Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
CCNL Acconciatura ed Estetica

In sintesi

Il Trattamento di Fine Rapporto matura per tutti i dipendenti del settore acconciatura ed estetica alla quota di circa un dodicesimo della retribuzione annua lorda. Ogni anno il TFR accantonato e rivalutato con un tasso fisso piu una quota legata all’inflazione ISTAT. Il lavoratore puo destinare il TFR al fondo pensione complementare del comparto artigiano o lasciarlo in azienda.

Dati contrattuali

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Parti firmatarie
Confartigianato · CNA · Casartigiani · CLAAI · Filcams-CGIL · Fisascat-CISL · UILTuCS-UIL
Ultimo rinnovo
Accordo di rinnovo 2022 (testo vigente con adeguamenti 2024-2026)
Vigenza
In corso di rinnovo; minimi indicativi aggiornati a maggio 2026
Platea
~150.000 (parrucchieri, barbieri, estetiste, centri benessere)

Tabella riepilogativa

Calcolo TFR – Esempio lavoratore al 3° livello (indicativo 2026)
Voce Importo indicativo
Retribuzione annua lorda (13 mensilita) ~19.240 € (minimo 3° liv. 1.480 × 13)
Quota TFR annua (retribuzione / 13,5) ~1.425 €
Rivalutazione annua (1,5% fisso + 75% ISTAT) Variabile (stima 2-3% per 2026)
TFR accantonato dopo 5 anni (senza rivalutazione) ~7.125 €
TFR accantonato dopo 10 anni (senza rivalutazione) ~14.250 €
Anticipazione TFR (dopo 8 anni): max 70% Fino a ~9.975 € (su 10 anni)

Come si calcola il TFR nel settore artigiano

Il TFR si calcola ai sensi dell’art. 2120 c.c.: la quota annua e pari alla retribuzione annua lorda divisa per 13,5. La retribuzione rilevante include tutte le voci continuative e ricorrenti: minimo tabellare, scatti di anzianita, tredicesima, eventuali indennita fisse. Non vi rientrano rimborsi spese, indennita occasionali e premi una tantum.

Ogni anno il TFR accantonato viene rivalutato applicando un tasso composto: 1,5% fisso piu il 75% dell’aumento ISTAT dei prezzi al consumo. La rivalutazione e tassata (imposta sostitutiva del 17%).

Destinazione del TFR: fondo pensione o azienda

Il lavoratore che inizia un nuovo rapporto di lavoro ha 6 mesi di tempo per comunicare al datore la scelta sulla destinazione del TFR:

  • Silenzio-assenso: se entro 6 mesi non esprime alcuna scelta, il TFR viene destinato automaticamente al fondo pensione collettivo previsto dal CCNL (nel settore artigiano: Artifondo o il fondo di previdenza complementare indicato dalla contrattazione).
  • Scelta esplicita per il fondo pensione: il lavoratore aderisce al fondo e il TFR viene versato trimestralmente dal datore.
  • Mantenimento in azienda: il lavoratore sceglie espressamente di lasciare il TFR in azienda (possibile solo nelle imprese con meno di 50 dipendenti). Le imprese artigiane del settore benessere rientrano quasi sempre in questa categoria.

Anticipazione del TFR durante il rapporto

Il lavoratore con almeno 8 anni di servizio presso lo stesso datore puo richiedere un’anticipazione del TFR maturato, nel limite del 70% dell’importo accantonato. La richiesta puo essere presentata una sola volta. Le causali ammesse dalla legge sono:

  • Spese sanitarie straordinarie documentate per il lavoratore o i familiari a carico.
  • Acquisto della prima casa (per il lavoratore o i figli).
  • In alcuni contratti: spese legate alla maternita o alla formazione professionale.

Il datore non e obbligato a concedere l’anticipazione se la percentuale di aventi diritto che ne hanno gia usufruito supera il 10% del totale dei dipendenti con almeno 8 anni di anzianita.

TFR e fondo pensione Artifondo

Artifondo e il fondo pensione complementare di riferimento per i lavoratori dipendenti delle imprese artigiane e delle piccole imprese. Aderirvi comporta che il TFR futuro non resti in azienda ma vada nel fondo, con la prospettiva di una rendita pensionistica integrativa all’uscita dal mercato del lavoro.

Per i nuovi assunti che non esprimono una scelta, il meccanismo del silenzio-assenso indirizza automaticamente il TFR ad Artifondo (o al fondo pensione indicato dalla contrattazione territoriale). Aderire volontariamente consente anche di contribuire con quote aggiuntive a proprio carico, con benefici fiscali (deducibilita fino a 5.164,57 € annui).

Casi pratici

Tizio – TFR maturato in 7 anni con minimo 3° livello
Tizio lavora nel salone da 7 anni con un minimo tabellare medio annuo di circa 18.720 euro lordi (13 mensilita). La quota TFR annua e circa 18.720 / 13,5 = 1.386 euro. In 7 anni ha maturato circa 9.700 euro (senza rivalutazione). Ha ancora meno di 8 anni di anzianita: non puo ancora richiedere l’anticipazione.
Caia – Scelta di destinare il TFR ad Artifondo
Caia e stata assunta 4 mesi fa. Entro i 6 mesi firma il modulo TFR2 scegliendo esplicitamente di destinare il TFR ad Artifondo. Il titolare versera ogni trimestre la quota TFR maturata al fondo. In futuro Caia potra decidere di versare contributi aggiuntivi, deducibili fiscalmente.
Sempronio – Anticipazione TFR per acquisto prima casa
Sempronio lavora nel centro estetico da 9 anni e deve acquistare la prima casa. Presenta richiesta di anticipazione TFR (70% del maturato): ha circa 12.500 euro di TFR, puo chiedere fino a 8.750 euro. Il titolare verifica che la percentuale di dipendenti che hanno gia usufruito dell’anticipazione non superi il 10% e concede l’anticipazione entro 90 giorni, previo documento d’acquisto.

Quanto TFR hai maturato?

Calcola il TFR netto: accantonamento annuo, rivalutazione ISTAT e tassazione separata, partendo dalla retribuzione del tuo CCNL.

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Domande frequenti

Come si calcola il TFR annuo in acconciatura?
Si divide la retribuzione annua lorda (comprendente tredicesima e voci fisse) per 13,5. Per un 3° livello con circa 19.000 euro lordi annui, la quota TFR e circa 1.400 euro l’anno.
Posso tenere il TFR in azienda?
Si, se l’impresa ha meno di 50 dipendenti (il che e quasi sempre vero nel settore artigiano dell’estetica). Dovete pero esprimere questa scelta esplicitamente entro 6 mesi dall’assunzione; altrimenti il TFR va automaticamente al fondo pensione.
Quando posso richiedere l'anticipazione del TFR?
Dopo 8 anni di servizio continuativo presso lo stesso datore, per un massimo del 70% del maturato. Le causali ammesse sono: spese sanitarie straordinarie, acquisto della prima casa, e altre causali previste dal CCNL.
Cos'e Artifondo?
E il fondo pensione complementare di riferimento per i lavoratori delle imprese artigiane. Il TFR destinato ad Artifondo viene investito e restituito sotto forma di rendita pensionistica complementare all’uscita dal mercato del lavoro.
Il TFR si calcola anche sulla tredicesima?
Si. La tredicesima rientra nella retribuzione utile al calcolo del TFR (art. 2120 c.c.), purche abbia carattere continuativo e non eccezionale.

Stesso CCNL: consulta anche preavviso, dimissioni e licenziamento, ferie, permessi e festivita, maternita, paternita e congedi parentali, scatti di anzianita, tredicesima e mensilita aggiuntive, malattia, infortunio e periodo di comporto e formazione, qualifica professionale e sicurezza.

Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Acconciatura ed Estetica. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

In sintesi

  • Il TFR è una retribuzione differita che matura ogni anno e si liquida alla cessazione del rapporto (art. 2120 c.c.).
  • L'accantonamento annuo si ottiene dividendo la retribuzione utile per 13,5, secondo la formula legale.
  • Il TFR accantonato in azienda si rivaluta annualmente (1,5% fisso più il 75% dell'indice ISTAT dei prezzi).
  • Il lavoratore può destinare il TFR alla previdenza complementare in luogo dell'accantonamento aziendale.
  • Sono ammesse anticipazioni nei limiti e per le causali previste dalla legge e dal contratto.
Indice dei contenuti

Il trattamento di fine rapporto è la somma che spetta al lavoratore alla cessazione del rapporto, qualunque ne sia la causa. Nel settore acconciatura ed estetica, fatto di rapporti spesso lunghi e di piccole imprese, comprenderne il funzionamento è utile sia al dipendente sia al datore. La disciplina è dettata dall'art. 2120 del codice civile, che ne fissa la natura di retribuzione differita e la formula di calcolo; il contratto può prevedere specificazioni, ma le regole strutturali sono di legge.

Natura e funzione del TFR

Il TFR è una forma di retribuzione differita: ogni anno se ne accantona una quota, che resta «sospesa» e viene erogata al momento della cessazione del rapporto. La sua funzione è di sostegno nel passaggio tra un'occupazione e l'altra o verso la quiescenza. Spetta in ogni caso di cessazione - dimissioni, licenziamento, scadenza del termine - salvo i casi di decadenza per gravi illeciti normativamente previsti, peraltro residuali.

Come si calcola: la formula dell'art. 2120

L'accantonamento annuo si determina dividendo la retribuzione utile dell'anno per il coefficiente 13,5. La retribuzione utile comprende, salvo diversa previsione contrattuale, tutte le somme corrisposte in dipendenza del rapporto non occasionali. La quota così ottenuta, al netto del contributo di legge, si somma agli accantonamenti degli anni precedenti.

La rivalutazione del TFR accantonato

Il TFR che resta in azienda si rivaluta ogni anno con un coefficiente composto: una parte fissa dell'1,5% e una parte variabile pari al 75% dell'aumento dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo. La rivalutazione tutela il valore reale dell'accantonamento nel tempo. Si tratta di parametri di legge, certi e non rimessi a stima.

TFR in azienda o alla previdenza complementare

Il lavoratore può scegliere di destinare il TFR maturando a un fondo di previdenza complementare anziché lasciarlo accantonare in azienda. La scelta incide su rivalutazione, regime fiscale e modalità di erogazione finale. È una decisione individuale, da valutare con attenzione anche nei piccoli esercizi del settore.

Le anticipazioni

In costanza di rapporto il lavoratore con una certa anzianità può chiedere un'anticipazione del TFR maturato, nei limiti percentuali e per le causali previste dalla legge (ad esempio spese sanitarie o acquisto della prima casa), eventualmente ampliate dal contratto. L'anticipazione è di regola concedibile una sola volta e riduce l'importo finale.

Erogazione e adempimenti finali

Alla cessazione, il datore liquida il TFR maturato e rivalutato, con la tassazione separata propria di questa voce. In caso di insolvenza del datore interviene il Fondo di garanzia INPS. Il lavoratore dovrebbe verificare nel prospetto di liquidazione la correttezza degli accantonamenti annui e delle rivalutazioni.

Domande frequenti

Come si calcola il TFR?

L'accantonamento annuo si ottiene dividendo la retribuzione utile dell'anno per 13,5 (art. 2120 c.c.). La quota, al netto del contributo di legge, si somma agli accantonamenti precedenti.

Il TFR si rivaluta?

Sì, il TFR lasciato in azienda si rivaluta ogni anno con un coefficiente dell'1,5% fisso più il 75% dell'aumento dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo. Sono parametri di legge certi.

Posso chiedere un'anticipazione del TFR?

Sì, con una certa anzianità e nei limiti percentuali e per le causali previste dalla legge (es. spese sanitarie, prima casa), eventualmente ampliate dal contratto. Di regola è concedibile una sola volta.

Spetta il TFR anche in caso di dimissioni?

Sì. Il TFR spetta in ogni caso di cessazione del rapporto, comprese le dimissioni, salvo le rare ipotesi di decadenza previste dalla legge per gravi illeciti.

Cosa succede se il datore non paga il TFR?

In caso di insolvenza del datore interviene il Fondo di garanzia istituito presso l'INPS, che eroga il TFR maturato secondo le regole previste.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-06-20
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.