione del rapporto. La sua funzione è di sostegno nel passaggio tra un'occupazione e l'altra o verso la quiescenza. Spetta in ogni caso di cessazione - dimissioni, licenziamento, scadenza del termine - salvo i casi di decadenza per gravi illeciti normativamente previsti, peraltro residuali.
Come si calcola: la formula dell'art. 2120
L'accantonamento annuo si determina dividendo la retribuzione utile dell'anno per il coefficiente 13,5. La retribuzione utile comprende, salvo diversa previsione contrattuale, tutte le somme corrisposte in dipendenza del rapporto non occasionali. La quota così ottenuta, al netto del contributo di legge, si somma agli accantonamenti degli anni precedenti.
La rivalutazione del TFR accantonato
Il TFR che resta in azienda si rivaluta ogni anno con un coefficiente composto: una parte fissa dell'1,5% e una parte variabile pari al 75% dell'aumento dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo. La rivalutazione tutela il valore reale dell'accantonamento nel tempo. Si tratta di parametri di legge, certi e non rimessi a stima.
TFR in azienda o alla previdenza complementare
Il lavoratore può scegliere di destinare il TFR maturando a un fondo di previdenza complementare anziché lasciarlo accantonare in azienda. La scelta incide su rivalutazione, regime fiscale e modalità di erogazione finale. È una decisione individuale, da valutare con attenzione anche nei piccoli esercizi del settore.
Le anticipazioni
In costanza di rapporto il lavoratore con una certa anzianità può chiedere un'anticipazione del TFR maturato, nei limiti percentuali e per le causali previste dalla legge (ad esempio spese sanitarie o acquisto della prima casa), eventualmente ampliate dal contratto. L'anticipazione è di regola concedibile una sola volta e riduce l'importo finale.
Erogazione e adempimenti finali
Alla cessazione, il datore liquida il TFR maturato e rivalutato, con la tassazione separata propria di questa voce. In caso di insolvenza del datore interviene il Fondo di garanzia INPS. Il lavoratore dovrebbe verificare nel prospetto di liquidazione la correttezza degli accantonamenti annui e delle rivalutazioni.
Domande frequenti
Come si calcola il TFR?
L'accantonamento annuo si ottiene dividendo la retribuzione utile dell'anno per 13,5 (art. 2120 c.c.). La quota, al netto del contributo di legge, si somma agli accantonamenti precedenti.
Il TFR si rivaluta?
Sì, il TFR lasciato in azienda si rivaluta ogni anno con un coefficiente dell'1,5% fisso più il 75% dell'aumento dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo. Sono parametri di legge certi.
Posso chiedere un'anticipazione del TFR?
Sì, con una certa anzianità e nei limiti percentuali e per le causali previste dalla legge (es. spese sanitarie, prima casa), eventualmente ampliate dal contratto. Di regola è concedibile una sola volta.
Spetta il TFR anche in caso di dimissioni?
Sì. Il TFR spetta in ogni caso di cessazione del rapporto, comprese le dimissioni, salvo le rare ipotesi di decadenza previste dalla legge per gravi illeciti.
Cosa succede se il datore non paga il TFR?
In caso di insolvenza del datore interviene il Fondo di garanzia istituito presso l'INPS, che eroga il TFR maturato secondo le regole previste.