Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 194 c.p.p.: Oggetto e limiti della testimonianza

    Art. 194 c.p.p.: Oggetto e limiti della testimonianza

    Art. 194 c.p.p. – Oggetto e limiti della testimonianza

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Oggetto e limiti della testimonianza

    1. Il testimone è esaminato sui fatti che costituiscono oggetto di prova. Non può deporre sulla moralità dell’imputato, salvo che si tratti di fatti specifici, idonei a qualificarne la personalità in relazione al reato e alla pericolosità sociale.

    2. L’esame può estendersi anche ai rapporti di parentela e di interesse che intercorrono tra il testimone e le parti o altri testimoni nonché alle circostanze il cui accertamento è necessario per valutarne la credibilità. La deposizione sui fatti che servono a definire la personalità della persona offesa dal reato è ammessa solo quando il fatto dell’imputato deve essere valutato in relazione al comportamento di quella persona.

    3. Il testimone è esaminato su fatti determinati. Non può deporre sulle voci correnti nel pubblico né esprimere apprezzamenti personali salvo che sia impossibile scinderli dalla deposizione sui fatti.

  • Art. 193 c.p.p.: Limiti di prova stabiliti dalle leggi civili

    Art. 193 c.p.p.: Limiti di prova stabiliti dalle leggi civili

    Art. 193 c.p.p. – Limiti di prova stabiliti dalle leggi civili

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Limiti di prova stabiliti dalle leggi civili

    1. Nel processo penale non si osservano i limiti di prova stabiliti dalle leggi civili, eccettuati quelli che riguardano lo stato di famiglia e di cittadinanza.

  • Art. 191 c.p.p.: Prove illegittimamente acquisite

    Art. 191 c.p.p.: Prove illegittimamente acquisite

    Art. 191 c.p.p. – Prove illegittimamente acquisite

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Prove illegittimamente acquisite

    1. Le prove acquisite in violazione dei divieti stabiliti dalla legge non possono essere utilizzate.

    2. L’inutilizzabilità è rilevabile anche di ufficio in ogni stato e grado del procedimento.

    2-bis. Le dichiarazioni o le informazioni ottenute mediante il delitto di tortura non sono comunque utilizzabili, salvo che contro le persone accusate di tale delitto e al solo fine di provarne la responsabilità penale

  • Articolo 190 Codice di Procedura Penale: Diritto alla prova

    Articolo 190 Codice di Procedura Penale: Diritto alla prova

    Art. 190 c.p.p. – Diritto alla prova

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Diritto alla prova

    1. Le prove sono ammesse a richiesta di parte. Il giudice provvede senza ritardo con ordinanza escludendo le prove vietate dalla legge e quelle che manifestamente sono superflue o irrilevanti.

    2. La legge stabilisce i casi in cui le prove sono ammesse di ufficio.

    3. I provvedimenti sull’ammissione della prova possono essere revocati sentite le parti in contraddittorio.

  • Art. 189 c.p.p.: Prove non disciplinate dalla legge

    Art. 189 c.p.p.: Prove non disciplinate dalla legge

    Art. 189 c.p.p. – Prove non disciplinate dalla legge

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Prove non disciplinate dalla legge

    1. Quando è richiesta una prova non disciplinata dalla legge, il giudice può assumerla se essa risulta idonea ad assicurare l’accertamento dei fatti e non pregiudica la libertà morale della persona. Il giudice provvede all’ammissione, sentite le parti sulle modalità di assunzione della prova.

  • Art. 188 c.p.p.: Libertà morale della persona nell’assunzione della prova

    Art. 188 c.p.p.: Libertà morale della persona nell’assunzione della prova

    Art. 188 c.p.p. – Libertà morale della persona nell’assunzione della prova

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Libertà morale della persona nell’assunzione della prova

    1. Non possono essere utilizzati, neppure con il consenso della persona interessata, metodi o tecniche idonei a influire sulla libertà di autodeterminazione o ad alterare la capacità di ricordare e di valutare i fatti.

  • Articolo 187 Codice di Procedura Penale: Oggetto della prova

    Articolo 187 Codice di Procedura Penale: Oggetto della prova

    Art. 187 c.p.p. – Oggetto della prova

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Oggetto della prova

    1. Sono oggetto di prova i fatti che si riferiscono all’imputazione, alla punibilità e alla determinazione della pena o della misura di sicurezza.

    2. Sono altresì oggetto di prova i fatti dai quali dipende l’applicazione di norme processuali.

    3. Se vi è costituzione di parte civile, sono inoltre oggetto di prova i fatti inerenti alla responsabilità civile derivante dal reato.

  • Art. 186 c.p.p.: Inosservanza di norme tributarie

    Art. 186 c.p.p.: Inosservanza di norme tributarie

    Art. 186 c.p.p. – Inosservanza di norme tributarie

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Inosservanza di norme tributarie

    1. Quando la legge assoggetta un atto a una imposta o a una tassa, l’inosservanza della norma tributaria non rende inammissibile l’atto né impedisce il suo compimento, salve le sanzioni finanziarie previste dalla legge.

  • Art. 185 c.p.p.: Effetti della dichiarazione di nullità

    Art. 185 c.p.p.: Effetti della dichiarazione di nullità

    Art. 185 c.p.p. – Effetti della dichiarazione di nullità

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Effetti della dichiarazione di nullità

    1. La nullità di un atto rende invalidi gli atti consecutivi che dipendono da quello dichiarato nullo.

    2. Il giudice che dichiara la nullità di un atto ne dispone la rinnovazione, qualora sia necessaria e possibile, ponendo le spese a carico di chi ha dato causa alla nullità per dolo o colpa grave.

    3. La dichiarazione di nullità comporta la regressione del procedimento allo stato o al grado in cui è stato compiuto l’atto nullo, salvo che sia diversamente stabilito.

    4. La disposizione del comma 3 non si applica alle nullità concernenti le prove.

  • Art. 183 c.p.p.: Sanatorie generali delle nullità

    Art. 183 c.p.p.: Sanatorie generali delle nullità

    Art. 183 c.p.p. – Sanatorie generali delle nullità

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Sanatorie generali delle nullità

    1. Salvo che sia diversamente stabilito, le nullità sono sanate:

    a) se la parte interessata ha rinunciato espressamente ad eccepirle ovvero ha accettato gli effetti dell’atto;

    b) se la parte si è avvalsa della facoltà al cui esercizio l’atto omesso o nullo è preordinato.

  • Articolo 182 Codice di Procedura Penale: Deducibilità delle nullità

    Articolo 182 Codice di Procedura Penale: Deducibilità delle nullità

    Art. 182 c.p.p. – Deducibilità delle nullità

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Deducibilità delle nullità

    1. Le nullità previste dagli articoli 180 e 181 non possono essere eccepite da chi vi ha dato o ha concorso a darvi causa ovvero non ha interesse all’osservanza della disposizione violata.

    2. Quando la parte vi assiste, la nullità di un atto deve essere eccepita prima del suo compimento ovvero, se ciò non è possibile, immediatamente dopo. Negli altri casi la nullità deve essere eccepita entro i termini previsti dagli articoli 180 e 181 commi 2, 3 e 4.

    3. I termini per rilevare o eccepire le nullità sono stabiliti a pena di decadenza.

  • Articolo 178 Codice di Procedura Penale: Nullità di ordine generale

    Articolo 178 Codice di Procedura Penale: Nullità di ordine generale

    Art. 178 c.p.p. – Nullità di ordine generale

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Nullità di ordine generale

    1. È sempre prescritta a pena di nullità l’osservanza delle disposizioni concernenti:

    a) le condizioni di capacità del giudice e il numero dei giudici necessario per costituire i collegi stabilito dalle leggi di ordinamento giudiziario;

    b) l’iniziativa del pubblico ministero nell’esercizio dell’azione penale e la sua partecipazione al procedimento;

    c) l’intervento, l’assistenza e la rappresentanza dell’imputato e delle altre parti private nonché la citazione in giudizio della persona offesa dal reato e del querelante.

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.